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Shikii

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Mi duole ammettere che fino a poco tempo fa non avevo mai visto nessuna opera cinematografica dell’illustre Satoshi Kon. E ovviamente provvederò a rimediare a questa mia grave mancanza.
In una sera d’inverno mi sono gustata “Paprika” in Blu-ray, un lungometraggio fantascientifico e psicologico del 2006, scritto, illustrato e diretto da Satoshi Kon, e tratto dall’omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui. Da tale capolavoro ha preso ispirazione Christopher Nolan per dare vita a un’altra perla del cinema: “Inception”, film del 2010.
Ma, nonostante i temi trattati siano simili (il sogno, la psicologia umana e il tentativo di limitarla e dominarla), il tutto avrà un maestoso profumo orientale, puntando alla spensieratezza dell’infanzia e all’abisso del senso di colpa in vie visivamente spettacolari ed emotivamente coinvolgenti.
Il parallelismo tra “Paprika” e “Inception” è sì giustificabile, ma da come potrete vedere rimane superficiale.

Trama: siamo in un futuro non troppo lontano in cui un’importante invenzione, nota con il nome DC Mini, permette agli psicoanalisti di immergersi nei sogni delle persone, portando quindi la cura delle malattie psichiatriche a un avanzato e sperimentale passo in avanti che potrebbe rivoluzionare per sempre il trattamento di certe patologie (tra cui anche il disturbo da stress post-traumatico). La macchina però è anche estremamente pericolosa e ancora in fase di sperimentazione, ma una psicoanalista, sotto lo pseudonimo di Paprika, che sembra aver un’importante ruolo nel progetto, decide di usarla e testarla anche fuori dalla clinica, facendo così la conoscenza di un poliziotto tormentato da un caso di omicidio irrisolto.
Purtroppo nel frattempo alcuni di questi dispositivi vengono rubati e usati per scopi malvagi. Il ladro (e si sospetta fin da subito di un importante dottore della clinica come autore del furto e delle disgrazie che stanno capitando, in quanto risulta scomparso nel nulla) fa pian piano precipitare le persone in un disastroso sogno collettivo a occhi aperti, così potente da bruciarne completamente la psiche. L’intera umanità è minacciata da questa tragedia che si sta allargando a macchia d’olio in un mondo in cui la distinzione tra sogno e realtà sta man mano crollando.

Ad accompagnare i momenti cruciali e più impressionisti di questo splendido film ci sono le musiche composte da Susumu Hirasawa, tra cui le famose “Parade” e “The girl in Byakkoya” (entrate subito nella playlist delle mie canzoni preferite). Esse hanno il potere di suscitare una forte nostalgia; ho letto di tante persone che hanno provato emozioni simili nell’ascoltare questi pezzi, motivo per cui desidero sottolinearne l’importanza narrativa. Tra le note musicali e l’armonia giocosa delle parole, torna in vita l’infanzia che abbiamo ormai lasciato da parte.
Questo splendido accostamento visivo e uditivo lo rende, da come ho appreso, uno dei film più spettacolari di Satoshi Kon.
Ma non sono solo la sceneggiatura, la scenografia, le animazioni curate nel dettaglio e le musiche atmosferiche a fare di questa opera un capolavoro.

In “Paprika” si scava nella psiche dei personaggi; sono loro a muovere i fili di questo intricato teatrino.
C’è un poliziotto che non riesce a darsi pace a causa di un caso di omicidio irrisolto, ma forse, in profondità, esiste un senso di colpa dimenticato. C’è una giovane psichiatra che si è chiusa in sé stessa da chissà quanto tempo, incapace di mostrare emozioni genuinamente. C’è un genio, goffo e mangione che è come un bambino intrappolato in un corpo da adulto. E diversi altri.
L’accettazione di sé, la pace con il proprio io e i più nascosti e a volte oscuri desideri dell’essere umano saranno i veri protagonisti del film.
Non siamo mai come appariamo agli occhi delle altre persone e persino a noi stessi. L’esplorazione del misterioso mondo dei sogni può davvero spalancare un portone sulla psiche umana, meglio di come si sia mai fatto fino a oggi; basta trovare la chiave giusta.
La scienza che studia il comportamento degli individui, le malattie mentali, i crolli psicologici e tutto ciò che è ancora indefinibile perché incompreso e quindi etichettato come diverso e sbagliato, è ancora molto giovane. Affascinante ma lontana dalla verità su cosa si cela nel nostro cervello, che rimane misterioso come un intricato sogno dimenticato.


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Hatake Rufy

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Questo è il primo film che vedo di Satoshi Kon e sicuramente non sarà l'ultimo, visto che mi ha dato una buonissima impressione. Il mondo dei sogni è sempre stata la mia curiosità più grande e questo film riesce a intrattenermi più che bene, mettendo sul piatto tanti lati positivi che diventano il punto forte del film.
Un team scientifico inventa uno strumento che è sempre stato irraggiungibile per l'umanità, uno strumento che riesce a penetrare nella mente delle persone mentre dormono, scoprendo il loro mondo dei sogni; questa invenzione è stata programmata per uso terapeutico, scavando nel subconscio, trovando disturbi mentali e altro ancora. A sorpresa, tre apparecchiature vengono rubate, mostrando così cosa succede quando un'invenzione del genere cade nelle mani sbagliate.

Spingo tutti a vedere quest'opera di Kon, evidenziandone i pregi: la trama è ben costruita e ha uno sviluppo crescente, in grado di non stancare anche con le scene di dialogo che hanno il pregio di trasformarsi subito in scene d'azione e fantasy; non mancano i misteri, anzi gran parte del film si basa su segreti/misteri che verranno coperti più che bene, riuscendo a mantenere una certa suspense.
I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno ha il suo stile e lascia la propria impronta nel film, soprattutto la misteriosa Paprika, personaggio principale nel mondo dei sogni.
Il comparto tecnico è il primo pregio che salta all'occhio: ottimi disegni e grafica, animazioni stupende seguite da un'ottima colonna sonora proprio adatta allo stile fantasy.


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Kida_10

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"Paprika" è un lungometraggio della durata di circa novanta minuti diretto da Satoshi Kon, ed è tratto dall'omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui. L'opera è stata presentata alla 63° Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2006.

La DC mini è un'invenzione che permette di immergersi nei sogni degli altri come fossero i propri, e dovrebbe essere utilizzata dagli psicoanalisti per identificare ed eventualmente curare disturbi di natura psicologica. Purtroppo, quando il dispositivo è ancora in fase di perfezionamento, ne vengono rubati dei prototipi, che se usati nella maniera sbagliata potrebbero causare dei danni non indifferenti.

La trama di base è piuttosto originale, alcune idee sono molto interessanti e vengono adeguatamente sviluppate, i personaggi principali sono ottimamente caratterizzati, e nel loro insieme costituiscono un gruppo omogeneo e ben assortito. Satoshi Kon alla regia è una garanzia, e anche questa volta riesce a rendere il prodotto degno di nota, seppur in maniera inferiore rispetto alle sue precedenti opere. In "Paprika" sogno e realtà si fondono insieme, al punto che sarà difficile se non impossibile distinguere l'uno dall'altro, e il regista gioca prevalentemente su questo per confondere ulteriormente lo spettatore.
La storia è una sorta di thriller fantascientifico, dove tutti gli elementi vengono alternati sapientemente e in maniera vincente, senza forzature e senza eccessi.

Dal punto di vista tecnico nulla da segnalare se non note positive, a partire ovviamente dalla strabiliante regia. Il design dei personaggi è ottimo, le animazioni sono molto fluide e le ambientazioni variegate e originali. I fonali sono ricchi di dettagli, ed è difficile non notare le differenti tonalità utilizzate per distinguere la realtà dal sogno.
Il comparto sonoro è altrettanto spettacolare, e propone un doppiaggio più che adeguato, oltre che delle musiche sempre azzeccate.

Personalmente considero "Paprika" il peggior lavoro del regista, ben distante dai livelli di "Millennium Actress" e soprattutto di "Perfect blue". A differenza delle opere precedenti, quest'ultima non è riuscita a coinvolgermi come mi sarei aspettato, e anche dal punto di vista strettamente registico, seppur il lavoro sia di altissimo livello, è mancato qualcosa, forse l'effetto sorpresa ormai irraggiungibile, vista la conoscenza delle tecniche e dello stile del regista. Rimane comunque un'opera estremamente interessante e meritevole di visione, che consiglio vivamente nel caso cerchiate qualcosa di originale.


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Eoin

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"Paprika" è un lungometraggio animato del 2006, diretto dal maestro Satoshi Kon, noto per gli elementi fortemente psicoanalitici presenti nelle sue pellicole, e tratto dall'omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui.

La trama ruota attorno alla DC Mini, un dispositivo creato dal tanto pingue e vorace quanto geniale Tokita, con il quale sarebbe possibile entrare nei sogni altrui, aiutando gli psichiatri a risolvere i problemi dei propri pazienti, indagandone direttamente il subconscio. Il furto dei prototipi, ancora in fase di sperimentazione, rivela la pericolosità degli stessi, in quanto il colpevole riesce a manipolare la mente di alcune persone, distorcendone il senso della realtà e coinvolgendole in pericolosi incidenti.
L'équipe che ha lavorato alla realizzazione della DC Mini cercherà in ogni modo di fermare il criminale, mettendo a repentaglio la propria vita e la propria salute mentale.

Considerando il comparto puramente tecnico, "Paprika" è un film veramente straordinario: ottime le animazioni, la colonna sonora e il doppiaggio italiano. Le ambientazioni sono estremamente curate e precise, fin nel minimo dettaglio, così come il design della maggior parte personaggi, il quale, con il suo realismo, crea un bizzarro contrasto con l'aspetto vagamente caricaturale ed esagerato di alcuni soggetti. La CG si amalgama bene con l'animazione tradizionale, e non si fa quasi notare.
Il cast principale è costituito da appena una manciata di personaggi, comunque dotati di un'interessante caratterizzazione psicologica: da un lato credibile, realistica, dall'altro assurda e irrequieta, quindi più che adatta alle situazioni cui sono sottoposti.

Il regista gioca con la mente dello spettatore, fondendo magistralmente mondo materiale e mondo onirico, rendendo, con lo sviluppo della vicenda, sempre più difficile distinguere questi due ambiti. Non è quasi mai possibile affermare con certezza se si stia assistendo ad eventi che hanno luogo nella sfera reale o in un sogno. Questa caratteristica è ben evidente sin dall'eccellente opening, che vede la protagonista passare con disinvoltura da un'inquadratura all'altra, saltando tra un cartellone pubblicitario e il logo di una T-shirt, cambiando location in un battito di ciglia, modificando il tempo e lo spazio a proprio piacimento.
Le incursioni nel mondo dei sogni sono rappresentate efficacemente da un'esplosione cromatica dalle tonalità luminose e brillanti o, al contrario, da atmosfere più cupe e inquietanti, spesso contrassegnate da una evidente distorsione della scena, sia dal punto di vista del contesto, sia da quello della fisionomia dei personaggi.
Questo universo, con le sue contraddizioni, la modificazione dei ricordi, l'alterazione delle leggi della fisica e della natura e il peculiare caos, disorienta e, allo stesso tempo, affascina i protagonisti e gli spettatori, immergendoli in una realtà fantastica, ma pericolosa, in cui è facile perdere sé stessi, smarrendosi insieme a una moltitudine di figure e creature surreali.
C'è anche spazio per citazioni e riferimenti cinematografici, alcuni dei quali relativi ad opere dello stesso Satoshi Kon.
"Paprika" è, nel complesso, un'opera visivamente e acusticamente splendida, capace di stordire e meravigliare continuamente lo spettatore con la sua potenza e ricchezza grafica e sonora.

