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La differenza tra lo stupido e il geniale a volte è labile: i produttori di Girls und Panzer sono stati colti alla sprovvista dal suo improvviso successo, al punto da dover rinviare gli ultimi due episodi di qualche mese e montarne un paio di riassuntivi. Viene da chiedersi quanto la loro modestia abbia sottovalutato il progetto e le sue potenzialità commerciali, dato che unisce due delle tipologie di otaku più numerose in assoluto: gli odierni fan della cosiddetta "animazione moe" e gli appassionati di tutto ciò che riguarda i mezzi militari, e non sono pochi.

Delle ragazzine che pilotano dei Panzer di diverse tonnellate può sulle prime apparire come l'idea più imbecille concepita di recente da mente umana, e infatti così è. I primi episodi introduttivi fanno sorgere diverse domande che tardano a trovare risposta: per esempio, il perché diavolo esiste questa disciplina extra-scolastica di sfide tra carri armati chiamata "Sensha-do", appannaggio delle sole ragazze, considerata "arte" e "utile alla maturazione di una donna (?)", o il perché esistono delle intere città costruite su enormi portaerei, o ancora come mai vengono utilizzati solo catorci della Seconda Guerra Mondiale se il mondo nel quale si svolgono le vicende è ben più avanzato, e via su questo passo. Nulla, la serie non spiega nulla, ma è bravissima a catapultarci ben presto nel suo folle mondo, al punto che non ci chiederemo più nulla di tutto questo, così come perdoniamo al disegno a matita di un bambino le sue stramberie cromatiche.

Girls und Panzer mostra così la sua reale natura, ovvero quella di anime sportivo, solo che al posto di una mazza da baseball o di una racchetta da tennis la nostra protagonista Miho Nishizumi si diletta con un Panzer IV Ausf.D del 1939, e con lei altre quattro compagne, a formare, visto il loro affiatamento dimostrato fin da subito e le loro naturali doti, il carro leader della Oorai Girls High School. Al suo si affiancano altri cingolati trovati abbandonati all'interno dell'area scolastica (la disciplina era stata smantellata per lungo tempo nell'istituto), manovrati da corrispettivi team di composizione variabile da un minimo di tre ad un massimo di sei ragazze.
È la struttura a torneo il punto forte della serie, semplice ma efficace nei suoi dodici episodi. A turno le varie scuole rivali cadono sotto i colpi delle strategie di guerra adottate da Miho, grazie anche alla tenacia delle sue compagne, in battaglie sicuramente non realistiche - ed è meglio così - ma sicuramente avvincenti e ben realizzate. Le ricercate caratteristiche dei team rivali inoltre, basate sulle principali nazioni partecipanti al secondo conflitto mondiale (Regno Unito, USA, Italia, URSS e Germania, con la Oorai in rappresentazione quindi del Giappone, sebbene i suoi carri siano di diverse nazionalità), conferiscono un maggior divertimento "folkloristico" alla visione, con immancabili citazioni, nonostante gli autori si affidino agli stereotipi più banali, come le inglesi che bevono continuamente il tè, le italiane con il simbolo della pizza, e a seguire.

Girls und Panzer procede quindi spedito verso la sua naturale conclusione, senza particolari sorprese o chissà quali virate narrative, e con una sceneggiatrice come Reiko Yoshida (K-On!, Tamako Market) non c'era da aspettasi diversamente. È qui però che entra in scena la regia, a cura di un sorprendente Tsutomu Mizushima, capace di mantenere il tono "soft" della serie e allo stesso tempo di enfatizzare ottimamente le battaglie, in particolare negli ultimi adrenalinici episodi. La soundtrack è un altro punto a favore, geniale in tal senso l'utilizzo di una diversa marcia militare per ogni istituto (con la "Katyusha" cantata dal team Pravda che è già scena cult, così come è giusto citare la "Polyushka Polye", la "Panzerlied" e svariate altre), affiancate da una gradevole OST, mentre l'aspetto tecnico, infarcito di un discreto utilizzo della CG, si presenta di buon livello e tende a migliorare vistosamente negli ultimi due episodi, quelli "postumi".
Il difetto principale di "GuP" è dato invece dal cast di eroine che popolano la serie, poco approfondite e non proprio memorabili. Gli autori si limitano a imitare pedissequamente tipologie di personaggi visti e rivisti ad nauseam in altre produzioni, con il risultato che già al secondo episodio avremo la facoltà di prevedere ogni azione delle ragazze, e pure ciò che stanno per dire, ancor prima che queste aprano bocca.

Nonostante le legittime perplessità iniziali e i suoi evidenti limiti, Girls und Panzer si dimostra innocua opera di intrattenimento, una giostra sulla quale chiunque può salire e farci un giro, assicurandosi di non porsi troppe domande. Un anime divenuto la sorpresa del 2012 per una serie di fattori, fortuiti o meno, ma con il divertimento spensierato e a tratti trash quale unica finalità principale, dichiarato e trasparente; Girls und Panzer ciò che è te lo sbatte in faccia già dal titolo, a differenza di altri prodotti in voga pretestuosi, ruffiani, falsi.