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Scarlett7

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8,5
Attenzione: la recensione contiene lievi spoiler

Questa seconda stagione di “Kamisama Hajimemashita”, prodotta nel 2015 sempre dalla TMS Entertainment, è composta da dodici episodi. Ora posso affermare con convinzione che questa serie è molto simile a quel capolavoro che è “Fruits Basket”! Ma procediamo con la recensione.

Se trascuriamo i due OAV che la precedono, la serie riprende più o meno da dove ci siamo lasciati, continuando a raccontare le avventure di Tomoe e Nanami, con una piccola differenza: a quanto pare, in questa seconda parte finalmente la nostra adorata volpe capisce di essere innamorata di Nanami e, grazie a una narrazione non sempre eccelsa, i due si avvicinano di più, conoscono nuovi personaggi molto interessanti, ci sono anche diversi approfondimenti sul passato di Tomoe, di Nanami e del mio adorato Kurama, e si creano nuovi dilemmi... A cui non viene ovviamente data alcuna risposta!
Infatti, grazie alla non-sempre-verde narrazione, non solo i dilemmi della precedente stagione non sono chiariti del tutto, ma sono sollevati altri quesiti che si aggiungono e accumulano insieme ai nuovi personaggi.

Ma passiamo proprio ai personaggi, il fulcro di questa seconda serie.
Ho apprezzato davvero l’approfondimento di Nanami, che ha definito il personaggio nel migliore dei modi, tanto è vero che Nanami in questa seconda parte migliora decisamente, diventando una dea a tutti gli effetti, grazie anche alla presenza della piccola scimmietta Mamoru. Tuttavia, questa cosa mi impedisce di comprendere la decisione presa dalla ragazza nell’ultimo OAV che mette la parola “fine” all’intera serie.
Se Nanami migliora, dall’altro lato Tomoe peggiora! Infatti, per tutti i dodici episodi, questo personaggio si rivela essere odioso, geloso e ridondante, incapace di ammettere i propri sentimenti, e non farà altro che tormentarsi tutto il tempo, creando un’enorme nube di “miasma” sulla sua testa. Inoltre, il mini-approfondimento su Tomoe non serve a migliorare le cose, anzi bisogna guardare gli OAV per avere una visione più chiara del personaggio e la risoluzione della storyline “Tomoe/Nanami”. Quindi, mi spiace dirlo, ma in questa seconda parte Tomoe è bocciato senza pietà!
Doveroso l’approfondimento del personaggio di Kurama, che si ama sempre di più, e che introduce il capitolo “Monte Kurama”, che ho personalmente adorato! L’ingresso inoltre di personaggi così diversi quanto intensi come Suiro, con un passato molto doloroso e che non guardava mai in faccia Nanami perché donna, e il mitico Jirou, un burbero inspiegabilmente aggressivo che ho poi cominciato ad amare e a ‘shippare’ con Nanami senza alcun senso di colpa per Tomoe, hanno riempito la serie, regalando delle perle di episodi.
Per questo dovrei ringraziare gli altri due personaggi introdotti: Yatori, un odioso yokai (?), fedele servitore di Akura-oh, di cui non si sa praticamente niente, e lo stesso Akura-oh, che entra in scena con le sembianze di un debole umano ex-morto. Per un po’ di approfondimento su questi due personaggi, anche in questo caso, bisogna guardare gli OAV citati, in questa recensione, in quantità industriale! Tuttavia, restano ignoti i motivi per cui Akura-oh odi così tanto Tomoe, così come è ignoto il motivo per cui il corpo di Akura-oh sia nell’aldilà.
Infine, gli dei introdotti in questa seconda parte non sono così degni di nota, così come lo stesso Mikage, di cui non si spiega niente qui, ma ovviamente nell’OAV! Una particolare menzione però va a quel bel fusto di Ookuninushi... tanto affascinante!

Il finale della serie, molto carino con la capra ‘morbidosa’ e il passato di Nanami, ma ancora più aperto della prima, lasciava tranquillamente spazio a una terza stagione che, probabilmente per mancanza di denaro e di voglia, non è stata fatta.

Dal punto di vista tecnico, nulla cambia, né miglioramenti né peggioramenti.
La opening non mi dice niente, anche se la trovo simpatica sul finale con tutti quei “ton-ton-tonkaranin to” e “kon-kon-kongaragatte”! La ending della serie non mi ha preso nemmeno un po’, appena partiva “moshi moshi kikoe masuka” ‘skippavo’ senza esitazioni!

