logo AnimeClick.it


Tutte 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10


 0
sessondupazz

Volumi letti: 15/15 --- Voto 7
MÄR è un manga Shonen scritto da Nobuyuki Anzai.
la storia è molto classica e parla di un ragazzino di nome Ginta che è un vero e proprio nerd e sogna sempre mille avventure in un mondo magico chiamato MÄR Heaven. Un giorno viene risucchiato da un portale e ci finisce sul serio.
nonostante la storia sia molto ma dico molto classica MÄR riuscirà comunque ad essere soddisfacente.
i motivi principali sono il cast di personaggi, il combat sistem (non so se si scrive cosi) interessante e lo stile.
iniziamo ad analizzare i personaggi, che onestamente ho trovato abbastanza originali e mi sono piaciuti, spesso questi personaggi ricordano i protagonisti delle varie favole per bambini e ci sono anche negli antagonisti diversi riferimenti a queste favole. E devo dire che questi riferimenti non intaccano la caratterizzazione del personaggio in questione, anzi lo rendono più interessante.
in particolare modo ho apprezzato il personaggio di Alvis che ho trovato davvero ben caratterizzato o anche i vari antagonisti della vicenda.

Il Combat Sistem ricorda vagamente la magia. tuttavia non è così. I combattimenti in MÄR si svolgono grazie agli ARM che sono una sorta di gioielli, bracciali, collane eccetera che hanno poteri magici e si suddividono in base ad il loro tipo di potere. Per esempio esistono degli ARM che possono lanciare maledizioni, altri che possono evocare dei Golem eccetera... mi è piaciuta questa scelta che ho trovato abbastanza originale (anche se non al 100%) perché si possono creare diversi combattimenti strategici ed interessanti l'unico problema è che l'autore non li sviluppa a pieno.

Lo stile invece è molto classico ed è un uno stile inizi anni 2000 che onestamente ho apprezzato molto e che si adatta bene alla storia che è adatta ad un publico giovane anche se devo dire che ha alcune scene cruente che controbilanciano il tutto.
L'ambientazione fantasy si abbina in modo piacevole allo stile creando un ambiente bello e fantasioso: con fate, goblin, rocce parlanti ecc... ma anche come già detto con scene "drammatiche" che rendono più interessante la vicenda.

Due parole su altri aspetti del manga come il protagonista ed i combattimenti: ho trovato entrambi belli ma i combattimenti sono troppo brevi ed anche abbastanza semplici.
So che è un manga per ragazzini e quindi bisogna fare tutto bello e buono, però i combattimenti in generale durano un capitolo massimo due, saranno pure belli ma durano troppo poco e poi il 90% dei casi si risolvono con la vittoria dei protagonisti. Anche i combattimenti con i cavalli che sono più belli ed interessanti durano 2-3 capitoli. L'unico combattimento che si dilunga per un po di più è quello contro l'antagonista principale che durerà all'incirca 3/4 del penultimo volume. Ora non dico che i combattimenti facciano schifo anzi sono belli però siamo pure in Battle Shonen quindi l'autore poteva pure azzardare di più.

Invece riguardo il protagonista: Ginta, per quanto sia molto classico mi è piaciuto molto, sia come carattere ma anche il suo percorso evolutivo.

in conclusione un buon manga che consiglierei, ovviamente c'è di meglio (non ci vuole molto a capirlo) tuttavia per quanto mi riguarda MÄR è uno Shonen che merita di più. spero lo ristampino come per Zatchbell perché è una di quelle storie classiche fatte bene.
ovviamente il mio voto è un semplice 7 perché ovviamente è un manga molto classico che non è il capolavoro inaspettato ma che consiglio di leggere perché merita di più. voi consiglio di recuperalo o in cartaceo ma c'è anche in scan su mangaword.


 1
Sciokkopaolo

Volumi letti: 15/15 --- Voto 7
Un manga leggero, nato dalla mente del geniale Noboyuki Anzai, è proprio MÄR Heaven. Composto da 15 volumi, fu pubblicato in Italia dalla defunta PlayPress, ed interrotto a 10 volumi, per poi essere concluso dalla GP Publishing.

