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NickyFlowers

Episodi visti: 24/24 --- Voto 7
“The Ancient Magus’ Bride” è stato l’anime più atteso della stagione autunnale 2017, e aveva creato in chi scrive delle aspettative piuttosto elevate. Non si può dire che tali aspettative non siano state soddisfatte, ma allo stesso tempo non si può negare quanto quest’anime non abbia lasciato un totale appagamento.

Tutto inizia quando Chise Hatori, un’adolescente sola e senza più una famiglia, viene venduta a un’asta. La ragazza viene acquistata a un prezzo esorbitante da Elias Ainsworth, un potente mago che le offre, o meglio le impone, la possibilità di diventare sua allieva, nonché sua futura sposa. Il resto della storia segue Chise ed Elias che incontrano e si relazionano con varie creature magiche, alcune delle quali poco amichevoli e intente ad ostacolare la vita dei due.

Una delle prime cose che si possono notare in “The Ancient Magus’ Bride” è quanto la serie sappia mostrare uno stile unico. L’atmosfera, i vari luoghi magici, i draghi e la fauna in generale, i maghi, gli stregoni e le fattucchiere sono elementi che destano fascino nello spettatore, oltre che curiosità e desiderio di scoprire quali altre creature caratterizzano il mondo rappresentato nell’anime.

I personaggi hanno una caratterizzazione incisiva e ci si affeziona genuinamente a loro. Anche quando presentano un background poco innovativo come nel caso di Alice o di Silky, non si può fare a meno di simpatizzare per loro. Di certo, però, i personaggi più riusciti sono Chise ed Elias. E’ pressoché inevitabile che la giovane ragazza dai capelli rossi e il mago dalla testa a forma di teschio canino entrino nel cuore di chiunque guardi la serie.
C’è da dire che inizialmente Chise sembra quasi senza personalità: con una faccia impassibile e con un tono di voce sempre molto pacato dava l'impressione di essere una marionetta a cui Elias poteva fare tutto ciò che voleva. Tuttavia, questa sua caratterizzazione iniziale è necessaria a mostrare quanto Chise abbia sofferto nella sua vita, mostrando una sorta di indifferenza verso ciò che le può capitare in futuro. Col passare degli episodi, però, il suo carattere migliora moltissimo, tanto da sviluppare una risolutezza e uno spirito di sacrificio affatto scontati.
Il personaggio di Elias, invece, ha un’evoluzione che è in qualche modo l’opposto di quella di Chise: dall’essere un tipo che sa quello che fa e quello che vuole, mano a mano diventa sempre più indeciso, soprattutto quando si tratta di provare delle emozioni umane. Per questo motivo Chise ed Elias si completano: entrambi hanno conosciuto la solitudine, ma, stando insieme, hanno cominciato, o ricominciato, a provare un sentimento puro e autentico come l’affetto.

Ciononostante, “The Ancient Magus’ Bride” presenta alcuni difetti che danno fastidio durante la visione. Il fattore più problematico è la quasi totale assenza di trama: infatti, la maggior parte degli episodi hanno uno sviluppo autoconclusivo.
Un’altra cosa che con l’andare avanti è risultata essere tediosa è la risoluzione troppo affrettata di alcuni problemi. Per esempio, un episodio si conclude con Chise che tossisce sangue. E’ chiaro che lo spettatore rimanga sconvolto per questa cosa, e la curiosità di voler sapere come finisce è molta. Tuttavia, nell’episodio successivo, Chise viene mandata in cura e tutta la faccenda si risolve nel giro di dieci minuti. Questo schema è presente in più puntate. Dunque, se la prima volta l’effetto sorpresa è garantito, già la seconda lascerà una sensazione di già visto e la noia sarà imminente.
Ciò porta anche a un altro difetto, ossia l’assenza di un villain importante. Anche lo stesso Cartaphilus, che all’inizio mostrava una cattiveria gratuita che lo poteva rendere un degno antagonista, in realtà diventa l’ennesimo tizio con un passato tragico alle spalle che deve fare pena.

