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VinMur92

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Quest'opera diversa dal solito mi ha colpito particolarmente.
Yoshida è probabilmente l'unico protagonista maschio di un anime che mi ha davvero colpito, non rientra nei classici cliché, possiamo definirlo anche psicopatico.
La trama è molto leggera, l'anime tende ad evidenziare più il carattere dei protagonisti per colpire lo spettatore, e, per quanto mi riguarda, ci riesce perfettamente. Il carattere dei protagonisti è evidenziato come non mai, l'unica volta che ho avuto questa sensazione in un anime è stato con le "Monogatari Series". Questo per me sarebbe potuto esser un 10 pieno, ma, ahimè, l'ultima puntata... Non cerca di accontentare minimamente lo spettatore che segue gli anime senza leggere il manga: l'ultima puntata di quest'anime è totalmente inconcludente, non si può neanche definire un finale aperto, come se a fine episodio ci fosse scritto: "Leggiti il ca**o di manga". Questo mi ha fatto sottrarre ben due punti dall'intero anime, perché, una volta finito, non ti lascia nulla se non la rabbia.
Non capisco perché queste case non fabbrichino degli OVA giusto per accontentare lo spettatore nel finale di una serie.

Ilgranellodisabbia

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Ilgranellodisabbia

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Tra i pregi di quest'anime: i protagonisti sono interessanti e la loro relazione di alti e bassi e forte attrazione intriga, con lei iper-composta, lui iper-attivo, entrambi schietti e fragili, legati da un filo sottile come tela di ragno (cit.); il character design non è né troppo spigoloso né eccessivamente tondeggiante, ricorda vagamente quello di "Your Lie in April", senza raggiungerne l'accuratezza, ma rende davvero bene gli sguardi.

Tra i difetti: in tredici puntate purtroppo non si apprezzano abbastanza i personaggi secondari, ma non è che ci sia chissà quale caratterizzazione comunque; la storia di Haru e Shizuku parte in quarta, per poi raffreddarsi puntata dopo puntata (il fatto è che del manga viene adattato davvero poco, per cui si arriva a un finale scialbo un po' perplessi. Se avessero esteso ad almeno ventiquattro puntate, avremmo potuto goderci un altro po' questa simpatica love story tra cane e gatto, magari con qualche progresso/evoluzione); nonostante i "disegni" mi piacciano particolarmente, Haru, Sasayan e Yuzan si somigliano fin troppo (i due fratelli di fatto differiscono solo per la lunghezza dei capelli!).

In conclusione, consiglio quest'anime agli appassionati del genere disposti a leggersi il finale nel manga, perché la storia completa è proprio carina.


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winterbird

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8,5
Mi piacque maggiormente la versione cartacea, ma anche questa è piuttosto carina e piacevole.
La colorazione è buona e i movimenti dei personaggi abbastanza fluidi. Anime simpatico e romantico senza esagerazione (bisogna tenere a mente, in ogni caso, che si tratta di uno shojo sentimentale), felicemente cede continuamente al mostrare il lato bislacco e divertente, paradossale e imbarazzante di ogni situazione di natura tenera agognata dal pubblico. La regia segue pedissequamente i volumi del fumetto e rende bene ogni situazione, più emotiva o comica.
Non lo consiglio esclusivamente a un pubblico femminile, anche se ribadisco che, dovendo scegliere cosa consigliare, io consiglierei comunque il manga.


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White Wolf

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Parte male, guadagna qualche punto andando avanti, poi fluttua in una dimensione neutrale (né noiosa né interessante) per un po' e alla fine... beh, niente spoiler!

Comunque, come potrete intuire dal voto, alla fine il mio giudizio è tutt'altro che positivo. Peccato, la grafica non è male, i personaggi (sempre e solo dal punto di vista dello stile di disegno) non mi dispiacevano, ma per il resto, in linea generale, un flop dietro l'altro, a mio avviso. Tanto che non saprei nemmeno da dove cominciare nell'elencare tutte le parti che sono state gestite in un modo che non mi è piaciuto e, proprio per questo, non voglio perdere altro tempo con un prodotto che per me non merita né di essere visionato né di essere recensito con cura, per cui mi fermo qui.

Avrei dato un 6, se fosse riuscito a colpirmi un minimo, pur rimanendo nel suo stile (parlando della sceneggiatura), da me poco apprezzato, ma non è successo. Per dargli 5, almeno non avrebbe dovuto deludermi troppo, ma è successo... voto: 4. Non scendo sotto, solo perché non lo trovo ripugnante a tal punto, ma di sicuro non ne consiglio la visione. Se vi piace il genere, cercate altro, ce ne sono a bizzeffe di titoli migliori, anche fra i più mediocri a mio avviso. Poi, a voi la scelta...

Jasmine

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Jasmine

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
Premettendo che il protagonista ha un carattere per me irritante, devo dire che ho trovato questo anime carino, seppur leggero e niente di che rispetto ad altri shoujo sentimentali. La protagonista non segue né lo stereotipo della timidona dolce, bella, teneramente imbranata ed esasperatamente bisognosa di attenzioni e spinte, né quello della semi-gangster genere tigre palmare di "Toradora!" (e fortunatamente neanche quello della ragazza tutte curve che è poco seria per tutta la durata dell'anime, facendolo imporre a chi guarda): Shizuku semplicemente cerca di non distrarsi negli affari altrui perché egocentrica e viziata, e dipendente da sé e dai propri risultati, dipendente dalla propria indipendenza, se si può dir così.
Non è certamente un anime da ridere a crepapelle, ma non penso fosse questa l'idea fulcro. I disegni non sono straordinari o originali, ma simpatici e ben fatti (meglio i disegni del manga, credo, ma qui manca l'ombreggiatura del bianco e nero, essendo il tutto animato). Si fa apprezzare, è leggero, è dolce e non smielato, coerente nella trama una volta tanto (ovviamente situazioni assurde ci sono, come spesso nel genere, ma prese con leggerezza e senza sfruttarle e farle così arrivare a chissà quale conclusione esasperata).


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kiby

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Mi sono avventurata nella visione di quest'anime incuriosita dai disegni molto belli: infatti è una delle parti migliori. E' interessante la trama, con personaggi particolari e divertenti, dalla fredda Shizuku al misterioso Haru, fino alla serie di bizzarri personaggi che girano attorno ad essi; ma mi aspettavo qualcosa di più per quanto riguarda il finale: dopo un certo numero di puntate la storia va in stallo e non si evolve, insomma è deludente. Una sufficienza meritata ma nulla di più; spero comunque vivamente in una seconda serie.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
"Tonari no Kaibutsu-kun", oppure "My Little Monster", è un anime tratto dallo shoujo di Robiko che vede protagonista una ragazza molto studiosa e un ragazzo denominato mostro - da qui appunto il titolo della serie, "Il mostro seduto accanto a me".
Shizuku Mizutani è una liceale col cuore di ghiaccio, che pensa solo a studiare per raggiungere i propri obiettivi, ma ecco che si presenta un ragazzo evitato da tutti per la sua apparente ferocia, Haru Yoshida. I due incominciano a sentirsi dopo qualche chiacchierata innocente, e un giorno, per via di un'assenza di Haru, la ragazza si incontra con lui per consegnargli i compiti da svolgere, ma qui viene spiazzata da una inaspettata dichiarazione.

Lo sviluppo della storia è da dimenticare: poche novità, pochi colpi di scena, solo qualche breve uscita, Haru ripete sempre la stessa cosa, la protagonista ne rimane sorpresa e buonanotte; l'unico colpo di scena è quello dove Haru si dichiara su due piedi, ma dopo diventa tutto annoiante; forse qualche comportamento da adolescente ingenuo rende le puntate più divertenti, ma niente di più. In ogni storia c'è una corda che afferri perché senti il bisogno di seguirla, qui invece quella corda non c'è e rimani deluso.
I personaggi sono mal costruiti, mancano di originalità e soprattutto non trasmettono nulla, a parte qualche scena che riesce a svegliare qualcosa, ma non basta; qualche scena amorosa evidenziata dal buon comparto sonoro non basta per farmi cambiare idea.
Il comparto visivo mi è piaciuto molto, i disegni sono belli e le animazioni sono accettabili - ad esempio le espressioni facciali sono molto reali e mi hanno coinvolto.

