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JacobLane

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
TRAMA E SVILUPPO 8,5
Personalmente, credo che la trama sia molto originale e ben fatta. Riprende quella di alcuni altri anime (come "Evangelion" e "Code Geass"), ma mantiene un propria identità. Bisogna tener conto però che in qualche episodio, l'ho trovata un po' troppo forzata e noiosa (e ritengo sia l'unico difetto effettivo di quest'anime), ma complessivamente è molto molto interessante e ricca di colpi di scena.
Il finale, a differenza di molti altri, l'ho trovato molto originale e perfetto.

LATO TECNICO 9,5
Il lato tecnico di quest'anime è fantastico. La grafica è molto curata, i colori sono perfetti, stessa cosa con i dettagli. Le soundtrack, le opening e le ending sono bellissime e perfette in qualsiasi momento.

PERSONAGGI 9

I personaggi vengono tutti ben caratterizzati, sono originali e hanno un ottimo character design, soprattutto Inori e Shu, in molti li hanno considerati stereotipati, ma personalmente non credo.

COMMENTO
Personalmente lo considero attualmente uno dei miei anime preferiti. Ha un'ottima storia, bei personaggi, lato tecnico fantastico, moltissimi colpi di scena, buon sviluppo, anche se poche volte (come già detto) l'ho trovato un po' forzato (tralasciando questo piccolo difetto, non capisco come così tanta gente lo ha trovato mediocre).
In conclusione, penso si ha uno dei migliori anime mai creati, godibilissimo e da vedere.

VOTO FINALE 9


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Chii-Kamio

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
Ho letto qualche recensione prima di cominciare a scrivere questa e sono rimasta scioccata da quei recensori che non hanno apprezzato "Guilty Crown".
Mi sono chiesta “ma com’è possibile, davvero qualcuno non ha capito quest’opera?”.
Perché ebbene sì, non trovo niente da ridire su quest’anime che si potrebbe considerare un capolavoro, se non forse per una serie di intrecci che creano lo sfondo/contesto mosaicato di GC (è consigliata una seconda visione per capire appieno tutta la storia in ogni sua sfaccettatura).
Ma d’altronde si sa, i capolavori sono sempre controversi e generano opinioni totalmente agli opposti.
Dunque che dire, cominciamo ad elencare tutti i pregi di quest’opera:
- grafica: eccezionale, niente da aggiungere, guardare per capire
- musiche: particolarmente ben curate, in grado di creare l’atmosfera giusta adatta ad ogni occasione
- trama/intrecci: Capolavoro; inutile stare a spiegare l’intricata trama perché non reggerebbe mai il confronto della diretta visione e creerebbe sol confusione, tanto è strutturata e sfaccettata.
Ultimo ma non ultimo, la caratterizzazione dei personaggi che compiono straordinari percorsi di crescita e presa di auto coscienza, davvero rari da riscontrare negli anime.
Quindi, se siete intenzionati ad iniziare un anime che combina azione, avventura, psicologia e strategia, siete capitati nel posto giusto.
Passo e chiudo.


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Neu Preussen

Episodi visti: 22/22 --- Voto 4
"Guilty Crown" (ギルティクラウン) è un anime di azione, mecha e fantascientifico prodotto dallo studio Production I.G., andato in onda fra il 2011 e il 2012 e solo successivamente adattato a manga e light novel.
Sì, ha avuto così tanto successo da essere stato trasposto in versione cartacea poco dopo il suo debutto televisivo, pensate!
Acclamato in particolare per la grafica e per le musiche, Guilty Crown è un anime che ha appassionato moltissimi spettatori, suscitando – al contrario – una forte delusione in quella fetta di pubblico un po' più esigente, che oltre a un buon comparto audiovisivo vorrebbe pure un contenuto decente e comprensibile.
Indovinate? Faccio parte dei delusi, e per essere sinceri ho da ridire anche sulla grafica e sulle soundtrack (giù i forconi, ragazzi! Vedrete che alla fine non sarò troppo cattiva, promesso!)

Iniziamo proprio dalla grafica, che effettivamente utilizza piacevoli combinazioni di colore, è molto pulita e potrebbe considerarsi il punto di forza di questo anime (il che non è molto lusinghiero, a pensarci bene, dal momento che senza un buon contenuto anche un'opera perfetta dal punto di vista tecnico diviene scadente).
Onestamente, però, in alcuni punti (soprattutto quelli a immagine ferma, in particolare riguardanti il protagonista) ho notato una sorta di cambio stilistico che rendeva le immagini non così pulite e che personalmente mi ha disturbato molto.
E le musiche? Ben realizzate (Bios e Hill of Sorrow su tutte) e molto varie, su questo non ci sono dubbi, ma il loro inserimento sembra quasi sempre casuale. Soprattutto nella prima parte, ci sono scene di azione condite da soundtrack che non hanno proprio nulla di “epico” e scene abbastanza patetiche con sottofondo musicale elaborato, forse nella speranza di farle apparire migliori di quello che sono in realtà.
Ma qual è la trama di questo anime? Ho già speso troppe righe per lamentarmi senza spiegarvi la sinossi, quindi eccola qui, raccontata nel modo più semplice possibile (perché se deciderete di guardare questo anime con l'intenzione di capirci qualcosa, credetemi, prima avrete bisogno di una chiara delucidazione).

Tokyo, 2039. Ouma Shu è un indolente studente delle superiori sopravvissuto al “Lost Christmas” del 2029, il giorno in cui il Virus Apocalypse uccise moltissimi dei suoi connazionali (per come ci viene presentato, il passato del protagonista sembra lo stesso di Ganta Igarashi di "Deadman Wonderland", quindi già si pecca di originalità).
L'organizzazione internazionale GHQ ristabilì l'ordine in Giappone, che ne divenne dipendente. Ovviamente l'amministrazione della GHQ è ingiusta e dittatoriale, per cui trova l'opposizione di un gruppo di terroristi/ribelli chiamati Funeral Parlor.
Un bel giorno, Shu incontra Inori, cantante del gruppo Egoist e membro dei Funeral Parlor. Questa viene poi rapita da alcuni membri della GHQ, lasciando una fiala a Shu. Shu decide di andare a salvarla, ritrovandosi coinvolto in uno scontro tra Funeral Parlor e GHQ.
Quando la fialetta verrà rotta da un proiettile, salvando la vita a Shu, questo acquisirà il Potere del Re, cioè la facoltà di estrarre i Void dalle persone (i Void sono i cuori delle persone, una sorta di riflesso dei loro sentimenti, quindi oggetti vari o armi).
Presentata così la trama non sembra neanche malaccio, ma ci sono molti elementi che secondo me la rovinano.
Passerò ad un elenco più o meno dettagliato, per facilitarmi le cose:

1) i terroristi se ne stanno serenamente a volto scoperto, tutti (e comunque nessuno li riconosce mai... Ed è ridicolo che persone in vista come Inori possano mostrare il loro volto sia nei video musicali sia durante gli attacchi terroristici senza conseguenze concrete);
2) dopo aver acquisito la capacità di estrarre i Void, Shu rifiuta di unirsi ai Funeral Parlor. Questo avrebbe potuto rendere la trama un pochino più interessante e meno scontata, ma gli autori hanno deciso di banalizzarla il doppio facendo sì che Inori diventasse una sua compagna di classe, così da poter avvicinare fin da subito i due protagonisti attraverso tale forzatura;
3) nella prima decina di episodi è tutto molto confusionario, a stento si riesce a seguire la trama perché di fatto non vengono date molte spiegazioni riguardo al Lost Christmas, al Virus Apocalypse e agli stessi Void. In generale c'è molta carne al fuoco ma pochi approfondimenti, e alcune spiegazioni le abbiamo soltanto negli ultimi episodi;
4) il personaggio di Inori, una bambolina senza personalità che o canta o – con la sua vocina atona – ripete “Shu” almeno dieci volte al minuto, facendo venire il latte alle ginocchia agli spettatori (ma sicuramente piacerà a quelli che hanno come waifu personaggi “meravigliosi” come Asuna di SAO); brilla – per così dire – soltanto negli ultimi episodi, ma la sua è una luce davvero fioca;
5) “Per estrarre un Void serve il contatto visivo” (ma Shu estrarrà i Void pure senza contatto visivo. Perché impostare delle condizioni se poi non si rispettano? O se non vengono date spiegazioni per cui non sono state rispettate?);
6) la demenza generale che dilaga nelle ragazze, che si strusciano contro Shu per un po' di fanservice e poi, quando questo arrossisce, lo picchiano/lo sgridano/gli danno del pervertito;
7) personaggi che muoiono (non ditemi che è spoiler perché è scontato che in un anime simile qualcuno ci tiri le cuoia) senza onore, con una facilità tale che risolvere un'operazione come due più due è già cosa più ardua;
8) episodi o scene inutili, tanto per allungare il brodo;
9) madri che pur avendo ospiti restano in mutande e si comportano in modo molto ambiguo con il figlio (bassezze che mai avrei voluto fossero messe in scena da uno studio che ha prodotto molte opere che amo);
10) non c'è pathos;
11) sostanzialmente è "Beautiful" versione mecha;
12) visto che il trash non era abbastanza, c'è pure un po' di incesto.

L'anime si aggiusta un po' nella seconda parte, quando Shu e i suoi compagni di scuola si ritrovano isolati in un'area di quarantena. A questo punto si viene a creare uno scenario simile a un'arena gestita da un regime dispotico, per cui si introducono argomenti come lo spirito di sopravvivenza e la discriminazione e la violenza derivanti dalla paura (ma purtroppo è questione di pochi episodi perché si torni allo scenario confusionario della prima parte).
I personaggi non brillano per introspezione psicologica, eccezion fatta per Shu, che però è davvero molto instabile (instabile a tal punto da esasperare), il che può alterare le facoltà empatiche dello spettatore, rendendogli difficile entrare in sintonia con il protagonista. Di alcuni, come Daryl, si cerca di far capire qualcosa, ma le scene in cui il personaggio è vulnerabile sono così poco sensate all'interno della trama, rare e brevi che alla fine indispettiscono lo spettatore e non lo aiutano certo a prenderlo in simpatia.
Soggettivamente, "Guilty Crown" mi ha deluso molto, forse anche perché io stessa avevo delle aspettative piuttosto alte. Tuttavia, riconosco che ci sono pure dei lati positivi, come – nella maggior parte dei casi – il comparto grafico e alcuni personaggi (personalmente mi hanno colpito Ayase e Hare, con ulteriore menzione d'onore per Gai). Avrei appoggiato volentieri la filosofia del juste milieu, ma farei un torto ad altri anime che un voto intermedio lo meritano per davvero.
Si ha l'impressione che i creatori di "Guilty Crown" abbiano gettato le premesse per un anime ricco di pretese e che le cose siano sfuggite subito di mano, come se loro stessi – non sapendo cosa farne di determinati elementi dell'opera – abbiano poi deciso di introdurre scene e svolte di trama molto casuali nella speranza che Inori, il teen drama e il comparto audiovisivo bastassero a salvarli. Ebbene, tale espediente ha sicuramente annichilito lo spirito critico dei meno pretenziosi, ma di certo non mio.


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alex di gemini

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
"Guilty Crown" è indubbiamente un anime controverso, come si evince anche dalla lunga serie di recensioni discordanti tra loro come non mai. Non è raro che un anime sia dibattuto, ma qui si spazia tra chi lo vede come un capolavoro assoluto e chi lo considera una cosa solo per tredicenni che ancora nulla sanno di anime. Indubbiamente ha avuto successo, dato che ne sono usciti una serie di manga e una visual novel. Indubbiamente la colonna sonora, le sigle, la grafica sono splendide. Ma la serie contenuta nella scatola cosa sarà realmente? Indubbiamente le pretese non sono poche, dato che ci si ispira a due mostri sacri come "Code Geass" ed "Evangelion". Certo, nei primi dodici episodi siamo più in "Code", mentre la seconda metà si rapporterà più decisamente ad "Eva", al punto che sembra quasi di vedere due serie distinte.

Nei primi episodi la storia si dipana in maniera geniale, con un protagonista che sembra Leoluche ma non lo é, poiché non ha la sua intelligenza o le doti atletiche di Suzaku. È un comune ragazzino introverso e asociale, di buona famiglia e che dipenderà in tutto e per tutto dal suo potere dei re. Tale potere é descritto genialmente, poiché l'estrazione dell'anima delle persone consente di ottenere gli oggetti più disparati realizzando le opzioni più incredibili. Anche i personaggi, pur essendo stereotipati un pò, in primis la pilota che sembra Asuka in tutti i sensi o la madre sexy che sembra Misato in ogni aspetto. Ma con gli episodi sapranno togliersi di dosso ogni immagine e, anzi, cambieranno decisamente troppo. Mi spiego meglio. Con la seconda fase non solo entreremo nel mondo e nelle atmosfere di "Eva", con l'ennesimo nuovo mondo da far nascere, con il terribile virus che si rivelerà essere il grilletto per far evolvere l'umanità, ma anche gli stessi personaggi evolveranno con una velocità impressionante. Da semplici liceali i ragazzi diverranno dei veri guerrafondai che si ribelleranno al nostro protagonista diventato un tiranno nel volgere di due episodi! Il tutto, poi, per finire sotto la tirannia di Gai, traditore e tiranno peggiore del precedente. O Arisa, apparentemente viziata e a cui non daresti fiducia, ma che finirà, pur di liberarsi di Shu, col prostituirsi e organizzare la ribellione. Ma anche gli adulti si riveleranno interessanti, in primis la madre, manco a dirlo grande scienziata che finirà con l'essere la punta di diamante della resistenza umana.

Ma il tema vincente resta quello del senso di colpa. Shu non é certo un ragazzo che diverrà di colpo perfetto solo perché ha ottenuto de poteri, compierà anzi molte scelte moralmente discutibili, vedrà molte cose sfuggirgli di mano con conseguenze tragiche e lo sa. Nella seconda parte deciderà di lottare fino in fondo anche, se non soprattutto, per fare ammenda delle sue colpe ed evitare che nuovo male possa nascere nel mondo. Da brivido il suo rapporto con il suo nemico/amico che per tutta la serie sarà sull'orlo del dubbio, su "ma quello é davvero mio amico o mi sfrutta soltanto?" Da questo punto di vista Arisa non potrebbe essere più opposta, dato che farà anch'essa molte cose discutibili, ma non si metterà mai in discussione, nemmeno quando ucciderà il suo caro nonno. Magistrale il finale, con Shu che accetterà di vivere da menomato per espiare le sue colpe. Potrei aggiungere molto altro, ma meglio non spoilerare.

Tirando le somme non mi stupisce che sia un anime così controverso, dato che si può leggerlo a livello superficiale, come una serie stereotipati e superficiale. Ma nel profondo si tratta veramente dai una serie profonda, per palati raffinati. Non so se renda di più in uno spettatore che non abbia già visto "Code" ed "Eva", ma poco importa e, complice le eccellenti grafiche, l'ottima regia e le belle sigle do 9.


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Elay Produzione

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
Giappone 2039, ambientazione post-apocalittica. Il genere umano si trova di fronte a un terribile virus, il “Virus Apocalypse”. Dieci anni dopo la situazione sembra migliorata, ma in realtà il peggio deve ancora venire.
La trama di “Guilty Crown” è intrigante, grazie alla storia del protagonista e al suo “potere del re”, con cui può estrarre i cosiddetti (magnifici) void; allo stesso tempo non è particolarmente originale, dato che ricalca leggermente altri anime ben conosciuti. Il punto di forza di questo anime sono l’eccezionale comparto grafico e le musiche che accompagnano lo spettatore nei vari momenti importanti; fantastica soprattutto la opening. Tuttavia ci sono dei punti chiave che non mi possono portare a dare più di 7, ovvero il fatto che la trama sembra perdersi in certi episodi, e poi il finale, che forse poteva essere strutturato meglio.

Curiosità:
1) A differenza di come avviene di solito, “Guilty Crown” è nato prima come anime, poi in seguito adattato a manga.
2) In seguito, il 26 luglio del 2012, venne prodotta una visual novel dal titolo “Guilty Crown: The Lost Christmas”, che si pone come prequel della storia raccontata nell'anime.


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Gabriele Grippaldi

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Devo dire che dopo le prime puntate avevo riposto grandi aspettative riguardo all'anime ma in parte mi sono dovuto ricredere, non voglio dire che mi ha deluso pero mi ha lasciato l'amaro in bocca.
Disegni ottimi, colonne sonore di alto livello e, se si considerano solo i primi 12 episodi, una trama interessante. Nella seconda metà la trama scompare, diventa una accozzaglia di idee buttate li. Alcune pure carine (il despota insensibile), anche se non sono riusciti a sfruttarle decentemente, ma la maggior parte delle idee insensate e sconnesse.
Peccato se considerassi solo i primi 12 episodi darei un 8 pieno, disegni, musiche, caratterizzazione dei personaggi ottimi. Ma il successivo sbandamento nella trama è imperdonabile.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
Guilty Crown è una serie anime basata sul manga di Yousuke Miyagi e Shion Mizuki, un mecha ricco di azione e fantascienza, anche se di mecha ha poco e niente, aggiungendo anche un mix di sentimentalismo che rende il tutto più amabile.

La trama è ambientata in un Giappone indebolito nell'anno 2039, dopo la tragedia "Lost Christmas" avvenuta nella vigilia di Natale del 2029, espandendo una sconosciuta pandemia virale chiamata Virus Apocalypse. Dieci anno dopo, siamo nel presente, un'organizzazione nota come GHQ interviene mettendo ordine in Giappone, approfittando quindi della debolezza che incombe per proclamare la loro indipendenza, giustiziando chiunque viene classificato come infetto.
Il protagonista è Ouma Shu, uno studente che viene trascinato involontariamente nel conflitto tra GHQ e gli Undertaker, dopo aver incontrato Yuzuriha Inori; quest'ultima è un membro in fuga degli Undertaker, alta organizzazione criminale che punta all'indipendenza del Giappone, nonché cantante di un gruppo famoso di cui Ouma è un fan. Il protagonista verrà trascinato in questo gruppo criminale dove scoprirà di avere un'abilità fuori dal comune, cominciando così la sua storia nel mondo ormai in rovina.

Lo sviluppo della trama ha un suo percorso, con un inizio un po' lento e pesante da seguire, che però poi prende una strada molto ardua dove vedremo tanti cambiamenti e molte lacune presenti nella trama verranno svelate. Il protagonista avrà la sua gatta da pelare in questa storia ma grazie all'aiuto dei suoi compagni se la caverà; circa metà serie, la trama ha un improvvisa crescita dopo un evento che indirizzerà sempre più la storia verso il finale, ricco di azione, ma anche di incoerenze purtroppo. Verso la fine, la storia avrà tanti colpi di scena, tra i quali molte imperfezioni che non a tutti andranno giù, infatti questa serie può essere amata nella sua essenza, in quanto presenta ottime qualità, ma può anche essere rivalutata negativamente dopo averla conclusa. A questo punto è solo questione di pareri.

I personaggi sono un'aspetto positivo per la serie, in apparenza sono i semplici personaggi che troviamo in una serie, ma ciò che mi ha colpito è il sistema "Void" presente nel corpo delle persone. Il Void non è altro che un'arma o artefatto presente nell'anima di chiunque, estraibile solo da chi possiede il "potere del re"; queste armi variano in base alla persona e al proprio ego, inoltre più sarà stretto il rapporto tra, la persona che possiede il Void e da chi lo estrae, più ci sarà padronanza nell'usarlo.

Il comparto tecnico è il lato migliore di quest'anime, infatti i disegni sono perfetti e regalano un'ottima animazione, aggiungendo un'ottima dose colori e gioco di luminosità che rende la grafica a dir poco eccellente. Il comparto sonoro non è da meno, con musiche di sottofondo che rendono sempre il momento, evidenziando la presenza degli "Egoist", e un doppiaggio fantastico; da tener conto che gli Egoist hanno anche interpretato la opening "The Everlasting Guilty Crown" e la ending "Departures Anata ni Okuru Ai no Uta", entrambe molto belle.
Concludo quindi questa recensione affermando che secondo il mio parere Guilty Crown è un'opera che tranquillamente arriva alla sufficienza, e per questo mi sento di consigliarla, però da tener conto che il finale della serie non sarà rose e fiori per tutti. Voto finale 7 pieno.


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bertoz

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
"Guilty Crown" è veramente un ottimo anime: i personaggi, seppur classici, non sono niente male; il protagonista al'inizio della storia è probabile che vi stia un po' antipatico, ma, andando avanti con la storia, grazie alla sua evoluzione, la sua psicologia cambierà sempre più. La storia è molto profonda e commovente, anche se purtroppo è presente una sceneggiatura con vari buchi di trama. Ad esempio, non riescono a chiarire bene il perché avvengano determinati fatti, oppure, aprono dei nuovi punti interrogativi che, per tutto il resto dell'opera, non vengono più nemmeno citati, rimanendo dei buchi aperti anche nel finale. Sulla grafica non c'è niente da dire, è a dir poco fantastica, per non parlare del comparto sonoro, veramente superlativo con opening, ending e ost veramente fantastiche.
In conclusione, "Guilty Crown" è un ottimo anime, che, con qualche accorgimento in più, sarebbe potuto diventare un capolavoro. Consiglio comunque quest'anime ha tutti, sono convinto che comunque non ne rimarrete delusi.

Fandovair

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Fandovair

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Voto 6/6,5

Come sempre, quando mi trovo a recensire un'opera relativamente conosciuta, non mi soffermo sulla trama, bensì sui suoi punti di forza e debolezza.

Guilty Crown, per quanto riguarda il reparto tecnico, debbo dire che è intoccabile. Le animazioni si avvicinano alla perfezioni, i colori brillanti al punto giusto, accattivanti, attraggono lo spettatore con la complicità di un design molto accurato. Il reparto sonoro, poi, è uno dei principali punti di forza di quest'opera, che vede come uno dei protagonisti una famosa cantante, le cui canzoni riecheggeranno nei momenti salienti dell'opera, oltre che nelle opening e nelle ending, ma saranno diverse quindi la possibile ripetitività non annoierà, anzi.
Detto ciò potrete facilmente capire che ci sarà una presenza importante di fanservice, non farlo sarebbe stata una mossa strategica sciocca visto il valore del reparto tecnico.

I personaggi principali sono ben caratterizzati ed anche qui ci sarà un'evoluzione di questi, rendendo ancora una volta l'anime piacevole da seguire e non noioso, ci saranno molte scene di azione, combattimenti con poteri particolari e l'uso di mecha. I punti dolenti arrivano proprio se si vuole analizzare lo svolgimento della trama con maggiore accuratezza, perché spesso capiterà di vedere i nostri personaggi fare qualcosa, per esempio attaccare un punto prendendone il controllo (esempio casualissimo ed il più generale possibile), ma non si capisce perché esattamente è necessario fare ciò. Sembra quasi che alcune azioni, scorrevoli e ben fatte, sono messe solo per fare un po' d'azione ma sotto non si trova una spiegazione analitica e precisa del loro perché. Un altro punto a sfavore di questo anime è il lasciare sospese troppe cose. Io non sono assolutamente contro dei prodotti dal finale aperto, enigmatico etc. ma sono contro a dei prodotti che non ti spiegano come è potuto accadere un qualcosa. Durante la storia ci saranno degli eventi che non potranno avere spiegazione, compariranno dei personaggi che non si sa da dove sono usciti e uno dei principi magici dell'anime rimarrà senza spiegazione fino alla fine. La sensazione che ho avuto guardandolo è che il grandissimo reparto tecnico, gli ottimi personaggi con tutta la loro caratterizzazione, il fanservice etc siano serviti a distogliere lo spettatore dall'analisi del quadro generale. I momenti di pathos, le canzoni, le lacrime, i bei visini, gli abbracci disperati, tutto bene, ma sotto storyline che mantiene ciò ha dei buchi, tutto lo sceneggiato sente la carenza di una coerenza di fondo che permetta all'anime di superare la sufficienza, che comunque a mio giudizio ottiene perché ricordiamoci che è un prodotto di animazione, e se una persone vuole svagarsi per una ventina di minuti, guardando un prodotto leggero, scorrevole e senza soffermarsi troppo sui dettagli ma lasciandosi "abbindolare" dalla luccicante facciata, lo scopo lo raggiunge.


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Nae

Episodi visti: 22/22 --- Voto 3
Ricordo, anni fa, quando stava per uscire questo anime, che si chiacchierava fosse il nuovo "Code Geass", ma, a differenza di quest'ultimo, non mi lanciai nella visione della serie in questione fino a poco tempo fa, pentendomene. "Guilty Crown" è deludente, molto lontano dall'essere erede di "Code Geass" come coinvolgimento dello spettatore e assolutamente non in grado di competere con questo in termini di gestione della trama e caratterizzazione dei personaggi.

