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Fabbrizio_on_the_Road

Volumi letti: 5/32 --- Voto 5
“Astroboy” è senza ombra di dubbio uno dei manga più importanti di tutti i tempi, una delle opere simbolo di Osamu Tezuka e di tutto il panorama del fumetto giapponese. Eppure, nel tentativo di apprezzare questo pezzo di storia, nel mio caso, qualcosa è andato storto.

Faccio molta fatica, io per primo, a giudicare negativamente un’opera che da noi è stata pubblicata solo parzialmente. I 5 volumi editi da Panini sono infatti una raccolta che comprende solo una piccola parte dell’opera originale, con i capitoli che oltretutto non sono ordinati rispettando l’ordine cronologico della pubblicazione originale. Come hanno sottolineato altri utenti, i capitoli presentano delle storie totalmente autoconclusive e quindi sono comprensibili in modo autonomo. Eppure, dopo aver letto questi cinque volumi, mi rimane l’amaro in bocca per non aver potuto leggerla interamente e con i capitoli ordinati correttamente. Magari non sarebbe cambiato nulla e così come non ho apprezzato l’opera proposta in questa salsa, non l’avrei amata neanche in versione integrale. Ma è un dubbio che spero qualche futura edizione italiana possa prima o poi togliermi.

Aldilà di tale questione, devo ammettere che queste storie mi sono piaciute molto poco anche prese singolarmente, perché le ho trovate molto banali e noiose. Ho letto tutte le opere di Tezuka pubblicate finora in Italia precedenti a questa e non ho mai avuto problemi a contestualizzare e, spesso, apprezzarle. Mi sembravano delle opere più ambiziose nei temi e anche più riuscite sul piano tecnico. Naturalmente come altri lavori di Tezuka di questi anni, anche qui si vedono alcune caratteristiche comprensibili per l’epoca, ma oggi decisamente desuete, quali una comicità molto infantile che interrompe troppo spesso la narrazione e una rottura frequente della quarta parete. Questi però sono degli elementi che non mi sento di condannare, anche perché per l’appunto presenti in moltissime opere di Tezuka. Qui però manca il resto. La trama dei singoli episodi è spesso scialba e non è mai stata sufficiente per intrattenermi per un capitolo intero. L’unica nota positiva è che, nella confusione più totale della nostra edizione, si riesce a vedere una certa evoluzione stilistica e tecnica. La differenza tra i capitoli disegnati a inizio e fine anni Cinquanta è evidente e apprezzabile.

Insomma, a differenza di altre opere molto vecchie di Tezuka, questa proprio non l’ho apprezzata. Sarà colpa della nostra edizione parziale, delle storie poco interessanti o divertenti, di una serialità fine a sé stessa in ogni vicenda, ma non posso dare la colpa all’età del manga, visto che alcuni titoli più vecchi dell’autore mi sono piaciuti senza problemi. È comunque un’opera che va letta per la sua importanza, ma contestualizzarla alla sua epoca aspettandosi un tipo di intrattenimento drammaticamente invecchiato credo sia il minimo per cercare di rimanere coinvolti nelle vicende di quest’opera.


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Atom

Volumi letti: 5/32 --- Voto 7
Quando si pensa ad Osamu Tezuka, probabilmente la prima immagine che ci viene in mente è quella di Atom che spicca il volo. Se, dopo più di sessant'anni, il piccolo robot conserva ancora intatto il suo posto nell'immaginario collettivo, è facile comprendere l'importanza di quella che è divenuta un vera e propria icona del fumetto.
"Tetsuwan Atomu" o, come lo chiamiamo noi "Astro Boy", narra le gesta di un bambino robot, costruito da uno scienziato geniale dopo la perdita prematura del figlioletto. Pur essendo costruito ad immagine e somiglianza dell'amato, il dottor Tenma si rende immediatamente conto che Atom, per quanto perfetto, non sarebbe mai riuscito a colmare il vuoto nel suo cuore. Il robot viene così abbandonato per poi essere affidato a dei genitori robot. Saranno invece il professor Ochanomizu ed il maestro Baffo a prendersene cura durante le sue avventure.