I presupposti per la realizzazione di una storia curiosa e intrigante c'erano tutti: un pericoloso criminale, in possesso di una tecnologia avanzatissima, da fermare a tutti i costi e dei risvolti psicanalitici rilevanti. Speravo in una trama articolata, ma non incomprensibile, ricca di sviluppi inaspettati. Peccato che, in realtà, l'intreccio in sé sia molto più lineare di quanto non possa sembrare.
Tutto si risolve in una sorta di conflitto tra bene e male, tra indipendenza e controllo, rappresentato sostanzialmente dall'incontro/scontro tra mondo reale e mondo onirico, la cui separazione è messa in dubbio dalla creazione della DC Mini, che permette agli uomini di violare la sacralità dei sogni, di invadere, grazie alla scienza, uno dei pochi luoghi in cui si può ancora essere autenticamente liberi e privi di limitazione alcuna.
A tratti, pare che l'estrema maestria che il regista esprime nel sapersi giostrare abilmente tra concretezza e illusione, che lo sfoggio di bellezza grafica e che la stravaganza degli avvenimenti servano a distogliere l'attenzione da una sceneggiatura non sempre all'altezza, seppur molto interessante e non priva di riusciti colpi di scena. In parole povere, l'aspetto relativo all'estetica e alla forma sembra sorpassare quello dei contenuti.

Nonostante questi difetti, "Paprika" resta una pellicola d'animazione visionaria e non poco avvincente, condita con una buona dose di ironia, la cui visione è sicuramente consigliata agli appassionati del genere psicologico, specie se valorizzato da atmosfere allucinate e stranianti.


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npepataecozz

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Almeno a giudicare dalle parole, dai commenti e dalle recensioni di gran parte dell'utenza, Paprika rappresenterebbe uno dei massimi capolavori (secondo forse solo a Tokyo Godfathers ma non posso dire nulla in merito perché ancora non l'ho visto) del genio visionario di Satoshi Kon. In passato, avevo già visto alcuni lavori del maestro e ne ero stato colpito positivamente; così tenendo conto di tutto questo mi sono attrezzato con salatini e con una buona bibita e mi son piazzato di fronte allo schermo sicuro di stare per assistere a qualcosa di davvero importante. Dopo averne terminato la visione non posso che confermarne la grandezza; però, e mi vergogno come un ladro a dirlo, mi sento un po' come quel turista che si reca al Louvre per vedere la Gioconda e una volta che è lì, proprio di fronte al quadro di Leonardo, comincia a sbadigliare per la noia.
Paprika parla di sogni e del loro legame con la psiche umana. Un gruppo di scienziati riescono a creare una macchina attraverso la quale è possibile "entrare" nei sogni di un'altra persona. Le finalità di questa scoperta sono essenzialmente terapeutiche: attraverso questo congegno, infatti, lo psicologo potrebbe addentrarsi direttamente, e non più per via mediata, nel subconscio del suo paziente e ciò gli consentirebbe di fare diagnosi più precise e prescrivere terapie più idonee. Ma un'invenzione di questo tipo, però, non può non attirare individui spinti da finalità meno altruistiche: il congegno, infatti, viene rubato e usato per controllare le menti delle persone fino ad arrivare al paradossale risultato di "fondere" realtà e sogno.
Questa, a grandi linee, è la trama di "Paprika", un titolo sicuramente molto difficile da seguire, che diventa a tratti davvero incomprensibile. Le visioni del maestro Kon si susseguono l'una dopo l'altra senza soluzione di continuità e, senza una guida adeguata, finiscono per apparire come una serie di immagini ben disegnate ma che si uniscono l'un l'altra creando una grandissima confusione. Accanto a questo, molti argomenti o vicende vengono introdotti ma poi accantonati, non spiegati o non portati a degna conclusione; e, riguardo a quest'ultimo aspetto, la cosa mi ha lasciato decisamente insoddisfatto.
Quando vedi qualcosa di artisticamente diverso, la sua originalità non può non essere colto dallo spettatore esperto; questo però non vuol dire necessariamente che il risultato sia quello di estasiarlo. Non posso fare a meno di ammettere che, nonostante la presenza di una grafica eccellente e di una colonna sonora da urlo, nonostante l'introduzione di argomenti di grande suggestione e su cui si potrebbe discutere per anni, la visione di Paprika mi ha, sostanzialmente annoiato. Forse il motivo principale va ricercato in un cast di personaggi che non ho trovato all'altezza delle aspettative; sia come sia riconosco i meriti di questo titolo ma più della sufficienza non mi sento proprio di dargli.


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kaio1982

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
"Paprika" è un film di Satoshi Kon del 2006, anno che ormai posso definire il migliore per l'animazione giapponese degli ultimi 20 anni. Preciso subito che questo film non è un capolavoro, ma riesce a coinvolgere proprio grazie alle idee folli di Satoshi Kon, regista ingegnoso morto troppo presto nel 2010.
Fatta questa premessa inizio subito a citare i difetti che affliggono quest'anime. La sceneggiatura sembra essere il punto debole di Satoshi Kon, almeno per quanto riguarda "Paranoia Agent" e naturalmente Paprika, che è letteralmente divorato dalla sua sceneggiatura schizofrenica e confusionaria. Infatti non si riesce mai a capire quando si tratta di sogni o di realtà. Questo non sarebbe un problema se lo stile adulto ed estremamente realistico di Kon non si scontrasse frontalmente con le sue ottime idee di pura ingegnosa follia. La trama è semplice e parla di un gruppo di scienziati Giapponesi che inventano una macchina a scopo medico denominata Dc mini, in grado di mostrare sui monitor i sogni delle persone. L'inizio è sempre logico e realistico, ma dopo un po' gli scienziati iniziano letteralmente ad impazzire e cadono nella follia più totale. I loro folli sogni, sono accompagnati appunto da una sceneggiatura che non riesce a tracciare bene i confini tra realtà, paranoia e sogni. Il risultato è semplicemente un gran casino, sicuramente spettacolare e coinvolgente, ma che non permette alla trama di svolgersi in maniera chiara e coerente.
La caratterizzazione dei personaggi è solo discreta, ma sufficiente a tracciare bene il profilo psicologico della dottoressa Atsuko Chiba e naturalmente della ragazza di nome "Paprika".
Dal punto di vista tecnico "Paprika" è eccelso e ottimamente realizzato. Il character design è quello tipico di Satoshi Kon, qui estremamente dettagliato e realistico. I fondali e tutti gli oggetti, godono di una cura esemplare per ogni dettaglio. Le animazioni sono caratterizzate da una fluidità estrema, perfetta per rappresentare la follia malata e distorta di quest'anime. Le musiche sono trascurabili, mentre il doppiaggio italiano vanta doppiatori bravi e famosi, quindi è perfetto.
In definitiva, considero questo "Paprika" un buon film, adatto ad un pubblico adulto, ma anche ad adolescenti maturi ed appassionati di questo genere.


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ChoppyBunny_Hino

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Premetto di non aver mai visto un lavoro di Satoshi Kon, quindi non posso dare un parere confrontando altri suoi lavori con questo.
Questo film di animazione è stato un qualcosa di surreale e fantastico, piacevole da vedere e sopratutto attira non tanto per la trama in se, ma per i suoi colori vivaci.
Infatti proprio questo mi ha spinto a vederlo, la trama non è banale, o almeno non ne ho ancora viste di simili, anzi scoprire noi stessi e le nostre paure attraverso i sogni è interessante, anche se poi a metà film l'ho trovato molto strano e confusionario a causa della "processione" di cose/persone/animali senza senso dovuta alla mente di un pazzo, però pensandoci stiamo parlando sempre di sogni, quindi ogni cosa è lecita, anche la più bizzarra.
Il finale mi ha spiazzato totalmente, non me lo aspettavo sinceramente, perché non era qualcosa di percepibile, anzi non avevo notato questo amore, che magari doveva essere un po' più esplicito all'inizio. Concludendo non mi ha lasciato un'insegnamento ben preciso questo film, ma ho solo pensato alla classica morale in cui "l'amore vince su tutto".
Parlando invece dell'animazione, come ho detto in precedenza mi è piaciuta, partendo dalla locandina, che mi ha spinto a vederlo, fino ad arrivare al film vero e proprio che è stato curato in ogni minimo dettaglio, basti pensare alla stanza delle farfalle, o alle bambole, l'autore avrà avuto una grandissima pazienza nel fare le ambientazioni poiché non sono fatte a casaccio.


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Bradipo Lento

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
"Paprika - Sognando un sogno" è l'ultimo film completato da Satoshi Kon prima della sua scomparsa. Si tratta di un'opera interessante ma non facilmente comprensibile perché l'intreccio degli eventi è piuttosto contorto.
Si parte con l'introduzione di una macchina rivoluzionaria, la "DC Mini", che consente agli psicoanalisti di entrare (letteralmente) nei sogni dei loro pazienti per aiutarli ad analizzare l'inconscio. Il macchinario è però ancora allo stadio di prototipo e il suo utilizzo è soggetto a pesanti restrizioni. Una DC Mini scompare improvvisamente, e contemporaneamente si scopre che il sogno di una persona sottoposta al trattamento con questo macchinario sta diventando reale, mettendo in pericolo l'esistenza di tutti gli esseri umani: c'è un collegamento tra l'uso della DC Mini e quanto accade?

Ci sono varie storie che si intrecciano tra loro: la prima è quella che ha per protagonista Himuro (uno dei ricercatori che ha sviluppato la DC Mini), che durante il film diventa sempre più reale. A questa si aggiungono quella del Detective Kogawa - nata da un mix tra i ricordi della sua gioventù e la frustrazione per le difficoltà incontrate durante un recente caso di omicidio - e quella del direttore dell'Istituto dove è stata prodotta la DC Mini che non trova etico entrare nei sogni delle persone (anche se lo scopo è quello di aiutarle a superare le loro nevrosi). Come se tutto questo non bastasse, a movimentare il tutto si aggiunge il personaggio di Paprika. La ragazza è l'alter ego della dottoressa Chiba (capo del progetto DC Mini, che usa il macchinario anche fuori dalla struttura ospedaliera dove si svolge la sperimentazione). Per larghi tratti del film Paprika è, a tutti gli effetti, un personaggio a se stante: fisicamente e caratterialmente diversa dalla dottoressa Chiba, solo dopo molte peripezie si scopre che questa ragazza incarna i lati nascosti della ricercatrice.

Realizzazione grafica affascinante, l'ambientazione onirica degli eventi ha permesso alla Madhouse di realizzare delle scene dall'alto significato visivo che si intonano con gli eventi. Tra queste da ricordare la parte del sogno del detective Kogawa dove rincorre il colpevole del caso a cui sta lavorando, quando il pavimento del corridoio sembra liquefarsi rallentandolo nella sua corsa.
Tra i punti che non convincono molto c'è la ripetitività delle scene del sogno di Himuro: la parata degli strani personaggi farneticanti viene proposta anche troppo spesso, e alla fine risulta quasi fastidiosa. Le tante metafore che si incontrano durante il racconto contribuiscono a rendere sempre più intricata la narrazione, così come lo stretto intreccio tra le varie storie.

