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Itachi_01

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
Storia avvincente, ricchissima di colpi di scena, personaggi psicologicamente complessissimi, trama assolutamente non banale e finale amaro, ma molto bello. Osamu Tezuka con quest'opera lancia un grido contro la guerra, contro ciò che questa significa e mostra in maniera incredibile come questa riduca gli uomini. Iniziamo l'analisi dalla trama: Realistica, ben articolata e molto plausibile, è anche molto cruda e mostra senza alcuna censura il vero volto della guerra, ma andando oltre il significato della storia e trattandola solo come triller è comunque fantastica, priva di sbavature, sempre coerente, lascia il lettore con il fiato sospeso e riesce a scioccarlo in più punti. D'altronde Tezuka non è certo chiamato il dio dei manga senza una ragione.
Parliamo adesso dei disegni: lo stile è un po' datato, come è naturale in un opera che ha i suoi anni sulle spalle, ma sono davvero belli ed espressivi, anche se appunto lo stile potrà far storce il naso a lettori non abituati. Passiamo adesso alle valutazioni:

Voto storia: 9.5
Voto disegni: 7.5
Voto personaggi: 8


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bob71

Volumi letti: 0/5 --- Voto 10
Originariamente serializzato nel 1983 sulla rivista Shukan Bunshun, I tre Adolf è un manga di Osamu Tezuka fra i più citati e discussi. Considerato da alcuni un capolavoro assoluto, questa spy story dal sapore vagamente hitchcockiano, in cui si ripercorrono gli eventi più drammatici della storia del XX secolo, è sicuramente una delle opere più ambiziose e mature nell’ambito dell’ingombrante produzione artistica del “dio dei manga”. Più volte pubblicato in Italia da Hazard Edizioni, I tre Adolf ha vinto il Premio Kodansha nel 1986 e il Premio Oesterheld nel 1997, per aver favorito la comprensione e la conoscenza tra i popoli. Di recente, l’editore J-Pop Manga ne ha riproposto una nuovissima edizione, pubblicata in due volumi e presentata durante la scorsa tornata di Lucca Comics & Games.

Il racconto prende le mosse dalle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove il reporter Sohei Toge lavora come inviato di una rivista giapponese. In seguito alla scomparsa di suo fratello, studente comunista sequestrato dalla Gestapo, Toge intraprende un’indagine che lo porta sulle tracce di un complotto internazionale volto a rovesciare il regime nazista. A questo punto l’intreccio si snoda con le vicende parallele dei tre personaggi chiave, i tre Adolf del titolo: Adolf Kamil, ebreo tedesco la cui famiglia, in fuga dalla Germania nazista, ha trovato rifugio nella città giapponese di Kobe; Adolf Kaufmann, figlio di un alto diplomatico tedesco che vive nella stessa città; e infine Adolf Hitler, il famigerato führer del Terzo Reich. Dopo aver subito atti di bullismo da parte di bambini che li trattano come pericolosi stranieri, i due giovani Adolf diventano buoni amici, nonostante l'opposizione delle loro famiglie. Ma il sentimento si trasformerà in aspro odio quando le loro strade si divideranno ed eventi più grandi li metteranno su fronti opposti della storia.

La lunga notte della Seconda Guerra Mondiale, con tutta la crudeltà dei suoi massacri e delle sue devastazioni, fa da sfondo alle vicende. Nel corso dei decenni, si va dall'invasione giapponese della Cina, all'Europa infiammata dai blitzkrieg tedeschi, attraverso la deportazione degli ebrei, fino al conflitto israelo-palestinese. Passando dalla grande Storia alle piccole storie dei singoli personaggi, il racconto si sposta avanti e indietro tra Germania e Giappone (con un coda in Medio Oriente). Per tutto il romanzo, Tezuka traccia dei parallelismi tra l’iter che ha portato dal nazionalismo tedesco ai crimini nazisti, e quelli che hanno portato dal nazionalismo nipponico alle atrocità commesse dalle armate imperiali nel sud est asiatico. L’autore si premura di inquadrare le vicende in uno scenario estremamente verosimile, inserendo personaggi storici realmente esistiti (fra i quali lo stesso Adolf Eichmann che ispirò La banalità del male di Hannah Arendt) e snocciolando una cronologia puntuale dei principali avvenimenti bellici, con numerose tavole descrittive, dal taglio documentaristico e didascalico.

Il romanzo grafico si basa sulla teoria, mai del tutto confermata, secondo la quale Adolf Hitler avrebbe discendenza ebraica per parte di padre. I presunti documenti bomba (rivelatori di quella scomoda verità che nella finzione tezukiana potrebbe cambiare le sorti del mondo) forniscono all’autore quello che in gergo viene definito un MacGuffin, ovvero un espediente puramente narrativo, privo di peso significativo per l'economia del racconto (non vedremo mai nel dettaglio il contenuto dei documenti né tanto meno il suo effetto deflagrante), ma funzionale a scatenare le azioni dei personaggi per tutto l’arco del libro.

Come sempre accade quando si ha di fronte un manga di Tezuka, il ritmo di lettura è sorprendentemente scorrevole, veloce e incalzante, nonostante la mole di testo. L’intreccio, ricco di suspense e colpi di scena, mantiene il lettore costantemente incollato alle tavole. I personaggi scoprono indizi, cadono in pericolose situazioni fra la vita e la morte, lottano per rimanere umani nei frangenti più tragici, in una vorticosa girandola di eventi, degna di un action thriller cinematografico. A questo proposito bisogna riconoscere l'innata capacità di Tezuka di tradurre in forma fumettistica il linguaggio tipico del cinema, dagli storyboard alle singole inquadrature.

Fra inseguimenti automobilistici, prove di forza, sparatorie e duelli all’ultimo sangue, ne I tre Adolf non manca una certa dose di umorismo, spesso si tratta di una comicità fisica e slapstick, tesa a stemperare i toni drammatici. In una delle sequenze più divertenti, Toge viene tampinato da un gran numero di spie internazionali che cercano di accaparrarsi i documenti segreti, in una sorta di parodia della guerra fredda. Del resto il fumetto è permeato da una opprimente cappa di orrore, con innumerevoli episodi di violenza, declinata in tutte le sue forme (dal bullismo, alla tortura, allo sterminio di massa, passando per una surreale e agghiacciante scena di stupro). Per le sequenze che documentano i raid aerei sulle città giapponesi e le stragi di civili, non è escluso che l’autore abbia attinto direttamente a suggestioni e ricordi della sua esperienza personale (da giovane Tezuka ha anche lavorato in una fabbrica che sosteneva lo sforzo bellico nipponico).

Per quanto riguarda l’aspetto puramente grafico, l’autore sembra adottare uno stile più realistico rispetto ai suoi canoni caratteristici, a cui rimane abbastanza fedele nel design dei personaggi, dai tratti moderatamente cartooneschi e meravigliosamente espressivi, in una vasta gamma di tipi fisiognomici. La sintesi del tratto e la deformazione anatomica sottolineano con forza dissacrante il carattere dei personaggi ritratti. L'alta qualità del disegno si nota anche nel tratteggio e nel puntinato, spesso usati invece dei retini, a vantaggio di un chiaroscuro più netto e incisivo. Il consueto estro vulcanico nella composizione della griglia è abbastanza moderato in confronto ad altre opere più sperimentali, mentre rimane pressoché inalterata la tecnica sopraffina nell'esecuzione delle vedute panoramiche, con tavole di stampo pittorico.

Nel delineare la psicologia dei suoi personaggi, l'autore crea uomini e donne a tutto tondo, dalla personalità complessa e sfaccettata. Mai del tutto buoni o cattivi, sono tutti accompagnati dai propri drammi e dalle proprie contraddizioni, che li fanno apparire veri e credibili. L’unico decisamente sopra le righe è Toge, che viene dipinto con un’aura da supereroe. La sua incredibile forza fisica gli consente di superare mille insidie: salta sui cornicioni dei palazzi, sopravvive alla tortura, conosce il tedesco e l'inglese, dimostra un acume da detective e possiede una tenacia straordinaria. A un certo punto, riesce persino a raggiungere un treno in corsa a piedi, nonostante una ferita da arma da fuoco e, come un novello Cary Grant, tutte le donne in cui si imbatte finiscono per cedere al suo fascino.
Kaufmann è il personaggio più controverso ed emblematico nel rappresentare l’ambiguità della natura umana, uno dei temi portanti del libro. L’involuzione del suo personaggio da un lato si fa metafora stessa delle origini del male, che potrebbe albergare potenzialmente in ognuno di noi, dall’altro afferma che questi orrori sono radicati in un male più grande: il nazionalismo.
Kamil rivela il punto di vista di Tezuka sugli ebrei, e in un certo senso (almeno nella prima parte del libro) incarna idealmente la figura mitica dell'Ebreo errante, spintosi in questo caso fino all’estremo oriente. L’autore elogia implicitamente la capacità degli ebrei apolidi di riuscire a sopravvivere in un paese lontano pur mantenendo la propria identità. La mancanza di radici nazionali, di chi non ha un paese e un esercito, e quindi non dichiara guerra agli altri, è intesa come un'esistenza quasi ideale, non afflitta dalle derive verso cui il patriottismo è destinato a deteriorarsi (lo stesso Kamil non ne sarà immune).
Passando a Hitler, alla stregua di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore, Tezuka non esita a dipingere il führer con una certa vena caricaturale, nell'espressività del volto e nella gestualità, senza nulla togliere all'introspezione psicologica e alla gravità degli eventi storici, talvolta accuratamente riportati, come nel caso dell’attentato alla cosiddetta Tana del lupo, dal quale Hitler uscì miracolosamente indenne.

