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9.0/10
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<Attenzione contiene spoiler>

Introduzione e sviluppo

"Spumeggiante!" "Qualcuno provi a fermarci!" La follia ha un nuovo volto, tutto verde e gira per tutta la città e il mondo girando come un uragano a scala naturale, senza mai fermarsi, diventando sempre più imprevedibile e commettendo sempre più assurdità grottesche e pericolose. Il suo unico scopo è quello di diffondere la sua pazzia e follia e di instillarlo a chiunque venga in contatto con esso e sembra che niente sia in grado di fermarlo! Signore e signori, diamo il benvenuto al solo ed unico The Mask. Ma chi è veramente The Mask? Una domanda apparentemente semplice, ma alla quale si fatica a dare una risposta precisa, accurata e dettagliata. C'è chi pensa che sia uno squilibrato, qualcuno pensa che sia uno scherzo della natura, altri lo considerano un eroe, un giustiziere. La risposta può essere riassunta con l'affermazione in base alla quale The Mask è questo e qualcosa di più, un qualcosa che affonda in realtà nel nostro mondo interiore e che ha aspettato ed aspetta tuttora di venire fuori per esprimere al meglio il proprio potenziale esplosivo. Ma questa è la principale funzione che esso svolge. Tuttavia il nostro amico dalla faccia verde ha ben altre funzioni dalla sua parte e una di queste e aiutarci e/o costringerci a contemplare le nostre paure più profonde, le zone d'ombra della nostra mente, della nostra coscienza, della nostra consapevolezza ed aiutarci a farle sviluppare, crescere, maturare e fare in modo che esse si fondano, si uniscano, si sincronizzino e lavorino all'unisono, facendoci prendere le scelte e le decisioni più giuste, sensate, coscienti, consapevoli e responsabili. Il nostro amico verde agisce principalmente sulle nostre istanze "intrapsichiche" (Es-Io-Super Io) del protagonista, e queste si confrontano ciascuna con le altre due e contemporaneamente anche con sé stessa e le proprie sottocategorie. A tal proposito vorrei effettuare una divisione simbolica della serie in base alle suddette istanze per meglio descriverne, illustrarne e presentarne gli sviluppi, parlando così dello sviluppo del personaggio di Stanley, ma anche degli altri personaggi attorno a lui, i quali contribuiscono alla sua crescita interiore.

Personaggi e influenze culturali

Il perno centrale della serie sono, ovviamente, i personaggi e ciascuno di essi svolge un ruolo fondamentale in questa vicenda prendendo spunto da citazioni più o meno dirette e/o indirette e contribuendo alla crescita e maturità dei protagonisti e degli altri personaggi di comparsa.
Ad esempio, Skillit, ricorda molto Peter Pan, per via del fatto che i suoi poteri derivano dalla sua ombra così come la sua tendenza a rubare l'ombra degli altri ricorda molto l'Uomo Grigio dell'avventura di Peter Schlemihl di Adalbert von Chamisso. Walter ricorda ovviamente il mostro di Frankenstein di Mary Bysshe Shelley.

Fasi dello sviluppo, della crescita e della maturità dei personaggi

I stagione, smorzamento del Super-Io, appagamento dell'Es

Stanley è un impiegato bancario, sempre dedito al lavoro e quindi pieno di responsabilità, stress e molto inibito, quindi insicuro di sé e non molto incline ad uscire dalla sua routine quotidiana, poiché è per natura molto ligio alle regole, alle convenzioni e cerca di evitare sorprese, il quale vorrebbe condurre una vita ordinaria e priva di stranezze. Possiamo quindi affermare che Stanley è una persona che aderisce agli schemi, sa capire e distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ma purtroppo risulta anche fortemente provata e poco appaggato della vita che conduce ed inoltre questo suo aderire eccessivamente alle regole, essere sempre disponibile viene quasi sempre sfruttato dai suoi colleghi, amici, conoscenti, i quali lo trattano come uno zerbino. Questo almeno fino a quando il nostro Stanley non trova un artefatto magico, il quale sconvolge e cambia la sua vita a poco a poco, una maschera. Appena Stanley la indossa ecco che le sue pulsioni, i suoi sogni, desideri repressi, prendono vita, ed ecco che comincia ad esprimere il suo potenziale, anche se inizialmente fa molta fatica a dominare questa parte inconscia della sua personalità e questo lo mette in guai peggiori di quelli che ha normalmente. E questi guai hanno il volto di brutti ceffi, più o meno maligni, cattivi, crudeli, i quali hanno propositi nefasti, distruttivi. A questo punto Stanley si ritrova incastrato tra due fuochi o se possiamo dire "tra l'incudine e il martello" e a questo sta a lui decidere se continuare a subire le prevaricazioni della vita o se cominciare ad affrontarle, pur sapendo di rischiare, il tutto per salvare i propri amici, conoscenti e colleghi di lavoro e prima di tutto anche sé stesso. In questa fase The Mask agisce in maniera inconscia e nel farlo sistema i cattivi senza volerlo e desiderarlo. Questa fase consiste nell'attenuare i codici etici e morali, gli schemi razionali, conformi alla società e di natura convergente e consistono nell'uscire dalla routine, pensare in maniera alternativa a come risolvere una situazione, adottando soluzioni creativi, divertenti, originali, divergenti.