Un prodotto che può essere classificato come un capolavoro o come una pessima opera: io mi tengo nel mezzo.
Il film è intrigante per le tante situazioni che propone, per gli spunti di riflessione e per i temi trattati. Allo stesso tempo la narrazione è veramente troppo complessa: ho dovuto vedermelo due volte (a distanza di tempo) per cercare di comprenderne il senso, e sono sicuro che ci sono ancora molti aspetti che mi sono sfuggiti e che meriterebbero una ulteriore visione. Satoshi Kon, comunque, ha prodotto un lavoro di grande livello: non ritengo giusto dare una valutazione bassa soltanto perché io non sono stato in grado di comprenderlo in pieno.


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Sonoko

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Paprika è un film molto particolare, di non facile comprensione. D'altra parte lo è innanzitutto il tema che affronta, ovvero l'analisi dei sogni, del subconscio umano: in un prossimo futuro un gruppo di scienziati ha ideato una macchina, la DC mini, capace di introdursi nei sogni delle persone per poter essere impiegata nel campo della psichiatria. Purtroppo alcune DC mini vengono rubate ed usate per insinuarsi nel subconscio di varie persone, che impazziscono.
Atsuko, ricercatrice responsabile del progetto (ancora in fase sperimentale), che già usava il dispositivo anche al di fuori della struttura, cerca di risolvere la situazione, aiutata da Tokita, il genio che ha costruito la macchina, dal direttore del suo reparto Shima e dal poliziotto Konakawa, già cliente che beneficiava delle prestazioni della macchina.
Il film all'inizio è un pò pesante, per via dei molti dialoghi effettuati anche con un linguaggio abbastanza "tecnico", poi però, superata questa prima fase, ci si appassiona alla storia ed il resto scorre via più facilmente.
Si tratta di un film in cui è molto importante guardare oltre che ascoltare, ed effettivamente se si perde il filo si rischia di non riprenderlo più... Ci vuole un po di attenzione, dunque, ma ne vale la pena. E poi quelle immagini oniriche a volte pittoresche, a volte caotiche e folli, a volte incomprensibili per noi occidentali, sono una gioia per gli occhi, un vero capolavoro di animazione!
I personaggi sono abbastanza ben caratterizzati, anche se di alcuni si coglie necessariamente la natura solo alla fine.
Il doppiaggio è buono, anche se la voce di Atsuko non mi convince del tutto: la doppiatrice è brava, ma mi sembra un pò troppo "giovane" per il ruolo che interpreta; al contrario la stessa doppiatrice mi pare perfetta per Paprika.
Niente da dire sugli altri, perfetti per i propri ruoli.
Sinceramente devo dire che, nonostante abbia seguito tutto il film con attenzione, sento di non aver compreso proprio tutto... Insomma, ritengo che per via della sua complessità questo film richieda più di una visione.
Forse è vero che è un tantino sopravvalutato (il mio preferito di Kon resta Tokyo Godfathers), ma resta comunque un ottimo film.
Consigliato a tutti ma, nonostante sia un film di animazione, non ai bambini, non tanto per quel paio di scene di nudo e di violenza segnalate in altre recensioni, quanto, soprattutto, per la sua complessità di cui ho parlato prima.


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Crashis

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
"Paprika: Sognando un Sogno" è un film prodotto nel 2006 dal maestro Satoshi Kon. Questo film si sviluppa su una linea logica piuttosto eterea e confusionaria all'inizio, per poi consolidarsi una volta che il film ha preso piede. Conosceremo fin da subito i personaggi principali: la dottoressa (e protagonista) Chiba, il direttore del suo reparto Shima, l'inventore Tokita e il poliziotto Konakawa. Questi primi tre protagonisti serviranno per dare l'interessante input del film, nel quale potremo osservare questi studiosi intenti allo scoprire i misteri dei sogni dell'uomo, molto vasti e confusionari nel complesso. Ben presto, però, uno dei macchinari più importanti e ancora in fase di produzione di Tokita, sparisce, e il ladro viene definito come terrorista, data l'importanza di questo apparecchio. Da quello che inizialmente sembra un semplice giallo, si dirama un'avventura piuttosto imponente e strana, in cui i protagonisti si troveranno spesso a saltare tra sogno e realtà. Il punto di forza non sta però nella caratterizzazione dei personaggi, bensì nella qualità dei dialoghi e nella morale nascosta nel finale del film.

Lato Tecnico
Il vero punto di forza di questo film è però lo stile grafico, contornato da una soundtrack veramente di qualità: prodotti simili non se ne vedono spesso. Lo stile grafico è piacevole da vedere, e ricorda a tratti quello del maestro Miyazaki, anche se si mantiene sempre su una connotazione realistica.

Commento Finale
Paprika è un film strano: o lo si ama o non lo si guarda. E' un film particolare, difficile da capire e piuttosto complesso. Bisogna avere una mente molto elastica per riuscire a seguire l'andamento della storia, in altri casi il film potrebbe generare solo confusione. Lo consiglio? Si, ma non a tutti.
Voto Finale: 7, sarebbe un 6 e mezzo arrotondato per eccesso, visto che comunque la qualità dello stile grafico prende largo spazio nella storia, e lascia poco spazio a sentimenti e caratterizzazione dei personaggi.
Qualità Doppiaggio: Ottima - E' raro vedere un film d'animazione giapponese così ben doppiato in italiano. le voci sono ben accoppiate ai volti e il tono è sempre giusto e consono all'espressione facciale dei personaggi.


 3
Disillusion

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Purtroppo devo ammettere di non essere rimasto particolarmente colpito da quest'opera, tuttavia neanche deluso. Trovo comunque che 'Paprika' sia un anime sopravvalutato, e che a mio avviso sia discreto.
L'anime si presta a trattare il vasto - se non infinito - argomento del confine tra sogno e realtà, un tema spesso di moda, che si tratti di un'epoca lontana - nel passato o nel futuro - o vicina. Con la "scusa" dei sogni, un anime può essere manipolato molto liberamente, con la condizione specifica di stupire lo spettatore offrendogli un cocktail di idee basate sulla fantasia.

'Paprika' è velocemente descrivibile come una matrioska russa, dal momento che in genere stupisce e affascina lo spettatore poco esperto di anime, mentre all'occhio esperto risulta come una catena di déjà-vù.
Il suo stile appare a molti come quello di un anime del calibro di 'Paranoia Agent', ma aggiungerei anche che assomiglia vagamente a un incrocio tra un cartone americano stile "Disney" e un anime giapponese stile "Ghibli", il tutto condito con qualche spezia di follia alla "Kuuchuu Buranko".

Vorrei motivare il mio voto contenuto, e mi cimento a farlo affermando che l'anime - avendo contenuti tendenzialmente molto misti - in certe scene meriterebbe forse di essere classificato come anime per bambini; per certe altre scene invece è più propenso alla visione di un pubblico maturo. Se non fosse per tre o quattro scene specifiche - di violenza o "mild nudity" -, a mio avviso lo classificherei come opera per un pubblico infantile.

La fantasia utilizzata in quest'anime è generalmente buona ai suoi massimi livelli, presentando una sorta di caos più o meno apprezzabile, ma alla fine risulta solamente discreta, e penso che si sarebbe potuto fare anche molto meglio: tante scene vengono ripetute, riducendo così lo spazio per eventuali proposte alternative, e tutti questi déjà-vù diventano noiosi, a tal punto da stancare o irritare.
Per concludere, promuovo disegno, animazione e colonna sonora, ma boccio personalmente il finale per la sua banalità e lo scontato. Anime consigliato sicuramente a coloro che sono affascinati dall'argomento sul confine tra sogno e realtà, avvisando che sono presenti alcune scene di violenza (moderata) e "mild nudity", ergo non adatto ai bambini.


 8
God87

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
In un vicino futuro la scienza ha permesso, con i suoi progressi, addirittura di "registrare" i sogni delle persone, per poterli poi visionare e analizzare in ambito psichiatrico. Non entrate ancora ufficialmente in produzione, le apparecchiature predefinite a tal scopo diverranno un'arma di terrore quando saranno trafugate e usate, da un misterioso terrorista, per far "sognare a occhi aperti" gli individui, portandoli così alla follia. La dottoressa Atsuko Chiba, sotto le vesti del suo avatar "onirico" Paprika, inizierà a indagare...

Si sa, quello visionario è sempre stato il campo tematico prediletto da Kon. Per questo non stupisce riconoscere in "Paprika", il suo ultimo lungometraggio da regista, l'apoteosi finale della sua poetica, una storia che parla di sogni ed è ambientata nel loro mondo. Opera impersonale basata, come "Perfect Blue", su un soggetto non originale - in questo caso l'omonimo thriller letterario di Yasutaka Tsutsui -, ma realizzata con tutta la cura estetica e tecnica proprie del regista, "Paprika" ancora una volta parla, con classe, della sua adorata realtà metafisica.

Tocca ammettere, ahimè, che il soggetto, al di là del tema onirico, si riconduce a una qualsiasi delle incarnazioni di "Ghost in the Shell" (un terrorista/hacker tramite sogni/virus si introduce nella psiche di moltitudini di persone per farle impazzire, e per andare a stanarlo Motoko/Paprika entra lei stessa nel cyberspazio/sogno), generando un generale senso di déjà-vu che impedisce al film di ambire a un'eccessiva originalità, ma il senso di già visto è decisamente smussato dal delizioso tocco visionario del regista, che qui trova, per ovvie ragioni, l'occasione di esprimere senza freni esibitori la sua carica allucinata. "Paprika" è sintetizzabile, in effetti, come un tripudio di fantasmagorica follia, un trip cervellotico di eserciti di giocattoli dalle movenze convulse, di bambole inquietanti e di elettrodomestici posseduti che si muovono, in gruppo, sullo sfondo di amene musiche da circo; ma anche di visioni più sottili e inquietanti, date da timori ancestrali che possono essere moniti per il futuro o anche scorci di vita reale, un frammentarsi di reale e intangibile che rende la storia, altresì semplicistica, caotica. Perché sì, "Paprika" si riduce essenzialmente alle indagini di due gruppi di personaggi (la protagonista e il detective Toshimi Konakawa) per scoprire il misterioso boogeyman che sta facendo impazzire le persone, ma entrambi si muovono per la maggior parte nel confine tra realtà del sogno: difficile stabilire quando agiscono nella vita reale e quando no, e questa voluta scelta per spiazzare lo spettatore porta la visione a risultare fin da subito impegnativa e, per questo, stimolante.

Immersi così nelle atmosfere del film, si apprezza come di consueto la bravura di Kon nell'ammaliare l'occhio con visioni surreali, da incubo e da fiaba, ben sorrette dalle - come al solito - eccellenti animazioni Madhouse, ma duole constare come alla fine, pur con un ottimo gradimento generale e la piacevole "fatica" di seguire la trama nelle sue "false piste", quest'ultima si riveli, stringando, ancora più semplicistica di quello che già è, preferendo spingere, nel finale, sul pedale dello spettacolo grafico per sopperire a una conclusione che si poteva dare con mezz'ora di anticipo. "The bigger the better" si dice: ecco quindi che le atmosfere bizzarre e inquietanti fanno posto a cattivi-macchietta e pure a distruzioni apocalittiche e caos, fusioni tra realtà, ecc. capaci di distruggere il mondo, un parossismo che fa cadere le braccia e sembra pure indegno del regista, fortunatamente non così orribile da ridimensionare tutto il film.