La storia, ambientata in un mondo post-apocalittico controverso, dato da un evento virale devastante su vasta scala, può piacere come no, sempre nel ritrito siamo, ma lo stile e la gestione del tutto la differenza può farla e GC non ce la fa.
Il tutto ruota attorno a Shu un ragazzino misantropo ed introverso che finisce coinvolto nei giochi di potere dei GHQ (sistema militare che controlla il post Lost Christmas, l'apocalisse del virus) contro i Becchini (ma che bel nome) un'associazione ribelle che si oppone al controllo despotico del gruppo militare scientifico. Il suo coinvolgimento è abbastanza randomico, si imbatte Inori Yuzuriha, banbolotta rosa cantante di un gruppo di cui è fan, e questa gli dona il potere del Re. Esistendo però solo tre shots di potere per creare Re, quindi i becchini decidono di arruolare Shu gioco forza e così viene catapultato in un mondo di guerriglie urbane più o meno malgestite dove il suo magico potere può cambiare dove punta l'ago della bilancia negli scontri, il potere in questione gli permette di rivelare i Void ossia una versione bellica del cuore delle persone usabile come artefatto in combattimento.
Essendo il protagonista un ragazzino adolescente sciocco e prevedibile finisce ovviamente irretito dalla bambolottona rosa molto svestita che saggiamente manovrata come una marionetta da Gai (capo della resistenza becchini) fa si che Shu si leghi alla causa e combatta contro la GHQ. Ovviamente questa mossona di inserire un machiavelli nella storia finisce a ramengo in breve e con esso finisce la speranza per questa serie.
Avanzando nella trama gli amici/compagni da cui estrae di tutto, frigoriferi inclusi, entrano nella narrazione, ma senza mai davvero fare la differenza, e giusto per incasinare di più la faccenda si sfodera il magico retroscena di Mana, la sorella di Shu morta durante il doomsday che casualmente era tipo uguale alla bambola gonfiabile Inori, e ovviamente ha un ruolone nella trama.
Tra improbabili momenti biblici, incesti celesti, e fanservice tra madre e figlio (veramente indegno, non ho parole) la serie va avanti dividendosi in due momenti: Shu che capisce che cavolo succede con Mana, e Shu dopo aver ricordato il suo passato con la sorella malata di mente che se lo voleva fare da quanto è piccino con un secondo doomsday dietro l'angolo.
L'analisi psicologica dei personaggi è superficiale, lacunosa e non cattura lo spettatore a nessun livello, i personaggi secondari vengono ridotti a comparse in scena senza che vengano davvero trattati, sebbene un pochino di slancio nelle prime 12 puntate c'è stato il tutto decade nella seconda parte. Lo stesso Shu, il suo passato intricato, il padre scienziato e la sorellina pazza, tutto è trattato in modo così affrettato da irritare chi guarda.
Vedere Inori con abitini da scena da inizio a fine serie è urtante, sembra una mezza presa per i fondelli nei confronti della drammaticità che non riesce a passare come messaggio. I regalati momenti di fanservice sono pessimamente inseriti, cosa che fa si che diano anche più fastidio del normale, squallido proprio come ho detto prima il fatto che usino anche Haruka la mamma adottiva del protagonista per questi siparietti patetici.
Si arriva poi al finale in uno sbotto di informazioni tirare addosso a caso, volontà superiori e resurrezioni delle rediviva-redimorta Mana, ed il tutto finisce perché sì, con Shu che da re diventa salvatore e con il lieto fine tirato circa a calci perché lo si voleva punto e basta e una manciata di minuti di few years later che danno solo che fastidio. Insomma non ce la fa proprio e per lo spettatore è una sofferenza, io confesso che ho fatto fatica ad arrivare alla puntata 22.

La vera tragedia di questo anime è la sua bellezza tecnica, graficamente è uno spettacolo di colori dove la CG non è un pugno nello stomaco ma si amalgama saggiamente nel tutto, le animazioni sono fluide e senza cali, i colori sgargianti ed i fondali urbani eleganti e dettagliati. Le musiche sono signore e padrone, le canzoni di Inori invadenti e dominanti, bellissime davvero, anche se non riescono a creare la stessa dominanza che si ritrova in mostri sacri quali Macross Plus. Io per un mezzo secondo ho avuto il brutto deja vu di Sharon Apple, ma no non siamo a quei livelli è solo un tentativo che ricalca male, Inori è insignificante, se le musiche sono stupende la sua caratterizzazione non riesce a creare un reale engagement con lo spettatore e quindi restano solo un'accozzaglia di belle musiche e gradevole comparto sonoro.

Veramente un prodotto scadente con però un comparto tecnico da favola. Peccato.
Ammetto che potevo anche dare 4, ma il come è stato spacciato come megacapolavoro che avrebbe cambiato la storia degli anime mi ha davvero urtato e quindi scado ad un più impietoso 3.


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Blackish Christmas Eve

Episodi visti: 22/22 --- Voto 2
Se mi chiedessero: «Cosa ti ha spinto a vedere "Guilty Crown"?», la risposta più onesta sarebbe «La grafica». Non è certo raro che produzioni potenzialmente buone vengano (tristemente) limitate da un comparto tecnico scadente; dunque non mi sarebbe dispiaciuto vedere un titolo che fosse sia buono che bello.
Ahimè, sono una piccola sognatrice: credo che, a visione ultimata, sarei stata più soddisfatta se la Production I.G., invece di produrre quest'anime, avesse pubblicato un video in cui il regista buttava nel water tutti i soldi investiti nel progetto, almeno avrei potuto ridere per l'assurdità della cosa e mi sarei risparmiata nove ore di tedio, col rischio che la bile mi corrodesse anche l'anima, oltre che l'apparato digerente.

La cosa che più mi meraviglia è che "Guilty Crown" sia stata trasmessa nel celebre contenitore noitaminA, che in teoria sin dalla sua creazione si era preposto un pubblico che non avesse solo 14-15 anni: non so cosa ne pensino gli autori, ma questa è senza dubbio una serie destinata a ragazzi in fase adolescenziale, questo perché è colma, ricolma, stracolma e ripiena di fanservice, che si "manifesta" nei modi più disparati.

Innanzitutto, molto banalmente, le ragazze. Tutte, dalla prima all'ultima, sono caratterizzate (esteticamente e caratterialmente) a seconda dei gusti dei ragazzini, quindi avremo la ragazza silenziosa e misteriosa, quella forte ed energica che in realtà è fragile, quella loli, la compagna di classe innamorata del protagonista e la mamma (ovviamente ventenne, gnocca e senza legami di sangue col protagonista, ci mancherebbe), tutte rigorosamente di bell'aspetto e, se possibile, anche ben "dotate", come abbiamo potuto ammirare nell'immancabile (e davvero imperdibile) episodio ambientato in spiaggia. Ovviamente, oltre a tutto ciò, non mancheranno gridolini ambigui, riprese molto strategiche, scene hard a caso e via dicendo, tanto perché il trash è bello se ce n'è tanto.
Lo sviluppo di questi personaggi è piatto, banale, insulso e nessuna di loro ha una vera funzione all'interno della trama (non le avessero proprio messe credo non sarebbe stata una perdita significativa a livello di contenuti) e, nonostante sia passata appena una settimana dal che ho finito la serie, non ricordo nemmeno i loro nomi e mi sono dovuta servire di Wikipedia per ricordarmi quali personaggi femminili ci fossero.
I maschietti sono molti di meno, e i più sono macchiette. Il più significativo è Gai, il capo dell'organizzazione che vuole rovesciare il governo, ragazzo carismatico e belloccio, intelligente e dai mille misteri. Non sarebbe stato necessariamente malvagio, peccato che, dopo essermi subita due flashback (uno strappalacrime -?- e l'altro campato allegramente per aria) e una "sorpresina" senza senso e ridicola a metà serie, mi sono resa conto che l'unica cosa positiva del suo personaggio fosse la voce, del bravo Nakamura.
Infine il protagonista, Shu. Immaginate un ragazzino delle superiori, asociale, sessualmente represso, privo di veri amici, che non ha una benché minima voglia di fare qualcosa nella vita: vi sembra essere un protagonista?
Io credo di no, ma evidentemente gli autori erano di altro parere (ossia che, proprio perché sfigato, sarebbe stato perfetto per attirare gli sfigati, a cui il prodotto pare essere destinato) e quindi il povero Shu si ritrova coinvolto in tantissime situazioni diverse che non è in grado di affrontare: non riesce ad esprimere un concetto senza imbarazzarsi o abbassare il tono della voce e ha il carisma di una pera.

Questo, bene o male, per i primi dodici episodi: l'anime infatti è composto da due parti, molto diverse tra loro, ma entrambe pessime.
Se nella prima il ritmo è lento (tant'è che alla fine mi sono sentita devastata da quanto poco fosse successo) e gli unici passi in avanti sono dati da improbabili power-up (per il resto solo scenette scolastiche di dubbio gusto e fanservice), nella seconda succedono mille, cinquemila, diecimila cose per episodio, tant'è che a fine serie ti chiedi come tu abbia fatto ad arrivare lì senza averci capito assolutamente niente.
La cosa che più contraddistingue questa serie è senz'ombra di dubbio la copiosa presenza di "ispirazioni"", tant'è che mi è sembrato di vedere "Code Geass" una seconda volta, in veste grafica migliore e con la sceneggiatura che avrei potuto scrivere anch'io.
Il regista, arrivato a metà serie, si è messo in una situazione dove nemmeno il più becero deus ex-machina lo avrebbe potuto salvare e, se uno spettatore gli avesse domandato «E ora cosa succede?», la sua risposta probabilmente sarebbe stata «Tu hai qualche idea?», con tanto di carta e penna per prendere appunti. Dunque, per compensare alla mancanza assoluta di idee (dopo essersi giocato la carta dei flashback, cos'altro si poteva fare?), l'unica soluzione era quella di stupire lo spettatore con colpi di scena su colpi di scena, tutti sensazionali, tutti strabilianti e tutti nonsense, dal primo all'ultimo.
Un po' copiando "Code Geass", un po' "Evangelion", un po' "Beautiful" e prendendo anche inspirazione da Gesù Cristo per dare un po' di spessore al protagonista, ci ritroviamo di fronte lo schifo, il trash e la demenza umana: chi rovescia il proprio carattere a caso, chi si scopre sgualdrina e agisce senza un perché, chi muore inutilmente, chi resuscita, chi perde un braccio e non se ne accorge più di tanto, chi uccide e se ne dimentica poco dopo, e chi meriterebbe di morire brutalmente e invece eccolo lì, bello contento nell'episodio finale, sorvolando su tutte le leggi universali esistenti, mentre la fisica fa ciao ciao con la manina.

Questo è "Guilty Crown": una storia banale sviluppata in maniera oscena e conclusasi dando il peggio di sé, mentre i comparti tecnico e sonoro fanno la loro bella figura, abbindolando gente come me. Diffidate di chi la reputa un capolavoro, a meno che non siate neofiti tredicenni che prima d'oggi hanno visto solo "Dragon Ball" e i "Pokémon": fortemente sconsigliata, sprecate altrove il vostro tempo (a meno non siate spinti da un forte desiderio autolesionista, o vogliate scoprire i punti più oscuri dell'animazione giapponese: in tal caso, buona fortuna!).


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Kida_10

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
"Guilty Crown" è una serie di ventidue episodi ambientata a Tokyo nell'anno 2039; il protagonista è Ouma Shu un ragazzo di 17 anni che si ritrova imporvvisamente a possedere una particolare abilità chiamata "potere del re" attraverso la quale riesce ad estrarre i Void, ovvero le anime, dalle persone.
Il mondo futuristico in cui Guilty Crown è ambientato è stato devastato nell'anno 2029 da un virus sconosciuto chiamato "Apocalypse" ed il giappone trovandosi in grandi difficoltà decide di affidarsi alla GHQ, un'organizzazione creata dalle nazioni unite col preciso scopo di evitare il diffondersi della malattia.
Dopo aver acquisito il "potere del Re" ed aver conosciuto Inori, cantate di un gruppo musicale per cui prova molta ammirazione, Shu decide di unirsi agli Undertaker, un'organizzazione guidata da Tsutsugami Gai che si oppone alle GHQ.

La trama è abbastanza complessa, molti personaggi inizialmente avvolti dal mistero sono chiamati regolarmente in gioco senza che venga data alcuna spiegazione sul loro ruolo, ma tuttavia proseguendo nella visione dell'opera a tutte le domande sollevate viene data una risposta e nulla viene lasciato al caso. Nonostante inizialmente capire bene la situazione sia praticamente impossibile, sin dal primo episodio è una serie che si lascia seguire in modo incredibilmente piacevole e senza mai annoiare, ogni puntata è importante ai fini della trama e ricolma di azione, senza pause o tempi morti.

I personaggi sono molti e ottimamente caratterizzati.
Il protagonista Shu è inizialmente il classico liceale insicuro e distaccato, che preferisce starsene per i fatti suoi senza farsi notare da nessuno; col proseguire delle puntate inizia progressivamente a prendere fiducia in se stesso, maturando episodio dopo episodio.
Yuzuriha Inori è una giovane ragazza misteriosa nonchè cantante di una famosa band. Inizialmente appare come una persona senza sentimenti ma quando comincia a conoscere meglio Shu acquista pian piano la sua umanità, fino ad innamorarsene.
Potremmo definire questi i due personaggi principali, anche se in realtà ve ne sono molti altri di fondamentale importanza per lo svolgersi della storia, ognuno dotato di una personalità ben precisa e definita.

Tecnicamente è stato svolto un lavoro eccelso sotto ogni punto di vista. Graficamente un piacere per gli occhi, ottimo il character design, incredibili gli effetti speciali e la fluidità nei combattimenti, dettagliate e molto varie le ambientazioni; anche per quanto riguarda il comparto sonoro è stato svolto un ottimo lavoro a partire dalla bellissima siglia iniziale fino a concludere con le musiche che fanno da sottofondo in ogni puntata.
La regia ha colpito nel segno, riuscendo a mantenere sempre dei ritmi molto alti incastrandoci perfettamente i momenti più calmi e riflessivi, gestendo in maniera impeccabile i numerosi flashback che verrano soventemente utilizzati.

In conclusione "Guilty Crown" è una serie che mi sento di consigliare a tutti, in quanto è in grado di accontentare una grande fetta di pubblico, racchiudendo in sè una moltitudine di generi: azione, sentimenti, fantascienza mixati alla perfezione e a cui si aggiunge un pizzico di drammaticità.


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Photos

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
"Guilty Crown" è un anime della Production I.G, amato da molte persone. Vedendo parlarne così bene mi sembrava che mi stessi perdendo chissà cosa, ma alla fine non era il capolavoro che molti pensano, non dico che non mi sia piaciuto è un anime nella media che malgrado abbi molti punti di forza, non posso ritenerlo un anime perfetto a causa di piccoli difetti.

Siamo nel 2039, il Giappone, in particolare a Tokyo è scoppiata una grande epidemia di un letale virus, l'Apocalypse Virus. Tutto è iniziato nella vigilia di Natale per cause sconosciute, la GHQ un associazione creata dall'UN ha il compito di controllare il Giappone, attraverso un governo provvisorio e di occuparsi dei malati. In questo ambiente ci viene presentato il nostro protagonista Ouma Shu, il classico ragazzo asociale con qualche piccola amicizia ma niente di più. All'inizio questo personaggio l'ho trovato molto banale, infatti non aveva nulla di speciale, ma alla fine risulta il personaggio più interessante di tutta la storia, che come molti altri personaggi, in contemporanea a vari colpi di scena evolverà la sua personalità molte volte. Shu cambia la sua vita di colpo quando incontra Inori, famosa cantante del suo gruppo preferito, gli Egoist. Imbattendosi in lei acquisirà un nuovo potere "Il potere dei Re" dal Genoma Void, che lo porterà a combattere affianco degli Undertaker, un gruppo di persone che combattono con l'intento di ostacolare la GHQ nelle loro operazioni di epurazione. Shu adesso è in grado di controllare i Void, ovvero oggetti, molto spesso armi, che rappresentano l'anima e la personalità del possessore, più è forte è il legame tra Shu e il possessore, più è potente l'arma estratta.
Shu inizialmente invidia Gai il capo degli Undertaker che lui vede come un punto di riferimento per tutti, capace di fare qualsiasi cosa, ma alla fine si capisce che l'unica differenza che c'è tra Shu e Gai è solo la convinzione, dato che anche Gai a sua volta invidia molte qualità di Shu.
Questo nuovo potere sarà la causa dei continui cambi di personalità del protagonista, passerà infatti da sentirsi una nullità, fino ad iniziare a considerarsi un onnipotente re, che tratterà le persone come degli oggetti, spaventandole con il suo potere.
La storia è composta da parti molto frenetiche, con una grande quantità di scene d'azione, tra combattimenti e sparatorie, per poi cambiare ritmo con parti più tranquille, grazie a flashback o riflessioni dei protagonisti principali, anche se non tutti poi verranno approfonditi. Dietro a tutto questo c'è anche una storia d'amore tra Inori e Shu, infatti il protagonista grazie alla sua umanità la porterà a provare emozioni come un normale essere umano, una cosa fantastica per Inori e poi capirete il perché.

Grazie agli ambienti dettagliati e realistici, e dei fantastici effetti sonori non sarà difficile immergersi nella storia, specialmente se poi a tutto ci aggiungi delle bellissime soundtrack in sottofondo per dare la giusta atmosfera. Le animazioni sono quasi sempre fluide, e il character design almeno per alcuni personaggi principali è abbastanza originale. Anche il doppiaggio mi è piaciuto molto, specialmente quello di Inori, quindi anche in questo campo si sono dati molto da fare. Le opening e le ending sono delle vere e proprie canzoni, che incontriamo anche nel corso degli episodi cantate da Inori.

Questo anime mi ha fato anche un po' riflettere su me stesso, infatti dato che i Void sono la rappresentazione della natura di una persona, più volte mi sono chiesto chissà quale sia il mio Void. In effetti se esistesse un potere come quello di Shu, risolveremmo il mistero di essere noi stessi, un enigma che molte persone vivono. Ma Shu in un certo senso ci dice come fare, basta non lasciarsi scappare noi stessi, cosa che lui ha fatto quando non aveva fiducia in sé stesso, non sapendo che in fondo anche lui poteva fare grandi cose, e questo lo scopre combattendo con gli Undertaker.
Un altra cosa che mi è piaciuta molto sono i tanti colpi di scena, perlopiù avvenuti in seguito ai molti cambiamenti di personalità dei personaggi, questo fa evolvere in maniera interessante la storia.
La storia si conclude con un finale un po' particolare ma di grande effetto, molto bella la scena in cui Shu seduto su una panchina si immagina Inori per abbracciarla ancora una volta.
Vedo che molte persone accusano questo anime di mancanza di originalità, ma dopotutto se una trama funziona, che sia originale o meno per me è di poco conto: preferisco una storia non originale ma coinvolgente che una storia originale ma sviluppata male. Se invece una storia ha entrambe le qualità meglio ancora, ma non odierei un bell'anime solo per la mancanza di originalità.
In conclusione do un 7 per la trama e il comparto tecnico, potevo dare un po' di più se alcuni personaggi venivano approfonditi, ma così non è stato e molti sono quelli trascurati. Dopotutto non considero "Guilty Crown" un capolavoro assoluto, come molti fanno, ma nemmeno un brutto anime, come molti fanno...
Consiglio a tutti di vederlo, sta a voi poi decidere il vostro giudizio personale.


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o_Sekai_o

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
"Guilty Crown" è uno di quegli anime che non volevo guardare perchè la gente me ne parlava troppo bene. Ma viste come sono andate le cose con "Clannad", avevo infine deciso di guardarlo, affascinato anche dai favolosi screenshot raffiguranti scene dell'anime. Le aspettative sono state rispettate? Beh...sì e no, ma andiamo con ordine:

Trama (Voto 7)
La storia prende vita nella Tokyo del 2039, a cui fa da contorno un Giappone indebolito ed incapace di provvedere a se stesso dopo la tragedia esplosa la vigilia di Natale del 2029, da tutti ricordata come "Lost Christmas". Sono infatti passati dieci anni da quando l'intero paese venne gettato nel panico più totale da una dilagante e sconosciuta pandemia virale, denominata Virus Apocalypse.Un'organizzazione internazionale nota come GHQ interviene e ristabilisce l'ordine in Giappone, che ne paga il prezzo con la propria indipendenza. Dopo aver preso le redini del comando sotto legge marziale, la società, forte di un proprio esercito militare, approfitta della situazione nei modi più svariati, arrivando anche a giustiziare civili sul momento dopo averli classificati come infetti.
Ouma Shu, studente asociale di diciassette anni, rimane coinvolto in una ribellione contro la GHQ dopo essere entrato casualmente in contatto con Yuzuriha Inori, cantante di un gruppo musicale online chiamato Egoist, di cui il ragazzo è un fan. Inori si rivelerà essere un membro in fuga degli Undertaker, gruppo terroristico che mira all'indipendenza del Giappone.
Tsutsugami Gai è il leader e l'anima della resistenza, che per dimostrare la propria mancanza di timore verso l'ordine costituitosi dopo il disastro, arriva anche a mostrare pubblicamente il proprio volto alla nazione durante un ufficiale annuncio dell'esistenza dell'opposizione. Contrariamente alla sua indole poco temeraria, Shu mette a rischio la propria incolumità per salvare Inori dopo che questa viene rapita da un gruppo di perlustrazione della GHQ, portando con sé una misteriosa fiala appartenente alla ragazza. Il piccolo contenitore di vetro nascosto nella sua camicia s'infrange, salvandogli la vita da un proiettile e cambiandogliela per sempre. Al codice genetico di Shu viene aggiunto il "Potere dei Re" derivato dal rarissimo Genoma Void contenuto nella fiala, un potere che gli consente d'estrarre artefatti chiamati Void, spesso offensivi, dal corpo delle persone. I Void subiscono cambiamenti assieme all'ego delle persone e ne sono legati, tanto che maggiore sarà il rapporto stretto con una persona, migliore sarà la padronanza del suo Void.

La trama, detta così, per un ragazzo/a alle prime armi con gli anime, sembrerà parecchio originale, ma per chi segue anime da un pò, sa bene della somiglianza tra le tematiche di "Guilty Crown" e quelle di "Code Geass"(tralaltro fatti dagli stessi autori). Inoltre, per le tematiche a tratti drammatiche, si possono fare dei collegamenti con "Neon Genesis: Evangelion". Insomma, trama abbastanza intrigante, ma non spicca per originalità.

Grafica (Voto 10)
Per quanto riguarda il comparto tecnico...wow!
La grafica è eccellente, con colori ben fatti, disegni ottimi e animazioni fluidissime e molto curate. Non nascondo di aver voluto guardare quest'anime quasi esclusivamente per la grafica.

Audio (Voto 10)
Le OST sono tra le più belle che io abbia mai sentito. Azzeccatissime e per nulla messe a caso, sempre ottime e perfette per la situazione. Ho amato alla follia sia le opening che le ending, in particolare la seconda opening: "The Everlasting Guilty Crown", cantata da Egoist, che è diventata ufficialmente una delle mie opening preferite.

Commento Finale
Francamente mi aspettavo di più da quest'anime. Da come la gente me ne parlava, pensavo si trattasse di un capolavoro assoluto, ma si limita ad essere un bell'anime da cui però ci si poteva aspettare sensibilmente di più. La trama non è sviluppata egregiamente, anzi, ci sono un sacco di buchi di sceneggiatura. La cosa più fastidiosa è che l'anime presenta fanservice completamente inutile. Posso sorvolare Inori quando è vesita con quella sorta di tuta rossa, ma vedere una scienziata dare un "Ok" con un tocco col sedere mi manda in bestia. La caratterizzazione dei personaggi non è molto originale, sono tutti abbastanza stereotipati. Shu la si può definire come "La fusione mal riuscita di Lelouch (vedi Code Geass) e Shinji (vedi Neon Genesis: Evangelion)". Inori è il personaggio che mi è interessato di più, un pò per l'aspetto, un pò per tutto.
In conclusione consiglio quest'anime a chi magari ha iniziato da poco a guardare anime.

Voto finale: 7


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killerj97

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Guilty Crown è stato presentato come un progetto molto ambizioso che doveva essere in grado di attirare a se un ampia fascia di pubblico, ambizione che viene mantenuta viva per parte dell'anime, infatti, soprattutto nei primi episodi riesce a sfruttare bene le proprie qualità per invogliare il telespettatore a seguire la serie.

