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Testu

Episodi visti: 52/52 --- Voto 7
A metà strada tra "Doraemon" e i "Fantagenitori", "Il Mago Pancione" ("Hakushon Daimao") anticipò di poco la messa in onda dello storico gattone blu, percorrendo una strada a tratti molto simile e in parte già tracciata, almeno su carta, dai noti prodotti Kodomo del duo Fujiko Fujio, come "Nino il mio amico ninja" ("Ninja Hattori-kun").

La storia narra di un ragazzino, Kan-chan, che per sfuggire ai suoi doveri scolastici si nasconde nell’armadio, scoprendo così un passaggio in soffitta dove, a causa della polvere, finisce per risvegliare con un possente starnuto, un genio sopito in uno strambo vaso oblungo, simile ad un portafiori, ma con impressa sopra una brutta faccia sorridente. Da allora il genio lo accompagnerà suo malgrado nelle disavventure quotidiane, tentando, con scarso successo, prima di dare una mano e poi di defilarsi dai guai.

A differenza di titoli più noti dello stesso genere, il “Mago Pancione Etcì” nacque direttamente su pellicola e l’allora neonata casa produttrice Tatsunoko, divenuta in seguito storica per il filone "Time Bokan", al tempo mirò più sul suo storico spirito comico piuttosto che all’intento tipicamente educativo di questi prodotti per l'infanzia. Kan-chan infatti è più vendicativo/egoista del pigro Nobita, si potrebbe definire un Suneo meno benestante, non esattamente un simpaticone insomma ed il genio, pur di buon cuore e con buoni propositi, crea più pasticci di quanti ne risolva con la sua magia mista grottescamente a tecnologia e modellismo. Di fatto Etcì non svolge un compito di educatore nei confronti del padroncino, al massimo si improvvisa tale con lo spettatore, e non in modo chiaro. Le sue rimostranze sono sempre del tutto personali e professionali e non necessariamente sensate. Al massimo il nostro povero genio offre un commento sul finire della puntata, ma cosa da tenere bene a mente, Etcì a differenza di un Doraemon, non può pienamente ribellarsi ai capricci svogliati del padrone quando gli si chiede aiuto per sfuggire ai doveri scolastici e alle faccende di casa, anche se i cambi di regia tendono ad avere la mano larga certe volte. La stessa amicizia con Kan-chan per quanto presente, si dimostra ben poco stabile dato che: tutte le magie fatte vengono annullate in caso di un secondo starnuto, che costringe il genio a rientrare nella bottigli; Etcì può diventare il fedele e volenteroso servitore di chiunque starnutisca in presenza della bottiglia, anche animali, pure quando ciò va totalmente a discapito del ragazzetto che lo ospita; gli interessi personali di entrambi hanno la precedenza.

A rafforzare poi il lato comico vi è in breve tempo l’introduzione della figlia del mago, Sbadiglio (Akubi), che come il nome indica in entrambe le lingue, può essere evocata come suo padre, ma con un diverso richiamo, in presenza della stesso vaso. La piccola Sbadiglio, presentata con un bello stacchetto musicale-matematico, contrariamente al nome però non è noiosa e tranquilla, tutt’altro è molto vispa, furbetta e non è servizievole come il suo genitore, bensì predilige il dispetto, il sabotaggio e i desideri esauditi a metà, piuttosto che aiutare qualcuno. In pratica un elemento pestifero e di ulteriore confusione, ma anche risolutivo, quando gli aggrada, dato che è molto meno imbranata di Etcì, e riesce spesso dove lui vergognosamente fallisce.

Tecnicamente la serie è invecchiata parecchio, ma risulta ancora simpatica grazie a una serie di scelte azzeccate quali lo stile di disegno, non solo semplice, ma volutamente sgangherato, che annulla errori come: pupille storte, proporzioni incerte e dimensioni variabili durante le apparizioni di Etcì (che passa dai 2 ai 4 metri) e le animazioni, all’occorrenza accentuate per compensare il limite numerico di tavole.

Le storie e la regia mostrano una generale disorganizzazione, attutita dall’anima demenziale del prodotto, ma non celata e tra le varie puntate, in particolar modo quelle in cui compaiono gli altri familiari di Etcì, come la moglie Singhiozzo, si nota una certa differenza dal resto. Per quanto riguarda il disegno è difficile parlare di uno stile ben preciso, i connotati cambiano abbastanza da personaggio a personaggio, al massimo si può parlare di generale "racchiezza", eccezion fatta per la ragazzina di cui Kan-chan è cotto e stracotto.