Convincono, infatti, quegli scorci del "vero" Kon, intimista e umano, che qua e là ritroviamo: nell'eroina bitchy alla ricerca di una dimensione esistenziale più serena; nel frustrato detective Konakawa, che deve affrontare i fantasmi dolorosi del passato; nell'amore sincero che può sbocciare anche per un gigantesco obeso. Tratti di Kon che danno sollievo e dignità a un prodotto forse un po' troppo eccessivo nella forma ma, per resa e atmosfere, degno del nome che porta.


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Medea

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
"Paprika" è un film che vale davvero la pena di vedere, essendo secondo me apprezzabile sotto ogni punto di vista: la trama è ben sviluppata, basata sull'analisi dei sogni, che riesce ad accoppiare perfettamente sia le scene discorsive sia quelle d'azione. L'intreccio è ben fornito di colpi di scena, e, a differenza di molti altri film giapponesi, non scorre in modo lentissimo. I disegni sono accurati in ogni particolare, pur non risultando pesanti. Le musiche si adattano perfettamente alle scene, con una particolare menzione per quella d'apertura. Le animazioni sono semplici, ma non legnose, come ci si aspetta per un anime non propriamente d'azione.
In conclusione Paprika è un opera perfettamente riuscita sotto tutti i punti di vista, che consiglio vivamente a tutti.


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AmarantaKiller

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Per me questa è la seconda opera che vedo del tanto compianto maestro Satoshi Kon. "Paprika" è un lungometraggio realizzato dalla Madhouse che, come altri utenti hanno ricordato, è stato presentato in anteprima alla mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 2006. Il soggetto è tratto dal romanzo di Yasutaka Tsutsui, il quale, come nel caso dello stesso Kon, avrà anche un piccolo spazio nel film con il doppiaggio di un personaggio minore.
Per quanto riguarda il comparto grafico, esso è decisamente superbo, così come il character design dei protagonisti, i fondali e le animazioni, che si distinguono per grandissima fluidità e precisione.
"Paprika" esplora il mondo della psiche umana sul suolo accidentato del sogno e lo fa iniziando con una grande scoperta scientifica, la "DC Mini", ancora in fase di perfezionamento, che serve a un team di dottori, tra i quali c'è anche la protagonista Atzuko Chiba, per aiutare i propri pazienti a superare le nevrosi o per il trattamento di patologie psichiche gravi. Questo dispositivo è stupefacente, perché i dottori grazie a esso possono introdursi nei loro sogni e quindi arrivare più facilmente alla radice dei loro problemi. Tuttavia la situazione inizia a volgere al peggio quando vengono sottratte alcune DC Mini per finalità non terapeutiche, bensì criminali; ciò scatena una vera e propria caccia all'uomo condotta sul filo tra realtà e sogno.

Com'è noto, le opere di Kon non sono facilmente digeribili e richiedono sempre un po' di tempo per capire, e molto spesso non si è neppure certi di aver afferrato bene l'idea. La storia è ricchissima di simbologie, che aggiungono nuove sfumature e complessità alla trama e alla struttura narrativa già piuttosto elaborata.
La prima parte del film è abbastanza lenta e verbosa e risulta un po' pesante; poi a un certo punto il ritmo narrativo accelera e lascia spazio maggiormente all'azione. Il titolo si riferisce al nome dell'alter-ego della dottoressa Chiba, Paprika appunto, con cui lei si intrufola nei sogni dei suoi pazienti instaurando un contatto con loro, grazie alla sua natura dolce e allo stesso tempo sensuale e/o piccante. Quindi non è un caso la scelta del nome di questa spezia.
Secondo il mio punto di vista, il film propone molto su cui riflettere. Per esempio l'inarrestabile tendenza dell'uomo a conoscersi meglio con l'ausilio di mezzi tecnologici, al fine di penetrare anche negli spazi più reconditi e inaccessibili come quello del subconscio. Quest'ultimo, secondo la definizione dell'ES, è un luogo che non ha ordine: l'istinto, le frustrazioni, i tormenti, le paure si scatenano liberamente e talvolta attraverso i sogni ci inviano dei messaggi che cerchiamo di decifrare. Quindi anche noi stessi tentiamo di esercitare un controllo su di noi e sulla nostra natura, altrimenti non si spiegherebbe la nascita della psicanalisi e affini.

Ma se invece di noi stessi, fosse qualcun altro a esercitare tale controllo? Questa è a mio avviso un'altra tematica. Alla continua esplorazione dell'animo umano, si unisce da parte dell'uomo anche il desiderio d'esercitare il proprio dominio su di sé e sugli altri uomini e in questo film ciò avviene sul piano più irrazionale: ovvero quello dei sogni. Infatti, "il nemico" cerca di assumere il controllo sugli uomini dilaniando la mente di coloro che sono entrati in contatto con la DC Mini, dottori e pazienti quindi, da una parte, per contrastare i benefici della scienza e, dall'altra, per annientare l'umanità attuando metodi distruttivi, costringendola a un eterno stato di incoscienza o sogno a occhi aperti che porta alla pazzia.

Lungi dallo svelare il finale del film, io credo che la figura di Paprika sia emblematica perché in qualche modo attraverso la sua spontaneità e la sua sensualità, che afferisce alla sfera dell'istinto, riesce a riportare la prospettiva del sogno alla sua origine, in quello spazio dove non esiste nulla che si possa definire razionale e dove non c'è nessuna forma di controllo, e dunque ristabilendo così un equilibrio tra l'inconscio e la coscienza. Ma in che modo ci riuscirà la nostra eroina?
Naturalmente questa è una mia interpretazione e la storia si presta a mille letture che lascio agli altri spettatori interessati a confrontarsi con un altro lavoro di gran pregio dell'indimenticabile Kon.


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Argento

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Sono riuscito finalmente a vedere "Paprika". Precisamente l'ho visto due volte. La prima volta non è bastata e ho avuto il bisogno di rivederlo. Ho aspettato tre giorni, per digerirlo, assimilarlo e valutarlo. Giusto il tempo di togliermi quella musichetta dalla testa. Quella dei titoli di testa, perché ti rimane in mente, e alla fine ti accorgi che è proprio lei che stai canticchiando in ufficio. Logicamente canticchiata da me equivaleva a un insieme di parole insensate e prive di grammatica o fonetica - chi ha visto il film può immaginarsi la scena.

Il film inizia mostrando la protagonista, Paprika, appunto, intenta ad aiutare un poliziotto alle prese con un caso di omicidio, mentre contemporaneamente in un laboratorio di ricerca viene trafugata un'invenzione che potrebbe cambiare totalmente il nostro concetto di realtà, nonché aprire nuovi orizzonti alla psicologia clinica e alle cure di molte malattie psicologiche. La DCMini, questo il nome della straordinaria invenzione, permette di entrare nei sogni delle persone, in modo da poterle vedere nel loro stato più puro nel loro inconscio. La macchina per questioni di sicurezza è dotata, come tutti i prodotti, di rigidi protocolli d'inizializzazione e limitazione degli accessi in modo da poter essere sicura e aiutare il prossimo. Peccato che il modello trafugato sia ancora nella fase di sviluppo e debba ancora essere soggetto a tutte le procedure di restrizione. Pertanto la DCMini in questione permette di connettersi in tempo reale ai sogni di chiunque, anche da svegli. Tutto questo in un drammatico crescendo, fino a quando la realtà e il sonno e i sogni si fondono in un tutto.

I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati, anche se lo stile un po' troppo "realista" non è troppo di mio gusto, ma molto ben controbilanciato da un approfondimento psicologico molto interessante se rapportato ai 90 minuti di durata del film.
Vi sono personaggi carismatici, come la dottoressa Chiba e Paprika, contrapposti a figure borderline, come quella del dr Tokita: genio bambino, che soffre di fame convulsa e di sindrome da responsabilità, pur essendo forse il più grande genio del pianeta; o come il dottor Morio Osanai, disperato per la sua normalità che neanche il suo essere "bello" riesce a sconfiggere. Satoshi Kon era riuscito a ricreare veramente un parco umano molto interessante in questo film se lo si guarda un po' più a fondo di quello che vogliono farci vedere i disegni. Ma questo non toglie nulla alla realizzazione tecnica, che visivamente era di ottimo livello per il mercato cinematografico (si tenga conto che il film è del 2006).

Davvero belli sono i fondali, con colori vividi e brillanti, che grazie alla computer grafica riescono a rendere davvero bene una zona di modernità. Io ci vedo Shinjuku in quell'ammasso di torri in prospettiva, forse perché vagamente il Detective Kogawa mi ricorda il personaggio di Soichiro Yagami della serie "Death Note" - molte volte questa serie animata era ambientata tra i grattacieli di Shinjuku.
In sostanza consiglio caldamente la visione del film a tutti. Il voto è onestamente la somma del divertimento e delle emozioni che il film mi ha lasciato, e delle meraviglie tecniche che Kon è riuscito a realizzare con lo staff dello studio Madhouse - che ho collegato solo ora essere lo stesso di "Death Note", mistero risolto!
Ammetto che, finito il film, il secondo che vedo di questo regista dopo "Millennium Actress", effettivamente è un peccato per il cinema che Kon non ci sia più.


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Turboo Stefo

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Satoshi Kon è stato uno dei registi più famosi che grazie al pubblico e alla critica ha cavalcato l’onda del successo con i suoi progetti originali e profondi, e con “Paprika - Sognando un sogno” non ha fatto differenza. Dando fondo alle sue idee più contorte ha idealizzato un film tratto dal libro di Yasutaka Tsutsui, che sottolinea molti contrasti e finisce con l’unirli, in un’infinità di sensi.

Un circo caotico domina la scena, ma nell’ombra una guardia controlla con occhiate furtive il pubblico fino a quando non si ritrova in una gabbia, inseguito da se stesso. La scena si sposta bruscamente su un treno in corsa dove si svolge una lotta mortale, per poi passare a un inseguimento a rallentatore in un corridoio dove la vittima cade lentamente a terra, e ripresa la corsa le pareti e il pavimento cominciano a ondeggiare fino a scomparire. Questo è il sogno che il poliziotto sta facendo sotto la guida di Paprika, una ragazza che utilizza un particolare macchinario chiamato DC-mini per entrare nei sogni e registrarli, in modo da poterli psicanalizzare al meglio e addirittura indurre il paziente a sognare. Ma tornata alla realtà Paprika non è altri che una fredda dottoressa che lavora per una ditta alla quale hanno appena trafugato alcuni dei delicati DC-mini. Le paure sugli usi non fanno a tempo a essere ipotizzate che i primi effetti colpiscono il direttore. Inizia una contorta e movimentata battaglia per la sanità mentale mondiale.
Il giocare tra sogni e realtà del regista crea scenari incredibili, in modo da tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore per cercare d'individuare segnali di transizione. Proseguendo la storia acquista sempre più ritmo, come un masso in discesa impossibile da fermare, e inizieranno a susseguirsi numerosi colpi di scena che accompagneranno la narrazione fino alla travolgente conclusione.