Atom è dotato di enormi poteri, che mette costantemente al servizio dell'umanità, rispettando sempre le leggi che sono alla base della convivenza tra robot ed umani. A contraddistinguerlo sono la sua "umanità" ed il grande senso di giustizia, che vanno ben al di là di quelle di un comune essere umano.
Il manga non presenta una vera e propria trama, ma un insieme di episodi in cui il nostro piccolo eroe ne vedrà di tutti i colori. A cambiare sono sempre i cattivi di turno, mentre i personaggi positivi, che contornano il protagonista, sono quasi sempre presenti.
Leggere "Astro Boy" in età adulta può avere solamente una valenza culturale. Difficilmente si resterà ammaliati dalle imprese del bambino meccanico, soprattutto se si è fatto l'errore di leggere prima la rivisitazione di Urasawa. La lettura è comunque scorrevole e si porta facilmente a termine.

Il difetto più grande è evidentemente la mancanza di un'adeguata introspezione psicologica dei personaggi, la cui personalità risulta abbastanza banale e per nulla sfaccettata. Anche se bisogna dare atto a Tezuka che i suoi robot sono dotati di un animo così simile a quello umano, da renderli capaci di cambiare opinione, imparando dai propri errori.
Sono inoltre certo che, ancora oggi, i più piccoli troveranno le avventure narrate estremamente coinvolgenti, senza dimenticare la loro funzione educativa, come ad esempio l'onnipresente tema ecologista.
Ritengo però che l'eredità più grande, donataci da Tezuka attraverso il suo lavoro, sia la consapevolezza che l'integrazione razziale ed il rispetto delle differenze costituiscano le fondamenta di un paese civile.
Non è una caso che tale concetto sia stato ripreso ed ampliato in "Pluto", dal grande Naoki Urasawa, elevandolo ad un livello decisamente più complesso e adulto.

Le illustrazioni sono assai pulite e, anche nei combattimenti, le scene sono sempre chiare. Parliamo comunque di disegni decisamente semplici e, pur essendo curati, destinati ad un pubblico molto giovane. Ciò nonostante, l'autore cerca spesso espedienti atti a creare la giusta atmosfera, come ad esempio inquadrature dal sapore cinematografico, che arricchiscono notevolmente l'esperienza di lettura.

Mi è capitato di criticare Tezuka, perché nel suo filosofeggiare, nel suo errare per universi inesplorati, commette l'errore di perdere di vista la cosa più importante, ovvero l'efficacia della storia narrata. In "Astro Boy", invece, ciò su cui si concentra l'autore è proprio questo aspetto e, visto il pubblico a cui il manga è indirizzato, non avrebbe potuto fare diversamente. Il risultato è che anche un adulto può leggere questo manga senza troppi problemi e trovare persino tanti spunti su cui poter riflettere.

L'edizione della Panini Comics è estremamente curata. I cinque volumi, dotati di sovraccoperte, sono raccolti un uno splendido cofanetto di cartone rigido, fornito di chiusura con velcro. Sono inoltre provvisti di molte pagine a colori e la tipologia di carta utilizzata, oltre ad essere di ottima qualità, dona un tocco "retrò" all'edizione.
Un plauso alla Panini Comics è doveroso, anche per aver inserito alcune "perle" alla fine del primo volume. Sono state riportate, infatti, alcune vignette molto interessanti sulle leggi della robotica e altre nelle quali Tezuka racconta come è nato il "Tetsuwan Atomu" che tutti conosciamo; le sorprese non sono poche.


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kimba77

Volumi letti: 2/32 --- Voto 8
Parlare di un'opera di Tezuka-sama, il dio creatore dei manga e anime moderni, è per me motivo di grande orgoglio ma anche terrore; le mie umili parole non possono di certo fare giustizia a una persona magnifica come Osamushi, che ha usato il suo stile di disegno e la sua abilità di sceneggiatore per raccontare storie di stampo universale, godibili ancora oggi, portatrici di messaggi riguardanti l'animo umano, l'importanza della vita (grande o piccola che sia), la storia dell'umanità, la grandezza e il pericolo che porta la tecnologia e tanti altri....

Oggi le mie parole canteranno di una sola delle infinite opere di Tezuka, quella che è forse, dopo "Kimba il leone bianco", la più conosciuta e apprezzata sia in patria che nel mondo: parlo ovviamente di "Tetsuwan Atom", meglio conosciuto come Astro Boy.