In conclusione, "My Little Monster" presenta qualche difettuccio e per questo non lo consiglierei, ma rimane il fatto che di positivo c'è qualcosa, e quindi, senza aspettative, può esser visto tranquillamente, così poi darete voi un vostro giudizio.


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hakodate93

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Secondo i canoni classici degli shoujo, intesi come love story tra ragazzi adolescenti, una ragazza col complesso della Cenerentola di solito si innamora del tipico principe azzurro. Non è il caso di "My Little Monster", dove una ragazza sciatta e dal carattere burbero si innamora di un compagno di classe dalla rissa facile.

La storia inizia quando una professoressa chiede a Shizuku di recarsi da Haru per convincerlo a frequentare la scuola, pena la ripetizione dell'anno scolastico. Grazie a questo incontro entrambi cambieranno, riuscendo ad aprirsi agli altri e a fare nuove amicizie.
Tralasciando l'annosa questione degli adolescenti giapponesi incapaci di fare amicizie, la trama in sé risulta essere discreta, nonostante la poca originalità. Eppure, trascorse le prime puntate, la sceneggiatura è così mediocre da spingerti a pensare che il potenziale della storia c'è, ma non è sfruttato, e che l'anime risulta infine essere quasi un fallimento.

I due protagonisti, pur essendo interessanti nella loro atipicità, alla lunga sono irritanti; Haru è così manesco che, quando è in preda alla gelosia e alla possessività, colpisce l'amata con pugni e oggetti vari. Un soggetto del genere è da rieducazione ed è il motivo principale per cui ho detestato quest'anime. Avrei preferito invece una love story con Yamaken, soggetto ambiguo ma più adatto a una ragazza con la testa sulle spalle come Shizuku. Amica della coppia è Natsume, ragazza complessata che ha una cotta per un adulto, rapporto questo che poteva avere del vero potenziale, ma lasciato in sospeso.
La sfera amorosa di Natsume non è la sola ad essere stata trattata con superficialità e senza approfondimento. Il rapporto difficile tra Haru e suo padre (e suo fratello) non ha una spiegazione; si intuisce solo che il fratello lo odia (o lo invidia), ma non si capisce il perché. Dicasi altresì per la zia di Haru, la madre in carriera di Shizuku e la capoclasse secchiona, altro personaggio trascurato. Nota invece d'onore per Yuu, personaggio simpaticissimo che porta una ventata d'allegria nella seconda parte.

L'anime è appena sufficiente anche nel comparto tecnico: grafica accettabile ma non priva di difetti, e colonna sonora anonima e senza mordente.

Consiglio la visione solo agli amanti delle love story tra studenti, con gag dalla comicità spicciola e demenziale, e che si accontentano di un comparto tecnico accettabile ma criticabile.


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Eversor

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
Sono o non sono un tipo da commedia sentimentale? Personalmente non lo so nemmeno io; alcune le ho apprezzate e viste con grande piacere, altre però non sono riuscito proprio a digerirle. "My Little Monster", a mio avviso, è una via di mezzo, che si piazza tra una piacevole visione e il rimpianto per una storia non del tutto soddisfacente.
Uscita nel 2012 e composta da tredici episodi, quest'opera può essere benissimo posizionata nel reparto del supermercato di "commedie sentimentali". Classica nella storia, ma non del tutto nella forma, come vedremo in seguito.

Haru Yoshida e Shizuku Mizutani sono la coppia principale, nonché i protagonisti di questa storia: il primo è energico, solare e, perché no, anche un pochino tonto. Tutto il contrario della più o meno bella Shizuku, che con le sue codine da studentessa modello e il suo atteggiamento da perfetta scolaretta si è dedicata anima e corpo alla sua carriera scolastica. Insomma, la coppia più improponibile e inimmaginabile dell'universo, che, di fatto, si formerà in seguito alla richiesta di un'insegnante. Shizuku dovrà consegnare i compiti arretrati ad Haru, che, dopo la sospensione per rissa, non si è più presentato a scuola. Non è stato amore a prima vista, più che altro le continue richieste e l'assillante presenza di Haru forzeranno l'arrugginita serratura del cuore di Mizutani, che a poco a poco comprenderà di amare anche lei il suo bislacco compagno di classe. Un storia d'amore che, effettivamente, non si capisce bene se inizia o no, anche perché prima Shizuku chiede del tempo ad Haru per riflettere bene, poi invece è Haru ad affermare di non saper bene identificare i sentimenti che prova verso la fanciulla. Insomma, in un modo o nell'altro la coppia (già consacrata da tutti) dovrà attendere ancora un po'. Un attesa quanto mai divertente, visti i compagni che incontreranno nel loro cammino e le esperienze divertenti che vivranno insieme.

La trama è la più classica delle storie d'amore e, sebbene alcuni elementi innovativi, non è che si distacca più di tanto dagli standard. Lui, lei, e aggiungiamoci pure un pretendente maschio, che verrà irrimediabilmente respinto (altrimenti che storia d'amore è!).
I personaggi li ho trovati piuttosto piatti, privi di quella brillantezza riscontrabile in altre opere: simpatici, allegri e vivaci, ma, in fin dei conti, poco "ad impatto". L'unico che forse si salva è Kenji, il biondino tanto arrogante, che scoprirà di essersi a sua volta innamorato di Shizuku, l'unico che subisce una crescita e mostra dei sentimenti interessanti, capaci di appassionare e colpire nell'anima. Prima il suo rifiuto personale, la sua battaglia interiore per non innamorarsi ancora di più della ragazza; poi la triste approvazione di questa sua passione e il suo tentativo di non mostrarla agli altri.
Per quanto riguarda gli altri: Asako Natsume, la bella ragazza che s'innamorerà del cugino di Haru (ben più grande di lei) sarebbe anche intrigante, se non si abbandonasse ad atteggiamenti fin troppo stupidi. Souhei Sasahara è un'ombra nella storia, per nulla in grado di trovare una sua effettiva collocazione.
Bello era lo scontro tra Haru e il fratello, ma purtroppo verrà risolto in maniera troppo svelta e sbrigativa.

La grafica può essere invece considerata un buon elemento positivo, perché, a differenza di molte altre commedie romantiche/sentimentale, non ci si abbandona a colori tenui e annacquati, ma si preferiscono toni molto accesi e brillanti. Certo, i personaggi sono realizzati con il classico stile shoujo, ma in fin dei conti non è per forza un elemento negativo.
Carine le musiche, anche se non riescono a colpire più di tanto, mantenendo ritmi tranquilli, e buoni i doppiaggi.

E dunque? Dopo questa recensione rimango io stesso in dubbio sul giudizio complessivo: non mi sono annoiato durante la visione, ma, d'altra parte, non è che meriti un voto così alto. Sufficiente sicuramente, ma poco di più. "My Little Monster" è una di quelle opere che, se meglio realizzata, avrebbe potuto rendere molto di più. Le premesse erano buone, ma non sono state riconfermate nello svolgimento dei tredici episodi.
Un serie piacevole, in cui succede poco o nulla.

Voto finale: 6 più


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ElyCChan

Episodi visti: 13/13 --- Voto 7
"Tonari No Kaibutsu-kun", più noto come "My Little Monster", è un anime di tredici episodi prodotto nel 2012 ed è tratto dall'omonimo manga di Robico. I protagonisti di questa storia sono Shizuku Mizutani e Haru Yoshida, due ragazzi tanto particolari e alquanto strani: Shizuku, infatti, è una patita dello studio, tutto il resto (come gli amici, lo sport, il divertimento...) è di poca importanza e sembra non provare emozioni; il protagonista maschile invece a primo impatto sembra, ed effettivamente è, un tipo violento, marina la scuola ed è un credulone, infatti è spesso beffato dal gruppetto dei suoi amici bulli. Il fatidico incontro tra questi ragazzi totalmente opposti tra loro avviene grazie a un'insegnante, che affida a Shizuku il compito di convincere Haru a tornare a scuola. In qualche oscura maniera ci riesce e Haru torna a frequentare il liceo, seppur con qualche difficoltà iniziale. Tra i due nasce l'amore (strano, vero?) e nel frattempo compaiono le prime amicizie. E la storia va avanti spensierata e felice, ma si può dire lo stesso dello spettatore?