Quanto è difficile dare un voto a questa serie! Riconfermo il voto della prima stagione solo grazie al miglioramento di Nanami e alla presenza di Ookuninushi, Kurama e Jirou!


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Ceska6

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7,5
Ho aspettato di finire la visione anche di questa seconda serie prima di scrivere effettivamente una recensione su "Kamisama Hajimemashita"... tanto per non prendere mosche e poi rimanere delusa.
Premetto che su quest'anime non ci avrei scommesso nemmeno una delle tanto sospirate vecchie lire, perché non mi sembrava un granché. Ho cominciato a scoprirlo solo seguendo il ciclo Kako-hen in fansub, e quindi non avevo capito assolutamente nulla della trama. Poi, con il passare del tempo, in tante mi avevano consigliato di vederlo, e una sera mi sono decisa a farmi una bella maratona di shoujo!

Devo dire che l'anime mi ha sorpreso: la storia mi è piaciuta molto, diversa dal solito e con personaggi che ti rimangono impressi, e niente stereotipi (reverse harem a parte). Forse però è Nanami il character che mi ha sorpreso di più: è davvero un'eroina tosta, con un passato difficile, che non si arrende davanti a niente e che va avanti per la sua strada (mi ricorda un po' quasi tutte le "cape" delle Pretty Cure, cuore puro e forza di volontà alle stelle). Altro che protagoniste da shoujo tutte moine e lacrime.
Per i personaggi maschili, chiaro che ci sia Tomoe al centro di tutto, ma nemmeno Kurama, Mikage o Mizuki vengono per questo tralasciati, anzi. Ho apprezzato parecchio la digressione su Kurama e sulla sua disputa familiare (eh sì, nel mio olimpo dei 'fighi da collezione' c'è finito pure Jirou, fratello maggiore di Kurama).

I disegni sono apprezzabili (anche se però dovrei dare una guardata a quelli del manga, in effetti) e la grafica è abbastanza curata anche nelle ambientazioni dell'anime, che però mancano un po' di eterogeneità.
Per le colonne sonore, ahimè, io non ho apprezzato nemmeno una delle opening né delle ending. Ma è un mio difetto, dato che sono più tipa da growl e da punk rock.

Personalmente, lo consiglierei assolutamente. Anche ai palati più fini, perché può essere sicuramente apprezzato appieno, dato che non è scontato.
Ma perché solo 7.5 allora? Beh, prima pecca sono le musiche, seconda il fatto che la storia si conclude "un po' alla buona" nell'anime e terza il ritorno di siparietti comici che alla fine stanca. Se proprio vogliamo essere puntigliosi, anche Tomoe tsundere fino all'osso alla fine fa cadere le braccia. Gli unici antidoti sono sicuramente Nanami, Mizuki e gli assoli canori di Kurama... che tutti preferirebbero dimenticare!


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Nae

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
A posteriori posso dire di essere stata felice di aver "tardato" tanto nel vedere "Kamisama Hajimemashita", così ho avuto l'occasione di vedere prima e seconda serie tutte di fila, ben lieta poi di vedere che non ci sono state cadute di stile nella trama, cosa che mi ha portato a riconfermare l'8.

Questa seconda serie segue a ruota dove aveva lasciato la prima, aggiungendo nuovi dettagli alla trama, dando più spessore agli eventi intorno all'abbandono del tempio da parte del dio Mikage e al burrascoso passato di Tomoe, senza però dimenticarsi che Nanami sta ancora crescendo come divinità terrestre in un mondo snob e stizzito di dei che poco tollerano una umana mortale tra le loro fila.
Ho trovato molto gradevole il non dimenticarsi dei comprimari della prima serie, seppur aggiungendo il tocco (classico per uno shoujo) del cattivo misterioso, stereotipato forse, ma gestito con classe ed eleganza nell'anime; ed è così che facciamo la conoscenza di Kirihito, umano non proprio vivo, che è in realtà un demone avente un legame con il Tomoe di ben prima della sua vita di famiglio di Mikage (un'introduzione di Kirihito la si ha anche negli OAV che temporalmente vengono dopo la prima serie, ma prima della seconda).

