logo AnimeClick.it

-

Ritrovo dopo molto tempo il coraggio di esprimere il mio pensiero subito appena finito di leggere l'ultimo capitolo di "Buonanotte Punpun".
Un individuo nasce, cresce e muore.
Durante il percorso dei 13 volumi di cui si compone quest'opera seguiamo il complesso "diventare grande" di un sognatore a cui la vita ha reso ogni desiderio un incubo, e al quale non resta che lasciarsi trascinare dagli eventi. In questo tragico momento storico, forse in qualche modo anticipato dal contesto in cui vivono i personaggi di "Buonanotte Punpun", non mi sentirei di consigliare a chiunque di imbarcarsi nell'avventura di questo manga. Quando è tutto molto difficile, ci verrebbe naturale di farci vincere dalle difficoltà, dimenticarci chi siamo, arrivare anche a desiderare di morire.. Ma è proprio lì che cresciamo, è nel momento in cui tutto ci sembra impossibile che dovremmo riuscire a rimanere noi stessi ed imparare come andare avanti, portando con sé ciò che ci ha fatto crescere ma restando quell'anima "pura" che eravamo nel primo momento in cui abbiamo visto la luce di questo mondo.
Punpun diviene un nostro specchio dell'anima, si ritrova durante la lettura una serie di eventi archetipici in cui potersi confrontare, in cui ripensare a come/cosa/chi siamo stati quando quell'amico, quella ragazza, nostra madre, nostro zio, un collega, uno sconosciuto ci hanno messo davanti una tale scelta. E noi cosa scegliemmo? Cosa sceglieremo ?
Inio Asano, attraverso la sua personale e costantemente drammatica modalità di rappresentare il nostro mondo, consegna la naturale bellezza dell'incertezza dell'essere a momenti di surrealtà e silenziosa riflessione. Quando Punpun si ferma per un attimo, ogni volta alza il naso verso il cielo, personaggio-metafora in cui ritroviamo rappresentata tra una nuvola e una stella tutta la calma del destino dell'umanità tutta, ovvero ciò che nessuno dei personaggi e nessuno dei lettori potrà mai comprendere, quindi non ci resta che chiudere gli occhi e addormentarci nella speranza di sognare. Di sognare di toccare quelle nuvole o di parlare con quelle stelle che dall'inizio ci guardano da così lontano.