L’ambivalenza dei personaggi ne I tre Adolf trova la sua massima espressione nell’epilogo (risolto da Tezuka con un indimenticabile resa dei conti finale, in puro stile western), che evidenzia come gli stessi ebrei abbiano abbracciato il nazionalismo, creando infine un proprio stato. D’altronde, anche le aspirazioni patriottiche palestinesi e i metodi terroristici di Settembre Nero sono duramente condannati. La questione israelo-palestinese, come simbolo dell’eterna tragedia dei conflitti nazionali e degli stati nazionali, è riassunta in questo doloroso epitaffio: "Gli ebrei combattono per proteggere la loro nuova patria, e gli arabi per mandare via il loro nemico. Ogni popolo sostiene il proprio concetto di giustizia".

Per approfondire i rapporti tra Tezuka e la cultura ebraica bisogna fare un salto indietro nel tempo. Si parla spesso di influenze disneyane nello stile degli esordi, ma si trascura di citare l'impatto (non meno importante) che i fratelli Max e David Fleischer, immigrati ebrei a New York, con i loro personaggi iconici (si pensi a Betty Boop e Braccio di Ferro), hanno avuto sull’immaginario del giovane autore.
Ma è nelle opere dei primi anni ‘70, il suo periodo più oscuro e pessimista, che si può riconoscere un interesse genuino e profondo verso l’argomento. In particolare, Apollo no Uta (1970), è un racconto a tinte cupe incentrato su Shogo, un uomo di indole sadica e violenta, che odia il sentimento dell’amore e viene condannato a scoprirne il significato attraverso una serie di esperienze di reincarnazione, in cui conoscerà sì il vero amore ma, sulla falsa riga di quello di Apollo e Dafne, questo sarà destinato a svanire, in un ciclo perenne di morti e rinascite. In una di queste reincarnazioni, Shogo è un ufficiale nazista che accompagna i prigionieri ebrei su un treno diretto a un campo di sterminio e si innamora di una ragazza ebrea durante il viaggio.
Un’altra interessante digressione sulla Diaspora ebraica può essere rintracciata ne Il libro dell’Alba, uno dei capitoli dell’opera mondo La Fenice, ciclo epico che ha come fil rouge l’aspirazione del genere umano all'immortalità. Pubblicato a metà degli anni '70, Il libro dell’Alba è una storia di fantascienza che narra di una donna che si ritrova abbandonata su un pianeta lontano e cerca di tornare sulla Terra. Durante il suo viaggio, si confronta con gli ebrei che sono stati esiliati dalla loro patria per migliaia di anni, ma non hanno mai rinunciato alla speranza di tornare.

Di respiro molto più ampio, I tre Adolf estende significativamente il contesto rispetto ai due racconti citati, qui la Shoah e gli orrori della guerra non sono solo elementi di una rappresentazione astratta del male, ma si avvertono in maniera viva e tangibile. La condanna esplicita di Tezuka al militarismo e all'odio razziale si leva come un grido di dolore da ogni pagina del libro. La sua visione pessimistica si esprime attraverso scene memorabili, come nella tragica sequenza in cui Kaufmann offende un violinista ebreo dandogli dello scarafaggio, durante una marcia della morte, e questi gli risponde: “Perché voi "umani" odiate così tanto gli scarafaggi? (...) Nessuna altra specie sembra prestargli tanta attenzione come la vostra. Dopotutto, gli scarafaggi erediteranno la Terra dopo che la vostra cosiddetta razza umana si sarà estinta!”.

L'edizione J-Pop Manga, resa possibile grazie alla collaborazione con Hazard, è inserita nella nuova collana Osamushi Collection ed è suddivisa in due corposi tomi di oltre 1200 pagine, rilegati in brossura fresata e muniti di sovraccoperta con illustrazioni a colori, al costo complessivo di € 38,00. Rispetto alle due vecchie edizioni, rispettivamente da cinque e tre volumi, si riscontrano una migliore qualità della carta e il formato leggermente più grande (15x21cm). Si sente la mancanza di una nota redazionale monografica che un’opera così pregnante avrebbe senz’altro meritato.

Con la stratificazione e la complessità dei suoi contenuti, I tre Adolf è la dimostrazione più autentica della portata culturale delle opere di Osamu Tezuka e della sua influenza non solo sui manga giapponesi ma sull'arte del fumetto tout court. Nondimeno, rimane una appassionata esplorazione della storia ebraica e della Shoah, che in campo fumettistico è paragonabile solo al graphic novel Maus di Art Spiegelman.


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selene90

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Avete presente quei manga di cui si ha paura a parlare perché ci sono talmente tante cose da dire e da elogiare, che si teme di dimenticarne alcune per strada? Per me questa difficoltà si presenta con “la storia dei tre Adolf”, considerato uno dei pilastri del fumetto anni ’80.
Tezuka, già di suo, è un autore talmente “grande” che una recensione scritta da chiunque non potrà mai essere sufficiente a elogiarlo abbastanza. Con questo manga, scritto pochi anni prima della sua morte, ha lasciato il proprio testamento, e ci ha regalato una chicca.

Come è presumibile dal titolo, il manga è ambientato durante la seconda guerra Mondiale. Parlare di nazismo e guerra, per qualsiasi autore, è rischioso: si rischia di incorrere in melodrammaticità esagerata, di essere retorici, o di parlare troppo poco della storia, e troppo della storia dei personaggi. E, in effetti, la trama non è di per sé la più originale del mondo:
Adolf Kamil è un bambino di origine ebrea, figlio di panettieri; Adolf Kaufman, è figlio di una giapponese e di un ufficiale nazista. I due si conoscono, stringono un’amicizia singolare, promettendo di restare amici per sempre. Praticamente una sorta di “amico ritrovato”, per chi ha letto il libro. Se le premesse sono simili, però, la storia qui si distacca… gli Adolf del titolo sono 3, e chi se non Hitler potrebbe essere il terzo? Colui che si frappone nell’amicizia dei due ragazzi, e nella vita di milioni di persone… A complicare il tutto, girano tra i personaggi, dei documenti che proverebbero che Hitler ha sangue ebreo.

Innanzitutto, vorrei fare una breve parentesi allo stile di Tezuka. Interessanti i disegni, ma soprattutto il modo di rappresentare Hitler, realistico, ma allo stesso tempo quasi caricaturale, in molte tavole. Molti gesti, molte grida del Fuhrer sono rappresentate in maniera esagerata, tanto da risultare quasi divertenti.

Ma il punto di maggiore forza del manga sono i personaggi. Tutti i personaggi. Tezuka ne inserisce davvero moltissimi, in pochi volumi, alcuni fanno solo qualche breve apparizione, altri faranno da protagonisti per tutta la vicenda. Il re del manga riesce egregiamente ad analizzare e a caratterizzare tutti. Meraviglioso il modo in cui riesce a dipingere l’autoritarismo con cui il padre di Adolf Kaufman costringe il figlio a frequentare una scuola di nazisti, o quello della scuola che indottrina bambini e ragazzi… ma ancora più riuscita è l’evoluzione dei due protagonisti…
Kaufman parte come un bambino gentile, non gli importa che il suo migliore amico sia ebreo, e anzi si oppone al padre, e chiede aiuto alla propria madre -giapponese- perché la sua amicizia possa durare. Persino una volta a scuola, per quanto si dimostri uno studente modello, rifiuta di vedere gli ebrei come una razza inferiore. Pian piano, però, tra la gloria ottenuta dai suoi risultati scolastici e riconosciuti da Hitler stesso, e gli indottrinamenti dei suoi insegnanti, comincia sempre più a trasformarsi nel piccolo nazista perfetto. Non gli interessa ferire, uccidere o umiliare chi ritiene essere inferiore a lui.
Kamil, d’altro canto, è un ragazzo che vive la propria condizione con meno pesantezza, si ribella alla guerra, vuole salvare quante più persone, si innamora addirittura… per lui i sentimenti vengono prima di tutto il resto.
Attenzione :: Spoiler!
interessante il momento in cui c’è la svolta a tutto… in cui Kamil affida il proprio padre al migliore amico, e quest’ultimo gli spara, senza remore, per poter rendere Hitler fiero di sé.


