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Irene Tempesta

Volumi letti: 8/12 --- Voto 7,5
Devo fare una grossa premessa: le recensioni di AnimeClick.it mi hanno enormemente aiutata nella scelta dei manga da leggere. Per me è stata una risorsa fondamentale.
Conosco i miei gusti, e ho letto le recensioni su quest'opera intuendo che non era il mio genere (lo slice of life). Tuttavia al Lucca Comics di quest'anno c'era ospite proprio Kaoru Mori. So che incontrare questi autori è una cosa rara, perciò, viste le lodi su questa autrice, ho acquistato i primi volumi de I giorni della sposa e di Emma e me li sono fatti autografare. Questa recensione per me ha un valore diverso rispetto alle altre, proprio perchè ho avuto l'onore di incontrarla (tra l'altro ho scoperto poi essere una gran fortuna averla vista dal vivo poichè non si fa mai fotografare), e solo dopo ho cominciato a leggere quest'opera direi singolare, molto diversa da ciò che siamo abituati a leggere nel mondo dei manga.

Qui viene narrata la vita delle popolazioni che abitano nell'Asia centrale del diciannovesimo secolo. Il tema centrale sono gli usi, i costumi, le tradizioni, la quotidianità di questa gente. I personaggi principali sono molti in realtà. I due che spiccano più di altri sono Amira e Karluk. Si tratta di una coppia appena sposata all'interno della quale, nonostante la notevole differenza di età (venti anni lei e dodici lui), vige un rispetto, una dolcezza, davvero toccanti. Amira è una donna forte, coraggiosa, compassionevole, generosa. E' brava in ogni cosa le sia richiesta in quanto sposa: ricama magnificamente, cucina bene, ed è bravissima a cacciare, una vera fiera predatrice. Karluk, nonostante la giovane età, è un ragazzo responsabile e affidabile, generoso e affettuoso. Il loro legame si intensifica sempre di più, volume dopo volume, se si pensa che molte spose incontrano il loro futuro marito per la prima volta il giorno delle nozze. E il loro amore è tenero e dolce.

I primi due volumi mostrano la quotidianità del clan di Karluk, dove Amira è stata "adottata" in quanto sposa. La cura nei dettagli del disegno è quasi maniacale, ad esempio nei capitoli dedicati all'arte del ricamo per le donne, o alla lavorazione del pane, i dettagli di ogni vestito e tappeto, tutto è minuziosamente rifinito, e il risultato sono delle tavole sorprendenti che lasciano a bocca aperta. I corpi poi sono ben proporzionati e i visi molto espressivi. Una delizia per gli occhi.

Dal terzo volume, ci spostiamo con Smith, un ricercatore inglese che gira il mondo documentando i suoi viaggi. E con lui scopriamo altri clan, e altri stili di vita. Il tema portante di quest'opera resta comunque il ruolo della sposa nella comunità di quei luoghi in quel periodo preciso. Difatti si tratta di storie di spose in pratica. Nel corso dei volumi ci si discosta da Amira e Karluk, per poi tornare da loro dopo aver narrato alcuni viaggi di Smith. Devo dire che mi ha sorpreso, è sicuramente un'ottima lettura, piacevole, scorrevole, rilassante e direi anche istruttiva come un documentario, a volte. E mai banale o stancante. La cosa che mi ha colpito è il riuscire a farmi affezionare a personaggi così diversi da noi viste le culture asiatiche.

La J-POP ha creato una buona edizione, con sovracopertina a colori, ottima qualità di carta e inchiostro. Il mio voto è 7.5 perchè è un'opera molto bella, ma lo slice of life non è il mio genere (come avevo intuito dalle recensioni su AnimeClick.it), e anche per il modo di narrare le storie d'amore. Questa autrice ha un approccio molto delicato con le coppie, ci sono spesso sguardi silenziosi, rossore sulle guance. Molto diverso dalle letture solite, più spinte, audaci e passionali, diciamo, a cui sono abituata e che trovo più inclini ai miei gusti. Tuttavia questo dettaglio aggiunge carattere all'opera e segna il tratto inconfondibile di questa splendida e singolare autrice.

