Grand Blue Dreaming Season 2
Pochi giorni dopo il dieci alla prima stagione (avrò forse esagerato?) ritorno a parlare di "Grand Blue dreaming" la serie umoristica demenziale che mi sto gustando in questo momento.
Premetto che "demenziale" non significa necessariamente per bambini: di solito faccio quando spiego ciò l’esempio di "Dr. Slump" di Akira Toriyama, che è per bambini e famiglie, e il demenziale per ragazzi/adulti "Lamù" di Rumiko Takahashi. Le serie sono folli entrambe, ma se lette si capisce subito quanto l’opera di Toriyama risulti più infantile rispetto a quella della della regina dei manga benché siano opere di successo entrambe ed entrambe siano commedie.
Ritorniamo a GBD 2: il protagonista rimane Iori che continua a conquistare cuori: io spero si metta con Otoya e che quest’ultimo non si converta improvvisamente prima della fine… comunque sono dell’avviso che alla fine si metterà con Chisa che sembra provare meno ribrezzo per il cugino/fidanzato…
Comunque vediamo aumentare il numero dei coprotagonisti: bellissimo l’episodio con il professore sadico in cui i nostri eroi si faranno male a vicenda in un esperimento scientifico preferendo farsi bocciare che non punirsi a vicenda.
D’altronde i nostri universitari sono completamente infoiati, ma si mettono di traverso i bastoni a vicenda. Gli episodi del festival dell’università femminile sono spassosissimi più addirittura di quelli dell’isola deserta che sono comunque molto divertenti.
Credo che nella terza parte la signora Buzz. Diventerà importantissima, secondo me anche se finge di odiarlo Iori un po’ gli ispiri simpatia. “Odio et Amo” diceva il poeta.
Comunque molto divertente, il numero delle battute di spirito è diminuito ma si è fatto meno volgare: nella prima serie lo humor era sbornie e uomini nudi invece qui ci sono delle trovate più sobrie.
Voto? Nove e mezzo.
Premetto che "demenziale" non significa necessariamente per bambini: di solito faccio quando spiego ciò l’esempio di "Dr. Slump" di Akira Toriyama, che è per bambini e famiglie, e il demenziale per ragazzi/adulti "Lamù" di Rumiko Takahashi. Le serie sono folli entrambe, ma se lette si capisce subito quanto l’opera di Toriyama risulti più infantile rispetto a quella della della regina dei manga benché siano opere di successo entrambe ed entrambe siano commedie.
Ritorniamo a GBD 2: il protagonista rimane Iori che continua a conquistare cuori: io spero si metta con Otoya e che quest’ultimo non si converta improvvisamente prima della fine… comunque sono dell’avviso che alla fine si metterà con Chisa che sembra provare meno ribrezzo per il cugino/fidanzato…
Comunque vediamo aumentare il numero dei coprotagonisti: bellissimo l’episodio con il professore sadico in cui i nostri eroi si faranno male a vicenda in un esperimento scientifico preferendo farsi bocciare che non punirsi a vicenda.
D’altronde i nostri universitari sono completamente infoiati, ma si mettono di traverso i bastoni a vicenda. Gli episodi del festival dell’università femminile sono spassosissimi più addirittura di quelli dell’isola deserta che sono comunque molto divertenti.
Credo che nella terza parte la signora Buzz. Diventerà importantissima, secondo me anche se finge di odiarlo Iori un po’ gli ispiri simpatia. “Odio et Amo” diceva il poeta.
Comunque molto divertente, il numero delle battute di spirito è diminuito ma si è fatto meno volgare: nella prima serie lo humor era sbornie e uomini nudi invece qui ci sono delle trovate più sobrie.
Voto? Nove e mezzo.
Seconda stagione:
La storia riparte e la "trama" è praticamente la stessa: un episodio di immersioni e 11 episodi di "minchiate" da parte dei nostri amati protagonisti.
Vengono introdotti alcuni nuovi personaggi, mentre alcuni dei "vecchi" risaltano un po' meno, ma complessivamente il cast rimane simpatico e la chimica fra i vari personaggi rimane molto buona. Sugli scudi come al solito Iori che si dimostra la colonna portante della comicità di questa serie: il suo tempismo comico è imbattibile. Inoltre, spesso agisce in modo stupido ma (almeno secondo me) non è stupido. Nota di merito per gli amici universitari di Iori, non mi aspettavo che mi avrebbero fatto divertire in quel modo anche in questa stagione. P.S.: Kouhei ha bisogno di cure mentali, e alla svelta, mi sembra peggiorato...
In quanto a ritmo della storia, se nella prima stagione le gag da scompisciarsi erano 3-4 ad episodio, la seconda è meno intensa da questo punto di vista, con una o due gag molto buone ad episodio e per il resto comicità "normale". Comunque rimane molto divertente, forse giusto un episodio non mi ha detto granché, ma complessivamente non mi ha mai annoiato.