Il primo impatto che offre questo anime è certamente positivo: grafica curata, colori brillanti, opening ed ending simpatiche e orecchiabili, umorismo, il carattere dei personaggi... La trama è tipica dello stile shoujo scolastico, ma comunque incuriosisce. I primi episodi sono spensierati e si guardano tranquillamente: tutto viene raccontato con i tempi giusti, una cosa alla volta, e i personaggi secondari iniziano ad aggiungersi piano piano. Procedendo con la storia la trama frena bruscamente e non sembra evolversi dal punto di vista dei protagonisti, ma prende una strada secondaria e preferisce definire le comparse e i personaggi di sfondo. Alla fine lo spettatore si trova una storia incompiuta o senza un finale che può essere immaginato. Per sapere il finale della storia bisogna andare a leggersi il manga, che descrive l'evoluzione dei protagonisti e il loro lieto fine. Dunque si passa da una visione godibile e divertente alla noia più assoluta, nella speranza che qualcosa sconvolga la trama, ma purtroppo non è così.

Trovo questa breve serie un'occasione mancata, sicuramente con più episodi la trama si sarebbe ampliata notevolmente. Il potenziale c'era, ripeto (grafica, colori e umorismo mi sono piaciuti un sacco). Una seconda serie potrebbe (o avrebbe potuto, nel caso non fosse in programma) coprire le lacune di questi episodi. Sei/sette, nella speranza di un continuo.


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Melany

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Due sono le caratteristiche che rendono una commedia scolastica ben riuscita o quantomeno piacevole: i personaggi e la comicità. Ma cosa succede se nessuno di questi elementi funziona? Succede che subentra la noia e la ripetitività. Ebbene sì, in "Tonari no Kaibustu-kun", che in Italia conosciamo col titolo "My Little Monster" grazie alla pubblicazione del fumetto da parte della GP Manga, il tedio regnerà sovrano dopo i primi episodi di puro divertimento. Mi dispiace dargli l'insufficienza, perché l'incipit è carino e i personaggi all'inizio risultano simpatici; speravo che tutto rimanesse tale fino alla conclusione. Purtroppo con l'avanzare degli episodi si è rivelato sempre più deludente, anche se ha comunque i suoi lati positivi.

La protagonista è Shizuku, una studentessa modello con l'aria perennemente seria che pensa unicamente a ottenere voti alti e andare bene a scuola. Il suo comportamento diligente fa sì che i professori si fidino di lei, così un giorno la incaricano di portare i compiti al compagno di classe di nome Haru, il quale è assente da giorni a causa di una rissa che l'ha portato a un'espulsione. Da quel momento non ha più voluto mettere piede in aula perché temeva di non sopportare gli sguardi degli altri. Il ragazzo ha un carattere selvaggio e quasi intimidatorio, per questo la gente se ne tiene alla larga, ma Shizuku sarà la prima persona che riuscirà a fargli cambiare idea sul suo conto. Fu così che iniziarono le loro peripezie.

Scorrevole e frizzante, le premesse per creare una divertente nonché fresca storia d'amore c'erano tutte; dico c'erano, perché poi sono svanite, a partire dall'atmosfera leggera e gradevole alla caratterizzazione dei due protagonisti. Haru e Shizuku, ma più Shizuku che Haru, dopo un po' cominciano a stufare coi loro comportamenti assurdi. Lei, benché potesse sembrare una protagonista atipica degli shoujo, con la sua freddezza e in particolare la sua incoerenza, ha rovinato gran parte della godibilità della serie. Non si capisce se ad Haru ci tiene veramente, viste le numerose volte che l'ha rifiutato e le altrettante volte in cui pareva accettarlo. Il coprotagonista, d'altronde, oltre ad appiccicarsi come un koala e dichiararsi mille volte, altro non sapeva fare. In tutto questo prevale la monotonia delle loro gag, che tanto avevo apprezzato agli inizi, quando i siparietti erano ancora tutti divertenti e nuovi. Per esempio, la scena in cui Haru colpisce accidentalmente la sua amata, quante volte l'hanno mostrata all'interno di quei tredici episodi? Tante, quante sono le dichiarazioni d'amore di Haru.
I rivali in questa serie sono alquanto insipidi, diciamo pure futili, poiché non contribuiscono a niente, tanto che ci siano o no tutto rimane com'era prima. Poveri Chizuru e Yamaguchi, che perdono prima ancora di mettere zizzania nella coppietta. Invece, quelli che si sono sempre fatti amare e rispettare sono gli amici di Haru e Shizuku, ovvero l'energica Natsume, il dolce Sasahara e l'adulto Mitsuyoshi. Interessanti anche le vicende che li riguardano. Senza di loro, probabilmente il giudizio sarebbe più basso.

Il chara design è tra i punti favorevoli dell'opera, molto carino e proporzionato da vedere: ogni personaggio è ben distinguibile e i anche i colori sono amalgamati bene. Ho visto di meglio per quanto riguarda i fondali, ma dopotutto storie ambientate prevalentemente dentro edifici scolastici non puntano granché sugli sfondi. Sigle normalissime e doppiaggio non troppo incisivo. Diciamo pure che l'intera opera non è troppo incisiva, nonostante abbia avuto i suoi attimi di gloria.


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npepataecozz

Episodi visti: 12/13 --- Voto 5
In una di queste sere vagavo, come al solito, fra vari siti alla ricerca di un anime che potesse alleggerire un pò il peso di una giornata fatta solo di pratiche e scartoffie d'ufficio. Dopo aver cercato per un bel pezzo, la mia attenzione si soffermava sulla scheda di questo titolo; ciò che attraeva maggiormente la mia curiosità era l'apparente contrasto fra il suo nome, "il mio piccolo mostro", e il genere a cui apparteneva, ossia quello scolastico/sentimentale. Dalla lettura della scheda, in particolare, mi aspettavo di trovarmi di fronte ad un titolo che prendesse spunto da Kimi ni Todoke e simili; e così, dato che nonostante l'età sono ancora un sentimentale, ho deciso di accordargli una possibilità.
Dopo averne terminato la visione sono giunto a due conclusioni: la prima è che i titoli da cui questo anime prende ispirazione erano effettivamente quelli che mi attendevo; anzi questo "My little monster, si spinge fino a incorporare elementi che furono di un altro anime che ho amato tantissimo, ossia Kare Kano. La seconda conclusione è che tutti questi spunti sono stati messi assieme davvero molto male, dando vita ad una trama che alla lunga si è dimostrata essere estremamente sconclusionata e, cosa ancor più grave, decisamente pedante.
Shizuku è una ragazza fredda e cinica, il cui unico interesse è massimizzare il proprio rendimento scolastico. A seguito di un evento estremamente banale (la consegna di appunti sulle lezioni) fa conoscenza con Yoshida, una persona dal carattere difficile e dal temperamento violento che, per motivi che la ragazza non riesce subito a spiegarsi la prende immediatamente in simpatia. Col passar del tempo (poco per la verità) Shizuku scoprirà che Yoshida, in realtà, è un ragazzo sensibile ed altruista anche se, come diremmo dalle nostre parti, indubbiamente ha qualche rotella fuori posto. I due cominceranno un rapporto complicatissimo da cui alla fine sboccerà il più classico dei... no scusate non l'ho mica capito cosa è sbocciato dal loro rapporto. Mi astengo dal dare un'opinione in merito.
My little monster presenta una grafica modesta ma nella sostanza passabile ed una colonna sonora che sicuramente non farà mai parlare di sé; ma il suo peggior difetto, inutile girarci attorno, è proprio la sceneggiatura.
In primis: questo anime poteva concludersi senza troppi rimpianti dopo solo quattro-cinque episodi. La situazione era, a quel punto, già completamente definita ma si è voluto andare avanti sfruttando una serie di espedienti goffi e inverosimili trasformando anche quanto di buono era stato fatto fino a quel momento in qualcosa di inutile ed assurdo. In secondo luogo, poi, la psicologia dei due personaggi principali proprio non convince: si saranno detti "ti amo" almeno una ventina di volte in un modo e nell'altro eppure non si mettono mai assieme per motivi che appaiono, spesso, davvero stupidi e insensati.
E dire che nei primi episodi qualcosa di buono si era visto: niente di trascendentale ma la visione era godibile e gli stessi due protagonisti facevano la loro degna figura grazie anche alle loro stranezze che li rendevano un po' diversi rispetto alla massa. Poi, però è cominciato un declino costante: e parlo sia della qualità dell'anime sia della mia voglia di seguirlo dopo una noiosa giornata di lavoro. E, inevitabilmente, anche il mio giudizio complessivo è calato con essi.