Devo dire che se l'autrice non fosse arrivata a Lucca e non avessi avuto l'occasione di incontrarla, probabilmente non avrei comprato quest'opera, proprio perchè le recensioni mi avevano già dato un'idea chiara di cosa avrei letto e non mi interessava il genere. E infatti, ora che ho finito il volume 8 non sono di parere diverso. Resta comunque un ottimo acquisto. Credo sia una lettura che può attirare anche persone non abituate a leggere i fumetti giapponesi. E lo consiglio anche a un pubblico più giovane. Secondo me può essere apprezzato anche da chi legge solitamente gli shojo. Lo consiglio a chi vuole immergersi in un manga storico, culturalmente molto ricco, con uno stile narrativo e artistico raffinato, delicato e vivace.


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Pannero

Volumi letti: 4/12 --- Voto 9,5
"I giorni della Sposa" è uno di quei manga che a giudicare dalla copertina non avrei comprato, e l'ho fatto solo dietro insistenza dei miei amici, e meno male.

"I giorni della sposa" è uno slice of life molto particolare, infatti racconta della vita di Amira, che viene data in sposa a un bambino, Karluk. Nonostante un'incertezza iniziale e la differenza di età notevole, poco a poco tra la ragazza e il bambino inizia a stabilirsi una piacevole quotidianità mossa da un sincero affetto. Il manga però non si limita a questo, e in ogni volume introduce personaggi nuovi, nuove "promesse spose" di altri villaggi e altre tribù, raccontando della loro vita, della loro quotidianità e soprattutto dei loro amori.

La Mori, già conosciuta per "Emma", si rivela una grande narratrice e soprattutto una grande illustratrice e ricercatrice: è subito chiaro il lavoro di ricerca e documentazione fatto dall'autrice per descrivere la vita di questi villaggi sperduti con delle tradizioni tutte loro.
Ed è encomiabile la sua cura maniacale per i dettagli, motivi di tessuti e intarsi, e anche nel disegno di lupi, cammelli, cavalli e qualunque altro animale.

"I giorni della sposa" è quindi un manga molto particolare, di quelli che purtroppo molto raramente si vedono in Italia, e che sarebbe in grado di soddisfare anche un pubblico non abituato a leggere manga.
Una lettura piacevole e riflessiva, sempre delicata e vivace.

L'edizione italiana della J-pop è buona, con tanto di sovraccoperta. La periodicità non è delle più regolari, ma va detto che anche in Giappone il manga esce abbastanza lentamente (probabilmente a causa della mostruosa quantità di dettagli presente in esso).
Insomma una lettura consigliata al pubblico più adulto in grado di apprezzare un manga di qualità, che sicuramente potrà piacere a chi ha gradito "Il mondo di Ran" di Aki Irie (tra l'altro, le due autrici sono anche ottime amiche nella vita reale).


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AlexG

Volumi letti: 5/12 --- Voto 9
Premetto che non sono mai stato affascinato dalla cultura e dalla civiltà mediorientale e, per usare un eufemismo, non sono un grande amante dello stile grafico shoujo (o josei). Tuttavia, informandomi su questo manga, non ho trovato che pareri positivi, suffragati dalla vittoria di diversi premi. Vista la spesa tutto sommato contenuta, mi sono quindi deciso a provarlo. E, una volta letti i primi volumi, non posso che aggregarmi alla folta schiera di sostenitori di Kaoru Mori.

Il manga è fondamentalmente uno slice of life a sfondo storico, basato sulla vita delle tribù insediatesi nei territori del mar Caspio, lungo la Via della Seta. Partendo dal presupposto che si tratta di un fumetto (quindi non è lecito aspettarsi la precisione nozionistica di un documentario), mi sembra indubbia la cura che la mangaka ha posto nel tratteggiare gli usi e i costumi tipici di una cultura lontana da quella giapponese: occupazioni come la carpenteria, la cucina e il ricamo assumono importanza all'interno della narrazione, proprio per approfondire opportunamente il contesto in cui si svolgono le vicende portanti della trama e il carattere dei personaggi. E, voglio precisare, questi espedienti non finiscono mai per appesantire la lettura.
I vari personaggi, per quanto risentano di uno stile grafico e narrativo molto delicato che forse, alcune volte, ne smorza leggermente il carattere, sono eccezionalmente ben caratterizzati, ognuno con una personalità particolare ed unica ed ognuno intento a percorrere un proprio percorso di crescita.

