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9.0/10
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Il Re dei Mostri è tornato e stavolta non per salvare il mondo.
Hideaki Anno ci propone un Godzilla nelle "false" vesti del cattivo di turno, ma non ci vuole un esperto di cinema per capire che il mostro in questo film non è lo stesso Godzilla ma l'uomo.
Il gigante è la rappresentazione di come l'uomo modifichi e distrugga l'ambiente attorno a sè, noncurante di quelli che possano essere gli effetti generati. Da qui abbiamo un mostro che si evolve col passare del tempo, rendendo la soluzione sempre più complicata.
Meno nascosta è la "polemica" sulla politica internazionale nei confronti degli Stati Uniti e sugli accordi post seconda guerra mondiale. Con gli yankee pronti ad approfittare della situazione per il proprio tornaconto considerando il Giappone un paese "sacrificabile". Mentre nella direzione opposta vanno visti i contatti appena accennati con i paesi europei (Francia e Germania), quasi una sorta di SOS per togliere il Giappone dalle grinfie degli americani.
Il film ci mostra una politica interna giapponese scatenata nello scaricare la magagna da un ufficio all'altro, senza dimenticare i soliti guerrafondai (quelli non mancano mai), ma soprattutto ci mostrano un primo ministro che è poco più di una bambola nelle mani della Dieta.
Molti potrebbero storcere il naso nel vedere Godzilla rappresentato in quel modo, poco più di un pupazzo di plastica, ma forse ci si è troppo imbastarditi con le rappresentazioni hollywoodiane dove si punta all'impatto visivo con fior fiori di effetti speciali.
Un ultimo appunto riguarda un messaggio lanciato in questa produzione alla popolazione "Ognuno può essere utile al proprio paese.". Questo è un messaggio lanciato in un determinato frangente del film (non dico dove per evitare spoiler) e che una persona con una minima conoscenza della cultura giapponese coglierà al volo.