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ValySkye

Episodi visti: 13/13 --- Voto 9
Trovo che questo anime sia molto particolare e quindi anche il modo di giudicarlo deve essere altrettanto particolare, nonostante la sua particolarità stia proprio nel fatto che le relazioni e le interazioni descritte siano molto umane. Mi spiego meglio.

Partiamo dal fatto che l'intreccio in sé non ha nulla di nuovo: c'è la classica coppia dei personaggi principali, lei fredda, lui super dolce e carino con lei ma intrattabile con il resto del mondo, la classica coppia di personaggi secondari, lei la solita ragazza carina e lui un ragazzo normale a cui piace il baseball e infine la solita coppia di antagonisti, la rivale di lei calma e
posata, il rivale di lui il belloccio di turno.

Il punto "di svolta" è che tali personaggi che possono essere facilmente riconducibili al cliché, sono trattati e sviluppati in una maniera sì coerente, ma oserei dire un po' "fuori dalle righe" e sicuramente "non shojo".

Cominciamo con la protagonista, Shizuku, la quale è la prima volta che si confronta con una situazione imprevista, di cui non conosce la risposta; molte persone l'hanno criticata per il suo "tira e molla" con Haru, ma in realtà è questa la cosa che la rende speciale. Lei non è incondizionatamente innamorata del protagonista, e non ha nemmeno un rifiuto totale dei suoi sentimenti: semplicemente, non sa come gestirli. Per lei è importante studiare, però si rende conto di voler avere una relazione più o meno intima con Haru, ma è insicura perché questo potrebbe danneggiare l'altro suo valore. E' normale essere indecisi, è normale ritornare sui propri passi e pensare alle proprie parole, è normale commettere errori. Come, d'altronde, è normale riconoscere in un tempo relativamente breve di aver sbagliato, ed è altrettanto normale scusarsi con la parte lesa. Ed è proprio questo che succede a un certo punto dell'anime. Inoltre, Shizuku non pensa a Yamaken, il rivale, in termini romantici nemmeno per un momento: nonostante questo, però, riconosce che ha un certo fascino (perché è innegabile che il suo personaggio sia quello con quel ruolo), riconosce che è una persona intelligente e per questo spesso ricerca i suoi consigli, ma comunque non se ne innamora. Ha un'alta stima di lui, lo rispetta, lo considera bello, ma non se ne innamora. Perché, udite udite, è possibile rispettare e trovare bella una persona pur senza doverla per forza amare! Incredibile, vero?
Per quanto riguarda Haru, il discorso è simile. Anche lui rimane coerente con se stesso, anche se in modo differente da Shizuku. Lui è una persona molto impulsiva, crede di amare Shizuku per la vita, ma siccome è anche un codardo, quando vede che l'altra parte è interessata si pone delle domande, indietreggia, per paura di commettere errori. Anche quando viene a contatto con la rivale di lei, Oshima, ha dei dubbi, si chiede quali siano i suoi sentimenti. Ma nonostante ciò, ne viene comunque a capo, e, cosa importantissima, da' una risposta chiara e limpida, non lascia niente di non detto.
Per quanto riguarda Natsume, che sembrerebbe la classica amica carina della protagonista, è particolare a modo suo. Innanzitutto, per un po' la sua amicizia è a senso unico, poi anche lei ha diversi problemi che non la rendono propriamente la femme fatale classica degli shojo.
Poi ci sono Yamaken e Oshima, i due rivali: uno troppo orgoglioso per accettare i suoi sentimenti e, soprattutto, troppo orgoglioso per accettare una sconfitta che sa già essere tale fin dall'inizio e l'altra che non ha bisogno di niente in cambio del suo amore.
Personalmente, credo che i personaggi della serie siano molto particolari e che le vicende, le tipiche vicende da shojo, diventino molto interessanti viste con la chiave di lettura che ci da ognuno di loro.
Un'altra cosa che vorrei sottolineare è che il tema principale di questo anime è la solitudine. Tutti i personaggi sono soli. E tutti i personaggi reagiscono in modo diverso a questa solitudine.
Shizuku è sola, ma è sola perché ha scelto di esserlo. Lei ha altre priorità rispetto agli altri, ed è per questo che è sola. Quando incontra Haru i suoi valori cambiano e con questo anche la sua percezione della solitudine, per questo comincia a farsi diverse domande. Personalmente, mi sento molto vicina a questo personaggio e comprendo molte delle sue reazioni proprio per questo motivo; per questo credo che Shizuku non sia la classica tipa fredda e stronza, ma che nel suo personaggio ci sia qualcosa di più.
Anche Haru e Natsume sono soli, ma la loro solitudine è data dal fatto che loro sono "diversi", forse anche un po' scomodi per gli altri. Haru non riesce a controllare le proprie emozioni e la propria forza, Natsume non riesce a capire ciò che le succede intorno. A differenza di Shizuku, loro non sono accettati dagli altri per una loro caratteristica intrinseca, non per una loro scelta, e quindi cercano disperatamente la compagnia e l'accettazione altrui, spesso con risultati disastrosi. Perché si, non sempre quando si prova si riesce, e questo Natsume lo imparerà meglio di chiunque altro.
Anche Yamaken è solo, ma il tuo tipo di solitudine è più vicino a quello di Shizuku: lui sceglie di essere solo, perché non ritiene che gli altri siano all'altezza. E per una volta che trova qualcuno di "degno", è quel qualcuno a non accettarlo.
Oshima è sola perché ha paura del giudizio degli altri e per codardia, è restia a cercare il contatto. E' proprio per questo che trova in un altro codardo qualcuno con cui confrontarsi, ma comunque non è invidiosa di Shizuku, perché rimane comunque una ragazza intelligente e molto consapevole dei sentimenti altrui, visto che è proprio quello il motivo che la spinge a rimanere in disparte.

In generale, il tema portante della solitudine è sviluppato benissimo e sotto diversi aspetti.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, le animazioni sono davvero buone, gli sfondi non sono dei migliori, ma i personaggi sono gradevoli da guardare.
Per quanto riguarda la colonna sonora è davvero azzeccata, il tema sonoro portante dell'anime è riproposto in più versioni a seconda del momento e trovo che sia davvero una cosa azzeccata con il suo modo di fare.

In conclusione, è un anime che consiglio assolutamente di vedere. Ovviamente, teniamo presente che è uno shojo, quindi non ci saranno tante filosofie sul perché si vive o temi pesanti. Ma, nonostante sia uno shojo, si distingue proprio per le tematiche che porta e per come sono affrontate; credo che, nel suo genere e nella mia classifica, sia secondo solo a Host Club e Skip Beat, che comunque considero serie "sui generis" per quanto riguarda la categoria anime sentimentali.


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Piuma

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"My Little Monster" si presenta al meglio: una grafica vivace e accattivante, di quelle che renderebbero godibile perfino il peggio dell'animazione giapponese.
La trama, per quanto carina, non sa proprio di nuovo: protagonista dell'anime è Shizuku, insensibile liceale unicamente interessata al proprio rendimento scolastico. La volta in cui viene invitata a portare, sotto consiglio della professoressa, allo sconosciuto vicino di banco i suoi appunti, si ritrova davanti Haru, stranissimo ragazzo espulso dal liceo perché coinvolto in una rissa a inizio anno. Non sembra cattivo, giusto un po' bizzarro: Haru, da sempre privo di qualsivoglia rapporto umano, scambia il cortese gesto di Shizuku come un plateale segno d'amicizia. Nasce quindi un intricato rapporto tra la solitaria studentessa modello e l'emarginato ragazzo-bizzarro. Sì, qualcosa di originale c'è, ma di base non sembra troppo distante da molte altre commedie scolastiche.