La trama è scritta qui sopra, ed è una storia semplice, senza tante pretese o aspettative, anche se non bisogna sottovalutare questa bellissima serie.
A differenza dei soliti shounen che coinvolgono ninja, shinigami o battaglie distruttive, MÄR Heaven coinvolge un mondo letteralmente "fiabesco" come nessun altro manga riesce a fare.
L'autore riesce a sfruttare bene il contesto delle fiabe, in un manga di combattimenti/avventura. Partendo da Jack (ispirato al Fagiolo Magico) per arrivare a Dorothy (da Il Mago di Oz), Alviss (una specie di Peter Pan) o Snow (Biancaneve).
I nemici dell'Armata degli Scacchi sono ben caratterizzati, anche se i combattimenti non sono molto seri, ed è un peccato per un manga del genere. Ogni personaggio ha la sua storia, il suo passato, e non viene lasciato nulla in sospeso.

Il tratto è assolutamente migliore della precedente opera "Flame of Recca" ed è più particolareggiato, più pulito ed è evidente il miglioramento dell'autore. Questo aiuta molto l'opera, perché anche l'occhio vuole la sua parte e nelle scene d'azione necessita di un'accuratezza particolare.

Nonostante gli aspetti positivi, MÄR ha anche le sue negatività. Ad esempio le scene d'azione: troppo scarse per uno shounen, troppo meno violente e si risolvono molto facilmente. Ed è davvero una grande perdita.
E poi troppo poco tempo per le altre narrazioni... Non viene dato spazio alle riflessioni, ai rapporti d'amicizia/amore tra i personaggi.

Il mio voto finale è 7, perché è un manga che va letto, senza aspettarsi chissà cosa. Può essere comunque una lettura abbastanza piacevole, simpatica e magari anche intrigante. Consigliato a chi è semplice, ma potete anche passare se preferite qualcosa di più maturo e serio.


 4
GianniGreed

Volumi letti: 15/15 --- Voto 5
MÄR - Märchen Awakens Romance, 15 volumi di Nobuyuki Anzai. Un manga di tipo shonen molto semplice, fin troppo lineare, con delle buone premesse, e varie potenzialità che però non vengono espresse completamente.

Protagonista della storia è Ginta, normale liceale, con la passione per i videogame e il fantasy. Un ragazzo che ha dei sogni diversi da quelli di tutti gli altri: quando dorme lui sogna un altro mondo, Mar Heaven, dove vive fantastiche avventure, proprio come un eroe di qualche gdr. Finché a Mar Heaven ci finisce davvero, richiamato da una forza misteriosa. Qui scopre che il mondo è sull'orlo di una guerra contro un armata oscura, l'armata degli Scacchi, che vuole conquistare tutto il conquistabile.
Ginta, con molti alleati al suo fianco, e l'arm magico Babbo, combatterà per difendere il mondo dei suoi sogni.

Dicevo sopra di potenzialità inespresse, bene dunque, partiamo dalla più evidente: Mar Heaven. L'autore ha creato un intero mondo in cui far muovere i suoi personaggi, può farci quello che vuole, mandarli dovunque, fargli vivere tantissime avventure. E invece no. Di Mar Heaven vengono mostrati si e no quattro villaggi, tutti uguali, qualche foresta, due castelli e niente altro. Il manga ha un grosso difetto che si presenta quasi all'inizio della storia, e questo difetto si chiama War Game.
Il War Game è un torneo in cui i protagonisti affrontano i vari membri degli scacchi in combattimenti uno contro uno. Questo torneo occupa due terzi del manga, ed è tutto fuorché avvincente. I combattimenti sono troppo veloci, mal sceneggiati, con colpi di scena molto forzati, tipo rivelazioni "incredibili" sul passato di alcuni personaggi e simili, che però non hanno nessuna conseguenza sulla storia futura, anche perché finito il combattimento il personaggio è accantonato.

I personaggi poi, sono poco caratterizzati e molto stereotipati, intrappolati nelle figure tipo di quelli che sono i personaggi da shonen, non crescono, non maturano, se non nei limiti imposti dai vari cliché, nessuno riesce ad essere in qualche modo originale, e lasciare un segno nell'animo del lettore.

I disegni sono buoni, sufficientemente curati, ma i vari personaggi sono semplici anche nei loro look, e non hanno caratteristiche particolari. Diverso il discorso per i vari arm, dove l'autore dimostra una certa dose di fantasia, rivisitando a suo modo parecchi personaggi presi da diversi racconti e fiabe.

Concludendo posso dire che alla fine il manga aveva diverse frecce al suo arco, ma quasi nessuna ha centrato il bersaglio. Tuttavia è un manga che si legge velocemente, molto scorrevole, senza momenti morti, lo vedo però più adatto ad un pubblico di giovanissimi, che magari non hanno letto shonen di ben altra caratura, o chi vuole solo una lettura senza pretese.