L’opera si diverte ad accostare, a confrontare e a fondere gli opposti; la stessa protagonista è una dottoressa fredda e austera, maniaca del controllo, ma al suo interno vive la frizzante, energica e... piccante Paprika, oppure il brillante genio che rivela il suo lato infantile. Altre e numerose “separazioni” si trovano nel comparto visivo e in altre situazioni.
Nel finale molte cose finiranno con il convergere: sia i personaggi sia le realtà subiranno pericolosi mutamenti che potrebbero portare anche a qualcosa di positivo...
Molto gradevoli sono le metafore contenute nelle realtà mentali dei protagonisti, ovvero nei loro sogni. Alcune saranno chiare e addirittura spiegate, ma ce ne saranno altrettante più silenziose e radicate nelle caratterizzazioni a cui si arriva usando l’intuito o ragionando. In questo modo l’opera rimane scorrevole e semplice e offre comunque vari spunti allo spettatore per pensare.
Gradevoli sono le numerose e piccole citazioni, tante sono solo rimandi, come l’aspetto di un robot bambino legato a Tezuka, o ben più chiare, come l’aspetto rubato alla scimmietta Goku dal racconto originale di Saiyuki, oppure un costume da pinocchio. Queste sono solo alcune delle varie citazioni presenti che ci si può divertire a cogliere, e nel finale non mancheranno le autocitazioni; difatti nelle locandine del cinema si trovano i poster di Tokyo Godfather e di Perfect Blue. Inoltre nel doppiaggio originale lo stesso Satoshi insieme all’autore originale doppiano i due barman del Radioclub.

I disegni sono austeri, i personaggi hanno volti dai toni seriosi e abiti sobri, le ambientazioni sono curate nel minimo dettaglio, caratterizzate da dei freddi toni sterili, ma nell’universo di Paprika, quello dei sogni, tutto cambia, le animazioni si fanno più morbide e gommose, i colori hanno toni caldi e accesi, mentre tutto sembra in continuo movimento e la fantasia dà vita a idee contorte e anche perverse. Il tutto sottolinea perfettamente la totale differenza tra un mondo e l’altro come vuole il regista.
Nel complesso sia i disegni sia le animazioni offrono uno standard qualitativo incredibilmente elevato, ma la ricchezza maggiore è donata dagli effetti speciali. Le complicate trasformazioni che deformano lo spazio sono rese perfettamente, così come delle pareti infrante in mezzo al nulla, o degli edifici ondeggianti. Ma anche nella realtà ci sono effetti gradevoli, soprattutto sulle intricate ombreggiature che dominano all’interno degli angusti corridoi e degli uffici nella ditta.
La colonna sonora firmata da Susumu Hirasawa, già autore in altri film di Satoshi Kon e anche in Berserk, riesce a calzare sempre perfettamente le varie situazioni adattandosi ai contesti, da musiche circensi ad arie tese da trhiller; mentre la musica che accompagnerà la parata sarà una caotica e informe distorsione di sinfonie che si mescolano tra loro, sottolineando la natura della stessa e di come, anzi, da chi sia nata.

In Italia il film è disponibile, come tutte le altre opere del regista, sotto l’etichetta della Sony. Inoltre Paprika è stato il primo film d’animazione ad approdare nel Bel Paese in formato Bluray Disc e data la tecnologia ancora agli albori si nota una certa lentezza nei caricamenti, ma le immagini sono stupendamente vive e ricche di dettagli come solo il FullHD permette. Inoltre sono disponibili numerose lingue diverse tutte in multicanale e vari extra, soprattutto interviste agli autori del film.
Paprika è un universo reale dominato dalla fredda e dura realtà, e uno fantastico dove chiunque può vivere i propri sogni e affrontare le proprie paure, trasformando sia gli altri sia se stesso. E' un film dove genio e follia abbattono la sottile barriera che li divide, così come i sogni e la vita.


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Sentenced

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
C'è poco da fare, Satoshi Kon è stato un genio. La sua vena artistica era particolarmente legata agli aspetti che rendono la psiche umana una sorta di "mondo tutto da esplorare e interpretare" e, così come lo sono stati, citando due suoi titoli a caso, Perfect Blue e Paranoia Agent, anche Paprika non smentisce il valore delle sue opere.

Con Paprika lo spettatore viene fin dai primi minuti immerso in un mondo dove la sottile differenza tra la realtà e il sogno si mescolano, dove non è chiaro dove finisca il sogno e inizi la realtà. Stiamo continuando a sognare? Sembrerebbe di no, forse.
Nel frattempo scopriamo che un gruppo di ricercatori ha creato un'apparecchiatura rivoluzionaria, la DC-mini, capace di leggere i sogni. I problemi però non tardano ad arrivare. A seguito di comportamenti "anomali" da parte di alcuni dipendenti dell'azienda, e tutti palesemente riconducibili ad una manomissione della mente, si scoprirà che 3 DC-mini sono state trafugate dai laboratori, inoltre uno tra i ricercatori più impegnati nel progetto risulta misteriosamente scomparso...

Paprika è appena cominciato, spetta a te vedere come finisce... o come inizia? Mah!
Capolavoro!


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Pan Daemonium

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Satoshi Kon decide di superare l'esperienza lineare di Tokyo Godfathers (di cui c'è un piccolo omaggio pochi secondo prima della fine del film) e ritornare verso una concezione lynchiana dell'animazione.

Paprika è l'apoteosi dell'onirico. Se negli altri film ed in Paranoia Agent il piano dei sogni, o comunque un piano diverso da quello reale, è sì presente, ma non esplicitamente, mischiandosi continuamente con la realtà, qui invece il perno centrale è il fatto che il film è esplicitamente dedicato ai sogni! È come se Kon ci dicesse: "Guardate, questo film è dedicato ai sogni, quindi è tutto un sogno. Non ci troverete nulla di razionale, la razionalità non è parte dei sogni."
Ed infatti Kon disse che in Paprika ha lasciato semplicemente fluire la propria immaginazione.
Un comparto tecnico mirabile, una grafica fantastica, coloratissima, quasi astrale e caleidoscopica, tecnicismi ed un interesse per i particolari quasi maniacale. Nelle scene della parata pare di essere di fronte ad un quadro di Dalì.

Non sono, quindi, molto sicuro che si possa trovare una vera e propria trama nel film. È un sogno, non un film, per la maggior parte del tempo, quindi non ha alcun collegamento razionale al proprio interno. Credo che vada semplicemente guardato, per ammirare l'abile creazione di Kon.
Non do un 10 pieno perché, per l'appunto, non sono riuscito a trovare una vera e propria trama, e questo mi è spiaciuto un po'.

bob71

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Anime dream machine

Tratto dall'omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsui, "Paprika" è il quarto lungometraggio di Satoshi Kon, prodotto dalla Madhouse nel 2006 e presentato in concorso alla 63° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

In un futuro prossimo un sofisticato dispositivo è in grado di penetrare nell'inconscio e di interagire con i sogni, registrandoli come un film e aprendo nuove prospettive nei trattamenti dei disturbi psichici. Quando la glaciale e dimessa psichiatra Chiba e il goffo e geniale scienziato Tokita sono sul punto di terminare la sperimentazione e mettere a punto un efficace metodo terapeutico, alcuni prototipi del rivoluzionario congegno vengono trafugati da un misterioso "ladro di sogni". In seguito ai gravi incidenti causati dal folle psico-terrorista, il detective Konakawa, un agente della polizia ossessionato dal cinema, entrerà in azione e nelle indagini sarà affiancato dalla vivace e grintosa Paprika, brillante alter ego onirico della dottoressa Chiba, che lo guiderà nell'esplorazione dei più intimi recessi del subconscio.

A otto anni da "Perfect blue", Satoshi Kon torna a indagare il lato oscuro della psiche disegnando un nuovo e intrigante thriller. Si tratta di un'opera meta-cinematografica, un'apocalisse onirica che spinge fino alle estreme conseguenze quella fusione dei piani del reale, del sogno, del web e del cinema, che già il regista aveva sperimentato con la sua opera prima. Il romanzo è, per l'autore, un alibi per dare libero sfogo alla sua sfrenata creatività visionaria, e la macchina degli anime nelle sue mani diventa uno strumento ideale per dare vita alle invenzioni dove il tempo e lo spazio si frantumano in un caleidoscopio di suggestioni immaginifiche. Un'alluvione psichedelica inonda lo schermo cinematografico che diventa uno specchio magico in cui la realtà e la fantasia si sovrappongono e si confondono progressivamente, sfumando il confine tra sogno e incubo.

Ad alimentare le fiamme di questo delirio troviamo il direttore della fotografia Michiya Kato, che manovra i fili della macchina scenica per tradurre in immagini filmiche le astratte visioni e le idee del regista. Con un uso massiccio ma controllato della CGI, raggiunge nuove vette di abilità tecnica unita a una forte valenza artistica.
Da menzionare anche l'eccellente lavoro dell'art-director Nobutaka Ike. I suoi fondali sono impeccabili. Salta agli occhi la differenza tra le tonalità cromatiche sobrie e delicate degli scenari 'reali' e i colori acidi, vividi e abbaglianti del mondo dei 'sogni'.
Le musiche di Susumu Hirasawa completano idealmente il film. Fin dalla bellissima e originale sequenza dei titoli di testa, il compositore si produce in una performance eclettica e sfaccettata, alternando sonorità classiche da film giallo a iperbolici vocalismi distorti e mediati dall'elettronica e dal digitale.

Con "Paprika" Satoshi Kon ha dimostrato un'acutissima sensibilità estetica e una notevole conoscenza del rapporto arti visive/psicanalisi, si è confrontato con la scienza di Freud e con il cinema, usando l'animazione come personale rielaborazione artistica e, ancora una volta, è riuscito a esprimere il suo originale immaginario narrativo obliquo, ricco di intuizioni e contaminazioni in un film che ne ha segnato la definitiva consacrazione.


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Franzelion

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Paprika, una spezia... E invece no! (O forse sì?).
Paprika non è altro che uno dei protagonisti di questo contorto e psichedelico film animato di Satoshi Kon, ormai genio affermato; ma nonostante questo ho cercato come sempre di evitare pregiudizi e manipolazioni mentali per cercare di giudicare quest'anime con obiettività - cosa che rimane comunque molto, molto difficile.
"Paprika - Sognando un sogno" parla di un progetto atto a interagire direttamente con i sogni delle persone, e la tematica affrontata è appunto questa: l'importanza e l'intimità dei pensieri inconsci, e se abbiamo il diritto e l'arroganza di cercare di controllare eventi simili, al di fuori della nostra comprensione.

La risposta <i>forse</i> la troverete in questi 90 minuti di film, sempre ammesso che riusciate a seguire un filo logico narrativo/psiologico. La trama, difatti, è ingarbugliata, tanto da non riuscire a impedire al pubblico di accendere il cervello in modalità "Masturbazione mentale". Ma le connessioni che legano una situazione assurda all'altra ci sono, anche se non è sempre facile individuarle e "collegarle", così come non è detto che ci sia una spiegazione concreta per tutto. Difatti non cercate a tutti i costi una risposta, proprio perché vedendo il film sembra di sognare, come da titolo.
I disegni sono superlativi per ogni dettaglio, e le animazioni sono abbastanza buone, anche se ho visto di meglio in altri film.
La colonna sonora sa accompagnare bene ogni scena, invece, senza però pretendere troppo.

