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9.0/10
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Ottobre 2010: Optimus07 entra in un'edicola del suo paese con 10 Euro in tasca e una missione: comprare "La Settimana Enigmistica" alla propria nonna. Mentre è in fila e in attesa, il suo sguardo si posa su un fumetto. C'è scritto "Psyren". Sembra essere tutto in bianco e nero. Nonostante i suoi appena 14 anni, non ha mai letto in vita sua, nè tantomeno sà che quello è un manga. Impulsivamente, decide di comprarlo e di portarselo a casa con sè.

Dicembre 2025: Optimus07 ha finito l'università da un bel po'. Intanto, è diventato un lettore accanito e sta per concludere il trentaseiesimo libro dell'anno quando legge una notizia su Animeclick che lo sconvolge: "Psyren", il fumetto che lo ha fatto entrare nel mondo della lettura (e dei manga giapponesi) avrà finalmente, dopo ben 15 anni dalla sua conclusione, una trasposizione animata. La sua emozione è così forte che decide di riprendere in mano quell'opera non solo per ripassarla in ma anche per ritornare a quei momenti spensierati in cui, in autonomia, scoprì il mondo della lettura.

Ecco, ho voluto fare questa doverosa introduzione a "Psyren" per farvi capire che, a volte, le cose più belle succedono per caso. E una delle cose più belle che fino ad oggi mi sia mai successa è stata diventare un accanito divoratore di libri e fumetti. E tutto, perché il mio sguardo si è posato sulla copertina del numero 1 che vedete nella scheda di questo sito. Cercherò, comunque, di restituirvi una recensione quanto più oggettiva possibile in modo da farvi entrare (senza spoiler) nella storia, analizzandone pregi e difetti.

Brevemente, la trama: la storia ruota intorno ad Ageha Yoshina, un ragazzo che un giorno risponde ad un telefono pubblico che squilla e ottiene una strana tessera tutta rossa con su scritto "Psyren". Il ragazzo verrà improvvisamente catapultato in un mondo post-apocalittico dove degli strani mostri attaccano lui e gli altri esseri umani che sono entrati in possesso di questa scheda. Nel suo viaggio sarà affiancato da alcuni compagni di viaggio quali Sakurako Amamiya, una misteriosa ragazza dal carattere introverso e cinico con cui però condivide un passato di amicizia, e Hiryu Asaga, anche lui un vecchio amico di Ageha.

Questa trama vi suona familiare? Risposta affermativa! Sembra quasi che Toshihaki Iwashiro si sia ispirato a Gantz per la sua storia. E, in effetti, per i primi 4-5 numeri, ci sono veramente poche differenze con il capolavoro di Hiroya Oku. L'unica cosa che cambia è che i ragazzi e gli adulti di "Psyren" non sono morti ma vivono...diciamo, in un' "altra realtà", ecco. Per questo motivo, il lettore un po' meno attento e che ha già abbondantemente masticato tanti altri fumetti potrebbe essere spinto a lasciar perdere e a voler concentrarsi su altro. Eppure, dal volume 6 in poi, inizia ad aprirsi un mondo gigantesco in cui i viaggi su Psyren diventano solo in contorno per quello che invece si prospetta essere qualcosa di molto, molto più grande.

Dal punto di vista della classificazione, "Psyren" rientra a pieno titolo nel filone del Battle Shonen: i personaggi acquisiscono dei poteri psichici (divisi in tre filoni: Trance, Burst e Rise) che, col tempo, diventano sempre più complessi ed elaborati, come avviene da copione. Ricordiamo che "Psyren" esordì in Giappone nel 2007 e in quegli anni "Naruto", "One Piece", "Bleach" ma anche il meno giovane "Dragon Ball" erano sulla cresta dell'onda. Bisogna quindi, capire che il contesto in cui nasce è proprio questo. Nonostante ciò, ai miei occhi, leggere un'opera come questa, stona un po', anche perché è da tempo che sono "emigrato" su tutt'altro genere, ovvero quello psicologico/filosofico. Forse è questo uno dei motivi (gli altri ve li svelerò mano a mano) che mi hanno spinto a scendere un po' da quell'entusiastico 10 che avevo inserito nella vecchissima recensione che avevo pubblicato su questo sito appena finii di leggerlo anni e anni or sono. Gli Shonen di oggi, a mio avviso, sono molto diversi da quelli di 20/30 anni fa. Decisamente più maturi, cupi e violenti, sinonimo di una precoce adultizzazione dei ragazzi di oggi, esposti in modo sempre più diretto a sangue e violenza. Basta citare "Demon Slayer" come esempio chiave. Anche io, mio malgrado, mi sono trovato (seppur un po' più indirettamente) coinvolto e, per questo motivo, nella mia rilettura, ho notato che "Psyren" sia un tantinello invecchiato male.

