Negli ultimi anni sembra che Square Enix abbia trovato una quadra per le sue produzioni, alternando titoli ad alto budget come la trilogia di remake di Final Fantasy VII e altri che sfruttano l'ormai consolidato stile HD-2D, applicabile molto facilmente sia a giochi nuovi che a operazioni di rimasterizzazione (vedasi il trattamento riservato ai vari Dragon Quest). In quest'ultima categoria ricade anche una nicchia di titoli che sembra stia prendendo sempre più piede, ossia quella dei titoli gacha trasformati in giochi "premium" veri e propri: si parla spesso infatti di quanto possa essere frustrante perdere progressi su un gioco dove si sono spesi anche anni interi della propria vita, ma soprattutto di quanto una nuova schiera di giocatori non potrà più mettere mano a produzioni oggettivamente valide, in tal senso si erano già mosse software house come Capcom e Koei Tecmo, trasformando in titoli fatti e finiti i loro Mega Man X Dive e Atelier Resleriana, ai quali lo scorso anno si è unita la stessa Square, pubblicando Octopath Traveler 0, versione "premium" del gacha Champions of the Continent.
Con la recente chiusura di Final Fantasy Brave Exvius, uno dei gacha più longevi e apprezzati della compagnia, Square ha colto l'occasione per regalare ai fan un'esperienza anelata come quella di un classico gioco a ruolo a turni: ecco quindi che da una costola del titolo nasce Final Fantasy Resonance. Dopo averci giocato per diverse ore e oggi siamo finalmente pronti a parlarvi dell'esperienza nella nostra recensione.
Con la recente chiusura di Final Fantasy Brave Exvius, uno dei gacha più longevi e apprezzati della compagnia, Square ha colto l'occasione per regalare ai fan un'esperienza anelata come quella di un classico gioco a ruolo a turni: ecco quindi che da una costola del titolo nasce Final Fantasy Resonance. Dopo averci giocato per diverse ore e oggi siamo finalmente pronti a parlarvi dell'esperienza nella nostra recensione.
Otto cristalli e un regno da salvare
Chiariamo un'annosa questione già da subito: Resonance non copre l'interezza della trama di Brave Exvius, ma il team è stato molto astuto nel rimuovere i capitoli più dispersivi e noiosi, confezionando un'esperienza più mirata e che riesce a tutti gli effetti a far sembrare il titolo un gdr fatto e finito sin dall'inizio.
Dopo un rocambolesco prologo, che vede una misteriosa ragazza combattere contro sei cavalieri in armatura e in seguito diventare un gigantesco cristallo, saremo catapultati nel continente di Lapis, una terra dove gli umani prosperano sotto la protezione degli otto Cristalli elementali. Nella capitale del continente, Grandshelt, faremo la conoscenza del nostro duo di protagonisti, i cavalieri reali Rain e Lasswell, orfani cresciuti insieme fin da bambini. Dopo essere partiti per esaminare uno dei Cristalli, in quanto ritenuto instabile, gli eroi verranno attaccati proprio da uno dei sei cavalieri del prologo, che inspiegabilmente deciderà di frantumarlo completamente, causando uno squilibrio nel mondo e in seguito un'invasione della capitale da parte dei suoi cinque alleati. Ripresosi a malapena dall'attacco, il re di Grandshelt invierà i due fratelli in un viaggio in giro per il continente, per salvaguardare i cristalli dai cosiddetti "Sei Giurati" (questo il nome del gruppo di cavalieri che ha attaccato il castello) e capire le loro motivazioni, la trama prenderà inoltre una piega ancora più strana quando una misteriosa ragazza che soffre di amnesia di nome Fina, comparsa dal nulla, deciderà di unirsi al gruppo per aiutarli.