Alla fine non posso certo dire di avere capito tutto, sempre se sia possibile, ma l'intreccio narrativo/psicologico mostra comunque coerenza con se stesso e fa percepire che i contenuti ci sono, e sono sfruttati bene, anche se non sono alla portata di tutti, neanche mia. Proprio per questo consiglio di vedere il film più volte per comprenderlo in tutte le sue sfumature e sfaccettature.
Non avendolo compreso in pieno non posso affermare che si tratti di un capolavoro, ma in base ai contenuti e a una certa maturità registica penso che meriti almeno un 9, anche se, proprio per la sua natura controversa e ambigua, potrebbe essere definito sia una "schifezza" sia un capolavoro, a seconda dei punti di vista.
Altro motivo per cui però non penso possa considerarsi un capolavoro è per la caratterizzazione dei personaggi, che doveva essere più definita e profonda.
Consigliato a chi è cresciuto con le sane pippe mentali.


 1
MangaItalia

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Nell'ormai lontano 2006, Production I.G., insieme alla Madhouse, portarono Paprika al festival del cinema di Venezia. Voi vi chiederete cosa ci sia di tanto speciale in tutto questo. Il suddetto lungometraggio è stato girato dall'acclamato regista di anime Satoshi Kon che, anche in qui, sfoggia la sua competenza e bravura, dimostrata già in passato con opere come "Perfect Blue", "Millenium Actress" e "Tokio Godfathers". Questa volta il resista ci porta dove realtà e sogno si uniscono nel regno dell'immaginazione.
La storia è stata creata da Yasutaka Tsutsui. Paprika inizia quando un gruppo di scienziati inventa una macchina che permette di entrare nei sogni delle persone e, addirittura, di registrarli. Purtroppo l'invenzione viene rubata e, per recuperarla, una brillante terapista di nome Atsuko Chiba ed il detective Konakawa uniscono le forze per evitare che cada nelle mani di un terrorista dei sogni.

Il doppiaggio è su buoni livelli, con una discreta Federica de Bortoli nel ruolo di Paprika, e una più che buona nonché perspicace Perla Liberatori nel ruolo di Chiba. Non mi è piaciuto invece Michele Gammino nel ruolo di Kanagawa,
Il character design, di Masashi Ando, devo ammettere che non mi sia piaciuto molto, nonostante la grafica sia al passo con i tempi, in quanto presenta dei difetti, poco digeribili, quali le animazioni poco fluide e scattose.
Satoshi Kon è anche il direttore di questo lungometraggio, oltre che regista superbo, grazie ad uno stile perfetto, privo di sbavature nella scelta delle inquadrature, le quali permettono allo spettatore di seguire il film in maniera scorrevole e piacevole.
Al comparto sonoro abbiamo Susumu Hirasawa, che si fa apprezzare con delle musiche ben studiate e in linea con il tema dei sogni presente nel film, e grazie a melodie spesso azzeccate e mai ripetitive.
Per la nostra versione di Paprika è stata scelta la Sony Pictures come casa distributrice, la quale ci regala un'edizione a due dischi veramente notevole e con una miriade di contenuti extra molto interessanti, oltre a tre tracce audio in dolby digital in italiano, giapponese e spagnolo con sottotitoli in italiano, inglese, portoghese e spagnolo.

In conclusione, posso dare un 6.5, ma niente di più perché per me si salva solo la regia e le musiche. Quanto alla trama ammetto che sia originale, ma forse un po' troppo confusionaria sopratutto per i primi quindici minuti, dove il sottoscritto, pur riuscendo comunque a seguirla, non ci ha capito molto. Ammetto di averlo dovuto rivedere una seconda volta per capire di che cosa si stava parlando. Non che questo modo di narrare sia sbagliato, anzi, ma lascia un po' spiazzati anche se invoglia chi guarda ad andare avanti visto che poi tutto torna e ha un senso.
Questo film fa sognare, ma fa sognare nel senso che fa capire alle persone quanto siano importanti e vitali i sogni. Senza di essi la nostra vita non avrebbe un punto di arrivo, una meta e senza una meta l'uomo comune non sa dove andare. La visione è consigliata ai bambini solo in presenza di un adulto.


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kitaniano

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Visivamente straordinario Paprika è senz’altro un film da vedere. Uno di quelli che, sfruttando nel migliore modo le potenzialità dell’animazione moderna, regala agli occhi qualcosa di meraviglioso, che trascina con le sue immagini (splendidi i primi minuti) in un vortice di sensazioni anche raccontando una storia forse troppo ingarbugliata, non sempre facile da seguire. Insomma uno di quei film dove la sceneggiatura viene sopraffatta dalle immagini. Fatto che forse ne costituisce un po’ il limite.

La Dc Mini, strumento creato per essere usato a livello psichiatrico, che dà la capacità di vedere ed interagire con i sogni delle persone ad esso collegate, viene rubata. Paprika parla della ricerca del colpevole, in un mondo dove il confine tra realtà e sogno non si distingue mai chiaramente. Questa in breve il punto di partenza del racconto, di questa indagine poliziesca ma anche sulla psiche umana, tema caro all’autore come ben sa chi conosce gli altri suoi lavori.

Tra le cose positive da elencare senz’altro la bella doppia caratterizzazione della protagonista: algida, serissima nel mondo reale. Solare e disinvolta in quello onirico. Carine anche le citazioni cinematografiche facili da riconoscere.
Tra le pecche della sceneggiatura, una cosa che ho trovato davvero fuori luogo: il fatto che la protagonista si scopra innamorata dello scienziato grassone inventore delle Dc Mini, la macchina che permette di immergersi nei sogni degli altri. Una soluzione che ho trovato davvero sconcertante, non certo perché lei sia bellissima e lui decisamente sovrappeso. Ma dopo averlo criticato pesantemente, dopo che lo stesso geniale scienziato, dice non capire certe cose come un bambino mai cresciuto, come può improvvisamente la protagonista scoprire che è l’uomo della sua vita? Una brutta forzatura da happy ending disneyano.

Comunque un prodotto che è una meraviglia per gli occhi, un viaggio psichedelico che si svolge al ritmo della bella musica di Susumu Hirasawa. Il mio voto sarebbe un 7,5. Per Satoshi Kon questa volta arrotondo per eccesso.


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BluVega

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Paprika è un film davvero molto particolare, con una trama tanto complessa ed enigmatica che basta lasciarsi sfuggire qualche secondo per perdere il filo del discorso e non capire più nulla.
Io l'ho visto due volte e la prima, devo ammettere, non ci avevo capito proprio niente! Per questo motivo l'avevo trovato molto noioso e ne avevo interrotto la visione a metà della sua durata. Il mondo dei sogni però mi ha sempre attirata e affascinata, quindi non potevo lasciarmi andare a giudizi affrettati e superficiali, dovevo rivederlo per forza. Quindi, armata di un'attenzione al 100%, mi sono decisa a rivederlo in occasione della sua proiezione al cinema all'aperto dell'Univerità che frequento e, che dire, è' come se avessi visto un film completamente diverso rispetto alla prima volta.
Anche in Paprika, come nelle altre opere di Satoshi Kon, abbiamo la fusione di due mondi completamente diversi fra loro, quello reale e quello onirico. La storia risulta complicata da seguire e confonde in continuazione le idee perché, proprio come succede nei sogni, si passa da uno scenario all'altro senza un filo logico. Tuttavia, man mano che si prosegue con la visione, tutto diventa più chiaro. Questo film va dunque seguito come se si stesse facendo un sogno stranissimo!
Se vi piacciono i viaggi nella psiche umana, accompagnati da una bellissima colonna sonora, come pure gli altri film di Satoshi Kon, non potete perderlo.

Achille

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Strabiliante. E non ci posso fare niente se quando vedo le opere di Satoshi Kon mi viene da piangere per la felicità. Sono fatto così, quando vedo delle genialate mi struggo dalla gioia. L’essenza di Kon è la meraviglia e lo stupore, abbinate a una riflessione allucinata e fuori da ogni schema. Paprika è lo straripamento parossistico di questa pazza pazza mente contorta e allucinata: purissimo delirio visivo e concettuale, o se vogliamo la summa massima della sua riflessione psicopatica.

Tecnicamente c’è solo da guardare e lodare la realizzazione ricchissima e minuziosa del comparto video, perché per animazioni e grafica Paprika è l’opera migliore del maestro, la più curata in ogni particolare, lussureggiante, pulitissima, precisa e brillante. I colori… Oddio, i colori sono un carnevale cromatico, sono sensazionali, sono una festa di toni accesissimi e limpidissimi, illuminati da luci eccellenti, che danno vita a sogni sbalorditivi e visivamente meravigliosi.
E bisogna dire anche che Kon ha davvero un orecchio particolare per le musiche dall’elettro-sound vocale distorto di Susumu Hirasawa, che sono assolutamente eccezionali e sono il corrispettivo musicale perfetto del suo stile registico personalissimo e folle. E poi la theme ti s'infila in testa e ti incanta.

Si potrebbe adesso parlare dei personaggi, e approfondirne la caratterizzazione e i loro ruoli all’interno dello sviluppo generale; ma occorre? Se devi mettere in scena una roba del genere, ti serve gente adatta, e questi sono i personaggi più improbabili, nevrotici e assurdi disponibili sulla piazza – quindi sono perfetti! A partire da Paprika, alias… (non ve lo posso dire), per finire al detective Konakawa che è impagabile.
Ora, la regia e il montaggio sono stupefacenti; dirlo riguardo a Kon non è una novità, ma il maestro supera se stesso, e il risultato sbalordisce. La narrazione della trama è un susseguirsi e un sovrapporsi torrenziale di matriosche percettive che spiazzano la comprensione. La stessa trama, articolata in mezzo all’impianto scenico mirabolante, è tortuosa ed è lo spunto che dà il la a un flusso-amalgama psichedelico di realtà, sogno, proiezione dell’inconscio e visioni spiazzanti.
Strizzando l’occhio a Perfect Blue e a Paranoia Agent, e in una straripante abbuffata di citazioni e situazioni metartistiche, metapsichiche e metafilmiche, Kon sembra essersi divertito da matti nel fare questo film. E ciò è proprio quello che traspare in ogni momento di Paprika: il piacere incontenibile di realizzarla. E anch’io ho riso come un bambino, perché l’euforia è contagiosa, e perché alcune sequenze sono assurde – e l’assurdo è il presupposto per la comicità e per la meraviglia.

Indubbiamente, nella triade dei più grandi dell’animazione (Oshii-Kon-Miyazaki, rigorosamente in ordine di preferenza, mia), Kon è il genio del caos onirico-psicanalitico sensazionale, impegnato nella sua personalissima ricerca metalinguistica e nell’analisi del sistema mediatico e sociale attuale; basta guardare l’ultima parata. Va da sé che è assolutamente incomprensibile per la massa, e che quasi tutti restano spaesati di fronte a questo linguaggio così fuori da ogni logica. Perché bisogna essere davvero malati, almeno quanto Kon, per prendere sul serio le sue visioni e comprendere profondamente le premesse e le riflessioni assolutamente sconcertanti nascoste in quel calderone coloratissimo di fantasmagorie surreali e simboliche che è Paprika, e il modo di fare cinema di Kon in generale. Quest'opera è una di quelle cose che ti mette in pace con l’animazione, e che quando hai finito di vederla ti senti in estasi.