Come detto, non amo lo stile grafico degli josei, tuttavia, anche per quanto concerne il disegno, non si può che tessere gli elogi dell'autrice: buono, a tratti eccellente, il character design dei personaggi e piacevoli gli sfondi, che se in alcune fasi risultano leggermente scarni, in altre colpiscono per il grado certosino di dettaglio. Una particolare nota di merito va al disegno dei costumi e dei tessuti in generale, assolutamente eccezionali, oltre che di alcuni oggetti particolari, quali per esempio gli elementi architettonici in legno intagliato o le bardature delle cavalcature. Insomma, pur non essendo magari ai livelli di mostri sacri quali Inoue o Nihei, ritengo questo manga uno dei migliori degli ultimi anni per quanto concerne il disegno.

Una lode anche per l'edizione proposta da J-POP, caratterizzata da una buona carta (come, a onor del vero, per tutte le altre opere dello stesso editore che mi sono capitate in mano) e da sovraccoperte veramente eccellenti, sia come materiale che come grafica, a fronte di un prezzo congruo.
Concludo rinnovando le impressioni decisamente positive ricavate da questa lettura, consigliatissima a chiunque voglia immergersi in un altro mondo, delicato e intrigante.

Mistero

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Mistero

Volumi letti: 8/12 --- Voto 9
Un racconto quasi documentarisco sugli usi e costumi dei popoli asiatici lungo la via della seta. Le vicende principali seguono la coppia di novelli sposi Amira e Karluk. Lei praticamente scartata poichè gia ritenuta troppo vecchia per le usanze e la cultura dell'epoca e con un carattere affettuoso e un po' infantile (ma non "moe"), e lui un bambino per gli standard odierni (e non solo) ma responsabilizzato fin dalla tenera età, dall'atteggiamento avveduto e dedito ai suoi doveri. Per una volta un bambino che vuole dimostrarsi adulto e maturo, riuscendoci! Ma c'è di più, tramite l'autoinserimento dell'autrice, rappresentato da Smith, ospite del clan che ha preso con sé Amira, e dedito a documentare usi e costumi del luogo, si seguono rituali pre e post matrimoniali di varie "spose", affrontando anche il tema della poligamia. Ma non solo, anche le rivalità tribali e la minaccia dell'invasione russa faranno parte delle tematiche di questo manga. Il tutto viene imbellito dal bellissimo e dettagliato stile grafico dell'autrice. Davvero pochi manga/autori reggono il confronto.
Un manga incentrato su quotidianità e sentimenti, con personaggi splendidamente caratterizzati, un gradevole umorismo quando richiesto (sarò pazzo io, ma mi sembra ispirato a Rumiko Takahashi), che si alterna disciplinatamente a momenti più seri quando le tensioni tribali si fanno sentire di più.
Personalmente lo considero un prodotto formidabile. Non metto il 10 giusto perchè è alquanto dispersivo e fondamentalmente non narra nulla di memorabile. Solo storie di spose e vita quotidiana. Ma davvero un opera di alto livello.


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LiliumPh

Volumi letti: 4/12 --- Voto 10
Ho scoperto questa mangaka da poco e mi pento di non averla scoperta prima.
La storia di questo manga non si può ricondurre semplicemente ad un genere, a mio avviso è più un documentario, la storia dei protagonisti infatti si sviluppa nella quotidianità di un mondo a noi (lettori italiani) estraneo, fatto di rituali semplici e casalinghi di cui sappiamo poco. Non è difficile infatti immergersi nella figura dello studioso che ospite a casa della giovane coppia cerca di capire il più possibile sulle loro usanze, trovandosi a contatto con realtà diverse man mano che si sposta.
Da stimare ed apprezzare la precisione con cui la mangaka si è informata (come lei stessa scrive alla fine dei volumetti) per essere il più precisa possibile.
Per quanto ovviamente le cose narrate possano sembrare fittizie bisogna tener conto che le scelte narrative della mangaka sono quelle di persone con un certo tipo di sentimenti e con caratteri diversi da personaggi di altri generi di storia magari più movimentate. In quest'opera persino gli intoppi sono narrati con una delicatezza che permane anche nella violenza, cosa che probabilmente può annoiare lettori da gusti più movimentati.