Iniziamo parlando di grafica e animazione, due punti forti dell'anime, sia nella fluidità delle immagini che nell'utilizzo di colori per sfondi e personaggi, altro elemento gradevole è la rappresentazione del "Potere del Re" che si colora con azzurro e bianco tanto brillanti da rappresentare perfettamente il sovrannaturale, d'altronde è proprio l'obbiettivo degli sviluppatori.
Dalla qualità grafica passiamo invece a quella acustica, anche qui il titolo non si smentisce ponendo OST spettacolari assieme a doppiatori fantastici a creare un miscuglio perfetto da presentare al pubblico.
Infine veniamo alla cosa più importante per ogni anime che si rispetti: La Storia. Questa diversamente dal resto manca proprio l'obbiettivo e motiva l'entità del voto, infatti, non sono grafica e acustica a fare di un anime un capolavoro ma lo è la storia, non che le prime non siano necessarie ma comunque tentare di realizzare come successo per Guilty Crown un titolo basato praticamente solo su queste è come costruire un tetto senza una casa sotto.

<b>SPOILER SUL PRIMO EPISODIO</b>

Analizzando la storia possiamo vedere come già detto a inizio recensione una buona partenza, il protagonista si trova per sbaglio in mezzo ai guai dopo aver incontrato Inori una Idol molto famosa, di cui era appena stata scoperta la partecipazione ad un gruppo terroristico. Da qui la vita di Shu viene sconvolta in quanto dopo un iniziale paura e timore nei confronti delle forze di polizia che catturano l'Idol prende coraggio e va a salvarla svelando anche il suo potere oltre che rendendosi complice dei terroristi. Sebbene come ho già detto questa sia una buona partenza già proprio da qui si cominciano a vedere i problemi della storia, infatti, sono presenti grandi buchi narrativi e parti che necessitano di interpretazioni particolari come sul perché Shu decide di salvare Inori, inutile dire che i buchi andando avanti aumentano fino ad arrivare ad un punto particolare in cui cercando di sfruttare la psicologia dei personaggi si commette un enorme errore in quanto personaggi da sempre considerati fedeli vengono a perdere fedeltà e soprattutto il protagonista cambia dal giorno alla notte, sebbene a questo avvenimento viene dato uno pseudo-motivo quasi accettabile. I buchi più grandi comunque si concentrano soprattutto sul finale in cui il protagonista si trova più volte faccia a faccia con la morte.
Senza spoilerare non posso dire molto altro, quindi concludo la recensione con una valutazione generale:
L'anime sebbene presenti una trama ricca perde il necessario per meritarsi una buona valutazione sulla durata a causa di vari buchi anche se riesce a tirarsi su da una pessima valutazione a fronte soprattutto del reparto tecnico che si mantiene su ottimi livelli, peccato però che non sia questo a decidere la valutazione di un anime.


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KuroTenshi

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
Da una parte avrei voluto mettere un 5 ma dall'altra fremevo dalla voglia di mettere un 10.
Questo perché la sensazione che ho avuto nel vedere Guilty Crown è una sensazione che non ho mai provato prima, e scusatemi se lo dico, ma magari mi giudicherete inesperto in questo genere di anime, ed è proprio così.
Gli anime associati a Crown, come Code Geass e Evangelion, io non ho ancora avuto il piacere di vederli, per questo non mi ha dato quella sensazione di già visto, anche se mi sento in dovere di accennare un manga/anime che a tratti Guilty Crown mi ha fatto ricordare, ovvero Deadman Wonderland.
Non nascondo che in alcune puntate ho odiato quest'anime sia dal punto di vista dei personaggi (in particolare del protagonista) sia dal punto di vista dei complotti, che si, da un lato hanno saputo tenermi incollato allo schermo, ma dall'altro mi hanno dato una pessima impressione, facendomi disprezzare tutto di Guilty Crown, dall'episodio 14 fino alle battute finali, ed è proprio in quella parte che il mio giudizio fin'ora espresso si va a far benedire. Perché in fondo quest'opera ha un sapore dolce e amaro allo stesso tempo, è un contrasto di emozioni, specialmente emozioni tristi e di rabbia, rabbia pura che io ho percepito esplodermi dentro, ma è per la bellezza di come gli autori abbiano saputo creare qualcosa di amabile in dei generi così tristi e contorti, che m'ha spronato ad apprezzarla e non solo, perché dopotutto gli accadimenti che susseguono sono necessari, per portare al finale espresso dall'opera, ma andiamo per gradi.

Piccolo incipit.
La storia si piazza nell'anno 2039, una realtà in cui, 10 anni prima, un tragico incidente causò il degenerarsi di un morbo mortale tra la popolazione.
Shu è un normale studente delle superiori chiuso in se stesso, seppure gli amici sembrano non mancargli, ma non ha mai davvero dato l'impressione di essere la stessa cosa per loro.
Un giorno il suo destino si incrocia con quello di una misteriosa ragazza chiamata Inori, e del gruppo di cui lei fa parte, gli Undertaker, terroristi con l'utopia di salvare il mondo dalla tirannia di un organizzazione multinazionale, convinti che l'unico modo per espiare il virus, sia ucciderne gli infetti a sangue freddo.
In tutto questo, Shu sarà costretto ad intraprendere una strada irta di ostacoli e decisioni difficili, che lo porteranno ad un cambiamento radicale.
Non voglio dir nulla, ma se nelle prime puntate noterete una trama lineare e ripetitiva, vi assicuro che avrete avuto un'impressione sbagliata, perché da un certo episodio in poi tutto sembrerà cambiare, tanto da farlo sembrare un altro anime a tratti sinistro e triste, e qui mi fermo.

ATTENZIONE: POTRETE IMBATTERVI IN PICCOLI SPUNTI CHE VI POTREBBERO FAR CAPIRE ALCUNE PARTI DI TRAMA
TRAMA: la trama è il fulcro principale di un'opera, senza una buona storia, un anime o manga che sia, anche se graficamente perfetto, sarà uno strafalcione in piena regola buono solo a farvi godere i bulbi oculari. E Guilty Crown una trama potenzialmente buona ce l'aveva, e ce l'ha fino alla fine, anche se la piega che prenderà circa a metà storia, diventerà come un martello che tintinnerà fastidiosamente nella testa dello spettatore, facendolo impazzire e portandolo a gridare al mondo che in realtà quest'opera è nata solo per far trasudare liquidi di ogni tipo a qualsiasi povera anima che l'abbia vista (scusate lo sfogo).
Ma il fatto è che la commozione che da la fine di quest'opera e tanto rara quanto amara, e sono i personaggi che me la fanno davvero percepire, perché in fondo in fondo, seppur non sembrino molto caratterizzati, lo sono eccome, e la storia in se, grazie a loro, si fa apprezzare e si fa ricordare, ed è grazie al lavoro fatto sui personaggi, che do un buon voto alla trama.
IL MIO VOTO E' 8

PERSONAGGI: * Attenti che potreste percepire quello che segue come spoiler* Come avrete ben capito, personaggi e storia per me si devono sposare sufficientemente bene per tirar fuori una trama con la T maiuscola. Ed è grazie a questo punto che ho dato un voto alto alla trama, perché i personaggi, alla fine dell'opera, malgrado tutti gli errori che hanno commesso, mi rimarranno lo stesso dentro al cuore. Dal protagonista (anche se sinceramente una bella botta in testa gliela darei volentieri) a Inori, che mi è sembrata più protagonista di Shu stesso per certi versi, fino ad andare pure dai cattivi di turno, che comunque, e qui attenzione probabile SPOILER, alla fine un cuore ce l'hanno anche loro e l'anime lo fa ben capire.
Avrei moltissime altre cose da dire sui personaggi se solo potessi farlo.
IL MIO VOTO E' 9,5

MUSICHE: Le op. sono bellissime e le ending ne sono quasi a pari passo. Le OST cariche di emozioni, ti fanno davvero assaporare il momento. Il diamante vero dell'intera opera sta nella colonna sonora.
Quindi non ho più nulla da dire, ho solo da inchinarmi.
IL MIO VOTO E' 10

GRAFICA: Così come per la musica ho poco da dire, anche la grafica veste un ruolo importante in un animazione e Guilty Crown in questo brilla eccome. E se in alcuni scene non si vede il naso, beh, io la giudico come una semplice scelta stilistica.
IL MIO VOTO E' 9

Il globale è quindi un 9, per quanto abbia un contrasto di emozioni che mi spingano sia a dare un 10 e sia a dare un bruttissimo 5, non riesco davvero ad odiare quest'opera, perché dopotutto grafica, musiche e personaggi eccellono per me, a di la del finale di cui non spoilero nulla, ma lasciò la curiosità di scoprirlo a voi.


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Shaileen

Episodi visti: 23/22 --- Voto 5
A mio avviso, Guilty Crown è il perfetto esempio di come sia possibile sprecare una grande opportunità. Quest'anime possedeva tutte le carte in tavola per divenire un'opera di tutto rispetto: una trama interessante, dei personaggi molto interessanti e variegati, una buona dose di mistero, un comparto audio degno di nota e dei disegni di altissimo livello. E allora come è possibile che abbia riservato un 5/10? Ecco perchè:

Il doppiaggio in generale è di ottimo livello, e insieme alle piacevoli canzoni della co-protagonista, il comparto audio è sicuramente un punto di forza della serie. Ho poi il dovere di menzionare la doppiatrice di Inori/Mana (Ai Kayano), la cui voce difficilmente la si può scordare (potete averla sentita doppiare Y'shtola in FFXIV o Roman Saotome in Sket Dance, per citarne un paio).

I disegni sono ben realizzati, e seppur con qualche discutibile scelta di design (dove sono finiti i nasi?), le scene d'azione sono veramente ottime.

Se avete dato un'occhiata alla trama, vi sarete accorti come questa non sia proprio il massimo dell'originalità, ma fornisce comunque dei buoni spunti. Spunti quasi totalmente ignorati... Fin dal primo episodio, gli eventi si susseguono con crescente rapidità ed eccessiva fretta, senza troppe spiegazioni alle innumerevoli domande dello spettatore, fino alla metà della serie (ep. 12), momento in cui si giunge ad una svolta. Tale momento è talmente marcato che si può tranquillamente parlare di una seconda stagione dell'anime stesso. La trama viene stravolta, e i toni e le ambientazioni si fanno estremamente più cupe (a la Darker Than Black, per fare un paragone), rendendo in effetti tutto ancora più interessante. Ed è questo il problema: l'intera trama è un susseguirsi di misteri e domande a cui si attende risposta, che alla fine vengono prese e gettate via.

Degli innumerevoli personaggi (alcuni estremamente interessanti) di cui fino alla fine si spera di sapere qualcosa in più, o vengono fatti sparire oppure proseguono il loro ingrato ruolo di comparse. La crescita emotiva del protagonista, particolarmente elaborata e progressiva nel corso della storia, sembra aver assorbito quella che avrebbero dovuto avere anche gli altri, insieme agli approfondimenti necessari per comprendere maggiormente i vari personaggi. Il senso di incompletezza e di opportunità sprecata in questo senso è sempre più forte, e finisce col rovesciare un bicchiere di cenere nella bocca dello spettatore quando, alla fine della storia, si rende conto che quasi ogni cosa buona è stata solo abbozzata e/o buttata lì, senza svilupparla e presentarla per quello che avrebbe potuto essere. "Perchè??" è una domanda che ci si pone fin troppe volte, guardando Guilty Crown. E la parte peggiore, è che quasi mai si ottiene una risposta.

Il finale è l'opposto di ciò che una fragola è sulla cima di una torta. Un pugno nello stomaco, dopo una brutta giornata, ma piena di speranze. Si potrebbe parlare di finale serio, oppure non scontato, o ancora di destino ("Così doveva andare"), ma se si è guardato con passione quest'anime, non si può che provare un senso di amarezza davanti alle ultime scene, che sembrano oltremodo forzate, per volere un finale insolito. In quel momento, ho provato un senso di rabbia e schernimento come mai era accaduto prima, al termine della visione di un anime.

Chiudendo, guardare Guilty Crown è stata un'esperienza nel complesso piacevole. Ho respirato aria di Code Geass e Neon Genesis Evangelion ad ogni episodio. Mio malgrado sono solito ad affezionarmi molto ai personaggi, e per le persone empatiche come me, Guilty Crown è un crescendo di emozioni, che però non giunge al culmine vero e proprio che meriterebbero: si accumulano nel corso della serie, arrivando allo zenith in cui ci si è ingoiato troppi rospi per non avere le risposte, gli approfondimenti, le spiegazioni e il finale che si è meritato.

AkiraSakura

Episodi visti: 22/22 --- Voto 3
"Code Geass" è un grande capolavoro, collocato a tutto diritto nell'olimpo dell'animazione giapponese dal competente e specializzato pubblico americano, spesso anche dall'altrettanto competente critica - la stessa che paragona Shinkai a Miyazaki, tanto per confermare la sua indubbia autorevolezza. Come tutti gli anime rivoluzionari, innovativi e profondi, anche il capolavoro assoluto di Taniguchi ha fatto dei figli. Degli altrettanto validi ed inattaccabili eredi. "Valvrave" e "Guilty Crown", veri e propri coronamenti della sublime poetica del capitalismo da anime. Ora non voglio accingermi a fare il solito discorso pretenzioso della serie "è commerciale, è pieno di fanservice e allora è brutto perché io, che sono cresciuto a pane e Oshii, la so più lunga in fatto di regia". Voglio fare un discorso modesto. Certo, il fanservice capzioso, con tutti quei bei culetti e quelle conturbanti loli dal vestitino succinto, dalla vocina "gne gne gne" e dalla pelle bianca come il latte c'è. Capzioso in quanto ben diverso dal fanservice umoristico alla "Time Bokan", quello fatto apposta per far divertire i bambini e stop. Capzioso in quanto i produttori di anime devono vendere le bamboline delle idol virtuali ai poveri otaku e hikkikomori afflitti dagli animaleschi ritmi della post-modernità, quello sì. Almeno in "Eva" gli otaku venivano spinti a migliorarsi e a uscire dal loro guscio, in modo molto più soffice rispetto a quello che faceva il signor Tomino. Sì, proprio lui, quel pelatone magrolino che massacrava brutalmente il cast di un certo "Z Gundam" al fine di attaccare direttamente, con una sorta di schiaffone mediatico, i poveri Gunota alienati dal brand. Ora gli otaku vanno trattati bene, vanno coccolati, in quanto si sono un po' rammoliti: quelli di prima generazione volevano i drammoni, l'epicità e la mattanza; quelli di seconda generazione volevano la canzone di Minmei e quella scena di sesso a 2D che si poteva vedere solamente negli OAV; quelli di adesso, completamente assuefatti dal consumismo sempre più dilagante, vogliono un substrato erotico ancora più invadente di quello degli OAV anni '80 post-macrossiani. Tanto per fare un'esempio, il substrato erotico di "Iczer One" è risibile rispetto a quello di un "Valvrave" a caso: la tensione erotica adolescenziale in quell'OAV era comunque presente, ma in modo molto più ingenuo e grossolano.

"Guilty Crown" et similia piacciono a loro. Agli otaku post-terza generazione (la terza è quella di "Eva", la prima quella di "Corazzata Yamato" e "Gundam", la seconda quella di "Macross"). Loro vogliono i soliti cliché ripetuti ad nauseam, i soliti "power up" insensati, la sorella brocon la quale crea un virus cristallizzante sublimando gli appettiti sessuali verso il fratello non corrisposti. La colpa non è dei vari "Guilty Crown", "Valvrave", "Madoka Magica", "Suzumiya", "Chūnibyō demo koi ga shitai!" e compagnia. Questi titoli esistono in virtù della legge della domanda e dell'offerta. La colpa è della società giapponese malata di consumismo, la quale spreme questi poveri cristi e li spinge a chiudersi in casa, ad alienarsi dal mondo, a circondarsi di bamboline che paiono dire con voce squittente "Niichan! Oniisama! Gne gne gne!".

Lo spettatore italiano medio 'ste cose non le sa proprio bene. Per lui una sceneggiatura grondante come un colabrodo e piena zeppa di furti ad altre opere rielaborati in modo più o meno ridicolo può andare anche bene; in tal caso, a difesa del prodotto, verrà cavato fuori il sangue dalla rapa con determinati flame e/o giri di retorica da autorevoli professori universitari; così come potrebbe andare anche male; ed ecco che nascono gli hater, i fanboy, quelli con le girelle negli occhi i quali non apprezzano le velleità paradisiache delle facciotte paffute e delle sagge verità dell'iterato "gne gne gne" a oltranza. Tuttavia, l'otaku giapponese si chiude in casa sempre e comunque a prescindere. Si chiude in casa a fare il feticista con la bambolina di una delle tante idols virtuali "gne gne gne" in circolazione. A lui non interessa che gli italiani si suddividano in fazioni virtuali le quali combattono tra loro attraverso scontri dialettici reminescenti delle scritte sui muri dei cessi pubblici; oppure che si atteggino a Umberto Eco trovando forti virtù umanistiche e filosofiche nell'ultima serie trash per otaku alla moda. Perché "Guilty Crown" è trash, il classico "so bad it's so good", poche storie. Un'accozzaglia mal sviluppata di spunti presi da "Eden", "Evangelion", "Akira", "Megazone 23" e tanti altri anime che gli otaku di adesso per ragioni anagrafiche manco hanno visto. Esattamente come "Madoka Magica", stessa roba. Si prendono idee vecchie e si fa il restyling seguendo i gusti della nuova generazione di perdigiorno. Non serve alcuna genialità, alcun plot brillante per vendere gadgets al pubblico di giovani giapponesi rintanati nel loro mondo fatto di loli dalle teste enormi che dicono sempre di sì. Basta che ci sia il già citato fanservice furbetto e un'abbozzo di sceneggiatura buttato lì a caso ed è fatta. Gli otaku vogliono quello, quindi va bene lo stesso. E poi tutti a congratularsi con Okouchi, il novello Dickens dell'animazione. Ci strappiamo tutti la camicia gridando esaltati davanti al suo cospetto, altroché. Sopratutto gli Yankees, che hanno l'occhio più lungo e vedono più lontano.

Non parliamo poi dei personaggi di "Crown", uno più piatto e stereotipato dell'altro. Anche loro vanno bene così, in quanto sono stati concepiti come mero fanservice. Prodotti da vendere a tutti i costi, i quali vanno messi in mostra, magari tutti insieme appassionatamente intorno ad un tavolo, oppure con apposite inquadrature ginecologiche e tanti altri trucchi registici assai furbetti. La frenesia degli avvenimenti e di quel colabrodo poco originale che è la trama si copre con ammiccanti leccate di deretano, accompagnate da un ripetitivo e risolutivo "power up" finale da shonen di serie B, coadiuvato dall'estrazione di oggetti dal petto di una persona (dove l'ho già vista questa cosa?). Ovviamente la scena cliché nella quale il protagonista tocca le tette ad una per sbaglio non manca. Quella ci deve sempre essere, come vuole la tradizione.

Quando si preme il punsante melodramma, lo si fa in modo artificioso e plateale, allo stesso modo di "Code Geass"; quando succede qualcosa di serioso, il patetismo e la ridicolaggine stanno lì in agguato, in bilico tra la parodia involontaria e il vuoto empatico. Un personaggio importante a caso, il quale viene fatto morire per puro sensazionalismo, viene fatto risorgere di punto in bianco e potenziato a caso, come nel peggiore dei videogiochi; ovviamente non manca all'appello la solita caricatura del Wiseman/Seele tanto cara a Okouchi, il quale l'ha messa pure nel suo capolavorone "Code Geass". La società segreta ancora più segreta della massoneria, del gruppo Bilderberg e del "gruppo T.N.T" di Alan Ford. Quell'oscura presenza che sta addirittura sopra alla BCE e alle lobby ebraiche.

In conclusione, quando il sensazionalismo finisce, e "Crown" cerca di prendersi sul serio, piattezza e banalità regnano sovrane. C'è a chi piace e a chi non piace, è ovvio. Il parere degli italiani (e degli americani) non mi interessa affatto. Il problema è che piace agli otaku giapponesi, e fin quando questa roba piacerà a loro, si andrà avanti in continuazione, all'infinito, con i soliti cliché e le solite capziosità discusse in precedenza. Il solito riciclaggio imbarazzante di idee vecchie o, ancora peggio, l'annichilimento di spunti interessanti ed innovativi indotto dai soliti virali tòpoi che vanno necessariamente messi per far cassa.
Che "Guilty Crown" sia animato benissimo e che abbia dietro un budget enorme è un grosso difetto. Potevano spendere meno soldi e darne un po' ai barboni delle strade.

"Ci sono troppi otaku in animazione", ebbe a dire Miyazaki in un'intervista. Aveva ragione il vecchio, altroché. Ce ne sono tanti tanti. Il fenomeno otaku ormai non è più ristretto come negli anni '80 e '90 (il termine otaku è nato durante la lavorazione di "Macross", tanto per intenderci), ma è diventato una piaga sempre più vasta, la quale sta monopolizzando la maggiorparte degli anime prodotti. Prima gli otaku figli del boom economico si compravano gli OAV ed erano contenti, adesso hanno più spazio, sempre più spazio. Alla facciazza di quello che faceva una seduta psicoanalitica e poi guariva, con tutti gli altri intorno che battevano le mani sorridenti. C'è poco da batter le mani, davanti ad un pessimo contentino otaku di nuova generazione come "Crown".


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Ettore_bazizza

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
"Guilty Crown" si è rivelato essere per me una piacevole sorpresa. Non perché avessi pregiudizi in merito, anzi, il contrario.
Ho iniziato a visionare l'anime senza conoscere né la trama, né i personaggi, né il parere di chi l'ha visto. Insomma sono andato ad un "appuntamento al buio".

La prima cosa che salta subito all'occhio è l'altissima cura che viene posta nei dettagli dei disegni, accompagnati da effetti di luce di prim'ordine. Non nasconderò infatti che durante la visione del suddetto anime mi è capitato più volte di rimanere a bocca aperta di fronte a scene particolarmente suggestive.

Altro punto di forza della serie sono gli effetti sonori e, più nello specifico, le musiche. Qui si rientra nella sfera soggettiva di ogni individuo, temo, specialmente per quanto riguarda queste ultime. Devo dire che anche qui Guilty Crown ha fatto centro con me: le musiche della cantante degli Egoist sono una più bella dell'altra, e tutt'ora a distanza di mesi dalla visione dell'anime le ascolto con piacere.
Nota di merito va anche all'opening "My dearest", il cui testo fa praticamente riferimento a tutto ciò che avviene e avverrà nella storia, e all'ending "Departures", che a sentirla ancora oggi riesce a rilassarmi come poche altre canzoni.

Ma quindi, è tutto oro quel che luccica? Nì.
Se dovessi dare un voto in base al coinvolgimento emotivo, probabilmente darei 10 senza troppi indugi.
Ma è dovere di cronaca tenere conto anche di altre cose.

Se infatti i primi 12 episodi procedono spediti senza problemi, la seconda parte presenta molte stranezze che potrebbero far storcere il naso. Mi riferisco ad esempio al cambiamento di alcuni personaggi, che se per alcuni è verosimile o quantomeno plausibile, per altri non trova le giuste basi e motivazioni.
Attenzione :: Spoiler!
O ancora, personaggi che erano morti che misteriosamente ritornano in vita senza una chiara giustificazione.
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Fino ad arrivare a quel finale tanto odiato/osannato, che personalmente ho apprezzato.

Nonostante ciò, per me Guilty Crown resta un'opera godibilissima, supportata da dei disegni e musiche che sono un vero e proprio orgasmo per la vista e per l'udito.
Perché è vero che l'atto conclusivo di un'opera conta e molto, ma ciò che ci resta veramente alla fine è il viaggio.
E per me, il viaggio in Guilty Crown è stato meraviglioso.

ioale82

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ioale82

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Dallo stesso scrittore e sceneggiatore di "Code Geass" mi sarei aspettato di più. Gli ingredienti per una bella storia c'erano tutti e a dirla tutta in alcuni frangenti ricordavano un po' quelli già visti proprio in "Code Geass". Un inizio esplosivo, che lasciava presupporre uno sviluppo altrettanto allettante, ma invece di migliorare la trama s'è fatta più debole e i personaggi non sono stati sviluppati, a mio parere, in modo completo. Il punto più basso della trama si è avuto a metà serie, sembrava quasi che Ichirō Ōkōchi avesse terminato le idee. Per fortuna nel finale c'è stato un crescendo di avvenimenti che mi hanno portato a divorare, letteralmente, le ultime puntate.
Non è un anime memorabile, ma tiene lo spettatore attento alla storia per gran parte del suo sviluppo; per svagarsi un po' è l'ideale. Una nota particolare va fatta sulle musiche di apertura e chiusura dei vari episodi, veramente ben fatte.