“La storia dei tre Adolf” è di per sé una condanna verso la guerra, verso la violenza che essa genera, verso l’intolleranza e verso l’odio. Struggente il modo in cui Tezuka riesce perfettamente a dipingere il detto “l’odio genera altro odio”. Detto che, secondo me, viene rappresentato al meglio da Kaufmann, che dedica tutta la sua vita ad Hitler, e al paese che vuole proteggere, ma nel momento in cui perde la donna che ama e la guerra che sta combattendo, si chiede “cosa diavolo ho fatto per tutta la vita? Qual è stato il mio ruolo?”. Così come Kamil risponde all’odio per la morte di suo padre, divenendo egli stesso assassino e perdendo tutto quello che ha.

Ogni personaggio di Tezuka perde qualcosa: chi la vita, chi la famiglia, chi la dignità, chi tutto… Il finale del manga, raccontato da colui che fa da narratore e protagonista della storia, il giornalista Toge, è straziante: la fine della guerra non lascia tempo alla pace, ma solo alla devastazione e al vuoto.

A proposito della sua opera, Tezuka disse: “Se insegui quello che la società ti fa credere che sia il vero principio di giustizia, ti accorgerai che esso conduce a una sorta di egoismo dello Stato. Questo è sempre stato il mio soggetto preferito e l’ho ritratto molte volte. Ma La storia dei tre Adolf è il lavoro in cui sono riuscito a renderlo proprio come intendevo”.


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Piero89

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Quando si parla di Osamu Tezuka si è sicuri di andare a leggere un opera importante, unica, che rimarrá nella memoria di chi la legge.
Ed è proprio così, perchè "La Storia Dei Tre Adolf" è uno dei pochi manga(se non il solo) di cui ricordo tutto, dalla trama ai personaggi ai disegni. Sono impressi nella mia memoria perchè sono stati capaci, grazie alla bravura dell’autore, di farmi appassionare a ogni pagina. I temi trattati sono delicati ma Tezuka riesce a proporli in modo adeguato e l’intreccio narrativo risulta più che azzeccato.
Consiglio a tutti questo capolavoro.


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DarkSoulRead

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Ci sono manga intramontabili, cosi intrisi di significato che è difficile non apprezzarli, indipendentemente dall'epoca in cui li si legge. Questo è sicuramente il caso di: "La storia dei 3 Adolf" opera ultima di nientepopodimeno che Osamu Tezuka, quello che per i più è semplicemente il Dio dei manga. In molti hanno rappresentato il medesimo spaccato storico, e cinematograficamente e per quanto concerne le opere cartacee, ma la maestria di Tezuka è facilmente riconoscibile, e quello che viene presentato come un fumetto sulla seconda guerra mondiale risulta essere qualcosa di molto più profondo. Il padre di Astro Boy infatti è incredibilmente abile nel descrivere le dinamiche storiche che hanno contraddistinto la guerra, ma è ancor più bravo a lasciare quest'ultima come sfondo a misteri ben più interessanti. La guerra è infatti vista come una piaga dall'autore, ma mai toglierà spazio ai rapporti interpersonali od all'alone Noir che avvolge l'opera nella sua interezza. E mieterà le sue vittime, lascerà scie di morte, standosene in disparte. Come una dea malvagia assetata di sangue. La storia dei 3 Adolf è un meraviglioso dramma storico ma è anche un eccezionale thriller dalle tinte Poliziesche; Ed il fatto che eccelle in tutti i campi in cui gravita non è cosa da poco. L'opera risulta molto matura e realistica, mi riferisco sopratutto alla crescita dei personaggi. È proprio questo (tra i tanti) il punto forte del manga. La caratterizzazione dei personaggi. Quest'ultimi risulteranno incredibilmente "umani", molti intraprenderanno percorsi che li cambieranno radicalmente. Le scelte prese, le rinunce, i tradimenti, i drammi della guerra, tutti eventi che li forgeranno in modo davvero credibile (e incredibile allo stesso tempo). Talvolta il mutamento è palpabile di capitolo in capitolo. Questa minuziosa caratterizzazione permette a tutti di avere la propria identità senza mai uscire dalle righe. Amalgamandosi perfettamente al realismo del contesto storico. Sarà impossibile scegliere il proprio personaggio preferito, cosi come non prenderli tutti a cuore. Il ritmo è costante, non cala ne aumenta mai durante tutto l'arco narrativo, colpi di scena ben calibrati ed informazioni distribuite al momento giusto aiutano a non far mai scemare l'attenzione del lettore. Il tratto è cartoonesco, il classico di Tezuka, e se all'inizio puo sembrare non proprio al passo coi tempi vi assicuro che ci si abitua subito. "Questa è la storia di 3 uomini che si chiamavano Adolf. Ognuno di loro ha condotto un'esistenza molto diversa da quella degli altri 2. Anche se il loro destino è stato avvolto da un'unica spirale. Ora che l'ultimo Adolf è morto, racconterò la
loro storia per coloro che verranno" È con le parole di un Ex giornalista ormai sordo, menomato dalla guerra, che si apre e si chiude la vicenda. La storia dei 3 adolf è un racconto forte che saprà commuovervi, senza dimenticarsi di farvi riflettere sulla guerra e sull'esistenza stessa. Il canto del cigno di uno dei più grandi Mangaka mai esistiti. Capolavoro.
Voto: 9


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Rygar

Volumi letti: 5/5 --- Voto 10
<b>Attenzione: possibile presenza di spoiler.</b>

Osamu Tezuka è universalmente riconosciuto come il "dio dei manga". A lui si devono opere di indiscusso calibro come: Black Jack, La Fenice, il Buddha e molte altre. Con "La storia dei tre Adolf", Osamu Tezuka giunge al culmine della sua carriera, regalando all'umanità una delle sue migliori opere, se non la sua migliore opera in assoluto.

La storia dei tre Adolf è un'opera composta da cinque volumi ambientata nella seconda guerra mondiale. L'opera inizia dalla fine e la sua narrazione è un circolo infinito.

Chi sono i tre Adolf? Il primo è Adolf Hitler, tristemente passato alla storia come uno dei dittatori più crudeli e sanguinari. Hitler basò la sua ideologia sulla supremazia della razza ariana, e sull'epurazione degli ebrei, dei negri, dei testimoni di Geova, degli omosessuali, dei rom, degli oppositori politici, ecc. Ma che cosa sarebbe accaduto se si fosse saputo che Hitler era ebreo? Probabilmente l'intera storia contemporanea avrebbe subito profondi mutamenti, e lo stesso nazismo sarebbe imploso su se stesso.

Il secondo è Adolf Kaufmann, giovane ragazzo figlio di un membro del consolato tedesco e di una donna giapponese. Un "ariano impuro", che tuttavia sarà suo malgrado costretto a far parte della Hitler Jugend e lo stesso Führer ne riconoscerà i valori.

Il terzo è Adolf Kamil, un ebreo tedesco, il quale condivise l'amicizia con Kaufmann (sebbene ostacolata dai suoi genitori) e diverrà suo malgrado testimone delle origini giudaiche del Führer.

A narrare gli eventi si prodiga Sohei Toge, giornalista giapponese inviato nel 1936 per commentare le olimpiadi. L'uomo venne a sapere dal fratello Isao l'esistenza di alcuni documenti riguardanti le origini ebraiche di Hitler, tuttavia non fa in tempo che suo fratello viene ucciso e il suo cadavere viene fatto sparire. Sohei è catturato e sequestrato dalla Gestapo.

Questo è l'incipit della trama. Questi sono i protagonisti della storia, la quale procederà e narrerà gli eventi successivi alla seconda guerra mondiale, fino a sfociare nel conflitto israeliano-palestinese. Il tutto magistralmente narrato dal consumato talento di Tezuka.

La storia dei tre Adolf è un'opera incredibile, storicamente accurata, dalla connotazione intensa e realistica. Si può affermare senza timore di essere smentiti che si tratta di una leggenda nel mondo dei manga, pertanto la sua lettura è fortemente consigliata a chi ricerca un'opera di indubbio spessore artistico e contenutistico.