 1
Fredson

Volumi letti: 15/15 --- Voto 6
Cominciando a leggere i primi volumi del manga, inizialmente ho trovato la trama originale e interessante. Si tratta della classica storia del ragazzino che viene catapultato in questo mondo fantastico che ha sempre desiderato o, in questo caso, sognato. Il tratto risulta semplice e deciso, senza troppi dettagli, e si adegua perfettamente alla elementarità della storia che, diciamocelo, fino al decimo volume funziona. Dico fino al decimo, solo per il fatto che il manga perde quel tocco di originalità che magari l'avrebbe potuto rendere non dico "unico" ma almeno "coinvolgente". Sì, perché la storia va pian piano a perdersi, trovandosi coinvolta "casualmente" in una sorta di monotonia (classico duello tra personaggi buoni e cattivi, personalità e mentalità degli stessi). Attenzione però, c'è dell'altro: nonostante l'originalità della storia, anche gli stessi personaggi risultano fin troppo "originali" (Ginta, il protagonista, rappresenta il classico "eletto" venuto da un altro mondo o chissà dove che deve sistemare la situazione di questo mondo fantastico, Alan il "duro della situazione", Snow, la "ragazza segretamente innamorata del protagonista" e via dicendo). Un'altra pecca (non per girare il coltello nella piaga) è l'ambientazione che, a mio parere, poteva anche andare a "sforare" nel corso della storia, mostrandoci magari qualcosa di più di questo mondo magico, piuttosto che andare a limitarsi in semplici castelli, grotte e ring che sfiorano il patetico. Nonostante questo, MÄR è comunque uno Shōnen pensato e, perché no, anche studiato (il fatto di riuscire a sfruttare il potere dell'immaginazione in questo universo sugli ÄRM dei personaggi, è forse l'unico e vero tocco di genialità dell'intero manga).

Slanzard

Volumi letti: 15/15 --- Voto 6
Per certi versi, un titolo che inganna il lettore, questo MAR. A prima vista appare come una classica avventura fantasy in stile Dragon Quest, ma questo non è che il contorno di una storia che ben presto abbandona quasi completamente la tematica avventurosa per lasciar spazio ad un unico torneo di combattimento a squadre che finisce per occupare la maggior parte dell'intero manga. Fosse solo questo, tuttavia, non ci sarebbe nulla di male, in fondo Yoshihiro Togashi grazie ad un torneo a squadre aveva creato la saga più avvincente ed appassionante del suo Yu yu hakusho. I problemi principali di MAR vanno riscontrati nella struttura stessa del torneo, che finisce per nullificare qualsiasi attenzione al comparto psicologico dei personaggi e alle loro caratterizzazioni. Anzai pare infatti non sentire la necessità di approfondire praticamente nessuno dei personaggi principali, nemmeno lo stesso protagonista Ginta, con alcuni che restano cristallizzati nella loro caratterizzazioni iniziale ed altri invece che, sì, crescono, ma senza che il lettore possa apprezzare tale crescita. L'intero torneo, infatti, ad eccezione di una mini-avventura prima dello scontro finale, non è altro che un continuo alternarsi di allenamenti individuali in una sorta di "stanza dello spirito e del tempo" e di combattimenti, sempre individuali. Dei due, Anzai decide di raccontare solamente i combattimenti, di modo che il lettore veda solo il risultato degli sforzi dei personaggi ma non il percorso che ad esso ha portato. Si arriva così ad avere addirittura degli antagonisti quasi più approfonditi dei protagonisti, nonostante il minor tempo loro concesso per apparire nella storia.
Inoltre, non c'è nemmeno il tempo materiale per lasciar cementare i rapporti tra i vari personaggi, cosa che rende abbastanza fuori luogo e artificioso il profondo legame d'amicizia che sembra legarli tutti insieme. È vero, c'è l'obiettivo comune ad unirli, ma i trascorsi comuni sono fin troppo brevi e risibili per giustificare tali legami, così come il grande desiderio di Ginta di salvare un mondo in cui ha vissuto per probabilmente nemmeno un mese, di cui non ha assaporato praticamente nessun aspetto, se non qualche sogno sporadico in passato, di cui non conosce gli abitanti, i luoghi, niente.
Trascurati molti degli aspetti che solitamente sono in grado di fare la differenza tra un discreto ed un ottimo fumetto, MAR decide quindi di concentrarsi sui combattimenti. Peccato che anch'essi siano tutt'altro che memorabili, riducendosi il più delle volte ad una gara a chi possiede l'arm più potente o più adatto alla situazione, con una struttura quasi più da gioco di carte collezionabili priva però della sua labirintica strategicità. Scontri per lo più insulsi, quindi, con i più importanti che riescono raramente a superare la soglia della sufficienza, anch'essi tuttavia decisamente sottotono, tanto da sembrare scritti in modo svogliato e privo di passione da parte dello stesso autore.
In definitiva, quindi, MAR fallisce sotto tutti i punti di vista riuscendo comunque, alla fin fine, ad essere una lettura tutto sommato piacevole, il cui unico aspetto degno di nota finisce per essere la ripresa di numerose fiabe popolari di matrice europea (ma non solo) inserite durante tutto l'arco della storia e alcune anche alla base della creazione di alcuni personaggi. Un titolo sconsigliato ai più, che potranno trovare in altre opere come Dai, Roto, ma anche gli stessi Beet o Culdcept ciò che MAR non ha saputo (o voluto) offrire, ma comunque apprezzabile dai fan più sfegatati del genere.