L'anime è incentrato proprio sulla solitudine. Una tematica interessante e trattata in modo molto convincente.
Lui è solo perché strano. Lei è sola perché insensibile. L'altra lei - amica dei protagonisti - è sola perché tanto bella da essere odiata dalle altre ragazze, e al contempo terrorizzata per l'inevitabile attrazione che provoca negli uomini. Infine, Oshima: sola perché eccessivamente timida. "My little Monster" le affronta tutte, e non ne sottovaluta nessuna.
Detto ciò, c'è da dire che il coinvolgimento nell'anime scema verso gli ultimi episodi. Tutta la trama s'incentra direttamente nel primissimo episodio, spianando la strada a una storia che sarebbe potuta essere veramente avvincente, ma che rischia spesso di cadere nel banale. Alla fin fine non crolla mai totalmente, i costanti tira e molla di Shizuku e Haru sono giustificati dall'inesperienza, e lo stravagante carattere di Haru si rivela ogni episodio più complesso e disarmante. I retroscena sulle loro vite passate sono un po' lasciate in sospeso: sappiamo cosa sia successo, soprattutto per quanto riguarda Haru, ma mi sanno un po' d'incompiuto.
I personaggi secondari sono profondi e ben caratterizzati, ciascuno di loro ha un suo perché nella trama, ma soprattutto reggono in confronto allo spessore dei due protagonisti. Non sempre si riesce a valorizzare pure chi è estraneo alla coppia centrale, ma in "My little Monster" alle volte si ha quasi l'impressione di conoscere meglio Asako - la bella e sola - di Shizuku. Haru, poi, non ne parliamo, le ha tutte: violento, buono, simpatico, divertente, sciocco, intelligente, ingenuo, possessivo, geloso…c'è una tale confusione in questo protagonista, che al confronto molti altri personaggi minori sono infinitamente più chiari!

<b>Contiene spoiler!</b>
Nonostante ciò, i suoi problemi l'anime ce li ha. Il peggio è già stato citato: verso gli ultimi episodi, perde molto del suo coinvolgimento. L'ultimissimo, poi, è una mezza delusione: non di quelle che ti annientano totalmente, ma stai lì a guardare sti due fissare il cielo, nell'ultimissima scena, e ti chiedi: "e quindi? Tutto qui?". No, perché è davvero buttato lì, come finale. Si sarebbe potuto gestire meglio, come anime: prima che quei due si mettano insieme devono dichiararsi una mezza dozzina di volte, e anche quando ormai sono sicuri di piacersi a vicenda, lei lo allontana perché vuole studiare e lui porta avanti scenate di gelosia ai limiti della sanità mentale. E se la storia s'incentra principalmente su questo, l'anime non può che perdere punti. Infatti penso che meriterebbe un sette, più che altro, ma la tematica della solitudine è talmente interessante e trattata in modo così approfondito, che l'otto glielo do lo stesso.


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MeP

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Ho "divorato" quest'anime in due giorni sperando che, arrivata al finale, mi sorprendesse, ma così non è stato. Era partito veramente bene, con una trama che sembrava scontata ma che poi è risultata abbastanza originale. I personaggi sono interessanti: spiccano fra loro la protagonista, che non è la solita ragazza insicura che si fa trascinare dai sentimenti che prova ma rimane vigile e ambiziosa. Anche i personaggi secondari funzionano, soprattutto Natsume, la super bella ragazza che (per me è la prima volta che capita una cosa del genere) odia la propria bellezza. La trama inizialmente presagiva un finale scontato ma quanto meno sorprendente ed invece sembra si sia via via persa, concentrando tutto l'ultimo episodio sulla ricerca di un gallo, che poi si è dimostrato essere una lucciola, sprecando totalmente quei venti minuti in cui poteva esserci la svolta tanto attesa. In compenso i disegni sono apprezzabilissimi, e le musiche carine. Non ho ancora verificato se l'anime si attenga al manga o meno, ma spero proprio di no. Dovesse esserci una seconda serie mi auguro sia incentrata sulle storie fra i personaggi e non sulle pazzie di Haru e sulla sua gelosia (cosa che ha assorbito tre episodi su dodici, quando ne bastavano al massimo due). Mi ha delusa molto.


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irishman

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Questo anime è uno dei più inequivocabili esempi di come non sempre degli ingredienti di prima qualità, portino a un risultato eccellente, quando a mancare è un riuscito amalgama che li fonda insieme. Se infatti esaminiamo le varie componenti che strutturano questa serie possiamo rilevare con malcelata soddisfazione che il lavoro degli autori è stato davvero eccellente. Ma andiamo con ordine, partendo dall'aspetto grafico. Da questo punto di vista questo anime è realmente un piacere per gli occhi, non a caso in uno dei commenti ai primi episodi, ho definito il comparto visivo letteralmente "stiloso", con personaggi dettagliatissimi, dai colori sempre azzeccati, dal tratto particolare, ma sempre preciso e puntuale. In particolare l'aspetto dei protagonisti dell'anime è stato reso con un riuscitissimo mix tra realismo e stile cartoon, che ho trovato decisamente fuori dagli schemi classici, ma ben realizzato.
Se gli occhi godono, anche le orecchie non si possono lamentare visto che la opening si presenta con un orecchiabilissimo motivo, e anche gli accordi della OST sono davvero ben assortiti con le immagini che scorrono sullo schermo, proponendo a seconda delle situazioni, note dal tratto scanzonato, o più seriose.
Anche i personaggi non sono da meno, proponendosi come attori credibili di una commedia scolastico-sentimentale. Tra tutti svetta Shizuku, classica ragazza matura, seria, responsabile, che inizialmente indifferente e refrattaria a sentimenti come amicizia ed amore, finirà piano piano, per farsi coinvolgere da essi, trascinata dall'altro mattatore della serie, Haru, suo folle spasimante, che entrerà nella sua vita con la delicatezza di un fiume in piena. Tra tutti i personaggi proprio Haru, risulterà il meno credibile, con eccessi davvero demenziali e deliranti, nel suo comportamento, mentre anche i comprimari mostreranno sempre coerenti e interessanti lati del proprio carattere; prima tra i co-protagonisti, la dolcissima Natsume, nel suo disperato bisogno di rapportarsi con amici veri.
Con questo "ben di dio" messo in campo, la domanda che sorge immediatamente è di conseguenza cosa non abbia funzionato, visto che l'anime, almeno per la mia valutazione, non raggiunge la sufficienza.
Il problema è il ritmo, il dipanarsi degli eventi che vanno a scrivere la trama. Se infatti l'anime parte letteralmente "con il botto", con l'arrivo del dirompente Haru nella tranquilla vita di Shizuku, da lì in poi l'anime pare spengersi lentamente, ma inesorabilmente, arrivando stancamente ad un desolante ultimo episodio. L'impressione che l'anime dà è quella di aver sparato tutte le cartucce che aveva nei primi minuti della serie, e una volta finiti gli spari, gli autori sembrano non poter far altro che cadere nel banale e noioso.
Concludendo, una serie che pur presentandosi con tutte le carte in regola, non riesce assolutamente ad emergere dalla massa degli anime scolastici-sentimentali, finendo così, con molto rammarico da parte mia, per andare ad aumentare il numero di prodotti analoghi, che non rimarranno decisamente nella memoria degli appassionati.


