Recensione
Recensione di Kane Connor
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A prescindere dal genere di appartenenza, si può suddividere l'intera mole di opere nipponiche d'animazione in quattro categorie, ragionando in termini di regia/scenegiatura/lore da una parte, qualità tecnica dall'altra. E se abbiamo da una parte una pletora di titoli scadenti in ambo i fattori e un piccolissimo gruppo di prodotti che eccellono in tutto, ecco che capita di trovare una di quelle opere che rientra in uno dei due sottoinsiemi rimanenti: bella trama ma animazioni al risparmio, e il suo viceversa.
Bastano poche immagini per capire che "My Status as an Assassin Obviously Exceeds the Hero's" è bello da vedere, sia come disegni di base che per gran parte delle animazioni: lo stile può piacere o meno, ma caratterizza bene i personaggi, i loro dettagli e il contrasto con i fondali è sempre ben amalgamato. Insomma, poche volte capita di trovare un prodotto con una cura tecnica così avanzata.
Ecco, il problema qua è un po' tutto il resto, ad esempio la trama che parte da un presupposto trito e ritrito: la classe teletrasportata in un altro mondo, sono tutti potenziali eroi rispetto ai nativi, il protagonista asociale che si scopre avere poteri speciali. Anche mancando l'originalità, ne poteva uscire un prodotto dignitoso, anche perché le prime due puntate lasciano trapelare un po' di profondità nell'intreccio narrativo. Purtroppo buona parte dei personaggi di contorno sono fin troppo abbozzati, a partire dalla coppia Re/Principessa responsabili dell'evocazione, per tacere dei vari cattivi che sono delle vere e proprie macchiette che agiscono in modo malevolo senza apparente tornaconto. Alla fine gli unici personaggi un po' più curati sono il protagonista Akira, l'elfa Amelia, il comandante Saran e in parte Yoru. Gli altri, a prescindere dal minutaggio a video, saranno sempre totalmente bidimensionali, a volte in modo irritante, come Crow e Kikila.
Altro problema di quest'opera è il plagio di diverse parti della trama, prese di peso da "The Rising of a Shield Hero" e anche da "Full Metal Alchemist", che finirà per dare un senso di deja vu a chiunque abbia ben presente queste due opere… e la cosa peggiore, è che qui sono raccontate con meno cura e capacità di stupire. Ed è un peccato, perché una cura maggiore sui poteri del protagonista, ad esempio rendendoli incontrollabili e dannosi, avrebbe creato situazioni etiche più interessanti.
Tirando le somme, non si esce dalla mediocrità, nonostante gli strumenti a disposizione: recuperatelo se avete una vera predilezione per gli isekai e per gli anime belli tecnicamente.
Bastano poche immagini per capire che "My Status as an Assassin Obviously Exceeds the Hero's" è bello da vedere, sia come disegni di base che per gran parte delle animazioni: lo stile può piacere o meno, ma caratterizza bene i personaggi, i loro dettagli e il contrasto con i fondali è sempre ben amalgamato. Insomma, poche volte capita di trovare un prodotto con una cura tecnica così avanzata.
Ecco, il problema qua è un po' tutto il resto, ad esempio la trama che parte da un presupposto trito e ritrito: la classe teletrasportata in un altro mondo, sono tutti potenziali eroi rispetto ai nativi, il protagonista asociale che si scopre avere poteri speciali. Anche mancando l'originalità, ne poteva uscire un prodotto dignitoso, anche perché le prime due puntate lasciano trapelare un po' di profondità nell'intreccio narrativo. Purtroppo buona parte dei personaggi di contorno sono fin troppo abbozzati, a partire dalla coppia Re/Principessa responsabili dell'evocazione, per tacere dei vari cattivi che sono delle vere e proprie macchiette che agiscono in modo malevolo senza apparente tornaconto. Alla fine gli unici personaggi un po' più curati sono il protagonista Akira, l'elfa Amelia, il comandante Saran e in parte Yoru. Gli altri, a prescindere dal minutaggio a video, saranno sempre totalmente bidimensionali, a volte in modo irritante, come Crow e Kikila.
Altro problema di quest'opera è il plagio di diverse parti della trama, prese di peso da "The Rising of a Shield Hero" e anche da "Full Metal Alchemist", che finirà per dare un senso di deja vu a chiunque abbia ben presente queste due opere… e la cosa peggiore, è che qui sono raccontate con meno cura e capacità di stupire. Ed è un peccato, perché una cura maggiore sui poteri del protagonista, ad esempio rendendoli incontrollabili e dannosi, avrebbe creato situazioni etiche più interessanti.
Tirando le somme, non si esce dalla mediocrità, nonostante gli strumenti a disposizione: recuperatelo se avete una vera predilezione per gli isekai e per gli anime belli tecnicamente.
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