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TheRolandDeschain

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Probabilmente la migliore opera per chi voglia approcciare per la prima volta l'enorme produzione artistica di Osamu Tezuka, "La storia dei tre Adolf" rappresenta un felice punto di incontro tra produzione storica e finzione narrativa.
Al di là della parte grafica, che ai più risulterà probabilmente datata e inattuale - ma provate ad ammirare alcuni primi piani, soprattutto femminili, il vostro giudizio cambierà subitaneamente - il punto forte di quest'opera, e il marchio di fabbrica di Tezuka stesso, è rappresentato dalla verosimiglianza della sceneggiatura e dalla coerenza della trama.
"La storia dei tre Adolf" è sostanzialmente una rilettura, da parte del Dio dei Manga, della Seconda Guerra Mondiale, e in particolare dello stresso rapporto venutosi a creare, per via delle alleanze di guerra, tra Germania e Giappone.
Uno dei protagonisti, sicuramente il meno decisivo, è per intuizione il Führer del Terzo Reich tedesco Adolf Hitler. Ma Tezuka ci narra dell'esistenza, ben più decisiva ai fini della trama, di altri due individui che del Cancelliere tedesco condivisero il nome natale: rispettivamente Adolf Kamil (ragazzo dolce e sensibile, di umili origini) e Adolf Kaufman (figlio di un diplomatico tedesco convolato a nozze con una donna giapponese), entrambi residenti in Giappone.
Vi chiederete come sia possibile che due ragazzi - a inizio opera persino bambini - possano aver forgiato il destino di una guerra che ha contato oltre settanta milioni di vittime e che ha cambiato per sempre l'assetto geopolitico mondiale. La grandezza della trama tessuta da Tezuka risiede proprio nell'aver reso plausibile questo espediente.
La presenza di un numero enorme di personaggi secondari - solo di nome, l'importanza del più piccolo gesto da parte di tali figure è inimmaginabilmente autentica - peraltro ottimamente caratterizzati, la facilità con cui l'autore riesce a tracciare l'arco narrativo in molteplici spazi fisici (Germania, Polonia, Giappone sono solo alcuni tra i teatri d'azione) ricorrendo a frequenti balzi temporali, e la venerabile coerenza narrativa sono i mezzi attraverso cui l'opera rende dipendente il lettore del proprio intramontabile fascino.
Menzione d'onore per la caratterizzazione dei personaggi: dopo oltre trent'anni è impossibile trovare un degno erede dell'intensità con cui Tezuka dipinge i suoi attori (forse solo Urasawa gli si avvicina, ma da lontano). Personaggi come Toge, i due ragazzi Adolf e Lampe rimangono scolpiti nella loro veridicità e verosimigliante coerenza nell'animo del lettore, rendendo il racconto mai monotono, mai banale ma sempre accattivante e dinamico.
Lo spettacolo a cui si assiste è quello di un poderoso macchinario quasi privo di difetti che si muove con mirabile coerenza lungo spazio e tempo. Tutti, e dico tutti i pezzi di questo macchina si muovono armoniosamente fino al raggiungimento di un epilogo in sé grandioso e tragico.
Nota d'onore per l'ottima edizione in tre volumi della Hazard, dotata di cofanetto raccoglitore a un prezzo sommariamente ragionevole.
Must read per ogni lettore che si ritenga tale, opera però non destinata a tutti.
Da leggere tutto d'un fiato!


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Atom

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Era diverso tempo che nutrivo il desiderio di cominciare il "viaggio" alla volta dell'universo tezukiano. A darmi l'occasione è stato Naoki Urasawa con il suo Pluto, capace di far nascere in me una sfrenata curiosità nei confronti di colui che viene definito 'il dio del manga": Osamu Tezuka.
Mi sono così trovato a "divorare" un'opera davvero superlativa, che riesce da sola a dare la misura dello spessore culturale e umano del suo creatore.
"La storia dei tre Adolf" ci viene raccontata attraverso le vicissitudini di un giornalista sportivo, Sohei Toge, che si scontra con la crudeltà dei servizi segreti tedeschi. Spettatore "privilegiato" dell'ascesa e del successivo declino del partito Nazionalsocialista tedesco, Toge intreccerà il suo destino con quello dei tre Adolf.
Con grande intelligenza, Tezuka sensei sceglie di dare lo stesso nome ai tre personaggi, fulcro ideologico della storia, ognuno così diverso dagli altri, ma in realtà molto più simile di quel che sembri. I tre Adolf infatti sono: Adolf Hitler, che si scoprirà avere origini ebree, Adolf Kaufmann, giapponese nato dal matrimonio tra un tedesco ed una giapponese, ed infine Adolf Kamil, figlio di ebrei tedeschi emigrati in Giappone.
Tezuka racconta l'excursus del partito capeggiato da Hitler, fin dalle sue origini, tentando di essere il più oggettivo possibile e narrando i fatti con giornalistico distacco. Ogni qual volta si trova a dover affrontare l'ideologia nazista, appare quasi incredulo. Quando Toge tenta di mettere in luce la follia, l'insensatezza e l'irrazionalità del pensiero nazista, si trova in evidente difficoltà; essa è talmente macroscopica ed evidente che resta stordito dalla cecità dei sui sostenitori.
E' evidente come l'autore cerchi di indirizzare gradualmente il lettore verso una comprensione globale del fenomeno nazista. Qualcosa che matura passo passo, pagina dopo pagina, proprio come accade ad Adolf Kaufmann che, "educato" dal regime, verrà plasmato per divenire un "perfetto tedesco". Tezuka è davvero bravo a non lasciarsi prendere la mano e, con i tempi giusti, riesce a farci comprendere come l'ideologia nazista si sia insinuata nella popolazione, riuscendo ad attecchire in profondità. E' una lezione che va compresa fino in fondo e di cui bisogna tenere sempre vivo il ricordo ed il terrore.
Altro argomento degno di nota è il capitolo Manchuria. Tezuka non risparmia critiche feroci al proprio paese, come se si sentisse in prima persona responsabile dei soprusi commessi. Lo sdegno per un governo che ha tenuto nascosto al proprio popolo le angherie perpetrate ai danni della popolazione sottomessa è davvero evidente. L'autore punta il dito contro una classe politica inadeguata che ha infine portato il proprio paese alla rovina e alla disfatta completa. Oltre ai danni materiali e alla perdita enorme di vite umane è palese quanto profondamente siano stati demoliti l'orgoglio e l'onore del popolo giapponese.
Nell'intreccio costruito da Tezuka vengono abbattuti i confini politici e quelli ideologici nella convinzione che entrambi siano creati artificialmente e faziosamente; dimostrando anzi che si possa e si debba vivere tutti insieme, senza pregiudizi o distinzioni di sorta.
La bravura dell'autore sta nel saper dosare, con accortezza, i vari ingredienti che compongono la trama riuscendo ad arricchirla di elementi, come ad esempio quelli propri del "giallo", che rendono la narrazione estremamente fluida ed avvincente. Unico appunto che mi sento di fare è che a volte la storia è fin troppo scorrevole, tanto da sembrare uno storyboard cinematografico. In un periodo in cui spesso gli autori restano impantanati nelle proprie trame, fa sicuramente piacere notare un ritmo narrativo tanto frenetico. A volte però, avrei preferito qualche rallentamento in modo da ottenere una maggiore partecipazione emotiva da parte del lettore, che spesso si trova a non riuscire ad assaporare sino in fondo determinate situazioni.

I disegni sono sicuramente efficaci, ma sarei un bugiardo se dicessi che sono di mio gradimento solo perché appartengono all'immenso Tezuka. Troppo caricaturali per i miei gusti o, se vogliamo, troppo "fumettosi".

Perché un giapponese dovrebbe interessarsi ad una pagina apparentemente tanto distante, come quella della deportazione e dello sterminio del popolo ebraico? Probabilmente perché rappresenta il punto più basso che il genere umano abbia mai sperimentato. Forse perché, una volta compreso e metabolizzato, avrebbe dovuto essere il punto di partenza da cui costruire una nuova coscienza collettiva, capace di abbracciare tutti i popoli. Sicuramente perché rappresenta uno dei più tristi esempi di intolleranza e sottomissione nei confronti di una razza e quindi nei confronti dell'uomo stesso.
L'amarezza che resta al termine della lettura è la stessa che ci pervade ogni volta che leggiamo un giornale o guardiamo un notiziario. La tragedia dell'olocausto è stata completamente inutile. Persino il popolo che più di tutti avrebbe dovuto comprendere, non è riuscito a trarre insegnamento dalla propria sofferenza.


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AkiraSakura

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Il ventesimo secolo è stato uno dei periodi più tetri della storia dell'umanità. Esso ha accolto ben due guerre mondiali, lo sviluppo dell'ideologia nazionalsocialista, la questione ebraico-palestinese, il fondamentalismo religioso, il fascismo. A questi fatti la filosofia, l'arte e la letteratura risponderanno con il nichilismo (Nietzsche, Sartre), la perdita dei valori classici e il cinismo (Camus, Céline), l'ermetismo, l'escapismo... Gli stermìni di massa (onnipresenti nella storia fin dall'antichità), grazie allo sviluppo esponenziale di scienza e tecnica, nel '900 diventarono facili da attuare e di proporzioni smisurate, come testimoniano le tragedie di Hiroshima e Nagasaki, dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, delle foibe, del bombardamento di Dresda e della guerra del Vietnam.

Un Osamu Tezuka vecchio, stanco e da molto giunto alla piena maturità artistica, con questo giallo storico di stupefacente realismo, ci racconta la sua visione della tragedia del ventesimo secolo. I temi della discriminazione, dell'odio e dell'incomprensione sono sempre stati cari al mangaka e ne "La storia dei tre Adolf" vengono sviscerati a regola d'arte, a detta stessa dell'autore, che ha ammesso di essere riuscito ad esprimersi pienamente con quest'opera.

"La storia dei tre Adolf" è la storia di un'ambigua amicizia tra un ebreo e un tedesco, che dall'idealità dell'infanzia sfocia nella morte, nel tradimento e nel mistero. Le vicende dei suddetti incroceranno quelle dello stesso Adolf Hitler, in base ad una serie di circostanze innescate da dei documenti top secret riguardanti le vere origini del dittatore. Una parte consistente della storia vedrà un giornalista ed ex atleta, tale Sohei Toge, impegnato nella ricerca dei documenti al fine di risolvere il mistero riguardante la morte del fratello, intimamente connessa ad un complotto incentrato sul segreto dei misteriosi dattiloscritti.

