Quando si parla di picchiaduro, i nomi di software house produttrici che vengono in mente sono diversi. Bandai Namco può contare su Tekken, Soul Calibur e tantissimi arena fighters tratti da franchise anime; Capcom ha il suo Street Fighter, Tecmo Koei Dead or Alive e così via.

Quando però si parla di picchiaduro strettamente 2D, solo un nome troneggia: Arc System Works. La casa produttrice giapponese infatti non ha solo contribuito alla creazione di diversi titoli in collaborazione, come Dragon Ball FighterZPersona 4 Arena o GranBlue Fantasy Versus Rising, ma ha anche dato i natali ad alcuni dei giochi più conosciuti del panorama, come le saghe di Guilty Gear e BlazBlue.

Considerato quanto sopra, era lecito aspettarsi che il prossimo gioco della compagnia sarebbe ricaduto nello stesso genere, invece ci troviamo in lidi ben diversi. Presentato diversi mesi fa durante uno State of Play, DAMON and BABY è un progetto particolare, che di base potrebbe ricadere nel filone dei metroidvania, ma in realtà è molto di più, ve ne parliamo oggi nella nostra recensione.
 
Anche fuori dal suo campo, Arc System Works fa nuovamente centro

La trama di DAMON and BABY, a una prima occhiata, potrebbe ricordare da vicino una versione un po' più distorta del mai troppo citato Monsters & co. della Disney: in punto di morte, un giovane sacerdote richiede l'intervento del demone con cui aveva stretto un patto, ossia Damon, il nostro protagonista. Il chierico, prima di passare a miglior vita, come ultimo desiderio ci chiede di badare alla sua bambina e portarla in paradiso, per ragioni non ben specificate; inoltre, poiché la prematura dipartita non ha permesso a Damon di appropiarsi della sua anima, rompendo così il patto tra i due, il demone si ritrova completamente spogliato dei suoi poteri.
Come se non bastasse, un misterioso individuo con una testa a forma di luna chiamato Professor Moon (ma che si identifica in maniera non troppo rassicurante con lo pseudonimo di Morte) sembra essere estremamente interessato alla ragazzina, tanto da sguinzagliare le sue orde infernali contro il nostro malcapitato eroe.
In questo scenario poco rassicurante, Damon dovrà cercare tutto l'aiuto possibile per portare in salvo la piccola, tentando al contempo di recuperare tutto il potere che ha ingiustamente perso.
 
Neanche cinque minuti e la situazione già si fa tragica per il nostro demone

A una prima occhiata, il gioco potrebbe ricordare un semplice metroidvania in isometrica, soluzione già adottata da titoli di successo come Death's DoorTunic e Crypt Custodian, la base del gameplay si fonde però, in maniera perfetta, anche con il genere dei twin-stick shooter. Per quanto infatti il nostro demone sia stato privato dei suoi poteri, come si suol dire, "non è a corto di opzioni" e sfoggia un arsenale di tutto rispetto, tra revolver, mitragliatrici, fucili a pompa, bombe e guanti chiodati.
L'approccio migliore da adottare starà a noi, in quanto (salvo casi rari in cui sarà necessario stordire gli avversari a pugni prima di danneggiarli), potremo sia fare affidamento sul revolver, unica arma dai proiettili infiniti, oppure sulle altre, dai proiettili limitati ma dalla potenza maggiore. Un modo per incentivare l'uso di un'arma piuttosto che l'altra, è la "distanza ideale": se infatti utilizzeremo un'arma per sparare dalla distanza per cui è pensata, la sua velocità di fuoco aumenterà. Eliminare i nemici contribuirà inoltre a farci salire di livello, permettendoci di allocare punti statistica nell'efficienza delle singole armi o nelle nostre capacità difensive (requisito che abbiamo reputato abbastanza necessario, in quanto i nemici più coriacei e i boss sono in grado di sterminarci in appena tre colpi,  caratteristica forse un po' troppo punitiva).

