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Turboo Stefo

Volumi letti: 1/1 --- Voto 6
Nintendo e Capcom decidono di unire nuovamente le idee e le forze per creare una nuova saga di Zelda in esclusiva sulla piattaforma del Gameboy Color. Il progetto prevedeva la presenza di tre distinti capitoli che tramite un sistema di password potessero condividere dati e se giocati tutti si sarebbe andata a creare una storia più complessa. Peccato che il tutto divenne troppo pesante e irrealizzabile, però anziché venire abbandonato venne ridimensionato. Così nel 2001 vede finalmente la luce Oracle of Season di fianco ad Oracle of Age, con questa peculiarità di trasferire il personaggio da una storia all’altra per dare vita ad una trama più fitta ed un finale inedito. Il duo Akira Himekawa si trova di fronte ad un lavoro veramente difficile: come adattare queste particolari avventure, che in totale si possono contare come quattro storie diverse? Alla fine scelgono la versione narrativa più accattivante, che in Season getta le basi per varie sfumature fruibili in Age.

Link vive in campagna con il nonno che lo allena duramente ogni giorno per permettergli di diventare un cavaliere, seguendo la tradizione di famiglia. Peccato che Link sembri non anelare allo stesso obbiettivo, ma quando si presenterà alla prova per diventare un cavaliere al servizio di Zelda subisce uno strano sortilegio che lo trasferirà in un paese lontano e si aggregherà ad una compagnia di teatranti, tra questi è presente anche Din, una ballerina che in verità è l’Oracolo delle Stagioni.
La storia per lungo tempo predilige la narrazione all’azione, difatti per almeno metà è dedicata a sviluppare i personaggi, che rivelano così uno spessore leggermente superiore al solito, e le situazioni, il tutto a ritmo sostenuto ma non eccessivo. Solo nel finale si ha una leggera accelerazione dovuta anche ai combattimenti semplicistici e sbrigativi, che lancia il lettore nel finale che regala inaspettatamente dei momenti tristi prima di arrivare al solito “happy ending”, che lascia un piccolo spiraglio per collegarsi alla prossima avventura.
Un viaggio che incarna la crescita di Link, per quanto riguarda il coraggio, la forza e soprattutto la decisione, visto che buona parte della storia è basata sulle indecisioni e sulle insicurezze dello stesso. Imparerà così a capire cosa conta per lui e soprattutto come difendere ciò a cui tiene.

I disegni del duo, ancora agli inizi di queste trasposizioni, ricalca perfettamente il character design originale ma senza perdere quel tocco personale che le contraddistingue. Le tavole talvolta sono confuse e precipitose ed i combattimenti piatti e semplici, ma riescono anche a regalare piacevoli sorprese come le illustrazioni a doppia pagina incredibilmente dinamiche, oppure nelle classiche tavole più evocative che mostrano particolari personaggi o primi piani che dominano le tavole.
Il tutto viene bilanciato anche dai retini e dai (pochi) neri che bilanciano ottimamente le tavole, lasciandole leggere ma non troppo povere.
Nota dolente come sempre risultano gli sfondi, le rare occasioni in cui sono visibili non offrono nulla di memorabile.

L’edizione della Jpop offre come sempre una sovraccoperta che riprende il design della serie, mentre le pagine sono bianche, talvolta lasciano intravedere leggere trasparenze. La stampa, solitamente ottima, in quest’occasione riesce ancora a risultare nitida e pulita ma in alcuni retini si nota qualche “quadrettatura” di troppo.

Una trasposizione gradevole, incredibilmente ricca sotto il profilo narrativo che nel finale lascia maggior spazio all’azione. L’opera inoltre verrà valorizzata maggiormente dal seguito, perché senza quello purtroppo sarebbe rimasta un lavoro mediocre fine a se stesso.