Recensione
Una piacevole scoperta, lo ammetto.
Dalla trama mi sembrava quasi una cosa un po’ frivola e la prima puntata non mi aveva fatto impazzire perché durava un’ora anziché i soliti quarantacinque minuti, e quindi il caso di apertura si dilatava un po’ troppo.
Invece si è rivelata molto bella da seguire.
La trama è molto semplice, ma regge bene: Yoshio Haneoka è un avvocato dotato di memoria fotografica che inizia a lavorare per un piccolo studio legale, ritrovandosi a fare coppia con Shoko Ishida, la figlia del titolare dello studio.
Se Haneoka è pomposo per cercare di nascondere la sua enorme insicurezza, Ishida è molto rigorosa, cercando sempre di non trasgredire alle regole che si autoimpone.
Questo strano duo inizia così a lavorare insieme per risolvere i casi che gli vengono affidati.
Le dieci puntate si lasciano guardare con grande facilità, risultando scorrevoli sotto ogni punto di vista e strappando anche qualche risata.
I casi che Haneoka e Ishida affrontano sono attuali e, mentre li si guarda, fanno anche riflettere lo spettatore su certe situazioni.
Conoscevo già entrambi gli attori protagonisti e devo ammettere che insieme hanno funzionato molto bene.
Tomoya Nakamura, che interpreta Haneoka, dimostra ancora una volta di trovarsi a suo agio nelle commedie, in particolar modo quando si tratta di interpretare personaggi pomposi che si credono chissà chi.
Lo avevo conosciuto in una serie tv dove interpretava un detective che si dava molte arie, e già lì mi era piaciuto molto, risultando adatto al personaggio.
Ritrovarlo qui mi ha confermato ancora una volta che il suo talento si esprime molto bene nelle commedie, con anche momenti di serietà.
Kasumi Arimura, che interpreta Shoko, l’avevo conosciuta con la serie “Meet Me After School” (anche lei disponibile su Netflix), dove interpretava una professoressa della scuola media che, senza un motivo ben chiaro, si innamorava di un suo studente.
Se lì l’attrice mi aveva lasciato parecchi dubbi sul personaggio che interpretava, qui ha ricevuto tutta la mia approvazione, portandomi a pensare che forse sia più adatta per storie leggere.
Anche il resto del cast funziona molto bene, aggiungendo alla serie quel tocco di vivacità e divertimento che le serve senza strafare.
Il finale è facilmente prevedibile perché siamo pur sempre in una commedia, ma è comunque godibile e fa sì che il cerchio si chiuda risolvendo tutto quanto.
Le pecche che riscontro nella serie sono davvero pochissime, e la più “grave” direi che è quella riguardante il problema di salute di Ishida che, dopo essere stato scoperto, non viene più affrontato, cadendo nel dimenticatoio come se non fosse mai esistito.
La consiglio decisamente a chi cerca qualcosa di leggero, per svagarsi un po’ a fine giornata.
Datele un’occasione perché vale davvero.
Dalla trama mi sembrava quasi una cosa un po’ frivola e la prima puntata non mi aveva fatto impazzire perché durava un’ora anziché i soliti quarantacinque minuti, e quindi il caso di apertura si dilatava un po’ troppo.
Invece si è rivelata molto bella da seguire.
La trama è molto semplice, ma regge bene: Yoshio Haneoka è un avvocato dotato di memoria fotografica che inizia a lavorare per un piccolo studio legale, ritrovandosi a fare coppia con Shoko Ishida, la figlia del titolare dello studio.
Se Haneoka è pomposo per cercare di nascondere la sua enorme insicurezza, Ishida è molto rigorosa, cercando sempre di non trasgredire alle regole che si autoimpone.
Questo strano duo inizia così a lavorare insieme per risolvere i casi che gli vengono affidati.
Le dieci puntate si lasciano guardare con grande facilità, risultando scorrevoli sotto ogni punto di vista e strappando anche qualche risata.
I casi che Haneoka e Ishida affrontano sono attuali e, mentre li si guarda, fanno anche riflettere lo spettatore su certe situazioni.
Conoscevo già entrambi gli attori protagonisti e devo ammettere che insieme hanno funzionato molto bene.
Tomoya Nakamura, che interpreta Haneoka, dimostra ancora una volta di trovarsi a suo agio nelle commedie, in particolar modo quando si tratta di interpretare personaggi pomposi che si credono chissà chi.
Lo avevo conosciuto in una serie tv dove interpretava un detective che si dava molte arie, e già lì mi era piaciuto molto, risultando adatto al personaggio.
Ritrovarlo qui mi ha confermato ancora una volta che il suo talento si esprime molto bene nelle commedie, con anche momenti di serietà.
Kasumi Arimura, che interpreta Shoko, l’avevo conosciuta con la serie “Meet Me After School” (anche lei disponibile su Netflix), dove interpretava una professoressa della scuola media che, senza un motivo ben chiaro, si innamorava di un suo studente.
Se lì l’attrice mi aveva lasciato parecchi dubbi sul personaggio che interpretava, qui ha ricevuto tutta la mia approvazione, portandomi a pensare che forse sia più adatta per storie leggere.
Anche il resto del cast funziona molto bene, aggiungendo alla serie quel tocco di vivacità e divertimento che le serve senza strafare.
Il finale è facilmente prevedibile perché siamo pur sempre in una commedia, ma è comunque godibile e fa sì che il cerchio si chiuda risolvendo tutto quanto.
Le pecche che riscontro nella serie sono davvero pochissime, e la più “grave” direi che è quella riguardante il problema di salute di Ishida che, dopo essere stato scoperto, non viene più affrontato, cadendo nel dimenticatoio come se non fosse mai esistito.
La consiglio decisamente a chi cerca qualcosa di leggero, per svagarsi un po’ a fine giornata.
Datele un’occasione perché vale davvero.