Sul disegno eviterò di scrivere un poema come vorrei fare: a mio dire uno dei migliori. Ricco infinitamente di dettagli non lascia nulla al caso, spesso mi capita di fermarmi minuti sulle tavole dove magari non è presente neanche una frase.


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GIGIO

Volumi letti: 4/12 --- Voto 9
I giorni della sposa è un manga che definirei delicato. Da quando lo si comincia a leggere si viene immersi in un mondo mai narrato da altri, in una trama mai trattata in nessuna altra opera sempre fumettisticamente parlando. Entriamo nella "Via della Seta", periodo 1800, sicuramente un momento abbastanza florido per l'economia delle regioni che vi appartenevano in quanto lì vi erano particolari materiali e tessuti richiesti da altre parti del Mondo. Un continente sconosciuto allora come in gran parte sconosciuto ancora adesso. Non vi sono grosse vie di accesso, le popolazioni sono soprattutto nomadi. Tutto questo non significa che siano schivi o restii al relazionarsi con gli stranieri, il manga ci insegna proprio questo. Persone cordiali e gentili che trattano l'ospite solitamente con riguardo particolare e tanta timidezza. La trama iniziale parla di Amira, una ragazza molto bella e molto forte che sposa un ragazzino di gran lunga più giovane di lei. Un matrimonio combinato ma che viene accettato senza timore alcuno dalla ragazza. Questo darà luogo a parecchie situazioni, dall'imbarazzante all'avvincente, in un panorama magnifico come magnifiche sono quelle terre e paesaggi. Chi scrive lo fa in maniera molto leggera, come dicevo sopra delicata, dialoghi molto puliti e sobri che ci aiutano a comprendere appieno i pensieri e le priorità di quelle popolazioni. Amira, la protagonista, fa solo da tramite. Più volte ci si discosta da lei, ci sono capitoli in cui non la si vede neppure, entrano in campo altri protagonisti. Addirittura i protagonisti cambiano numero dopo numero per non forzare le situazioni. Cambia il tema, cambia il protagonista. Direi scelta che ho trovato intelligente. I disegni andavano ovviamente fatti in una certa maniera, in questo genere di manga il disegno è appunto determinante. Le ambientazioni devono essere speciali e anche in questo caso il lavoro è stato ottimo. I particolari si sprecano, abiti, paesi, natura, tutto è descritto o disegnato perfettamente.
L'edizione JPOP è perfetta. Ottima sovra coperta, ottimo layout e grafica. Il prezzo ci sta tutto, 5,90€ per un manga che comunque procede lentamente e che non credo abbia vita longeva per cui ognuno può permettersi questa opera.
Tirando le somme abbiamo davanti un opera storica e contemporanea allo stesso tempo, un opera che mi permetto di dire addirittura imperdibile per gli amanti dei fumetti in quanto originale e ben costruita. L'ho trovata molto interessante. Voto 9


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CrocifissionePop

Volumi letti: 1/12 --- Voto 8
''I giorni della sposa'' è il nuovo lavoro in corso dell'abile Kaoru Mori edito in Italia dall'educata JPOP.
Ambientato nel diciannovesimo secolo, Amira è una giovane ventenne promessa in sposa ad un ragazzino più piccolo di lei di otto anni, la vicenda vedrà lo svolgersi di una timida e spontanea relazione che verrà tormentata dal fratello di lei.
L'ideologia di rapporto trova in un'analisi mirata una forte contraddizione, come è ben visibile nella trama sopra riportata, Amira rispetto a Karluk conta una differenza d'eta di otto anni, nonostante il loro rapporto sia spontaneo e ben costruito dall'autrice, la convenzione del tempo viene resa innocua dall'ambientazione. Se ben mi pare il tempo non sia problema in fatto sentimentale non dovrebbe esserlo nemmeno in questione storica. Semplicemente: se il tempo non esiste è stupido ambientare una storia in un contesto passato, in quanto il passato non esiste.

