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Ho desiderato tanto recensire questo manga, ma sapevo che avrei potuto farlo solo a storia finita, ho resistito con fatica e ho fatto bene, data la complessità dell’opera. Come infatti valutare quello che, in teoria o in pratica è la conclusione del manga dei cavalieri? Gli elementi da considerare sono molti e non potendo spoilerare… ma proviamo. In primo luogo mi verrebbe voglia di chiudere subito con un dieci, per il semplice fatto che questo finale è decisamente meglio di quello fallimentare del film Overture al tenkai, opera che mi tormenta ancora oggi dopo, letteralmente, vent’anni dalla visione. Poi vi è il confronto con Lost Canvas, il modo con cui sono stati gestiti Tenma, Aroon che qui si chiama Alone e Sasha, oltre all’inserimento di nuovi cavalieri d’oro, decisamente diversissimi rispetto a quelli di LC. Orbene preferisco non fare paragoni con l’opera della Shiori e considerare solo i gold della serie classica, dato che stiamo parlando di un’opera originale di Kurumada. Ed è qui che scatta, a mio avviso, il principale nodo di Next Dimension. Ovvero che non siamo in presenza di un Canvas alternativo; data la lentezza con cui è stata realizzata Dimension Kurumada avrebbe infatti avuto tutto il tempo di regolarsi di conseguenza. Non siamo nemmeno in un rifacimento di Overture, dato che, tra l’altro, dei gold morti non si parla proprio salvo in due scene memorabili. Il punto è che siamo in un’opera appunto innovativa e a sé stante, che conclude le avventure dei cavalieri in un modo non ripetitivo ma innovativo e rivoluzionario. Ovvero che, come ci ha mostrato Andromeda Hades nella serie classica, unico dei cinque cavalieri che non combatte gli specter ma che ha un peso enorme nella vicenda, in una storia dei cavalieri non contano solo battaglie e colpi segreti, ma anche l’anima e il cuore dei personaggi. Avremo perciò zero combattimenti memorabili, Pegasus che avrà un ruolo decisivo e pari a zero allo stesso tempo, una terza scalata alle dodici case per nulla ripetitiva, un Tenma debole, Doko e Shion per molti versi inguardabili, un cavallo che fa volare uno skelton con un colpo di zoccoli….. Per non parlare dei due grandi personaggi che saranno le vere colonne della storia, due traditori di altissimo livello ovvero i cavalieri d’argento Sukyo della coppa e Odysseus di Ofiuco il cui valore morale raggiunge livelli , a mio avviso, sublimi e indimenticabili. Per non parlare del tema tanto interessante per i giapponesi quanto ignorato dagli occidentali del tredicesimo segno dell’Ofiuco gestito, qui, magistralmente. La grafica e la regia sono quelle della serie classica, ovvero da dieci e lode per le armature, un po' meno per i volti e i fondali ehm ehm ma rilanciata alla grande dal fatto che l’opera sia tutta a colori, elemento a mio avviso fondamentale per quest’opera e il suo godimento. Il finale , poi, è roboante pur con alcuni punti oscuri in perfetto stile Kurumada… spero che la storia continui. In definitiva sono consapevole che i limiti non manchino, che la partenza nei primi albi sia lenta, specie per chi abbia in testa troppo LC e che alcuni elementi possano essere molto soggettivi. Ma dato che il livello epico rimane inalterato rispetto alla serie classica ritengo giusto, in onore a Odysseus e Sukyio assegnare un dieci.
Grazie Kurumada sensei e a presto

ps tutto può cambiare ma non la figuraccia del cavaliere del toro