Il lato umoristico viene mantenuto senza che dia noie all'evolversi della storia e con più attenzione si guarda al dramma della mortalità degli esseri umani visti dagli youkai. Ho trovato molto realistica la descrizione del cuore umano: capace di cambiare molteplici volte nel tempo di una sola vita, definizione molto importante perché invece il cuore degli ayakashi è difficile da mutare, e quindi le ferite che subisce guariscono parimenti con più lentezza.
La caratterizzazione dei personaggi è ancora una volta degna delle aspettative, l'analisi sul dramma dei legami che Tomoe si fa è portata in parallelo al concetto di scelta libera, ossia se è il legame di famiglio a costringerlo ad amare Nanami, sua signora, o se è amando Nanami che riesce ad essere un famiglio diverso e si può quindi per amore rinunciare alla libertà di non subire le catene dell'obbedienza.
La protagonista resta stereotipatissima, e confesso che un po' mi dispiace, anche se il suo essere un'adolescente infantile e traviabile dalle emozioni e dalla giovane età contrapposta ai secoli di Tomoe è coerente con la storia e aiuta molto nell'analisi della contrapposizione tra i due.

Il comparto tecnico è come la prima serie, notevole, bei disegni, ottime animazioni e musiche gradevoli; se vogliamo proprio trovare una pecca, direi che l'ending questa volta non ha creato l'effetto motivetto non scacciabile dalla testa come nella prima serie.

Non posso che dirmi in impaziente attesa per la terza serie.


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Natsu95

Episodi visti: 12/12 --- Voto 7
Atteso (ma non così tanto) ritorno della storia della "dea per caso": in realtà, questa seconda serie è il seguito che non ci si aspetta. Sì, perché la prima serie era stata auto-conclusiva, quindi non era indispensabile un sequel. Invece si è deciso di puntare su una sorta di trilogia (se non saga). Inutile dire che quest'idea, per molti versi, si concretizza in una forzatura o comunque in qualcosa di non ben riuscito.

La storia ricomincia da dove si era lasciato, ma non proprio: viene infatti complicata la relazione sentimentale tra i protagonisti e sorgono dei dubbi e delle perplessità che erano state dissolte alla fine della precedente serie. A tutto questo si aggiungono delle piccole storie (più o meno oscure) sul passato di personaggi secondari: l'idea non è un male di per sé, poiché si aumenta la descrizione a tutto tondo dei personaggi, nonché la valorizzazione di tutti coloro che contribuiscono e orbitano sulla linea principale dell'anime; purtuttavia si tratta di una distorsione. Ciò induce un maggior sforzo nella comprensione degli episodi, che delimita il piacevolissimo discorrere della precedente produzione, che quindi defeziona sia in termini di contenuto sia in termini di gradimento, anche e soprattutto per coloro che si erano affezionati alla storia sentimentale di Nanami e del suo compagno volpe Tomoe (che è potente quanto un dio, se non di più).
In tutto questo, c'è un macabro personaggio dalla personalità multipla che si trova ovunque come il prezzemolo, ma, a differenza di quest'ultimo, mai per motivi positivi e per ben più oscuri fini.

Ad ogni modo, per grandi linee si mantiene la qualità grafica e le divertenti gag, quindi il tutto non disdice la bellezza di un anime che, per come era finito, andava benissimo.
Detto questo, adesso, si attende la terza (e le ulteriori forse) serie per un lieto fine per una coppia che merita tantissimo.


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Lady Mei-Chan

Episodi visti: 12/12 --- Voto 8
<b>Attenzione: la recensione contiene spoiler</b>

Inizio col dire che questa stagione è allo stesso livello della prima, non ho notato cali nella trama o cose del genere, l'ho adorata allo stesso modo.

Personaggi
Ho adorato il personaggio di Kirihito, l'ho trovato particolare e interessante. Mi è piaciuta da impazzire la parte in cui Nanami lo va a liberare e sono rimasta molto incuriosita dal suo passato e da quello di Tomoe... spero che una terza stagione possa placare la mia curiosità. Inoltre l'ho trovato veramente dolce, quando ha distrutto lo specchio per l'aldilà, per paura che la madre potesse risentire del miasma che aveva liberato... semplicemente stupendo!
Suiro è stato uno dei miei preferiti, dolce, gentile ed estremamente bello, quasi un angelo! Anche Jirouu mi è piaciuto, all'inizio non lo sopportavo, pensavo che fosse cattivo, ma mi sbagliavo. Il suo lato tenero mi ha colpita.
Per quanto riguarda gli dei, mi sono piaciuti tutti, anche quello della guerra, tutti parecchio divertenti.
Mi dispiace che abbiamo rimosso le parti con Kayako, che era presente nel manga.