Osservando quindi la storia sotto un punto di vista prettamente di piacere letterario, mi appresto a dare una considerazione dei personaggi e dell'ambiente.
La protagonista, Amira, è una donna di bell'aspetto e dalle forti capacità, particolare improbabile ed inusuale per donne le quali principali attività erano dedite a lavori meno impegnativi. Amira quindi è un personaggio piuttosto forte e nel contesto del numeroso nucleo famigliare, una personalità che spicca e che si caratterizza per una gran dedizione al dovere ed una infantile se pur matura presa di responsabilità nei confronti del suo piccolo marito.
Infatti, il personaggio di Karluk per l'adolescenziale età che ha, è piuttosto pacato e serio portando quindi la relazione con Amira ad uno stato di maggiore serietà se pur offuscata da una timida consapevolezza della grande distanza d'età e di un imbarazzo fisico dato dai ruoli intimi che hanno l'una per l'altro.
Il nucleo famigliare nel quale Amira, dopo il matrimonio, si trova a vivere comprende personaggi poco caratterizzati ma dal poetico scorrere del vivere. Infatti, se bene non se ne trovi un riscontro piuttosto accentuato, le storie secondarie che s'intrecciano alla prima, danno un tocco ed un profumo poetico e pacato alla storia principale.

Tipico del carattere di sceneggiatura della Mori è il lento scorrere degli eventi e l'improvvisa comparsa d'un intoppo anche se questi viene dato in modo gentile, come una carezza della quale però se ne viene ad accorgere solo quando la mano si è allontanata. Questo particolare dell'autrice può rendere ad un lettore poco entusiasmato da svolgimenti temporali lenti, una noiosa e offuscata lettura, facendo quindi perdere l'occasione di leggere una bella storia.
L'ambientazione storica è precisa ed attenta in quanto una particolare cultura ed una paesaggistica caratteristica come quella dell'Asia è difficile ed impegnativa per una trasposizione come questa, nella quale l'autrice si diletta in modo molto capace.
Nel complesso la trama è interessante. L'intralcio che viene a crearsi a conclusione del primo capitolo spero venga trattato in modo meno comune e tipico delle trame di semplice stampo e dal carattere pieno di imprevisti messi per far spiccare i protagonisti.
Da un'autrice del calibro della Mori mi aspetto molto, senza sopravalutare, senza critiche, se quel che è stato trattato lo è stato fatto in modo intelligente e capace come l'autrice è solita fare, troverò sicuramente piacevole e sublime il resto della secolare pubblicazione del fumetto.

Disegno: lo stile grafico della Mori in questa particolare opera spicca come appunto una freccia. Le qualità della nostra protagonista Amira devono trasmettere, tramite le sue gesta, velocità, vento, caduta. L'autrice ci regala con un segno preciso e netto tavole pulite e dalla precisissima leggibilità.
Le immagini semi mobili o completamente fisse vengono trattate con un'attenzione al particolare ed una cura del dettaglio anche più insignificante quasi fotografici, impegno questo dovuto alla particolare ambientazione storica-culturale sopra trattata, la quale è forbita di fantasiosi e faticosi motivi.
I paesaggi se pur trattati in modo meno attento rispetto ai personaggi sono piacevoli e dolcemente sfumati in quanto prevalentemente la vista è data al deserto. Inutile dire che gli abiti, le abitazioni, gli animali, vengono trattati con una masochista attenzione e precisione degni di un'autrice che reputa il fumetto un'arte capace di poter arrivare, sia graficamente che letterariamente, ad un livello altissimo.

Edizione italiana: fortunatamente il titolo è stato acquistato dalla cara JPOP, casa editrice che tratta le edizioni con cura e rispetto. Sovra coperta ruvida, carta di qualità ottima ma non pregiata, traduzione ed editing modello, una stampa senza errori e una buona leggibilità data da un'apertura del volume scorrevole. Il prezzo è 6,00, meritato e volendo anche misero per un'opera di questo tipo.

