logo AnimeClick.it

8.5/10
-

Non avendo letto il manga scritto e disegnato da Tatsuki Fujimoto, dal quale l’anime è stato tratto, la mia recensione è basata esclusivamente sui 12 episodi della prima serie dell’anime.

Ho iniziato la visione per pura curiosità, con l’aspettativa che probabilmente mi sarei fermata al primo o al secondo episodio, eppure, mi sono dovuta ricredere...
Vedere "Chainsaw man" è un po' come salire sulle montagne russe, tra discese a picco che sprofondano nel trash - in scene di una violenza inaudita e disgustose immagini splatter - e vertiginose e inaspettate risalite, tra momenti toccanti, metafore spiazzanti, personaggi sorprendenti e scene destinate a diventare iconiche.

L’incipit della storia è grottesco e surreale: in un mondo invaso dai Diavoli, Denji, un orfano senzatetto, incontra il Diavolo Motosega a cui salva la vita e con cui stringe un contratto. Insieme si guadagnano da vivere cacciando Diavoli per la yakuza finché un giorno, Denji viene apparentemente ucciso, ma il Diavolo Motosega prenderà il posto del suo cuore consentendogli di sopravvivere, mutandolo in un ibrido tra essere umano e diavolo.

Il protagonista Denji è il classico antieroe. È un ragazzo provato da una vita di stenti e solitudine, egoista, violento, emotivamente e sessualmente immaturo, privo di sogni e ambizioni.
I suoi unici desideri sono legati al soddisfacimento dei suoi bisogni più immediati: buon cibo, un letto dove dormire e una donna con la quale amoreggiare…
Quando Denji viene reclutato dalla Pubblica Sicurezza anti diavoli che gli assicura vitto e alloggio, crede di aver realizzato tutti i suoi sogni, a eccezione di quelli che riguardano le donne, ed in particolare "Makima", suo capo e "deus ex machina" (nonché personaggio ambiguo e misterioso), della quale si invaghisce immediatamente.

Denji, non abituato ad intrattenere rapporti umani, inizierà a relazionarsi con i membri della quarta divisione della Pubblica Sicurezza, tra i quali:
"Aki Hayakawa" (il personaggio migliore per introspezione psicologica, umanità e capacità di suscitare empatia), apparentemente freddo, serio, metodico e determinato a vendicare la propria famiglia sterminata dal Diavolo pistola;
"Himeno", socievole, disinibita, ironica, e con un unico vero obiettivo: proteggere Aki, di cui è innamorata;
"Power", il diavolo sangue, capace di relazionarsi in maniera amichevole con gli umani e caratterialmente non molto diversa da Denji: disadattata, violenta, scorretta, senza obiettivi degni di nota (paradossalmente, entrambi sembrano essere privi di vere emozioni e capacità di empatia, a eccezione del legame affettivo e di riconoscenza che sperimentano, rispettivamente, per il proprio gatto e per il proprio cane/diavolo/motosega).

L'interazione, inizialmente problematica o conflittuale, con i componenti della squadra, darà occasione a Denji di riflettere, con disarmante onestà, su sé stesso e sui limiti del proprio mondo interiore.

In questa rappresentazione di una realtà cinica e brutale - pervasa da una sensazione di perenne precarietà e di ineluttabilità (che lo spettatore subisce anche con la morte inaspettata di un personaggio rilevante), in cui l’umanità combatte contro Diavoli spaventosi (trasposizione delle paure umane) o scende a patti con gli stessi - trova spazio anche l’intero spettro dei sentimenti e dei valori umani positivi, quali la pietà, la solidarietà, l’amicizia, l’amore che porta al sacrificio più estremo…

Attenzione: questa parte contiene spoiler

Pertanto, in un’opera dai toni cupi ed inquietanti, assumono particolare risalto alcune scene di grande impatto emotivo, dove emerge una forte capacità espressiva dei personaggi (ho amato particolarmente quella del “sacrificio” di Himeno e del crollo emotivo di Aki in ospedale). Ho amato anche alcune scelte della regia (ad es. nell’ultimo episodio: la prospettiva visiva di Aki nel ricordo della prima sigaretta offerta da Himeno), ed alcuni espedienti narrativi particolarmente suggestivi (ad es. l’ultima sigaretta lasciata da Himeno con la scritta “easy revenge!” risolutiva dello scontro con il diavolo fantasma). Alcune scene di "slice of life" sono godibili e risultano efficaci anche per entrare in empatia con i personaggi.
Non mancano anche momenti di umorismo dissacrante e scene "maliziose" ben realizzate.

Fine parte contenente spoiler

Infine, ho apprezzato l'eccellente qualità dell’animazione e della componente musicale, con una opening azzeccatissima ed iconica (anche per le evidenti citazioni cinematografiche) ed alcune OST che esaltano i momenti più drammatici e toccanti.

In conclusione, nel complesso e per i motivi che ho esposto, è un’opera di buona qualità e, personalmente, vedrei volentieri la serie doppiata in italiano e possibilmente una seconda stagione.
Ma, onestamente, non è una serie che consiglierei a tutti, né tanto meno la consiglierei a un pubblico più giovane per contenuti e temi trattati.