Recensione
"Quando una rom-com scolastica si trasforma in un cosplay di una giovane coppia surreale"
Fino alla visione della serie anime in recensione ero più o meno convinto che l'amore adolescenziale fosse basato su curiosità, scoperte, goffaggini, equivoci, paure, sentimenti assoluti e tempeste ormonali. E invece no... Nonostante anni di narrativa a riguardo, il 2026, porta con sé la seconda stagione di "The Angel Next Door Spoils Me Rotten" ("Otonari no Tenshi-sama ni Itsunomanika Dame Ningen ni Sareteita Ken"), e "innova" profondamente il genere, portando lo spettatore a riflettere sulle mille sfaccettature dell'adolescenza, che, a volte, può essere saltata a piè pari per trasformare l'amore tra ragazzi direttamente in un manifesto pro-famiglia tradizionale.
Sia chiaro, nulla in contrario rispetto alle sia pur rispettabili intenzioni degli autori della storia e sulla relativa trasposizione animata, ci mancherebbe...
Ma, nonostante la volontà più ferrea di voler reperire in questa serie degli aspetti positivi, devo ammettere che ho fatto veramente fatica a terminare la visione di questa seconda serie, che ho percepito come "letale" per la ripetitività e la decontestualizzazione dal mondo reale.
Già la prima stagione aveva abituato lo spettatore ad un livello di dolcezza non propriamente definibile in linea con gli standard delle rom-com (in senso eccessivo), questa seconda opera decide di premere l'acceleratore, superando ogni limite immaginabile dei classici cliché del genere rom-com e il limite della fantasia dello spettatore.
Il risultato? Un'opera che, dietro la patina della dolcezza, nasconde dinamiche relazionali al limite del patologico.
Il problema centrale di questa seconda stagione non è la lentezza della sceneggaitura, ma la completa decontestualizzazione anagrafica dei protagonisti. Amane e Mahiru sono teoricamente due liceali, eppure la narrazione li incastra in una routine che somiglia in modo inquietante allo spot pubblicitario per le gioie di formare una famiglia in una delirante illusione dell'adolescenza: un "Mulino Bianco" amplificato all'eccesso.
Lo spettatore assiste episodio dopo episodio al destreggiarsi dei due protagonisti tra cene preparate alla perfezione, discorsi sul futuro e una gestione dell'economia domestica che farebbe invidia a una coppia di trentenni con il mutuo a tasso fisso. Manca solo che inizino a discutere del piano di accumulo per l'università dei futuri figli. Gli sceneggiatori sembrano aver dimenticato che sta narrando della vita di due diciassettenni, privandoli di quella spensieratezza, di quegli errori e di quel sano caos che dovrebbero caratterizzare la loro età.
"La troppa virtù è spesso un vizio mascherato da buone maniere" (F. de La Rochefoucauld)
E con questa citazione introduco senza tanti preamboli il secondo, e forse più grave, difetto strutturale della serie.
Se c'è un elemento che in questa stagione rasenta l'accanimento terapeutico verso lo spettatore "agonizzante", è la gestione (o meglio, la totale negazione) dell'intimità tra i due protagonisti. Un'intimità "negata" tra finto rispetto e segnali criptici.
Amane giustifica la sua immobilità fisica ed emotiva dietro lo scudo del "rispetto". Un rispetto così esasperato e cavilloso da trasformarsi in palese codardia e in una timidezza al limite del patologico. Non sfiora Mahiru perché "la rispetta", non fa una mossa perché "non ne è degno".
Dall'altro lato, Mahiru non è da meno: il suo bisogno di affetto e contatto viene esplicitato in modi così contraddittori, passivo-aggressivi e fuorvianti da richiedere un manuale di decriptazione. Un momento si ritrae con finta pudicizia, il momento dopo lancia frecciatine velenose sul fatto che lui non prenda l'iniziativa. Questa danza dell'immobilità non crea tensione romantica; genera solo una profonda frustrazione, trasformando i due in macchiette intrappolate in un loop di incomunicabilità.
Per provare ad esprimere meglio il concetto e per far capire quanto questa serie non sia riuscita a risultare minimamente credibile, basterebbe fare qualche confronto con altre opere.