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manaka the luckyboy

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
Guilty crown è uno di quei tanti anime bellissimi ma sottovalutati, a prima vista infatti sembrerebbe un banale anime moderno tutto fanservice e niente arrosto, ma al contrario pur essendo poco conosciuto e sottovalutato è uno degli anime più belli che abbia mai visto. Non ho trovato alcun difetto ne fastidio durante la visione, eccetto alcuni palesi spunti verso opere più famose come evangelion ,code geass e homunculus, ma cose che si possono ignorare facilmente.
Parlando dei pregi ha una grafica bellissima, i disegni sono stupendi e molto suggestivi, i personaggi caratterizzati benissimo delineandone bene il carattere e la personalità.
La trama poi è emozionante e non annoia mai, veramente ben costruita capace di suscitarti moltissime emozioni, dal divertimento, all'interesse, la tristezza, coinvolgendoti nella storia e facendoti scoprire lati di te che ancora non conoscevi, il lato forte che c'è in ognuno di noi e che dobbiamo fare uscire ma anche il lato debole che cerchiamo di nascondere. Vedremo infatti la crescita del protagonista Ouma Shu che pur essendo una persona timida e insicura si trova improvvisamente di fronte a un potere grandissimo e tutte le responsabilità che ne derivano, questo e molto altro in questo anime che consiglio a tutti.


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erebo82

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
Guilty Crown, una serie molto bella e sicuramente da vedere, ma che contrariamente a quanti molti dicono non è completamente bianca o completamente nera, ma vi sono molte sfumature di grigio che non gli permettono di andare oltre il suo limite reale, l'essere uno shonen.
Analizzando l'opera, essa si colloca sicuramente al di sopra di molte serie simili, non vi è il classico "eroe forte->eroe sconfitto->power up->vittoria dell'eroe" (o almeno non in modo incisivo), ciò che realmente importa è la crescita interiore dell'eroe, la lotta contro la sua inutilità.

<b>Spoiler presenti da questo punto, si consiglia la lettura dopo la visione.</b>

La storia viene sviluppata abbastanza bene, e soprattutto gli episodi più avanzati fanno dimenticare gli errori fatti all'inizio, infatti l'opera come detto non ne è esente, per iniziare i primi episodi butteranno nella mischia un povero studentello complessato senza amici, o meglio che fa il bravo ragazzo per far finta di avere degli amici (attenzione, il protagonista non sembra avere complessi infantili che lo hanno portato a tali sentimenti, si darà per scontato più avanti che lo spettatore capisca che ha perso la memoria, ma lui non accennerà mai alla cosa e non sembrerà che i suoi "complessi" siano causati da questo), ma questo si unirà e seguirà senza nessuna spiegazione un gruppo di terroristi facendo ciò che gli viene detto senza batter ciglio, o meglio si lamenterà e rifiuterà una missione, ma in seguito dopo essere stato trascinato dagli eventi vi ritornerà dimenticandosi della sua decisione, e quando gli verrà chiesto perchè vuole salvare dei terroristi risponderà che è perché credono in lui (ma questo lo ha capito solo molto più avanti, non sarebbe stata più adeguata una risposta del tipo "credo che loro non siano i cattivi"?), ovviamente anche i suoi amici decideranno di aiutarlo a salvare dei terroristi per il semplice fatto che loro credono in lui... io se un mio amico mi avesse chiesto di dargli una mano a salvare dei terroristi perché credono in lui gli avrei dato un cazzotto in testa, ma magari è la mia logica ad essere strana XD

Altro elemento negativo è la sigla iniziale, molti penseranno probabilmente che sono stupido in seguito a questa affermazione, ma posso spiegarne il motivo.
Decidendo che serie seguire ho dato un'occhiata alle sigle di alcuni anime, tra cui guilty crown che mi era stato consigliato, e trovando la sigla davvero bellissima ho deciso di optare per questa, ma dopo aver visto 5 episodi ed aver sentito quella dannata sigla almeno una quindicina di volte (si, peggio di un tormentone estivo, risuona nella mia mente anche adesso che sto scrivendo) ho cominciato ad odiarla, capisco sia ben fatta ed in parte importante per la storia, ma se mangi per una settimana il tuo piatto preferito ad un certo punto ti verrà la nausea anche solo a sentirne il nome...

La storia sarà divisa in due archi narrativi, dopo aver visto il primo ed averlo trovato veramente molto bello (nonostante l'alternanza di velocità-lentezza, mi sono addirittura addormentato durante la visione di uno degli episodi iniziali...) si penserà che il resto della serie non ha motivo di esistere, ma contrariamente ad ogni previsione anche la seconda parte sarà sviluppata molto bene, purtroppo però i cambi di personalità di molti personaggi o presunti tali avranno veramente poca logica "reale", ma come detto questo è proprio un limite generico degli shonen, un esempio può essere il tizio biondo cattivo che guida il mecha, si interesserà grazie ad una mela caramellata (niente battute, è un dato oggettivo) alla tizia che ama il cospley (il genio che da colpi di fondoschiena per hakerare i servizi di sicurezza...) arrivando addirittura a salvarla, ma in seguito riconoscendola vorrà ucciderla, il senso sembrerebbe che lei lo abbia cambiato in qualche modo (ipotesi personale, altrimenti semplicemente vuole ammazzarla senza motivo), ergo basta dare una mela caramellata ad un pazzo che uccide la gente e questo penserà che è cattivo e che quindi deve ucciderti per tornare ad essere un assassino.
L'esempio del tizio biondo che guida il mecha è solo un modo per spiegare l'illogicità dei personaggi, e va detto che lui appare come uno dei personaggi più particolari e meglio caratterizzati, il problema è che non sappiamo cosa c'è sul fondo, quale sia la struttura su cui si basa il suo "senso di realtà" (termine psicologico, ma credo comprensibile nel suo concetto), e la storia non cambia per nessun altro personaggio (tipo il tizio degli undertaker che ha il void che crea l'oscurità, accennato e mai approfondito), solo Gai (perché inori vada nella sua stanza 3 volte al mese però rimarrà un mistero... almeno credo XD , e poi le flebo a che servono?), la madre di Shuu e la tizia sulla sedia a rotelle si salvano, i primi due perché viene proprio narrata la loro storia, la terza perché è palese il suo handicap ed è logico che si aggrappi a chi le da delle "nuove gambe", probabilmente quest'ultimo il personaggio migliore dell'intera serie.
A questo punto mi sono reso conto che nonostante abbia visto tutta la serie in due giorni e scritto questa recensione subito dopo non ricordo neanche i nomi dei personaggi data la loro poca importanza.

Terminando qui onde evitare di continuare a scrivere punti negativi (tipo spiegazioni minime ed inconcludenti sulla daat, che sarebbe? il volere di Dio? un'organizzazione di angeli? allo spettatore l'ardua sentenza, il motivo per cui il cattivone di turno faccia ciò che fa, vada per la prima parte dell'anime, ma poi?, o perché i megacattivi e i megabuoni non vengano mai cristallizati o colpiti per primi come i poveri cittadini/soldati a 10.000 metri di distanza o perché il protagonista abbia un potere in grado di distruggere decine di robot in 10 secondi e poi rimanga chiuso in una scuola...) adesso tornerò a dire perché ho iniziato dicendo che questa sia una storia molto bella e da vedere.
Uno shonen con una storia intrigante farcito da tormenti interiori, grafica e musica molto bella, se non avesse spinto troppo l'acceleratore su determinati elementi tentando di andare oltre il suo semplice conpito ed innalzando troppo le aspettative dello spettatore sarebbe stato una serie da 10, la sua pecca è stata unicamente cercare di apparire ciò che non è, tanto da non avermi fatto neanche inumidire gli occhi durante scene di morte o durante il finale, non lasciandomi quel senso di vuoto che mi lasciano le opere che trovo realmente toccanti (ho finito nuovamente con una critica).

Un 8 comunque meritato considerando il genere di appartenenza.


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Mina Chan

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
Scrivo questa recensione appena finito di vedere l'anime perché penso che a caldo sia tutto più sincero.
Guilty Crown è indubbiamente un anime bellissimo, che ti prende e ti trascina con sé per ben 22 episodi. È un mix ben riuscito di più elementi come azione, dramma, amicizia, amore, lealtà ecct. che lo rendono davvero completo e adatto un po' a tutti.

La trama a mio avviso è davvero unica, anche se leggo commenti come "niente di non già visto" che non capisco, dove sarebbe questo "già visto"? Ammetto di non avere alle spalle una quantità infinita di anime ma quel ho mi basta per dire che Guilty Crown è unico nel suo genere.
La storia appare divisa in due parti anche se nel complesso è unitaria, ma il confine tra l'una e l'altra è segnato dagli stessi sceneggiatori che fanno concludere apparentemente gli avvenimenti all'episodio 12, facendo quasi sembrare l'anime finito (eh, che mattacchioni!). Iniziato l'episodio 13 ci si sente un po' strani proprio perché si ha avuto quella sensazione che si ha quando qualcosa termina.

La seconda parte dell'anime è decisamente WOW. Se la prima ci è piaciuta per il suo svolgersi, questa ci farà impazzire per la sua diversità, per come cambieranno i personaggi, il protagonista, gli antagonisti... Tutti. E se sembrerà difficile da capire, come possano delle persone evolversi così senza che ci sia data un'analisi profonda, sarà semplicemente perché non si può capire. L'animo umano è complesso, pieno di sfaccettature e può mutare anche senza un motivo preciso ed è questo quello che si ha qui, che ci fa capire subito che Gulty Crown sta cercando di dare qualcosa in più, qualcosa che noi persone abbiamo ma che l'animazione giapponese non vuole comunque darci, come se non servisse quando è proprio ciò che vogliamo vedere.

Detto questo è chiaro che il punto forte dell'anime è la psicologia dei personaggi, l'intensità dei sentimenti, il desiderio di sopravvivenza e ciò è reso magnificamente nel protagonista Ouma Shu che tutto vorrebbe fuorché combattere e ritrovarsi a rischiare la propria vita, e chi lo biasimerebbe? Non è più normale vedere un ragazzo rifiutare l'opportunità di combattere piuttosto che il solito spavaldo subito pronto a diventare un eroe? E infatti Shu vuole essere normale, andare a scuola ed evitare problemi, sedere sul suo banco e vivere. E il fatto che abbia o no un potere eccezionale non lo smuove minimamente! Insomma, perché accidenti dovrebbe combattere? A 17 anni si vuole ben altro. Tutti i suoi dubbi e i suoi scervellamenti lo accompagneranno fino alla fine quando combattere sarà l'unica alternativa.
Tutti gli altri personaggi sono ben caratterizzati e nessuno è lasciato solo sullo sfondo ma è parte integrante della trama. La storia dell'uomo davanti all'apocalisse (anche se il fatto che il nucleo sia il giappone fa sempre un po' sorridere!)

Mi rendo conto di dover parlare anche di tante altre cose come musiche, character designe, Inori, Gai, concetto di evoluzione umana, la selezione della specie, e dio sa chissà quant'altro ma credo che sia meglio non dire tutto perché è bello scoprirlo da soli! Il motivo del mio voto l'ho dato.

Sono partita con quest'anime piena di aspettative e non sono stata delusa anche se le imperfezioni ahimé ci sono sempre e un 10 proprio non glielo si può dare! (Tipo: ma perché finisce così? Cosa ha fatto questa persona per salvare l'altra? O ma tizio non era schiattato? Ma resuscitano pure o mi sono persa qualcosa? Molte domande ehhhh però è bello così).


Vabbè, buona visione bro!


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Dragonx96

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
<b>Attenzione: presenza di lievi spoiler</b>

"Guilty Crown", un anime sorprendente dall'inizio alla fine, con stravolgimenti e scene a dir poco epiche, inizia con una prima puntata che presenta l'universo in cui è ambientato e i personaggi, concludendosi con una spettacolare scena accompagnata da una soundtrack avvincente e dinamica.
Lo stile grafico è perfetto per l'opera e molto godibile, questo accompagnato da musiche davvero emozionanti e messe al momento propizio; il vero punto forte però resta la trama: si nota un'interessante ispirazione a "Code Geass", che ho molto gradito, ovviamente senza che l'opera perda originalità, anzi, sotto certi versi i pochi aspetti simili vengono ripresi i modo più interessante, quindi ha forse già superato la già più che ottima opera a cui si è ispirato.

La psicologia del protagonista è una delle più complesse che abbia mai visto, all'apparenza forse non forte, ma comunque determinato e onesto; nella seconda parte dell'opera tutto comincia a cambiare, e i tragici eventi cominciano a rendere talmente crudele il contorno che lo paragonerei all'eclissi di "Berserk". E' proprio quando tutte le speranze cadono che viene mostrato il vero valore del personaggio su cui avevo riposto fiducia.
Più che ottima la caratterizzazione degli altri personaggi: Segai si dimostra uno degli antagonisti più intelligenti e carismatici di sempre; non che Gai e lo Scavatore di Tombe siano da meno.

La varietà è il succo di questo anime: il setting scolastico, i mecha, il fantascientifico potere del void genome, i regni dei morti, i re e molto altro, il tutto gestito bene e costruito su un universo inizialmente solido, che muta drasticamente col proseguire della trama. La drammaticità è un fattore primario dell'opera, che strappa lacrime allo spettatore posto di fronte alla tragicità degli eventi, soprattutto nel finale, molto triste, ma perfetto, che colpisce emotivamente lo spettatore e chiude il cerchio, dando comunque un filo di speranza di fronte al fatto che si sopravvive. Ottimo il timeskip finale, che mostra il proseguimento della vita dei protagonisti. Un'altra parte forte sono i colpi di scena, alcuni all'apparenza scontati, ma che stroncano le aspettative sorprendendo; in definitiva, un capolavoro che consiglio a tutti, "Guilty Crown" è arte.


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npepataecozz

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Guilty crown è il classico progetto ambizioso che strizza l'occhio ad alcuni vecchi successi - vedi Neos Genesis Evangelion in primis - ma che nel momento decisivo rivela una sconfortante assenza di idee sul modo di risolvere una lunga serie di interrogativi che avevano avuto il pregio di riuscire a mantenere incollato lo spettatore alla poltrona nell'attesa di una loro spiegazione.
Lo scenario è quello di un Giappone che sta cercando di riprendersi dalla catastrofe ricordata come "Lost Christmas", in quanto avvenuta proprio nel giorno di Natale: per cause inizialmente sconosciute uno strano virus colpisce gran parte della popolazione; il suo effetto è ricoprire il corpo con uno strano accumulo di cristalli che, gradualmente, avrebbe condotto le persone infette alla morte. Il protagonista principale è Shu, ragazzo inizialmente introverso e apatico che, casualmente, finisce per appropriarsi di un potere straordinario: con la sua mano destra sarà in grado di estrarre delle armi dal cuore delle persone per poi usarle in combattimento. Ben presto il ragazzo si troverà a dover compiere una scelta fra la collaborazione con gli organi governativi per il controllo della diffusione del virus e l'ingresso negli "Undertaker", un gruppo terroristico capeggiato dal carismatico Gai e a cui appartiene la bella Inori, da cui Shu si sente da subito attratto.
La storia si può dividere in due parti, la prima composta dai primi dodici episodi e la seconda dei successivi dieci. Ovviamente non posso star qui a spiegarvi il perché, pena l'accusa di "spoileraggio"; ciò che, invece, mi sento di dover dire è che se il tutto doveva essere concluso in questo modo era forse meglio limitare la storia ai primi dodici episodi, che avevano avuto almeno il pregio di creare una storia forse non originalissima ma comunque appassionante ed avvincente e con un finale all'altezza. Gli episodi successivi, invece, parlano di eventi che si basano su evidenti forzature commerciali sulle quali lo spettatore potrebbe anche soprassedere a patto di non doversi subire spiegazioni poi del tipo "era tutto un piano per confondere il nemico, in realtà era tutto uno scherzo!". Altre volte vengono esposte teorie, ricordi, flashback che risultano incoerenti e lacunosi e che non risolvono un bel niente.
Ed è questa una pecca che ha un peso determinante nella mia valutazione di questo Guilty crown, il quale, per il resto mi aveva decisamente soddisfatto: le vicende narrate sono coinvolgenti; i personaggi non saranno originalissimi ma abbastanza vari e discretamente caratterizzati sotto il profilo psicologico; l'impatto della grafica e ottimo; la colonna sonora è di altissimo livello (anche se talvolta un pò troppo invadente). Insomma i presupposti per la creazione di un buon titolo c'erano tutti; poi qualcuno ha deciso di strafare ottenendo risultati davvero pessimi.
Ad ogni modo è innegabile che, nonostante la cocente delusione finale, Guilty crown si lascia seguire con grandissima curiosità dall'inizio alla fine motivo per cui almeno la sufficienza non mi sento di negargliela. Poteva ottenere certamente di più; ma così come ad alcuni personaggi della serie piaceva citare Dante Alighieri allo stesso modo io concludo dicendo: "Chi è causa del suo mal pianga sé stesso"


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Titania

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
"Guilty Crown" è una serie sopravvalutata, ma non da buttare.
Le vicende narrate in "Guilty Crown" sono ambientate nel 2039, immerse in un'atmosfera futuristica e fantascientifica. In Giappone, in seguito a una tragedia avvenuta dieci anni prima, si è diffuso un virus mortale, l'Apocalypse. Le autorità nazionali cercano di gestire la situazione attraverso l'istituzione della GHQ, un'organizzazione incaricata di ristabilire l'ordine nel paese e di sopprimere eventuali tentativi di rivolta. Il protagonista della serie, Ouma Shu, è un ragazzo qualunque, stanco del suo essere così ordinario e così anonimo. Questa monotonia, tuttavia, è destinata a durare ancora per poco. Dopo un "fortuito" incontro con Inori, cantante di un gruppo molto popolare tra gli adolescenti di quel periodo, rimane coinvolto in uno scontro tra la GHQ e gli Undertaker, il gruppo di resistenza. Shu entra improvvisamente in possesso di un potere molto singolare, il che lo costringerà a farsi carico di grosse responsabilità: riuscire a toccare il cuore delle persone ed estrarne la forma, il Void. Ciascun Void possiede caratteristiche proprie e può essere utilizzato in svariati modi, dalla battaglia alla pratica curativa. Ormai il suo destino è segnato.

Dopo un inizio non molto convincente, l'anime subisce una serie di alti e bassi senza trovare una stabilità propria, finendo con il perdere il suo potenziale episodio dopo episodio. Troviamo una prima parte abbastanza confusionaria, nella quale non si riesce a capire bene quello che succede e molti punti non vengono chiariti. Il picco viene raggiunto nel dodicesimo episodio, quando finalmente ci viene mostrato il famoso "Lost Christmas", nome che viene dato alla tragedia avvenuta nel 2029. Personalmente ne sono rimasta delusa, l'evento poteva essere trattato meglio, attraverso spiegazioni più dettagliate e chiare. Superata la prima metà degli episodi, ecco che entriamo nella seconda parte: la trama sembra finalmente prendere piede, le vicende diventano sempre più interessanti e intrise d'azione, componente che prima è trattata in maniera abbastanza superficiale. Seppur con qualche "colpo di scena ovvio", la visione diventa piacevole. Il finale sembra fatto un po' così: Shu che passa dall'essere una nullità assoluta a diventare il salvatore del mondo, rimettendoci la vista (problema forse causato dal virus) e la sua adorata Inori. Molti avvenimenti non hanno un perché e alcuni personaggi devono esserci finiti per caso in quest'anime, visto che non fanno nulla di veramente significativo per lo svolgimento delle vicende, eppure compaiono spesso.

La trama non è granché e sa di già visto, in compenso la grafica fa guadagnare qualche punto: è un piacere per gli occhi guardare questa serie. Fa la sua parte anche la colonna sonora, con sigle d'apertura e chiusura da brividi e OST altrettanto belle.
Nonostante non sia un capolavoro, né diventerà mai uno dei miei preferiti, l'ho trovato abbastanza carino. Le aspettative che avevo, tuttavia, non sono state soddisfatte.

Rygar

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
Approcciarsi a quest'opera non è semplice, poiché a sentire i pareri più disparati "Guilty Crown" risulterebbe un'opera controversa, a dire dei detrattori parrebbe un'opera copiata da altre serie (il paragone più immediato sarebbe Evangelion/Code Geass per il protagonista e "Durarara!!" per il character design), ma con il senno di poi è chiaro che ogni originaria analogia decade con l'evoluzione della trama e dei personaggi; di questo ne parlerò in seguito.

"Guilty Crown" nasce come anime della stagione autunnale 2011. Contrariamente ad altre serie non ha avuto precedenti di light/visual novel, videogame o manga, piuttosto li ha generati in seguito come "Lost Christmas", prequel della serie, sviluppato come OAV e visual novel, oltre a un manga e una side story in formato light novel.
Operata questa premessa, posso affermare con sincero entusiasmo che "Guilty Crown" è un'opera maestosa sotto tutti i punti di vista, non solo perché, come suggerisce lo stesso nome della serie, tratta di tematiche come i sensi di colpa e la sovranità, (l'essere re e le decisioni che deve intraprendere, anche a caro prezzo), ma perché l'intera opera trasuda di grande impegno sotto tutti gli ambiti: da un eccelso comparto tecnico a una trama pressoché perfetta, concludendo con un finale magistrale.

Ispirandomi a un'altra recensione concordo sul fatto che l'aver preso ispirazione da altre opere non è (e non deve essere) un fattore di condanna tout court, a meno che non si tratti di casi conclamati di plagio, e spesso l'ostentazione dell'originalità a tutti i costi può produrre delle aberrazioni, per cui, se una precedente opera è stata così valida e ha saputo gettare (seppur indirettamente) le basi per futuri spunti, perché non attingere da una simile fonte? Ciononostante, "Guilty Crown" sa far proprie simili ispirazioni andando però oltre, garantendo uno sviluppo solido della trama e dei personaggi.

Trama: 24 dicembre 2029. Una feroce pandemia (il virus Apocalypse) causata da un meteorite esplode in Giappone. La malattia "cristallizza" e uccide i corpi delle vittime provocando una strage. Tale evento sarà ricordato come "Lost Christmas". Nel 2039 il Giappone versa in condizioni critiche, e per sopravvivere rinuncia alla propria indipendenza, affidandosi alla GHQ, un'organizzazione creata dalle nazioni unite affinché la pandemia non dilaghi e siano prese le dovute contromisure.

Shu Ouma è il protagonista della serie: inizialmente appare come il classico studente asociale di diciassette anni. La svolta però avviene subito, dal momento che, dopo essere entrato in contatto con Inori Yuzuriha (la cantante della band "Egoist" per cui nutre ammirazione) scopre che la stessa cantante è un membro del gruppo Undertaker, un'organizzazione indipendentista che si oppone alla GHQ. A dispetto delle aspettative, Shu non teme di rischiare la vita per salvare Inori dopo che questa'ultima viene rapita da un gruppo di perlustrazione della GHQ, portando con sé la fiala di Genoma Void custodita da Inori. La trama parte proprio dal fatto che la fiala si rompe prima della consegna a Gai, leader degli Undertaker e viene assimilata da Shu, donandogli il "Potere dei Re", ovverola capacità di estrarre dai corpi umani dei singolari artefatti chiamati "Void", dotati di poteri e abilità relative alla persona da cui è stato estratto. Da quel momento Shu accetta la proposta di Gai e decide di dare una svolta alla sua vita unendosi al gruppo, dando così il via alla trama. Ho apprezzato enormemente la volontà del protagonista di dare una svolta alla sua vita in modo così rapido, superando la pavidità e la vigliaccheria umana, e perché no, mostrando anche un po'di sano eroismo e propensione al rischio derivata dalla sua scelta repentina.

Con un'analisi un po' più distaccata dal fattore emotivo è possibile comprendere che tutto è comprensibile (mi si perdoni il gioco di parole) e che le presunte lacune della trama sono colmate tramite le spiegazioni fornite dalla serie, oltre che da un po' di sano ragionamento. Se qualcosa dovesse risultare poco chiaro (o trascurato), esiste una wikia ad hoc che fornisce ogni spiegazione, e dal momento che la serie nasce come anime, tutte le spiegazioni fornite si riferiscono a quest'ultimo, senza dover pescare da altre fonti.

