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VeganWarrior

Volumi letti: 7/7 --- Voto 8,5
"In un mondo fatto di cenere, l'unica colpa di un fiore è quella di ricordare alle persone cosa sia la primavera."

Colorless

Ci sono opere che nascono per intrattenere, e altre che si fondano su un’idea così potente da ridefinire il mezzo stesso con cui vengono raccontate.
Colorless cerca di fare proprio questo.

Un noir fantascientifico che trasforma un limite strutturale del fumetto, il bianco e nero, nel cuore pulsante del suo dramma. Scritto e disegnato dal talento visionario di KENT, questo manga fa qualcosa di straordinariamente audace, non si limita a usare il bicolore come scelta estetica, ma lo rende una prigione biologica.

La trama è un viaggio crepuscolare in un mondo che ha perso la sua anima.
Una catastrofe cosmica, la Grande Eruzione Chromatica, ha spogliato la Terra di ogni colore e deformato l'umanità in creature umanoidi e grottesche.
In questa terra desolata e monocromatica si muove Avidia, un investigatore cinico e scettico che si imbatte in un miracolo impossibile: una bambina che emana ancora una pigmentazione pura.
Il colore non è più una percezione visiva, ma una risorsa divina, un'energia sacra e letale che la setta della Chiesa della Salvezza vuole estrarre a ogni costo. Il viaggio per proteggerla diventa così una discesa negli abissi dell'avidità umana.

Narrativamente, Colorless ha l'andamento serrato e fumoso di un grande film noir cyberpunk. Costruisce con un ritmo metodico un mondo dove l’oscurità non è solo l’assenza di luce, ma l'assenza di identità.
La trama è un meccanismo che si incastra perfettamente tra sparatorie brutali ed esplorazioni filosofiche sul valore dell’arte e della bellezza.

Non rallenta quasi mai, preferendo l’impatto visivo alla spiegazione didascalica. E nella transizione tra la scoperta del mistero e la guerra aperta per il controllo dei pigmenti, ti ritrovi immerso in un'atmosfera densa, pesante, dove l'unica speranza è letteralmente racchiusa in una sfumatura di rosso o di blu.

Le tematiche sono stratificate sotto strati di inchiostro nero. Al centro c'è la perdita, cosa resta dell'umanità quando le viene tolta la capacità di percepire la bellezza? C'è una profonda riflessione sulla manipolazione religiosa, sul potere che si appropria di ciò che è sacro per trasformarlo in un'arma, e sulla mostruosità fisica che diventa lo specchio della corruzione interiore. Ma soprattutto c'è una domanda: se il mondo torna a splendere, saremo ancora in grado di sopportare il peso della luce? L'autore non risponde con sermoni. Lascia che sia il contrasto a parlare.

I personaggi si muovono come ombre in cerca di un contorno. Avidia, il protagonista, è un antieroe classico, avvolto nel suo cappotto, indurito dal mondo, eppure guidato da un'ostinata e silenziosa etica personale. La bambina, portatrice del colore, è il fulcro emotivo, una luce pura in un oceano di grigio. Attorno a loro si muovono fanatici religiosi e scienziati folli, figure che pagano forse il prezzo di una caratterizzazione a tratti stereotipata, ma che funzionano perfettamente come personificazioni della cecità morale di quella società.

Visivamente, Colorless è semplicemente un capolavoro di design. La genialità risiede nel contrasto: tavole dettagliatissime in bianco e nero, sporche, sature di retini e architetture opprimenti, squarciate all'improvviso da tocchi di colore digitale saturo e vivido.
Quando un colore appare sulla pagina, non è solo un disegno: è un evento.
Taglia l’inquadratura, cattura l'occhio, urla la sua presenza in mezzo al nulla.
Ogni combattimento diventa una coreografia cromatica dove il sangue, l'energia e i poteri violano la dittatura del grigio.E quando l’ultimo volume si chiude, lasciando che il contrasto visivo trovi la sua risoluzione, resta una domanda a rimbombare dentro: Siamo davvero capaci di proteggere la bellezza che cerchiamo, o siamo destinati a distruggerla pur di possederla?

L'idea di base e i primi volumi sono da 9 pieno per l'impatto visivo e l'originalità del concetto.La seconda metà spinge troppo sul pedale dell'action a scapito dell'approfondimento del mondo, normalizzando un po' una storia che era partita come unica nel suo genere.

Nonostante questo, Colorless è un'opera che non ha bisogno di sfumature per farsi capire. È d'impatto, stilisticamente impeccabile, cupa e affascinante.
E anche se il mondo che racconta è privo di vita, la sua idea è radiantemente viva.
Un viaggio che lascia il segno.
Colorless si basta da solo, trasformando un’intuizione visiva geniale in un thriller distopico di rara potenza.

