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RG29

Episodi visti: 12/12 --- Voto 6
B the Begining è quel tipo di anime che sulla carta possedeva ogni caratteristica per essere un prodotto di qualità. Casa di animazione I.G(quella di Ghost in the Shell e per la parte animata in Kill Bill Vol 1) uno dei registi che si era occupato in seconda unità proprio del segmento animato di Kill Bill e poi come animatore di Samurai Champloo, un'ottima colonna sonora e dei personaggi interessanti, in primis il detective Keith Flick.
Cosa non va? In primis un numero esiguo di episodi, 12, quando la storia se seguita attentamente è molto complessa. Complessità che si traduce nel risolvere velocemente molto passaggi, concentrarsi su alcuni personaggi, lasciando in ombra altri, arrivando ad un finale che chiarisce alcuni aspetti e ne lascia inspiegati molti.

Tornando ai personaggi, per quanto i secondari si presentino interessanti, l'unico che emerge è il solo detective Keith Flick, il tutto comporta che per quanto caratterizzati, i secondari, e anche i vari antagonisti, non lasciano eccessivamente il segno.

Tutto questo comporta che una volta terminata la visione su Netflix, si resti con l'amaro in bocca, soprattutto perché realizzata non da esordienti. Vale in ogni caso la visione se si cerca una serie da consumare in fretta e che lasci qualcosa. Una trama gestita meglio, ne avrebbe fatto un'ottimo prodotto, che così non può che rimanere sulla sufficienza.


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maxcristal1990

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Ottima fatturazione! La storia è un po' particolare come i personaggi e le animazioni presenti.
Possiamo dire che almeno vediamo qualcosa di un po' diverso! Quello che mi ha colpito di più sono dei tratti di alcuni combattimenti di alto livello che in poche altre serie animate ho potuto vedere a parer mio. Non è di certo un opera che posso consigliare a tutti, comunque, visto che la trama e la grafica di certo non si avvicinano nemmeno a un genere azione di quelli che siamo abituati a vedere tutti i giorni. Guardatelo solo se vi piacciono le cose alternative.


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alessiox1

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
"B: The Beginning" è un anime del 2018 dello studio Production I.G., di genere thriller, poliziesco e soprannaturale.
La storia si svolge su un’isola che sembra leggermente ispirata a un’isola italiana; qui un reparto speciale della polizia chiamato RIS deve indagare su un particolare serial killer soprannominato B.
Questo serial killer sembra dotato di poteri soprannaturali, in quanto riesce a uccidere tantissime persone (anche armate) contemporaneamente, usando strumenti da taglio o addirittura a mani nude. Un‘altra sua particolarità è quella che uccide solo criminali o presunti tali, come se fosse un giustiziere.
Il motivo per cui viene chiamato B è perché lascia questa lettera dove compie i suoi omicidi. Ai RIS si unirà una persona molto speciale, che viene chiamata "Genio", ma il suo vero nome è Keith Flick: egli è un investigatore di fama mondiale, ma da molti anni non si sapeva che fine avesse fatto.
Il "Genio", insieme ai RIS, cercherà di andare in fondo alla vicenda e ci saranno importantissimi colpi di scena: si scoprirà che non si tratta di un "semplice" serial killer, ma di qualcosa di più profondo e oscuro.
Non continuo dicendo cosa succederà nella trama dato che sarebbe spoiler, ma per la valutazione devo dire una cosa: l'opera sembra quasi avere due trame: da una parte il lato poliziesco e thriller, mentre dall'altro un aspetto soprannaturale; il fatto di averli sviluppati entrambi penso che sia stato un errore.
Sarebbe stato molto meglio a mio avviso sviluppare solo una di queste due trame, e mi riferisco alla parte poliziesca e thriller, che era molto più interessante e bella. In quel caso avrei dato un voto molto più alto, soprattutto perché la trama soprannaturale (di cui non faccio spoiler), per come è stata impostata qui, è qualcosa di già visto e rivisto, e l'ho considerata molto noiosa e banale.
Passiamo all'aspetto tecnico dell'opera: le animazioni sono molto belle, escludendo un calo nei primi episodi, soprattutto per alcuni veicoli (troppa CGI), nel resto dell'anime non assistiamo a particolari cali, e gli scontri sono particolarmente belli.
Per quanto riguarda le musiche, escludendo l'opening, l'ending e le colonne sonore sono state di mio gradimento, quest'ultime molto "delicate" per così dire.
Passiamo ora alla caratterizzazione dei personaggi, che considero uno dei punti di forza dell'anime: il lato umano e psicologico dei personaggi è ben fatto, vediamo la parte più nascosta di loro, ed agiscono in modo coerente. Tra i migliori, a mio avviso, ci sono il "Genio" e l'antagonista, e questo si vedrà nella parte finale della serie.
Nell'opera lo scontro psicologico e il tema del complotto sono molto presenti, e a mio avviso sono ben rappresentati, rendendoli dei punti di forza.
Nell'anime sono presenti anche altri temi, come la religione, la scienza, la politica, ecc., ma una serie da dodici episodi non permette ovviamente di trattare questi temi in modo completo, quindi risultano solo dei semplici accenni.
In conclusione, ritengo "B: The Beginning" un anime decisamente buono, consigliato a chi vuole un‘opera poliziesca e thriller, e con un forte scontro psicologico tra personaggi, ma che poteva essere una piccola perla, se non avesse avuto la parte soprannaturale, rendendolo "solamente" un anime decisamente buono .