II stagione, abuso dell'Es e bilanciamento dei suoi desideri, sogni, speranze tramite la nascita, la crescita, lo sviluppo e la maturazione dell'Io

Nella seconda stagione troviamo sempre Stanley intento a condurre una vita sempre attaccata alla propria routine e come nella prima stagione, egli vorrebbe anche rinunciare all'uso della maschera, ma sente anche dentro di sé di aver bisogno di qualcos'altro per fare alla propria un salto di qualità. Quindi prova, sempre a proprio rischio e pericolo, di ricorrere alla maschera per fare in modo di ottenere qualche promozione, qualche appuntamento con qualche ragazza e magari maggior riconoscimeno sociale. Ma come sappiamo, il male non va mai a dormire ed ecco che i malfattori, criminali di turno tornano alla carica più crudeli e spietati che mai e sono decisi a colpire il nostro amico nel profondo, fino a fargli male per davvero nel personale. Quindi Stanley deve fare molta attenzione, perché per ottenere quello che desidera, deve provvedere anche al bene del prossimo, quindi i suoi colleghi, amici, conoscenti in modo da sentirsi anche a posto con la coscienza a posto e/o pur sapendo che la ricompensa non arriverà immediatamente.

III stagione, raggiungimento della piena consapevolezza e coscienza di sé e sviluppo e messa in atto di scelte e decisioni più responsabili

Nella terza stagione, Stanley e il suo alter ego si trovano a dover sempre fronteggiare le responsabilità della propria vita e a fare in modo di dover provvedere ad esse, però prendendo delle decisioni e facendo delle scelte più ponderate al fine di attenuare e ridurre i rischi che esse comportano ed arginandone i potenziali effetti distruttivi e catastrofici.

Quindi si potrebbe affemare che è stato detto tutto, ma non è così. Inizialmente Stanley è una persona ordinaria con tante tare e lacune personali, dal punto di vista caratteriale e psicologico e non riesce a far valere le proprie posizioni, perché teme il rifiuto e l'emarginazione da parte delle persone che lo circondano, poiché queste vedrebbero in questo un suo netto rifiuto o perché egli stesso teme una loro reazione sproporzionata, visto si ritrova quasi sempre a dover vivere delle relazioni asimmetriche, sia sotto il profilo psicologico, sia sotto profilo professionale e anche quello fisico che si potrebbe tradurre in conseguenze professionali, sociali, economiche, finanziarie. Possiamo quindi definire Stanley come il classico Salaryman e/o anche una parodia di Franz Kafka. Rappresenta quindi uno dei tanti modelli di antieroe, cioè di quel personaggio privo delle qualità dell'eroe come coraggio, fiducia in sé, carisma, grinta, costanza, dedizione, autonomia ed indipendenza. Principalmente lo fa perché è del parere che andare a cercare guai e problemi non porta vantaggio a nessuno. E' così facendo sta nella sua zona-sicurezza o zona comfort. Il problema è che il mondo tende ad ignorare questa logica o se ne è consapevoe la sfrutta per distruggere chi ci crede; in questo caso il mondo mette alla prova Stanley per fargli capire che questo assetto mentale di eccessiva prudenza, titubanza ed esitazione non lo fa muovere ne crescere. Ed ecco che qui subentra la maschera. Tuttavia l'intervento della maschera non è sufficiente per far cambiare mentalità ed approccio. E qui sono i cattivi ad apportare il proprio contributo implicito/esplicito e non intenzionale, mettendo quindi il nostro amico nella posizione di dover fare affidamento a quelle risorse che sono rimaste inespresse per troppo tempo e delle quali, egli capisce, che ha bisogno disperato e soprattutto quando meno se lo aspetta. Non dobbiamo dimenticare poi il contributo apportato anche indirettamente e direttamente dagli amici, dai conoscenti di Stanley, i quali si ritrovano pure loro a dover affrontare le proprie paure, debolezze, insicurezze e subiscono pure loro delle apparenti mutazioni e/o dei cambiamenti che li portano a cambiare atteggiamento e/o comportamento nei confronti di Stanley.

Grafica e colonna sonora

La grafica è proprio tipica del cartone animato occidentale a tratti curata a tratti sbarazzina, il tutto per rimarcare il contesto di apparente degrado nel quale i personaggi vivono, agiscono, pensano, parlano ed interagiscono. Vi sono molti contrasti nella grafica: primo fra tutti è l'alternarsi delle inquadrature. Abbiamo all'inizio degli episodi quasi sempre un'alternanza tra campo lunghissimo, poi campo lungo. Lo stesso discorso vale per i personaggi sui quali vengono alternati i primissimi piani, i primi piani, i mezzi primi piani, per poi passare alla soggettiva e/o al dettaglio, quando si vogliono mettere in evidenza i particolari e/o gli stati d'animo e le emozioni dei personaggi. I colori sono ora sgarggianti, ora più scoloriti, ma questo è voluto al fine di conferire la giusta atmosfera alle vicende e sottolineare e rimarcare ora l'ambientazione più sublime, ora l'ambientazionie più squallida e degradata; questo vale anche per i personaggi, i quali rispondono a questo schema di contrasto delle tonalità di colore. Data la predominanza del personaggio di Stanley Ipkiss/The Mask, le inquadrature e i primi piani tendono ad alternarsi molto velocemente, il tutto per sincronizzarsi con la velocità di improvvisazione, azione del personaggio.La colonna sonora è un misto di motivetti a ritmo di jazz, swing, alternate da sonorità più cupe o più vivaci a seconda della situazione e/o del personaggio o dei personaggi che viene o vengono inquadrati e sul quale o sui quali viene effettuato o vengono effettuati e dell'ambientazione nella quale i personaggi si ritrovano e con la quale interagiscono.


Giudizio finale

Un piccolo manuale pratico di psicologia della vita quotidiana, per affrontare i problemi che essa pone, però ricordando di ribaltare sempre la prospettiva di percezione, ascolto, osservazione, pensiero, riflessione.

Voto: 9