VOTO: 8,4


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Kramig

Volumi letti: 7/7 --- Voto 6
Ho iniziato questo manga attratto da due elementi: il design del protagonista (e in generale il tratto dell'autore) e il fatto che i colori siano davvero "a colori" nelle pagine, con un effetto sfumato che risalta molto il contrasto rispetto al grigio del resto del mondo in cui è ambientata la storia.
In passato avevo letto "Blue Blood Gear" che presentava anch'esso la stessa particolarità, ma con una resa inferiore.

Purtroppo però il manga non mi ha entusiasmato e durante la lettura sono emersi alcuni elementi che mi hanno fatto un po' storcere il naso. Considero che la storia sia molto debole rispetto al disegno.
Vado ad analizzare un elemento per volta, in modo da chiarire la mia opinione:

Trama. La storia parte da un incipit interessante: un cataclisma ha rimosso tutti i i colori dalla Terra e gli umani hanno modificato il proprio aspetto con il cranio simile a quello di rettili. Trovo che le vicende siano state sviluppate in modo molto accelerato: molte avvenimenti (nuovi alleati, tradimenti, potenziamenti, ecc) accadono in modo troppo rapido e "facile", senza avere avuto il tempo necessario per prepararlo e/o spiegarlo. La dinamica stessa del potere del colore e della setta nemica non è molto chiara e non viene spiegata bene. Nello stesso finale ci sono cose non spiegate o lasciate come scontate, rendendo difficile la comprensione dei fatti e lasciando il letto a "fidarsi" che le cose devono andare in quel modo. Sembra come se i 7 volumi siano un riassunto di 15 volumi o più.

Personaggi. Il personaggio più caratterizzato è Chie, unica ad avere misteriosamente un volto umano (la si vede nella copertina del primo volume). Dopo di lei il protagonista, Dottori Avi. Il terzo personaggio principale, Covedes, che partecipa molto alla trama, non è invece per nulla approfondito. Non sappiamo nulla della sua storia, capacità, abilità, ecc...sappiamo solo che ama la pasta alla follia. Per esempio, non sappiamo come ha incontrato Avi né di cosa si occupi normalmente. Gli altri personaggi sono giusto accennati, forse solo i primi tre antagonisti hanno un minimo di caratterizzazione, seppur un po' forzata nelle loro motivazioni.

Disegno. Il design del protagonista e di Chie è veramente stupendo. Le pose che adotta Avi durante i combattimenti sono molto epiche e ben disegnate, specialmente quando ha del colore addosso, questo risalta ancora di più la figura e la sua aura.
Un difetto del disegno l'ho trovato negli altri personaggi: i volti simili a rettili rendono complesse le tavole e, specie nei combattimenti coi primi tre avversari, è difficile comprendere le dinamiche dei personaggi durante gli sconti.
Quando compaiono i colori questa confusione scompare, perché il colore mette chiarezza nella scena e rende tutto bene distinguibile.

Edizione: con sovra-coperta, ben curata, nelle copertine interne compaiono spiegazioni di armi e personaggi.
Il costo è adeguato alla qualità

Conclusione: si vede che si tratta della prima opera dell'autore. Il punto di forza più grosso è il disegno e l'elemento colorato. Il punto debole è la storia: probabilmente l'editor non è stato in grado di supportarlo adeguatamente, oppure aveva già una scadenza limitata per la durata del progetto, chi lo sa. Gli do quindi la sufficienza: questo manga non mi ha trasmesso sensazioni né lasciato ricordo particolari, tranne appunto il disegno.


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Catania Francesco

Volumi letti: 1/7 --- Voto 8,5
Un mondo in cui i colori sono scomparsi, la tecnologia è quasi totalmente inutilizzabile e gli esseri umani subirono una mutazione fisica terribile. Avidia, protagonista, vorrà carpirne i segreti e l'incontro con una ragazza, con ancora il volto umano, potrebbe aiutarlo nel suo obiettivo.

Le premesse con cui "Colorless", manga edito dalla neonata musubiedizioni, inizia.
Ho adocchiato questo manga già da un po' di tempo, e sono felice che a pubblicarlo sia una nuova casa editrice, ispirato anche dal fatto che in Giappone è già concluso con solo sette numeri.

La particolarità che salta subito all'occhio di questo manga, motivo in più per cui ho voluto iniziare a leggerlo subito, è stato il dettaglio per cui nelle poche parti in cui, nella storia, è presente un colore, verrà rappresentato (appunto) a colori, anche nel volume. Cosa a parer mio fantastica e che hanno fatto davvero in pochi, uno che mi viene in mente è "Blue-Blood Gear", manga di Panini comics, ormai fuori catalogo.

Non vedo l'ora che la serie continui. Io, senza ombra di dubbio, continuerò a comprare i volumi, con la curiosità a mille nel sapere quali segreti scopriranno Avi e la ragazza Chie.

Consigliato a chi vuole una serie fantascientifica, post-apocalittica nuova e originale.