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AnthonySoma-sensei

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
La teoria dell' "Homo faber" è nata nell'Antica Roma grazie al pensiero dello storico e politico latino Gaio Sallustio, il quale, all'interno delle sue "Epistulae ad Caesarem senem de re pubblica", utilizza l'espressione "faber est suae quisque fortunae", per descrivere il console romano Appio Claudio Cieco. Tale teoria è stata poi sviluppata durante il periodo rinascimentale attraverso la rivalutazione della figura dell'uomo, considerandolo intelligente, capace di utilizzare al meglio ciò che la natura gli offre, ed essere dunque artefice del proprio destino.
In effetti, la considerazione dell'uomo come artefice del proprio destino è la chiave di volta per l'interpretazione del prodotto di animazione "Uchiage Hanabi, Shita kara Miru ka? Yoko kara Miru ka?": prendere delle decisioni nel corso della nostra esistenza potrebbe avere degli effetti e delle conseguenze non solo su noi stessi, ma anche su chi ci circonda.

Il protagonista, Norimichi, ha avuto molteplici volte la possibilità di tornare indietro, attraverso quell'alone magico che caratterizza il film, per modificare il corso degli eventi e cercare in tutti i modi di migliorare la precaria condizione nella quale si trova la sua compagna di classe Nazuna. Nella realtà, invece, l'essere umano deve fare i conti con delle vicende che non può manipolare o modificare a suo piacimento, ecco perché diventano fondamentali le scelte che perseguiamo nel momento in cui si pongono dinanzi a noi. In altri termini, l'autore si è focalizzato principalmente sull'importanza dei processi di decision making e su quanto siano rilevanti abilità come la riflessione e la razionalità in tali processi. Tuttavia, si tratta di una triste e cruda contraddizione, in quanto l'essere umano stesso si trova nella maggior parte dei casi in situazioni imprevedibili e sulle quali non può riflettere all'istante, di conseguenza subentrano forze innate come l'impulsività e l'irrazionalità che alterano in maniera decisamente negativa i nostri modi di agire e pensare. Il lungometraggio stesso ne è una triste prova, in quanto Norimichi è dovuto tornare indietro nel tempo svariate volte prima che le cose potessero andare per il verso giusto, e ogni possibile realtà alternativa è caratterizzata dai personaggi che provano stati emotivi completamente diversi a seconda dei casi e della rilevanza che assumono all'interno della storia.

Sulla narrazione non ci sono molte cose da dire... è incentrata fondamentalmente sulla questione di Nazuna: la ragazza non vuole abbandonare la propria scuola a causa dell'ennesimo matrimonio in cui è coinvolta la madre. Il destino oramai segnato di Nazuna viene modificato molteplici volte da Norimichi e dai suoi costanti viaggi nel tempo. Al di fuori di questo singolo evento è difficile riferirsi a qualcos'altro, se non a un particolare dilemma che viene proposto decine e decine di volte durante il lungometraggio: i fuochi d'artificio sono piatti o rotondi? Inizialmente ritenevo potesse nascondersi una specifica simbologia dietro questo particolare evento, ma, dopo alcune ricerche andate a vuoto sul web, una possibile interpretazione potrebbe essere quella di un dualismo tra realtà e soprannaturale che si alternano continuamente nel corso della storia.

Lo Studio Shaft è una garanzia quando si parla di comparto grafico, riuscendo attraverso delle interessanti inquadrature ad esaltare anche gli aspetti più banali o meno interessanti di uno sfondo o di una sceneggiatura. Mentre guardavo il film mi è venuto subito da pensare a "Bakemonogatari", quando venivano proiettate particolari inquadrature e oggetti. Delle OST e del doppiaggio non ci si può affatto lamentare.

Complessivamente, "Fireworks" (titolo abbreviato) è un buon prodotto che si concentra solo ed esclusivamente sulla trasmissione di un unico messaggio. Il lungometraggio non si sofferma a dovere sulla trama, per non parlare poi della quasi assenza della caratterizzazione narrativa e psicologica dei vari protagonisti, di cui non sappiamo veramente nulla. Molto è stato lasciato alla libera interpretazione da parte dello spettatore e il finale ne rappresenta un chiaro esempio, troppi sono i punti interrogativi lasciati senza una minima spiegazione.
Dunque, se siete amanti del mistero e vi interessa dare una personale interpretazione a quasi tutto quello che vedete, questo lungometraggio fa proprio al caso vostro!
Il mio voto finale è 7.

