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Premetto che non sono un'amante del genere demenziale, ma per "Soredemo machi wa mawatte iru" sono contenta di aver fatto un'eccezione. La storia gira intorno a Hotori Arashiyama, una quindicenne distratta e sfaticata che ne combina di tutti i colori; come tutte le liceali è alla prese con le sue prime esperienze, spesso ingigantite dalle sue fantasie e dai suoi sogni: infatti, spesso, Hotori tende a capire ciò che vuole e a fraintendere le situazioni. Ma proprio grazie a questa sua fantasia giocosa ha tutte le carte in regola per diventare una detective di casi strampalati, come quello che gli viene proposto dal suo insegnate di matematica. Il maid café in realtà è il palcoscenico dei primi episodi, ma poi inizia a perdere di importanza, dando più spazio all'intero quartiere, un quartiere come tanti, dove la vita scorre senza particolari eventi (omettendo qualche alieno che passa di tanto in tanto...).

Spostandoci sui personaggi che la circondano, non tutti sono ben fatti, ma è innegabile che in un modo o nell'altro mettono in risalto il carattere di Hotori. L'humour della serie è di un demenziale un po' particolare, a mio parere, non facilissimo da capire, ma sicuramente coinvolgente. E' retto principalmente dalla protagonista, ma senza i personaggi di supporto, che funzionano più o meno da specchio, non avrebbe la stessa resa.

Per quanto riguarda il doppiaggio devo dire che mi ha sorpresa molto! Chiaki Omigawa, doppiatrice della protagonista Hotori, è stata bravissima, incarnando appieno il suo personaggio, con la sua voce strascicata e annoiata (particolarmente evidente nelle prime puntate).
Per quanto riguarda la musica, anche qui sono piacevolmente soddisfatta, con delle belle colonne sonore, particolarmente bella l'ending.
Beh, credo che sia impossibile non farsi coinvolgere dalle strampalate (dis)avventure di Hotori!