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"Love is Like a Cocktail", o romanizzato in "Osake wa Fūfu ni Natte Kara", è un anime composto da tredici più uno episodi ognuno della durata di tre minuti.

Questo è uno di quegli anime in cui l'evolversi della trama dovrebbe svolgersi in un modo, per quanto possibile, tanto dettagliato quanto veloce, dato il poco tempo a disposizione, che alle volte potrebbe portare ad avere confusioni a livello di trama o personaggi... ebbene, tranquilli! Questo non è il caso. Che sia voluto o meno, l'uso limitato degli scenari principali, ridotto allo stretto necessario - la casa, l'ufficio e il bar (occhio, questo bar è importante!) -, aiuta a delineare con estrema facilità le abitudini e il susseguirsi delle azioni negli episodi, così da rendere la trama facile e piacevole da seguire.
La storia, come già detto, procede liscia, facilmente seguibile, e riesce a strapparti quel sorriso che tutte le opere dovrebbero lasciarti; in breve, la trama ci racconta il susseguirsi delle giornate di una coppia sposata (dal giapponese Fūfu, come da titolo), lei impiegata, Chisato Mizusawa, e lui proprietario di un elegante bar, Sora Mizusawa (esatto, hai letto bene, quel bar di cui parlavamo prima), e di come le loro giornate trascorrano tra l'impegnativo lavoro e il ritorno a casa di lei e l'accoglienza puntuale come un orologio sempre con uno dei suoi cocktail, ogni giorno diverso, di lui. Perchè?! Perchè Chisato è un appassionata bevitrice di qualsiasi cosa contenga alcool (scopriremo poi che questo non è del tutto vero), bell'hobby, no! Segreto che, però, deve assolutamente rimanere tra le mura domestiche, vista la facilità con cui l'alcool "scrolla" da Chi-chan (nome con cui viene affettuosamente chiamata dal marito) tutto lo stress della giornata lavorativa, rivelando la sua natura nel tramutarsi da forte donna impegnata e in carriera, mostrata durante il giorno, ad amorevole e instancabile amante dei cocktail preparati da Sora a fine giornata di ritorno a casa. Tanto che, in occasionali uscite tra colleghi, vedremo la nostra Chi-chan mettere in atto un autocontrollo ferreo nel rifiutare anche la minima goccia di alcool che gli si presenti davanti, e accettare l'invito solo dopo aver saputo della presenza di cocktail analcolici.

Strutturalmente parlando, ogni episodio è basato su un cocktail, con relativa ricetta e consigli nel prepararlo, il tutto spiegato nel minimo dettaglio da un limone - esatto, hai letto bene, un limone che prende di diritto il ruolo di indiscussa mascotte dell'opera. Che il cocktail sia alcolico o analcolico poco importa (esatto, analcolico, come sottolineato prima), vedremo la nostra Chi-chan non disdegnare neanche un cocktail analcolico, propostole dal marito.
Qui devo fare un piccolo appunto stilistico sullo svolgimento della storia, che ho davvero apprezzato, e interrompo la recensione. Sarò breve, gomen ne! Il fatto che l'alcool faccia uscire questa diversa sfumatura del carattere di Chisato (la donna risulterà nient'altro che "brilla") porta l'opera ad arricchirsi ancora di più, diventando di colpo da semplice slice of life/commedia a comica a livelli esilaranti (nel senso più positivo del termine), quindi, l'idea avuta di evolvere la storia in questa direzione, secondo me, ha dato quella marcia in più, riuscendo a trasformare in un istante la scena che si sta guardando con una facilità gradevole e inaspettata. È durato poco, no? Continuiamo.
La trama dell'anime è conclusa, ma non posso non ribadire come, nonostante la durata ridotta di neanche un'ora, l'anime riesca a raccontarci la vita dei nostri protagonisti e a presentarci anche il mondo che li circonda, con colleghi e amici, e soprattutto come, in aggiunta, quest'ultimi interagiscano con tutti, con lo scopo ben preciso di aiutare lo spettatore a delineare caratteristiche e peculiarità dei due protagonisti; come se non bastasse, abbiamo anche avuto la possibilità di avere un paio di episodi su come i due si sono conosciuti... e, indovinate un po'! Esatto, anche qui i cocktail di Sora ci hanno messo lo zampino (ricordate il bar di prima?), ma non voglio dire troppo, altrimenti sarebbe un riassunto insensatamente lungo e noioso, questa "recensione" è anche per chi vorrebbe vederlo ed è ancora indeciso.