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HaL9000

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
Bel lavoro di Kon, regista che apprezzo sempre di più (anche se con qualche eccezione, a dire il vero). Si tratta di un film in sospeso tra thrilling, fantascienza ed horror; il regista alterna abilmente i tre generi, dosandoli con intelligenza ed equilibrio:le maggiori doti, a mio parere, di Kon. Naturalmente, e questo è un leit motif del regista, realtà e fantasia si intrecciano in modo talvolta inestricabile. Il problema è che, a mio avviso, il lungometraggio cade su alcune classiche bucce di banana, che alla fine ne sminuiscono il valore. Tanto per incominciare, il rapporto tra la dottoressa bella, fredda ed altera, con lo scienziato super intelligente ma obeso ed infantile, è un po' banale; banale anche il modo in cui questo rapporto evolverà (non occorre molta fantasia); la seconda cosa che mi ha lasciato un po' interdetto è il finale, degno di un b-movie di fantascienza degli anni '50; un finale stile “Godzilla-che-devasta-Tokyo”, tanto per intenderci.
Il personaggio che ho trovato più interessante è quello del poliziotto che indaga sul caso di rapimento: vittima di attacchi di panico,di incubi e di rimpianti mai sopiti, alla fine, come sul lettino dello psicologo, sviscera i propri pensieri ed i propri ricordi, riuscendo a trovare la chiave per interpretare l'origine delle proprie paure (naturalmente, con l'aiuto di Paprika); anche l'idea dell'alter ego della dottoressa è interessante: un modo per far sfogare la ragazzina che c'è in lei, ma che quotidianamente non può lasciare trasparire.
In conclusione, un film con luci ed ombre, che comunque vale la pena di essere visto.


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Zooropa

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Satoshi Kon riesce maledettamente bene a fondere le atmosfere e le principali caratteristiche di 2 dei suoi prodotti più riusciti: Paranoia Agent e Perfect Blue. Questo Paprika ne è la sintesi perfetta. Un thriller emozionante che lascia lo spettatore nel dubbio se quello che sta vedendo è la realtà o il sogno di uno dei protagonisti. Favolose le musiche martellanti ed ossessive esattamente come dovrebbero essere in un opera di questo tipo. Certo, siamo lontani dalla lirica di Tokyo Godfathers o Millennium Actress ma d'altronde questo film nasce con tutto un altro obiettivo, ovvero quello di tenere lo spettatore incollato alla poltrona a scervellarsi di capire come potrà andare a finire una situazione che diventa via via sempre più dubbia ed angosciante. Caro Kon, hai fatto un altro centro!


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SuperFra

Episodi visti: 1/1 --- Voto 7
Paprika - Sognando un sogno, un titolo interessante, curioso, psichedelico... strano.
D'altronde il film in questione ci trasporta nell'onirico mondo dei sogni.
Andando con ordine... in un mondo come il nostro, nemmeno tanto lontano temporalmente viene inventato uno strumento detto DC mini in grado di visualizzare ed interagire con i sogni fatti da un essere umano.
Tale strumento ha finalità medico-terapeutiche, i quanto dovrebbe essere usato per curare problemi psichiatrici.
Purtroppo alcuni prototipi della DC mini vengono rubati iniziando a causare molteplici problemi a persone che ne sono venute a contatto, in quanto un uso improprio di tale tecnologia fa uscire di senno, dando la sensazione di vivere una realtà simile ad un sogno.
La trama si svolge in maniera molto veloce, inglobando in se la storia di un detective affetto da sogni particolari, sintomi di taluni disturbi.
Il film purtroppo presenta dei difetti sostanziali nella trama in quanto questa non riesce a coinvolgere molto lo spettatore, che pur se interessato tende a distogliere l'attenzione dagli accadimenti principali.
Effettivamente la storia ha due parti scindibili come poliziesco e fantasy; la prima parte, quella più interessante, termina piuttosto presto in quanto "il colpevole" viene svelato in fretta.
La parte fantasy, è ancora meno coinvolgente, essa dura molto poco, praticamente la durata dei sogni e del finale, che in compenso sono le parti meglio realizzate graficamente.
Dal punto di vista tecnico l'anime è però ben congegnato, in quanto sia l'audio che il video sono ben curati.
Le tematiche trattate sono interessanti, ma le modalità non risultano essere convincenti, sono semplici e canoniche e quando vogliono rendersi più intriganti falliscono perché tali indizi non vengono esplicati in passi successivi.
Viene presentato il mondo dei sogni come ultimo baluardo di umanità restato ad un essere che si sta sempre più meccanizzando; che diventa sempre più crudele con se stesso e il mondo che lo circonda.
In effetti si prospetta una sorta di alienazione terrena dalla quale l’uomo deve guardarsi continuando a sognare e ad immaginare, insomma, facendo rimanere viva in se la scintilla della fantasia.
E’ inoltre presente una sottile denuncia all’avanzamento tecnologico, che ultimamente sta assalendo le nostre vite e che ci condurrà inevitabilmente a grossi problemi in un futuro prossimo.
Come già detto in precedenza tali aspetti sembrano restare spesso in secondo piano senza riuscire a coinvolgere trama e spettatore in un mix vincente.
Purtroppo Paprika sarebbe potuto esse davvero un capolavoro, ma a causa di svariati difetti di ideazione di trama e tematiche risulta essere sono un prodotto medio.
Peccato.


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Ewil

Episodi visti: 1/1 --- Voto 10
Meraviglioso film! Un'idea geniale! Cosa succederebbe se qualcuno potesse entrare nei nostri sogni o addirittura fondere un incubo con la realtà? Satoshi Kon ce lo mostra con questo film animato e disegnato in maniera sublime! Musica fantastica e coinvolgente. I personaggi hanno una caratterizzazione assurda che incuriosisce lo spettatore e lo spinge a vedere la fine oltre ad una storia piena di misteri.


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Caio

Episodi visti: 3/1 --- Voto 10
Quanto è intenso questo lavoro che danza tra sogno e realtà! La psicoterapia entra nella mente sognatrice delle persone, tuttavia cerca di aiutare chi soffre di disturbi psichici oppure è qualcos’altro? Si può essere prigionieri di un sogno irrazionale, assurdo, pazzoide e dissennato, pur sempre sogno, o siamo noi spettatori che con il protagonista imprigioniamo e teniamo in pugno il sogno, e lo viviamo anche?
Qualcuno vuole dominare il mondo onirico e quello cash, reale. Un cerchi di ripresa magistrale. Chi cerca la verità si ritrova a vivere un sogno nella realtà ( è il cinema nel cinema, il film dentro il film, vedi il detective che cercando di scoprire la verità, vive tra il reale e la sua fantasia.- Questa è una scelta al confine della genialità sognata! Solo in Matrix vediamo un Reeves con questo stile karmico!). Il film è un metapsichico. Metaonirico e metafilm. Un Path Focus, un percorso filmico di macchina con un obiettivo: ma dove?
Sogno e realtà che si confondono. Eppure si inietta con frequenza l’overdose di fantasia e del cinematografico mischiando egregiamente 4 filoni, cosa che il montaggio tramuta nel leitmotiv: reale-fantastico-sognato-cinematografico! Assurdo, ma il montaggio ci riesce in modo perfetto! E’ un thriller psichiatrico poliziesco, che si unisce al mondo reale (il direttore), alla fantasia (Konakawa), al sogno (Chiba),
Qui l’animazione non documenta solo la bella trama ed il montaggio perfetto; l’animazione è uno stile, un pennello che disegna pezzi di sogni, li cuce come parti di fantasia e li riproduce come film. Il montaggio ti confonde, ti spreme, ti confonde ancora e poi ti getta il nocciolo della trama in faccia (narrazione in prima e terza persona aperta e diretta) e tu spettatore neanche te ne accorgi! Kon è un genio , o un folle o un regista fatto. Ottimo anime che è il modello di Anime. Complimenti. Come dice L. Cohen, la luce penetra le tenebre e poi vi si confonde perché anche le tenebre penetrano la luce. Fantastico, difficile da capire per chi vede poco i film che fanno la storia del cinema e del cinema d’animazione occidentale ed orientale. Qualcuno vuole dominare il mondo onirico e quello cash, reale. Chi cerca la verità si ritrova a vivere un sogno nella realtà ( è il cinema nel cinema, il film dentro il film, vedi il detective che cercando di scoprire la verità, vive tra il reale e la sua fantasia.- Questa è una scelta al confine della genialità sognata! Solo in matrix vediamo un Reeves con questo stile karmico!). Il film è un metapsichico. Metaonirico e metafilm.

Serpa

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Serpa

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
In tutta sincerità, appena finito di vedere questo film avrei voluto gridare al capolavoro. La cura con cui è realizzato, sia in ambito registico che nella spettacolarità dell’animazione coloratissima e meravigliosamente surreale, mi ha davvero commosso. Anche il montaggio e le musiche sono superbe, e alcune sequenze come i titoli di testa sono da antologia. Eppure il film in sé forse non può definirsi un capolavoro, in quanto ci sono troppo idee messe insieme alla rinfusa e alla fine sarebbe stato meglio averne di meno ma disposte meglio. Tornando con la mente a Perfect Blue mi viene da pensare che al livello di sceneggiatura probabilmente quello sta un gradino sopra... eppure Paprika ha qualcosa in più, un’incredibile potenza onirico-visiva che Perfect Blue nemmeno si sogna (perdonatemi la battuta). Le idee geniali che caratterizzavano il primo capolavoro di Kon qui si moltiplicano a dismisura, tanto che a volte mi sono ritrovato davanti allo schermo con le mani fra i capelli a dire “quest’uomo è completamente pazzo!”.
Ho voluto scrivere qualcosa su Paprika proprio perché dalle recensioni che ho letto sia qui che altrove mi da l’idea di essere un film un po’ incompreso. Sono d’accordo con chi afferma che è eccessivamente confusionario, non tanto nella fusione fra sogno e realtà, che qui secondo me è più evidente ed esplicita, mentre in Perfect Blue da metà in poi non sai mai fino alla fine dove sia la vera realtà, in un susseguirsi di risvegli dal sogno e scene di film che diventano realtà, o viceversa. Paprika mette subito le carte in tavola: c’è un oggetto che rende i sogni molto più reali di quanto non lo siano mai stati prima, ed ecco subito che viene spiegato fisicamente come sia possibile questo fondersi continuo. L’idea che mi hanno dato i due film è proprio questa: nel primo si tratta più di un intreccio, di un labirinto da cui si esce solo alla fine, nel secondo invece è più un sovrapposizione, un perenne confondersi, e alla fine la vera (inspiegabile) fusione. In Perfect Blue tutto torna, il nostro raziocinio né rimane appagato e alla fine ci si stacca dallo schermo incredibilmente soddisfatti con l’idea di aver visto un film veramente.. perfetto. Paprika no, ti lascia delle domande, ti fa chiedere come cavolo sia possibile quella o quell’altra cosa, e alla fine ti rendi conto di aver visto un film molto più improntato sul fantastico che sul thriller, e ti senti un po’ preso in giro. Forse è per questo che alcuni né rimangono delusi, proprio perché prendono Paprika per quello che non è. La differenza fra i due film non è tanto sulle tematiche, quando proprio sul genere; si accomunano troppo facilmente, quando in realtà secondo me si tratta di due cose ben diverse.
Eppure, laddove il primo è semplicemente (attenzione, sia sempre lodata la semplicità!) un thriller psicologico e onirico molto ma molto ben realizzato, il secondo aspirerebbe a qualcosa di più, anzi, a molto di più. Il mio parere è che non ci riesce completamente, ma se preso nel modo giusto, ovvero come un’opera meravigliosamente imperfetta, ti lascia un’emozione dentro che solo il grande cinema sa regalarti, quando alla fine di un film ti rendi conto di aver assistito ad un grande spettacolo. Ed è proprio al cinema in quanto sogno e fantasia che Paprika rende continuamente omaggio, e chi saprà leggere fra le righe saprà anche trovare un’ironia a dir poco geniale.

maxx

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maxx

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
L'ultima invenzione nel campo della medicina psichiatrica, il DC mini, è stato rubato; caratteristica principale di tale strumento, la capacità di vedere ed interagire con i sogni delle persone ad esso collegate.
Paprika parla della ricerca dei colpevoli del furto, in un mondo dove il confine tra realtà ed onirico non è mai chiaro, e la sanità mentale (e non solo!) dei personaggi spesso a rischio.