Il tema delle origini ebraiche di Hitler e dei documenti che lo provano è abbastanza verosimile, infatti nel '900 i documenti complottistici andavano molto di moda (basta pensare ai famosi "Protocolli dei Savi di Sion", falso storico creato dalla polizia segreta Zarista per fini puramente antisemiti). Verosomiglianza storica a parte, il messaggio che Tezuka vuole dare è palese: credere di essere nel giusto è sbagliato, in quanto siamo fatti tutti di carne e sangue indipendentemente dalla razza, dall'ideologia, dalla religione e dall'imprinting ricevuto dal "partito x" o dalla "società y". "Gli altri siamo noi", direbbe Tozzi.

E' notevole il fatto che, a differenza della maggiorparte delle opere riguardanti i temi della Shoah e del nazismo, Tezuka non sia di parte ed introduca verso la fine la questione palestinese e l'Intifada, mettendo in evidenza che l'odio e la violenza generano altro odio e violenza, indipendentemente dal ruolo di aggressore/perseguitato. Una puntuale citazione all'invasione giapponese della Manciuria nel quarto volume ribadisce bene il concetto.

Il lettore avrà capito di trovarsi di fronte ad un manga più simile a quei libri e film storici impegnati tipici del dopoguerra, che ad un prodotto di svago. "La storia dei tre Adolf" è molto realistico, contiene scene forti e a tratti può diventare molto prolisso per chi è abituato all'abituale dose di loli, moe e fanservice dei manga più recenti.

Passando agli aspetti tecnici, la sceneggiatura è ammirevole e la storia di una perfezione formale stupefacente. Il vero difetto del manga sono i disegni, che nel loro stile tipicamente Disneyano "alla Tezuka" stonano assai con la seriosità e la pesantezza dei temi trattati. Inoltre le (rare) gag comiche tipiche dell'autore spesso non fanno ridere, in quanto l'atmosfera è molto tesa e cupa (cosa in parte dovuta all'opprimente grigiore dei disegni e alle numerose scene di tortura).

In conclusione, secondo la critica ed il pubblico, questo è uno dei manga più significativi del grande Osamu Tezuka, insieme ai soliti "La fenice", "La principessa Zaffiro","Ayako", "Astroboy" ecc... A livello di contenuti è molto maturo, schietto e diretto: alla fine ci si chiederà se quello che si è letto sia stato solamente un semplice fumetto giapponese o qualcosa di più.


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Evangelion0189

Volumi letti: 3/5 --- Voto 10
"Questa è la storia di tre uomini che si chiamavano Adolf. Ognuno di loro ha condotto un'esistenza molto diversa da quella degli altri due... Anche se il loro destino è stato avvolto da un'unica spirale. Ora che l'ultimo Adolf è morto racconterò la storia per coloro che verranno."

Con queste parole vengono sanciti l'incipit e l'explicit di Adolf ni tsugu, titolo originale per La storia dei tre Adolf, il mio primo contatto con l'arte del celebre dio dei manga Osamu Tezuka, nonché uno dei "padri fondatori" del fumetto giapponese così come lo conosciamo oggi. L'opera in questione, pubblicata in Italia dalla Hazard Edizioni alla fine degli anni Novanta in cinque volumi aderenti al formato originale e qualche anno fa in una seconda edizione di lusso in tre corposi volumi corredati da un box da collezione, è stata scritta e disegnata tra il 1983 e il 1985, in anni molto difficili per la salute di Tezuka: il maestro fu costretto a interrompere la lavorazione più e più volte tra un ricovero in ospedale e un altro. Tenendo conto di ciò, risulta ancora più straordinario pensare che l'ultima opera compiuta della sua maturità (Tezuka sarebbe deceduto nel 1989), in un certo senso il suo "canto del cigno", sia così organica, ben congegnata e colma di scene d'effetto e indimenticabili che anticipano grandi film di successo su temi affini: due su tutti, il capolavoro in bianco e nero Schindler's List di Steven Spielberg e il più recente ma riuscitissimo Il pianista di Roman Polanski. A due anni di distanza dalla prima lettura posso finalmente affermare con maggiore cognizione di causa di essermi imbattuto in uno dei manga più belli e profondi che si siano mai visti, tanto da meritarsi come voto uno dei miei rari "dieci". Ad ogni modo, cerchiamo di procedere con ordine delineando brevemente i punti focali dell'intricata trama suddivisa in diversi canovacci narrativi.

Ambientata in Germania, Giappone e Palestina, la storia si svolge in un periodo compreso tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta del XX secolo, con particolare attenzione agli anni della Seconda Guerra Mondiale. Protagonisti indiscussi della vicenda sono Sohei Toge, giornalista giapponese nonché "narratore" della nostra storia e i tre Adolf del titolo: Adolf Hitler, führer del Terzo Reich; Adolf Kamil, ebreo figlio di panettieri residenti a Kobe e Adolf Kaufmann, figlio di un diplomatico tedesco e di una giapponese. A legare le loro vite sono alcuni documenti top secret giunti inizialmente proprio nelle mani di Toge, intento a investigare sul misterioso assassinio di suo fratello. Centro delle informazioni riservate è la seguente affermazione: Der führer ist jude, "il fuhrer è ebreo". Se rivelato, un segreto di tale portata porterebbe senza dubbio all'immediata disfatta di Hitler e dell'intero nazionalsocialismo. L'autore ha quindi deciso di sviluppare una delle tesi ormai meno accreditate tra gli storici sulle ragioni dell'astio di Hitler nei confronti degli ebrei, ma non per questo meno affascinante. Ad ogni modo, se da un lato le spie dei governi nemici vorrebbero accaparrarsi tali informazioni al fine di assicurarsi una vittoria più rapida, dall'altro la polizia segreta giapponese e la Gestapo tedesca braccano di volta in volta i possessori dei documenti (Toge soprattutto) proprio per insabbiare la sconvolgente verità. Nel frattempo Tezuka sviluppa in parallelo le vicende dell'ebreo Kamil e del tedesco Kaufmann, i quali stringono un forte legame d'amicizia e le cui esistenze sono destinate, per ovvi motivi, a incontrarsi e scontrarsi fino al tragico epilogo parecchi anni successivi al secondo dopoguerra. La storia dei tre Adolf è un thriller storico coadiuvato da una moltitudine di fatti realmente accaduti e figure esistite a tutti gli effetti, come ad esempio l'attentato a Hitler nel 1944 da parte di alcuni alti ufficiali dell'esercito tedesco, la discriminazione e le crudeltà perpetrate nei confronti delle comunità ebraiche, la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti al Giappone dopo l'attacco a Pearl Harbor, i conflitti meno conosciuti ai più in Cina, l'esecuzione di Mussolini e della moglie, e così via; eppure non siamo di fronte a una scialba cronaca di eventi storici, c'è anche tanta fantasia nel dipanare alcuni fondamentali avvenimenti (come ad esempio la morte di Hitler...). Inoltre, l'ampia pletora di personaggi in balia di eventi più grandi di loro assicura al lettore una storia avvincente ricca di tematiche di un certo spessore: dal razzismo agli orrori della guerra e dell'olocausto, parlando anche di vendetta, violenza, paura, amore, amicizia, coraggio e lealtà.

La storia dei tre Adolf è, insomma, un'opera epica di ampio respiro che non subisce mai battute d'arresto o momenti di stagnazione. È davvero difficile smettere di leggere una pagina dopo l'altra le dinamiche quanto drammatiche disavventure che occorrono a una serie di personaggi indimenticabili e ben caratterizzati: giusto per menzionarne qualcuno, la dolce Elisa, la giovane Mieko dall'amore sfortunato, il generale Honda "costretto" a compiere un atto tremendo nei confronti del figlio Yoshio, la dottoressa Ogi costantemente perseguitata perché bollata come "rossa", il crudele e inarrestabile Lampe, il folle Akabane, Herr Kaufmann e i suoi segreti inconfessabili, gli sfortunati genitori di Kamil, nonché Hitler stesso, i cui discorsi, le cui espressioni facciali, la cui "follia" vengono rese con assoluta maestria dall'autore. Numerose poi le sequenze che lasciano un segno indelebile: il violinista che suona imperterrito il suo brano prima di essere massacrato, il parto travagliato di Yukie, il suicidio di Honda, la scazzottata risolutiva tra Kamil e Kaufmann in cui i due si urlano l'un l'altro tutti i propri pensieri repressi, giusto per dirne alcune. Lo stile di Tezuka è qui ai suoi massimi livelli: tavole con vignette degne di un film, cura al dettaglio e trovate geniali nella raffigurazione di emozioni, personaggi e accadimenti (ad esempio la scena della violenza sessuale viene resa con l'immagine di un serpente che ingoia una donna nuda per poi rigurgitarla totalmente ricoperta di bava... Pura potenza espressiva dell'orrore e del senso di disgusto di quegli attimi tremendi); a parte certe inesattezze storico-religiose, alcune delle quali volute e altre no (in una scena Tezuka confonde l'ebraismo col cristianesimo; la morte di Hitler avviene in circostanze diverse; viene data un'interpretazione più o meno personale dei motivi dietro all'attacco a Pearl Harbor...) per il resto, pur essendo uno studioso di storia, non mi sento di avanzare ulteriori critiche in proposito. L'edizione italiana, e in particolare quella in tre volumi più box di cartone, è davvero pregevole: sovraccoperta lucida con fotografie d'epoca in copertina e la relativa immagine corrispondente tratta dal manga sul retro; pagine in formato più grande rispetto alla versione precedente (tanto che in alcune tavole del terzo volume si notano certe sgranature del dettaglio, ma non è nulla di particolarmente grave); traduzioni molto buone; carta tendenzialmente ruvida e poco trasparente piacevole al tatto. Ogni volume costa la bellezza di 15 €, ma la "sezione offerte" del sito della Hazard viene incontro ai suoi lettori garantendo piccoli-grandi sconti sempre ben accetti. Senza dubbio è comunque una spesa non indifferente, ma ne vale davvero la pena. In conclusione, La storia dei tre Adolf è un manga per stomaci forti e indirizzato a chi vuole riflettere sul nostro passato recente immergendosi in un giallo storico ricco di colpi di scena e grandi emozioni. Un autentico capolavoro del fumetto.