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Akane_kaede

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
Anime ben fatto sotto molti aspetti: character design, sfondi (i migliori che io abbia mai visto finora), combattimenti spettacolari (il mio preferito è quello tra Koku e Izanami), colonna sonora e tutti gli aspetti tecnici in generale. Nonostante non sia proprio una fan del genere splatter, che a dirla tutta ogni volta che cominciano schizzi di sangue chiudo gli occhi e tolgo l'audio, questo anime mi ha preso moltissimo per la trama, che secondo me non è proprio banale e difatti spero esca presto la seconda stagione in cui magari mostreranno un po' di più il passato dei protagonisti.
La psicologia che c'è dietro ai personaggi è molto contorta ma verso la fine viene sciolta abbastanza bene.
Per quanto riguarda l'evoluzione della storia nei primi episodi cercavo di ricostruire gli eventi ma senza successo perché era un susseguirsi di enigmi, ma da circa metà sono riuscita a capire praticamente tutto grazie anche ai continui flashback.
Molto consigliato, a parere mio, a tutti gli amanti di thriller psicologici nonostante i fiumi di sangue che, secondo me, sono una grande pecca per chi non ama il genere splatter (ovviamente essendo un poliziesco è naturale che un po' ce ne sia). Si sarebbe meritato anche 9 se ci fosse stato meno sangue perché è proprio un buon anime.


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Xen_x

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Inizio dicendo che è davvero un bell'anime, è riuscito a mantenere vivo il mio interesse fino alla fine.
Animazioni curate, trama accattivante, il sovrannaturale che si fonde e si incastra benissimo con la realtà trattando tematiche anche complesse. Sono molti i punti a favore ma sono presenti anche fattori negativi fondamentalmente legati alla breve durata di questa prima stagione. Dodici episodi non sono stati sufficienti (e facile non è) per approfondire alcuni aspetti, come il passato dei protagonisti e la loro psiche, aspetti che avrebbero meritato sicuramente più spazio e che avrebbero certamente permesso allo spettatore di legarsi maggiormente dal punto di vista emotivo ai personaggi facendolo sentire ancora più partecipe. Per concludere, è decisamente un buon prodotto ma che sarebbe potuto essere ancora migliore se si fossero approfonditi alcuni di quegli aspetti fondamentali tipici del genere.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
Qualche tempo fa affermai, in un'altra mia recensione, che per capire appieno le opere appartenenti ad una certa tipologia di anime, è necessario guardarseli due volte: una prima volta per apprendere gli eventi che compongono la storia, e una seconda volta per cercare di metterli assieme e dargli un senso compiuto. Secondo il parere di chi scrive, anche per "B: the Beginning" vale questa considerazione, e questo non perché l'anime presenti grossi problemi di comprensibilità, ma solo per una questione di godibilità: se non ci si distrae troppo, le linee generali della storia possono essere intuite subito per cui, almeno in teoria, una seconda visione non è strettamente necessaria. Ma il ritmo serrato, il continuo avvicendarsi di misteri e il doppio binario su cui si muove la storia ne rendono particolarmente impegnativa la visione, e richiedono un livello di attenzione pieno e stabile. Per questo motivo scegliere di rivedersi tutto senza aver più il peso di dover memorizzare ogni evento, ogni azione o ogni discussione, consentirebbe allo spettatore di godersi maggiormente l'anime. In più, sia che si sia stati attenti sia che ci sia lasciati distrarre dagli imprevisti della vita, la seconda visione consentirebbe comunque di fare luce su alcuni dettagli che erano stati trascurati o dimenticati al primo “giro”.