Impressioni personali: ho conosciuto quest'autrice in un modo quasi indiretto e cioè tramite la visione dell'anime di ''Victorian romance Emma''. L'opera prima non mi ha interessata sotto il punto di vista cartaceo se ben editato in Italia dalla Dynit, ma l'aver scoperto che l'autrice era dedita ad un nuovo lavoro mi ha incuriosita parecchio.
Il lento scorrere della pubblicazione e quindi la presenza in Italia del solo numero uno mi ha portata d'istinto ad acquistarlo. Ovviamente prima dell'istinto c'è stata una piccola fetta di ragione in quanto non avrei mai preso una storia se prima non ne avessi dato un'opinione anche superficiale. L'avermi attirata a questo titolo è stata proprio la curiosità di leggere come l'autrice, dedita a storie lente e apatiche, avrebbe trattato la distanza d'età e sopratutto quando è una donna ad avere un'età maggiore.
Sono piacevolmente stupita di come non siano presenti a grandi linee femminismi da parte della protagonista, in quanto la sua personalità ''forte'' è tipica di una donna che cerca l'evasione intellettuale e fisica dal ruolo stretto che le viene dato. La Mori però questo tema lo tratta in modo più naturale, quasi in maniera di stupore e d'insolito.
La mia deduzione finale in sintesi è l'aver piacevolmente scoperto in modo più ravvicinato le capacità di un'autrice che in un primo momento avevo reputato nella media. Pienamente soddisfatta dell'acquisto del volume e dei prossimi, dispiaciuta solo in quanto la sua annuale pubblicazione mi porterà a penare per poter leggere come questa bella storia andrà a finire.

micheles

Volumi letti: 3/12 --- Voto 10
È da un po' di tempo che tengo d'occhio Kaoru Mori, da quanto ho visto l'anime di Emma, l'anno scorso. Quando ho sentito che Otoyomegatari era un'opera di questa autrice non me lo sono fatto sfuggire, convinto a priori che sarebbe stato un lavoro di ottima fattura. Ho scoperto di essere stato troppo prudente, perché Otoyomegatari va ben oltre l'ottima fattura: si tratta un'opera completamente fuori scala rispetto alla media dei manga moderni, originalissimo sia come contenuti che come forma grafica, uno dei manga migliori che abbia mai letto. Per dirla tutta, non conosco nessuna disegnatrice moderna paragonabile a Kaoru Mori e non posso fare altro che risalire fino ad un mostro sacro come a Yumiko Igarashi per trovare un'autrice che mi abbia impressionato altrettanto dal punto di vista grafico.

Kaoru Mori comunque non è soltanto una disegnatrice eccezionale, è un'autrice di tutto rispetto anche per quanto riguarda storia, ambientazioni e personaggi. L'ambientazione di Otoyomegatari è qualcosa che non avevo mai visto prima in un manga: l'Asia Centrale nel XIX secolo, tra i nomadi della steppa, sullo sfondo dei conflitti politici anglo-russi per il controllo dell'Asia. È un'ambientazione alla Michele Strogoff, per intenderci, ma da un punto di vista completamente femminile. Il centro d'attenzione di Otoyomegatari non è la politica, la storia, la geografia e neppure i conflitti tra nazioni e clan, tutte cose che comunque sono presenti sullo sfondo: l'attenzione invece è concentrata sulla vita quotidiana dei nomadi e sui prodotti della loro cultura, in primo luogo gli abiti, i ricami, le acconciature; a questo si aggiunge un'attenzione fortissima ai panorami, alla natura, alla rappresentazione di animali e piante. Non per questo la raffigurazione della figura umana è trascurata e i personaggi sono tutti rappresentati con uno stile riconoscibilissimo (lo stesso di Emma) che fa il verso allo stile classico dello shojo anni settanta. Ho fatto prima il nome della Igarashi, di cui vedo l'influenza nella rappresentazione dei personaggi ma anche e soprattutto nel gusto per il dettaglio. La cura nel disegno di abiti, monili, cappelli e capelli è incredibile. In alcune (rarissime) tavole la Mori ci delizia con dei nudi femminili di altissima qualità che nulla hanno a che fare con il grossolano fanservice a cui ci hanno abituato i manga moderni. In generale si può dire che opere della Mori sono quanto di più lontano si possa trovare dalle mode contemporanee: tutte le sue opere sono decisamente proiettate verso il passato, sia come ambientazione che come stile grafico.