Grafica: un tripudio per la vista in ogni sua forma. La grafica ammalia e seduce lo spettatore offrendogli una qualità incredibile. Le ambientazioni sono realistiche e curate in ogni dettaglio, le animazioni fluide, dinamiche, frenetiche. Per il fatto che il character design somigli a "Durarara!!" non vedo quale sia il problema: è davvero bello e perfettamente appropriato al contesto. Il mecha design è grandioso: iper dettaglio ovunque e così deve essere.

Sonoro: semplicemente sublime. Il sonoro in "Guilty Crown" ha un'importanza maggiore rispetto ad altre serie, ricordando l'esempio della leggendaria Lynn Minmay in "Macross". Le musiche sono bellissime, la canzone dell'opening ricorda molto la voce di Alanis Morissette, splendido l'ending. Ottimi sono le OST e le musiche all'interno della serie. Il doppiaggio è più che degno, i personaggi sono resi alla perfezione. Si nota l'impegno dello staff anche su questo versante.

Personaggi: l'impegno profuso in tutta l'opera lo si nota anche nella realizzazione dei personaggi. Se in origine i protagonisti possono apparire un po' banali e visti, con il maturare della trama è possibile cogliere sia la loro evoluzione personale sia le loro sfumature caratteriali. La vita impone delle scelte anche dure e a caro prezzo, e qui risiede la grandezza dell'opera: nella fermezza dell'aver intrapreso determinate decisioni e saperle portare a termine. Oltre a ciò è piacevole constatare che nessun personaggio è trascurato, ciascuno assolve perfettamente il suo ruolo. La stasi è un concetto inesistente.

Sceneggiatura: altro punto di forza dell'anime. Il ritmo è perfettamente adeguato all'opera. Inizialmente rapido fino a sconfinare nel frenetico, per poi soffermarsi con maggiore lentezza sui flashback, e riprendere con maggiore rapidità nelle scene d'azione. Mi si perdoni la ripetività, ma ritengo opportuno soffermarmi sul fattore intuito, il quale è mantenuto vivido da un sapiente gioco di informazioni complete e altre fonti da ricercare con l'intelletto dello spettatore, tutto alla fine trova una risposta. Anche se potrebbe passare in secondo piano, è lodevole come i nomi utilizzati nella terminologia di "Guilty Crown" non siano messi a caso, ma risultino perfettamente appropriati al contesto e a ben vedere non è cosa da poco. La morte è sempre presente all'interno dell'opera. La tragedia è enfatizzata magistralmente tramite la morte che affligge sia i personaggi comprimari e secondari sia la popolazione civile. In "Guilty Crown" si muore come si deve e questo è un gran pregio.

Finale: semplicemente il migliore che si potesse auspicare, un non-lieto fine adulto e maturo, capace di stupire e commuovere lo spettatore. L'opera che trova il suo naturale compimento nel suo finale, che proprio per essere triste e malinconico, enfatizza la grandiosità di tutta la serie. Un encomio.

In sintesi: "Guilty Crown" era, è e sempre sarà un'opera meravigliosa, degna di entrare nell'olimpo delle migliori serie della storia degli anime. Una perla rara che, nonostante possa non piacere, farà sempre parlare di sé, ed è qui che ha raggiunto il suo scopo (un esempio su tutti? Basti digitare la parola "Inori" su Google Immagini). Non è possibile rimanere indifferenti dopo averla vista. L'unico mio personalissimo rammarico è che si sia voluto concludere tutto in 22 episodi, non mi sarebbe dispiaciuto poter ammirarne almeno altri 4.
Consigliato a chiunque voglia cogliere l'essenza di un capolavoro assoluto che, al pari di una poesia, sappia toccare le corde del cuore senza farsi condizionare da preconcetti o da altri anime visti in precedenza.


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Ouma shu

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
Guilty Crown… si tratta di un'opera molto discussa che io stesso ho faticato, e tuttora fatico, a valutare. Ho guardato questa serie ben tre volte, e a ogni visione il mio giudizio su di essa è cambiato un po'. Di primo impatto, "Guilty Crown" mi aveva pienamente convinto e non avrei certo mancato di elargirgli un voto elevatissimo tessendogli ogni tipo di lode. A una seconda visione, si sono presentati ai miei occhi quelli che considero i maggiori difetti della serie, ma forse mi rendo conto di averli inconsciamente accentuati. Infine, ora sento di poter dare un mio giudizio definitivo sull'anime, rifacendomi al sano principio della medietà aristotelica.

Giappone, 2039. In seguito a un tentativo di ribellione alla GHQ - un'organizzazione internazionale senza scrupoli che ha instaurato una feroce dittatura nel Giappone post-apocalittico in cui la serie è ambientata - da parte di un gruppo di rivoltosi chiamati Undertaker, il diciassettenne Ouma Shu, per puro caso, ottiene una capacità alquanto singolare, denominata "Il potere del Re". Quest'abilità gli consente di estrarre i "Void" - armi e oggetti contenuti all'interno delle persone, diversi tra loro in base alla indole del relativo proprietario - e fare di essi un suo personale utilizzo. Shu userà questa potenzialità per cercare di combattere l'organizzazione GHQ, con il fine iniziale di tornare a vivere una vita pacifica come quella che faceva un tempo.

L'ambientazione post-apocalittica di certo non è tra le meno utilizzate nel panorama dell'animazione giapponese, però bisogna ammettere che in "Guilty Crown" è resa in modo davvero peculiare. Il clima di dispotismo portato dalla GHQ è infatti diretta conseguenza di Lost Christmas, una feroce epidemia avvenuta nel 2029, causata da un virus detto Apocalypse, il cui effetto è quello di cristallizzare gli individui, togliendo loro la vita. Proprio in un contesto socio-economico così precario, in cui il Giappone è decisamente allo sbando, l'organizzazione GHQ riesce a seminare i germogli del suo potere.

Ouma Shu ci viene presentato come il classico studente diciassettenne svogliato, senza particolari aspirazioni e con pochi amici. Se in effetti in un primo momento può assomigliare a un certo Shinji Hikari, e anche le sue riflessioni spesso avranno la caratura di quelle del famoso pilota dell'unità 01, bisogna ammettere che successivamente Shu si distacca dal modello iniziale di riferimento, maturando, acquistando una propria personalità e riuscendo a prendere, seppur con non poche difficoltà, il controllo della situazione. Sarà infatti lo stesso Shu che, a compimento del suo percorso di maturazione, si sacrificherà per tentare di salvare i suoi compagni.

Mi devo anche ricredere sulla caratterizzazione dei personaggi, che avevo valutato in modo approssimativo. Perché effettivamente, ad una attenta analisi, ognuno di loro segue un ben preciso percorso di crescita e si mantiene coerente nelle sue azioni, senza mai tradirsi e, se si dimostra quello che in realtà non è - mi viene da pensare a Gai - possiamo notare come la cosa sia assolutamente voluta, e abbia il fine di accentuare una nota caratteriale dell'individuo in questione. Un personaggio che ho molto apprezzato è Ayase, ferma e determinata ma dolce allo stesso tempo. La somiglianza con Asuka Sōryū Langley di Evangelion (personaggio assai più complesso, ma non meno interessante) è però solo nel nome e, forse, nell'aspetto estetico.

Passando invece alla realizzazione tecnica, qui "Guilty Crown" eccelle in senso assoluto. Opening ed ending sono stupende, OST da brivido in ogni situazione: permettetemi di citare la bellissima "Bios", che merita davvero tanta attenzione. Inoltre, c'è da dire che la musica in quest'opera non è solo un mero contorno, perché la comprotagonista Inori è la cantante del gruppo "egoist", le cui penetranti canzoni saranno di fondamentale importanza per lo sviluppo della storia, nonché ci accompagneranno nelle scene più concitate e ricche di pathos.
Le animazioni sono anch'esse di altissimo livello, e garantiscono scenari suggestivi - che perfettamente s'adattano alla narrazione - e combattimenti avvincenti.
Ho infine apprezzato molto il Chara-Design, pulito ed elegante, anche se ho avuto la sensazione strizzasse un po' troppo l'occhio a quello di Evangelion.

Il difetto che maggiormente attribuisco a Guilty Crown, e che mi impedisce di accostarlo a voti più alti, è da riscontrarsi nella eccessiva velocità con cui si sono svolte le vicende finali.
Penso che uno o due episodi in più non avrebbero guastato, anzi, sarebbero stati importanti per chiarire in modo preciso e ben definito la vicenda.
In conclusione, "Guilty Crown", a dispetto di quanto avevo scritto nella versione precedente di questa recensione, gode sì di una luce propria, ma la acquista col susseguirsi degli avvenimenti. E dopo mille indecisioni e ripensamenti, voto 8.


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falcus92

Episodi visti: 22/22 --- Voto 5
Quando lo studio "Production I.G" produce una nuova serie animata so già che sarà un'ottima opera, almeno a livello grafico. In 22 episodi credo che quest'aspetto mi abbia permesso, con più semplicità, di guardare una serie che sicuramente non è degna delle aspettative che mi ero fatto né, tantomeno, delle lodi che le vengono rivolte quotidianamente dall'utente medio appassionato di animazione giapponese. Ichirō Ōkōchi, infatti, riesce a creare una storia interessante, ma con tantissimi problemi. Mi sono trovato spesso e volentieri confuso durante la visione dell'anime e questa confusione mi pervade tutt'ora che ho finito di visualizzarlo. Mi reputo un buon osservatore di tutti i dettagli, e se non capisco un episodio lo riguardo più volte, ma ritengo inammissibile che per "Guilty Crown" abbia dovuto spendere una settimana perché ogni episodio andava rivisto più volte per capire ciò che si voleva ostentare.

Ci troviamo in una Tokyo del 2039. Questa città, dopo che dieci anni prima fu colpita da un'epidemia generata da uno strano virus, è sotto il controllo di una multinazionale con poteri particolari affidatile dal governo: la GHQ.
Ouma Shu è un semplice ragazzo giapponese. Un giorno però viene coinvolto, con delle circostanze del tutto singolari - di cui tratteremo fra poco - in una battaglia tra questa organizzazione "statale" e un gruppo di terroristi sovvertivi che vogliono rendere indipendente la loro nazione da questa società.
Ouma riuscirà, in altre circostanze abbastanza sospette, a ottenere il potere del re: una variazione genomica che permette al nostro protagonista di estrarre armi dal corpo dei suoi amici. La chiave di tutta la serie sarà Inori, la coprotagonista, che avvicinandosi a Shu lo addentrerà nei meandri oscuri della guerra tra la GHQ e gli Undertaker, il gruppo terroristico.

La storia, raccontata in linea di massima, è molto interessante. Ovviamente non è nulla di nuovo, anzi ci sono molti elementi alla "Code Geass: Lelouch of the rebellion" e non tarderanno ad arrivare anche molti elementi di "Neon Genesis Evangelion". La prima cosa che, appunto, salta agli occhi è quest'accozzaglia di "già visto" che propone l'anime in questione. Tutto ciò rende la serie noiosa, addirittura si potranno fare previsioni su quello che succederà: io avevo, ad esempio, pensato come si sarebbero evolute le situazioni passo passo, e non mi sono sbagliato. Pertanto a livello di novità la serie non apporta nulla. Ma in un periodo come questo in cui l'animazione giapponese ha molte difficoltà nell'essere innovativa è plausibile e accettabile questa mancanza di originalità. Quello che non può essere, per nessun motivo, giustificata è la sceneggiatura. Il grande problema di "Guilty Crown" è la storia: fondamentalmente è lacunosa e priva di fondamento. Per evitare spoiler vi dico cosa avviene nei primi minuti. Un ragazzo incontra una cantante famosa che gli affida il compito di portare un robottino da un tizio. Shu sa che è molto pericolo e che la GHQ lo può arrestare come fa con Inori. Nonostante ciò il nostro protagonista accetta il rischio e vuole salvare a tutti i costi la ragazza che aveva incontrato per circa 2 minuti.
Può sembrare banale, ma questa storia è forzata. E' inammissibile che avvenga una cosa del genere, sarebbe stato più opportuno che lui si fosse trovato coinvolto a sua insaputa e non con coscienza di causa. Quale folle al mondo si metterebbe in mezzo a una guerra per persone che non conosce? Solo Ouma Shu, il personaggio meno umano nella storia dell'animazione!
Oltre ciò la storia risulterà confusionaria e quasi sommaria. Vedremo sollevati tanti misteri, ma solo poche questioni avranno una risposta esauriente. Addirittura molti dilemmi verranno esposti e dimenticati dopo qualche episodio.
Sinceramente mi sono sentito preso in giro da questa serie.

Il chara è proprio una copia spudorata di altri personaggi. Gai sarà Lelouch, Shu sarà Shinji Hikari - almeno nella prima parte dell'anime -, Inori sembra tanto Chi di "Chobits" per quanto sembra assente dal mondo. La caratterizzazione, però, risulta marcata visto la taratura dei personaggi imitati. Infatti tutti i personaggi di "Guilty Crown" hanno carisma da vendere e, spesso, risulteranno anche interessanti i loro ragionamenti. Ovviamente tutto sarebbe stato più interessante se poi ci fosse stato un corretto adattamento tra sceneggiatura e Chara, cosa che non avverrà mai. I personaggi - tranne negli episodi 14 al 18 - sembrano scollegati dalla storia, pensano in un modo e fanno in altri modi.

La perla di quest'anime è l'apparato tecnico. Il papà Production I.G sa come fare il suo lavoro e investe perfettamente nella realizzazione di anime: OST superlative cantate alla perfezione, effetto di cristallizzazione che ti fa rabbrividire per come sia fatto bene, disegno dei personaggi ben curato con delle animazioni superlative. I mecha sono tali - per intenderci non umanoidi come in "Neon genesis Evangelion" - e la regia è discreta. Solo i colori ho trovato troppo luminosi: strane sorgenti di luce comparivano da più punti, come se il sole si fosse diviso in più parti.

Che dire: reputo "Guilty Crown" un prodotto molto deludente sotto molti punti di vista, che spesso e volentieri annoia ma che riesce a farsi vedere grazie all'incredibile, seppur sprecato, apparato tecnico. Non bastano alcuni buoni episodi random per salvarlo dalla sua inesorabile mediocrità.


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AtlasF

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
Evito spoiler perché odio le recensioni troppo "spoilerose", soprattutto perché è fin troppo facile recensire un anime raccontandolo nel dettaglio. Uno che viene qui non vuole spoilerarsi le migliori puntate, ma solo sapere se un anime vale la pena di procurarselo e vederlo. E in questo caso la risposta è un nettissimo sì.

"Guilty Crown" è stato una piacevole sorpresa: un anime moderno, scorrevole, ben confezionato e con una sua componente di originalità, pur nelle evidenti contaminazioni. Essersi ispirato ad altre opere non è però di per sé un male (come purtroppo molto banalmente troppa gente crede) soprattutto quando ti ispiri ai migliori e riesci ad aggiungerci del tuo. "Guilty Crown" strizza chiaramente l'occhio a due mostri sacri della storia dell'animazione giapponese: "Code Geass" e "Neon Genesis Evangelion", due capolavori assoluti che non necessitano di altre spiegazioni. Li ho messi in quest'ordine perché mentre la prima parte richiama molto la saga di Lelouch e Suzaku, la seconda è decisamente più "evangelica". Su tutto poi aleggia la piacevolissima contaminazione di "Macross", un piacevole ritorno all'animazione giapponese con la "A" maiuscola.

L'ambientazione è futuristico-realistica, l'anime è ambientato fra una trentina di anni: "Guilty Crown" vede il Giappone dipendente dal resto del mondo per via di un misterioso virus che anni prima lo ha colpito e invaso. Ora la vita è tornata abbastanza tranquilla, ma resta sempre una nazione occupata, pure se apparentemente in modo soft. Per via di tutto questo è stato inevitabile montasse una qualche genere di insofferenza da parte di alcune frange di popolazione e si sono formati alcuni gruppi che si ribellano contro tutto questo. Sullo sfondo c'è uno scenario che lascia intuire la storia del virus sia solo una parte di verità. In tutto questo s'inseriscono i personaggi, quasi tutti adolescenti o poco più. Fra loro ci sono elementi di originalità interessanti oltre che i soliti ma collaudati stereotipi, abitudine a cui nessuno, neppure i più grandi, sfuggono.

La storia parte in modo apparentemente normale, come un qualsiasi anime di azione, poi però pian piano inizia a delinearsi meglio fino a quando non mostra quanto sia effettivamente seria e adulta. Verso la metà finisce il primo filone (in effetti potremmo quasi considerarle due stagioni da 12 puntate, la prima e 10 la seconda), dove non manca, verso il finale, una scena che i più otaku non stenteranno a trovare ispirata a un altro capolavoro: "Video Girl Ai", ma è proprio giusto un momento.
La seconda parte acquisisce toni decisamente più drammatici e gravi, bellissima proprio per questo.

Tecnicamente parlando "Guilty Crown" sfiora la perfezione. Senza mai un calo di stile, non solo ha una qualità di disegno e animazione ai massimi livelli, ma anche un character design con sufficiente personalità propria e abbastanza diverso, superiore al classico stile da doujinshi che ormai è imperante da almeno un decennio.
Complessivamente è un'opera molto valida, certamente uno dei migliori anime "seri" degli ultimi anni, almeno nel suo genere. "Guilty Crown" mette a nudo molte ipocrisie attuali, la pretesa di salvezza da parte dei popoli, unite a insoddisfazione e ingratitudine verso i "capi" che di quella salvezza si faranno artefici. Mette in scena tematiche adulte e serie, pure senza abbandonarsi alla retorica e tenendo sempre saldo il timone in direzione anime action/sci-fi.

Consigliatissimo, come sempre da vedere con occhio fresco e mente aperta e non con la pessima abitudine di volerlo giudicare, abitudine che, vedo, rovina parecchie esperienze (anche con mostri sacri) soprattutto agli spettatori più grandicelli.


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ElyCChan

Episodi visti: 22/22 --- Voto 5
Sono presenti spoiler!

Oserei definirlo un anime "altalena", a causa dei suoi alti e bassi. Ma, prima di spiegarne i motivi, non sarà meglio dire di che parla? "Guilty Crown" è un anime di 22 episodi della stagione autunnale 2011, scritto da Ichiro Okochi (tra l'altro, creatore di Code Geass) e realizzato dallo studio Production I.G. Successivamente ci sono stati una trasposizione manga, un OAV e una novel relativa alla serie.

Ma veniamo alla trama. Tokyo, 24 dicembre 2029. Il virus Apocalypse infetta il Giappone, provocando migliaia di vittime e malati di cancro; questa fatidica data viene chiamata "Lost Christmas", ovvero il Natale perduto. Dieci anni dopo, nel 2039, il Giappone è succube di una devastante crisi, tanto che è controllato da un'organizzazione internazionale chiamata GHQ. E qui ci imbattiamo in Ouma Shu, il nostro protagonista, un ragazzo delle scuole superiori un po' solitario, tranquillo, una persona qualunque. Un bel giorno, si ritrova in mezzo a un attacco terroristico degli Undertaker contro la GHQ e, casualmente, ottiene il "Potere de Re", un potere che gli permette di estrarre i Void dai cuori delle persone. Ma che cosa sono i Void? A cosa servono? E che cosa farà Shu?

Quando vidi il primo episodio non sapevo che cosa dire. Mi sembrava un mix tra Code Geass e altri svariati anime mecha/shounen. Proseguendo, la storia inizia a prendere una buona forma, ma a un certo punto inizia perdere logicità e i personaggi cambiano radicalmente, random. Shu Ouma è un esempio. Dalla morte di Gai (episodio 12) non si sa come, si mette a fare il capo, ordinando questo e quello, arrivando addirittura, insieme a Yahiro, a fare una lista di classificazione di Void: chi ha il Void più forte è più importante, chi ha il Void debole è una nullità e avrà meno dose di vaccino (neanche fossimo in un campo di concentramento). Ma Shu non è capace di fare il capo, allora ecco Inori e Hare a consolarlo. Ma il vero cambiamento che il protagonista (e anche la trama) ha è dall'episodio 15. La piccola Hare, tanto innamorata di Shu, finisce per sacrificarsi e morire sotto i proiettili della GHQ per il suo eroe mentre lo cura con il suo Void. Shu ovviamente non la prende bene e, incolpato il suo migliore amico Souta per la morte della giovane fanciulla, inizia a mostrare il suo lato malvagio e senza cuore, non avendo pietà per nessuno (ma che è? Rena Ryuuguu 2?). Dopo qualche episodio in cui Shu è il Re, vedendo che a quanto pare al pubblico non piaceva, gli autori hanno deciso di resuscitare Gai, ma non il Gai di prima, un Gai cattivo disposto a tutto pur di salvare la sua amata Mana e diventare così il suo Adamo. E mentre Shu tenta di uscire dalla zona con la linea rossa, arriva Gai che gli toglie il potere del Re tagliandogli il braccio destro. Casualmente, Shu non muore per dissanguamento o emorragia, ma è più vispo e allegro che mai, visto che fugge con Inori. Il finale, un'happy end per Shu: prevedibile e scontato, ma comunque nel complesso accettabile.

Dopo la trama altalenante, vorrei analizzare il lato tecnico. Le animazioni sono accettabili, non sono nulla di particolare. I personaggi sono ben disegnati (anche se potevano risparmiarsi i vestitini ultra scollati di Inori), il colore non è luminoso e abbagliante, tende sempre a essere un po' cupo, dati i toni dell'anime. Il sottofondo musicale è qualcosa che è già stato sentito almeno una decina di volte. Una nota positiva per le sigle: opening molto veloci, che catturano immediatamente l'attenzione dello spettatore e descrivono brevemente ciò di cui si verrà a parlare; ending più tranquille e dolci, due canzoni che di azione hanno ben poco, molto semplici e curate.
Il doppiaggio è abbastanza buono, qualche voce non era perfettamente a posto, ma comunque un buon livello. I personaggi in sé sono un copia-incolla di vari anime; uno dei personaggi che ritengo sia il migliore è Mana, una personalità ambigua, non si sa se ragazzina tenera e dolce o spietata assassina, che affascina lo spettatore.

Dopo aver analizzato un po' il tutto, ecco la conclusione: cinque. Ero indecisa tra il cinque e il sei, ci sono momenti molto buoni, quasi ottimi e momenti scadenti, che non c'entrano nulla ed episodi insensati. Questo non significa che non va visto: "Guilty Crown" è un anime molto carino e toccante in certi punti, ma si può rimanere delusi da un'opera che non dà quanto lo spettatore vuole.


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wanime

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
Sinceramente ero molto indecisa sul voto da dare a quest'anime, che comunque se la giocava tra il 7 e l'8, ma poi analizzando per bene ho deciso per il voto più basso, anche se comunque qualche dubbio mi rimane, ma vediamo insieme di capire che cos'è "Guilty Crown".

La trama mi è sembrata abbastanza innovativa: nel 2029 un virus sconosciuto si abbatte sul Giappone, e da qui una serie di tragici eventi porta Ouma Shu a fare i conti con la vita, combattendo affianco a un'organizzazione terroristica, così definita dalla GHQ, di nome Undertaker. La GHQ è un'organizzazione mondiale che fa il bello e il cattivo tempo sull'intera popolazione giapponese, dettando leggi e uccidendo persone secondo i propri interessi. Shu si troverà con un potere che casualmente è caduto nelle sue mani, ovvero il potere del Re, precedentemente destinato al capo degli Undertaker, Gai, inoltre il ragazzo sarà spinto anche dalla voglia di conoscere più a fondo Inori, una ragazza membro della resistenza, per la quale prova una forte attrazione.

La storia esplode da subito nel primo episodio, lasciando lo spettatore con molte domande e poche risposte, che si avranno man mano che la trama andrà avanti. Non nascondo che spesso ho dovuto rivedere alcune scene per capire determinati eventi, quindi "Guilty Crown"non è proprio un anime molto semplice da seguire in modo sciolto e disinvolto (oppure sono io che sono impedita).
Un gran contributo che hanno dato al miglioramento di questo anime sono le musiche: ho apprezzato molto gli effetti sonori e le canzoni che hanno accompagnato i momenti di azione e di svago, molto carina anche la prima sigla, cosa alquanto strana non essendo un amante del genere musicale.
Bella la grafica: mi piacciono molto i colori che hanno utilizzato, anche se alcuni disegni non sono proprio da 10, anzi penso che si sarebbe potuto concentrare un po' più di tempo sull'estetica dei robot, che risultano un po' grezzi paragonandoli a quelli di altri anime.
I personaggi: essendo questo un anime che si basa molto sul carattere dei personaggi, questi risultano ben curati e delineati, ognuno con una caratteristica diversa e con un loro lato nascosto che si manifesterà nel corso della vicenda.

