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MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE 2026

Recensione


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La maledizione dell'Õoku è al fine pronta a scatenare la sua furia definitiva, proseguendo, proprio come nella realtà, a un anno di distanza dalla conclusione della precedente manifestazione; ma la missione dello Speziale richiederà un totale coinvolgimento che non lascerà spazio ai consueti ritmi.

La narrazione di questa Trilogia è stata abbastanza singolare ma con un'effettiva logica, con un primo capitolo che di districa in modo pressoché standard, un secondo di transizione e quindi un pò meno "denso", e infine l'ultimo che non ammette rallentamenti, in quanto tutto ciò che rimane è fermare la conseguente esplosione di poteri sovrannaturali ed emotivi accumulatisi.
Certo, questo rischia di disorientare qualora si fosse visionato il film a lunga distanza dal precedente, in quanto il ritmo sfreccia davvero al punto da apparire troppo rapido e superficiale a una prima occhiata, anche perché buona parte del cast ha già risolto i propri dilemmi e archi di crescita; ma del resto, questo può anche servire a rappresentare in toto l'approccio del nuovo spirito che striscia e avvolge inesorabile come un serpente.

Sul piano tecnico non trovo nulla di nuovo da segnalare, è tanto immenso da sembrare impossibile, come appunto un vero incubo a occhi aperti, frutto di una costruzione magistrale di 2D e 3D che riesce a reggere fino alla fine nonostante qualche momento di resa non così efficace.

I personaggi poi anche con poco riescono a completare tutti i discorsi portati avanti dal principio, e che a loro volta culminano in un ulteriore passaggio che nuovamente illustra in modo fresco e preciso uno dei temi cardine della narrativa anime, e giapponese in particolare, unendo tutto il complesso possibile di aspettative, autorità e oppressione socio-politica-culturale in quello che è sempre stato un vero micro-universo ricco praticamente di tutto.

Come sempre poi una parola sul nostro cacciatore di Mononoke, che come intuito sin dal primo film arriverà a svelare molto di più sulla propria natura, ma senza intaccare la propria caratterizzazione, che ho ulteriormente apprezzato nel suo rivelare qualche sottile ma efficace elemento emotivo, né la natura complessiva del franchise.

Quindi mi sento di confermare la validità assoluta di questa Trilogia che andrebbe senz'altro scoperta da tutti, insieme alla serie originale di cui continua a dimostrare la sempreverde qualità ed eredità frutto di una passione artistica vera che non ammette compromessi, così come molti individui che per questo non smetteranno mai di rilasciare altri Mononoke.

E perciò, arrivo davvero a sperare di poter rivedere ancora giungere un semplice Speziale a rivelarmi la dovuta Forma, Verità e Ragione dietro ogni dolore ...