 2
giak81

Volumi letti: 10/15 --- Voto 9
Finalmente lo stanno ristampando. MAR è un manga leggero, non innovativo, ma molto carino.
Il solito scolaretto che sogna una vita piena di avventura, si ritrova catapultato in un mondo dove dovrà sconfiggere il male per salvare una principessa in pericolo. Fino a qui tutto banale, ma il bello arriva praticamente subito quando il protagonista trova/libera Babbo, l'artefatto-arma più potente di quel mondo, che oltretutto ha una sua anima e parla. Da qui le peripezie del nostro eroe si susseguono con l'aggiunta di qualche compagno e con l'arrivo dei veri cattivi, anche loro molto caratterizzati: la storia si fa sempre più interessante.
Considerazioni finali? Ottime, vista la nuova stampa corretta e che verrà portata a conclusione. Il manga è leggero ma scorrevole e carino, non originalissimo ma con idee che non lo rendono banale e lo fanno emergere dalla massa. Da comprare.


 1
tatsumi erikami

Volumi letti: 9/15 --- Voto 7
MAR è un manga incentrato sulla vita di un ragazzino, Ginta, che viene catapultato in un altro mondo. All'inizio l'ho trovato abbastanza interessante, ma dall'inizio dei combattimenti diventa abbastanza monotono: solo scontri, anche se non sempre dal finale ovvio per fortuna.
Dal punto di vista grafico è apprezzabile: sia nelle scene di vita quotidiana sia negli scontri sono ben distinguibili i vari soggetti rappresentati.
In parole povere trama semplice e fluida, lo consiglio vivamente a ragazzi giovani o neo-appassionati.


 2
alphons

Volumi letti: 8/15 --- Voto 8
Questo manga è uno dei più belli che abbia mai letto, ci sono personaggi per la cui creazione si è preso spunto da libri o fiabe, per questo ti sembra di trovarti nel mondo delle favole.Inoltre è un manga davvero originale, niente che a vedere con Naruto o Bleach.

La trama è decisamente semplice, la prima parte parla del viaggio del protagonista Ginta Toramizu, in cui trova le armi, si allena e salva la principessa, mentre la seconda racconta del War game, una cosa davvero originale, dove si combatte contro gli scacchi guidati da Phantom e si può solo arrendersi o uccidere il proprio avversario. Quindi si deduce subito sia dal nome che dalle caratteristiche che è una vera e propria guerra, con la differenza che i combattenti non possono essere più di sei e che si combatte in diversi luoghi, inoltre c' è anche un arbitro.
I disegni sono abbastanza belli, non curati fin nei minimi particolari però i personaggi sono ben disegnati e si può facilmente capire il loro stato d' animo.

Trama: 7
Protagonista: 9
Personaggi: 10
Disegni: 8

Lo consiglio vivacemente a tutti i lettori alle prime armi.

Nouveau visage

 2
Nouveau visage

Volumi letti: 7/15 --- Voto 6
Il riassunto della trama credo che non sia necessaria , visto che ce ne sono già 5.
Mi sono avvicinato a questa storia per curiosità (mi piace andare a tatto più che leggermi prima le recensioni), tra l'altro è la prima dopo non avere letto manga da anni, ho trovato il numero 1 in edicola e sfogliandolo al volo non mi dispiaceva. Sarà un po' per la tipologia di storia, che si intuisce sin dai primi disegni, ma non mi ha convinto da subito ma gli ho dato fiducia.