Mi viene in mente, sempre in senso negativo "Tonikaku Kawaii": anche in questo caso abbiamo una dolcezza stucchevole e una vita domestica idilliaca, ma perlomeno i protagonisti si sposano nel primo episodio. La premessa, per quanto surreale per come è sviluppata e sulla quale ci si potrebbe comunque discutere, "giustificherebbe" lo sviluppo successivo.
Se invece si prova a cercare un anime che rappresenti un'adolescenza realistica, vado sul sicuro e menziono "Horimiya" che nonostante gli anni trascorsi dalla prima messa in onda resta il termine di paragone in positivo più impietoso per "The angel...": in questo caso i liceali si amano, sbagliano, litigano e, soprattutto, vivono l'intimità in modo naturale e commisurato alla loro età, senza trattarsi come reliquie di cristallo. Amane e Mahiru, al confronto, sembrano due androidi programmati per simulare il corteggiamento nell'Inghilterra vittoriana.
Questa serie sembra fallire anche sotto l'aspetto dei pochissimi personaggi secondari: mi riferisco in particolare ai genitori di Amane. Ben lontani dall'essere figure genitoriali realistiche, sono esclusivamente dei veri e propri "facilitatori di trama".
Il loro approccio verso Mahiru è di un'impostazione formale e di un buonismo così artificiale da risultare quasi inquietante. Non la trattano come la ragazza del figlio, ma come una divinità benevola scesa in terra a salvare il loro inutile erede. Le loro interazioni sono prive di qualsiasi ruvidezza o genuinità familiare, riducendosi a un coro di peana che applaude la perfezione della ragazza, annullando di fatto qualsiasi potenziale conflitto o spunto di crescita.
In estrema sintesi, la seconda stagione di "The Angel Next Door Spoils Me Rotten" sembra essere un esperimento di documentario educativo mal riuscito (da regime totalitario...) mascherato da anime. È un'opera che ha deciso di prendere la "comfort zone" delle rom-com e di sigillarla sottovuoto. Se siete alla ricerca di una fuga totale dalla realtà in un mondo dove i drammi si risolvono con un pasto caldo e i fidanzati non si tengono per mano per paura di causare un buco nero nell'universo, questa è la vostra serie. Per tutti gli altri, l'eccesso di melassa rischia seriamente di farvi venire voglia di guardare un documentario sull'estinzione dei dinosauri pur di provare una reale emozione.
Fino alla visione della serie anime in recensione ero più o meno convinto che l'amore adolescenziale fosse basato su curiosità, scoperte, goffaggini, equivoci, paure, sentimenti assoluti e tempeste ormonali. E invece no... Nonostante anni di narrativa a riguardo, il 2026, porta con sé la seconda stagione di "The Angel Next Door Spoils Me Rotten" ("Otonari no Tenshi-sama ni Itsunomanika Dame Ningen ni Sareteita Ken"), e "innova" profondamente il genere, portando lo spettatore a riflettere sulle mille sfaccettature dell'adolescenza, che, a volte, può essere saltata a piè pari per trasformare l'amore tra ragazzi direttamente in un manifesto pro-famiglia tradizionale.
Sia chiaro, nulla in contrario rispetto alle sia pur rispettabili intenzioni degli autori della storia e sulla relativa trasposizione animata, ci mancherebbe...
Ma, nonostante la volontà più ferrea di voler reperire in questa serie degli aspetti positivi, devo ammettere che ho fatto veramente fatica a terminare la visione di questa seconda serie, che ho percepito come "letale" per la ripetitività e la decontestualizzazione dal mondo reale.
Già la prima stagione aveva abituato lo spettatore ad un livello di dolcezza non propriamente definibile in linea con gli standard delle rom-com (in senso eccessivo), questa seconda opera decide di premere l'acceleratore, superando ogni limite immaginabile dei classici cliché del genere rom-com e il limite della fantasia dello spettatore.
Il risultato? Un'opera che, dietro la patina della dolcezza, nasconde dinamiche relazionali al limite del patologico.
Il problema centrale di questa seconda stagione non è la lentezza della sceneggaitura, ma la completa decontestualizzazione anagrafica dei protagonisti. Amane e Mahiru sono teoricamente due liceali, eppure la narrazione li incastra in una routine che somiglia in modo inquietante allo spot pubblicitario per le gioie di formare una famiglia in una delirante illusione dell'adolescenza: un "Mulino Bianco" amplificato all'eccesso.