La storia delle sue origini è ormai conosciuta da tutti: nel futuro-passato del 2003 il geniale Dr. Tenma , capo del Ministero della Scienza, costruisce Astro, un piccolo robot dalle fattezze simili a suo figlio Tobio, morto in un incidente stradale; presto però Tenma si accorge che Astro non potrà mai sostituire il figlio dato che, essendo robot, è incapace di crescere; Astro viene così venduto ad un circo robotico ed è l'inferno in terra per lui. Un giorno però il Dr. Ochanomizu, successore di Tenma, interessato a ciò di cui Astro è capace, decide di comprarlo e di prendersene cura. Perché vedete, Astro non è un normale robot dalle fattezze di bambino: possiede la forza di 100,000 cavalli a vapore, riesce a capire se una persona ha intenzioni buone o cattive, possiede razzi a propulsore negli stivali, occhi che possono vedere nell'oscurità e mitragliatrici nel sederino (no, davvero), ma cosa più importante, possiede un cuore grande e puro. Il suo sogno più grande è che un giorno gli umani possono trattare i robot come loro pari.

Da qui iniziano le avventure di Astro, storie autoconclusive che trattano i temi più disparati: dal pericolo della tecnologia all'importanza del rispetto per la natura, dalle storie di spionaggio al rapporto padre e figlio; in ognuna di esse Astro si batte per proteggere gl'innocenti da numerosi cattivi, spesso rappresentati da uomini senza scrupoli che vedono i robot come semplici mezzi per portare a termine i loro loschi progetti.

Qui in Italia la serie manga è alquanto misconosciuta (come molte altre serie tezukiane, del resto :P): a parte una breve stampa di alcune delle sue storie, alla fine degli anni 80, non ci fu altro per anni. Solo di recente la Planet Manga ha deciso di ristampare la serie nel 2005, in occasione (guarda caso :P) del film americano in CGI di Astro (di cui, tra parentesi, è meglio dimenticarsi). Tuttavia, non si tratta di una ristampa di tutti e 23 i volumetti originali, ma una collezione delle migliori storie della serie raccolte in 5 volumi di spessore notevole. Ora, per chi è deluso di non poter leggere il manga completo, bisogna ricordarsi che si tratta sempre di capitoli autoconclusivi, e chi ha lavorato a questa edizione è stato ben attento a scegliere le storie più acclamate e ricordate. Malgrado tutto, quindi, l'Astro della Planet Manga merita comunque di essere letto.

Passiamo ora a quello che è da sempre l'argomento più controverso dello stile tezukiano: i disegni. Tagliamo subito la testa al toro: se vi aspettate le rappresentazioni realistiche di un "Black Jack", o le sequenze oniriche de "La Fenice", rimarrete delusi. Siamo negli anni 50-60, questo è il "primo" Tezuka: il Tezuka dai disegni semplici, spesso privi di ombreggiature e anche di background, pesantemente ispirato allo stile Disney e ai comics americani dell'epoca. Certo, nei momenti clou, Tezuka ci delizia con tavole contenenti rappresentazioni un po' più complesse e con background disegnati alquanto bene, ma la maggior parte delle volte lo stile rimane essenziale. Ora, vi sono un sacco di lettori manga che non apprezzano quest'essenzialità e non mi sento di biasimarli: lo stile manga/anime si è evoluto un sacco in questi 60 anni, al punto che risulta quasi impensabile per i lettori moderni immaginare che i disegni manga s'ispirassero pesantemente alle vignette giornalistiche americane (non solo Tezuka ma anche i mangaka che seguirono subito dopo, come Ishinomori e Matsumoto); non c'è quindi da meravigliarsi se i "novellini" che cercano stili più "mangeschi" non trovino di proprio gusto i disegni del manga no kamisama, arrivando anche a dire che ricordano i fumetti di Topolino. Di per me, ho passato l'intera infanzia leggendo i giornalini di Topolino e questo mi ha indubbiamente aiutato non poco ad apprezzare lo stile del primo Tezuka. Vi è inoltre una cosa importante da ricordare: Tezuka usava i suoi disegni come mezzo di comunicazione. Egli voleva che le sue storie fossero lette da tutti, grandi e piccini, orientali e occidentali, perciò il suo stile semplice altri non è che un mezzo immediato perché tutti potessero leggere e capire le sue storie, senza perdersi in particolari poco importanti; tenendo a mente questo, penso sia possibile chiudere un occhio sui disegni essenziali e poco profondi, perché dietro di essi, vi sono storie complesse e molto avanti per l'epoca.

