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Miriam22

Episodi visti: 6/6 --- Voto 8,5
"Kamisama Hajimemashita: Kako-hen" è il seguito di due serie ben riuscite (la prima meglio della seconda), le quali raccontano la storia un po' rocambolesca di Nanami, una comune ragazza trovatasi a diventare la dea custode di un tempio, con tanto di famiglio al seguito di cui si innamorerà perdutamente.

A mio dire, un seguito un po' frettoloso, considerata la portata di quello che si era visto in precedenza. In cinque puntate si è voluto concentrare un epilogo di una storia articolata, raccontata in due serie da tredici episodi ciascuna.
Vedrete che non vi basteranno.

Ma veniamo al dunque.
Questa volta vedremo Tomoe cadere vittima di un'antica maledizione e Nanami viaggiare nel tempo per poterlo salvare. L'incursione nel passato ci mostra un Tomoe sanguinario e spietato, ben diverso da quello che conosce la sua dea, la quale inevitabilmente lo farà capitolare, ma risulterà fin troppo brusco il cambiamento del nostro yokai.
Nanami, con grande caparbietà, farà il possibile per portare il suo famiglio alla salvezza, ma allo stesso tempo cercherà di interferire meno che può con gli eventi e le persone del passato, soprattutto con Yukiji (la donna di cui Tomoe è eternamente innamorato) e con tutto ciò che la riguarda. Tuttavia, le loro vite s'incroceranno tutte pericolosamente e non sarà per niente facile districarsi in questo groviglio spazio-temporale. Anzi, se devo cercare un altro difetto a questa serie, ho trovato, appunto, non molto chiaro questo intrecciarsi delle linee temporali. E nemmeno la spiegazione che darà Mikage al riguardo sarà del tutto soddisfacente: lascia intendere più teorie interpretabili e fraintendibili. Perciò, non resta altro che dar spazio alla fantasia di chi guarda, e vederci, quindi, quello che ci appaga di più (ovviamente ometto la mia versione, altrimenti cado in uno spoiler bello e buono).

Ad ogni modo, non può non destare simpatia e tenerezza il legame forte e dolcissimo che si sviluppa tra i due protagonisti. Ma allo stesso tempo anche il finale meritava di essere sviluppato con altrettanta delicatezza. E invece è stato gestito in modo sbrigativo e conciso, lasciandoci la vaga sensazione che sia stato omesso qualcosa. Forse il manga saprebbe darci delle risposte più esaustive al riguardo, ma, non avendolo letto, questa rimane solo una mia supposizione. Peccato.

In conclusione, questa serie, personalmente, l'ho pure apprezzata, ma di sicuro valeva abbastanza da poterle dare molto più spazio (e tempo). Per chi come me ha seguito con tanto interesse le serie precedenti, affezionandosi moltissimo a tutti i personaggi, e gradendo non da meno OST e animazioni, alla fine di questa serie OAV ti viene spontaneo pensare: "Eh... Ma dai... È già finito?"
Già. È finito purtroppo.


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Ninfea

Episodi visti: 5/6 --- Voto 8
Dopo la visione della prima serie (bellissima) e di una seconda serie un po' sottotono, ma comunque gradevole, sono passata alla visione di questo OAV, e posso dire che sono rimasta conquistata dallo sviluppo della trama che commuove, emoziona e chiarisce il passato di Tomoe, l'affascinante, complesso e sfaccettato demone-volpe, famiglio della dea terrestre Nanami, personaggio né buono né cattivo, ma dal passato oscuro e, se vogliamo, inquietante per certe sue frequentazioni discutibili.

Nanami è una fanciulla adorabile, non si arrende mai, il che la rende un'eroina degna di questo nome, dolce ma per nulla melensa; è decisa e determinata a fare di tutto per salvare la vita di Tomoe, di cui è innamorata oltre che ricambiata. Bello anche il coinvolgimento tra Nanami e Yukiji: lo strano legame che le lega fra loro e a Tomoe lascia aperta qualche ambiguità che incuriosisce, e per me apre anche interpretazioni diverse e tutte in qualche misura verosimili (per esempio, Yukiji potrebbe essere una Nanami del passato... almeno io tendo a vederla così, forse il manga chiarisce meglio certi dettagli, non lo so).

La parte romantica che narra l'innamoramento di Tomoe è molto bella ed emozionante, ma non diventa mai stucchevole, e lui mantiene inalterate certe sue caratteristiche 'aggressive' che lo rendono quello che è, ma vederlo ammorbidirsi per amore è quanto meno suggestivo.
Restano ancora punti oscuri e poco chiari, che forse andrebbero affrontati con delle nuove puntate (ad esempio, il malvagio Akura, perché ha perso il suo corpo e finisce nell'aldilà? Si capisce che Tomoe è coinvolto in qualche maniera, ma tutto resta un po' vago).
L'ultima puntata è quella più superflua e frettolosa, circoscrive l'arco temporale di un anno, ma molto di più poteva succedere nel mezzo... ci sarebbe materiale per un'altra serie completa, ma il finale è così gradevole che si sorvola.

In definitiva, merita sul serio di essere vista.