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Wildflower.2

Episodi visti: 11/13 --- Voto 7
Ero partita con grandi aspettative per questo anime, sia perché la trama mi sembrava particolare e piacevole, sia per i disegni molto belli, e sia perché il trailer era simpatico, ma mi sono dovuta (in parte) ricredere in questa prima serie di "Tonari no Kaibutsukun", conosciuta anche in Italia per il manga "My Little Monster".
Cos'è che (non) è andato dunque?
Questo anime di per sè aveva grandi potenzialità: innanzitutto una trama che, pur basandosi sulla solita atmosfera scolastica, che lascia presagire la solita boiata "shojamente adolescenziale", sembrava sviluppare protagonisti piuttosto particolari, come Shizuku, "secchiona" patita dello studio, alla quale non importa di avere amici e si mostra fredda e passiva con gli altri; e Haru, il "monster", ragazzo che era stato sospeso da scuola per una rissa, al quale la nostra protagonista si ritrova a portare i compiti a casa. Via via anche i personaggi secondari sembrano rimarcare uno spessore sempre più profondo, ma alla fine non si giunge mai ad una vera svolta dei fatti, i personaggi sembrano muoversi in tondo, girano e rigirano sulla stessa questione senza sorprendere troppo lo spettatore. E' anche vero che il mio è un giudizio soggettivo e forse ero partita con troppe aspettative, ma avrei gradito scene più divertenti ed esilaranti in primis (come lasciava trasparire il trailer) e poi un pizzico di profondità in più, che già sembrava voler emergere, e infine più momenti "love-love".
Questi punti dovevano essere ben sviluppati già da questa prima serie (si lascia intendere benissimo infatti una seconda serie, anche perché il manga è ancora in corso), per evitare che l'anime diventi troppo lento.
A parte questo "Tonari no Kaibutsukun" è un anime piacevole, che ha una buona grafica, dei bei disegni e nel complesso una trama discreta.


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Nae

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Anime che riesco solo a definire come ingannevole. Shizuko mi ha fregato, per dirla in breve. La protagonista femminile che non si frigna addosso e chiaramente sociopatica mi ha illuso che poteva esserci qualcosa di diverso.

Veniamo alla trama, una protagonista fuori schema, la secchionissima Shizuko, vive per i voti scolastici ed essere la numero uno accademicamente. Il suo sogno è emulare la madre, donna in carriera che non conosce il fallimento. L'incontro con Haru, il bullo della scuola dal passato travagliato (scontatissima sta cosa) causa famiglia potente, dalle odiose restrizioni e pretese, porta alla nascita di una coppia improbabile, ma inizialmente molto divertente. I due sono due mondi a parte che non riescono a capirsi ma sono reciprocamente affascinati, non subito innamorati all'inizio è solo curiosità solo poi entrano in gioco i sentimenti ed è proprio questa la sorpresa, era credibile, nella comicità esagerata del tutto ovviamente.
Di fatto la trama mostra vicende inizialmente divertenti che via via diventano ripetitive e dall'esito scontato, anche l'introduzione di un possibile triangolo che potrebbe palesare un'analisi psicologica più attenta delle tre mentalità in esame non riesce a risollevare la monotonia della procedura: evento, confronto, casino, comprensione, tutto come prima.
I personaggi di accompagnamento, la classica cricca che si crea intorno alla coppia centrale lasciava ben sperare ma anche loro si perdono nel ciclo eterno della "procedura" e gli spunti positivi vanno a farsi benedire. A poco serve l'introduzione di indizi sul passato di Haru, i suoi drammi con il fratello e come mai del tutore fuori schema con cui ha voluto vivere. Di fatto sembra che a nessuno interessi nulla, se non il minimo sotto la superficie. Tremendo che solo alcuni comprimari cercano di scavare qualcosa mentre i protagonisti si perdono nel loro ciclo eterno scandito dagli esami o sessioni di studio che Shizuko deve affrontare.

Il comparto tecnico è un medio basso, il tratto non è bruttissimo a dire il vero ed ho apprezzato la bruttezza di Shizuko: non è per niente "bellissima sotto mentite spoglie" ed è inoltre non curata e non intenzionata a curarsi, il che dava un di più al tutto, ma purtroppo la trama non ha sostenuto questi dettagli positivi. Le musiche sono insignificanti, perfettamente dimenticabili come opening ed ending.

Sconsigliatissimo e anche qui, se ci sarà una seconda serie dubito mi avrà tra i suoi spettatori.


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Whooki91

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
In questa stagione autunnale, "Tonari no kaibutsu-kun" mi ha risollevato il morale dopo che "Say I love you" lo aveva mandato sottoterra. Un anime divertente (e demenziale per certi sensi) che mi ha fatto ridere dal primo episodio: Shizuku, la kuudere per eccellenza, che pensa solo a studiare, ignorando la sfera dei sentimenti come l'amicizia e l'amore. Un giorno conosce Haru che pur essendo una testa calda, ignorante nei rapporti umani, è più abile di lei nello studio. Due opposti che in qualche modo si attraggono, impareranno a capire i sentimenti che proveranno l'uno verso l'altra.

Sono sicura che faranno una seconda stagione perché le immagini del primo episodio non sono state ancora chiarite: le lacrime di Natsume e la furia di Haru. Inoltre è un peccato sospendere così un anime con tanti vuoti come la coppia Haru e Shizuku che non ha concluso nulla (anzi se uno faceva un passo avanti l'altro né faceva venti indietro). Yamaken è un personaggio interessante come lo è anche il fratello di Haru, entrambi meriterebbero più attenzione. Natsume si è dichiarata a Mitsuyoshi e sarebbe bello vedere come va avanti la cosa. Lo stesso per Sasayan che è palesemente interessato, ma segue la vicenda esternamente.

Se verrà fatta la seconda stagione darò un giudizio definitivo


 4
ReiRan->--@

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
My Little Monster è l'anime del circolo vizioso, immaginate un punto di partenza e tracciate il perimetro di un cerchio, be' la trama progredisce, ma poi finisce inesorabilmente per ritornare al punto di partenza. La linea narrativa non avanza realmente, resta sempre chiusa entro questo immaginario cerchio. Riflettendo sull'intera serie ho notato paradossalmente che gli eventi hanno avuto un insolita accelerata già nel primo episodio, per poi non andare mai oltre l'evoluzione dei fatti avvenuta in esso, ma al limite sono regrediti, almeno per quel che riguarda l'avanzamento del rapporto dei due gamberi - volevo dire protagonisti -. Quando va lui alla carica, lei si ritrae; quando è lai ad essere sicura e pompata, è lui che fa qualche cosa per rovinare tutto.

Certo la coppia a prima impressione può suscitare simpatia, tuttavia dopo un po' le gag diventano sterili e ripetitive. Quanto si può insistere sul carattere distaccato di Shizuku, secchiona ossessionata solo dai voti alti, e incurante di qualunque cosa/persona la circondi? Quanto si può insistere sul carattere del matto sociopatico ed impulsivo Haru, che prende tutti a pugni? Se penso a due persone di questo genere nella realtà mi viene da rabbrividire.

Trovo al contrario più interessanti i comprimari, in particolare sarebbe stata più carina una storia basta sul trinagolo Yuuzan-Natsume-Mitsuyoshi, forse qui se ne sarebbero viste delle belle.

Sugli antagonisti, stendiamo un velo pietoso, non reggono la scena, e poi diciamolo chiaro, non hanno alcuna speranza, soprattutto perché, sia Ooshima, che Yamaguchi, sono dei grandissimi auto-sabotatori, l'una ha una coscienza troppo sviluppata, l'altro invece ha un ego troppo gigante… remore ed orgoglio impediscono loro di perseguire realmente ciò che vogliono.

In definitiva, non consiglierei questo anime, non porta a nulla, ed ha un finale sospeso per aria, passate il vostro tempo in modo più proficuo!
Ps: ma chi è che adotta un gallo come animale domestico?


 6
Amaterasu

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
"Tonari no Kaibutsu-kun" (letteralmente "Il mio vicino mostro", passato in Italia col titolo di "My little monster") è un anime di 13 episodi serializzato in patria nel 2012 dall'emittente Aniplex. E' stato tratto dal manga omonimo di Rubiko, edito da GP.