Volendo essere imparziali non sarebbe difficile criticare Otoyomegatari. Per esempio si potrebbe facilmente sostenere che i nomadi dell'Asia Centrale non erano certo così belli, eleganti e puliti come vengono raffigurati nel manga; io personalmente me li immagino simili ai messicani con i denti marci dei film di Sergio Leone, immersi nella puzza di cavallo e intenti a cucinare su fuochi alimentati da sterco di cammello. Tutti i personaggi della Mori invece sono di una bellezza e di una dolcezza di tratti assolutamente irrealistici: sembrano tutti giovanissimi, anche i personaggi maturi, senza nessuna imperfezione, anche quelli che dovrebbero essere feroci e che ci immagineremmo coperti di cicatrici. La famiglia di adozione di Amira, la sposa protagonista della storia, sembra composta di santi, anche se si potrebbe immaginare che il nomade tipo della steppa fosse mezzo ubriaco e dedito a picchiare moglie e figli. Del resto la stessa Mori riconosce questa realtà, visto che ci narra che le sorelle di Amira sono morte per i maltrattamenti subiti da un marito crudele. Tutto questo però viene narrato, non vediamo nulla di perturbante a livello grafico e l'esistenza di Amira sembra essere paradisiaca. Tutti i bambini sono dei cherubini, tutte le donne sono stupende, i giovani uomini sono quasi più belli delle donne, gli uomini maturi sono fascinosi e perfino i vecchi e gli anziani sono interessanti. A livello caratteriale l'inverosimiglianza è probabilmente ancora più grande che a livello estetico: Amira è una straniera ma viene accolta subito benissimo, non esistono invidie femminili e contrasti tra suocera e nuora, il marito dodicenne è un perfetto gentiluomo piuttosto che un marmocchio indisponente sposato suo malgrado ad una donna con otto anni più di lui. Anche le (poche) scene di violenza sono di grande bellezza, non esistono sangue, sudore e sporcizia nel mondo di Kaoru Mori.

Ma Otoyomegatari è un manga, non un documentario scientifico, né un saggio di antropologia, anche se il paragone con opere di questo tipo è inevitabile. Non ho intenzione di andare a criticare l'assenza di realismo; anche perché non è necessariamente detto che sia tutto falso, i buoni sentimenti e la dolcezza senz'altro esistevano anche nella steppa, assieme ai sentimenti meno nobili. Otoyomegatari dà senza dubbio una visione parziale della vita, ma non è una visione falsa; e quali fossero le vere relazioni interpersonali tra i nomadi della steppa non è così importante, visto che si tratta di un'opera scritta per il lettore contemporaneo. Personalmente non considero la dolcezza un difetto e tutti i personaggi della Mori mi piacciono molto. Si noti bene che parlo di dolcezza e non di mielosità, che è completamente assente. Le opere della Mori non sono sdolcinate, anzi c'è un notevole grado di drammaticità, dovuto solitamente alla presenza di storie d'amore contrastate dalla famiglia di appartenenza. Questo è stato il tema portante di Emma ma è chiaro dalla lettura dei primi tre volumi che sarà anche il tema portante di Otoyomegatari. Un tema tradizionale e apparentemente antiquato dello shojo, eppure un tema inesauribile che Kaoru Mori sa sfruttare alla perfezione. In questi primi volumi Otoyomegatari è progredito su un registro piuttosto leggero, eppure ho il sospetto che la serie cambierà registro nel futuro e che le storie dei protagonisti prenderanno una piega molto più drammatica nel proseguo dell'opera, che è soltanto all'inizio. Ho anche il sospetto che questa sarà un'opera di ampio respiro in molti volumi che ci accompagnerà per degli anni. Vedremo se ho ragione.

