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Nagisa98

Episodi visti: 3/3 --- Voto 9
Nel lontano 2008 viene pubblicato “Kizumonogatari” (“Storia di ferite”), terzo volume della fortunata serie di light novel scritta da Nisio Isin e illustrata da Vofan. Reclamata a gran voce, la sua trasposizione animata arriva nei cinema giapponesi sotto forma di trilogia: nel gennaio 2017 è la volta di “Tekketsu-hen” (“Capitolo del sangue di ferro”), della durata di sessantatré minuti; nell’agosto dello stesso anno tocca a “Nekketsu-hen” (“Capitolo del sangue bollente”), della durata di sessantotto minuti; nel gennaio del 2017 esce infine “Reiketsu-hen” (“Capitolo del sangue freddo”), della durata di ottantadue minuti. I lungometraggi sono prodotti dallo studio Shaft e diretti da Tatsuya Oishi.

I film si configurano come prequel di “Bakemonogatari”. Il liceale Koyomi Araragi, durante le vacanze primaverili, fa amicizia con la bella e affidabile Tsubasa Hanekawa. La ragazza gli racconta che, stando a delle voci, in città si aggira una splendida vampira dai lunghi capelli biondi. Dapprima incredulo, Koyomi si troverà a faccia a faccia con la creatura nei corridoi di una metropolitana: Kiss-shot Acerola-Orion Heart-Under-Blade (questo il suo nome) chiederà il sangue del ragazzo per curare le sue gravi ferite.

Dopo un’attesa lunga vari anni, i fan di Nisio Isin hanno finalmente ottenuto il tanto desiderato anime di “Kizumonogatari”: visto lo strabiliante risultato, non si può certo negare che sia valsa la pena aspettare così tanto tempo.
Tutti e tre i film, innanzitutto, portano al livello più alto il concentrato di splatter e azione presente occasionalmente nelle altre opere del brand. Impossibile annoiarsi, dunque, con la scarica di adrenalina prodotta dai numerosi e sanguinosi combattimenti, realizzati con la massima accuratezza. Ma l’anime, si sa, riesce a intrattenere anche senza aver bisogno di tali elementi: i lunghi e densi dialoghi all’ordine del giorno nelle altre serie cedono qui il posto ad altrettanto esplicativi silenzi, in grado di creare una suspense senza pari (da ricordare, a questo proposito, la scena iniziale di “Tekketsu-hen”). A rompere l’illusoria aura di calma, poi, ci pensano gli eccellenti doppiatori, che con una magistrale interpretazione riescono a rendere al meglio le strazianti grida di terrore o di disperazione di Koyomi o Kiss-shot.

Lasciando da parte quel che potrebbe riguardare il ritmo o la capacità di tenere alta l’attenzione dello spettatore, passiamo ora alla storia. Il recupero degli arti della vampira in tre distinti combattimenti va a costituire il canovaccio di una trama che appare, dunque, lineare e sufficientemente interessante per un prodotto d’intrattenimento. Ma già nel primo film si delineano quei non pochi contenuti che costituiscono il fulcro di “Kizumonogatari”. Innanzitutto assistiamo alla nascita del complicato e tormentato rapporto tra Koyomi e Tsubasa: una relazione importante e fondamentale, visto che Tsubasa è forse la prima amica di lunga durata del ragazzo. In superficie le chiacchierate tra i due potrebbero sembrare delle mere occasioni con cui alleggerire la tensione grazie a del buon fanservice ecchi (presente in quantità non proprio esigue, ma comunque entro i limiti di sopportazione): è tuttavia palese che la presenza della ragazza non sia di poco conto, dato che è su di essa che si basano le azioni e le volontà di Koyomi.
Non da meno è il rapporto ambiguo e speciale che unirà il protagonista alla bella Kiss-shot: un incontro che cambierà sicuramente la vita di entrambi e che getterà le basi per tutta quella serie di tematiche che spesso ricorreranno nelle altre opere. Il ragazzo, così, si troverà a fronteggiare la perdita della propria umanità e il brusco passaggio da una condizione normale e tranquilla a un’altra alquanto surreale. Ma quello che stupisce, e che costituisce il colpo di scena dell’ultimo film, è il ruolo della vampira in tutta la vicenda: una creatura centenaria forte e sicura di sé, che non sembrerebbe avere alcun problema con quella sciocchezza che gli umani chiamano “morte”; eppure la straziante confessione di Kiss-shot rivela un lato tutto nascosto della donna, impensabile anche per tutti coloro che l’avevano vista nelle altre serie del brand. Ecco dunque che la vampira scaverà nelle proprie emozioni assieme al nostro Koyomi, e proprio nella conoscenza di quest’ultimo si andrà a compendiare il semplice, ma profondo significato del titolo dei lungometraggi.