Adesso parlo da spettatore, puro e semplice (come in tutta la recensione, dopotutto), non avendo particolari conoscenze di animazione/design... Ritengo che disegni e sfondi sono godibili senza pecche, almeno notabili, accompagnati da una ending (tecnicamente dovrebbe essere una ending, credo) bella, ritmata e facilmente ricordabile, quindi ottimo! Non è presente una opening, ma credo che già l'ending faccia egregiamente il proprio lavoro. Il limone che ci ha accompagnato per tutti gli episodi, leggendo e spiegando tutte le ricette proposte, protagonista dell'ending finale... beh, che dire? Un tocco di classe, no? Riuscire persino a dare una mascotte all'opera, nonostante la breve durata, penso sia solo un punto in più.

Adesso stiamo arrivando alla fine e, in teoria, dovrei smontare tutto il "lavorone", indicando quali sono le pecche... umh, ebbene, guardando questo anime, non ce ne sono! O meglio, guardo anime anch'io e credo fermamente che ogni opera sia diversa l'una dall'altra e, per recensire, o, più correttamente, esprimere il proprio parere su un anime, bisogna pensare all'opera e soltanto all'opera, e non fare inutili comparazioni senza senso, o, più specificatamente, farle, ma dopo aver analizzato alla perfezione un'opera e tutto ciò che la compone, nel minimo dettaglio, quindi io non mi sarei aspettato nient'altro da un anime di tre minuti per quattordici episodi, al massimo potrei "ribattere" su una durata più lunga, gli standard ventiquattro minuti per approfondire di più la storia, e allora, perché no?! Con qualche altro scenario, forse una gita fuori porta tra i due, gli input sarebbero infiniti, essendo uno slice of life, quindi mi fermo qui, ma questa deduco sia una consapevole scelta dell'autore stesso, per "confezionare" un'opera semplice.
N.B. Semplice non vuol dire brutta o non degna di nota, ma, semplicemente, appunto, semplice! Facile da seguire con una trama lineare e ben strutturata, strappandoti, perché no, più di un sorriso, che agli slice of life, magari, di solito manca (non a tutti, ripeto, ogni opera è a sé, e va vista e analizzata in blocco prima di dare giudizi, trovare il tema centrale e, soprattutto, chiedersi cosa ci vuole comunicare).

Concludendo (stavolta per davvero), è un anime tranquillo, da vedere senza pretese... no, questa frase mi è capitato di leggerla molte volte, ma, alla fine, credo proprio non voglia dire nulla... cosa vuol dire "senza pretese"? Ogni opera ha un significato, e quindi una "pretesa", se non altro quella di arrivare allo spettatore, che sia commedia, comica o qualsiasi altro genere, altrimenti l'autore non l'avrebbe né ideata né tantomeno animata. Comunque, piccola parentesi... per concludere (prometto, adesso è vero sul serio), l'anime è un buon anime e, visto a 360°, ha un bel character design, un ottimo comparto audio e, anche se ha una trama breve, è diversa e del tutto esaustiva... alla fine c'è una Chi-chan in ognuno di noi che, quando vede quello che più le piace, esprime il suo "Shifuku!" di rito e via!
Grazie per la lettura, spero sia stata divertente, scriverlo lo è stato!