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Masami Kurumada è decisamente un furbone. Conscio del fatto che la sua opera magna, il celeberrimo "Saint Seiya" che a tutt'oggi riscuote consensi e successo in termine di vendite, il nostro caro mangaka ha ben pensato di continuare ad attingere dalla sua gallina dalle uova d'oro sfornando a 20 anni di distanza ben due spin off trattanti avvenimenti antecedenti quelli narrati nel lontano 1986. E se in "The Lost Canvas" abbiamo una cronaca forse superflua ed indesiderata della precedente Guerra Santa fra Athena ed Hades, in "Episode G" Kurumada trae ispirazione da quelli che per molti sono i personaggi più interessanti di tutto l'universo da lui creato: i Cavalieri d'oro.

Ambientato 7 anni prima delle vicende narrate in "Saint Seiya" durante una cruenta guerra contro la stirpe dei Titani, "Episode G" è un modo per Kurumada di approfondire i caratteri e le storie di quei personaggi che, per ovvie esigenze narrative, avevano avuto poco spazio per raccontarsi in passato. Grazie anche all'ottimo lavoro del giovane mangaka Megumu Okada, il cui tratto, per molti versi simile a quello di uno shojo, si arricchirà con il passare del tempo diventando sempre più dettagliato e dinamico, riusciremo ad avere tutte quelle informazioni che in precedenza erano assenti o descritte come il vago ricordo di qualcuno: è il caso di Aiolios del Sagittario e di Saga dei Gemelli, che finalmente riusciamo ad apprezzare in tutte le loro virtù e potenza.

Eppure, nonostante le splendide premesse, "Episode G" falla in più punti sul piano prettamente narrativo. Se il disegno di Okada con il passare dei capitoli diventa più comprensibile ed avvincente, la narrazione di Kurumada subisce invece l'effetto contrario. Sono molte le incongruenze spazio-temporali con cui avremo a che fare. Ad iniziare dai comportamenti di Aiolia, vero protagonista della vicenda, che nonostante la giovane età, appena 14 anni, riesce a formulare pensieri complessi ed articolati degni di un adulto navigato. Purtroppo dopo i primi avvincenti volumi la storia comincia a stagnare e la narrazione si limita ad una continua serie di combattimenti, in cui manca il fondamentale fattore "crescita" che avvinceva nella serie madre, che alla lunga appaiono come ripetitivi o avulsi dal contesto della storia. Sarà stata probabilmente colpa della maggiore attenzione che Kurumada ha voluto dare a "The Lost Canvas", sarà l'età, fatto resta che "Episode G" aveva tutte le carte per essere uno spin-off con i controfiocchi, superiore anche alla serie originale. Così per ora non è stato e quasi sicuramente non sarà, ma, essendo vicino alla conclusione, si spera vivamente in un finale degno di tale nome.