"B: the beginning" è una serie anime nata dalla penna di Katsuya Ishida, prodotta da Production I.G e diretta da Kazuto Nakazawa e Yoshiki Yamakawa; la serie è stata poi inclusa tra le esclusive del catalogo Netflix.
Il regno di Cremona è in fermento a causa di una serie di omicidi compiuti da un misterioso assassino a cui è stato dato il nome di Killer B, a causa del simbolo che è solito disegnare accanto al corpo delle vittime. Sulle sue tracce si muoveranno i poliziotti del RIS i quali, però, scopriranno che la situazione è molto più complessa rispetto a quanto ci si potesse aspettare: dovranno fare i conti con misteri millenari, complotti scientifico-militari, assassini di origine non umana, psicopatici di origine umana e con una serie all'apparenza interminabile di segreti e misteri.

Cominciamo la nostra analisi facendo una piccola precisazione: anche se il nome della città in cui si svolgono i fatti si chiama Cremona, anche se la squadra di polizia locale si chiama RIS (che non corrisponde al nostro Reparto Investigazioni Scientifiche ma alla più fantasiosa Royal Intelligence Service), anche se molti negozi hanno insegne in lingua italiana, anche se le zeppole di San Giuseppe fanno parte della tradizione gastronomica locale, la storia non si svolge affatto in Italia, ma è ambientata in un mondo di fantasia. A dimostrazione di questo, ad esempio, si pensi che i nomi dei personaggi e di molte pietanze sono giapponesi e che i giornali locali usano la lingua inglese. Per questo motivo troverei infondate eventuali critiche che si basino sulle incongruenze tra la Cremona rappresentata nell’anime ed i tratti caratteristici di una qualsiasi città italiana: l’autore ha solo voluto fare degli omaggi al nostro paese e non ambientare la storia in Italia.

La sceneggiatura, come si sarà ormai intuito, ha nella complessità la sua caratteristica principale ma, a differenza di quanto ci si possa aspettare, non risulta quasi mai stancante o ammorbante: l'anime, infatti, riesce ad alternare intelligentemente misteri e spiegazioni, attraverso un dosaggio che da un lato dà soddisfazione allo spettatore, perché quest'ultimo riceve sempre le risposte che necessita nel breve periodo, ma che dall'altro non chiude mai il cerchio e lascia aperte molte questioni che verranno risolte solo col tempo. In questo contesto mi sento di condividere l'idea, espressa da molti, secondo cui alcune complicazioni erano evitabili, poiché appesantiscono inutilmente la trama; ma si tratta di un difetto trascurabile in quanto, generalmente, si riferiscono a dettagli di scarsa importanza. A completare il quadro ci sono molti momenti di puro alleggerimento che risultano molto utili a far legare emotivamente lo spettatore coi vari protagonisti.
Sempre in relazione alla sceneggiatura, la trama può essere comodamente divisa in due parti: a seconda dei personaggi coinvolti, infatti, si può parlare di una componente “umana” e di una componente “non umana”. Pur essendoci, ovviamente, molti punti di contatto, la sensazione che resta dopo la visione dell'anime è che una parte non era strettamente necessaria all'altra ma che ognuna avrebbe potuto vivere benissimo di vita propria. La cosa potrebbe essere interpretata come un difetto, e forse lo è; tuttavia anche in questo caso non darei troppa importanza alla cosa, dato che da un lato tutte e due le parti risultano comunque coinvolgenti e che dall'altro si tratta pur sempre della stessa storia vista da due diversi punti di vista.

Dove, invece, questa bipartizione diventa importante è nell'analisi dei personaggi. Il grado di attrattività di questi ultimi, infatti, è diversa: i RIS risultano di gran lunga più affascinanti rispetto a Koku ed ai “Market Makers”. La spiegazione del diverso livello di appeal sta nel fatto che le personalità di questi ultimi, almeno secondo il parere di chi scrive, non sono state approfondite sufficientemente. Koku, ad esempio, è un personaggio con una personalità all'apparenza piena di sfaccettature ma che, paradossalmente, rischia di essere ricordato solo per il suo ripetere ossessivamente “dov'è Yuna?” di fronte al nemico di turno.
Molto diverso, invece, il discorso sugli umani. Sia che si parli di personaggi importanti che si parli di personaggi secondari, è molto semplice instaurare un legame con loro, perché le loro personalità sono state approfondite decisamente meglio. La vera mossa vincente, però, è stata quella di non aver puntato su poche personalità carismatiche ma su un team brillante ed affiatato: da questo punto di vista posso spingermi ad affermare che i veri protagonisti di questo anime non sono né Keith né Lily ma i “RIS” considerati nel loro complesso.