La mia più grande speranza è che, prima o poi, tutti possano riscoprire le opere di questo magnifico mangaka, rimasto sconosciuto ai più per fin troppo tempo e le sue opere più conosciute, come Astro Boy, sono una grande occasioni per poter cominciare dalle basi dei suoi racconti fino ai lavori più complessi e con disegno più raffinato, che seguiranno poco dopo.


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Evangelion0189

Volumi letti: 5/32 --- Voto 8
Mi sono imbattuto in pareri discordanti sui cinque volumi editi dalla Planet e sul manga di Astro Boy in generale. In primo luogo, penso di poter comprendere l'astio di chi avrebbe voluto che l'edizione italiana comprendesse tutti i ventitré volumi della serie originale, ma al contempo mi ritengo soddisfatto di questa selezione di racconti: sono convinto che dia comunque un'ottima idea del "fenomeno Astro Boy" e del perché Atom sia un personaggio così popolare, tanto da assurgere a simbolo quasi incontrastato di manga e anime giapponesi nel panorama internazionale. In secondo luogo, mi avevano detto che è un manga sulle cui spalle grava pesantemente la sua età (più di cinquant'anni, considerato che fu pubblicato dal 1952 al 1968): su questo punto dissento totalmente poiché, nonostante in effetti alcune storie di Astro Boy siano piuttosto ingenue, "vecchie" e alcune persino inconcludenti (mi viene in mente quella in cui ci viene presentato Cobalt, il fratello (?) di Atom, una brutta copia spiccicata del robottino a ragione ben più famoso, e che scompare improvvisamente così com'era apparso), altre invece dimostrano una profondità intrinseca dotata di grande fascino, oltre che ad essere quasi sempre molto divertenti e godibili.

L'ossatura alla base delle storie di Astro Boy è questa: in un futuro ormai passato (Atom nasce ufficialmente nel 2003, e i giapponesi hanno festeggiato il suo compleanno dieci anni fa come se si trattasse di una persona in carne ed ossa), la vicenda ruota attorno ad Atom, piccolo robot a propulsione atomica e dalla potenza di centomila cavalli vapore (una definizione dal gusto retrò che non posso fare a meno di adorare) inventato e costruito dal geniale scienziato Tenma nel tentativo di sostituire il figlioletto deceduto in un grave incidente d'auto. Resosi conto che una macchina non può rimpiazzare un figlio perduto, fugge abbandonandolo; da quel momento in avanti, a prendersi cura di Atom sarà Ochanomizu, il dottore dal naso prominente che anticipa una sequela di personaggi dello Star System tezukiano che appariranno di lì in poi, e Baffone (Higeoyaji, in lingua originale), un simpatico insegnante col pallino per l'investigazione (anche lui appare in Kimba e in diverse altre opere del maestro).

Di qui una serie di avventure, di casi da risolvere, di battaglie a colpi di propulsione atomica, mitra che escono dalle natiche (!) e tanto buon cuore. Atom è sì fatto di meccanismi e ingranaggi, ma ciò nonostante è una macchina spesso più pura e buona di certi uomini efferati e senza scrupoli, un robot molto umano che si fa portavoce dei diritti dei robot (tenendo conto anche del fatto che questi non possono ferire in alcun modo gli umani, con un chiaro riferimento alle leggi della robotica di Asimov). Man mano che proseguivo la lettura racconto dopo racconto sentivo di volerne ancora, ma i cinque volumi della Planet sono comunque molto soddisfacenti. In particolar modo, ho apprezzato la possibilità di leggere il racconto originale che ha ispirato il recente Pluto di Naoki Urasawa, ovvero "Il più grande robot del mondo": leggere tanta genialità in una storia estremamente semplice attraverso balloon e tavole scritte e disegnate negli Anni Cinquanta mi ha aperto gli occhi su un mondo sterminato di cui Astro Boy ne è solo un popolare esempio. Mi sentirei di consigliare la lettura almeno di questa storia, ma complessivamente consiglio Astro Boy su tutta la linea.