Le animazioni della prima stagione mi hanno colpito di più, penso ci sia stato un leggero calo di qualità, nulla da ridire sul doppiaggio che mi sembra rimasto a buoni livelli. Buone sia OP che ED.
Riassumendo: leggero calo a livello di qualità visiva e ritmo delle battute un po' meno serrato, ma quando arrivano fanno il loro effetto... Chi ha già visto la prima stagione potrebbe avere aspettative altissime, ma se la si approccia con mente aperta e senza fare troppi paragoni, pure la seconda non è affatto male.
La storia riparte e la "trama" è praticamente la stessa: un episodio di immersioni e 11 episodi di "minchiate" da parte dei nostri amati protagonisti.
Vengono introdotti alcuni nuovi personaggi, mentre alcuni dei "vecchi" risaltano un po' meno, ma complessivamente il cast rimane simpatico e la chimica fra i vari personaggi rimane molto buona. Sugli scudi come al solito Iori che si dimostra la colonna portante della comicità di questa serie: il suo tempismo comico è imbattibile. Inoltre, spesso agisce in modo stupido ma (almeno secondo me) non è stupido. Nota di merito per gli amici universitari di Iori, non mi aspettavo che mi avrebbero fatto divertire in quel modo anche in questa stagione. P.S.: Kouhei ha bisogno di cure mentali, e alla svelta, mi sembra peggiorato...
In quanto a ritmo della storia, se nella prima stagione le gag da scompisciarsi erano 3-4 ad episodio, la seconda è meno intensa da questo punto di vista, con una o due gag molto buone ad episodio e per il resto comicità "normale". Comunque rimane molto divertente, forse giusto un episodio non mi ha detto granché, ma complessivamente non mi ha mai annoiato.
Le animazioni della prima stagione mi hanno colpito di più, penso ci sia stato un leggero calo di qualità, nulla da ridire sul doppiaggio che mi sembra rimasto a buoni livelli. Buone sia OP che ED.
Riassumendo: leggero calo a livello di qualità visiva e ritmo delle battute un po' meno serrato, ma quando arrivano fanno il loro effetto... Chi ha già visto la prima stagione potrebbe avere aspettative altissime, ma se la si approccia con mente aperta e senza fare troppi paragoni, pure la seconda non è affatto male.
Dopo sette anni dalla trasmissione della prima serie, è arrivata just in time per la stagione estiva 2025 *Grand Blue dreaming - Season 2*. Scelta azzeccatissima per il genere di opera, vista l'ambientazione marina di sapore squisitamente estivo e spensierato.
Probabilmente i fan dell'opera non ci speravano più, ma nel 2024 era arrivato l'annuncio della seconda stagione che puntualmente poi è uscita al pari della notizia della messa in cantiere anche della terza serie.
Del corposo manga ancora in corso di Kenji Inoue, illustrato da K. Yoshioka, non ne so molto, nel senso che non l'ho letto. In pratica, in occasione dell'uscita e completamento della seconda serie, ho visto anche quella precedente per avere un quadro completo e continuo della trama.
Premessa semiseria doverosa: meglio non guardare quest'opera se si è astemi e non si apprezza la comicità estremamente demenziale. Non avendo molta esperienza di anime del genere, mi è difficile fare paragoni e reperire somiglianze con altre opere.
Di sicuro lato cinematografico, *Grand Blue* mi ha ricordato grandi classici cinematografici sulla demenzialità quali *Animal house*, *American Pie*, *Scemo & più scemo*, *Una notte da leoni* tra i tanti che ricordo. La comicità è quella piuttosto trash e nonsense: la trama è ispirata al quasi nulla in cui ciò che sembra contare è solo il divertirsi (meglio se stordendosi con abbondanti dosi di alcool), restare molto spesso con il minimo indispensabile addosso (se non completamente nudi) e vivere o creare situazioni surreali e caotiche.
Tuttavia questa seconda serie mi è sembrata un po' meno esagerata rispetto alla precedente: pur mantenendo la stessa animazione e chara design (con il solito deformed al limite del grottesco), lo spirito goliardico e in un certo senso puerile, il generale mood festaiolo, la trama mi è sembrata un po' più coerente e strutturata. La serie del 2018 l'avevo percepita come più frammentata, una serie di sketch autoconclusivi come se fosse una rappresentazione di comici ad uno spettacolo teatrale.
Con la seconda, oltre ad una certa morigerazione in tema di nudi integrali e abusi di alcool, si vede una certa continuità e una sia pur minima evoluzione dei protagonisti che oltre a sembrare una sorta di vacanza con gli amici più scemi che una persona possa vantare, con i quali sai che finirai in situazioni imbarazzanti, riderai come uno stupido fino alle lacrime e probabilmente ti sveglierai magari nudo senza ricordare come ci sei arrivato, inizia a presentare qualche indizio di commedia, sebbene rimanga una delle più "oneste" (nel senso della trasparenza senza verecondia) e sfacciate opere dell’animazione giapponese.