Comunque ho continuato fino al 7imo volume (credo di essere andato fin troppo oltre nonostante avessi già un idea di come sarebbe proseguito) e personalmente è da 3 albi che sembra di leggere sempre la stessa cosa, i combattimenti, le situazioni ripetute. La storia di un gioco/guerra sembra un argomento già trattato, modificato e riproposto in chiave infantile.
I disegni sono semplici ma efficaci, i personaggi buoni ma fino a un certo punto, alcuni non riesco proprio a farmeli piacere nonostante siano i buoni (nemmeno i cattivi se devo dire).

È un manga per ragazzi ma che non mi riesce a dare emozioni, preferisco altri tipi di storie. La lettura è scorrevole, fin troppo liscia, diciamo che di "bollicine" ne ha poche. Ci sono sicuramente manga peggiori e meno curati, ma quando per caso trovi manga come Homunculus o Zone 00 mi sono accorto che c'è di più interessante da leggere. Non lo consiglierei per chi cercasse qualcosa più deciso. Alla fine vendo il blocco.

chris 97

 1
chris 97

Volumi letti: 4/15 --- Voto 9
Mar è uno dei miei manga preferiti. Ci sono tutti gli elementi del fantasy, dalle rocce parlanti alle streghe, dai draghi agli zombie, dai mostri alle armi magiche. Con una magica atmosfera fiabesca che rende il manga giocoso e non troppo serio la lettura è accessibile e godibile proprio a tutti, non mancano inoltre i combattimenti abbastanza spettacolari grazie ai poteri delle armi magiche. Ginta, il protagonista, così come un po' tutti i personaggi del manga lo trovo ben caratterizzato e particolare. Se pensiamo che a 14 anni quasi tutti abbiamo dimenticato ormai il mondo delle favole e ci arrendiamo ormai alla noiosa e triste realtà di tutti i giorni lui invece crede ancora fermamente ad esse e spera un giorno di vivere una grande avventura in un mondo così.
Un manga carino e molto originale se si pensa a come inizia e poi come si sviluppa, che fa riflettere e capire che in tutti noi è rimasta ancora una parte che crede nelle fiabe.


 2
Neji88

Volumi letti: 5/15 --- Voto 6
Acquistai il primo numero della GP per caso, spinto forse dalla copertina. Dopo averlo letto, sorrisi ripensando al fatto di quanto fosse puerile la storia e decisi di non continuarlo per dedicarmi a manga migliori. In seguito, però, ho continuato a leggerlo e devo dire che non mi sono pentito del fatto di essere tornato sui miei passi.

Come ho già detto, la storia è molto semplice, anche se chiara e lineare: la lettura perfetta per pre-adolescenti alle prime armi, simpatica e molto leggera per lettori più esperti, ai quali, in tutta sincerità, non mi sentirei proprio di consigliare. I personaggi sono ben caratterizzati; nei principali è abbastanza evidente uno spessore psicologico grazie al quale viene messo in risalto il carattere ed il loro modo di pensare. Il disegno è da sufficienza piena, né troppo trascurato né troppo attento ai minimi dettagli.

Nel complesso posso dire che le basi per un buon manga ci sono tutte, ma a mio parere non sono state sfruttate al meglio, anzi, forse quasi nel peggiore dei modi. Poteva venirne fuori davvero un bel lavoro, ma alcune scelte dell'autore hanno fatto sì che la storia, ma sopratutto i personaggi, ne risentissero fortemente in negativo. L'esempio lampante di ciò che sto dicendo è relativo alle trasformazioni di Babbo: un'idiozia pura. Avrebbe potuto inventarsi di tutto, ma ha scelto secondo me le peggiori in assoluto.
Prima trasformazione: Babbo si fonde con il braccio di Ginta e diventa un martello sferico dal quale, all'occorrenza, spunta fuori una lama.
Seconda trasformazione: una pistola che spara bolle esplosive a forma di Babbo.
Terza trasformazione: un Gargoyle enorme.
Niente di eccezionale, molto semplice. La sufficienza credo sia il giusto voto.


 1
Mashiro Moritaka

Volumi letti: 6/15 --- Voto 7
Tempo fa mio fratello comprò questo manga, quando era ancora di Play Media Company. Io lo lessi e mi piacque un sacco. Recentemente ho scoperto che la GP Publishing ha deciso di ristampare questo manga. Appena lo seppi mi feci il giro di tutte le edicole, siti online ecc, sono riuscito a recuperare tutti i volumetti pubblicati finora. Andiamo con calma, la trama è abbastanza semplice, anche i disegni.