A completare l'opera concorrono anche un comparto grafico di primissimo ordine ed una colonna sonora eccezionale. Una menzione particolare merita la sigla di chiusura, “The Perfect World” composta da Marty Friedman e cantata da Jean-Ken Johnny, il vocalist dei Man with a mission: mai saltata una volta alla fine di ogni episodio. Non c’è invece una sigla iniziale vera e propria ma la sua assenza non si nota affatto.

In definitiva il mio giudizio su questo anime è molto buono. Nonostante i difetti evidenziati, infatti, "B: the beginning" è un anime che riesce a mantenere sempre alta l'attenzione dello spettatore; e grazie alla decisione di Netflix di proporre tutti insieme i dodici episodi che compongono la serie, la possibilità che la sua visione si trasformi in una maratona è un'eventualità tutt'altro che remota. Probabilmente non piacerà a tutti: ma a parere di chi scrive andrebbe almeno provato.


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Delandur

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
"B: The beginning".
Ottimo anime, no?
Sì e no. Per alcune cose un gran titolo, per altre banale dove non dovrebbe.
Ma andiamo per ordine. Cosa mi è piaciuto del nuovo anime di Netflix? Facile: grafica, combattimenti, animazioni, character design e musiche. Insomma, tutto il comparto tecnico. Tra le cose citate il migliore penso sia il Character design: pulito, originale e molto, molto suggestivo. Soprattutto nei "cattivi". Migliore su tutti "Izanami".

Senza infamia e senza lode la trama. Molto avvincente all'inizio e sempre più banale con il passare del tempo.

Cosa non mi ha convinto, invece? I personaggi. Tutti abbastanza prevedibili e mai con quella marcia in più che tanto piace a me. Per carità, non erano da buttare, ma mi aspettavo molto di più, soprattutto considerando che ad un certo punto la trama cala, lasciando presagire tutto ciò che succederà.

Nel complesso è stato un anime molto gradevole da guardare, solo gli ultimi tre/quattro episodi mi hanno un po' stancato, ma compensati dai primi quattro veramente eccezionali. Purtroppo è uno di quei titoli discendenti, inizio strepitoso, finale in sordina.

Comunque, un solido 7.5.


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Elam

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
"B: The Beginning" si è rivelato una piacevole sorpresa, anche se i numerosi cliché presenti non hanno prodotto la ciambella col buco.
Si propone come un prodotto curato, dal character design maturo all'ambientazione simil-italiana, con vetture e mezzi vintage ma con computer, hacker, videosorveglianza, cellulari, quindi un approccio tecnologico moderno.
La storia, un pò criptica all'inizio, propone lo scontro tra due fazioni dotate di superforza e poteri: una con grossi agganci e finanziamenti, composta da pazzoidi col viso dipinto come piace ai character giapponesi, si muove nell'ombra e crea caos e conflitto con lo scopo di attirare allo scoperto B13; l'altra è B13, frutto di un esperimento atto a dare vita all'essere perfetto (con le ali che non reggerebbero metà del suo peso) e privo di memoria che vive solo per vendetta e per ricercare la sua amata, di cui conserva pochi ricordi.
In mezzo a questo scontro si infilano i RIS di Par... no di Cremona che provano a venirne a capo.
Da un lato vi sono piani cervellotici per far uscire allo scoperto B13, dall'altra vi sono deduzioni impossibili degli investigatori che seguono una doppia trama. Tutto infarcito di pazzoidi e scene sanguinolente e un'atmosfera a tratti cupa in cui tutto è manipolato.
Tra tutti emerge la figura dell'ispettore alternativo e "genio" che scarabocchiando lavagne trova soluzioni.
Se da un lato la scelta di avere molti protagonisti adulti è di mio gusto, non capisco perché tutti i pazzi o i cattivi debbano avere disegni in volto. Non capisco nemmeno perché quasi tutti i cattivi devono essere pazzi (anche se è spiegato), ne perché il buono debba venire trafitto venti volte, prima di urlare alla Goku e sconfiggere il cattivo di turno.
La parte inerente all'approfondimento "archeologico" viene quasi subito liquidata, spero sia ripresa nella prossima stagione.
Il ritmo è abbastanza sostenuto per dieci episodi, poi cala improvvisamente ed assistiamo a due episodi con lunghi monologhi ed altrettanti spiegoni, che potevano essere gestiti in modo migliore.
Ottima l'ending finale, ho sempre bloccato l'avvio automatico dell'episodio successivo per ascoltarmela tutta.
Tutto sommato un bilancio positivo, anche se con troppi cliché.