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Stairway90

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Il giovane pavone
estende mille ali
per uccidere mille diavoli
e mille demoni,
vive in mille valli
e in oltre mille colline.
I tesori non gli interessano
e nemmeno la fama.
In cerca del suo destino
viaggerà a lungo.


Un cast di tutto rispetto lavora ad Amon Saga, OAV fantasy del 1986 di 75 minuti: i character designer Yoshitaka Amano, Shingo Araki e Michi Himeno, il compositore Shigeaki Saegusa, i doppiatori Banjo Ginga, Kiyoshi Kobayashi e Norio Wakamoto, su un soggetto di Baku Yumemakura che curò anche la versione manga dell'opera. Il risultato non resterà certo negli annali come uno dei migliori OAV fantasy della storia, ma si rivela una piacevole visione per chi cerca un puro e maestoso sword and sorcery senza pretese, che lo intrattenga per un'ora e un quarto.

In un mondo fantastico, in cui esistono la magia e molteplici razze oltre a quella umana, il malvagio imperatore Valhiss semina una scia di morte e distruzione, spostandosi con la sua fortezza costruita sul guscio di un'enorme testuggine, i cui passi fanno rimbombare la terra e schiacciano intere città. Il taciturno eroe albino Amon è deciso a uccidere Valhiss per vendicare la morte della madre, per cui entra nel suo esercito superando una prova di reclutamento e fa la conoscenza di altri avventurieri in cerca di fortuna tra le fila del conquistatore; tuttavia conosce anche Lichia, principessa figlia del re Darai-Sem, tenuta prigioniera da Valhiss allo scopo di farsi dare dal padre di lei una mappa che indica l'ubicazione delle rovine di Vindorana, sede di un favoloso tesoro. Amon decide di aiutare la donna a fuggire, mentre Valhiss, entra in possesso dell'ubicazione del tesoro: buoni e cattivi si dirigono dunque verso Vindorana, per lo scontro finale che deciderà le sorti dell'intero mondo.

Non si può negare che Amon Saga abbondi di cliché del genere fantasy e che i personaggi siano piuttosto stereotipati, ma Amon si rivela un eroe molto meno perfetto e imbattibile di tanti altri suoi "colleghi", in quanto più di una volta rischia di lasciarci le penne ed è l'intervento dei suoi compagni a salvarlo in tali occasioni; questi ultimi non hanno bisogno di una caratterizzazione psicologica approfondita per svolgere il loro ruolo, a tratti addirittura comico (come nella rissa iniziale in taverna o nella fuga dalla fortezza di Valhiss), così come non ne ha bisogno la triade di antagonisti composta dal mago Mabo, inquietante con i suoi occhi da geco, dal capitano Denon e dal minaccioso imperatore Valhiss, cui bastano l'imponenza fisica e la maschera di metallo che copre il suo volto scuoiato per imporsi sulla scena. Anche la trama semplice e lineare, a volte addirittura ampiamente prevedibile, svolge piuttosto bene il suo lavoro, regalando avvincenti duelli, scontri fra maghi dai toni onirici e surreali, squarci di ricordi di Amon, apparizioni sovrannaturali, risse e rocambolesche fughe dai tratti comici, ossia tutto quello che uno spettatore dovrebbe aspettarsi da un OAV fantasy degli anni '80.

Il comparto tecnico non fa, purtroppo, gridare al miracolo. Beninteso, siamo di fronte a un lavoro grafico di tutto rispetto, che ci regala bei panorami e bei fondali, in cui qua e là si vede la mano di Yoshitaka Amano e in cui le animazioni svolgono il loro dovere, ma è nella media delle produzioni OAV del periodo, mentre ci si sarebbe aspettati di più considerando i grandi nomi dell'animazione coinvolti: dopotutto, solo l'anno prima Amano aveva lavorato a Vampire Hunter D e a Tenshi no Tamago dando grande prova della sua bravura e del suo tratto elegante, mentre la coppia Araki-Himeno aveva già alle spalle Lady Oscar e di lì a poco avrebbe legato indissolubilmente il proprio nome alla saga di Saint Seiya. Anche la colonna sonora, opera di Shigeaki Saegusa, non è eccezionale e alterna brani anonimi e dimenticabili ad altri che riecheggiano le note già udite in Z Gundam e in Gundam ZZ, tanto da sembrare presi pari pari da quelle due serie e trapiantati nell'ambientazione fantasy di Amon Saga, in cui peraltro non stonano affatto.

Amon Saga, dunque, non è un capolavoro, né per i contenuti né per la confezione che li racchiude. Non è nemmeno una visione obbligatoria per conoscere Yoshitaka Amano o l'evoluzione del genere fantasy in Giappone, ma per passare del tempo e godersi una storia fatta di duelli, belle donne, vendette, mostri e maghi è l'ideale.