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X1999

Volumi letti: 5/5 --- Voto 10
"La storia dei tre Adolf" è il manga più bello che abbia mai letto. A oltre due settimane dalla lettura non faccio altro che ripensarci e non vedo l'ora di rileggerlo con più calma. Come dimenticare il protagonista Coge?
Devo dire che è un manga molto diverso dagli altri: è una storia inventata nel contesto di un'epoca storica con personaggi realmente esistiti che hanno profondamente cambiato un'epoca.
La storia è davvero molto triste e i protagonisti non sembrano aver mai pace.
Questo manga ti insegna gli orrori e le follie accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, molto più di quanto potrebbero fare un libro storico o un documentario, in quanto i personaggi sono presentati e descritti così bene da immedesimarti in loro e vivere le loro storie. Inoltre è interessante vedere come il popolo giapponese viveva quel periodo.
Bello, molto bello; lo consiglio a tutti gli amanti di storia. Inoltre l'edizione da 3 volumi è fantastica, da veri collezionisti.


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roByna

Volumi letti: 3/5 --- Voto 9
Con la Storia dei tre Adolf mi sono avvicinata per la prima volta a Tezuka, mangaka che ha messo le basi del fumetto in Giappone e che è considerato un vero e proprio "Dio dei Manga" da chi l'ha letto.

A partire dal titolo dell'opera, il lettore può già collegare il nome di Adolf al dittatore nazista Hitler e collocare dunque l'intera trama ad un determinato periodo storico: quello del nazismo.
Ma chi sono gli altri due Adolf? Sono semplicemente due bambini di nome Adolf Kaufman e Adolf Kamil, che hanno avuto la sfortuna di conoscersi nel periodo sbagliato e nel contesto sbagliato: nel Giappone del 1936. Kaufman è tedesco e, nonostante il padre non faccia altro che esaltare Hitler e il suo pensiero, stringerà amicizia lo stesso con Kamil, bambino di religione ebraica.
La narrazione tuttavia non si apre con il rapporto tra i due ragazzi, ma con un signore, tale Sohei Toge, che prendendo sotto la propria custodia dei documenti segreti riguardanti Hitler e le sue presunte origine ebraiche, verrà ricercato da diversi sostenitori del Fuhrer che lo porteranno a vivere diverse disavventure in cui incontrerà appunto i due Adolf, collegati in un modo o nell'altro a questi fascicoli segreti.

In questa opera Tezuka lancia dei messaggi importanti contro la guerra e le ideologie di massa, mettendo in risalto la vulnerabilità dei sentimenti umani di fronte a fenomeni di questo tipo, in cui persone comuni perdono la ragione per mettersi le une contro le altre e si dimenticano tutto ciò che c'è di buono nel coltivare un'amicizia, guardando nel prossimo non l'umanità ma la religione o la razza a cui appartiene.

Il disegno ad un primo impatto mi è sembrato strano (forse perché ero abituata a ben altre tavole) ma questo elemento non mi ha intimorita: se la storia è avvincente e ben orchestrata come in questo caso il resto passa in secondo piano.
L'edizione della Hazard, composta da tre volumi, è molto bella e, nonostante il prezzo decisamente elevato, presenta dei volumi davvero grandi ed eleganti.

È un manga che consiglio caldamente a chi vuole leggere opere di un certo livello, a chi ama la storia di quel periodo ed anche a chi vuole avvicinarsi al grande Osamu Tezuka.


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Robocop XIII

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
Quella dei tre Adolf è una storia nella Storia, e Osamu Tezuka usa la prima per spiegarci la seconda, e la seconda come teatro della prima.
Ci racconta tramite le vicende dei suoi personaggi il nazismo, della sua intricata rete di informazioni e violenze, della sua precisione sistematica atta a cancellare ogni minima azione potenzialmente pericolosa per il regime. Ci racconta con una semplicità clamorosa ma allo stesso tempo efficace come il nazismo sia stato aiutato dalla pubblicità e dalla propaganda, e di come sia un'arma potente e sottovalutata anche oggi; prendi un ometto, caratterizzalo con un'acconciatura e dei baffi particolari ed eccoti con un nuovo carismatico personaggio, e una folla crescente che lo incita, qualunque cavolata dica.
Ci spiega come la cultura e l'intelligenza aiutano a non cadere in questi tranelli, come l'arte della retorica vince sulle ideologie, come concetti quali nazionalismo e patriottismo riescono a plagiare un'intera popolazione, di come il romano "Divide et impera" non è poi un termine così anacronistico.

Quello che mi ha stupito, e non mi vergogno a dirlo, è la capacità narrativa dell'autore, conoscevo già Tezuka per il suo talento e come "Dio dei manga", ma dall'inventore di Kimba e Astroboy non mi aspettavo certo un'opera che anticipa tecniche utilizzate da grandi artisti contemporanei, come Naoki Urasawa. Le piccole casualità che cambiano la storia di un uomo, la forza combattiva di un uomo stremato, solo contro tutto il mondo e a cui di umano è restato solo l'orgoglio, vicende che inaspettatamente si rivelano collegate tra loro, il passato dimenticato che si rivela la chiave per molti degli enigmi del futuro.
Il tutto condito da un disegno deciso, chiaro ma allo stesso tempo dettagliato, e una capacità straordinaria di far esprimere emozioni e sentimenti ai personaggi, ed ogni tanto qualche spunto caricaturale che però non rovina l'atmosfera e che anzi dona un'aria particolare al manga.

La grandezza di questo manga è data dal fatto che presenta una storia ricca di insegnamenti non retorici, c'è spazio per il dolore e per i sentimenti, con picchi che non mancheranno di commuovervi.
La grandezza di questo manga è data dal fatto che utilizza uno stile che rende l'opera fruibile anche a chi un manga non l'ha mai letto, portandolo di diritto nell'olimpo del fumetto mondiale.
La grandezza di questo manga è data dal fatto che ci racconta solamente gli amori, i dolori e quindi la vita di tre persone, di nome Adolf.


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dade88

Volumi letti: 5/5 --- Voto 9
Veramente una grande opera questa di Osamu Tezuka, che mi ha attratto fin dal titolo, non deludendo le mie aspettative, tutt'altro che facili da soddisfare.
Ho letto la nuova stampa, quella da tre volumi, veramente di ottima fattura, sembrava di avere in mano quei tomi di vecchie opere letterarie classiche.

La vicenda narra le "avventure", se vogliamo definirle così, di Shoei Toge, giornalista sportivo inviato dal Giappone per recensire gli avvenimenti riguardanti le olimpiadi svolte in Germania nel 1936. Da questo punto in poi la storia si diramerà in varie parti: si narrerà le vicende dell'inizio, lo svolgimento e la fine della seconda guerra mondiale, in cui si analizzerà il personaggio di Adolf Hitler, obbiettivo assai ambizioso per un'opera a fumetti (per me conclusa con un gran successo).
Inoltre si narrerà l'amicizia e gli scontri tra Adolf Kaufman, nato da padre tedesco e madre nipponica in Giappone, e Adolf Kamui, giapponese però di culto ebraico. I due saranno grandi amici di infanzia, ma poi Kaufman verrà mandato in Germania per entrare in una scuola prestigiosa, in grado di poter fare di lui un comandante delle SS.
Questi sono i 4 personaggi principali, ma il turnover di figure è in movimento continuo, e gli intrighi sono sempre più interessanti mano a mano che la storia prosegue.

