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    4.0/10
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    Oggi, come ieri, è sempre difficile trattare temi complessi e sofisticati in animazione. Se non si calibrano e pesano con molte precauzioni i modi in cui vengono sviscerati determinati argomenti, magari delle idee socio-politiche geniali, volendo animate dalle migliori intenzioni, si rischia, tra fanservice, stucchevolezza e surrealismo digitalizzato, di sfociare palesemente nel ridicolo. Perché Harmony, nonostante tutte le sue buone premesse e1 [ continua a leggere]

    3.0/10
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    Innanzitutto, prima ancora d'imbastire un'invettiva contro un'opera sulla quale non c'è praticamente nulla da dire - bel paradosso - in quanto vuota, inconcludente e fine a se stessa, conviene chiedersi: ma che cos'è veramente 'sto "Dagashi Kashi"? Una commedia romantica? No, assolutamente. Fossero tutte così le commedie romantiche, allora Jake LaMotta sarebbe il principe azzurro più ambito dalle fujoshi di tutto l'universo. Uno slice of life? N1 [ continua a leggere]

    5.0/10
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    C'è stato un grande sbattimento attorno a quest'anime dal titolo assai inquietante ed evocativo: "Boku Dake ga Inai Machi", ovvero "La città in cui io non ci sono". Pareri entusiastici in ogni dove, hype a mille, blog e forum gremiti di spoiler tag carichi di brio in cui innumerevoli avatar senza nome speculano facendosi dei film mentali assurdi sulla piega che prenderà la puntata successiva del beniamino modaiolo del momento. Non li biasimo di1 [ continua a leggere]

    3.0/10
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    Prendete una pentola, aprite il rubinetto dell'inezia più totale e riempitela; dopodiché fate bollire molteplici scaglie di "Patlabor" al suo interno, con una salsa di fanservice sberluccicoso e due etti di fujoshi bait coadiuvati da una massiccia dose di salsa di bishounen. Una volta raggiunta la cottura, condite il tutto con una loli dai capelli rosa, delle ragazzine sceme che si atteggiano a poliziotte e una idol virtuale messa lì a caso; a q1 [ continua a leggere]
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    Sostanzialmente, "Meremanoid" è uno di quei tentativi che si facevano negli anni novanta di aggiornare la poetica dell'animazione avventurosa per ragazzi secondo i canoni da fascia serale, seguendo la scia del successo di "Evangelion", che di fatto si trattava di una rielaborazione postmoderna del tokusatsu per bambini rivolta a degli otaku adulti. Pertanto, ecco comparire nell'opera quel mood sinistro e inquietante comune a molti anime della su1 [ continua a leggere]
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    E' con un grande rammarico che mi accingo a stroncare un anime con la parola "Tsukihime" nel suo nome. Parlare di "Shingetsutan Tsukihime" come mera operazione pubblicitaria inerente la famosa novel di Kiriko Nasu sarebbe quasi un complimento, data la scarsa qualità effettiva dell'opera, un adattamento talmente deludente da aver addirittura generato un meme quanto mai veritiero: There's no Tsukihime anime.

    Il materiale presente nella novel di "1 [ continua a leggere]

    8.0/10
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    Nato come adattamento di un progetto web indipendente, casareccio e senza alcuna pretesa artistica, firmato da un autore improvvisato denominato ONE, il manga best seller di Yusuke Murata ha fatto parlare molto di sé, allo stesso modo della sua controparte animata, quel "One-Punch Man" che oggigiorno è sulla bocca di tutti gli appassionati. Hype meritato o ennesima moda del momento, destinata a svanire nel nulla dopo qualche mese? Gli innegabili1 [ continua a leggere]
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    Gli ingredienti per creare un qualcosa in grado di rompere gli schemi preconfezionati e poco coraggiosi dell'animazione attuale ci sono tutti: il character design di Inio Asano, le musiche di Kenji Kawai, il soggetto tratto da una novel targata 1996 molto popolare in Giappone, "Subete ga F ni Naru" di Hiroshi Mori; una bella opening, accattivante e dalle trovate grafiche strepitose, accompagnata da un brano j-pop orecchiabile e incalzante. Insom1 [ continua a leggere]
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    Non è di certo passato inosservato, questo anime dal titolo lunghissimo: "Yahari Ore no Seishun Love Kome wa Machigatteiru", per i fan più semplicemente "OreGairu". Nei meandri della rete sono molteplici le voci che gridano al capolavoro psicologico, nonché al perfetto ritratto del cinismo giovanile, che sfocia in un'impeccabile analisi della società attuale, coadiuvata dalla fenomenologia del gruppo, un'entità primordiale - ed eppure attuale -1 [ continua a leggere]

    6.0/10
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    Un'opera come "Ghost Hound" non passa di certo inosservata, in quanto è il frutto di un cast stellare. Giusto per fare alcuni nomi: Masamune Shirow, Ryotarou Nakamura e Chiaki J. Konaka, tutti e tre assieme, avete capito bene. Sembra quasi uno scherzo, ma in effetti ciò corrisponde a verità. Questo straordinario dream team fa pensare immediatamente ad un capolavoro annunciato, che sicuramente si rivelerà complesso, ricco di tematiche altisonant1 [ continua a leggere]
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    "Evangelion 3.0" rappresenta l'ultima fase, quella più plateale e raccapricciante, del declino di Hideaki Anno. Il terzo capitolo del fantomatico "Rebuild" assume i connotati dell'incubo otaku per eccellenza: la foschia nerastra che avvolgeva il tormentato Shinji Ikari negli ultimi due episodi della serie televisiva anziché ritirarsi per lasciar spazio al cielo limpido diventa fetida, nauseabonda, pronta a distruggere i gloriosi moniti del suo p1 [ continua a leggere]
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    Il 2006 è stato un anno spartiacque per l'animazione giapponese. A suo modo, "Suzumiya Haruhi no Yuuutsu" è stata un'opera influente nella storia dell'animazione, in grado di rappresentare una nuova generazione di otaku ben diversa da quella cresciuta con "Evangelion" e decisamente agli antipodi rispetto alla storica avanguardia formata dagli ormai decrepiti ragazzi dello studio Nue, ovvero Hideaki Anno, Shoji Kawamori, Toshiki Hirano e soci. Co1 [ continua a leggere]