Trama
Direi che quest'anime è divisibile in piccole saghe.
La prima è quella dell'assemblea di divinità a Izumo, nella seconda seguiamo le vicende sul monte Kurama, mentre nella terza andiamo a scoprire il passato di Nanami.
Ho apprezzato molto tutte le parti: la prima l'ho trovata parecchio divertente, mi è piaciuto poter vedere Nanami mentre si dava da fare per essere apprezzata come divinità, per non parlare di quando si perde nell'aldilà con Kirihito o quando ristringe il contratto con Tomoe, che finalmente sembra che si stia accorgendo di provare qualcosa per lei.
La seconda parte è a dir poco stupenda: la storia di Kurama è bellissima e molto commovente. Mi sono commossa quando risvegliano suo padre, o quando Jirouu protegge Nanami dalla bestia del tuono. Ho trovato estremamente dolce Tomoe, alle prese con la gelosia, e ho adorato tutti i personaggi in questa saga.
Nell'ultima parte, a conclusione dell'anime, scoprire questa Nanami che neanche Tomoe conosceva mi è piaciuto. Commovente anche la sua storia. Mi sono intenerita quando Tomoe le fa la dichiarazione e, alla fine della saga, quando lui arrossisce dopo averle sentito dire che forse potrebbe cambiare idea sul matrimonio.

Come disegni, grafica e campo sonoro non ho nulla da ridire: i disegni li adoro, le colonne sonore anche.

Per concludere, vorrei dire che questo è un anime molto divertente, che comunque sa commuovere, vale la pena di vederlo. Io continuerò comunque a seguire il manga, anche se spero in una terza serie; infatti come voto avrei dato di più, ma restano fin troppe cose in sospeso.


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Nobu-chan

Episodi visti: 5/12 --- Voto 8
La seconda serie inizia bene, tanto bene che avrei dato un 8 e mezzo se si fosse potuto.
Se state leggendo questa recensione ci sono due possibilità: la prima è che abbiate visto la prima serie e avete appena saputo della seconda serie, quindi siete corsi a sbirciarne la scheda; la seconda è che siate capitati qui per caso, senza aver visto la prima serie.

Iniziamo dal secondo caso (già andare in ordine non ci piace!). Questo anime è davvero molto bello, piacevole, la trama è stimolante e piuttosto avventurosa, i personaggi sorprendono, sono studiati psicologicamente bene, e soprattutto divertono. Nonostante ciò resta innanzitutto un anime sentimentale, quindi, se non amate il genere, evitatelo. Se vi piace, vi assicuro che vi innamorerete di Tom... coff coff, della serie, ma... della prima! Iniziate da quella per capire la trama e per godervi ancora più a lungo questa bella storia.

Nel primo caso: "Kamisama Hajimemashita 2" non vi tradisce con questa seconda serie. Io le ho viste una di seguito all'altra, avendo scoperto da poco la prima serie, e, se non fosse per la nuova meravigliosa opening, neppure ci accorgeremmo del cambio. Le new entry sono degne della prima serie, misteriose, ma sempre affascinanti. Questa seconda serie si concentra sulla ricerca di Mikage da parte di Nanami, e la catapulta in nuove avventure, dove dovrà dimostrarsi all'altezza di ciò che ora è: una dea della terra. Certo, io qualche domanda me la faccio, riguardo al rapporto Tomoe-Nanami, anche perché, se c'è qualcosa che sembra non c'entrare troppo, allora quelli sono gli OAV, che a quanto pare non raccordano un granché prima e seconda serie.

Comunque, se la prima serie mi ha lasciato qualche interrogativo, spero davvero che questa seconda serie appaghi la mia curiosità, e che alla fine dei conti questo anime si riveli ben studiato, al di là della storia d'amore (diamine, perché Nanami nella prima serie aveva l'occhio dentro di sé?). Beh, vi auguro buona visione!