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Gald

Volumi letti: 5/32 --- Voto 4
"Astro Boy" è una serie di Osamu Tezuka creata nel 1952, la serie composta da 23 volumi ma è stata portata in Italia e "compattata" in 5 volumi da Planet Manga.
Anche se consideriamo l'età molto avanzata del manga devo dire che non mi è andato affatto giù, ho speso solo una barca di soldi per un manga che proprio non mi ha entusiasmato.
Ho deciso di comprare questo manga dato il rinomato nome di Osamu Tezuka e del famoso "Astro Boy", anche se sapevo già che non sarebbe stato un manga che mi avrebbe entusiasmato, dato il genere e l'età, decisi di prenderlo e fui molto deluso sotto tutti gli aspetti.
Per quanto riguarda la trama devo dire che mi è soltanto piaciuto lo spunto iniziale, cioè il fatto che il protagonista robot prima di morire fosse un umano.
Le storie sono assurde, banali e piatte e sembra di trovarsi davanti a un Topolino non a colori.
Sui disegni non posso e non riesco a dire niente se non che sono vecchi e confusionari. Sono confusionari perché sono fitti di dialoghi e vignette e questo non aiuta di certo il lettore.
Considerando che è un manga del 1952, considerando che lo stile di disegno non è moderno, considerando che, considerando che... Insomma non ci sono scuse: questo manga non mi è affatto piaciuto!


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Mark D. Ace

Volumi letti: 5/32 --- Voto 9
A differenza degli altri utenti che hanno postato una recensione, a me Tetswan Atom, o meglio la raccolta antologica delle migliori storie del robot più forte del mondo creato dal Dio dei manga Osamu Tezuka, è piaciuto molto.

Dunque, mettiamo da parte i disegni; essendo un'opera di qualche decennio fa è normale che somiglino estremamente allo stile Disney, il quale ha copiato da Tezuka, e NON viceversa (vedi "Kimba, il leone bianco" e "Il re leone"). Tuttavia il tratto è molto piacevole e, seppur risulti difficile adattarsi a tale stile, completamente differente dal disegno moderno, le tavole sono davvero ben disegnate.

La trama non è niente di particolare, molto meno profonda di altre opere del Dio dei manga, quali Black Jack o La Fenice, ma contenente comunque una serie di messaggi importanti e difficili, che il lettore dovrà personalmente carpire dalla storia.

L'edizione Planet Manga, seppur costosa, è discreta, presenta moltissime pagine a colori, un grande formato e sovraccoperta. Unico aspetto negativo, il fatto che sia un antologia, e non l'opera completa, evidentemente troppo costosa da portare in Italia, visto che i diritti non sono mai stati rilasciati interamente.

In sostanza un manga piacevole, divertente, ottimo shonen d'altri tempi e d'altro livello, con una buona dose di sentimenti e messaggi, irrinunciabile per gli appassionati di Osamu Tezuka, irrinunciabile per chi, come me, ha amato Pluto (del maestro Urasawa), interessante per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a un Grande del fumetto mondiale quale Tezuka.


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Nina

Volumi letti: 5/32 --- Voto 6
Spinta dalla curiosità di recuperare la storia che ha ispirato Pluto di Urasawa, ho acquistato, non senza qualche titubanza dovuta al prezzo, questi 5 volumi della Planet.
Le storie autoconclusive che compongono i volumi sono varie avventure del piccolo robot costruito dal dottor Tenma. Ciò che si nota subito, oltre alla semplicità dei disegni di cui parlerò a breve, è la ripetitività nell'andamento di ogni storia: vi è un cattivo che minaccia la tranquillità del genere umano, un debole da salvare, un buono che non può far molto, e l'eroe che arriva sempre in soccorso.