Tuttavia, nonostante questo difetto (che può a tutti gli effetti essere considerato soggettivo), "Psyren" ha la notevole capacità di coinvolgere perché riesce a creare un mondo incredibile in cui vari personaggi si muovono, ognuno con il suo obiettivo. Alla fine della lettura, dopo ben 16 volumi, e confrontando i primi numeri con gli ultimi, vi sembrerà di aver letto qualcosa di totalmente diverso. Questo, per quanto mi riguarda, costituisce il grande pregio della scrittura di quest'opera che ha saputo reinventarsi, creare nuovi scenari e nuovi prospettive, pur rimanendo sempre fedele a sé stessa. Questo aspetto rappresenta indubbiamente il suo punto di forza: ho letto tutto d'un fiato e l'attenzione non è mai calata, ho riscoperto piano piano tutti i vari dettagli che già conoscevo e mi sono riimmedesimato nel me di 15 anni fa che attendeva l'uscita in edicola del volume successivo perché voleva sapere come la storia sarebbe andata avanti. I disegni, inoltre, sono veramente veramente belli. Infantili a tratti (ci sono le solite battute a doppio senso, frasi d'amore velate e tanto altro) ma davvero maturi e ben fatti nei momenti di tensione più alta.

Tuttavia...Tuttavia sì. "Ora incomincian le dolenti note a farmisi sentire", direbbe Dante nel suo capolavoro "La Divina Commedia". Ho ancora qualcos'altro da dire di negativo su quest'opera che il me del 2026 non ha apprezzato per nulla e lo ha lasciato piuttosto spiazzato. Parliamo dei personaggi che, pur essendo ben delineasti, pur avendo le loro evoluzioni nel tempo, sono stati un po' gestiti male, a mio avviso. Si nota particolarmente, mano a mano che si procede nella storia, il sempre più crescente interesse dell'autore verso il duo Ageha - Sakurako che diventano in breve, gli unici protagonisti indiscussi, mentre altri personaggi secondari vengono messi "in pausa" o "dati per dispersi" per molto, molto tempo, salvo poi ricomparire a sorpresa nei momenti più assurdi. Ecco, questa è una cosa che devo assolutamente rimbeccare a Iwashiro perché la storia, è vero, inizia a prendere una piega ancora più misteriosa e cupa ma quelli che dovevano essere gli "altri" protagonisti della storia vengono messi da parte. Ed è un peccato, perché avrei voluto scoprire qualcosa di più su di loro, avrei voluto conoscerli meglio, empatizzare e apprezzarli di più ma, a parte alcuni sparuti eventi in cui la storia convergeva su di loro, non ho avuto modo di capire quale sia stato il loro ruolo nella trama. Le "ricomprasate" a sorpresa le ho trovate abbastanza fuori luogo e un po' random, sono sincero. Della serie "Ok, ricacciamoli fuori ora. Così, de botto, senza senso".

Sulla conclusione, c'è stato sul web un grande dibattito: pare che "Psyren", a causa delle basse vendite, sia stata costretta a chiudere i battenti e, per questo motivo, negli ultimi volumi sembra che voglia galoppare verso la conclusione. Altri dicevano che l'opera invece è stata naturalmente chiusa con il volume 16. Sinceramente? Non c'ho capito niente neanche io. Per di più, non ho notato affatto questa corsa. Magari sì, qualcosa risulta un pochino affrettato, si poteva andare avanti per qualche altro volume e arrivare a 20/22 però sono comunque soddisfatto di come le cose si siano chiuse. L'ultimo capitolo, poi...brividoni su tutto il corpo. Come mi piacque allora, anche stavolta l'ho trovato poetico, potente e davvero emozionante. La perfetta chiusura di un ciclo.

Insomma..."Psyren" avrà finalmente un adattamento animato. Ma se siete arrivati fino a qui, immagino che non vogliate affatto leggere di nuovo questa frase. L'ho già rimarcato altre volte, e non mi sembra il caso di tediarvi ulteriormente. Dico soltanto che spero di condividere questo sentimento con qualcuno di voi, augurandoci che sia all'altezza del manga. E speriamo anche che la Star Comics, che lo ha pubblicato in Italia approfitti per fare una nuova edizione, così da permettere anche a nuovi lettori di conoscere il fantastico mondo di "Psyren", un piccolo grande capolavoro passato in sordina ma mai dimenticato davvero (tanto da essere quasi ogni anno nella classifica dei manga che i giapponesi vorrebbero vedere animati).

La domanda, quindi, sorge spontanea:

"Vuoi andare su Psyren, si o no?"