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redcbcup

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Non mi trovo d'accordo con chi stronca questo anime. E' vero che ha molto dello Studio Ghibli, e la cosa non mi disturba, ma, se si tiene conto del pubblico a cui è destinato, lo si trova ottimo. Avendo dei nipoti e studiando i loro visi, mi rendo conto sempre più che essi vedono ciò che noi non vediamo più. Oramai cerchiamo sofismi sempre più sottili in opere che non sono nate per i nostri gusti di adulti o di bambini che si credono adulti. Come adulto posso apprezzare l'ottima attenzione per i particolari dei disegni di ciò che circonda i protagonisti, trascurando volutamente gli stessi. Da adulto apprezzo il realismo del periodo postbellico e dell'ambiente rurale di quegl'anni. Non apprezzo la solita fretta dei finali giapponesi. Ma so che, di tutto ciò che a me piace o non piace, a una ragazzina di otto anni non importa un fico. Personalmente l'ho trovato piacevole nella storia, nei disegni e in quello che, sostanzialmente, trasmette e insegna.


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 5
Purtroppo "Maimai shinko to sennen no maho", ovvero "Shinko maimai e la magia dei 1000 anni" è molto sotto le mie aspettative.
Di certo è stato fatto un più che buon lavoro con le musiche, ma graficamente ci si avvicina troppo allo Studio Ghibli. Un conto è prendere spunto, un conto è quasi plagiare. Il regista è stato collaboratore di Miyazaki, ma questo, comunque sia, non preclude l'esistenza della mia critica.
La storia è semplice, come le ambientazioni e i personaggi. Si narra la vita di una Houfuu del dopoguerra, un piccolo (allora) paesino georgico, in cui tutti si conoscono, le strade sono contabili su due mani e la maggioranza dei cittadini lavora la terra. A questo stile di vita da metà Novecento si contrappone l'arrivo di una nuova ragazzina dalla già allora occidentalizzata Tokyo, che porta con sé novità non gradite alla mentalità conservatrice dei giovani. Il tutto però, pian piano, si risolve con l'integrazione della suddetta in un gruppo di autoctoni.
In particolare si rafforza l'amicizia con Shinko, che il titolo definisce "maimai Shinko" a causa della presenza di un perenne ricciolo in fronte che, a parere della stessa, le donerebbe la capacità di immaginare il passato, in particolare com'era quello stesso luogo mille anni prima, all'incirca quando fu creato il paese.

La prima parte dell'anime si mostra interessante non solo per l'ambientazione, ma anche perché vengono fatti un gran numero di riferimenti a questo agognato e quasi "magico" passato, con parallelismi di scena fra il presente e l'ormai superato, con strade e fiumi che fungono da filo conduttore fra i due mondi temporalmente separati. L'immaginazione della protagonista e il personaggio un po' triste della nuova venuta sembrano un'ottima promessa, ma purtroppo non lo sono.
Il film si rovina ben presto. Dopo l'integrazione di Kiiko nell'ambiente del luogo inizia improvvisamente una cascata di eventi "negativi", tutti all'improvviso, con il palese compito di portare tragicità improvvisa nella mente dello spettatore, ma fatto così porta solo noia e imbarazzo.
Innanzitutto il gruppo affronta un evento doloroso, non voglio andare oltre per non rovinarvi alcunché, ma voglio dire che a me l'atteggiamento corale dei personaggi è sembrato davvero eccessivo, soprattutto tenuto conto del soggetto attorno a cui ruota l'evento. Questo evento riempie il film, se ne parla sempre, se ne piange, si urla, fino alla fine. Cosa che proprio non ho sopportato: mi ha ricordato quella falsa tragicità forzata alla Ano Hana.

Successivamente accade ciò che prevedevo, vale a dire l'influenza ghibliana supera la mera grafica: campagne, una ragazzina che corre fra i prati, una sorellina, una casa modesta... Vi ricorda un film della Ghibli?
Ebbene, se ve lo ricorda comprenderete come il secondo avvenimento tragico nel susseguirsi nel film sia praticamente la copia spudorata dell'avvenimento principale della seconda parte di questo non citato film d'animazione di Miyazaki. Non un'imitazione, non una citazione, ma una copia, un plagio, un'emulazione uguale in modo imbarazzante.
E va bene, oramai l'anime è andato a farsi friggere, però il regista, per distruggerci ancora un po', ci propone un altro avvenimento, questa volta realmente tragico, ma che si risolve improvvisamente e non si capisce come.
Tutto avviene in due secondi e termina con due ragazzini che scappano urlando per i bassifondi del paese. Che diamine è successo? Non si capisce.

Così, pochi minuti dopo, termina "Maimai Miracle", con una bellissima canzone di outing, di certo la cosa migliore di questo film.
Altra pecca: le voci. Adoro il doppiaggio giapponese, ma qui è stato orripilante, in particolare per le voci dei bambini. Le eccessivamente presenti risate per un certo tratto del film e nel finale sono evidentemente forzate, e il fatto che siano spesso presenti marca questa mia percezione. Non l'ho affatto gradito.
Purtroppo la premessa riguardo al parallelo fra presente e passato è forte all'inizio, ma va via via affievolendosi con il passare dei minuti perché sorgono tutte quelle problematiche che i protagonisti sono costretti ad affrontare. Un po' nel finale si riprende, ma in modo a mio avviso blando, buonista e superficiale.
Bah.