Nella cinquantina di ore che ci abbiamo messo a completare il titolo non siamo mai stati annoiati dal comparto narrativo, principalmente poiché il cast di protagonisti è interamente composto da giovani adulti, che si interfacciano con il mondo di gioco in maniera meno spensierata e più riflessiva, lasciandosi andare a qualche dialogo divertente tra di loro (estremamente simili alle famose "skit" della saga Tales) ma mantenendo un tono adeguato per quanto riguarda gli avvenimenti. Va detto inoltre che il duo principale composto da Rain e Lasswell funziona davvero bene, in quanto entrambi sono molto ligi al dovere ma il primo riesce a mostrare di più il suo amore per l'avventura, mentre il secondo ha un lato compassionevole che traspare nei momenti giusti.

"Less is more" (con qualche accorgimento)
Fa strano a dirsi, ma uno dei punti di forza di Final Fantasy Resonance è proprio quello di essere un classico gioco di ruolo a turni: nessuna esagerazione, sistemi fuori di testa o voglia di complicare inutilmente la vita a giocatori; ciò a cui ha invece puntato Square Enix sono piccoli tocchi di modernizzazione che ben si amalgamano con l'opera in generale e bastano a rendere più godibile un titolo del genere anche per la nuova generazione.
Ad esempio, per quanto il titolo sia effettivamente soggetto a incontri casuali, è presente una minimappa in alto a destra con un radar che ci indica quando stiamo per essere assaliti da dei nemici, in modo da prepararci al momento giusto, oppure (benché l'ormai iconica aeronave sia presente, così come la possibilità di cavalcare i Chocobo) una volta visitata una location potremo decidere di teletrasportarci direttamente lì dalla mappa del mondo, senza ulteriori costi.
Le parti del comparto ludico a cui sono state apportate maggiori modifiche sono senz'altro le battaglie e le build dei personaggi: benché il fulcro del combattimento sia in una struttura a turni molto semplice, si trova una leggera contaminazione del mai troppo citato Persona 5, in quanto i nemici possiedono una barra dello stagger che, una volta esaurita, conferisce un turno extra al personaggio che gli ha inflitto lo status e, qualora tutti i nemici subiscano contemporaneamente questo stato, l'intero team potrà godere di un turno extra, con la possibilità di eseguire una speciale finisher. La creatività in tal senso è altamente incentivata grazie ai bonus di fine battaglia, in quanto eliminare i nemici infliggendo più danni della loro salute massima conferirà Gil extra, mentre vincere lo scontro con tutti i nemici rimasti in stato di break regalerà maggiori punti maestria.
Tutte queste componenti vanno a integrarsi in ciò che è oggettivamente la stella della produzione: le Visioni. Rappresentate dai protagonisti dei vari capitoli della serie mainline, più altri esclusivi della produzione, questi rappresentano a tutti gli effetti degli "Stand", che compaiono in battaglia alle spalle del personaggio a cui li abbiamo equipaggiati, conferendogli abilità extra e una finisher per la situazione sopracitata. Ogni Visione ha un ruolo specifico (esattamente come i personaggi giocabili) che aiuta a capire a chi assegnarla, ma è molto importante mischiare le carte in tavola per sfruttare pienamente il sistema di abilità, poiché man mano che si livella una Visione tramite gli scontri, a ogni livello acquisito sarà sbloccata un'abilità passiva o attiva (o un aumento permanente di statistiche), che potremo assegnare ai personaggi anche quando avranno una Visione diversa equipaggiata.
Per quanto il sistema richieda un po' di farm (in quanto i livelli sono singoli per i personaggi, dunque un Cloud Strife equipaggiato a Rain e portato a livello 6 non avrà il medesimo livello se assegnato a Lasswell o Fina), questo dà una personalizzazione della build non indifferente, in quanto è possibile fin da subito vedere le abilità che può garantire un determinato personaggio, permettendoci di regolarci di conseguenza su fino a che punto livellarlo per poi passare a un altro; va da sé che i giocatori più navigati riusciranno a creare delle combinazioni davvero fuori di testa (noi stessi, già superata la ventina di ore, riuscivamo a tenere dai cinque ai sei buff attivi contemporaneamente su ogni personaggio prima di attaccare). Tutto questo sistema aggiunge inoltre una rinnovata strategia nel corso delle battaglie: il boss avversario fa troppo danno ad area e continua ad eliminare il vostro intero party con facilità? Usate un'abilità di provocazione con Rain, supportata dalla possibilità di subire diversi colpi al posto dei propri compagni, e aggiungeteci dei potenziamenti momentanei per ridurre i danni magici e fisici (abilità gentilmente offerte dalle Visioni) ed ecco che avrete trasformato un personaggio in un completo tank con pochissime mosse mentre il resto del party può distruggere l'avversario indisturbato.