Mi fermo qui nella descrizione (molto sommaria) della trama, per evitare di rovinare uno qualsiasi dei numerosi colpi di scena presenti.
Paprika è un film visionario e molto particolare. Come detto, onirico e "reale" non sono quasi mai perfettamente distinguibili, non solo per via dell'ambientazione, ma anche per merito dell'ottima regia.
Tecnicamente ottimo, presenta un bel character design, ambientazioni ben realizzate e piene di particolari, e delle animazioni molto buone.
Le musiche, soprattutto il main theme, sono veramente fantastiche (ho rivisto tre volte la "sigla", prima di continuare con la visione!).

Non è sicuramente il modo migliore per passare un'oretta spensierata, il film è comunque abbastanza complicato e richiede attenzione, ma se riuscirete a resistere alla sua "ragionata assurdità" sarete ripagati dalle sue grandi qualità. Considerando che si trova in giro l'edizione doppio DVD a dieci euro...

Goidil

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Goidil

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
L'ultimo film di Satoshi Kon è il più "miyazakiano" della sua produzione cinematografica: ricorda Mononoke la scena finale, mentre le parate di bambole e suppellettili si avvicinano a "Spirited Away" e Pompoko. E sono proprio questi richiami che fanno di Paprika un film cinematografico: lapalissiano, ma veritiero. La pellicola sprizza citazioni da tutti i pori e in certe sequenze pare appoggiarsi completamente su di esse: Kon e il suo team con questo film hanno voluto dimostrare tutta la propria preparazione culturale e cinematografica(non conosco i programmi ministeriali nipponici, ma dubito che le vicende di Edipo rappresentino una tappa importante della formazione scolastica di un giovine giapponese) e il proprio eclettismo nello spaziare da un riferimento ad un altro. E così il film finisce per tessere una lode spregiudicata al mondo cinematografico e alla sua capacità di astrarre dalla realtà lo spettatore: il sogno, tema portante anche di Perfect Blue, ritorna con prepotenza in Paprika con il suo carico di stranezze e insolubilità, ma al termine del film ogni aspetto della sceneggiatura fluisce dolcemente verso una soluzione chiara per lo spettatore.
Paprika rimane dunque una esperienza fin sopra le righe, ma affrontata con classe e chiarezza d'intenti da una maestosa regia che dà il meglio di sè nelle fasi iniziali, ma anche nel resto del film continua a dettare legge con originali inquadrature e soluzioni geniali. Ci sarebbe infine da lodare la cura per il dettaglio nelle ambientazione, l'eccelso character design delle due figure femminili, la colonna sonora accattivante e orecchiabile, ma in fin dei conti si è troppo occupati nel seguire il dipanarsi di una trama non pacchiana e senza alcune forzatura di registro, nel rimirare il numero semplicemente impressionante di ammiccamenti a classici dell'animazione giapponese e a qualche pellicola proveniente dall'occidente.
Il collante è l'indubbia dote registica di Satoshi Kon, che firma un ennesimo trionfo che indaga nuovamente nel territorio del sogno, ma da una differente prospettiva rispetto a Perfect Blue.

Daniel

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Daniel

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Opera gradevole, anche se non sempre impeccabile targata Satoshi Kon. Bei disegni, bei colori, regia un po' distratta, perchè no, qualche bell'idea. In questo lungometraggio però l'autore dà come la strana sensazione che stia sparando le sue ultime cartucce e stia preparandosi per la pensione. Forse esagero ed è semplicemente un opera carina anche se non perfettamente riuscita. Spero solo che il tempo smentisca appieno quello che ho appena scritto, dimostrando di essere un'autore capace di innovare, ma soprattutto di innovarsi. Io sono fiducioso...

ALUCARD

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ALUCARD

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
La prima, bella notizia è che Satoshi Kon è arrivato anche nelle nostre sale cinematografiche, e sono lieto di questo interesse ai lungometraggi di anime da parte della cinematografia italiana. Sicuramente Paprika è il lavoro più enigmatico e visionario di questo artista, che ha deciso di presentarlo niente poco di meno che al 63° Festival di Venezia del 2006. Seguendo sempre lo stile si Kon (forse un pò piu folle e criptato delle altre volte), Paprika parla di uno strumento che riesce a far condividere i sogni delle persone con il resto dell'umanità, tramite un macchinario inventato da un improbabile ( grassissimo), infantile genio della cibernetica. Paprika è il nome della protagonista che viaggia dentro i sogni della gente, e come una sorta di psicanalista li sonda, esplora ed esamina, cercando di capire i problemi dei "pazienti". L'idea di studiare i sogni l'ho trovata geniale, un pò meno il caos che si genera verso metà film, perchè il continuo susseguirsi di follie derivanti da sogni sconclusionati delle persone crea una confusione tremenda, e se si perde l'attenzione si finisce con l'osservare pupazzi e gente deforme schizzare a destra e sinistra nello schermo.
Vi starete chiedendo cosa significhi tutto questo: tramite lo strumento per "vedere" i sogni, alcuni "ladri", se così posso chiamarli per evitare spoiler, useranno impropriamente l'oggetto per i loro scopi, creando un vero e proprio pandemonio nei sogni delle persone e anche nella realtà, mettendo a repentaglio la vita di tutti i coinvolti.
In Paprika sogno e realtà si mischiano, non si è mai certi di seguire la vicenda reale o semplicemente uno dei sogni dei protagonisti. questo rende tutto più intrigante, ma a volte frustrante per la troppa confusione. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, potrei definirlo ineccepibile. colori brillanti, sfavillanti, animazioni meravilgiose, dinamiche, scene che intrappolano lo spettatore. lo definirei un altro capolavoro di Satoshi Kon, anche se piuttosto difficile da interpretare. E forse, questa è una delle caratteristiche più intriganti del grande artista giapponese.

Marzian

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Marzian

Episodi visti: 1/1 --- Voto 4
Il film inizia bene, poi cade nel ridicolo riducendosi ad un'americanata stile Matrix, dove la banalità regna sovrana tra il nemico psicopatico di turno e l'eroina che salva l'umanità. Non ci sono risparmiate scene di pandemonium grafico fini a sé stesse e la scelta (terribilmente regressiva rispetto alla migliore animazione degli ultimi anni) di giungere ad un'effettiva distinzione tra Mondo Reale e Mondo Onirico: c'è addirittura una macchina (il DC Mini) che trasporta dall'uno all'altro!

Il Satoshi Kon di Perfect Blue è morto e (temo) sepolto.

pixel

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pixel

Episodi visti: 1/1 --- Voto 8
La mia opinione coincide completamente con quella di Tacchan:
Il film è piuttosto difficile e, in alcuni rari momenti, anche un po' impressionante, quindi non per tutti.
Ho anch'io patito la partenza un po' pesante del film, che ti piazza subito nel mezzo di una vicenda che solo col tempo, a poco a poco, si rende comprensibile. Si continua comunque in progressione costante, fino a viaggiare su ottimi livelli fino alla fine.
Bellissimo graficamente, ottime le animazioni, ben sviluppati i personaggi.
Effettivamente si notano delle analogie con Paranoia Agent, specie nel finale, ma non importa.
Preferisco Millennium Actress e Tokio Goodfather, comunque anche questo è un lavoro veramente ben fatto

Haji

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Haji

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Visionario. Psichedelico. Onirico. Semplicemente Kon.

Da grande fan di Satoshi Kon non potevo mancare la visione di Paprika, e me lo sono subito procurato. I primi minuti, come ben dice Zelgadis, sono da 10 e lode, ma anche il resto dell'anime mantiene un ottimo ritmo, e non annoia mai. Le citazioni ai suoi precedenti lavori sono moltissime, dalle bambole simil-Maromi, ai cartelloni pubblicitari di Tokyo Godfathers, Perfect Blue e Millennium Actress alla fine del film, e non paiono nè ridondanti nè eccessive, tuttaltro. La trama è originale e ottimamente trattata, non si sottolinea esageratemente un tratto nè se ne tralascia altro. Forse nel finale un po' perde, ma questi sono solamente gusti personali. Diciamo che mi sarei aspettato il solito sconvolgente colpo di scena alla Satoshi Kon. Ma da qui non continuo, per non cadere nello spoiler.

Le animazioni sono eccellenti, tutto è curato fin nei minimi particolari, e alcune scene vi rimarranno in testa per parecchio tempo (la opening, piccola perla; la sfilata delle bambole, a dir poco stupenda!). Anche il comparto musicale calza a pennello con ogni scena, davvero un lavoro certosino!

Un 8,5 pieno, che qui nella votazione arrotondo a 9, per l'ennesimo ottimo lavoro di Satoshi Kon.

Ed ora aspettiamo il prossimo...

Zelgadis

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Zelgadis

Episodi visti: 1/1 --- Voto 6
Lo ammetto, sono un fan di Satoshi Kon. Secondo me è un genio e ogni sua opera mi è sempre piaciuta tantissimo compreso il molto criticato Tokyo Godfathers.

Però stavolta no. Il film parte con le migliori premesse. I primi 5 minuti sono capolavoro assoluto (10 e lode), poi una serie di deja vu da Paranoia Agent e Millenium actress e finale banale e sconcertante.

Sconcertante perché l'amore finale tra la dottoressa e lo scienziato bambinone che non vuole cresere va in controtendenza con la pesante critica alla società e ai sogni espressa in Paranoia Agent (remember Maromi) e perché al di là di un banale l'amore vince su tutto non è leggibile nient'altro.

Insomma mi è sembrato un Kon intenerito, assoggettato alle logiche di mercato e quasi (perdonatemi il termine) disneyzzato.

Peccato, mi aspettavo qualche riflessione profonda su psicologia e sogni e invece mi sono ritrovato un filmetto da quattro soldi.

Sì forse sono troppo cattivo. Lo staff italiano è di prim'ordine (adoro Federica De Bortoli), le musiche sono molto belle (bellissimo il concept della opening), ma proprio non riesco a dargli più della sufficienza.

mahori

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mahori

Episodi visti: 1/1 --- Voto 9
Ho visto Paprika all'anteprima italiana in occasione di Torino Comics. Sono rimasta folgorata! La cosa che più di tutte ho apprezzato sono stati i disegni dettagliati e impressionanti per quanto belli, i temi trattati si sono prestati in modo perfetto. Un piccolo gioiello che riesce ad esprimere lo stato della mente con ritmi frenetici, caos e visioni immaginarie sorprendenti. Lo consiglio a tutti, soprattutto a coloro che sono riusciti ad apprezzare Paranoia Agent, altro capolovaro di Satoshi Kon.