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npepataecozz

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Amon saga è un film del 1986 della durata di un'ora circa. Praticamente semi-sconosciuto in Italia, dati i suoi contenuti, la sua scarsa diffusione non deve diventare motivo di rammarico; questo però non significa che il film sia irrimediabilmente brutto ma solo che ha così tanti difetti che può essere tranquillamente trascurato.
Ambientato in un mondo fantasy che ricorda vagamente quello di "Hokuto no Ken", vediamo che al centro dell'azione c'è il conflitto fra il regno di Valhis ed il re Darai-Sem. L'oggetto del contendere è una mappa che indica il luogo dove viene conservata un'immensa ricchezza; al fine di recuperarla dal suo rivale l'imperatore del regno di Valhiss fa rapire la principessa Lichia, unica figlia del suo rivale. In questo contesto il giovane Amon, un giovane guerriero, parte alla caccia dell'imperatore di Valhiss, l'assassino di sua madre, per vendicarsi. Nel perseguire questo obiettivo risulterà invischiato nei tentativi di liberare la principessa dalla sua schiavitù e finirà per giocare un ruolo decisivo in tutta la vicenda. In sostanza la trama descrive la classica lotta tra il bene e male attraverso un racconto di cappa e spada. Perciò anche il finale è ampiamente prevedibile.
Se fosse un film prodotto negli ultimi anni avrei detto corna e peste di questo "Amon Saga"; ma l'anno di datazione è tale da dover rivedere il mio giudizio e riparametrarlo con criteri diversi. Erano anni, infatti, in cui storie del genere fioccavano di continuo, in cui la qualità grafica era quella che era, eccetera eccetera.
Ad ogni modo di questo anime ricorderemo tre cose:
La prima è il personaggio di Amon che, pur presentandosi come molto forte, è tutt'altro che imbattibile, tanto è vero che in paio di circostanze per poco non ci lascia la pelle. Questo tipo di caratterizzazione a me è piaciuta: un eroe con le sue debolezze risulta molto più umano e questo fa simpatizzare col personaggio. Tuttavia si è cercato di attribuirgli doti carismatiche che assolutamente non ha e che danno solo fastidio.
La seconda è l'impero di Valhiss, costruito sul guscio di una tartaruga gigante sulla quale, oltre agli edifici, ci sono anche foreste e laghi con tanto di pesce mostro assassino annesso. Se volevano stupire con questa impostazione posso dire che ci sono riusciti ma non nel senso desiderato: tutto appare infatti molto ma molto ridicolo.
La terza è l'apparizione improvvisa del Cavaliere del toro dei saint seiya. Ovviamente non si tratta di lui, ma davvero appare un cavaliere con armatura d'oro e con le corna tipiche del toro. Non sarà un aspetto rilevante ma la sua apparizione e le sue gesta mi hanno indotto più volte al riso per l'assurdità della cosa.
In definitiva, "Amon Saga" è un anime datato che potrebbe piacere ai più nostalgici costantemente alla ricerca di qualsiasi anime di vecchia generazione. Per gli altri meglio dedicarsi ad altro.


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Robocop XIII

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Amon Saga è qualcosa di assolutamente dimenticabile e superfluo. Per tutta la visione dell'OAV ho cercato di giustificarlo dando la colpa all'anno di uscita (1986), ma dopo aver scoperto che l'anno precedente era uscito Vampire Hunter D, che gli è superiore su tutti i fronti, non ho potuto che bollarlo come insufficiente.

E con Vampire Hunter D, Amon Saga condivide molti punti. Innanzitutto il character design di Yoshitaka Amano, che però in Amon lascia un'impronta riconoscibile del suo stile personale solamente nei personaggi principali, mentre in Vampire Hunter D colpiva anche altri aspetti dando un'aria più personale al prodotto. Altro punto in comune è la trama semplice, che però in questo OAV più che semplice risulta soporifera e lineare ai massimi storici. Per il resto, Amon Saga manca totalmente di carisma e atmosfera, non riuscendo così a colmare il comparto tecnico malamente invecchiato con spunti interessanti che invece in Vampire Hunter D erano presenti. La caratterizzazione, così come la trama, è nulla: i personaggi sono macchiette assegnate ad un ruolo che tale deve restare, senza spazio per le sorprese. L'ambientazione e lo stile sono quelli tipicamente fantasy degli anni '80, anche qua senza nessun tipo di sorprese: cavalieri, maghi, principesse e castelli. Unico spunto "originale" di quest'anime è la tartaruga-fortezza di Valhiss. Da qualunque punto di vista lo si cerchi di analizzare, Amon Saga è un prodotto insufficiente sotto tutti gli aspetti (tralasciando unicamente la copertina del VHS, illustrata da Yoshitaka). La trama di Amon Saga come già detto è molto semplice: Amon è un guerriero che imparata l'arte della spada dal maestro Ekuna (che tra l'altro ha un design molto rassomigliante al protagonista di Vampire Hunter D), parte in viaggio per uccidere l'imperatore Valhiss e vendicare sua madre morta. Fine. In tutto questo calderone l'unico capace di alzare il livello di quest'opera poteva essere Yoshitaka, ma l'impressione che se ne ricava è che non abbia giocato tutte le sue carte.

Amon Saga è talmente piatto che pure recensirlo risulta difficile, e quindi lo consiglio unicamente ai fan di Yoshitaka e degli anime retro, per tutti gli altri: lasciate stare.