Riguardo all'umorismo, se da un lato si può contestualizzare un po' di cinismo, come il tagliare i baffi ad un gatto, purgare la gente, tentare il suicidio, veder usare armi da fuoco, insomma, scene che oggi verrebbero certamente cancellate, su stratagemmi ben poco realistici, motivazioni/effetti magici improvvisati e sulla costante percezione di normalità dei cittadini verso Etcì e le sue magie, accettati facilmente entrambi con scuse puerili, nei casi migliori, è un po' più difficile passarci sopra, almeno in età adulta.

Come adattamento si può facilmente indovinare che vi sono ogni tanto termini graziosamente poco formali o desueti e che vi sono state delle modifiche. Se da un lato la traduzione dei nomi genieschi come Akubi in Sbadiglio è sacrosanta (e andava mantenuta), la trasformazione della valuta in lire, di un cibo ricorrente in polpette e i vezzeggiativi di Kan-chan come “Pancione Mio! Pancione Bello!” sono elementi già più contestabili, ma a mio avviso divertenti ed utilissimi a far affezionare il giovane pubblico a cui era diretto, checché ne pensino i puristi di oggi. D'atro canto, modificare dialoghi come una prova di coraggio, che diventa una partita di pallone, per poi vedere il protagonista nervoso in un cimitero, sono oggettivamente scempiaggini senza senso. In generale nel rivedere la serie ho avuto la sensazione di continue micro modifiche, difficili da definire, ma che di sicuro non hanno aiutato i doppiatori nella sincronizzazione dei testi. Riguardo alle voci italiane, a parte il Kan-chan di G.Andreini, voce troppo riconoscibilmente femminile e stridula, e qualche bulletto sgraziato, il resto è per lo più accettabile, soprattutto il buon mago di B.Cattaneo, col vocione goffo ma simpatico ed il padre del ragazzo interpretrato dal gracchiante M.Bonetti.

In definitiva non è una serie indimenticabile, la Tatsunoko farà di molto meglio nella sua storia, questa produzione campa più sulla demenzialità generale più che altro, ma gli va dato atto che ha saputo far affezionare generazioni di giovani adulti di tutto il mondo. Infatti, ad oggi "Hakushon Daimao"/ "Il mago pancione Etcì", nonostante il quasi cinquantennio dalla prima messa in onda, non è stato ancora dimenticato, compaiono spesso cosplay e poster in documentari, film e trasmissioni tv dedicate alla Tatsunoko, lo stesso loro sito riporta Etcì nella homepage e in collaborazione con partner come la Bandai, gli ha dedicato sempre un sufficiente merchandising, al punto che anche da noi è meno difficile del previsto procurarsi gadget dedicati... anche se a dirla tutta, non è sempre roba ufficiale o dal prezzo affrontabile a causa della tiratura limitata. Sono stati poi operati negli anni anche blandi tentativi di rilancio, pur se non realizzati internamente alla compagnia e con un pubblico stavolta di sole ragazze. Infatti nel 2001 e 2006, sono stati prodotti, con puntate di diversa lunghezza due serie di Akubi Girl, entrambe di 26 episodi (la metà di quella storica) con protagonista una rabbonita Sbadiglio in una condizione familiare inedita e con un adattamento molto meno marcato. Entrambe sono state acquistate dalle nostre reti, ma come tante altre proprietà intellettuali, non sono più state riproposte dopo un paio di messe in onda, in favore invece di vecchie glorie anni 80 ormai fin troppo munte nella ormai striminzita finestra lasciata libera dalle serie live adolescenziali e dall’ animazione geometrica made in U.S.A.

Sicuramente un remake o film animato dell’opera originale sarebbero auspicabili oggi, recentemente è stato prodotto un live-action proprio in patria che certamente non arriverà mai, ma rimanendo nell’ambito dell’animazione, molti sarebbero i punti migliorabili con estrema facilità, e non sarebbe eccessivamente proibitivo mantenere un po' di quella monelleria con cui si è cresciuti. Il pubblico e i costi però sono cambiati.


....Aulì Aulé Tulilem Blem Blu!


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demone dell'oscurità

Episodi visti: 52/52 --- Voto 10
Basta che ti scappa uno starnuto.

Mai frase fu più azzeccata di questa in una sigla per descrivere il cartone animato che in meno di un minuto da quella strofa, sarebbe stato visto.

La vera risposta maschile alle varie stilly, chappy e così via.

