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"Quando il culto delle mammelle diventa filosofia della redistribuzione..."

Se si pensava che la prima stagione avesse già esplorato ogni recesso dal "trama-centrismo", i due episodi OVA usciti subito dopo la S1 riescono nell'impresa di andare oltre, ridefinendo i confini della demenzialità "impegnata".
Il primo episodio contiene una "perla" che riassume al meglio "High School DxD" visto dall'inizio: il fulcro dell'azione drammatica – se così vogliamo chiamarla senza scoppiare a ridere – ruota attorno a una minaccia che farebbe impallidire i grandi cattivi della letteratura e della cinematografia: un mostro parassita specializzato nel succhiare l’energia vitale direttamente dal seno delle ragazze che si offrono al predatore. La battaglia che ne consegue non è un semplice scontro tra il bene e il male, ma un’epopea grottesca di corpi che gemono come in amplessi e dignità che evaporano. Il combattimento raggiunge vette di "cringe" così sublimi da trasformare il climax d'azione in una farsa totale, e in cui emerge Issei e la sua weltanschaaung: il Marxismo senologico. Il lirismo insito nel dramma interiore di Issei, un eroe talmente guidato dagli ormoni da sfiorare l'illuminazione mistica, è da "dolce stil novo". Di fronte al mostro, Issei non vede solo un nemico, ma un'opportunità di giustizia sociale. È qui che scatta il grande tentennamento tra il dovere di liberare le sue compagne demoniache dalle grinfie del predatore e la vocazione a diventare ufficialmente il "Robin Hood delle tette" ispirato al comunismo anatomico poiché il mostro genera un "frutto" che se utilizzato dalle fanciulle meno fortunate e dal seno piccolo permette una redistribuzione della "ricchezza"...
Questo tormento esistenziale tra l'egoismo di voler preservare le taglie forti del suo harem e l'altruismo di voler sanare il divario sociale delle minoranze "piatte" eleva l'episodio a parodia pura, un trionfo di ironia tagliente che ride in faccia ai cliché del genere.
In sintesi: due episodi che sono un monumento al grottesco intenzionale. Se cercate uno sviluppo psicologico dei personaggi, siete completamente fuori strada; se invece volete vedere un protagonista in preda a una crisi mistica sulla redistribuzione della massa mammaria, avete trovato il vostro capolavoro. Io sono cerchio-bottista e confermo il voto della prima serie.