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Pegaso91

Volumi letti: 2/8 --- Voto 8,5
L’arma più potente che esista? La nostra mente!

Frase scontata, lo so, ma la pensereste così se vi dicessi che, come ogni altra arma può essere usata contro di voi? Che, quando credete di avere tutto sotto controllo, beh, non ce l’avete? Che il vostro cervello è in grado di uccidervi se sarete davvero convinti di star morendo, anche se siete fisicamente sanissimi?
Non ci credete? Peccato, perché Tadashi Uesugi vi porterà nel mondo del subconscio. Coi suoi magnetici occhi rosso sangue può realizzare l’impossibile, o meglio l’inimmaginabile: uccidere solo con il potere della suggestione! Intrecciare vite e richieste dei suoi macabri datori di lavoro per ottenere il massimo risultato: dimostrare la fragilità umana. Del resto lo disse anche il grande Sherlock: “se togli l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, deve corrispondere al vero!”.

Uesugi è un’apparente senzatetto, imbattibile, scaltro, mellifluo e vizioso. Ebro di portare scompiglio e disperazione ovunque il suo sguardo si riesca a posare. Non ha bisogno di armi; i suoi bersagli, le loro credenze, faranno un magnifico lavoro da soli.

Questo è un manga potente, dove il crimine avviene quasi senza sangue e squartamenti, dove la verità non è mai quella che ti aspetteresti, dove capisci di essere in trappola solo quando il predatore cala la scure. Chiunque è una possibile vittima, e capire la sua logica, prevederne i motivi, quasi spaventa il lettore che ci si cimenta.
Il tratto è realistico, efficace, metropolitano, quasi abbozzato in certi punti. Gli occhi piccoli e poco espressivi dei più, i personaggi che non fissano mai lo sguardo avanti a sé. L’ uomo comune che si affaccia sul bordo del baratro, e quel baratro gli porge il benvenuto con occhi sanguigni e soddisfatti.
Uesugi accetta, non chiede, lasciando al cliente la possibilità di ripensarci se vuole. Ma dopo, le danze sono aperte e chi sia preda e chi predatore, solo il Killer lo sa.
Affascinate come un vortice, forse un po' troppo paranormale a tratti. Uesugi sembra dotato di poteri mistici più che di abilità cognitive e manipolative superiori, e questo a mio avviso è un grosso neo dell’opera. Spero che in seguito questo piccolo deragliamento rientri donando la sublimazione di cui necessitano evidentemente i lettori.
Lanciate questo boccone di cibo al vostro Es, alla parte meno civilizzata di voi, anche se vi consiglio di non esagerare, potreste venire risucchiati.


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Wesleytiri

Volumi letti: 5/8 --- Voto 7,5
Mi sono avvicinato a questo titolo per caso, attratto dalle potenzialità di thriller psicologico che mi avevano reso un fan sfegatato di una serie come "Death Note". "Perfect Crime" in parte ne ricalca lo stile e mi ha fatto rivivere alcuni di quei momenti in cui non capisci come possa andare a finire una certa situazione e quando arrivi al colpo di scena rimani sbalordito. Questo manga segue principalmente le vicende di Tadashi Usobuki, un sicario dal
passato oscuro, e dell'ispettore Tada che cerca di incastrarlo. Particolare, e molto affascinante, è il rapporto tra questi due personaggi: pur essendo uno la nemesi dell'altro si ritrovano moltissime volte a confrontarsi e Usobuki cerca in svariati modi di far desistere l'ispettore dai suoi ideali di giustizia assoluta e di rispetto delle regole. I loro molteplici incontri sono dovuti al particolare modus operandi dell'assassino, egli infatti non uccide direttamente
le sue vittime, ma grazie a una sua particolare abilità che lui chiama "ascendente" causa in loro diverse suggestioni ed allucinazioni, spingendoli a suicidarsi o inducendoli a uccidere qualcun altro. In questo modo la sua colpevolezza non è mai dimostrabile. Usobuki riesce ad avere accesso e a plasmare a suo piacimento gli strati più profondi della mente umana, escogitando maniere molto subdole e cervellotiche per uccidere le sue vittime e godersi al meglio l'autodistruzione degli esseri umani.
I disegni sono a mio parere molto ben fatti e chiari, non a livelli di eccellenza assoluta, ma molto piacevoli soprattutto i volti dei personaggi ben diversificati e che fanno trasparire ottimamente le loro emozioni. Il ritmo iniziale non è proprio serrato, i primi due volumi si presentano quasi come una raccolta di piccoli racconti scollegati tra loro in cui vengono esaltate e spiegate le capacità di Usobuki. Se fosse stato così anche il terzo volume forse avrei perso interesse ma, fortunatamente, da li in poi la storia ha preso definitivamente il via e si è concentrata più dettagliatamente sullo svolgimento delle indagini e sulla lotta Tada-Usobuki piuttosto che continuare a mostrare gli assassinii sempre fantasiosi e interessanti, ma in certi casi un po' fini a se stessi.
Penso che questa opera abbia ancora tantissimo da dire e i colpi di scena nei prossimi volumi non mancheranno, gli do un bel 7 e mezzo e lo consiglio caldamente a tutti gli appassionati del genere.


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Yuu_

Volumi letti: 2/8 --- Voto 7,5
Un parco. Un uomo vestito di nero. E una serie di richieste di omicidi. Cosa spinga l'uomo dagli occhi rossi ad accettare le domande non ci è dato sapere, ma state pur certi che le porterà a termine senza fallo. E soprattutto senza risultare colpevole, cosa che sembra improbabile ma che non lo è. Basta possedere il potere della suggestione e molta faccia tosta.

Funouhan parte da questo semplice presupposto per tirare fuori un manga con un protagonista surreale ed esagerato. La sua caratterizzazione è lasciata molto a desiderare, se vogliamo essere obiettivi, ma ciò che conta è la bravura dello sceneggiatore nel creare mistero e interesse nei racconti che rappresentano i vari capitoli.
La natura umana, con la sua bassezza, non è di certo un mistero per nessuno, ma qua nessuno sembra minimamente pentito o preoccupato per la sua decisione. E che volete che sia, in fondo nessuno dei mandanti si fa scrupoli a far ammazzare gente che odia, figuriamoci sentirsi in colpa o avere delle conseguenze reali (tranne in alcuni casi)!
Il vero problema di questo manga, a mio parere, è la mancata bontà di tutti i personaggi coinvolti. Nessuno sembra provare sentimenti positivi: ce ne fosse uno che ha un ripensamento e se per caso viene fuori subito si trasforma in un sentimento malsano. Come a sottolineare che l'uomo, di bontà, ne ha poco o nulla, ma proprio per questo il tutto risulta esagerato e molto, molto pesante. Il protagonista sembra il diavolo in persona, il che spiegherebbe perché non mostra alcun segno di pentimento. Il che, in sé, non è un male, ma se non è supportato ciò da un background soddisfacente (cosa che non è ancora saltato fuori) risulta fuori dalla realtà, visto che comunque ci viene mostrato il pentimento (in forma malsana, ancora).
Il disegno, personalmente, non mi ha fatto impazzire, troppo poco originale e/o accattivante per poter ritenersi un'opera interessante sotto quel punto di vista.
Da comprare in vista dell'annuncio della Panini a Lucca 2017? Forse, se ciò che ho elencato sopra non vi crea problemi.