L'autore descrive un momento in cui la seconda guerra mondiale e il pensiero nazista sarebbero potuti decadere, evitando magari un periodo tra i più bui della storia dell'uomo. Ci vuole un grande dose di consapevolezza e conoscenza per descrivere gli avvenimenti del terzo Reich, e in questo fumetto ho trovato tutto più che corretto, non troppo censurato ma nemmeno eccessivamente esplicito.
Inoltre, a volte l'autore, interviene a smorzare i toni della vicenda - quando ovviamente ha senso farlo - con caricature dei personaggi (anche di Hitler) e momenti di ilarità.
Il ritmo della vicenda non è pesante, anche se a volte le pagine erano fin troppo piene di vignette, e non sempre è facilissimo capire l'ordine di lettura (anche se poi con la logica era impossibile perdersi).

Un ottimo modo per ripassare questo periodo storico, con una vicenda che pochi conoscono e un inchiesta che non finisce di affascinare. Chissà se quei documenti tanto ambiti sono esistiti veramente? Chissà come andò veramente? La fine la conosciamo tutti, ma i dettagli non li conosce nessuno.
Il finale del fumetto invece mi ha stupito, non credevo si spingesse così oltre la storia, e mi ha reso particolarmente piacevole tutta la coda del manga. Mi è veramente dispiaciuto finire questo fumetto che ormai mi accompagnava tutte le sere.

Consigliato a tutti. Ah, dimenticavo: il 10 non lo do per il disegno, che devo dire non è mi dispiaciuto, ed è ottimo per l'obbiettivo che si prefigge l'autore, però direi che rispetto ad altre opere pecca di momenti di eccessiva semplicità anche se di grande chiarezza.


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GIGIO

Volumi letti: 3/5 --- Voto 9
Questa è decisamente l'opera migliore di Tezuka che io abbia mai letto.È quella che preferisco. Un manga che mescola il carattere storico/politico a quello avvincente di un film giallo o d'azione. Una storia concepita molto bene, una caratterizzazione dei personaggi egregia. Un intreccio di storie, di tre personaggi, di tre Adolf. Il tutto parte con una domanda "e se Hitler fosse ebreo"? Da qui poi succede praticamente di tutto, ci sono prove da nascondere, prove da far conoscere al mondo. Un impero potrebbe crollare per un semplice foglio. Insomma, una corsa contro il tempo e una lotta per la sopravvivenza.

Tezuka riesce a gestire tutto come uno regista, le storie si dividono, si incrociano e si ridividono con estrema naturalezza. Ho ammirato tutti i protagonisti, devo dire che anche lo stesso Adolf Hitler è ben descritto anche se a mio avviso un po' troppo "enfatizzato". I disegni sono i tipici disegni di Tezuka, a me non dispiacciono e comunque va considerato che sono stati fatti ormai 30 or sono. Passando infine all'edizione io ho acquistato l'ultima uscita della Hazard, serie completa con BOX al costo di 45 euro. Una bella raccolta, tomoni grandissimi con sovracoperta nera e scritta dorata. Direi che l'edizione è ottima, il prezzo ci sta per il numero di pagine raccolte e il formato, sono praticamente 3 libri. In libreria sembra appunto un'enciclopedia più che un manga dato il fatto anche che sul BOX appaiono immagini in bianco e nero della seconda guerra mondiale. Lo consiglio agli amanti dei seinen, dei manga storici, agli amanti dell'autore. Sicuramente non adatto al target under 18 o a coloro che credono solo negli shonen.


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micheles

Volumi letti: 5/5 --- Voto 8
La Storia dei Tre Adolf è un lavoro del Dio dei manga e si vede. L'ambientazione storica è curatissima, i personaggi ben delineati e del tutto realistici nelle loro virtù e nei loro difetti, la trama lunga, serrata e magistralmente portata a compimento. È evidente che Tezuka si è documentato molto per quest'opera, in molti punti pare di vedere un documentario della serie la Grande Storia più che un'opera di fiction. Inoltre assistiamo ad un'approfondita analisi della natura umana, specialmente nella formazione del giovane Adolf Kaufman, che passa da bambino soggetto a bullismo in Giappone per essere di pelle bianca, a nazista convinto e sterminatore di ebrei, pur essendo innamorata di un'ebrea. Tutte queste contraddizioni convivono perfettamente in un ritratto di grande realismo. Sono molto ben delineati (e disegnati benissimo) tutti i personaggi femminili; in particolare ho molto apprezzato il personaggio della madre di Adolf, giapponese del tutto occidentalizzata e sposata ad un tedesco che decide successivamente di tornare ad essere completamente giapponese. La tesi delle <a href="http://lanostrastoria.corriere.it/2010/08/le-origini-ebraiche-di-adolf-h.html">origini ebraiche di Hitler</a> circola da molti anni e potrebbe anche corrispondere a verità; anche la tesi che <a href="http://qn.quotidiano.net/2001/05/23/2186637-PEARL-HARBOR-STORICO-GLI-USA-SAPEVANO-DELL-ATTACCO-.shtml">gli americani sapessero benissimo dell'attacco a Pearl Harbor</a> grazie alla loro intelligence ha i suoi sostenitori. Tutto quello che Tezuka cita a livello storico se non è vero è verosimile e non inventato ad hoc. Sono degne di nota anche le sue denuncie sulla atrocità effettuate dai giapponesi nella guerra di Manciuria.

A mio avviso La Storia dei Tre Adolf ha un solo difetto, che però è piuttosto grave: i disegni. In quest'opera Tezuka ha deciso di adottare uno stile adulto e maturo per quanto riguarda la trama ed i personaggi, ma ha continuato ad usare il suo stile tradizionale per i disegni, seppure con delle modifiche che io ho giudicato peggiorative. Le modifiche allo stile tradizionale consistono per lo più nell'uso di sfondi relativamente scuri (il grigio è il colore della Storia dei Tre Adolf) e di un tratta più spigoloso: troppo poco per rendere i disegni adeguati alla storia. Francamente ho trovato ridicoli i disegni di quasi tutti i personaggi maschili, in primis il giornalista Shoei Toge e il gerarca nazista Acetylene Lamp. Lamp come personaggio di Kimba andava benissimo (notate che Lamp è un ex-nazista anche in Kimba) ma non riesco a vederlo bene come personaggio della storia dei Tre Adolf, così come il cacciatore Ham Egg, qui nel ruolo di un ispettore della polizia segreta giapponese. Non riesco neppure ad accettare varie immagini caricaturali, che pure ho apprezzato moltissimo nella Principessa Zaffiro: il problema vero della Storia dei Tre Adolf è la dicotomia insanabile tra la storia e i disegni. Tezuka avrebbe fatto meglio a scrivere solo la storia e a farla disegnare a qualcun altro. Chissà che in futuro non esca una nuova edizione, magari disegnata da Naoki Urasawa, che sarebbe il disegnatore perfetto per questo tipo di opera.

L'edizione Hazard è molto buona, unico neo il prezzo, 45 euro: io li ho pagati tutti in fumetteria, mentre se l'avessi comprata in fiera avrei avuto un buono sconto! Il mio consiglio è di non fare come me e di comprarla in fiera o via Internet, comunque i soldi li vale tutti. Avrei preferito comunque una carta più bianca. Il mio voto complessivo è 8.5; il 10 l'ho riservato alla Principessa Zaffiro che ha dei disegni perfetti, per non parlare del fatto che è il capostipite dell'intero genere Shojo, mentre l'influenza della Storia dei Tre Adolf nel resto del manga è stata molto più limitata. Comunque Tezuka rimane sempre grandissimo, anche quando non lavora da apripista ma segue una strada tracciata da altri: in questo caso, la strada dei maestri del Gekiga, che Tezuka aveva già percorso anche in Ayako e in MW.


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Tormi

Volumi letti: 5/5 --- Voto 10
Beh, che dire, quando si parla di Osamu Tezuka si parla sicuramente di uno dei più grandi mangaka della storia, e quest'opera, "La storia dei tre Adolf", possiamo dire che è una delle più belle di tutta la sua ampia serie di manga-capolavoro.
Il manga è un seinen storico che narra le avventure, come dice già dal titolo, di tre uomini di nome Adolf durante il periodo della seconda guerra mondiale. Il primo, e più famoso, è Adolf Hitler, capo del partito nazista tedesco, che, ahimè, tutti conosciamo. Il secondo è Adolf Kamil, giapponese di origini ebree che vive in una famiglia benestante che ha come sostentamento una panetteria nel centro di Kobe. L'ultimo, Adolf Kaufman, è un sangue misto dato che la madre è giapponese mentre il padre è un tedesco.
La storia parte con Shoei Toge che, arrivato in Germania per Olimpiadi del 1936, si trova immerso in una faccenda che può cambiare le sorti del mondo; infatti, grazie al fratello, riesce a trovarsi in possesso di documenti che proverebbero la discendenza ebraica di Adolf Hitler.
Da qui nascono vari avvenimenti, scontri, ricerche e anche amori che durano fino alla fine del secondo conflitto mondiale.