Ma veniamo alle note dolenti. Leggendo quanto ho scritto vi chiederete perché ho dato un 7. Ebbene, non è tanto per la trama che da una parte è buona, però dall'altra non mi ha lasciato completamente soddisfatta, ma è per il tanto odiato (da parte mia s'intende) fanservice; io mi domando il perché! Perché si deve rovinare un anime per qualcosa del genere? Pur non essendo eccessivamente utilizzato, il fanservice è chiaramente tangibile guardando "Guilty Crown"; giuro che gli avrei messo un 8 senza neanche pensarci, se non fosse stato per qualche completino eccessivamente aderente e qualche vestitino che praticamente era formato da tre centimentri di stoffa.

Concludendo, do un 7, anche se forse molto tirato. Diciamo che avrei potuto mettere di più, ma non l'ho messo. Lo consiglio agli amanti del genere e non.


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Rieper

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
Per giungere a un fine giusto spesso si percorre una via di peccato, ed è più o meno quello che accade nell'anime che mi appresto a recensire, "Guilty Crown".

In una Tokyo dell'anno 2039 la multinazionale GHQ tiene sotto controllo politicamente e nei fatti la vita quotidiana dei cittadini nipponici, dopo un'epidemia catastrofica avvenuta 10 anni prima e denominata "lost christmas". In questo contesto il giovane Shu è un ragazzo relativamente normale, non fosse che non ricorda parte del suo passato e il carattere dello stesso è schivo e riservato oltre i limiti. Tutto cambia quando fa la conoscenza di Inori, una ragazza membro di un gruppo terroristico che gli fa dono del "Potere del Re", un dono capace di estrarre armi ed equipaggiamenti dai cuori delle persone. Il giovane Shu scoprirà molto presto che le coincidenze non esistono e che con quel potere si è cacciato in un qualcosa enormemente più grande di lui.

Sembra una trama già vista, poco originale e non esattamente gradevole, vero? Beh, non lasciamoci ingannare dall'introduzione impostata dal sottoscritto, dato che opere come "Guilty Crown" meritano di essere visionate personalmente e approfonditamente prima di poter essere accantonate. Fa piacere vedere un ritmo incalzante e una tensione mantenuta abbastanza bilanciata, anzi forse è questo il punto di forza principale di quest'anime, che, detto in altre parole, tiene alto l'interesse dello spettatore specie a storia inoltrata.

I 22 episodi suddividono un'opera che dal canto suo è divisa già in tre fasi distintamente collegate: sembra un gioco di parole, ma è proprio cosi. La crescita del personaggio principale, Shu, del mondo che lo circonda e dei rapporti con i suoi compagni sono la chiave della narrazione di questo'anime. Come umano infatti Shu si adatta, sbaglia, cerca di crescere sul piano caratteriale e tutto questo in contesti spesso non idonei a un ragazzo della sua età. Eppure Shu non è il classico bambino che salva il mondo, tutt'altro... Egli ha un bisogno reale dei suoi amici e compagni per affrontare le avversità, e questa caratteristica verrà messa in evidenza molto spesso.

Sul versante tecnico troviamo una qualità eccellente su ogni fronte. I colori e gli effetti di luce creano atmosfere urbane fantastiche e la cura dei dettagli è stata presa molto seriamente dai creatori, tanto negli sfondi quanto nei personaggi. Pur non trovando niente di stilisticamente nuovo, tutto funziona benissimo e regala allo spettatore una qualità visiva sulla quale non v'è nulla da obiettare.
Il comparto sonoro ha la sua importanza non tanto per gli effetti (che sono ottimi comunque) quanto per le tracce musicale infilate negli episodi, malinconiche per lo più, ma godibilissime. Opening ed ending sono molto apprezzabili.

Le conclusioni sono ardue per quest'anime, più del resto della recensione. "Guilty Crown" regala una storia davvero bella agli appassionati, che ne rimarranno senza dubbio soddisfatti, tuttavia la caratteristica drammatica dello stesso risulterà più dolorosa a causa di facili gradimenti nei confronti di alcuni personaggi. D'altronde sappiamo che già dopo una decina d'episodi, anche il più secondario dei personaggi comincia a ricevere l'apprezzamento dello spettatore. Ma ciò non deve intimorire nella visione di quest'opera che è senz'altro tra le migliori del 2011. Anime consigliato.


 2
Morshock

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
Introduzione all'anime: siamo nel 2039, sono passati 10 anni dall'evento che ha distrutto l'autonomia giapponese, 10 anni dalla misteriosa epidemia propagatasi durante la vigilia di Natale del 2029, ricordata come "Lost Christmas". Ohma Shu sembra un ragazzo come tanti, 17 anni e cerca di tenersi fuori dai guai, almeno fino al suo incontro con Inori, che è un membro di un gruppo terroristico chiamato "Funeral Patrol", comandato da Gai Tsutsugami. Infatti dopo questo incontro Shu riceve il "Potere del Re", che gli permette di scrutare nel cuore delle persone ed estrarre delle armi che rispecchiano il carattere della persona da questo con la sua mano destra. Ma in tutto questo c'è qualcosa che non quadra: perché Inori avrebbe dato proprio a lui questo potere? Perché Shu non riesce a ricordare il suo passato? Tutto questo darà inizio al percorso che porterà il ragazzo, insieme a Inori, a scoprire piano piano la verità che si cela dietro il "Lost Christmas", dietro Gai, ma soprattutto dietro se stesso e Inori.

Commento: a mio parere la serie è ben riuscita, i personaggi non sono semplici "tipi", ma si evolvono e hanno una loro personalità, il che rende il tutto più interessante. Anche il character design non è di basso livello, ma al contrario apprezzabile come anche le sceneggiature. Allo stesso livello trovo le musiche che influenzano lo spettatore nei vari momenti della serie.

A mio parere questi sarebbero i voti.
Trama: 7.
Personaggi: 8.
Musica: 8.
Charater design: 8.
Disegni: 8.
Media: 7,5.

Se vi chiedete che fine hanno fatto i mezzi punti per arrivare a 8, è perché mi è piaciuto come è stato inteso il finale, da non guardare superficialmente, altrimenti si rimarrebbe solo delusi.

<b>Spoiler:</b> Per chi si domandasse cosa volesse dire il finale.
Come sapete Inori si è sacrificata per salvare la vita a Shu, ma non ha fatto "semplicemente" questo, possiamo dire che lo ha anche reso libero dal "Potere del Re", in quanto rendendolo ceco non sarebbe stato più in grado di usarlo.
Devo dire che comunque anche se ho apprezzato questo aspetto avrei preferito un classico "happy ending" con Inori ancora viva e Shu felice al suo fianco.


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Sarren

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Occasione sprecata: questa secondo me è la definizione giusta per "Guilty Crown". Quest'anime infatti partiva molto bene, soprattutto sul lato tecnico, e anche la storia (che pure ha qualche somiglianza con Code Geass per l'ambientazione e la premessa della vicenda) poteva rivelarsi, se ben gestita, molto interessante.
Purtroppo così non è stato; la trama nelle prime otto puntate è molto lenta e non mi ha appassionato molto, in seguito accelera fino alla dodicesima puntata. Dopo di essa, in pratica, inizia la seconda parte, quasi un'altra serie. Questa soffre il problema inverso della prima, infatti gli avvenimenti si susseguono fin troppo frettolosamente, con in più dei cambiamenti totali dei caratteri dei personaggi (che però nelle puntate successive ritornano nuovamente al loro carattere originale!) e un finale deludente.
A peggiorare il tutto concorrono i buchi narrativi e le spiegazioni sul Lost Christmas, che risultano sommarie e ben poco chiare dando quasi l'impressione di essere state messe tanto per far quadrare i conti.
Intendiamoci: non è tutto negativo, alcuni episodi e certe scene riescono veramente a far presa sullo spettatore e a emozionare, ma purtroppo la cosa è molto discontinua e il bilancio alla fine non è certo negativo.

I personaggi sono variegati e diversi, ma in generale non spiccano come caratterizzazione (alcuni sono anche un po' stereotipati), inoltre pesa su molti di loro il repentino cambiamento di carattere e, ancora di più, il ritorno alla personalità originale nelle puntate finali. In fondo il primo cambiamento, anche se organizzato in modo troppo frettoloso, aveva delle ragioni, ma il secondo lo vedo solo come inutile buonismo. Poi c'è Inori, sorta di coprotagonista della serie, che dovrebbe rappresentare la figura femminile misteriosa e di poche parole, sulla scia di Rei Ayanami, ma a cui manca totalmente il fascino posseduto dalla First Children (in modo simile il protagonista, Shu, sembra ispirato per certi versi a Shinji Ikari), risultando alla fine un personaggio piatto e scialbo.

Come già detto, la realizzazione tecnica è di alto livello, i disegni e le animazioni sono molto belli e il comparto sonoro, soprattutto le opening e le ending, è veramente ottimo. Anche grazie a ciò gli scontri e i combattimenti risultano essere spesso adrenalinici ed emozionanti.
Alla fine, quest'anime è davvero un'occasione sprecata, ma non per questo il risultato finale è un completo fallimento, come detto ci sono momenti e scene emozionanti, ottime musiche e una grafica di alto livello. La storia, pur tra molti alti e bassi (purtroppo più bassi che alti), si fa guardare, chiudendo gli occhi per certi buchi narrativi e spiegazioni frettolose.
Il voto sarebbe per me un 6,5 ma, per i diversi difetti della trama, preferisco tenermi sul giudizio più basso.


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.namb

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
"Guilty crown" è stato un anime che all'inizio m'ha portato dubbi, ero incerto e non sapevo se vederlo, poi alla fine mi sono deciso e gli ho dato un'occhiata.
Mi sono appassionato subito, fin dal primo episodio. La grafica è fresca fresca e ha un impatto decisivo sulle scene d'azione, così come il sonoro. Le ambientazioni sono ben curate e grazie all'audio la scena è spesso piena d'emozioni e sorprese. I personaggi sono fatti abbastanza bene, ognuno di loro ha un non so che che attira, e la storia si sviluppa abbastanza bene nel prosieguo dell'anime. La cosa che più mi ha "colpito" è stata il rapporto tra i vari personaggi, soprattutto quello di Shu e Inori, i due protagonisti.
L'ho visto e rivisto decine di volte, è un bell'anime e lo consiglio a tutti; voto 10.


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kaitokid

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
Devo dire che è raro che dia 10 a qualcosa, ma questa serie se lo merita proprio. Tanto per cominciare, "Guilty Crown" è una serie molto intensa, e non è una cosa da poco. Si capisce subito quando un anime è intenso: lo svolgimento dei fatti ti mette pressione, ti mangi letteralmente le scene una dopo l'altra e non vedi l'ora di gustarti l'episodio successivo.
Con "Guilty Crown" è successo esattamente questo, e non solo per l'andamento della storia: un ruolo importante è stato svolto dalle OST. Non ho mai sentito delle musiche così belle, e soprattutto così azzeccate e coinvolgenti.
Belli sono stati anche i disegni e l'uso del 3D, un po' poco fluido per gli Endlave (anche se è comprensibile, dato che sono robot) e semplicemente fantastico per le animazioni dei Void.
Parlando dei personaggi, stranamente, mi sono piaciuti tutti, soprattutto Shu. È inutile dire che sia il più figo, ma non tanto perché è il protagonista, solo per il suo cambiamento di carattere nel corso della storia: odiosamente patetico all'inizio, verso metà diventa uno Shu nuovo e sicuro di sé (più o meno), fino ad arrivare alla figura dell'eroe solitario.
Il finale lo trovo decisamente adatto, dato che è una storia dove vivono tutti felici e contenti, anche se lascia un po' di amaro in bocca.
In definitiva, la reputo una serie che non delude assolutamente, anzi, è veramente molto coinvolgente e scorrevole. Consigliatissima a tutti.


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kenshiro96

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
"Guilty Crown" è un vero e propio anime fantascientifico con una miriade di ambienti e oggetti futuristici che nessun fan del genere può perdere, che però presenta alcuni difetti seri.
Per prima cosa la storia è troppo complicata e quasi impossibile da capire, perché presenta sempre nuove scoperte scientifiche, quindi già è difficile capire il potere che Shu acquisisce, poi se si mettono altre diavolerie tecnologiche, auguri...
Per quanto riguarda la grafica non c'è niente da ridire, stupenda sia nel delineamento dei personaggi sia nelle ambientazioni; anche le musiche e la sigla sono molto belle e ben fatte.
I protagonisti sono un misto di persone normali e abituali con alcune cupe e misteriose, quindi niente di speciale.

La cosa che più penalizza l'anime oltre alla storia è che esso non ha alcun senso, uno scopo, cioè, per spiegarmi meglio, è tutta una cosa complicata e lunga che alla fine non dà allo spettatore alcun significato.
Non ho dato 4 o 5 a quest'anime solo per la grafica e i dettagli e qualche combattimento avvincente, quindi lo trovo un'occasione buttata, perché sarebbe potuto essere uno dei migliori mecha del decennio.


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Nobume

Episodi visti: 22/22 --- Voto 4
Prendere un modello classico che stra-usato fa sempre o quasi successo e mischiarlo con buoni disegni e animazioni fluide dai colori brillanti su un contesto un po' opaco dà sempre l'impressione dell'opera creata per colpire. Si può dire che in questi ultimi anni si tenta sempre di stupire lo spettatore dando un'impressione anziché un'altra, quella su cui si andrà realmente a parare a giochi aperti. 'Guilty Crown' parte così: un protagonista come 'al solito' svogliato, con pochi amici e aspettative; un design per nulla particolare, nessun atteggiamento o abilità che lo fanno apparire superiore alla media ovvero il classico esempio su cui è facile immedesimarsi. E cosa è meglio di una ragazza raffinata, dall'aspetto elegante così come la sua voce? Il classico incontra un altro classico, ovvero quella della femmina misteriosa dalla bellezza che ammalia tutti i protagonisti della serie. Intorno a loro? Il nulla. La classica amica non amica innamorata, quello più sfigato dello stesso protagonista, quello atletico e apparentemente allegro che nasconde tragedie, la secchiona... la prima parte di questo anime è fondamentalmente composto da ciò.

Un ragazzo in una scuola noiosa per caso acquisisce un grosso potere. Questo dovrebbe portarlo a una svolta emotiva e psicologica che avviene nelle maniere più fastidiose possibile, facendoti arrivare alla seconda metà dell'opera augurandogli ogni tortura, dato che di lui non se ne può più. Shu, questo il nome del protagonista, una volta appreso questo potere ci darà specchio di un'altra realtà in quella 'simpatica' della scuola. In un 2039 Giapponese corrotto da un virus che sta distruggendo l'intero stato su cui i ricchi paiono marciare sopra a discapito della gente normale, un gruppo di 'dittatori', o forse è meglio definirli ribelli, tentano di rovesciare la medaglia. Il loro nome è 'undertaker' e, una volta che Shu otterrà un grosso potere che il governo non voleva fosse mai rivelato oltre le mura dei loro edifici, decide di entrare a far parte di tale organizzazione illegale. Tra pianti stupidi, ragionamenti da far invidia a un pesce rosso (e basta) non avrà nessuna crescita se non quella di estrarre più velocemente le armi, questo fino a metà opera. Da lì si corre verso l'antipatia, il tentativo di plasmare sul protagonista l'idea di un uomo cresciuto tra le disgrazie quando alla fine si noterà solamente quanto esso è viziato e dalla mentalità inesistente, incapace di pensare da solo. E' lì solo perché detiene una forza superiore.

Dopo quelli che possiamo definire due archi narrativi, pare di trovare due persone, ma questo cambiamento non è positivo anzi non saprei dirvi quale è migliore.
Con lui c'è quella descritta prima, Inori. Non ha nulla se non la bella voce è l'esibizionismo delle sue tutine scandalose, sinceramente mi domando che senso avesse. È pessima, fa cose orribili eppure nessuno la odia mai. È un personaggio che non serviva, che sembra uscito per nulla in una marea di copie già viste, noiose, prevedibili.
Le uniche note positive nella narrazione sono le scene d'azione, il mischiare armi con mecha e intuizioni, a volte piani strategici buoni ma che comunque non ti lasciano a bocca aperta, tutto così prevedibile nonostante paia correre dall'episodio dodici in poi.

Il reparto grafico è nella media, ho visto puntate eccellenti come quelle più carenti, delle volte il budget pare calare vertiginosamente tanto da farti domandare "Ma ho sbagliato serie?". Nonostante ciò, i colori, li ho trovati davvero buoni, un abbinamento fantastico soprattutto nella graduazione chiaro-scuro del rosa di Inori nei capelli. Peccato per il fanservice su questa ragazza sennò sarebbe stata davvero più aggraziata, come nelle scene in cui canta. Sicuramente uno dei lati migliori, quello delle basi sonore che si intrecciano.
Perciò per quanto riguarda la trama non ci siamo proprio. Peccato giusto per l'idea iniziale che come tante viene rovinata dai personaggi più inutili e svogliati che esistano.


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Mirrorshroud

Episodi visti: 22/22 --- Voto 5
Recentemente gli anime seguono tutti lo stesso copione. Iniziano in maniera superba, con una trama interessante e con molti elementi che illudono lo spettatore, facendogli credere di assistere a un capolavoro. Però, episodio dopo episodio, demoliscono quanto di buono fatto vedere, riducendosi a un insieme di noiosi cliché, per poi concludersi con l'ennesimo finale in cui i buoni vincono e i cattivi perdono (senza nessun elemento che giustifichi questa scelta). 'Guilty Crown' è uno dei maggiori esponenti di questo nuovo "genere".

Ohma Shu è il protagonista e, in pieno stile anime, è un asociale che vive in un Giappone sconvolto da un misterioso virus che uccide chiunque entri in contatto con esso. La sua vita arriverà a una svolta quando, per caso, otterrà il "Potere del Re", ovvero una capacità che gli permette di estrarre i "cuori" dei suoi coetanei. Nell'anime i "cuori" sono delle armi che si differenziano da persona a persona, a seconda del carattere e dell'atteggiamento dell'individuo verso la vita. Una persona che non si fida degli altri, ad esempio, produrrà un "cuore" a forma di scudo. Questo potere permette, o meglio obbliga il protagonista a unirsi ai Funeral Patrol, ultimo gruppo ribelle che si oppone alla tirannia della GHQ, la società che controlla il Giappone dalla comparsa del virus sul territorio. Shu diventerà la speranza dei ribelli perché la GHQ ha nelle sue fila gli "endslaves", ovvero dei mecha che si rivelano nettamente superiori alle armi tradizionali e che possono essere contrastati solo dal "Potere del Re".

L'anime si lascia seguire grazie a una trama molto lineare che, seppur con notevoli incongruenze e buchi, ci racconta le varie vicende di Shu e dei ribelli. Come storia nella storia troviamo l'avventura amorosa del protagonista con la misteriosa Yuzuriha Inori, popolare cantante nipponica, ragazza del capo dei Funeral Patrol e segretamente affiliata lei stessa ai ribelli. La storia d'amore segue il protocollo regolare degli anime, con due individui agli antipodi che si avvicinano puntata dopo puntata.
La particolarità dell'anime è sicuramente un'ottima caratterizzazione dei personaggi secondari: i ribelli, i "cattivi" e persino i personaggi casuali che appaiono in una sola puntata non trovano facilmente spazio all'interno degli stereotipi tipici degli anime. Le loro personalità e i loro background sono attentamente studiati per risultare delle piacevoli pause in una storia di cui si può facilmente anticipare lo svolgimento.

L'anime raggiunge sicuramente il suo picco negli episodi tra il 15 ed il 18 (ed è a causa di questo piccolo capolavoro che non do un'insufficienza grave all'opera), dove il protagonista si separa dai ribelli e si unisce ai suoi compagni di liceo per dare vita ad una piccola "società". In una trama che ricorda molto "Il Signore delle Mosche", la società formata dagli adolescenti si rivela fredda e disumana, governata dal mero ragionamento logico, senza spazio per i sentimenti di bontà e di umanità. I personaggi all'interno della società si trasformano, per poi tornare a essere loro stessi una volta tornati nella società degli adulti. Una meravigliosa trasposizione della triade freudiana es/io/super-io. Un vero peccato che questa gemma sia stata sprecata in un'opera così banale in quasi tutto il resto.

Per quanto riguarda la grafica, essa è superba. Come è logico aspettarsi dalla Production I.G. Anche le musiche sono formidabili. Numerosi gruppi musicali hanno collaborato nella loro realizzazione e il risultato si sente. L'opening è straordinario e le canzoni ben accompagnano i personaggi nelle loro avventure.
Molti hanno definito quest'opera come una copia di "Code Geass". Nonostante le similitudini non sono totalmente d'accordo. Certo entrambi i protagonisti ricevono un dono, ma in 'Code Geass' il protagonista si accetta e pianifica come potere usare il geass, al contrario Shu arriva quasi a odiare il potere del re, desiderando di cedere questo peso a un altra persona.

Inconclusione l'anime è straordinario in tutto (musiche, grafica, personaggi) tranne che nella trama. Essa è stucchevole e si arriva quasi a odiare l'autore per come sarebbe potuta (e dovuta) essere. L'unica eccezione è negli episodi sopra citati dove invece l'autore esprime a pieno tutta la creatività.
"Guilty Crown" è un'opera consigliata per un pubblico sotto i 16 anni e/o che si approccia per le prime volte al mondo anime.


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Barbex

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
"Guilty Crown": un anime con buoni spunti che lascia però tante, troppe questioni irrisolte, e che fornisce spiegazioni non esattamente esaustive e precise.

La storia è ambientata in un futuro nel quale la popolazione (giapponese soprattutto) è stata decimata dal "Lost Christmas", una catastrofe avvenuta per motivi sconosciuti che ha portato alla morte di milioni di persone tramite il virus "Apocalypse", una sorta di cancro del DNA capace di trasformare in un cristallo viola le persone. Il protagonista è Shu, un sopravvissuto, che un giorno incontra un ragazza, Inori, che fa parte di un gruppo di "terroristi": infatti il governo sembra parlare bene ma razzolare male, pensa solo ai propri interessi, ed è per questo che sono nati gruppi di protesta. Gli agenti del governo la stanno però inseguendo, così, per salvarsi, Inori fa dono a Shu di una provetta che gli conferisce un potere, il potere del re, che gli permette di estrarre armi dalle varie persone, le cui caratteristiche variano in base all'animo di esse. Tale potere andava dato però al capo dei ribelli, per cui Shu finisce per essere coinvolto nei loro affari; senza contare che si scoprirà che Gai, appunto il capo in questione, c'entra nella storia anche per un altro motivo.

Partiamo con i pregi: la grafica in primo luogo è bellissima, è davvero eccezionale, questo va riconosciuto. Inoltre "Guilty Crown" è sicuramente in grado di emozionare e di spiazzare in alcuni punti: la trama si divide di fatto in due dopo un evento triste che fa imbestialire Shu, e devo dire che questo momento è stato per me particolarmente coinvolgente e lo ritengo forse il momento migliore di tutto l'anime, in quanto riesce a giustificare a mio avviso abbastanza decentemente tutti i cambiamenti seguenti (tenendo conto del fatto che la personalità del protagonista fosse già abbastanza instabile).
Nel finale poi il ritmo accelera, e mi sono visto un botto di puntate di fila, sinonimo del fatto che mi ha appassionato; però, però, però, ripensandoci con calma, ci sono un bel po' di buchi, che, se siete pignoli come me, non potete affatto non notare. Partendo dall'inizio, le prime puntate, a parte qualche sprazzo, non sono state molto di mio gradimento. Arrivato alla settima ho sospeso la visione per una settimana e l'ho continuata solo dietro il ragguaglio di un amico.
Poi, beh, la spiegazione che viene data al Lost Christmas e a tutti gli eventi più importanti è in generale troppo campata per aria: sicuramente dà un senso di, se vogliamo, epicità, ma sarebbe stato meglio qualcosa di un po' più semplice e sensato. Senza contare che alcune cose non vengono spiegate proprio; ripeto, non voglio spoilerare, ma vedendo l'anime capirete subito di cosa parlo.
Per quanto riguarda i personaggi, essi sono generalmente abbastanza ben resi ma, molto schiettamente, Inori mi è stata sulle palle per tre quarti dell'anime. Alla fine viene più o meno data una spiegazione a ciò che lei è e al suo passato, e lì mi è diventata un po' più simpatica; prima però tutto mi sembrava girasse intorno a lei, doveva essere la fighetta misteriosa, ma questo personaggio non è che mi abbia preso poi così tanto.
Infine, il finale mi ha lasciato un po' perplesso: lascia molti interrogativi e si svolge molto, troppo in fretta. Se proprio gli sceneggiatori avessero voluto lasciare la puntata così per farla risultare più concitata e fare rimanere incollati allo schermo, allora forse ci sarebbe stata bene una sorta di puntata extra, in cui dare alcune spiegazioni e uno sguardo alla situazione a vicenda conclusa ("FMA Brotherhood"?). Comunque, poteva sicuramente essere reso meglio.