Un cartone che vive di una demenzialità di disegni e storie narrate al pari di carletto e il principe dei mostri, con un doppiatore sul protagonista che fa sganasciare dalle risate, allo stesso modo della figlia che porta sempre con sè.

"Auliulè, turilè, plem plum! " ed è fatta la magia dal mago pancione, un vero pasticcione nel fare i trucchi, dovrebbe ricoprire bene il ruolo di genio, ma mi sa che è l'unico a pensare di esserlo, fortunatamente c'è un'arma molto potente che riaggiusta subito ciò che lui stesso ha creato male, compiendo finalmente un vero numero di magia, le polpette, il mago ne va assolutamente pazzo, e diventa un'altra persona rispetto a ciò descritto.

"Skikirignàus! "e si compie un'altra magia, quella stavolta di sbadiglio, con la differenza che se per quella del mago c'è la soluzione per uscire dal guaio da lui stesso creato, da quelli della figlia assolutamente no, e solitamente, il tamburello che usa per operare le magie, si rivelano delle grandi disgrazie per i malcapitati, a cui il papà può ben poco.

Questo comunque è un cartone che vuole ribadire un concetto già espresso in altri cartoni moto simili a questo, ovvero che avere dei privilegi o dei lussi nella vita non sempre sono fonti di grande felicità, a volte si possono rivelare degli oneri insopportabili, per cui anziché avere degli aiuti esterni, è sempre meglio raggiungere gli obiettivi senza contare sulle proprie forze, e difatti il "padrone" del mago in parecchi episodi, dopo i danni causati dalla magica famiglia, riesce a trovare da solo le soluzioni per risolvere i problemi.

Per quanto riguarda la chiave comica del cartone è uno spasso dal primo all'ultimo episodio, perciò, se ritrasmesso da qualche rete locale, correte subito a guardarlo, già la canzone è qualcosa da piegarsi in due dal ridere!


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Broken Mirror

Episodi visti: 52/52 --- Voto 8
"Il mago pancione - Etcì" è un anime prodotto e realizzato dalla "Tatsunoko" verso la fine degli anni '60. In questa serie si narrano le vivaci avventure del povero e sfortunato bambino Ganchan, il quale un giorno ritrova nella sua soffitta un vaso dai colori e dalla forma strani. Dato che si tratta di una storia di un mago, che esce da un vaso, tutti penseranno che si tratti della solita copia della lampada magica, che, strofinandola, regala a chi la ha toccata, un mago in grado di risolvere guai ed esaudire desideri... invece no!
Ed è proprio qui il bello della storia. Infatti, affinché il mago esca dal suo vaso, non bisogna né strofinare né toccare niente, tanto meno il vaso: Si deve solo starnutire per far uscire il grande e goffo mago Etcì!
Proprio questa caratteristica ha reso famoso questo anime, molto, molto particolare!
Questo speciale mago non è proprio il classico genio che risolve i problemi e che, con uno scricchio di dita, esaudisce i più assurdi desideri! Egli è un mago manuale, un po' stand alone, poiché per realizzare i sogni del suo padrone, che lo ha fatto uscire dal vaso, starnutendo, prende dalla sua tasca degli oggetti che costruisce pian piano, e che, con un pizzico di magia, diventano un po' l'illusione di vedere esaudito il proprio desiderio.
Un po' come un "Doraemon" molto, ma molto goffo, demente ma simpatico che dalla sua borsetta prende oggetti leggermente più fasulli e strani di quelli del gattone - robotico.
Ganchan, il bambino protagonista, penserà di essere fortunato nell'avere qualcuno a cui comandare a bacchetta, ma invece si sbaglierà di grosso! Infatti il mago Etcì si rivelerà essere una forma di portatore di guai, insieme agli altri componenti della sua famiglia, tanti ma simpatici, che soggiornano nel vaso.
Gli altri personaggi di questo anime sono:
La figlia del mago, Sbadiglio, che basta richiamare con questo semplice gesto;
sua moglie, Singhiozzo, che si richiama con l'omonima azione;
il cane pasticcione Bulldog, che darà del filo da torcere a tutti i simpatici abitanti del suo quartiere, e i genitori di Ganchan, che, una volta scoperto il segreto del vaso, cercheranno di sfruttare al massimo le potenzialità di questa cosa.
Con episodi formati da due puntate ciascuno, e tanta tanta demenzialità, il "Mago Pancione" si rivela uno dei migliori anime del suo tempo, che, pur non avendo caratteristiche tecniche esorbitanti, se la cava, divertendo e strappando risate a crepapelle a grandi e piccini!