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8.0/10
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Il manga parte un po' in sordina, con una trama che, all'inizio, sembra decisamente monotona: Claire che si sposta di villaggio in villaggio per eliminare gli Yoma. Ma, già dalla fine del primo volume, appare uno dei temi portanti dell'opera, quando una Claymore perde totalmente il controllo, si trasforma in un mostro peggiore di qualsiasi Yoma. Con il procedere della storia, la trama diventa sempre più complessa, e si comincia a capire che le cose non sono come sembrano. Sembra quasi che i misteri si infittiscano seguendo la presa di coscienza della protagonista: più Claire scopre cose sull'organizzazione e sui suoi scopi, più la trama diventa intricata.

L'organizzazione, all'inizio sembra quasi essere un rifugio per tutte le Claymore ma, col passare del tempo, si rivela come un'organizzazione spietata che usa le sue guerriere come degli strumenti ed è pronta liberarsi di loro quando non sono più utili, o quando trasgrediscono le regole, come il divieto di uccidere gli esseri umani. Un'idea di come si comporta l'organizzazione viene data durante il flashback dell'infanzia di Claire, in cui Teresa del Sorriso viene punita con la morte per aver ucciso un gruppo di banditi. Col proseguire delle vicende viene mostrato un sempre maggior numero di personaggi (la maggior parte Claymore) che, sulle prime, sembrano superflui ma che in realtà svolgono un ruolo specifico per il proseguimento della storia e per la crescita di Claire.

Yagi presta molta cura nella caratterizzazione di tutti i personaggi. Lo si può già notare proprio con Teresa del Sorriso, che trova in Claire qualcuno da proteggere e condividere i propri sentimenti, e per questo è disposta a trasgredire qualunque regola. Il dolore e la follia che provano le risvegliate, come Ophelia dell'Onda che diventa proprio quello che odia con tutte le sue forze, o Jeane che implora Claire di ucciderla prima di perdere del tutto la sua umanità. Vengono trattate anche l'amicizia e la lealtà fra compagne, a partire da piccoli gesti, come il guardarsi le spalle a vicenda, fino a gesti eclatanti, come quello compiuto da Irene della Spada di Luce, che dona alla protagonista il proprio braccio per permetterle di continuare a combattere.

L'ambientazione medioevale, le atmosfere cupe ed i paesaggi desolanti spingono molti a paragonare "Claymore" con "Berserk". Anche a me è capitato di fare questo paragone... ma è un'impressione che si ha solo sulle prime battute; i due manga non si somigliano per niente a parte forse i mostri. Infatti, gli Yoma di "Claymore" somigliano in maniera impressionante agli apostoli di "Berserk", mostri che conservano ancora parti dei loro corpi umani. Passiamo ora alla parte tecnica. Nei primi numeri i disegni possono apparire molto essenziali e poco particolareggiati ma, col passare del tempo, miglioreranno notevolmente. Allo stato attuale, il tratto è molto pulito e non perde nemmeno nei combattimenti (come invece accade a molti manga). Si tratta di un buon manga che sta crescendo con il passare degli albi, sia per quanto riguarda il disegno che la storia.

Un ultima nota va fatta alle spade. Il termine "claymore" deriva da claidheamh mòr, che in Gaelico significa "grande spada". Era una spada che veniva utilizzata dai clan scozzesi nel periodo dal 1300 al 1700 circa. Queste spade si posso usare sia ad una che a due mani (cosa che si può notare anche nel manga) ed erano molto temute perché molto più leggere, quindi più veloci da maneggiare, delle spade a due mani dell'epoca. Potete trovare un articolo più dettagliato su Wikipedia.