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GianniGreed

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
Tokyo Snow White Project racconta le (dis)avventure di B-29, nome in codice, un giovane che si è arruolato come volontario nella compagnia Honeda, entrando a far parte dei Bones.
Chi sono i Bones? Sono i classici cattivi dei manga, che hanno un obiettivo da realizzare, in questo caso imbiancare la città di Tokyo. Ovviamente, se loro sono i cattivi, ci sono anche i buoni, la squadra vegetale computerizzata Sochikubain. Ma non aspettavi combattimenti con strane armi o tecniche. La compagnia Honeda, infatti, sembra più una normale azienda giapponese, con dipendenti che necessitano di essere motivati, e deve anche rispondere delle sue azioni alla sede centrale.

Il volume è molto interessante, perché per una volta ci presenta una storia dall’altro punto di vista quello dei cattivi. Finora li abbiamo sempre visti lottare battaglie perse in partenza, finire inevitabilmente sconfitti dagli eroi di turno. Ma sono davvero nel torto? Cosa è giusto, e cosa sbagliato? I buoni sono davvero “buoni”?
Mentre leggevo, mi sono tornati in mente i personaggi di moltissimi manga e videogame, specialmente quelli che possiamo definire “scagnozzi”, e le loro clamorose sconfitte.

I disegni sono nello stile di Yuko Osada, sempre dinamici e ben fatti. Interessante soprattutto, il make-up dei Bones, con il loro aspetto simile agli scheletri.

In coda al volume ci sono anche due storie brevi, la prima “Izakaya Yorokonde – trattoria “con piacere”, racconta di un gruppo di dipendenti di un Izakaya, che si ritrovano il locale affollatissimo di clienti, ma hanno carenza di personale. Diventerà una corsa contro il tempo servire tutti i clienti. Davvero divertente, in poche pagine Osada riesce a creare una storia davvero piacevole da leggere.
Il secondo racconto breve, di appena sei pagine, s’intitola “Space Girl Sana Chang”, carino ma nulla di eccezionale.

Questo volume è sicuramente consigliato ai fan di Yuko Osada, che di certo non resteranno delusi dal suo modo di creare storie davvero originali, e anche a chi vuole leggere qualcosa di diverso, che stravolga sempre le solite regole che vogliono i buoni vincere ad ogni costo.

Unica vera nota dolente è il prezzo dell’edizione italiana curata da Ronin Manga. Il volume è bello e ben fatto, la carta è abbastanza buona, ma per 10 euro sarebbe stato logico aspettarsi la sovraccopertina e qualche pagina a colori.


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Anonymous

Volumi letti: 1/1 --- Voto 7
La storia racconta la vita quotidiana di un... cattivo. Già, non c'è modo per dargli un'altra definizione dato che il protagonista rappresenta quella che può essere definita la "carne da cannone" che si trova nella maggior parte degli anime e manga che ospitano una cosiddetta fazione/organizzazione malvagia piena di scagnozzi vestiti tutti uguali. Ma Tokyo White Snow Project vuole sconvolgere e ricostruire quelle che sono le basi di ogni show che ospita i cosiddetti "supereroi giapponesi", infatti il protagonista ci illustrerà quella che è la vita di semplice criminale come lui, che passa le giornate a prendere calci e pugni da un team di supereroi per portare a casa quella misera paga che gli permette di vivere in un modo decente.

Nelle prime pagine si potrà vedere il protagonista che entra a far parte della Compagnia Honeda, un gruppo di pazzi scatenati che ha un solo obiettivo: imbiancare tutta Tokyo. Ma perché mai un'organizzazione criminale dovrebbe far accompagnare il suo nome dalla parola "compagnia"? Semplice, la Compagnia Honeda non è altro che una semplice struttura aziendale, che ospita al suo interno il capo dell'organizzazione (anche se in realtà dirige soltanto una succursale della vera organizzazione) e i suoi "dipendenti". Il gruppo ci permetterà di vedere il "dietro le quinte" che si svolge in una organizzazione malvagia come altre, infatti vedremo dei "lavoratori" stressati, che non fanno altro che lamentarsi quando si ritrovano ad eseguire un compito stupido quanto assurdo, oppure noteremo i discorsi del leader/capoufficio che cerca di motivare i suoi scagnozzi, insomma si mischia la follia dei cattivi con la vita ordinaria di una società aziendale come altre.

I personaggi rappresentano gli stereotipi dei supereroi giapponesi. Come protagonista abbiamo B-29 (il suo nome in codice), un novellino che mostra un grande temperamento nello svolgere il suo lavoro, ma saranno le sue azioni a stravolgere l'ordinarietà degli eventi che prenderanno luogo all'interno del manga (per esempio picchierà uno degli avversari mentre sta eseguendo la trasformazione). Insieme al protagonista ci sarà il suo Leader, che viene assistito dai suoi generali (un gigante e una donna che non fa altro che fumare), inoltre vi sono gli Shochikubain, i cosiddetti "buoni", che appariranno come dei cattivi dal punto di vista del protagonista, il che darà vita a degli strani intrecci che discutono dell'immagine dei buoni e dei cattivi e del loro modo di agire: può infatti un cattivo sostenere un buon comportamento, mentre un buono compiere delle azioni sconsiderate nonostante la sua immagine?