La lettura delle opere di Kaoru Mori è raccomandata a chi ama i personaggi timidi. Otoyomegatari non fa eccezione e tutti i personaggi principali (la sposa Amira, il marito-bambino Karluk, l'amica espansiva Pariya e l'esploratore Mr Smith) sono timidissimi; un numero considerevole di tavole viene speso a rappresentare i loro rossori e i loro silenzi; incidentalmente, la Mori è una delle autrici che sa fare il miglior uso dei silenzi. Otoyomegatari è uno slice of life storico, motivo per cui potete trovare interi capitoli dedicati all'arte del ricamo, all'arte culinaria, o alla preparazione del pane. Questo non vuol dire che non ci sia una trama sottostante (c'è) e che non ci sia azione: ci sono anzi varie scene d'azione, tra l'altro disegnate magnificamente. La storia e e il background dei personaggi ci sono e danno anche l'impressione di essere molto solidi, ma gli avvenimenti si svolgono lentamente perché questo è il passo richiesto dall'opera, e scopriremo i dettagli a poco a poco con il passare dei volumi. Dopo aver letto i primi tre volumi di Otoyomegatari non considero più Kaoru Mori come una giovane promessa, ma come la migliore disegnatrice attualmente sulla scena contemporanea. Aspetto con pazienza che venga realizzata la serie anime di Otoyomegatari, perché vedere le illustrazioni della Mori a colori, accompagnate da animazioni, giochi di luce ed una musica appropriata deve essere un'esperienza impagabile. Dico che aspetto con pazienza perché il delitto più grande che si potrebbe fare è iniziare l'anime troppo presto e inventarsi un finale ad hoc prima che il manga sia concluso.


 4
Stormchaser

Volumi letti: 1/12 --- Voto 10
Ho saputo giusto ieri da un'amica che era uscito anche in Italia, cosa che mi ha stupito molto, per la velocità della stessa pubblicazione nel nostro paese.
In primis, amo letteralmente il dettaglio dei disegni. L’immagine con cui si apre il primo capitolo continua ad essere mozzafiato per me, ma altre anche hanno sicuramente colto l’attenzione. La trama, per quel che ho potuto leggere nei primi capitoli contenuti in questo tankobon, è davvero molto bella. Al pari del suo precedente manga, l'autrice riesce a trasmettere una infinità di sensazioni e di emozioni che quasi fanno pensare di essere lì con i personaggi e di vivere le loro stesse situazioni, cosa che anche con 'Emma' succedeva bene in qualche occasione. In questo ad esempio, l'insieme delle scene (silenziose) della caccia alla lepre sono davvero intense, e trasmettono la forza e la concentrazione della protagonista quasi come se le stessimo vivendo di persona.

La coppia Karluk-Amira poi è ben strutturata, con le incertezze visibili del bambino che è stato sposato (come si usava all’epoca ed in quei luoghi) in un matrimonio organizzato, ad una ragazza ben più grande di lui. Ma la coppia riesce a superare gli ‘imbarazzi’ iniziali, come si può vedere nello stesso volumetto e sembra che all’orizzonte vada tutto per il meglio, se non che la famiglia di Amira decide improvvisamente di tornare sui propri passi. Personalmente, voto 10, perché è uno dei manga migliori che conosco, e lo consiglio a tutti gli amanti del genere. E anche agli altri, che potrebbero scoprire il grande mondo che l’autrice sa creare.


 7
Riccardo80

Volumi letti: 2/12 --- Voto 10
La risposta femminile a Vinland Saga.
Capolavoro eccelso dell'autrice migliore di josei storici (ovviamente insieme alla Ikeda). Dopo il bellissimo Emma, ambientato nella Londra vittoriana, uno splendido spaccato fra l'affascinante mondo delle steppe caucasiche.
Adoro come l'autrice riesca a far rivivere un mondo: quello delle steppe. Con i suoi personaggi, la vita di tutti i giorni, con un dettaglio nella storia e nei disegni eccezionale. Già in Emma l'autrice aveva dato prova di dar vita alla storia, però trovavo i disegni dei personaggi un po' carenti, qui invece è riuscita a superare l'unico suo difetto, migliorando notevolmente. La coppia Amira-Karluk non è molto consona, ed è bello vedere come da un matrimonio combinato possa nascere un'amicizia e magari qualcosa in più, la convivenza non sarà facile, presto ostacolata anche da un cambio negli obiettivi della famiglia di Amira...
Riusciranno ad essere una coppia felice e ad avere anche degli eredi?

La capacità di rendere viva la storia lo accomuna al bellissimo Vinland Saga (da qui il titolo della recensione), da poco approdato anche in Italia, spero che Otoyomegatari segua il destino di Emma e Vinland Saga e trovi un'edizione italiana di buona qualità.
Personaggi ben caratterizzati, disegni stupendi, ambientazione affascinante, cosa volere di più? Un manga da avere nella propria collezione!