Fortunatamente, il nostro eroe non si affiderà unicamente al salire di livello per potenziarsi. Il gioco prevede infatti un sistema di drop casuale delle armi simile a quello di un looter shooter (alla Borderlands, per intenderci), che ci fornirà di continuo nuove bocche da fuoco con caratteristiche differenti, per gestire il nostro arsenale come meglio crediamo. Oltre a queste potremo anche trovare dei talismani, che potenzieranno passivamente le nostre statistiche (anche se, per permettergli di agire, bisognerà tenerli costantemente nel nostro inventario, in stile Diablo 2, cosa che dalla metà di gioco in poi risulta veramente scomoda e limita il bottino che possiamo raccogliere) e degli anelli, con la medesima funzione ma dai bonus più impattanti, senza dimenticare le immancabili abilità passive (come il doppio salto, il salto a muro ecc.) e le ultimate, che ci saranno utili tanto in esplorazione quanto in combattimento.
Proprio l'esplorazione è un fattore che dobbiamo purtroppo bacchettare: per quanto la struttura delle mappe sia ben realizzata e incentivi a cercare segreti, capire dove ci si trova è veramente un incubo, complici le mappe completamente in 2D e che, una volta zoomate, risultano estremamente pixellate e incapaci di comunicare in maniera efficace la nostra posizione e gli eventuali percorsi disponibili (cosa che costringe ad affidarsi il più delle volte alla mera capacità mnemonica del giocatore). Non abbiamo inoltre particolarmente apprezzato il sistema di teletrasporto, che ci richiederà di pagare mille dollari (cifra non così impattante nell'economia di gioco, ma comunque fastidiosa) per rendere ogni singola stanza di salvataggio un teletrasporto funzionale, cosa che, per quanto ignorabile all'inizio, più avanti diventerà fondamentale tanto per il completamento delle varie subquest, quanto per accedere velocemente ai negozi e vendere il bottino inutile in eccesso (bottino che, spesso e volentieri, sarà affiancato da quantità immense di cibo, in quanto i piatti realizzati con il sistema di cucina saranno il nostro metodo primario per curarci al volo durante gli scontri).
 
Certi scenari regalano scorci meravigliosi

L'aspetto tecnico del titolo ci ha tutto sommato soddisfatto: la versione PC da noi testata ha mantenuto i 60fps granitici anche nelle situazioni bullet hell più concitate, sfoggiando uno stile cel-shading davvero azzeccato (specialmente per le espressioni pittoresche dei vari personaggi) e non presentando glitch o bug di alcun tipo (giusto qualche errore di battitura, ma avendo testato una versione non definitiva non ce ne siamo preoccupati).
Abbiamo inoltre davvero apprezzato lo svolgimento della storia e il rapporto tra i due protagonisti e il mondo di gioco: come un moderno Sully con la sua piccola Boo, il nostro Damon, da persona scontrosa, disinteressata al destino della piccola e additato da tutti come terribile demone, si troverà poco alla volta a diventare una figura genitoriale inaspettata, rispettato dai locali e temuto dai demoni, il tutto con un umorismo a metà tra il millennial e il black humor che centra il bersaglio. Ci hanno anche fatto sorridere i vari riferimenti alle saghe più famose di Arc System, inseriti non a caso ma come veri e propri personaggi funzionali nella trama.

 
Già al tempo del primo reveal durante lo State of Play ci era dispiaciuto vedere l'utenza additare DAMON and BABY come "inutile giochino indie", e ancora una volta siamo contenti di averci visto lungo. Il nuovo lavoro di Arc System Works è una piccola perla del genere metroidvania, che riesce a fondersi brillantemente con il twin-stick shooter e a integrare meccaniche gdr significative; non si tratta sicuramente di un prodotto perfetto in quanto alcuni aspetti andavano davvero limati (come la gestione della mappa e l'output di danni dei nemici), ma ciononostante, considerato che si tratta di un prodotto venduto ad appena 20€, non possiamo che consigliarvi caldamente l'acquisto. Il vostro lavoro di papà infernali vi aspetta!
 
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