In conclusione, questo è un anime che consiglio, anche se non troppo caldamente. In particolare, seppur il mio giudizio possa essere piuttosto controcorrente, all'inizio mi ha annoiato; inoltre, cosa ancora più importante, non tutto viene spiegato, forse perché ci si è spinti troppo in là con l'immaginazione, ottenendo qualcosa che può sicuramente coinvolgere dando un senso di "epico", ma che può anche lasciare con qualche punto interrogativo sulle questioni attorno alle quali l'anime si svolge.


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Kyoma Hooin

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
Partiamo da una premessa, 'Guilty Crown' non è un mix di altri anime, né un plagio, tutt'al più si può dire che tragga ispirazione da situazioni e tematiche già inevitabilmente scoperchiate nel complesso e longevo universo dell'animazione giapponese, secondo un tipico meccanismo fisiologico che caratterizza l'arte in generale.
Oltretutto nel grande team dietro quest'opera c'è lo sceneggiatore Hiroyuki Yoshino, già assistente di entrambe le stagioni di 'Code Geass', quindi è ragionevolmente impensabile non ritrovare un'eco dal passato, un punto d'intersezione.
Detto questo, senza ridurci ad anacronistici e slavati confronti, siamo con tutta evidenza di fronte a una Production I.G che anela alla perfezione, e forse la raggiunge; il tratto incantevole di Redjuice, gli effetti speciali all'avanguardia, la colorazione ad hoc, persino il critico più arido di riconoscimenti rimarrà esterrefatto da tanta bellezza concentrata. Vedere per credere.

Il problema di 'Guilty Crown' non risiede certo nel comparto grafico, ma nel così detto lato b (per altri si tratta di lato a) che non bisogna trascurare in ogni anime che si rispetti: sto parlando di trama e intreccio, gli ingredienti per incidere un solco di curiosità e tensione creativa nella mente di ogni attento spettatore. E il peccato è ancora più grave se si tratta di un'opera che potenzialmente poteva essere un grandissimo colpo e nonostante tutto è capace di appassionare una buona fetta di pubblico.
La storia è lineare, si lascia seguire dallo spettatore medio, ma presenta spesso e dovunque delle falle, dei vuoti, l'azione e il suo perché non trovano sempre spiegazioni, e quando sono concesse appaiono incomplete, sommarie od oscure, con tutta l'aria di essere imbarazzanti scuse narrative di riempimento. Questa per lo più è una caratteristica della seconda parte dell'anime (che può letteralmente considerarsi spaccato simmetricamente in due dal punto di vista narrativo); qui il ritmo accelera repentinamente, gli eventi si susseguono troppo in fretta, e persino gli antefatti che vengono finalmente messi in luce non faranno chiarezza sull'intera vicenda. I personaggi, ben resi caratterialmente, complice lo splendido character design, non hanno il tempo di svilupparsi adeguatamente, o lo fanno troppo bruscamente, schiavi del cambiamento ritmico sopracitato. Non c'è tempo per troppa introspezione, specialmente negli ultimi episodi è palese la volontà di giungere a una fine a tutti i costi, in una sorta di rush capace di spiazzare chiunque.
Senza entrare nel merito del finale, soggetto fortemente ai gusti individuali, anch'esso, per quanto toccante, soffre di povertà di contenuti, tutto avviene quasi perché debba avvenire e basta, come una sorta di rivelazione.

Eppure 'Gulty Crown' ha una capacità, quella di fare presa emotiva sullo spettatore; e non è una cosa da poco. Il risultato è raggiunto con una combinazione sapiente di ottime scelte in campo sonoro, splendidamente a braccetto con l'impianto grafico. Se visionerete le opening e le ending esse non sono che un assaggio di quello che vi aspetta nel corso dell'anime.
L'onestà va premiata e 'Gulty Crown' si dimostra senza espedienti, fanservice presente in maniera leggera e gradevole, personaggi quali Shu e Inori non inusuali ma carismatici, nessuna stranezza tecnica dettata da esigenze di risparmio e un canovaccio alla resa dei conti semplice, che sa già di sentito per i veterani, ma comunque genuino e validissimo nella sua riproposizione. 'Gulty Crown' è un anime sincero che non è stato curato doverosamente in sceneggiatura, saprà emozionarvi, ma vi lascerà con molti interrogativi, starà alla vostra personalità lamentarvi per le sue carenze, scervellarvi nel trovare una ragionevole soluzione all'insoluto, o accettare quanto vi è stato offerto soddisfatti di esservi imbattuti in un dramma che tocca nel profondo e vi ha tenuto col cuore in gola fino all'ultimo secondo. Affidargli il vostro Void potrebbe non essere una cattiva idea.


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Musso92

Episodi visti: 22/22 --- Voto 7
"Guilty Crown" è, in breve, una fusione secondo me ben riuscita di "Neon Genesis Evangelion" e di "Code Geass". E' palese come durante tutto l'anime ci siano non molte, ma moltissime sensazioni di déjà vu, sia per i termini utilizzati sia per lo svolgimento della trama sia per i personaggi principali. Detto questo, vediamo di analizzare l'anime in sé.

Ohma Shu, il protagonista, nonostante io debba ammettere che l'ho trovato più "umano" di tanti altri protagonisti shounen, è abbastanza evidente che si rifaccia per la maggior parte al ben più famoso Shinji Ikari, di "Evangelion". Entrambi sono dei complessati, che si ritrovano di punto in bianco in mezzo a una battaglia per la salvezza del mondo, e dopo qualche combattimento si tirano indietro per lo spavento, fuggendo dalle loro responsabilità. Soltanto più avanti, Shu acquisirà un carattere più forte, diventerà il classico protagonista, rovinandosi. Lo stesso identico discorso si può ripetere per Yuzuriha Inori, che nei primi episodi, capigliatura a parte, mi ha ricordato vagamente Ayanami Rei, sempre di "Evangelion", per poi trasformarsi di punto in bianco, in una yandere, verso metà serie.

Un altro aspetto che mi ha fatto storcere il naso sono i dettagli della trama che vengono omessi, soprattutto negli episodi finali; accadono fin troppi avvenimenti, ma non ci si soffermerà minimamente a spiegare il come, il perché, ecc. Quindi ci ritroveremo davanti persone resuscitate senza sapere come, cambi di personalità e di schieramenti inverosimili, armi e trasformazioni quantomeno inusuali, il tutto senza una minima spiegazione.
Ecco, tutto questo, unito a un finale abbastanza incasinato e "buttato lì" tanto per chiudere la serie, ha ridotto il voto della serie a un comunissimo 7. Essendo comunque un unica serie da poco più di 20 puntate, merita, tutto sommato, un po' del vostro tempo.


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Demonsasuke_93

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
<b>ATTENZIONE, QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOILER.</b>

Ieri sera ho concluso "Guilty Crown" e sinceramente non capisco tutto l'entusiasmo con cui viene descritta questa serie, tutti la elogiano ma io non l'ho trovata un granché.
Sin dal primo episodio si capisce che la storia attinge molti elementi da "Code Geass", stessa cosa per i personaggi, i quali risentono dell'influenza dei protagonisti di "Evangelion". Visto il primo episodio infatti ho pensato potesse essere un fantastico anime, le idee erano giuste, ottime, ma gli sviluppi hanno tradito totalmente le mie aspettative.

I personaggi sono piatti, totalmente piatti (sopratutto i secondari), e stereotipati. Il protagonista è il tipico mollaccione, facilmente influenzabile, insicuro di sP, quasi a ricordare un po' Shinji Hikari, ma senza nemmeno 1/10 del suo spessore psicologico; Inori è un miscuglio tra Rei Ayanami ed Eureka, ma anche lei una versione decisamente superficiale. Poi c'è il belloccio della situazione, Gai, e tanti altri personaggi secondari senza carattere e spessore, quasi delle apparizioni.
Per quanto riguarda la trama ha alti e bassi, e sviluppi banali e già visti (Shu dittatore spregevole dopo la morte di Hare, come Lelouch dopo la morte di Shirley), sopratutto nella seconda parte dell'anime, e frettolosi e poco chiari quando ci sono da spiegare i retroscena, in primis la funzione del Lost Chrismas. A dare la mazzata finale a quest'opera è proprio il finale: un antagonista riciclato e con ancora meno spessore di prima, unito a un mediocre happy ending.

Insomma, c'è qualcosa di buono in questa serie? Si, le spettacolari animazioni e il buon characters design.
In definitiva, non reputo quest'anime da insufficienza grave, ma nemmeno tutto questo capolavoro che tutti proclamano. E' semplicemente un'emulazione di "Code Geass" poco riuscita e troppo superficiale, ed è un peccato, perché le idee iniziali erano ottime, ma i creatori non hanno saputo decisamente svilupparle.
Voto complessivo: 6.


 8
gcfan

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
Raramente do il 10, ma quest'anime mi ha tenuto con gli occhi sullo schermo fino alla fine. La trama si svolge in modo scorrevole e gradevole, e per godersi l'anime al meglio è consigliabile guardare gli episodi uno dopo l'altro, non a spezzoni. I personaggi sono rappresentati molto bene e matureranno per tutta la durata della trama in modo drastico.
Naturalmente non sarà l'anime più originale che ci sia, ma a mio parere merita il voto che ho dato non solo per la trama, ma anche per la parte tecnica. La grafica è sfruttata benissimo come anche le animazioni, molto fluide; i disegni sono curati in ogni particolare e i colori adatti (scuri e tristi).
Sicuramente la parte sviluppata maggiormente di "Guilty Crown" è quella musicale: trovo le opening e le ending bellissime e non sono da meno le BGM che sono molto orecchiabili e gradevoli da ascoltare.

Commento personale: il finale non era quello che mi aspettavo da quest'anime forse perché, secondo me, è stato troppo sbrigativo e quindi, qualche episodio in più, gli autori potevano aggiungerlo per spiegare un po' di cose, ma posso dire che negli ultimi due anni "Guilty Crown" è stato il miglior anime che ho visto e, il 10, credo che se lo meriti in pieno sotto ogni aspetto. Per concludere consiglio "Guilty Crown" a tutti.


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Crashis

Episodi visti: 22/22 --- Voto 8
"Guilty Crown" è uno degli ultimi anime del 2011, che ha visto la fine pochi mesi fa.
La trama è abbastanza banale e stereotipata. Il protagonista, un ragazzo timido e introverso di nome Shu, viene coinvolto quasi casualmente in un conflitto tra terroristi e forze del governo, e gli viene affidato dalla sua cantante preferita uno strano cilindro, da portare a un uomo dal nome Tsutsugami Gai. Questa ragazza, di nome Inori, era infatti in fuga dalle forze del governo, e quasi priva di forze, aveva affidato a questo fragile ragazzo questo strano cilindro. Ironia della sorte, in una colluttazione, Shu per proteggere Inori rompe accidentalmente il cilindro contenente la strana miscela, e nel suo braccio destro s'infonde uno strano potere, chiamato Void Genome, che, a quanto pare, può estrarre letteralmente le forme dei cuori delle persone sotto forma di armi da utilizzare. La prima arma in cui ci imbatteremo sarà la spada, che sarà estratta da Inori.

Tornando però sulla trama, è inutile dire che il vero destinatario di quel potere non era Shu, bensì Gai. Per colpa di questo spiacevole incidente, Shu dovrà entrare negli "Undertaker" (i terroristi) e dovrà aiutarli nei loro colpi di stato. Possiamo comunque dividere questa serie in due parti, come accadde in "Gurren Lagann": il pre e il post avvenimento. Noteremo infatti che proprio tutti i personaggi subiranno cambiamenti radicali. Tanto per fare un esempio, Shu inizialmente sarà fragile e timido, ma progredendo nella storia lo vedremo letteralmente crescere e acquisire fiducia in se stesso, diventando quindi un ragazzo responsabile che si fa carico degli altri. Tutti gli altri personaggi subiranno insieme al protagonista principale una notevole evoluzione, e non saranno mai di nicchia, anzi, avranno tutti un ruolo chiave all'interno della vicenda. La cosa migliore, comunque, di questa serie, sta nel carisma che hanno i personaggi, veramente ricercato e inusuale in un anime odierno.

Lato tecnico
Ecco qui la ciliegina sulla torta. Se da un lato abbiamo notato un'ottima trama, dal lato tecnico notiamo qualcosa di veramente innovativo: computer grafica pompata al massimo, animazioni ed espressioni facciali curate in ogni minimo particolare. Questo è quello che ci aspetta in "Guilty Crown", un anime strutturato in modo eccelso dal punto di vista grafico e non da meno è l'audio. Opening ed ending infatti sono veramente bellissime, e le BGM, composte da Mika Kobayashi e Hiroyuki Sawano (il compositore della OST di "Ao No Exorcist", per intenderci) sono veramente toccanti e bellissime da ascoltare, in ogni momento. A imperversare, come se non bastasse, ci sono anche gli EGOIST, un gruppo musicale che ha cantato apposta apposta per questa serie.

Commento finale e impressioni a caldo
Insomma, cosa dire di quest'anime? Lo trovo eccelso sotto ogni punto di vista, sì, senz'altro, ma c'è da spendere un paio di righe per esprimere un po' di disappunto in quanto sembra un completo stereotipo (nonostante la sua ottima riuscita, sia chiaro). Il senso di già visto, purtroppo, è davvero dietro l'angolo. Ci saranno parecchi momenti in cui noteremo parecchie analogie tra quest'anime e altri più anziani e noti come "To Aru Majutsu No Index", "Gurren Lagann", "Shakugan No Shana" e soprattutto "Code Geass". Altra cosa abbastanza brutta sta nel fatto che il finale sembra campato veramente per aria, inspiegabile sotto ogni punto di vista, se non forse per una probabile ipotesi, che non sto a spiegare, sarebbe spoiler. Consiglierei quest'anime? Sì, a chi vuole rimanere chiuso in casa come me per due giorni di fila a sorbirsi circa 12 episodi al giorno non stop. Buon divertimento e benvenuti a Tokyo del 2039. Voto Finale: 8.


 4
Blake

Episodi visti: 22/22 --- Voto 10
A mio parere è uno degli anime migliori della stagione autunno/inverno 2012. "Guilty Crown" riprende alcuni temi già utilizzati in altre opere: mondo prossimo alla distruzione, gruppo ribelle che cerca di opporvisi, armi estratte dalle persone e altre ancora. Il merito di questo anime non è tanto quello di avere "inventato un nuovo genere" ma, più che altro, quello di avere conciliato perfettamente elementi talvolta anche troppo ricorrenti.
La trama, elaborata ma al contempo semplice da seguire, è accompagnata da una qualità audio/video che non esito a definire al top per il livello raggiunto in questo campo. La qualità dei disegni è ottima e l'audio s'integra alla perfezione nelle scene. Opening e ending sono canzoni che sicuramente si ricordano, soprattutto per quanto riguarda "My Dearest" dei Supercell, sigla di apertura della prima metà dell'opera.
La divisione fra le due parti della storia è netta, tanto da potere quasi sembrare si tratti di due serie riunite in una unica. Per quanto riguarda i personaggi, all'inizio potrebbero sembrare un po' "caduti dal cielo". Sicuramente l'introduzione non è delle migliori, viene decisamente dedicato troppo poco tempo all'analisi del protagonista. Questo però serve solo a farsi un'idea sbagliata perché in realtà, con il proseguire della storia, tutti i profili dei personaggi vengono bene evidenziati. "Guilty Crown" per me è sicuramente un anime da mettere in lista.

Kiku

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Avevo delle aspettative, per quest'anime, se non altro per il character design di Redjuice di cui adoro il tratto. Forse sono state anche queste aspettative che hanno fatto calare tanto il voto.
"Guilty Crown" presenta una lavorazione tecnica quasi impeccabile, con colori brillanti com'è più o meno canonico per la Production I.G. e animazioni fluide, con pochi cali. Come dicevo, il character design non è solo di mio gusto ma, a parer mio, ben curato e rende dignitosamente il disegno di Redjuice che io amo tanto. Sempre riguardo ai disegni, una nota di merito va anche agli sfondi estremamente accurati e non poco accattivanti.
Accanto a questi complimenti, va una lode pure alle musiche ben realizzate che sanno fare immergere lo spettatore nell'atmosfera, sia essa d'azione o drammatica.

Il problema è che, proprio dove le musiche e le animazioni coinvolgono lo spettatore, i personaggi non hanno la stessa capacità. Giungiamo, quindi, al tasto dolente dell'anime e in parte sono proprio i personaggi. Molti, variegati, potevano non avere partenze originalissime ma di certo promettevano buoni sviluppi e interessanti caratteristiche. Lo stesso vale per la trama, che non era eccelsa, ma di sicuro era interessante o perlomeno poteva presentare interessanti risvolti. Ritengo infatti che la trama sia stata sciolta quanto meno male, dal momento che parte lenta e prosegue tale per i primi circa 8 episodi, vi è poi una brusca ma interessante accelerazione fino al 12, e poi un altro stop.
Da questo punto in avanti, parte la seconda parte di "Guilty Crown" (che è infatti un anime perfettamente spezzabile in due parti), molto più cupa e intensa, in un susseguirsi anche troppo svelto di avvenimenti. Questo non permette di sviluppare a dovere determinati punti, che quindi rimangono se non oscuri di sicuro poco chiari, e portano a un finale che dire frettoloso secondo me è poco. Tutto questo non aiuta neppure i personaggi, che seguiamo in svariate mutazioni non sempre giustificate o non giustificate a sufficienza. Se non si è capito, il dramma qui dentro è proprio in quello che è stato fatto a metà.
Infatti nei primi, lenti, episodi i personaggi anche secondari assumono comunque un ruolo, hanno una storia e una certa personalità, anche se pochi brillano per carisma (Gai, per esempio, fino ad un certo punto). La seconda parte, che cerca di strizzare tutto quello che ancora c'è della trama, si concentra molto sui protagonisti Shu e Inori, ma tralascia quasi tutti gli altri e insieme a loro tutte le sotto-trame che li riguardano. E che, personalmente, m'interessavano assai.

Abbiamo, in definitiva, bei disegni, belle animazioni, belle musiche, con affascinanti opening ed ending. Poi, abbiamo belle premesse. E mica tanto bei risultati: personaggi incompleti, trama che a causa della fretta risulta a volte confusionaria, sceneggiatura quindi non perfettamente riuscita. In definitiva, "Guilty Crown" poteva essere se non un capolavoro sicuramente un bell'anime, di quelli che ti lasciano con una certa soddisfazione alla fine. A me questo non è rimasto, anzi, credo che mi rifugerò nel mio angolino di fanwriter per fantasticare su tutto quello che i creatori non hanno voluto/potuto dirci. Non posso che definire "Guilty Crown" un'occasione sprecata e si becca così una sufficienza rosicata grazie alle indubbie qualità tecniche.


 5
smilzoboboz

Episodi visti: 22/22 --- Voto 5
"Guilty Crown" è un anime pieno di belle idee con l'unica pecca di averle messe tutte assieme senza mediazione. Per tutta la durata della serie molti personaggi cambiano personalità - in genere diventando "cattivi" - apparentemente senza alcun motivo e, molto spesso, morendo, ritornano i "buoni" di prima. Questo genere di cose fa parte di una serie di "colpi di scena" telefonati e banali di cui la serie è piena. Questo non fa di certo bene alla trama confusionaria con richiami a "Code Geass" e "Resident Evil".
Un buon lavoro è invece stato fatto per il disegno e l'effettistica, quest'ultima abbastanza curata e soprattutto innovativa.


 4
pein_perversus

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
Trama & Commento: 9 - "Guilty Crown" è una delle migliori serie che abbia visto, un mix tra "Code geass" ed "Evangelion" che vi lascia senza fiato. Questa la possibile origine di "Guilty Crown", serie anime di 22 episodi che punta la sua forza sulle grandi emozioni e su una trama sempre imprevedibile nell'andamento, governata dalle azioni dei potenti che si ripercuotono su un'intera nazione. La storia, ambientata in un futuro, racconta di Shu, un ragazzo un po' sfigato che frequenta in Giappone una scuola e passa le sue giornate abbastanza tranquillamente; questo finché non resta immischiato negli affari di un gruppo di terroristi che vogliono restituire il Giappone ai giapponesi, dopo che una terribile "epidemia" ha 'costretto' gli Stati Uniti a insidiarsi prima come aiuto, in Giappone, e poi, approfittando della situazione, come vero e proprio governo. Così interi quartieri possono essere isolati e i loro abitanti sterminati solo per il rischio di un nuovo focolaio. Tornando al giovane protagonista, si unirà al gruppo dei "funeral patrol" (nome dei terroristi) e li aiuterà a realizzare il loro obbiettivo, tuttavia poi le cose prendono una piega molto diversa.

La trama va veloce, è lineare e aggiunge gradualmente elementi innovativi sia sul passato dei personaggi sia sullo svolgimento della trama stessa, con nuovi compagni, nuovi nemici e nuovi obbiettivi. Il caos e la disperazione regnano in questa serie fin dall'inizio, le poche puntate di pace e tranquillità servono solo a spiegare l'universo di "Guilty crown"; poi quando tutto sembra andare troppo liscio ecco il colpo di scena che ribalta tutto rigettando Shu in agonia. Quindi credo sia veramente un anime sorprendente sotto questo punto di vista, riesce a emozionare, intrigare e sorprendere.
Peccato per il finale che non è il massimo, lasciando aperti alcuni piccoli interrogativi.

Personaggi: 9 - "Guilty Crown" ha una vasta gamma di personaggi, tutti ben riusciti. Ognuno di loro vive a modo suo la situazione che si viene a creare durante l'anime: c'è chi impazzisce, chi rimane lucido, chi sbaglia e chi imita qualcun altro. Quest'ultimo atteggiamento è quello adoperato da Shu, che cerca di essere come il suo mentore Gai, il capo dei terroristi, e questo lo poterà a confrontarsi con se stesso evolvendo così la sua psicologia. Altri personaggi colpiscono per la loro grande umanità, ben lontana da banali stereotipi, rendendo l'anime emozionante e anche un po' malinconico, quasi commovente. Al contrario, altri personaggi sono schifosamente avidi e malvagi, ma riescono, con le loro piccole manie o caratteristiche, a essere memorabili. Inoltre decisamente ben realizzato è anche il dramma di chi è stato creato all'unico scopo di morire facendo da rimpiazzo, ma che nonostante questo viene travolto dalla vita e prova dei sentimenti che per il suo stesso fine non hanno senso; ma nonostante questo continua a lottare per essi, fino alla fine. Da notare anche i rapporti tra i vari personaggi principali, anche amorosi, che si consumano e si distruggono durante la serie che, spietata, li recide uno alla volta inesorabilmente.

Grafica: 8,5 - La grafica di "Guilty Crown" è ottima e non banale: il design dei personaggi è buono, molto particolareggiato e ricco di attenzione per quanto riguarda i vestiti e/o le acconciature. Le armi utilizzate sono anch'esse un esempio della cura messa nei disegni dell'anime e risultano veramente realizzate nel dettaglio. Una nota va fatta per quanto riguarda la luce nelle scene, che, a volte forse eccessiva nelle scene diurne, rende non particolarmente nitidi i contorni. Per quanto concerne gli sfondi, vediamo anche in questo caso una buona qualità di realizzazione con colori accesi e dovizia di particolari.
La nota grafica negativa riguarda la parte 3D, con la quale vengono realizzati principalmente i robot dell'esercito: purtroppo, oltre a scarsa fantasia su questi mezzi, si integrano abbastanza male con il resto della grafica, abbastanza "sfumata" a causa della luce, essendo molto più nitidi e definiti. Tuttavia rappresentano una parte minore dell'anime, essendo utilizzati senza essere lo scopo della serie. Infatti quest'anime è difficilmente classificabile come mecha.

Musiche: 9,5 - Le musiche di "Guilty Crown" sono una ciliegina sulla torta. Veramente belle le colonne sonore, sono utilizzate in modo magistrale e, forse, sono uno dei fattori che più fanno emozionare durante la serie essendo non solo musica, ma spesso vere e proprie canzoni. Inoltre la ragazza protagonista, Inori, è una cantante e spesso possiamo anche ascoltare le sue bellissime canzoni come parte integrante della scena al posto di un dialogo e ciò crea non poca commozione.
Duue opening di buon livello, accompagnate da due ending al pari livello, fanno delle musiche di "Guilty Crown" qualcosa di unico.