Quella sopracitata è solo una delle tante combinazioni da noi utilizzate e ci ha fatto davvero piacere constatare come un titolo così classico nell'anima possa offrire tecnicismi del genere grazie a una semplice aggiunta che non stona affatto con la produzione. Ovviamente ciò che riguarda la gestione dell'equipaggiamento e le subquest è tutto molto classico (città nuova= equipaggiamento nuovo da acquistare e fetch quest a non finire, ma tutto sommato sono fattori che non ci hanno disturbato).

Una lettera d'amore alla serie (nel bene e nel male)
Proprio come ogni produzione HD-2D della compagnia, l'aspetto tecnico è veramente magistrale, regalando splendidi fondali ed esecuzioni delle mosse meravigliose, che restituiscono un colpo d'occhio egregio nonostante l'uso della pixel art (anche se avremo apprezzato decisamente una rielaborazione più accurata delle mosse speciali delle Visioni, in quanto i filmati ad esse legate sono davvero troppo sgranati e risultano al pari di un lavoro di porting mediocre). Va detto che uno dei più grandi punti di forza ma anche al contempo punti deboli della produzione (che comunque prova a parlare anche a un pubblico moderno, come detto sopra) deriva dal fatto che ci sia il bisogno di essere dei fan navigati della serie Final Fantasy per apprezzarlo al 100%: il titolo è infatti pieno zeppo di riferimenti ad altri capitoli della serie e non coglierli, oltre a non conoscere le Visioni che si reclutano, può togliere molto valore al pacchetto.
Vero crimine contro l'utenza è invece la mancanza totale di una localizzazione in italiano, specialmente considerato che è ormai diventata lo standard per qualsiasi prodotto Square Enix e che dunque tradisce la sua natura di costola di gacha e "prodotto secondario" per cui è stato fatto il minimo indispensabile; sia chiaro, non è mai usato un linguaggio complicato che richieda di ricorrere costantemente a un dizionario, ma è una mancanza che fa comunque dispiacere per una saga così popolare.

Tirando le somme, Final Fantasy Resonance è un prodotto che centra il bersaglio, proponendo una storia godibile e un gameplay si classico ma svecchiato grazie al sistema delle Visioni che fa da padrone. Purtroppo non è un prodotto completamente apprezzabile dai non-fan della serie e la mancanza di una localizzazione in italiano non aiuta, ma nel complesso possiamo definirci soddisfatti e speriamo vivamente che in futuro la compagnia possa adottare una struttura ludica del genere anche per capitoli mainline a venire.
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I prezzi indicati sono stati rilevati alle 21:32 del 05/11/2026.
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Pro
- Un Final Fantasy classico svecchiato grazie a piccoli accorgimenti...
- Il sistema delle Visioni regala delle possibilità di build enormi
- Tecnicamente meraviglioso
Contro
- ...ma che non riuscirà facilmente a convincere i non-fan della serie
- Inspiegabile mancanza di una localizzazione italiana









Sulla mancanza della localizzazione in lingua italiana, fortunatamente questo ormai non mi disturba da anni e credo che la maggioranza dell'utenza possa godere di questi giochi anche senza la lingua nativa. Certo, in alcuni casi c'è qualche difficoltà in più, ma il dialogato, mediamente, non è equiparabile a un inglese troppo complesso, né sono presenti slang o espressioni idiomatiche.
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