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Titolo originale
Angel Heart
Titolo inglese
Angel Heart
Nazionalità
bandiera nazione Giappone
Categoria
Serie TV 
Genere
Azione  Commedia  Poliziesco 
Anno
2005
Stagioni
Episodi
50
Stato in patria
completato
Stato in Italia
Doppiaggio inedito, Sottotitoli inedito
Disponibilità
Amatoriale
Valutazione cc
6,669   (#4807 in anime) (25 valutazioni con 18 recensioni)  Calcolo della valutazione
Opinioni
 1  2  0 - 50,00% promosso
Immagini
19 (by Redazione)
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Trama:
Si ringrazia MangaItalia.it per la gentile concessione del testo.
Autore: Woland. Fate un giro sul loro sito ;-)

Nessuno può dirlo con certezza, a parte Tuskasa Hojo, ma Angel Heart nasce probabilmente come un sequel del suo titolo più famoso: "City Hunter". Sono invece un dato di fatto le numerose polemiche sollevate dall'incipit di questo titolo, la morte di Kaori e la conseguente evoluzione malinconica di Ryo, una tale schiera di fans insoddisfatti da spingere Hojo a precisare apertamente che questa storia è ambientata in una sorta di realtà alternativa.
Forte di tanta notorietà arriva infine anche l'anime, un progetto d'ampio respiro con ben 52 episodi, cioè l'attuale format delle serie che accompagnano gli spettatori nipponici per un intero anno. Nei primissimi episodi la regia di Toshiki Hirano segue fedelmente la controparte cartacea, viene quindi presentata Glass Heart, una ragazza che non conosce i normali affetti poichè addestrata fin da bambina per essere una fredda assassina, una coprotagonista talmente insoddisfatta della sua vita da tentare il suicidio già nel primo episodio.
Ma la sua "organizzazione" non vuole rinunciarvi, così, per salvarla, le trapianta il cuore di una Kaori appena deceduta nell'ultimo slancio di generosità. Da qui in poi la personalità ed i ricordi di Kaori (che riappare in visioni mistiche tipo la Madonna di Fatima) modificheranno il carattere di Glass Heart, ed il ritorno a Shinjuku dà il via ad una serie di situazioni dall'atmosfera malinconico-nostalgica, rafforzata dalla connotazione più "crepuscolare" di personaggi quali Ryo, Saeko o lo stesso Umibozu. Nella speranza che non si sconfini più di tanto nei facili sentimentalismi.
A livello tecnico le animazioni si difendono egregiamente (anni luce da un Blood+ comunque), così come le musiche, ma non si può tacere sull'altalenante character design: certe inquadrature di Ryo lasciano il dubbio che Takashi Saijo (Chief Animation Director tra l'altro) da bambino abbia giocato un po' troppo con Big Jim e ne sia rimasto traumatizzato.

Si ringrazia MangaItalia.it per la gentile concessione del testo.
Autore: Woland. Fate un giro sul loro sito ;-)

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