Ryo_Saeba

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Ryo_Saeba

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9,5
Tecnicamente è disegnato molto bene: disegni abbastanza particolari, un leggero uso della CGI per alcuni disegni e animazioni, che però non è troppo invasiva, colori stupendi grazie invece all'uso del PC, che permette cose impensabili fino a solo quindici anni fa. Le animazioni normali sono belle, molto belle e fluide, alcune realizzate in modo davvero importante, come solo in un lungometraggio si può fare. La scenografia è anche quella al di fuori dei soliti schemi, con inquadrature strane, a cui lo spettatore in genere non è abituato, e voci che ricalcano alla perfezione le caratteristiche dei personaggi.

Per farla breve, la storia racconta di un gruppo di compagni di scuola circa sedicenni fra cui spiccano Norimichi, Azumi (due amici) e Nazuna... ed ecco servito il triangolo. Infatti ad entrambi piace Nazuna, ma lei sta attraversando un periodo difficile, infatti a breve dovrà trasferirsi per seguire la madre che si risposa. Ma anche lei ha dei sentimenti che la porteranno a decidere di voler fare un kakeochi (fuga d'amore). Ma le cose non vanno per il verso giusto. Come risolverle? Tornando indietro nel tempo e aggiustando le cose che non vanno di volta in volta. Ok, non è la parte più originale del film, ma chi se ne frega, il bello sta tutto nello svolgersi della trama, nella magia che ne scaturisce, nella poesia, fino al finale.
I fuochi di artificio sono piatti o sono sferici?


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Dark Verdict

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"Uchiage Hanabi" (in inglese "Fireworks, Should We See It from the Side or the Bottom?") è un film discreto, dove la storia è di quelle sempre interessanti, basata sul 'cosa succederebbe se' e quel pizzico di magia che permea la vita reale: questo continuo danzare sull'incertezza e sullo scappare dalle situazioni e dalle cose è il filo conduttore del film.
I personaggi sono molti, ma purtroppo sono quasi sacrificati all'altare dei due personaggi principali, con anche il protagonista maschile quasi messo in secondo piano rispetto a quello femminile.
Le musiche sono ottime, seppur si poteva osare di più come intensità.
Sfondi e animazioni passano dal fantastico in certi punti al terribile in certe cadute di stile qua e là sull'uso della computer graphic.

Voto: 7/10

L'animazione, i colori e gli sfondi sono da 8, che è una media tra il 10 di certi momenti e il 4 di altri. Le cadute di stile e il cattivo utilizzo della CG si fanno notare tanto anche a un occhio inesperto, soprattutto in mezzo a scene e colori davvero splendidi.

La musica è da 7, perché, se alcune tracce (come quella del trailer, ma anche altre) sono davvero belle, si poteva e si doveva osare di più anche fuori dai momenti clou.

I personaggi sono da 5. Dove la protagonista femminile, Nazuna, è l'unica che ha una vera identità dall'inizio alla fine del film, tutti gli altri sono poco meno che comparse. Persino Norimichi, il protagonista maschile, ha davvero poco impatto. È piatto, c'è poco da girarci attorno. Non ti fa venire voglia di empatizzare con lui, sia durante i momenti clou che fuori. Un peccato.

La storia è da 7. Sarebbe molto di più, ma tutto il film - soprattutto nella seconda metà - sembra correre troppo, ed è un vero peccato. L'elemento magico del film è quasi bistrattato, ma la vera cosa che fa muovere il film ("cosa succederebbe se cambiassi questa scelta") è ancora molto interessante e ti fa venire curiosità. Il tema del correre via da tutto e tutti (soprattutto da sé stessi), continuamente presente nel film, è tuttavia un buon collante della storia e ti lascia ben sperare.

Alla fine per me è un film da 7. Mi ha illuminato gli occhi in certe sequenze, ma non mi ha coinvolto a livello emotivo come avrebbe potuto.