10 alla storia dato che Tezuka riesce a creare una narrazione ricca in tutti i sensi e per tutti i palati, infatti c'è la storia e la politica (seconda guerra Mondiale), ci sono amori (tra Sohei e la madre di Adolf Kaufman ecc.) c'è l'introspezione psicologica dei personaggi principali che ci portano a capire il loro modo di vivere e di agire, e, cosa ultima ma non meno importante, c'è quasi un naturale scorrere del tempo, infatti possiamo vedere palesemente come, con lo scorrere del racconto, tutti i personaggi crescono e cambiano man mano il proprio modo di vede le cose.
9,5 ai disegni, sicuramente possiamo notare il tratto molto maturo delle opere delle seconda parte della vita di Tezuka. Lo stile sicuramente è ancora molto legato alle opere Disney, ma sicuramente da qui possiamo notare i primi distaccamenti da quel tipo di stile. Tavole, comunque, abbastanza particolareggiate sia come ambientazioni che come personaggi, quindi sicuramente di alto livello.
9,5 all'edizione Hazard, ho letto quella dei tre volumoni da 15 euro l'uno e devo dire che è davvero fatta molto bene e merita il prezzo, carta molto liscia e spessa e poco trasparente, rilegatura, ovviamente la brossatura è fatta in modo davvero perfetto. Ho speso volentieri quei soldi perché davvero li merita.
10 alle copertine davvero stupende, sono tre locandine perfette sulla visione della guerra. Solo su queste si potrebbe parlare per ore.

Voto globale all'opera: 10-
Sicuramente è un manga per giovani adulti, o per lo meno per persone abbastanza mature. Io lo consiglio vivamente a tutti gli amanti dei capolavori. Un must per i lettori di manga di spessore.


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B. frank

Volumi letti: 5/5 --- Voto 10
Già basterebbe il nome del creatore di questo manga, per giustificare il voto che assegno alla "La Storia dei tre Adolf". Il grande Tezuka ha creato un manga splendido ambientato poco prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, narrando la storia di tre Adolf, due dei quali sono dei bambini, uno tedesco e l'altro ebreo, amici all'infanzia ma che poi si dovranno dividere, prendendo due strade diverse e obbligati a fare delle scelte che rovineranno la loro amicizia, uniti dalla conoscenza del segreto riguardo la nascita del terzo Adolf di cui si parla nel fumetto; Adolf hitler. Infatti i due vengono a sapere di alcuni documenti che provano che Hitler sia di nascita ebreo.
Spesso la storia diviene complicata da seguire ed è possibile perdersi nella parte centrale, ma è anche questo che rende affascinante la trama
I disegni sono molto particolari, e in alcune parti mi ha fatto tornare in mente il film "Il Grande Dittatore" di Chaplin per alcune scene particolarmente grottesche.
Insomma un manga consigliato sicuramente a tutti i fan di Tezuka, ma che sarebbe un bene che leggessero anche altri.

Cardios

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Cardios

Volumi letti: 5/5 --- Voto 10
La Storia dei Tre Adolf è considerato da molti critici occidentali (che potremmo definire figliuoli prodighi del fumetto e dell'animazione giapponesi) come la controparte manga del celebre Maus di Art Spiegelman (forse il graphic novel che più di tutti a contribuito ad elevare il fumetto da passatempo infantile a genere letterario). Tale affermazione non è esatta a mio avviso: Maus è completamente diverso sia a livello narrativo che a livello stilistico-formale, ma per saperne di più dovrete leggerlo da voi, perchè questa non è la sede adatta per parlarne.
La Storia dei Tre Adolf fa parte di un trittico di manga per così dire, anomali, rispetto alle altre opere di Osamu Tezuka: le altre due opere sono Ayako e MW. Tutte e tre queste opere sono ambientate tra l'epoca moderna e quella contemporanea. Tutte e tre sono realistiche, non hanno storie fantastiche o fantascientifiche o fantasmagoriche. Cosa più importante, tutte e tre narrano dell'evolversi della situazione politica militare ed internazionale dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, e di come quest'ultima, assieme a quelle che scoppieranno dopo (i conflitti tra Israele e Palestina, la Guerra del Vietnam), sconvolga le vite dei suoi protagonisti direttamente o indirettamente.
La trama di quest'opera si estende per tutto l'arco di questo intervallo, segnandone l'inizio e la fine. A fare da filo conduttore tra i destini dei suoi personaggi, tutti segnati dalla Guerra, è un intrigo spionistico internazionale legato alle origini di Adolf Hitler. Il protagonista effettivo è Sohei Toge, che nell'indagare sulla morte del proprio fratello, finisce in mezzo alla lotta tra un gruppo di studenti universitari ostili al nazismo e la Polizia Segreta del Terzo Reich. Tale scontro è dovuto alla ricerca di un plico contenente dei documenti di vitale importanza per il regime, che coinvolgerà altri due personaggi: Adolf Kamil, figlio di panettieri tedeschi ebrei e Adolf Kaufmann, figlio di un diplomatico nazista, entrambi residenti in Giappone e legati da un'amicizia destinata a dure prove...
Rispetto alle saghe più conosciute di Tezuka, anche quelle più adulte (come Black Jack, la Fenice, Alabaster e Human Race, Rank Up!) la Storia dei Tre Adolf ha un tratto meno rotondo e più duro. Inoltre spesso sono presenti fondali e disegni realistici che sembrano appartenere al genere jekiga più che al manga, questo soprattutto quando Tezuka vuole mettere in chiaro l'evoluzione della Storia con la S maiuscola ed il contesto (altra caratteristica che lo rende unico assieme ad Ayako e MW). Fanno comunque la loro comparsa i personaggi dello Star System di Tezuka, primo fra tutti Acetylene Lamp, che qui troverete forse nella sua incarnazione più spaventosa e crudele (potrebbe fare le scarpe a Jack Nicholson in quanto a rappresentazione del male...).
Per quanto riguarda la stampa, la Hazard stavolta evita quelle fastidiose omissioni e quelle inversioni di battuta tra una nuvoletta e l'altra, i quali hanno afflitto Black Jack e la Fenice. Questo però a svantaggio del prezzo: circa la bellezza di 11 € ognuno dei cinque tankobon...
Nonostante la storia sia violenta e molto drammatica, Tezuka riesce ad esprimere in maniera armoniosa le vite quotidiane dei suoi personaggi, concedendo anche qualche momento di sorriso, simbolo per lui della vita che non si fa sopraffare dalla crudeltà umana.
Sotto questo aspetto, direi che quest'opera si avvicina molto al "Grande Dittatore", capolavoro di Charlie Chaplin: i due Adolf creati da Tezuka avranno un ruolo analogo a quello del piccolo barbiere ebreo creato da Charlot, non solo a livello di trama. In conclusione, questo è un fumetto atipico per Tezuka, ma a mio giudizio è tra le sue migliori creazioni e fra i manga più impegnati esistenti. Sia coloro che seguono l'universo del Dio dei Manga, sia coloro che devono ancora leggere una delle sue opere lo troveranno coinvolgente ed istruttivo.

Kenzo Tenma

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Kenzo Tenma

Volumi letti: 3/5 --- Voto 9
E' forse uno dei più belli tra i manga del grandissimo Tezuka (insieme ad Ayako, Black Jack e la Fenice). Purtroppo mi mancano gli ultimi due volumi perciò posso dare solo una idea parziale della trama. La storia è ambientata in parte nella Germania nazista e in parte in Giappone (e quindi consigliabile ai lettori appassionati di ambientazioni storiche).
Protagonista è il giornalista giapponese Shoei Toge, giunto in Germania per assistere alle olimpiadi di Berlino del 1936, che, suo malgrado, si trova impelagato in una faccenda tanto delicata da mettere a repentaglio più volte la vita sua e dei suoi cari.
Infatti il fratello di Shoei, Isao Toge, giovane studente e attivista nel partito comunista, entra in possesso (non chiedetevi come) di carte che proverebbero una presunta discendenza ebraica (per parte di padre) del Grande Mostro, Adolf Hitler, carte che metterebbero a rischio tutta la politica antisemita del partito nazional-socialista. Isao muore in circostanze misteriose lasciando al fratello il compito di aver cura dei documenti in questione, cosa che Shoei farà a costo della propria vita, minacciata dalla Gestapo, dalle SS e dalle polizie segrete di vari paesi. Nella storia oltre al primo Adolf entrano in gioco due ragazzi: Adolf Kaufmann, figlio dell'ambasciatore tedesco in Giappone e di una donna giapponese, e Adolf Kamil, figlio di panettieri ebrei trapiantati in Giappone.
I due, grandi amici d'infanzia, vengono presto separati dalle convinzioni politiche del padre di Kaufmann (purtroppo per lui fervente nazista) che spedisce il figlio alla Hitler Schule per farlo entrare a far parte della Hitler Jugend (come Papa Mazinga), dove gli insegneranno l'odio per ebrei e oppositori politici, odio che tuttavia entrerà in contrasto con l'affetto per l'amico Kamil. Una delle scene più crude di questa contrapposizione e quella in cui è costretto a uccidere con un colpo di pistola il padre dell'amico, giunto accidentalmente in Germania. Come avrete capito la storia è molto più complicata di quanto abbia descritto e molto più appassionante, perciò scusate se ho scritto qualcosa di inesatto.
Consigliato agli amanti di Tezuka e non (potrebbe essere la volta buona che ve ne appassionate), perciò fuori i dindini (perchè ahinoi! costa un botto) e andate a comprarlo