Non dobbiamo dimenticarci che questo è un manga disegnato mezzo secolo fa, quindi è comprensibile che la lettura sia noiosa o stancante a causa della trama e del tratto. Non possiamo negare che, con l'ampia scelta di titoli di cui disponiamo ai giorni nostri, Astroboy (Tetsuwan Atom) risulti come qualcosa di già letto e venga quindi giudicato banale, ma dobbiamo anche pensare che, nel contesto dell'epoca, era sicuramente una storia geniale e innovativa.

Per quanto riguarda i disegni, come ho detto, sono molto semplici e mostrano tutta la loro età. Abituati a certi tratti, con questa opera sembra di tornare, come detto già da alcuni recensori, a leggere Topolino, con lo stesso uso di certi espedienti per rappresentare scene di sconfitta, movimenti ed espressioni dei personaggi.
Sicuramente per gli amanti di Tezuka questa opera è un acquisto sicuro, ma per chi, come me, è interessato principalmente a conoscere Astroboy, ed è alla prima esperienza con l'autore, sconsiglio di acquistare questa edizione in quanto, nonostante alcune pagine a colori e la sovraccoperta, il rapporto qualità/prezzo, è altamente svantaggioso.
Attenzione però, non dico di non recuperare Astroboy, ma semplicemente di cercare un'offerta migliore in quanto, nonostante tutti i difetti dovuti anche all'età, Tetsuwan Atom è un'opera da conoscere per la sua importanza nella storia dei manga.

Valutando quindi il tutto con gli occhi di una lettrice del 2010 mi dispiace di dover dare 6 ad un'opera che sicuramente vale di più.

Utente6677

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Utente6677

Volumi letti: 3/32 --- Voto 6
Ho fatto molta fatica a leggere i primi due volumi. I disegni mostrano tutti i loro anni, ma questo non mi ha dato particolarmente fastidio, anzi è qualcosa che differenzia questo manga dagli attuali e poi Tezuka è Tezuka: o lo ami o lo odi. Il punto debole sono proprio le storie con le loro trame che hanno magari spunti interessanti, ma sono sviluppate in modo affrettato e con intermezzi comici anche inopportuni a volte. Il volume 3 rappresenta un miglioramento da questo punto di vista, spero che i restanti due raccolgano storie sullo stesso livello o superiore.
Per quanto riguarda l'edizione, stenderei un velo pietosissimo: 9,90€ per l'albo un po' più grande e qualche pagina a colori, con la "qualità" della carta tipica PM, mi sembra una discreta fesseria. Per non parlare dei 3 (dicasi TRE!) euro in più che la sottoscritta ha sborsato per l'acquisto del primo numero col box: pensavo che il box per raccogliere i 5 volumi fosse allo stesso livello di quelli che la J-Pop fa uscire trimestralmente (e SENZA SOVRAPPREZZO) con il manga Cyborg 009. Un grossissimo errore da parte mia.
Il voto finale sarebbe 5,5 ma arrotondo a 6 sulla fiducia per i volumi conclusivi.
consigliato solo a chi, come me, ama Tezuka alla follia.


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GIGIO

Volumi letti: 2/32 --- Voto 5
Sicuramente l'età avanzatissima del manga pregiudica il suo giudizio. Ci si può impegnare, anche a fondo, nel leggerlo, pensando: "È un manga storico, non uno shonen odierno", ma la realtà è che non ci si trova davanti a tavole alla "Rocky Joe", "Uomo Tigre", "Devilman" ecc... Qui davvero, per quanto riguarda i disegni, sembra di leggere un semplice Topolino in bianco e nero. La trama e le storie appaiono banali, piatte, infantili, il fatto di racchiudere in 5 volumi le storie migliori mi fa pensare al livello dei contenuti degli altri 18 volumi esistenti. A mio avviso inoltre la lettura è piuttosto pesante e noiosa, con tavole fitte di baloon e i disegni che non sempre seguono i dialoghi. Certamente nel 1952 le tecniche di disegno era ben diverse, ma resta il fatto che, come spiegato prima, nel 2010 è dura adattarsi a questo manga, seppur scritto da un Dio come Osamu Tezuka. Sicuramente è da consigliare ai soli amanti del maestro, agli amanti del manga d'autore, a chi vuole andare a scavare nella storia del manga. Anche io normalmente lo sono, ma questa volta ho fatto veramente fatica ad adattarmi, anzi, forse non ci sono per niente riuscito. Un grande peccato.