Recensione
5 Centimeters Per Second
7.5/10
“5 Centimeters per Second” è l’adattamento live‑action dell’omonimo anime diretto da Makoto Shinkai. Il film, pur mantenendo personaggi e atmosfere e pur restando complessivamente fedele alla storia originale, presenta una struttura narrativa differente: i tre momenti della vita del protagonista non sono presentati seguendo la linea temporale, ma vengono alternati, passando dal presente al passato.
Il filo conduttore che descrive la vita del personaggio resta quello dei treni, spesso in ritardo, e dei passaggi a livello che sembrano allontanarlo sempre di più dalle relazioni.
Se nell’anime domina l’angoscia costruita attorno all’attesa di un incontro destinato a non avverarsi, nel live‑action questa tensione emotiva è presente, ma in maniera più attenuata.
Anche il finale trasmette sensazioni leggermente differenti. Nell’anime permane un senso di tristezza e rammarico per un ragazzo che non è riuscito a lasciarsi alle spalle il passato, che si è chiuso in sé stesso per non soffrire nuovamente e che finisce per sprecare rapporti e occasioni inseguendo il ricordo di un amore perduto.
Nel film, invece, la stessa identica conclusione — ambientata sempre in prossimità di un passaggio a livello — lascia intravedere una nota di speranza, grazie all’espressione finale del protagonista.
Il filo conduttore che descrive la vita del personaggio resta quello dei treni, spesso in ritardo, e dei passaggi a livello che sembrano allontanarlo sempre di più dalle relazioni.
Se nell’anime domina l’angoscia costruita attorno all’attesa di un incontro destinato a non avverarsi, nel live‑action questa tensione emotiva è presente, ma in maniera più attenuata.
Anche il finale trasmette sensazioni leggermente differenti. Nell’anime permane un senso di tristezza e rammarico per un ragazzo che non è riuscito a lasciarsi alle spalle il passato, che si è chiuso in sé stesso per non soffrire nuovamente e che finisce per sprecare rapporti e occasioni inseguendo il ricordo di un amore perduto.
Nel film, invece, la stessa identica conclusione — ambientata sempre in prossimità di un passaggio a livello — lascia intravedere una nota di speranza, grazie all’espressione finale del protagonista.
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