Altro elemento che non ha nulla da invidiare a storia e personaggi è il comparto tecnico. I disegni, infatti, si rivelano gradevolissimi e perfetti ad ogni fotogramma; tra pioggia che sferza l’aria, braccia che si rigenerano e teste che volano via decapitate le animazioni danno il meglio di sé; gli sfondi, dal canto loro, presentano una strabiliante dose di realismo. I colori utilizzati risultano meno brillanti del solito, ma non per questo meno piacevoli per gli occhi: grazie anche a una particolare fotografia, è impossibile non notare lo splendido contrasto tra il colore acceso delle carni di Kiss-shot e il biondo tendente al bianco dei suoi capelli. Il comparto musicale, come al solito, svolge al meglio il proprio lavoro: da ricordare, a questo proposito, la malinconica ending “Étoile et Toi”. A coronare il tutto ci pensa la regia di Tatsuya Oishi, già al timone di “Bakemonogatari”; simpatici e stravaganti alcuni suoi espedienti, come l’indimenticabile sole che sorge da dietro la Terra.

In conclusione, “Kizumonogatari” si è dimostrato un eccellente prodotto di intrattenimento, meraviglioso anche dal punto di vista grafico. Un must per i fan del brand, che sicuramente non vedranno deluse le proprie aspettative. Voto: 9.


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DRAGON2205

Episodi visti: 2/3 --- Voto 9
Il primo film di questa trilogia, prequel di "Bakemonogatari", si incentra sugli avvenimenti derivanti dall'incontro di Araragi Koyomi e un vampiro gravemente ferito. Durante lo svolgersi degli eventi si dà grande risalto alle emozioni e ai sentimenti dei personaggi, con il solito susseguirsi di passeggiate e dialoghi che risulta ricorrente nei titoli della "Monogatari Series". Abbiamo però una differenza dal punto di vista grafico, infatti la grafica di questo film risulta essere un miscuglio ben organizzato di tecniche diverse, tra cui l'uso di un nuovo design per i personaggi e le animazione di ottima qualità che risultano essere delle iperboli di varie azioni (quelle che vengono definite sakuga). Tutta la storia viene accompagnata da un ottimo comparto audio che riesce a migliorare le varie scene, specialmente quelle che necessitano di una grande tensione. Va anche detto che, anche se il film va posizionato cronologicamente prima di "Bakemonogatari", è consigliabile vederlo per ultimo, così da cogliere tutti quei collegamenti agli altri capitoli.
Per concludere, lo ritengo un ottimo film d'animazione che, come tutti i capitoli della "Monogatari Series", non si basa sugli eventi in sé ma sui personaggi che vengono messi al centro dell'opera.


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IlBorga

Episodi visti: 1/3 --- Voto 10
Recensisco quando ancora è disponibile solo il primo dei tre film che compongono l'adattamento cinematografico di "Kizumonogatari", ovvero "Tekketsu-Hen", letteralmente il capitolo del sangue di ferro.

Non riassumerò la trama, già presente nella scheda dell'anime, andrò invece dritto al punto. Questo film è praticamente perfetto. Il comparto grafico è tra i più elevati di sempre, sperimentazione di una combinazione vincente di animazione tradizionale per quanto riguarda i personaggi e ambienti 3D, talmente ben fatti da risultare quasi reali. Le animazioni sono fluidissime, le inquadrature degne d'un dipinto e i colori accesissimi. L'impatto psicologico di certe scene è quasi devastante per il realismo con cui sono rese, anche nell'atmosfera di irrealtà data dal tema sovrannaturale. Graficamente è di certo superiore ad ogni altro capitolo della serie, e probabilmente anche alla stragrande maggioranza degli anime prodotti fino ad oggi.

Anche le musiche fanno il loro sporco lavoro, così come nelle precedenti serie. Il tema è sempre adatto alla situazione, con picchi nei momenti più emozionalmente complessi (l'incontro con Kiss-Shot su tutti) o anche nella stessa opening, che sembra staccare brutalmente dal film stesso. Sulle voci c'è poco da dire, già apprezzatissime nelle altre serie, assolutamente all'altezza dell'opera in toto. Menzione d'onore all'interpretazione di Kiss-Shot stessa nella metropolitana.

Parlando di personaggi, si toccano livelli di profondità dei personaggi mai visti. A una prima visione può non risultare, ma già alla seconda, e avendo visto gli altri capitoli delle "Monogatari Series", ci si rende conto della complessità psicologica di Araragi e Hanekawa, che spiccano sugli altri cinque (cinque!) personaggi presenti nel film. Soprattutto Hanekawa, presente per breve tempo nella pellicola, ne diventa subito protagonista, gettando luce su delle sfaccettature del personaggio ancora mai affrontate nella serie. Lo stesso Araragi è completamente diverso da quello sempre conosciuto, ma strizza l'occhio agli eventi di "Owarimonogatari" in maniera alquanto palese e piacevole. Il top.

L'ho già accennato prima, ma certe scene, come l'incontro con Kiss-Shot e quello con Hanekawa, sono opere d'arte di carattere psicologico, mentre altre, come la scena d'apertura con Araragi in fiamme sono uno spettacolo per gli occhi (io rimarrei a guardarlo bruciare per ore. Non sono sadico, giuro).

In conclusione, lo ritengo uno dei film d'animazione più belli di sempre. Ovviamente, se accompagnato da una discreta conoscenza dell'universo delle "Monogatari Series". E' un prequel, sì, ma va visto dopo, assolutamente. Promosso a pieni voti, aspetto con ansia il secondo capitolo.