Un appunto positivo va fatto per quanto riguarda l’apparato tecnico, che mostra dei paesaggi ben curati e dei colori molto accesi, ma non troppo sgargianti. Nota di merito alle OST dai toni delicati e rilassanti. Da citare infine la prima ending, che rappresenta perfettamente quello che è l’anime: una serie sul cerchio della vita che, per quante volte si ripete, mostra sempre qualcosa di nuovo, e come solo noi possiamo scrivere la nostra storia.

In conclusione, “The Ancient Magus’ Bride” è un titolo consigliato che, nonostante alcuni difetti, sa intrattenere, emozionare e far affezionare ai propri personaggi. Una serie discreta che con la sua magia sarà in grado di conquistare il cuore di alcuni.


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Sublime.itnb

Episodi visti: 24/24 --- Voto 8,5
"Mahoutsukai no Yome" ha come vero protagonista l'intreccio indissolubile tra vita e morte: tutti gli episodi ruotano intorno all'influenza vicendevole che le lega, e ogni personaggio le affronta per mezzo dell'affetto o amore (a seconda delle singole situazioni). Chise, dalla quale tutta la storia ha inizio, non è altro che un libro composto da pagine bianche, e l'anime esplora come esso si riempia di caratteri che definiscono semplicemente quanto la vita sia inestimabile.
Probabilmente, la vera magia sta nel comprendere questo dato di fatto.


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Kiya91

Episodi visti: 24/24 --- Voto 7
Scrivo questa recensione dopo aver da poco terminato la visione della serie, perciò di seguito butterò giù un po’ di impressioni ancora a caldo.
Se dovessi riassumere quest’anime in una frase, direi: “Tutto fumo e niente arrosto”.

Nonostante sia uno dei pochi anime che ha potuto vantare una trasposizione di ventiquattro episodi, le tempistiche sono state gestite malamente e la trama non è mai decollata del tutto.
La storia ingrana molto lentamente e, quando finalmente un episodio si chiude con un cliffhanger, nel successivo la situazione si risolve subito con un nulla di fatto, smorzando quel poco di tensione che finalmente si era venuta a creare.

Protagonisti di questa favola fantasy sono Chise - una ragazzina di sedici anni - e il mago Elias, sebbene siano tutti gli altri personaggi più o meno secondari a mandare avanti la storia.
La protagonista inizialmente è molto passiva, e bisogna attendere troppi episodi per riuscire a empatizzare un po’ con lei e vederla agire. Elias invece sembra avere una personalità piuttosto contorta ed enigmatica all’inizio, ma più semplicemente si rivela poi essere ancora un bambino per molti aspetti.
Come si può immaginare, con due caratteri così è difficile prevedere che tipo di relazione potrebbe svilupparsi, e difatti il tutto resta sempre e solo abbozzato (a tal proposito il titolo stesso della serie, per quanto visto finora, è un po’ fuorviante).
Anche i flashback non sono del tutto esaustivi per comprendere appieno le dinamiche, ma, trattandosi di un manga ancora in corso, do il beneficio del dubbio sulla possibilità che sia il manga stesso a non aver ancora svelato alcuni passaggi.
Sicuramente la storia ha del potenziale, ma personalmente ritengo che il ritmo della narrazione sia davvero troppo lento, tenendo poi conto che è etichettato come shounen; questo non significa che allora deve avere per forza un ritmo forsennato, ma più semplicemente intendo dire che avrebbero dovuto cercare di realizzare un miglior equilibrio tra avventura e slice of life. Sottolineo che, non avendo letto il manga, non so se attribuire questa mancanza alla sceneggiatura dell’anime o se invece un tale squilibrio sia proprio del manga, e dunque l’anime ne è soltanto una copia fedele.

Sulla “confezione” invece non c’è alcun appunto particolare, anzi! I paesaggi lasciano a bocca aperta, così come i colori che animano le scene; la prima opening e la prima ending sono di ottimo livello.

Tirando le somme: comparto tecnico eccellente, storia con buon potenziale ma narrazione al limite del soporifero e personaggi che non convincono; il risultato finale è discreto.
Voto: 7