La trama narra di Ginta, un ragazzo che sogna di vivere in un altro mondo. In classe racconta sempre delle sue "avventure", per questo viene più volte preso in giro e sbeffeggiato, tranne da una sua vecchia amica d'infanzia, Koyuki, la quale anche lei crede in questo fantasioso mondo. Durante una lezione, all'improvviso appare un buco dimensionale il quale teletrasporta Ginta nel mondo che lui ha sempre desiderato, il nome di questo mondo è MÄR Heaven. Lo scopo di Ginta sarà quello di salvare questo mondo insieme a degli altri ragazzini.

I personaggi sono ben caratterizati, tra i miei preferiti spiccano Ginta e Koyuki. I disegni sono abbastanza piacevoli, anche se a volte sono sproporzionati, gli sfondi non mancano quasi mai. Inutile dire che il manga richiama alla mente molte opere occidentali quali Il mago di OZ, e anche il personaggio Raperonzolo e molti altri personaggi.

Questo manga obiettivamente poteva offrire molto di più: i disegni e la storia, per quanto siano piacevoli, potevano essere molto più complessi e carini. Comunque per me resta un buon manga, consigliato.


 9
Kotaro

Volumi letti: 10/15 --- Voto 7
Una delle cose che più amo degli shonen d’azione/avventura è la loro incredibile varietà.
Ci sono storie ispirate ai film d’azione americani degli anni ’80 e storie ispirate all’antica storia dell’Asia, altre ispirate alla mitologia greca e altre a leggende o credenze orientali, altre ancora alla letteratura per ragazzi occidentale e altre a romanzi di fantascienza.
M.A.R. (Marchen Awakens Romance) di Nobuyuki Anzai trae ispirazione dalla letteratura infantile dell’Occidente, e nel particolare dalle favole e fiabe tipiche della nostra cultura europea.
La storia prende il via quando Ginta Toramizu, quattordicenne giapponese debole e sfigato ma dotato di un’incredibile fantasia, viene richiamato a M.A.R. Heaven, il mondo fantastico da lui sognato durante molte notti, allo scopo di difenderlo da un’oscura minaccia.
La terribile Armata degli Scacchi sta infatti mettendo a ferro e fuoco quella bella landa incantata, assoggettando regni e castelli e facendo strage di innocenti. Ai pochi che ancora si oppongono non resta quindi che riporre le speranze in un’antica leggenda, che prevede la liberazione di M.A.R. Heaven per mano di un giovane giunto da un altro mondo…
Durante la sua avventura, Ginta non sarà da solo, ma potrà avvalersi di un’arma eccezionale e praticamente unica nel suo genere, perché innanzitutto dotata di vita propria e di un caratterino mica da ridere: il bizzarro Babbo, un kendama senziente con baffetti alla D’Artagnan, strane particolarità e velleità da galantuomo d’altri tempi.
L’inizialmente tumultuoso rapporto tra i due compagni d’avventura si tramuterà ben presto in una profondissima amicizia e Ginta potrà così contare su un aiuto d’eccezione e il nostro strampalato duo potrà così gettarsi in un’avventura letteralmente fantastica, a volte drammatica, a volte triste, a volte felice, a volte spensierata, a volte difficile ma senza dubbio degna d’essere vissuta.
Il mondo fantastico dove si svolge la storia permette all’autore di attingere a gran parte della narrativa fiabesca della nostra tradizione e non solo e di citare così, più o meno esplicitamente, tutta una serie di personaggi e situazioni a noi sicuramente noti sin dall’infanzia.