Animazione: 8 - L'animazione è eccellente, essendo la serie anche piuttosto nuova: è senz'altro l'animazione una parte fondamentale dell'emozione che le scene trasmettono avendo grande fluidità e presenza. C'è un buon uso di parti di animazione in computer grafica che si mischiano con l'animazione più classica, tuttavia tornando all'esempio dei robot ci ricordiamo che anche l'animazione ha la sua pecca nella troppa "meccanicità" di quelle macchine.

Tot: 9 - "Guilty Crown" per me è una delle migliori serie sfornate ultimamente, consiglio veramente a tutti quelli che cercano una serie interessante su cui riflettere. Anche ai non amanti dei robottoni, essendo comunque la parte mecha veramente ridotta.


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trigun29

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
Questa recensione non contiene trame né spoiler, ma solamente un giudizio sull'intera serie.

Ho appena finito di vedere "Guilty Crown" e, che dire, è stato molto deludente sia per quanto riguarda il finale sia per quanto riguarda la trama, rimasta perennemente confusionaria, senza spiegare il vero senso del "Lost Christmas" su cui si basa l'intera serie. Ciò lascia lo spettatore pieno di dubbi e interrogativi che molto probabilmente non avranno mai una spiegazione.

Nell'insieme il prodotto merita un 6 perché ha un'ottima animazione e delle musiche che rispecchiano totalmente quello che sta accadendo nell'anime e una buona caratterizzazione dei personaggi.
Se cercate un anime per gratificare occhi e orecchie allora merita, ma se volete qualcosa che rimanga impresso nella vostra mente e nel vostro cuore potete passare pure oltre senza perdere tempo.


 4
Grande Nero

Episodi visti: 22/22 --- Voto 9
10 anni dopo una catastrofe chiama "Lost Christmas" avvenuta in Giappone e che ha sconvolto la nazione uccidendo moltissime persone, la società giapponese è controllata dalla GHQ, un'organizzazione che opera per fermare il cancro che uccide le persone, cristallizzandole e uccidendole. Ouma Shu, un ragazzo di 17 anni, si ritrova coinvolto nella lotta tra Undertaker, un'organizzazione avversa ai soprusi della GHQ, e la GHQ. Per caso conosce Yuzuriha Inori, una ragazza facente parte degli Undertaker e idolo di Shu. Durante uno scontro tra GHQ e Undertaker, Shu acquista il potere di estrarre il cuore delle persone, i Void, e usarlo come armi. Da quel momento, nonostante i tentavi di Shu, la vita del diciassettenne è completamente sconvolta.

Molti dicono che la struttura della trama sia simile a quella di "Code Geass". Posso parlare liberamente, non avendo mai visto la suddetta serie. "Guilty Crown" è un anime spettacolare, che merita davvero di essere visto. Nessun episodio vi farà sospirare di tranquillità, ogni episodio vi lascerà a bocca aperta, sconvolgendo la situazione che fino a pochi minuti prima era rosea.
La storia si può dividere in due archi narrativi, di cui il primo rappresenta un po' la presentazione dei personaggi, la spiegazione della storia e la scoperta dei vari Void degli amici di Shu. La seconda parte assume connotati cupi e tristi e mostrerà come il panico possa cambiare le persone in peggio.

Le musiche sono veramente ottime e ben fatte, adattissime alle situazioni. Le opening sono veramente belle e misteriose, le ending non lasciano insoddisfatti.
I disegni, gli effetti sono resi molto bene: un esempio è l'estrazione dei void e le battaglie sostenute da Shu, momenti mozzafiato che vi manterranno incollati allo schermo.
In sostanza, secondo me "Guilty Crown" è un anime molto ben riuscito. Il voto complessivo è un 9-9+. Non raggiunge il 10 solo perché, a mio parere, la conclusione era un po' scontata e potrebbe lasciare l'amaro in bocca a molti. Oltretutto, questa serie non mi ha lasciato qualcosa di veramente profondo nel'animo, fattore molto importante, secondo il mio (modesto) parere. Ma rimane un'anime da vedere se siete appassionati del genere o no, che vi piacerà sicuramente.


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Anonimo Sulla Terra

Episodi visti: 22/22 --- Voto 6
<b>ATTENZIONE, VI SONO INFORMAZIONI SPOILEROSE.</b>

Guilty Crown è una serie anime di 22 episodi prodotta dalla Production I.G e con una regia di tutto rispetto. La regia è infatti stata affidata a Testuro Araki e la sceneggiatura a Hiroyuki Yoshino, tutti elementi che farebbero presagire la nascita di un grande anime: e invece ci troviamo di fronte a un anime con una trama incostante e piena di lacune, con personaggi piatti e poco caratterizzati, il tutto accompagnato con una grafica eccelsa e un comparto sonoro ottimo.

Ma procediamo per gradi: la storia è ambientata in una Tokyo futuristica afflitta da una misteriosa epidemia: Virus Apocalypse. Un'organizzazione internazionale nota come GHQ interviene e ristabilisce l'ordine in Giappone, che ne paga il prezzo con la propria indipendenza. Dopo avere preso le redini del comando sotto legge marziale, la società, forte di un proprio esercito militare, approfitta della situazione nei modi più svariati, arrivando anche a giustiziare civili sul momento dopo averli classificati come infetti.

Ouma Shu, studente di diciassette anni, rimane coinvolto in una ribellione contro la GHQ dopo essere entrato casualmente in contatto con Yuzuriha Inori, la quale si rivelerà essere un membro in fuga degli Undertaker, gruppo terroristico che mira all'indipendenza del Giappone.
Tsutsugami Gai è il leader e l'anima della resistenza, che, per dimostrare la propria mancanza di timore verso l'ordine costituitosi dopo il disastro, arriva anche a mostrare pubblicamente il proprio volto alla nazione durante un'ufficiale annuncio dell'esistenza dell'opposizione. Contrariamente alla sua indole poco temeraria, Shu mette a rischio la propria incolumità per salvare Inori dopo che questa viene rapita da un gruppo di perlustrazione della GHQ, portando con sé una misteriosa fiala appartenente alla ragazza. Il piccolo contenitore di vetro nascosto nella sua camicia s'infrange, salvandogli la vita da un proiettile e cambiandogliela per sempre. Il codice genetico di Shu viene riscritto ed egli ottiene "l'Abilità del Re", un potere che gli consente d'estrarre artefatti chiamati Void, spesso offensivi, dal corpo delle persone.

La serie si può dividere in due parti e diciamo subito che nella prima parte (episodi 1-12) la trama avanza molto lentamente, e infatti i primi otto episodi sono piuttosto noiosi e ripetitivi: il classico protagonista pauroso con i suoi monologhi sempre uguali, la classica situazione di pericolo, il protagonista che riesce a risolvere la situazione grazie ai suoi poteri, senza che la trama si sviluppi. Poi in 4-5 episodi la trama subisce una brusca impennata, mostrandoci colpi di scena a non finire. Peccato che tutto ciò è stato fatto in modo troppo frettoloso e poco chiaro provocando nello spettatore confusione e disorientamento.
La seconda parte è un pochetto meglio, benché vi sia l'impressione che la trama corra troppo, come se avesse poco tempo per spiegare tutto: ma chissà come mai! Poi non c'è da meravigliarsi se ci sono molti dubbi senza risposta (come si sono originati il movimento terrorista Undertaker, qual'è il passato di Inori, è stata veramente sconfitta l'organizzazione Daarth?), se i colpi di scena siano poco efficaci e mal inseriti e hanno l'effetto di una doccia fredda nello spettatore, visto che praticamente in metà serie non succede quasi nulla.

Benché la trama non sia molto originale e vi siano molti elementi attinti da altri anime ("Neon Genesis Evangelion" e "Code Geass" in primis) sarebbe stato meglio farla procedere poco a poco, episodio per episodio, e non per metà serie noia piatta, poi colpi di scena un po' forzati e la trama che impenna per qualche episodio, poi si ristagna e poi procede con fretta e furia: tutto ciò dà vita a una serie incostante con molti alti e bassi. Tutti questi difetti sono ben evidenziati nel finale: troppo frettoloso, a tratti ridicolo e confusionario, lascia molte domande senza risposta o con risposte approssimative.

Altro punto debole di questa serie sono i personaggi: in generale i personaggi sono piuttosto piatti, stereotipati e incapaci di suscitare emozioni negli spettatori, per non parlare dei personaggi secondari, che sembrano più delle comparse o marionette, privi di spessore psicologico o capaci di azioni senza senso.
Tale discorso si applica anche ai personaggi principali: Shu è il classico ragazzo che non ama né essere ferito né ferire, un debole, indeciso il cui carattere assomiglia più a quello di un'ameba vegetale che a quello di un essere umano, tranne alla fine che diventa un eroe-martire amato da tutti. Peccato che poco prima, impazzito dal dolore della perdita di una sua amica, era diventato un essere freddo e cupo che aveva causato la morte di molti suoi amici. Molto credibile.
Inori è la copia mal fatta di Rei Ayanami: passato misterioso, poche parole, il solito cliché, mentre Gai è lo stereotipo del ragazzo perfetto e invincibile, ossia l'opposto di Shu, peccato che poi all'improvviso sveli la sua vera natura e diventi l'antagonista finale. E il tutto avviene in pochi episodi, così all'improvviso, con spiegazioni sommarie e poco credibili

La grafica invece è molto curata e spettacolare e infatti gli effetti dell'estrazione dei void e le scene d'azione sono ben rese e sono una vera gioia per gli occhi; il comparto sonoro è molto buono, caratterizzante ed efficace, e le musiche controbilanciano un anime troppo incostante.
"Guilty Crown "è il classico anime 'tutto fumo e niente arrosto', cioè una grafica e un sonoro superbi controbilanciano una trama altalenante e personaggi piatti e stereotipati. Consiglio di vederlo senza aspettarsi alcunché, altrimenti potreste rimanerne delusi, visto che c'era il potenziale perché esso diventasse un bell'anime.

Minako85

Episodi visti: 22/22 --- Voto 5
"Guilty Crown" è un'altra bella occasione sprecata. Partito con ottimi presupposti, sia dal punto di vista della trama sia da quello dell'ambientazione e della realizzazione tecnica, questo anime riesce a rovinare tutto, a partire da metà serie.
Ma partiamo dall'inizio. La trama di "Guilty Crown" inizia con il nostro protagonista, Shu, che salva una strana ragazza, Inori, da alcuni soldati che la stanno inseguendo. Nel mondo di "Guilty Crown" gli esseri umani hanno affrontato una gravissima crisi dovuta a un'improvvisa epidemia di un virus chiamato "Apocalisse", capace di trasformare in cristallo il corpo dei malati. Tokyo è stato l'epicentro dell'epidemia e vive tuttora in un regime di semi-quarantena, controllato dalle forze degli altri paesi della Terra.
Non c'è grande amore verso le forze occupanti, e in questo quadro si colloca anche Inori, che si scopre subito essere membro di una organizzazione ribelle chiamata "shogisha" (letteralmente "pompe funebri") che ha lo scopo di contrastarli. Inori ha rubato dal quartier generale delle forze occupanti un "genoma Void", destinato al capo dell'organizzazione, Gai. Qualcosa però va storto e Shu finisce per usare e assorbire tale "genoma", acquisendo il potere di estrarre dalle persone il loro "Void", una sorta di materializzazione della loro anima. Da qui, Shu si troverà volente o nolente ad avere a che fare con Shogisha e cercherà prima di rifiutare, poi di farsi accettare come membro dei ribelli.
La trama prosegue relativamente lineare ma appassionante fino all'episodio 12, dove una bruschissima serie di colpi di scena rovescia completamente tutte le carte in tavola, trasformando la serie in qualcosa di totalmente diverso.
Indipendentemente dall'apprezzare o meno il cambio radicale nella trama, questa decisione porta a percepire quest'anime come due metà nettamente distinte, sia per temi sia per personaggi. Se infatti perlopiù non ci sono aggiunte massicce al cast, tale colpo di scena modifica drasticamente le personalità, primo su tutti Shu.

La gestione della trama è irregolare e non accurata: molti dettagli vengono tenuti sospesi, vi sono accenni di sotto-trame mai sviluppate che lasciano l'amaro in bocca, fino ad arrivare ad una conclusione anticlimatica e fiacca che non lascia molto allo spettatore.
La sensazione che se ne ho avuto è che si sia tentato di emulare in qualche modo altri anime sul genere (la mente va a "Evangelion" o a "Rahxephon", che coniugavano mecha con una massiccia dose di psicologia e introspezione), senza però avere le capacità per intrecciare una storia complessa in modo coerente e senza riuscire a dare uno sviluppo psicologico credibile ai personaggi.
Infatti così come la storia, anche i personaggi non riescono a convincere: hanno uno sviluppo psicologico, ma poco credibile e a volte un po' stereotipato.
Shu sembra quasi non avere un carattere proprio, Gai, altro personaggio carismatico, finisce per diventare l'ombra di se stesso. Inori è incredibilmente piatta e mono-espressiva, perlopiù tutti gli altri personaggi non hanno grandi possibilità di crescere emotivamente. Forse l'unica eccezione è data dal personaggio di Aya, che matura in modo abbastanza sensato e coerente.
Neanche i temi trattati convincono: la parte mecha è a malapena accennata e ha poco spazio reale nel corso dei 22 episodi: la "scienza" che viene presentata si limita a usare qualche termine realmente esistente mescolando però il tutto in una fanta-scienza che farà al massimo ridacchiare chi se ne intende un po' di genetica. Nemmeno il tema dell'amore, molto presente nel corso dell'opera, viene davvero sviluppato in modo soddisfacente: il tutto viene accennato, buttato lì, ammiccato, per poi svanire in una bolla di sapone.

Dal punto di vista tecnico invece, non c'è nulla da dire: la realizzazione è davvero molto buona, le animazioni fluide, il character design gradevolissimo. Il fanservice è presente ma non eccessivo e non disturba più di tanto. L'uso della CG è sapiente e si amalgama molto bene con la parte disegnata. La colonna sonora è molto apprezzabile, composta sia da da brani cantati sia da brani solo strumentali.
In definitiva, "Guilty Crown" è una bella scatola finemente decorata ma che al suo interno risulta vuota. Nella sua interezza non mi ha suscitato nulla, neanche rabbia per il finale annacquato, solo un "mah".
Voto finale 5. Tecnicamente è una gioia per occhi e orecchie, ma senza una trama convincente e ben organizzata, la sufficienza, non posso proprio dargliela.
Un vero peccato.


 3
RurutiaH

Episodi visti: 18/22 --- Voto 8
Do otto perché, sinceramente, a mio avviso è meritato.
Personalmente, pur non essendo ancora finita, tendo a dividere questa serie in due archi, differenziati l'uno dall'altro non solo dalla sigla, ma anche dalla piega che la seconda parte inizia a prendere. Una piega più "forte", se mi si passa il termine. O magari dovrei dire drammatica.
Innanzitutto, un riassunto della trama non penso serva, venendo fornito già qui da Animeclick.it. Quindi passo avanti.
Se ci fossero i voti in decimali, sinceramente metterei 8,5. Non 9, perché, se dovessi fare un confronto fra questa serie e altre, il 9 sarebbe troppo. Di conseguenza, il mio voto arrotondato per difetto è 8.

"Guilty Crown" è figlio di uno degli studi di animazione che, a livello grafico, hanno reso veri e propri marchi di fabbrica character design di un impatto enorme (cito tanto per "Ghost in the Shell", "Ghost in the Shell SAC" e "2nd GIG" e il più recente "Eden Of The East" o "Higashi no Eden").
Come ormai quasi ogni serie con livelli grafici di partenza di qualità altissima, si assiste a un leggero calo di qualità nell'andare avanti con gli episodi. Cosa che sembra tanto inevitabile quanto, in certi casi, impercettibile.
Che sia un calo lieve o meno, in GC la cosa non si nota troppo se l'occhio non è attento, ma non voglio focalizzarmi su questo. Desidero, infatti, dare attenzione allo snodarsi degli eventi. Conclusione? Buono tutto. Ma si poteva fare di meglio.

Non mi metto nei panni di registi, storyliners et similia dicendo questo. Ma ritengo che, in "Guilty Crown", ci potesse essere un potenziale da una serie si sarebbe potuta meritare 10, e non credo di stare esagerando.
Personaggio protagonista abbastanza nei canoni: insicuro di sé, si danna per ogni accaduto spiacevole buttandosi addosso tremila colpe; diventa da un giorno all'altro il centro delle azioni in stile blitz dei marines di niente meno che un gruppo di ribelli intenzionato a liberare il Giappone dall'occupazione militare dei CHQ, dettata dall'istituzione delle leggi marziali; acquisisce un potere le cui dinamiche di attivazione ricordano il decisamente più vecchio "La rivoluzione di Utena" allontanando, però, da sé la parola "scopiazzatura" per la natura del potere stesso, il quale "personifica" l'anima di una persona (o meglio, la "oggettifica" nella forma di un'arma dalle possibilità che vanno dall'infinito al futile a seconda del soggetto in questione).

Sta di fatto, però, che niente si possa obiettare contro una serie che dal primo episodio si lascia guardare più che con piacere, lanciando immediatamente lo spettatore in quest'aria dolce-amara, che già ispira a quelle atmosfere intrise di cariche emotive e drammatiche.
Di drammatico, in realtà, nel primo arco non c'è tantissimo. Sì, determinati eventi danno a chi guarda quella mazzata che ogni tanto un anime, per dare verosimiglianza, dovrebbe fornire. Se non fossi andata oltre con la visione, avrei sinceramente messo nuovamente 8, ma forzatamente.
Il secondo arco, sigla nuova annessa, gira le carte.
Shu si trova lanciato suo malgrado nel dovere affrontare una situazione completamente fuori dalla sua portata, il che lo costringe ad assumere atteggiamenti e forza di carattere in maniera decisamente repentina. L'evoluzione che si era avuta di questo personaggio fino a questo momento appare, in confronto agli scossoni di questo nuovo arco, come una piccolezza. La resa, però, c'è. O almeno, io l'ho avvertita parecchio.
Altro sbaglio è - forse dovrei aggiungere purtroppo - il "colpo di scena" che avviene tra gli ultimi due episodi (17 e 18 in questo caso). E per non rovinarvi la sorpresa, non dico altro.

Parlando dell'altro personaggio con più presenza, ovvero Inori, ci si sente quasi restii dall'esprimere un giudizio preciso: tanto per l'atipicità del personaggio, quasi senza sapore ma in sé misterioso, quanto per la caratterizzazione che ne viene fornita attraverso lo scorrere della storia. Appare a volte molto spesso, altre sensibilmente di meno, riprendendosi nell'ultima parte un po' troppo di fretta. Discreto personaggio ma, come ho detto prima, si poteva fare di meglio.
La pecca principale dell'anime è, infatti, proprio questa: la caratterizzazione dei personaggi. Ce ne sono abbastanza per avere un anime che scorre bene e che attragga lo spettatore subito e con efficacia, ma non sembrano essere abbastanza, o meglio, sono sì abbastanza ma trattati con non abbastanza cura. Alcuni rimangono di più, altri di meno, altri ancora non li ricordi neppure più.

Il fatto strano è, però, che questa serie fornisca non pochi momenti carichi spropositatamente di onirismo e dramma che ben poco distolgono l'attenzione di chi guarda e ben poco evitano di smuovere gli animi. Il tutto risulta reso ancor più egregiamente dalle musiche, composte da Sawano Hiroyuki (con "Zombie-Loan" e "Ao no Exorcist" probabilmente ho già detto abbastanza, le raccomando con il cuore), che riesce magistralmente a dare a questa serie uno sfondo musicale che difficilmente si dimentica e che si è personalmente meritato di entrare a fare parte delle mie soundtrack preferite in assoluto - soprattutto la track n. 15, Krone. Un capolavoro.
Questa, insieme alle opening e alle ending , dà molti punti a favore perché merita - quando prima ho detto di volere mettere 8,5, mi riferivo anche a questo. Potessi votare questa serie in base alle musiche, darei un 10 al tutto. Volendo, però, essere giusta nei confronti di altre serie che meriterebbero almeno il triplo, il mio voto finale è 8.
Consigliato? Sì, può essere un'ottima serie da visionare. Provate a non aspettarvi nulla di che, potrà anche essere che non vi aspettiate possa piacerci così tanto/poco.
Voto finale: 8.
Stato: consigliato.

Pro:
- sigle d'apertura e chiusura, colonna sonora;
- character design;
- trama.

Contro:
- caratterizzazione dei personaggi non pienamente riuscita;
- presenza di elementi stereotipati (ma al giorno d'oggi ditemi voi un elemento che non si sia visto almeno una volta in una serie, film, libro ecc. ecc.);
- sviluppo della storia, a volte superficiale.

Drakon90

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Drakon90

Episodi visti: 2/22 --- Voto 7
Dunque, vediamo, la storia è imperniata su Ohma Shu, ragazzo liceale che vive in un Giappone controllato da un'organizzazione straniera, tecnologicamente avanzata e spietata con gli abitanti. Tale ragazzo riceve da una coetanea un potere tramite il quale aiutare la resistenza giapponese a combattere l'organizzazione. Sia l'organizzazione sia la resistenza fanno uso di mecha e il potere ricevuto da Shu viene chiamato "Potere dei Re".
Ma dove ho già visto tutto questo? La risposta è fin troppo semplice: 'Code Geass'.

<b>[Inizio spoiler]</b>
Le similitudini sono fin troppo evidenti: in 'Crown' come in 'Code Geass' il protagonista è sempre dotato di un potere sovrannaturale che gli dà un vantaggio evidente sui suoi avversari (con l'aggravante che in 'Crown' gli autori non si sono nemmeno sforzati di cambiare nome a detto potere), tale capacità gli viene donata dalla protagonista femminile "supergnocca" che da lì alla fine della storia - garantito al 100% - si innamorerà sicuramente del Shu/Lelouch della situazione.
Il nemico, che in 'Code Geass' era l'impero di Britannia e in 'Crown' una Multinazionale, è sempre formata da cattivissimi pazzoidi che si divertono a sterminare la popolazione civile senza un briciolo di pietà o di esitazione. Ma scommetto che nel proseguo di Crown, così come è stato già fatto in 'Code Geass', si farà leva sulla morale e sui facili sentimenti facendo scoprire che anche i cattivi hanno un cuore.
<b>[fine spoiler]</b>

Capisco che l'originalità va sempre più scemando tra i maestri dell'animazione nipponica, ma che nel 2011 si ricorra a simili scopiazzature (che in questo caso sono molto evidenti) mi sembra quantomeno fuori luogo.
Inoltre un aspetto ancora peggiore è rappresentato da un fanservice di episodio in episodio sempre più massiccio.
<b>[Inizio spoiler]</b> si passa dal vistoso davanzale della protagonista nel primo episodio, agli orgasmi provati da una pilota di mecha e alle "toccate di culo" di scienziate teenager già nel secondo. <b>[Fine spoiler]</b>

Nonostante questi difetti mi sento però di riconoscere alcuni pregi all'anime in questione.
Primo fra tutti la musica: le tracce che pervadono l'opera sono veramente molto belle ed evocative. Infatti nei combattimenti così come nelle scene più drammatiche, rendono al meglio lo stato di pathos dei protagonisti, contribuendo a immergere lo spettatore nella visione dell'anime. Degne di nota sono anche l'opening "My Dearest" e l'ending "Departures: Anata ni Okuru Ai no Uta"

Altro punto di forza sono le animazioni, sempre fluide, e la scelta del chara design: tra gli anime del 2011 da me visionati è indubbiamente il migliore.
Dal mio punto di vista è anche apprezzabile la decisione di rendere il protagonista Shu caratterialmente più simile a uno Shinji Ikari che non a un Lelouch Lamperouge. In tal senso Shu pur non avendo il carisma di Lelouch è indubbiamente un soggetto "umano" ossia un normale ragazzo pervaso dalle paure e dalle insicurezze tipiche della sua età. La scelta permette quindi di immergersi maggiormente nella vicenda narrata.

La storia inoltre, pur nella sua apparente banalità - ribadisco che fino ad ora è molto simile a quella di 'Code Geass' -, sono convinto che possa riservare qualche sorpresa, ma solo a patto che gli autori invertano almeno in parte la direzione presa nel secondo episodio in virtù delle potenzialità mostrate nel primo.
Tenendo bene a mente i difetti precedentemente elencati, sento dunque di consigliare la visione di quest'anime, se non altro per scoprire se gli autori saranno effettivamente in grado di introdurre elementi di innovazione oppure se continueranno a utilizzare i cliché tipici del genere.
Voto? non potendo dare un 6,5, arrotondo e attribuisco un 7, se non altro per le già citate potenzialità intraviste al primo episodio.