Non a caso si iniziano a vedere archi narrativi che gravitano su più episodi (vedi i primi dedicati a Shiori, la sorella di Iori a quelli dedicati a Aina) mentre il rapporto tra i due cugini Iori e Chisa inizia a non essere più ispirato al solito spirito goliardico (lato Iori) o di disagio e imbarazzo (lato Chisa), lasciando qualche speranza di evoluzione per la prossima serie che è stata già annunciata.
La comicità resta molto orientata verso il pubblico maschile: la goliardia, lo spirito cameratesco, gli scherzi molto materiali e senza senso, l'ingenuità resta appannaggio di un certo tipo di pubblico che vuole divertirsi a prescindere dal politically correct e i personaggi femminili si adeguano alla grande (anzi in alcuni casi sono in un certo senso gli elementi scatenanti - vedi Azusa o Nanaka): in fondo come ho già scritto anche la ragazze vogliono divertirsi senza tanti preamboli o inutili paranoie legate alle convenzioni e all'educazione.
Con un calcio a tutto ciò che rappresenta l'ipocrisia, anche *Grand Blue dreaming - Season 2* è un trionfo del politicamente scorretto e il finale dimostra come la stupidità tende ad autoalimentarsi non conoscendo limiti.
“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Ma l'avrà veramente affermato A. Einstein?
Probabilmente i fan dell'opera non ci speravano più, ma nel 2024 era arrivato l'annuncio della seconda stagione che puntualmente poi è uscita al pari della notizia della messa in cantiere anche della terza serie.
Del corposo manga ancora in corso di Kenji Inoue, illustrato da K. Yoshioka, non ne so molto, nel senso che non l'ho letto. In pratica, in occasione dell'uscita e completamento della seconda serie, ho visto anche quella precedente per avere un quadro completo e continuo della trama.
Premessa semiseria doverosa: meglio non guardare quest'opera se si è astemi e non si apprezza la comicità estremamente demenziale. Non avendo molta esperienza di anime del genere, mi è difficile fare paragoni e reperire somiglianze con altre opere.
Di sicuro lato cinematografico, *Grand Blue* mi ha ricordato grandi classici cinematografici sulla demenzialità quali *Animal house*, *American Pie*, *Scemo & più scemo*, *Una notte da leoni* tra i tanti che ricordo. La comicità è quella piuttosto trash e nonsense: la trama è ispirata al quasi nulla in cui ciò che sembra contare è solo il divertirsi (meglio se stordendosi con abbondanti dosi di alcool), restare molto spesso con il minimo indispensabile addosso (se non completamente nudi) e vivere o creare situazioni surreali e caotiche.
Tuttavia questa seconda serie mi è sembrata un po' meno esagerata rispetto alla precedente: pur mantenendo la stessa animazione e chara design (con il solito deformed al limite del grottesco), lo spirito goliardico e in un certo senso puerile, il generale mood festaiolo, la trama mi è sembrata un po' più coerente e strutturata. La serie del 2018 l'avevo percepita come più frammentata, una serie di sketch autoconclusivi come se fosse una rappresentazione di comici ad uno spettacolo teatrale.
Con la seconda, oltre ad una certa morigerazione in tema di nudi integrali e abusi di alcool, si vede una certa continuità e una sia pur minima evoluzione dei protagonisti che oltre a sembrare una sorta di vacanza con gli amici più scemi che una persona possa vantare, con i quali sai che finirai in situazioni imbarazzanti, riderai come uno stupido fino alle lacrime e probabilmente ti sveglierai magari nudo senza ricordare come ci sei arrivato, inizia a presentare qualche indizio di commedia, sebbene rimanga una delle più "oneste" (nel senso della trasparenza senza verecondia) e sfacciate opere dell’animazione giapponese.
Non a caso si iniziano a vedere archi narrativi che gravitano su più episodi (vedi i primi dedicati a Shiori, la sorella di Iori a quelli dedicati a Aina) mentre il rapporto tra i due cugini Iori e Chisa inizia a non essere più ispirato al solito spirito goliardico (lato Iori) o di disagio e imbarazzo (lato Chisa), lasciando qualche speranza di evoluzione per la prossima serie che è stata già annunciata.
La comicità resta molto orientata verso il pubblico maschile: la goliardia, lo spirito cameratesco, gli scherzi molto materiali e senza senso, l'ingenuità resta appannaggio di un certo tipo di pubblico che vuole divertirsi a prescindere dal politically correct e i personaggi femminili si adeguano alla grande (anzi in alcuni casi sono in un certo senso gli elementi scatenanti - vedi Azusa o Nanaka): in fondo come ho già scritto anche la ragazze vogliono divertirsi senza tanti preamboli o inutili paranoie legate alle convenzioni e all'educazione.
Con un calcio a tutto ciò che rappresenta l'ipocrisia, anche *Grand Blue dreaming - Season 2* è un trionfo del politicamente scorretto e il finale dimostra come la stupidità tende ad autoalimentarsi non conoscendo limiti.
“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Ma l'avrà veramente affermato A. Einstein?
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