La trama non possiede nulla di eccezionale, è una comunissima storia da commedia scolastica nipponica. Shizuku, ragazza fredda e chiusa, dedita solo allo studio, viene a contatto per caso con Haru, ragazzo semplice dal cuore sincero, che non aveva mai visto pur essendo nella stessa classe: Haru infatti, il primo giorno di scuola, è rimasto coinvolto in una rissa a causa della sua impulsività, e, dopo la sospensione, non si era più fatto vedere: aveva troppa paura di non poter sopportare gli sguardi di terrore negli occhi dei compagni, in effetti tutti intimoriti a causa della sua rabbia repressa. Sarà Shizuku a "salvarlo", come ripeterà sempre Haru: a farlo entrare a scuola, a fargli conoscere nuove persone, a donargli una vita da adolescente, e non da reietto. Tra i due si instaura un rapporto particolare, determinato da una reciproca necessità l'uno dell'altra: lui nutre per lei i sentimenti che potrebbe nutrire per sua madre (obbedisce ai suoi consigli, e la ragazza è l'unica persona in grado di bloccarlo quando perde il controllo) e per il suo amore, senza la quale non può vivere. Quanto a Shizuku, si aggrappa spasmodicamente a lui per non ricadere nel baratro di insensibilità e freddezza che l'hanno caratterizzata per tutta la sua vita precedente, pur non avendo ancora chiari, nemmeno alla fine della serie, i propri sentimenti nei suoi confronti.
Inutile dire che, essendo il manga solo al decimo volume in patria, l'anime abbia un finale aperto, per cui non aspettatevi che la storia si concluda qui, solo in 13 episodi. Per di più è abbastanza probabile che ci sarà una seconda serie, e la cosa si intuisce anche solo dal fatto che le inquadrature iniziali del primo episodio (immagini che si trovano anche nella gallery di questa scheda) non appartengono a nessuna scena dell'anime... Da qui penso che il progetto sia ormai certo, anche se non è stato dato l'annuncio ufficiale.

Ma veniamo a noi. "Tonari no Kaibutsu-kun" è un anime piacevole che tratta di sentimenti in modo fresco e straordinariamente moderno, a mio parere: pur avendo una trama tutto sommato semplicistica, l'autrice evita di ricadere negli stereotipi tipicamente nipponici, come personaggi banali (non ve ne sono) e situazioni comuni (non ci sono né club, né ciliegi, né rive del fiume illuminate dal sole al tramonto. Giusto il festival scolastico, ma viene trattato in maniera così originale che quasi non ci si accorge della sua presenza). Cosa particolarmente degna di nota è l'approfondimento dell'introspezione dei personaggi, anche se incompleti (come quello di Sasayan o della famiglia di Haru, che molto probabilmente verranno approfonditi in una fase successiva della storia), e l'originalità dei loro caratteri. Tanto per iniziare, la protagonista non desta sicuramente empatia, cosa abbastanza inusuale in uno shoujo. Ci si aspetterebbe una "timidona" con una gran bel fisico e priva di carattere, no? Invece ci troviamo una ragazzina minuta, fredda come la neve e impassibile come una lastra di bronzo. L'unico accenno di sensibilità lo da nei confronti di Haru, che è tutto il suo opposto: estroverso, sincero, innocente, dice sempre quello che pensa senza farsi dei problemi (cosa che però risulterà abbastanza irritante per Shizuku). Due personaggi, insomma, decisamente incompatibili. Non si sa come, però, si ritrovano a stare insieme.
La storia viene poi "affrescata" da altre apparizioni, alcune delle quali molto azzeccate, a mio giudizio, che in certi punti hanno saputo interessarmi più che della storia centrale. C'è Natsume, una ragazza carinissima e sempre preda dei ragazzi, e per questa sua caratteristica non ha mai potuto farsi una vera amica femmina: confinata fino a questo momento nell'irreale mondo di internet, cercherà di diventare confidente di quel cuore di pietra di Shizuku, mentre grazie ad Haru conoscerà colui di cui si innamorerà per la prima volta. C'è Sasayan, ragazzo del tutto comune, interessato al baseball, agli amici, e a Natsume, per la quale però non gli è ancora del tutto chiaro cosa prova: non essendosi mai innamorato prima, è molto confuso. Poi c'è Yamaken, il riccone di turno con il divertente vizio di perdersi ovunque: si darà da fare con Shizuku creando vari grattacapi per il povero Haru. Insomma, ci sono personaggi davvero per tutti i gusti.

Il chara design non è fenomenale, ma tutto sommato indovinato: contraddistingue tutti i personaggi senza mai ripetersi e, soprattutto, li caratterizza bene. Per l'introversa Oshima, per esempio, sempre timida e insicura, hanno scelto anonimi capelli lisci e neri e un paio di occhiali; Natsume, al contrario, persona sola che quindi da molta importanza all'aspetto esteriore come prova di autostima, ha morbidi capelli tinti e si veste di colori sgargianti.
Il chara viene poi migliorato e messo addirittura in evidenza dallo splendido comparto grafico, davvero originale: colori vivaci, sfondi a pastello che rievocano quell'atmosfera infantile che caratterizza l'anime (concordante anche con l'opening, davvero carina e simpatica) e, dettaglio non di poco conto, il disegno e la regia non calano mai in nessun punto dell'anime, né cambia lo stile.

Per concludere, ho trovato in "Tonari no Kaibutsu-kun" un anime di tutto rispetto, leggero ma non stupido né insignificante. L'unica pecca è di essere durato troppo poco! Se l'avessero fatto in tempi successivi, aspettando che il manga concludesse almeno un arco narrativo, sono sicura che sarebbe venuto fuori meglio.
Tutto quello che vi posso dire, per ora, è di guardarlo senza troppe aspettative e di gustarvelo con calma. Però guardatelo, eh!


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Arashi84

Episodi visti: 13/13 --- Voto 5
Assieme a "Say I love you" e "Kamisama hajimemashita", "Tonari no kaibutsu-kun" forma il trittico delle serie "sentimentali" proposte dalla tv giapponese per la stagione autunnale.

La storia racconta di Shizuku, una studentessa non molto socievole il cui scopo nella vita sembra essere solo ed unicamente quello di prendere buoni voti e trascorre gli anni del liceo in assoluta tranquillità. Purtroppo per lei la sua strada si incrocerà con quella di Haru, uno studente problematico e violento, che però dimostra sin da subito, almeno con Shizuku, un'indole dolce e affettuosa. I tredici episodi seguono la vita scolastica, familiare e sentimentale dei due protagonisti, accompagnati da amici e nemici.

Decisi di iniziare a vedere questa serie perché speravo di ritrovare, dopo tanto tempo, una serie divertente, fracassona e lontana anni luce dai soliti cliché narrativi… Insomma, lo ammetto, ero alla ricerca di un "Karekano versione 2.0".
Partire con simili aspettative è di per sé sbagliato e proprio per questo, quando le aspettative vengono disattese, la delusione è ancora più cocente. La serie parte bene, è dinamica, veloce e divertente: i due protagonisti sono abbastanza fuori dagli schemi e seppur Shizuku abbia un carattere che mi piace poco, mi sembrò di intravedere sin dall'inizio degli ampi margini di miglioramento e sviluppo. Allo stesso modo anche i personaggi secondari, Natsume e Sasayan su tutti, mi son piaciuti abbastanza sin da subito. Purtroppo però, con l'andare avanti della storia, il brio e l'allegria delle prime puntate vanno a scemare e le situazioni che si vengono a creare hanno poco o nulla di originale. Inoltre, il rapporto tra Shizuku e Haru non soddisfa i presupposti di partenza, in quanto la coppia vive un continuo prendi e lascia, dovuto soprattutto al carattere di Shizuku, alla sua ottusità e al suo non accettare i cambiamenti che avvengono dentro e fuori di lei. La protagonista musona e scontrosa va bene per qualche puntata, ma dopo un po' stufa inevitabilmente, anche perché Haru, che con lei è sempre più dolce e carino, viene trattato un po' troppo di pezza, per non parlare delle continue, dolci dichiarazioni d'amore alle quali segue un comportamento del tutto incoerente. Alla fine mi son ritrovata con un interesse nullo per la coppia principale e a tifare per i personaggi secondari, che ho trovato molto più interessanti e gradevoli.
L'idea della coppia bestia/domatore, non era per niente male, ma a mio dire non è stata condotta nel migliore dei modi; un esempio di coppia simile, decisamente più riuscita, la troviamo nel manga di Kyosuke Motomi, "Beast master", nel quale una ragazza si prende cura di un ragazzo "selvaggio", addomesticandolo sia con la fermezza che con la dolcezza e l'amore. Ecco, Shizuku ha decisamente perso per strada le ultime due condizioni! Inoltre il problema di controllo dell'ira di Haru sembra una cosa abbastanza seria, ma nessuno di quelli che gli stanno attorno sembra curarsene se non nel momento in cui qualcuno si fa male… un po' assurdo direi.
Qualcuno dice di "Tonari no kaibutsu-kun": "Non è la classica storia sentimentale, è diversa". Ok, vorrei che mi spiegassero cosa ci trovano di particolare e diverso in questa storia, perché se la diversità sta tutta nella protagonista musona, bè, è il caso di dire che "diversità" in questo caso non è sinonimo di miglioramento.
Dalla sua, "Tonari no kaibutsu-kun", ha un chara carino, dei bei colori, dei carinissimi super deformed, un doppiaggio degno di nota e una colonna sonora gradevole.