Lo spettatore assiste episodio dopo episodio al destreggiarsi dei due protagonisti tra cene preparate alla perfezione, discorsi sul futuro e una gestione dell'economia domestica che farebbe invidia a una coppia di trentenni con il mutuo a tasso fisso. Manca solo che inizino a discutere del piano di accumulo per l'università dei futuri figli. Gli sceneggiatori sembrano aver dimenticato che sta narrando della vita di due diciassettenni, privandoli di quella spensieratezza, di quegli errori e di quel sano caos che dovrebbero caratterizzare la loro età.
"La troppa virtù è spesso un vizio mascherato da buone maniere" (F. de La Rochefoucauld)
E con questa citazione introduco senza tanti preamboli il secondo, e forse più grave, difetto strutturale della serie.
Se c'è un elemento che in questa stagione rasenta l'accanimento terapeutico verso lo spettatore "agonizzante", è la gestione (o meglio, la totale negazione) dell'intimità tra i due protagonisti. Un'intimità "negata" tra finto rispetto e segnali criptici.
Amane giustifica la sua immobilità fisica ed emotiva dietro lo scudo del "rispetto". Un rispetto così esasperato e cavilloso da trasformarsi in palese codardia e in una timidezza al limite del patologico. Non sfiora Mahiru perché "la rispetta", non fa una mossa perché "non ne è degno".
Dall'altro lato, Mahiru non è da meno: il suo bisogno di affetto e contatto viene esplicitato in modi così contraddittori, passivo-aggressivi e fuorvianti da richiedere un manuale di decriptazione. Un momento si ritrae con finta pudicizia, il momento dopo lancia frecciatine velenose sul fatto che lui non prenda l'iniziativa. Questa danza dell'immobilità non crea tensione romantica; genera solo una profonda frustrazione, trasformando i due in macchiette intrappolate in un loop di incomunicabilità.
Per provare ad esprimere meglio il concetto e per far capire quanto questa serie non sia riuscita a risultare minimamente credibile, basterebbe fare qualche confronto con altre opere.
Mi viene in mente, sempre in senso negativo "Tonikaku Kawaii": anche in questo caso abbiamo una dolcezza stucchevole e una vita domestica idilliaca, ma perlomeno i protagonisti si sposano nel primo episodio. La premessa, per quanto surreale per come è sviluppata e sulla quale ci si potrebbe comunque discutere, "giustificherebbe" lo sviluppo successivo.
Se invece si prova a cercare un anime che rappresenti un'adolescenza realistica, vado sul sicuro e menziono "Horimiya" che nonostante gli anni trascorsi dalla prima messa in onda resta il termine di paragone in positivo più impietoso per "The angel...": in questo caso i liceali si amano, sbagliano, litigano e, soprattutto, vivono l'intimità in modo naturale e commisurato alla loro età, senza trattarsi come reliquie di cristallo. Amane e Mahiru, al confronto, sembrano due androidi programmati per simulare il corteggiamento nell'Inghilterra vittoriana.
Questa serie sembra fallire anche sotto l'aspetto dei pochissimi personaggi secondari: mi riferisco in particolare ai genitori di Amane. Ben lontani dall'essere figure genitoriali realistiche, sono esclusivamente dei veri e propri "facilitatori di trama".
Il loro approccio verso Mahiru è di un'impostazione formale e di un buonismo così artificiale da risultare quasi inquietante. Non la trattano come la ragazza del figlio, ma come una divinità benevola scesa in terra a salvare il loro inutile erede. Le loro interazioni sono prive di qualsiasi ruvidezza o genuinità familiare, riducendosi a un coro di peana che applaude la perfezione della ragazza, annullando di fatto qualsiasi potenziale conflitto o spunto di crescita.
In estrema sintesi, la seconda stagione di "The Angel Next Door Spoils Me Rotten" sembra essere un esperimento di documentario educativo mal riuscito (da regime totalitario...) mascherato da anime. È un'opera che ha deciso di prendere la "comfort zone" delle rom-com e di sigillarla sottovuoto. Se siete alla ricerca di una fuga totale dalla realtà in un mondo dove i drammi si risolvono con un pasto caldo e i fidanzati non si tengono per mano per paura di causare un buco nero nell'universo, questa è la vostra serie. Per tutti gli altri, l'eccesso di melassa rischia seriamente di farvi venire voglia di guardare un documentario sull'estinzione dei dinosauri pur di provare una reale emozione.
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