Abbiamo il pavido campagnolo Jack, esperto di giardinaggio e nell’uso delle piante come arma d’attacco, il cui sogno è quello di far crescere una gigantesca pianta che gli permetta di salire su fino in cielo, come il suo omonimo protagonista della fiaba di Jack e il fagiolo magico.
Abbiamo la dolce principessina Snow, capace di controllare i ghiacci, che viene braccata da una matrigna cattiva e si auto-infligge un sonno protettivo all’interno di un ghiacciaio, che ricorda palesemente Biancaneve (il cui nome originale, ricordiamo, è <b>Snow</b> White).
Abbiamo il prode guerriero Alan, rinchiuso per via di una maledizione nel corpo di un pavido cagnolino parlante.
Abbiamo una strega bella e misteriosa di nome Dorothy, capace di evocare un cane bestiale di nome Toto (e qui i riferimenti a Il mago di Oz sono palesi, direi).
Abbiamo il bel tenebroso Alviss, su cui grava un’orribile maledizione, e il ladro guascone Nanashi.
Abbiamo la perfida Raperonzolo che usa capelli allungabili a piacimento per combattere, abbiamo geni della lampada, <i>spade spade delle mie brame</i> a cui chiedere <i>chi è la più bella del reame</i>, casette di marzapane, fate, regine cattive, rocce parlanti, uccelli a tre teste, eserciti, briganti, zombi e lupi mannari, abbiamo un sistema di combattimento basato sugli Arm, singolari gioielli dotati di arcani poteri tutti differenti fra loro.
M.A.R., insomma, è il trionfo della fantasia, applicata a quella che possiamo senza alcun dubbio definire come una favola moderna a tutti gli effetti.
La storia non sarà originalissima, ma scorre via che è un piacere, magari anche troppo, rendendo la trattazione di certe vicende un po’ troppo semplicistica e alla trovata del “torneo” a squadre alla Yuu Yuu Hakusho per contrapporre i protagonisti e i malvagi magari si preferivano dei combattimenti meno lineari e più viaggi come nella prima parte della storia, ma, tutto sommato, va benissimo anche così.
La semplicità è la parola chiave di questo manga, che mostra una trama molto lineare e con colpi di scena non troppo elaborati, ma che questa trama la conduce in maniera eccellente, mostrandoci un uso molto personale dei combattimenti, che saranno molto variegati date le incredibili mille abilità di cui disporrà ogni personaggio, buono o cattivo che sia.
Molto buona è la caratterizzazione dei personaggi. Che sia facente parte dei buoni o dei cattivi, nessuno dei personaggi apparsi nella storia verrà abbozzato o dimenticato per strada, ma avranno tutti qualcosa da raccontare. Capiterà di affezionarsi a determinati personaggi della schiera dei cattivi, così come invece il gruppo dei buoni diventerà ben presto un gruppo di compagni con le cui vicende divertirsi lettura dopo lettura. Nessun aspetto della loro personalità verrà trascurato e tutti i nostri guerrieri del bene avranno un giusto approfondimento tramite combattimenti e flashback/spiegazioni sulla loro storia passata, una buona crescita psicologica e una giusta dose di power up combattivi. Spesso e volentieri, poi, ci intratterranno con gags semplici ma molto carine, il cui promotore principale sarà lui, Babbo, l’esilarante arma senziente convinta di essere un nobiluomo medievale. Azzardo che sia probabilmente lui l’elemento chiave di tutta la storia, nonché il personaggio più riuscito, simpatico e memorabile della stessa.