I disegni non sono male, l'elemento che li rende particolari sono per l'appunto i colori della Compagnia Honeda, infatti vedremo degli uomini vestiti di nero che rappresentano il disegno di uno scheletro, capaci di sfoggiare delle espressioni che si adattano alla grande al loro atteggiamento da pazzi scatenati. Il tutto verrà accompagnato da un'ambientazione che mostra il quartiere urbano di Tokyo e il disordine che ospitano le sue aziende.

Insomma, un manga che non ha tante pretese, personalmente ritengo che non possa piacere a tutti poiché è indirizzato ad un pubblico specifico, ovvero coloro che sono in grado di apprezzare una satira che mischia gli elementi della vita aziendale con quella dei cattivi che si oppongono ai supereroi giapponesi.
L'edizione Ronin è di buona qualità (anche se potevano aggiungere qualche dettaglio in più), l'unico problema sono i dialoghi presenti all'interno dei fumetti, infatti risultano decisamente "ristretti" per garantire una lettura fluida e veloce; inoltre ritengo che il costo sia decisamente troppo elevato per un manga del genere, quindi lo consiglio solo ai fan dell'autore o a coloro che vogliono una visione comica del mondo attraverso i punti di vista dei cattivi.


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Lybra

Volumi letti: 1/1 --- Voto 8
La sezione Haneda ha un solo scopo: arrivare alla fine del mese.
Detta così fa un po' ridere ma questo manga (seinen? Ma chi cavolo decide il genere? È ridicolo considerarlo un seinen! <i>[<b>Moderatore</b>: il manga è stato pubblicato sulla rivista Comic Beam, della casa editrice Enterbrain, una rivista che pubblica seinen - Oberon.]</i>) da una parte è leggero, comico, frizzante e con tanta azione; dall'altra è uno spaccato "fantozziano" delle disavventure di una persona qualsiasi che ogni santo giorno deve avere a che fare con problemi di ogni sorta, ma nonostante tutto è fortemente attaccato al proprio lavoro.
B-29, la matricola della sezione, ci accompagna attraverso tutto il volume in tante peripezie in cui dimostra pagina dopo pagina l'enorme fedeltà verso la propria azienda, e l'attaccamento costante ad una serie di principi e valori per la verità di chiaro stampo orientale mutuati in gran parte dal Confucianesimo.
In B-29 troviamo il lavoratore medio giapponese estremamente fiero, fedele, rigoroso e precisissimo nel suo lavoro nonostante un capo in difficoltà e le tante difficoltà accessorie.

Dietro al volume i Kappa hanno scritto che questo manga è una "satira del Paese-Azienda Giappone", secondo me non è affatto vero, secondo me mostra semplicemente un'avventura di un ottimo dipendente che alla fine dei suoi sforzi ottiene una promozione e il riconoscimento per come ha svolto sempre il suo lavoro, con fedeltà e sopratutto umiltà, non a caso B-29 all'inizio del manga non viene assunto dai Bones bensì è un volontario

Oltre ad un insieme di piccole peripezie tragicomiche nel manga non c'è molto altro, sia ben chiaro, per questo il voto non è dei migliori, ma gli ho messo un 8 per l'innovazione di usare i cattivi come buoni. Ossimoro? Sì, forse... o forse no, perché i Bones a primo sguardo sono i cattivi: travestiti da teschi che vanno in giro per Tokyo per imbrattarla di bianco, in realtà i Bones sono i cattivi che agiscono per la giustizia, i malvagi sono un'altra cosa e questa differenza è interessantissima e tipicamente giapponese: non esistono solo "i cattivi" o solo "i buoni" perché i buoni possono anche non essere perfetti (i buoni di questo manga devastano la città ogni volta che si muovono) e i cattivi possono in realtà essere molto migliori di chiunque altro perché vanno per la città a raccogliere rifiuti e materiali di scarto, mentre i malvagi non sono né buoni né cattivi, sono semplicemente feccia umana, spesso accecati da brama di potere e soldi ma non hanno affatto un ideale, un progetto.

Per chi cerca manga innovativi Tokyo Snow White Project è pressoché perfetto, poiché rimescola completamente qualsiasi schema narrativo visto fino ad oggi, ed inoltre il tratto di Osada non è quello visto nelle sue opere, mutua leggermente per cui potrebbe essere apprezzato anche da chi odia Osada.

Edizione Ronin Manga, e qui arrivano le note dolenti: 10€ per questo volumetto? Mah! Niente sovra-copertina, dimensioni leggermente più grandi del solito ma un numero di pagine abbastanza ridotto (non saprei quantificare ma è poco più spesso dei manga Star da 3,90€). Mi spiace, ma le due short-stories alla fine non giustificano un prezzo così alto, essendo un volume unico e di nicchia posso giustificare un prezzo "leggermente superiore" alla norma, ma sicuramente non oltre i 7,90€.