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"Sweet Punishment" è un anime hentai del 2018, composto da tredici episodi ognuno da cinque minuti.

La trama iniziale è molto semplice: una giovane impiegata di nome Hina Saotome viene condannata a un anno di reclusione, per reati finanziari, e viene spedita in un carcere di massima sicurezza; qui ci sarà un carceriere molto particolare, ovvero Aki Myojin, che le farà subire delle punizioni un po' particolari.

Quando ho iniziato quest'anime, mi aspettavo molti elementi BDSM, ma onestamente qui non ne abbiamo molti, tranne qualche sessione di bondage leggero. Queste stesse punizioni sono molto leggere, e spesso sono situazioni dove Hina prova solo piacere, e dove non sembra affatto sofferente, sembrano più due fidanzati che fanno sesso.
La trama viene arricchita da alcuni elementi interessanti, ma che nella brevità dell'opera non sono approfonditi, e la stessa serie finisce in modo tronco, dato che il finale farebbe sperare in una seconda stagione, anche se questo tipo di opera è molto rara che abbia dei seguiti, e solo dopo tantissimo tempo.
Uno dei principali difetti dell'opera è il rapporto tra i personaggi, in particolare il rapporto tra il carceriere e la sua "vittima": qui non abbiamo un rapporto dolce, ma neanche un rapporto realmente violento, è una specie di mix, ma onestamente molto mal riuscito.
Belle le animazioni, queste sono sicuramente la parte migliore dell'opera e una delle poche cose che si salvano.

In conclusione: un anime appena sufficiente, non lo consiglio, ma neanche lo sconsiglio, diciamo che è un grande 'ni'; penso che possa piacere a chi voglia vedersi un hentai tanto per passare il tempo, dove ci sia qualche scenda di bondage leggero, a chi vuole opere dove c'è la Sindrome di Stoccolma e a chi cerca scene "soft" dove non c'è violenza.
Voto finale: 6+