In sostanza, "Tonari no Kaibustsu-kun" poteva essere una serie più che discreta, ma paga lo scotto di una protagonista che non è il massimo della simpatia, e di una psicologia dei personaggi abbastanza piatta e prevedibile. E' pur vero che in tredici episodi non era possibile fare granché, ma il risultato è qualcosa che non consiglierei né sconsiglierei, qualcosa di abbastanza insapore, qualcosa di cui di certo, non aspetto con ansia di conoscere il seguito.


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Sophie.C

Episodi visti: 13/13 --- Voto 6
La prima cosa che mi viene in mente pensando a quest'anime è: peccato! Le premesse non erano male, al contrario dei soliti shoujo i personaggi si rivelano sin dall'inizio singolari, soprattutto perché protagonisti di questo genere non se ne vedono spesso. Le prime puntate partono bene, si ha una buona caratterizzazione dei personaggi, anche quelli secondari. Molto probabilmente incontrare delle persone del genere nella realtà non sarebbe esattamente il massimo, soprattutto per quel che riguarda Shizuku, preoccupata solo dello studio, fredda e quasi apatica, ma nell'opera e nel complesso dei personaggi si inserisce bene e la presenza di questi caratteri letteralmente assurdi non infastidisce. Anche i disegni sono molto piacevoli e vi sono spesso alcune scenette divertenti, peccato che verso le ultime puntate il tasso di gradimento della vicenda inizia a scendere e non sembra minimamente che si stia avvicinando al finale, se è possibile chiamare così l'ultima puntata di questa serie! Sembra che Shizuku sia cresciuta un po' nel corso della vicenda ed abbia iniziato ad accettare i suoi sentimenti ma poi torna al punto di partenza! Per di più, vengono lasciate in sospeso molte altre questioni riguardanti i personaggi secondari, e non solo. Confido davvero in una seconda serie almeno per cercare di rimettere insieme i pezzi della vicenda lasciati a metà perché sarebbe, come detto all'inizio, un vero peccato lasciare gli spettatori che si erano interessati un po', come si suol dire, 'a bocca asciutta'!


 4
Mitty

Episodi visti: 12/13 --- Voto 9
Essendo un'appassionata di anime sentimentali devo dire che questo è veramente carino e mi ha fatto emozionare. I disegni sono belli, la colonna sonora altrettanto e la trama non è di certo originale ma molto coinvolgente. Parlando dei personaggi devo dire che sono curiosi e non gli ho trovati affatto monotoni... Direi che molte persone potrebbero rispecchiarsi in uno di essi come è successo a me. Adoro la dolcezza di Haru e il suo instancabile interesse per la ragazza di ghiaccio-Shizuku e mi fa morire il pessimo senso di orientamento di Yoshida.
Che dire, lo consiglio a tutti quelli che vogliono ridere un pò ma allo stesso momento godersi una bella storia d'amore!


 2
urara98

Episodi visti: 13/13 --- Voto 8
Quest'anime mi è piaciuto molto. L'ho trovato diverso dagli altri soliti shojo, forse per i caratteri dei personaggi, ma non mi ha dato la solita senzazione del monotono (a differenza di "Say, I love you").
Può esser vero che a molte persone non piace il carattere scontroso ed egoista di Shizuko e il carattere scicco e immaturo di Yoshida, ma è per questo che l'ho trovato diverso dagli altri shojo, finalmente non è la solita storia in cui la solita protagonista si innamora del ragazzo più popolare della scuola!
I disegni a parere mio sono ottimi, anche se pecca a volte sulla colonna sonora durante gli episodi, bella anche la parte della commedia (secondo a me ci stanno bene a volte le solite gag).
Tutto sommato è un buon anime carino e leggero, un bel 8 è meritato secondo me.


 9
M3talD3v!lG3ar

Episodi visti: 13/13 --- Voto 4
Probabilmente si cataloga tra le peggiori commedie sentimentali che mi sia mai capitato di incontrare, e posso già affermarlo a tre episodi dal completamento della visione. Più che altro desideravo anticipatamente togliermi questo sassolino dalla scarpa e risvegliarmi dal mio dattilografico letargo per evidenziare, in netta controtendenza, cos'è che renda ai miei occhi Tonari no Kaibutsu-kun estremamente evitabile, malriuscito, nonché odioso. Innanzitutto, la coppia di protagonisti, che dovrebbe tenere in piedi il lato sentimentale dell'opera, e quindi provocare una certa empatia nello spettatore, come in una qualsiasi storiella d'amore decente, è formata da due individui che in alcun modo credo possano ispirare simpatia. Perché? Perché da quanto ne possa sapere io di come funzioni il mondo da un po' a questa parte - magari è cambiato tutto in un colpo, non so - trovo che due simili personalità, rapportate alla nostra realtà, sarebbero tra quelle che nessuno si sognerebbe di avere nelle vicinanze, o almeno non io: lei Shizuku, scontrosa, egoista, volubile, scorbutica; lui Haru, sciocco, immaturo, prepotente e perfino manesco. E dovrei pure affezionarmici? Due adolescentelli viziati e indisponenti che vengono trattati alla stregua di 'bravi ragazzi', di quelli da 'comprendere', come se chissà quali retroscena del loro misero passato potessero giustificarne il più che irritante carattere. Ma proprio no, mi fanno addirittura rimpiangere Taiga e Ryuuji.
Secondo punto: la vena 'umoristica'. Supponendosi essere principalmente una normale commedia scolastica ci si aspetterebbe, nel peggiore dei casi possibili, una sequela delle 'solite' gag, invece no, si riesce ad andare oltre il baratro, assistendo a certe situazioni fini a se stesse, ricolme di battute senza capo né coda. Forse per la prima volta che mi sono trovato a non comprendere il motivo della mia stessa indifferenza a dispetto delle risate altrui... Ma sarà forse che "non c'è" alcun motivo per ridere, ma nemmeno sorridere, smuovere le labbra? Molto probabile, e neanche mi dispiace del fatto di non riuscire a giovare del presunto divertimento che gli sceneggiatori avrebbero voluto ricreare. Come non mi dispiace del fatto che la sceneggiatura stessa non mi abbia mai dato lo stimolo ad andare avanti, se non per sfidare la mia apatia a restare tale fino al tredicesimo capitolo di una trama inesistente, sviluppata malissimo nelle prime battute, e mai rinnovatasi con vere e proprie progressioni, colpi di scena... no. Contenuti vuoti, parole vuote, sequenze di una ripetitività disarmante.
A non migliorare affatto il mio punto di vista è l'aspetto tecnico, fatto di animazioni mediocri, disegni ricchi di imprecisioni specialmente nei fondali, e una gestione semplicistica della tavolozza. Regia? Non pervenuta, come la colonna sonora a eccezione di pochi brani.
Anime antipatico, come questo mio commento.