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Pannero

Volumi letti: 10/16 --- Voto 6
Erika, messa sotto pressione dalle sue amiche che si vantano in continuazione dei loro ragazzi, per non essere da meno mente dicendo di essere fidanzata col "principe" della scuola, Sata.
Tuttavia, messa alle strette dalle circostanze, dopo poco è costretta a rivelare la sua bugia a Sata, supplicandolo di stare al gioco davanti alle sue amiche. Inaspettatamente il ragazzo le dice che la aiuterà, ma in cambio vuole che lei diventi il suo "cagnolino", cioè che obbedisca a tutti i suoi ordini senza fiatare.
Pur di non perdere la faccia Erika accetta controvoglia la proposta di Sata, che però si rivelerà giorno dopo giorno sempre più diverso dall' immagine "principesca" che le ragazze della scuola hanno di lui.

Wolf girl and black prince è un tipico shoujo di ambientazione scolastica. Nonostante un'ottima partenza (le amiche impiccione e fastidiose di Erika e i loro rispettivi fidanzati erano fonte di gag carine e ben costruite), e il rapporto inizialmente interessante tra Erika (la "wolf girl" del titolo, la ragazza che grida "al lupo, al lupo" della favola) e Sata (il "black prince", che fuori ha un aspetto etereo e dentro invece è arido e egocentrico) dopo pochi volumi, la noia subentra e niente riuscirà più a rititare su l'intreccio narrativo.
Mi spiego meglio. Una volta che il rapporto tra Erika e Sata inizia a definirsi, tutti i personaggi secondari che ci avevano accompagnato fino a quel momento misteriosamente scompaiono, lasciando il posto ad altri molto più insignificanti e incolore.
I dialoghi sono scialbi, e i personaggi e le situazioni stereotipate, insomma dopo un'ottima partenza iniziano a susseguirsi dei capitoli di routine che non portano da nessuna parte. Sia le ansie di Erika che le reazioni di Sata (che sembra l'egoismo in persona ma sotto sotto si affeziona - ovviamente - alla protagonista) non hanno niente di originale né di nuovo.

Veniamo a quello che per me è l'unico lato positivo di questo manga: i disegni. La Hatta mostra fin da subito un grande talento per il design dei personaggi, si riescono a distinguere facilmente anche i personaggi secondari, e ognuno ha, a livello grafico, qualcosa che lo rende immediatamente caratteristico.
Insomma per quanto la storia sia banale e proceda in modo noioso e stanco, i disegni invece si mantengono sempre su un livello molto alto.
Aspetto questo che però, da solo, non basta a renderlo un manga indimenticabile.