Recensione
Area 88 (OAV)
7.0/10
L'opera in questione sono stato più volte tentato di vederla, tuttavia ho sempre rimandato in quanto il genere bellico non è proprio tra i miei preferiti. Alla fine, convinto dai molti giudizi positivi, l'ho guardato e l'ho trovato bello ma non eccezionale.
Area 88 si distingue da altri titoli incentrati sulla guerra perché il focus dovrebbe essere la condizione umana in tali terribili contesti: quali sono i tipi umani che partecipano a queste azioni? E che conseguenze possono avere sull'animo umano? Ebbene tutto questo nell'anime c'è davvero ma purtroppo, almeno per me, non riesce a coinvolgere a causa di una narrazione troppo fredda quando accadono fatti atroci e poi troppo tendente al retorico, anche con una punta di melodramma, quando si affida alle parole. Di conseguenza non ho provato indignazione nel vedere opportunisti o sadici tra gli operativi di Area 88, né empatia per il povero Shin, bravo ragazzo costretto a seguire la crudele legge del 'uccidi o sarai ucciso', e neppure sgomento davanti alle situazioni crudeli e ingiuste che si possono creare in battaglia.
L'unico momento che mi ha coinvolto emotivamente è stato il saluto collettivo che Shin riceve dai suoi compagni, un bell'esempio di cameratismo.
Lo stesso discorso sulla scarsa partecipazione emotiva vale per la sottotrama riguardante Shin e la sua fidanzata Ryoko, che lotta per riavere il fidanzato ma è insidiata dall'odioso Satoru Kanzaki: questo pezzo di storia non sfigura con il resto sul piano dei contenuti, il Male spietato presente anche nei paesi pacifici come il Giappone è lo stesso presente nell'immaginaria Aslan, solo che al posto di uniformi e armi indossa giacca e cravatta ed utilizza il potere dei soldi. Però anche stavolta la narrazione non riesce a prendermi molto a causa di freddezza e retorica, sono cose che succedono e basta, e se non fossero state brevi forse le avrei trovate pure noiose. Comunque apprezzo che abbiano dato un po’ di introspezione a Satoru, che è un bastardo ma non in quanto è il solito 'sono cattivo perché sì'. Tuttavia l'unico momento che mi commosso è stato quando, nel secondo episodio, Shin e Ryoko si guardano a distanza senza saperlo.
Se le cose stanno così, come mai l'ho trovata comunque bella questa serie di OAV? Perché intrattiene molto bene grazie all'azione: nonostante l'opera abbia nell'insieme una durata non indifferente il ritmo è sempre vivace, non ci sono mai momenti morti (anzi, le parti con Ryoko in tal senso servono poiché evitano la possibile monotonia di vedere soltanto battaglie) e la regia sa sfruttare adeguatamente la spettacolarità realistica degli aerei in battaglia mostrando acrobazie ed imprese ad altissimo rischio ma niente azioni 'sborone' e tecnicamente impossibili. Ho notato, comunque, che pur essendoci moltissimi morti di sangue se ne vede poco.
Sul piano tecnico è un prodotto ancora valido come animazioni, molte scorrevoli e che descrivono in maniera accurata gli aerei, anche se il design di alcuni personaggi visto oggi può apparire datato.
Insomma, Area 88 funziona a metà: sul piano drammatico gli elementi ci sono tutti sulla carta ma non riescono ad emozionare (perlomeno nel mio caso); però sul piano del puro intrattenimento svolge bene il proprio compito.
Area 88 si distingue da altri titoli incentrati sulla guerra perché il focus dovrebbe essere la condizione umana in tali terribili contesti: quali sono i tipi umani che partecipano a queste azioni? E che conseguenze possono avere sull'animo umano? Ebbene tutto questo nell'anime c'è davvero ma purtroppo, almeno per me, non riesce a coinvolgere a causa di una narrazione troppo fredda quando accadono fatti atroci e poi troppo tendente al retorico, anche con una punta di melodramma, quando si affida alle parole. Di conseguenza non ho provato indignazione nel vedere opportunisti o sadici tra gli operativi di Area 88, né empatia per il povero Shin, bravo ragazzo costretto a seguire la crudele legge del 'uccidi o sarai ucciso', e neppure sgomento davanti alle situazioni crudeli e ingiuste che si possono creare in battaglia.
L'unico momento che mi ha coinvolto emotivamente è stato il saluto collettivo che Shin riceve dai suoi compagni, un bell'esempio di cameratismo.
Lo stesso discorso sulla scarsa partecipazione emotiva vale per la sottotrama riguardante Shin e la sua fidanzata Ryoko, che lotta per riavere il fidanzato ma è insidiata dall'odioso Satoru Kanzaki: questo pezzo di storia non sfigura con il resto sul piano dei contenuti, il Male spietato presente anche nei paesi pacifici come il Giappone è lo stesso presente nell'immaginaria Aslan, solo che al posto di uniformi e armi indossa giacca e cravatta ed utilizza il potere dei soldi. Però anche stavolta la narrazione non riesce a prendermi molto a causa di freddezza e retorica, sono cose che succedono e basta, e se non fossero state brevi forse le avrei trovate pure noiose. Comunque apprezzo che abbiano dato un po’ di introspezione a Satoru, che è un bastardo ma non in quanto è il solito 'sono cattivo perché sì'. Tuttavia l'unico momento che mi commosso è stato quando, nel secondo episodio, Shin e Ryoko si guardano a distanza senza saperlo.
Se le cose stanno così, come mai l'ho trovata comunque bella questa serie di OAV? Perché intrattiene molto bene grazie all'azione: nonostante l'opera abbia nell'insieme una durata non indifferente il ritmo è sempre vivace, non ci sono mai momenti morti (anzi, le parti con Ryoko in tal senso servono poiché evitano la possibile monotonia di vedere soltanto battaglie) e la regia sa sfruttare adeguatamente la spettacolarità realistica degli aerei in battaglia mostrando acrobazie ed imprese ad altissimo rischio ma niente azioni 'sborone' e tecnicamente impossibili. Ho notato, comunque, che pur essendoci moltissimi morti di sangue se ne vede poco.
Sul piano tecnico è un prodotto ancora valido come animazioni, molte scorrevoli e che descrivono in maniera accurata gli aerei, anche se il design di alcuni personaggi visto oggi può apparire datato.
Insomma, Area 88 funziona a metà: sul piano drammatico gli elementi ci sono tutti sulla carta ma non riescono ad emozionare (perlomeno nel mio caso); però sul piano del puro intrattenimento svolge bene il proprio compito.