M.A.R. è simpatico, leggero e fiabesco, ma non rinuncia a trattare tematiche importanti e spesso profonde e drammatiche, seppur mascherate sotto un alone da fiaba, e lo fa con uno stile di disegno che personalmente ho trovato adorabile: semplice, pulito, schietto, caricaturale, piacevole all’occhio e capace di ritrarre mondi da fiaba e le creature più disparate rendendoli tutti alla perfezione nella loro diversità. I malvagi sono indubbiamente malvagi, ma sanno anche prestarsi a gags o essere ritratti in momenti di tenerezza e umanità, o mostrare un’incredibile versatilità nelle loro espressioni passando dal sorriso allo sguardo rabbioso, dall’espressione caricaturale da gag all’occhiata tenebrosa nel giro di un paio di vignette. Dal canto loro, i buoni sono altrettanto versatili nelle loro espressioni e sono ritratti in maniera molto umana e simpatica, che li rende empatici al lettore.

Sembrerebbe, insomma, un fumetto da consigliare ad occhi chiusi e che sembra promettere un’intensa e piacevolissima esperienza di lettura, ma purtroppo ci sono dei nei abbastanza gravi, che non dipendono dal fumetto in sé né dal suo autore, ma dall’editore italiano che lo ha pubblicato.
M.A.R. è, purtroppo, un altro delle tante vittime mietute dalla fu Play Press Publishing, che ne cominciò la serializzazione al ritmo di un episodio al mese sul mensile-contenitore Shogun, poi tristemente chiuso dopo una decina di uscite, avendo coperto più o meno la storia di un volume e mezzo. Fu così che lo conobbi e cominciai ad amarlo, promettendomi, alla chiusura della rivista, di comprarne la versione in volumi di cui mi fu promessa la pubblicazione in futuro.
La promessa fu mantenuta, e l’anno dopo, il primo volume fece la sua comparsa nelle edicole, per la gioia mia e di coloro a cui lo prestai, che si trovarono ad apprezzarne la lettura.
L’edizione era negli standard dell’editore, assolutamente priva di lussi ma con un adattamento scorrevole e molto buono dei testi, dei dialoghi (la visione della serie animata in lingua originale mi lascia supporre che la parlata da galantuomo di Babbo sia un “surplus” del nostro adattamento, ma è una cosa che ho apprezzato davvero moltissimo) e delle onomatopee, nonché molto facilmente usufruibile e reperibile, poiché diffusa in qualsiasi edicola, e, contando che cominciò ad uscire a ridosso dell’estate, la cosa era più che ottima. Del resto, quello era un ottimo periodo, per la Play Press, che viveva bene pubblicando shojo manga di più o meno buona fattura, ristampe in monografico dei titoli delle sue due ex-riviste contenitore (Yatta, che proponeva parecchie serie di casa Kodansha, e Shogun, che aveva i diritti di molte piccole perle pubblicate su Shonen Sunday e altre riviste della Shogakukan, mica bruscolini) e titolo dal traino televisivo come Mermaid Melody.
Tuttavia, bastò poco tempo e la magia si spezzò. Le uscite (di M.A.R. nel particolare, ma di tutto il parco titoli Play Press, in realtà) si diradavano sempre più spesso, con ritardi spesso molto lunghi rispetto alle date annunciate, i volumetti si fecero più brutti (da un certo punto in poi, ecco comparire orribili pecette e onomatopee lasciate in giapponese al risparmio senza alcuna traduzione).
Infine, la mazzata. La Play Press cessa di occuparsi di fumetti giapponesi, e il povero M.A.R. smette di uscire, fermando la sua corsa a dieci volumetti pubblicati su quindici (mica cento!) totali.
Perché, ci si chiede ancora. Bastavano ancora altri cinque mesetti e, seppur in un’edizione che ormai non era più accettabile ma perlomeno rimaneva economica, i lettori italiani si sarebbero potuti godere nella sua interezza una storia divertente e simpatica, di certo di gran lunga superiore a molte serie ben più noiose e stiracchiate ma più blasonate solo perché più spinte commercialmente o perché targate Shueisha e non Shogakukan. Invece, così, rimaniamo soltanto con dieci volumetti che non formano una storia compiuta, che si fanno leggere con estremo piacere, dal canto loro, ma si interrompono bruscamente lasciando al lettore un’incredibile sete di sapere come continua che non potrà mai essere estinta, almeno per il momento.

Consigliare M.A.R.? Non lo so. E, per una volta, lo dico con tutto il cuore, mi dispiace, poiché M.A.R. merita, ma se il lettore italiano vuole imbarcarsi nella sua lettura, ammesso che riesca a recuperarne gli arretrati in giro, sappia che non è stato pubblicato per intero…
Ma noi valutiamo l’operato del buon Nobuyuki Anzai, autore dotato di gran fantasia e di un ottimo talento grafico, che è stato capace di regalarci una storia sognante e divertente, non curiamoci del colpo basso che ci è stato rifilato dall’editore che ce l’ha promesso e poi tolto di mano sul più bello e diamoglielo, un bell’otto tondo tondo come il simpatico Babbo che è la sua mascotte, al buon M.A.R., che è tutto meritato…


 1
Aniya

Volumi letti: 15/15 --- Voto 8
Ginta Toramizu è un ragazzo di 14 anni debole che sogna in continuazione di vivere in un altro mondo. Quando racconta le sue avventure ai compagni di classe, tutti lo prendono in giro, esclusa Koyuki, una sua amica di infanzia, anch’essa convinta che questo mondo esista davvero. Un giorno, durante una lezione, nell’aula appare una porta dimensionale che porterà il ragazzo in un luogo fiabesco di nome MÄR Heaven (quello dei suoi sogni!), poiché viene convocato con urgenza da una persona.
E' uno shonen incentrato sui combattimenti contro l'armata degli scacchi, un gruppo composto da abili combattenti che attenta alla pace di MÄR Heaven.
E' un manga di 15 volumi, per un totale di 161 capitoli, di Nobuyuki Anzai, autore di Flame of Recca, Rocket Princess, Crazy Maniax ecc. edito in Italia solo fino al decimo volume dalla Play Press.
Nonostante sia ricco di combattimenti, MÄR è riuscito a piacermi moltissimo, tant'è che l'ho riletto più di due volte.
Buoni personaggi (sono in molti quelli che mi sono piaciuti: Alviss, Alan, Dorothy), disegni carini, storia semplice e coerente sino alla fine.
Mi dispiace che gli ultimi cinque tankobon non siano arrivati in Italia!