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10.0/10
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Attenzione: Ichi the killer è violento.
Un capolavoro violento accostabile a Pulp Fiction ma più efferato, più lugubre, più stomachevole e più splatter. Ichi nasce nella violenza, fuso con essa, vive di vendetta e combatte la sua surreale battaglia psicopatica per dare senso alla propria esistenza.

Il corpo in Ichi the killer è cosa strana: in un momento considerato come un tempio, da curare ed allenare magari andando in bicicletta, un attimo dopo lacerato e sottoposto ad atroci e insopportabili torture, fisiche e psicologiche, più tardi ancora oggetto di desiderio sessuale o di ripugnanza che fa chiudere gli occhi, per poi riaprirli e guardare ancora quel che accade nelle splendide pagine del manga di Yamamoto.

Ne è stato tratto un film da Ichi the killer. E' ancora più esagerato del fumetto, adattato da quel genio squilibrato di Takashi Miike, e che è costato vagonate di sangue. Il consiglio è di guardarlo per ottenere una catarsi. Per non distogliere lo sguardo dal lato brutale della vita, da quella parte scomoda della verità che tendiamo sempre e spontaneamente a rimuovere.

Per quanto riguarda la trama basti sapere che in un mondo dominato dalle organizzazioni criminali, un gruppo non proprio di rispettabili eroi ha elaborato un viscido piano per far scoppiare, dal suo stesso interno, l'odioso mondo del crimine: uccidendo e facendo scomparire un importante Boss, il gruppo mira a mettere gli uni contro gli altri gli Yakuza che controllano il territorio. Ichi è la pedina più importante di questo pericoloso e folle piano. Una pedina non proprio sotto controllo. Forse a causa del suo triste passato Ichi prova a restituire ciò che ha subito: violenza.

Le tavole sono impeccabili così come la caratterizzazione dei singoli personaggi. I volti molto espressivi, capaci di deformarsi oltre l'umano (così come richiede la sceneggiatura) in espressioni perfettamente in linea con la propria l'indole mostruosa.

C'è davvero tanta qualità nel manga di Yamamoto, la sua è una violenza d'autore, rivolta a chi non sviene di fronte al sangue, a chi è capace di guardare in faccia il male fine a se stesso, senza pietrificarsi ma trovando la forza di reagire.
Perchè, forse, è la nostra stessa società civile a fondarsi sulla necessità della violenza. E' quanto accade nelle società degenerate. Se ne potrebbe fare a meno? Dopo aver letto Ichi the killer sono sicuro che rispondereste di sì.

Consigliato a tutti gli adulti. Da tenere lontano dalla portata dei bambini e di chi non vuole crescere mai.