L'accordo tra Plaion Pictures e TOHO per il mercato europeo, annunciato con un comunicato il mese scorso, potrebbe rappresentare un vero punto di svolta anche per l'Italia. Quando la notizia è uscita, non potevamo quantificare quanto fosse significativa: certo, chi lavora quotidianamente nel settore degli anime si era reso conto dell'importanza di questa partnership, ma ora, grazie alla disponibilità do Plaion, possiamo capirne la portata. Ne abbiamo parlato infatti con Umberto Bettini, figura chiave che ha seguito personalmente tutti gli step dell'accordo e responsabile del business anime in Europa per Plaion Pictures, per scoprire appunto quali novità attendono i fan italiani nei prossimi mesi.

Una partnership per rafforzare la presenza europea
"Questa nuova partnership serve ad aumentare la presenza di Plaion Pictures sul mercato anime europeo, ma anche live-action, " spiega Bettini. "Per l'Italia significa avere accesso all'enorme portfolio titoli di TOHO."
La conseguenza più immediata sarà il lancio di una nuova piattaforma streaming, che prenderà il nome di Aniverse (già attiva sul mercato tedesco da qualche anno, di proprietà di Plaion Pictures) e che rappresenterà il principale veicolo per portare serie e film anime in Italia.
Come funzionerà Aniverse Italia
Il nuovo canale dovrebbe arrivare nell'estate 2026 e sarà strutturato, inizialmente, come un abbonamento aggiuntivo su Amazon Prime Video, esattamente come gli attuali canali Midnight Factory, Far East Channel, Superfresh, Cartoon Club e Cinemadame Plus.
Un aspetto importante riguarda l'esclusività dei contenuti. Bettini chiarisce: "Ciò che è incluso in deal global con Toho non sarà in esclusiva su questo canale, ma sarà disponibile in non esclusiva" L'esempio concreto? "Jujutsu Kaisen, giusto per citare un titolo ad esempio, continuerà ad essere trasmesso anche su Crunchyroll." I deal global sono accordi di distribuzione su scala mondiale stipulati direttamente con piattaforme internazionali, che garantiscono la presenza dei titoli su più servizi contemporaneamente.
Tuttavia, "ciò che non sarà deal global sarà esclusiva per l'Italia di Plaion Pictures," aggiunge Bettini, aprendo la strada a contenuti unici per il pubblico italiano, in arrivo da diversi licensor e non solo dalla stretta partnership con Toho

Il doppiaggio come punto di forza
Il vero plus di Plaion Pictures sarà il doppiaggio italiano. "Quasi tutto avrà un doppiaggio, " promette Bettini. La strategia prevede collaborazione dove possibile: "Dove ci sono accordi, i doppiaggi saranno gli stessi delle serie presenti su altre piattaforme." Ma Plaion Pictures non si fermerà di fronte agli ostacoli: "Qualora il doppiaggio non convincesse o non ci sia accordo, comunque non ci faremo mancare un adattamento italiano di qualità, come da nostra tradizione"
Il ritorno di Godzilla e il potenziamento di Far East Channel
Parallelamente, il canale Far East Channel verrà potenziato con i contenuti TOHO, con un focus particolare sul franchise di Godzilla. "L'idea è di portare tutti i film di Godzilla doppiati, anche in un cofanetto home video blu-ray da collezione," rivela Bettini. Ma non solo. Nel canale Far East arriveranno anche alcuni imperdibili classici della filmografia giapponese, oltre ad una nutrita selezione di serie Tv sia coreane che giapponesi.

Un approccio a 360 gradi: dal cinema all'home video
Plaion Pictures vuole trattare le IP importanti in modo completo. "Credo profondamente al film evento e molto meno all’evento di un film come modalità di programmazione. L'obiettivo è ambizioso: Superare l'idea di proiezioni evento di tre giorni e dare una programmazione regolare, supportata da un impianto marketing adeguato per far crescere l'importanza dei vari titoli proposti.
Crediamo fortemente nella centralità della sala, sia per il recupero di importanti opere giapponesi del passato, sia ovviamente per le prossime importanti uscite. Mi riferisco a Godzilla, ma non solo."
Sinergie strategiche e una grande sorpresa per il 2027
La collaborazione tra Plaion Pictures e TOHO va già oltre la semplice distribuzione. Bettini anticipa: "TOHO sta lavorando a un'uscita importante per gennaio 2027 di una sua importantissima IP e Plaion Pictures ne è direttamente coinvolta, esempio di una sinergia totale."
Un dettaglio che dimostra come questa partnership non sia un semplice accordo commerciale, ma una vera e propria alleanza strategica che vede Plaion Pictures protagonista fin dalle fasi di sviluppo dei progetti più rilevanti del colosso giapponese.
«La nostra visione è molto chiara: oggi non vince chi distribuisce di più, ma chi costruisce valore reale attorno ai contenuti. Per Plaion Pictures questo significa eccellenza editoriale, massima attenzione al doppiaggio e alla localizzazione, strategie di marketing profondamente radicate nel contesto italiano e una forte integrazione con il mondo consumer e del merchandising.
Il nostro obiettivo è costruire relazioni di lungo periodo con i fan, basate sulla fiducia e sulla qualità dell’offerta.

Maggiore forza contrattuale sul mercato
"Questa partnership non vuol dire esclusività solo verso TOHO," precisa Bettini, "ma una maggior forza sul mercato avendo alle spalle il catalogo di un colosso dell'intrattenimento giapponese."
In altre parole, l'alleanza con TOHO non limita Plaion Pictures a distribuire solo contenuti del partner giapponese, ma rafforza la sua posizione contrattuale con tutti gli altri player del settore, permettendo di competere più efficacemente per l'acquisizione di IP strategiche da diverse fonti.
Sul canale Aniverse non ci saranno quindi solo titoli TOHO, ma un catalogo variegato che beneficerà della maggiore capacità negoziale acquisita grazie alla partnership con il colosso giapponese, offrendo agli abbonati una selezione più ampia e diversificata di contenuti anime.
Secondo Bettini, Aniverse rappresenterà un asset strategico fondamentale. "Non si tratta di una semplice piattaforma di streaming, ma un vero e proprio ecosistema in cui sviluppare community, contenuti esclusivi, iniziative speciali e un dialogo continuo con il pubblico. In prospettiva, avrà un ruolo sempre più centrale nel nostro modello di sviluppo degli IP e nella nostra capacità di creare esperienze distintive".
La partnership PLAION-TOHO si configura quindi come un progetto ambizioso che punta a ridefinire, nel medio periodo, la distribuzione anime in Italia, combinando streaming, doppiaggio di qualità, distribuzione cinematografica e home video in una strategia integrata che mette al centro l'esperienza del pubblico italiano, con il valore aggiunto di una forza contrattuale senza precedenti nel panorama nazionale.

Ricordiamo che:
PLAION PICTURES è uno dei principali distributori cinematografici indipendenti in Europa e copre l’intera catena del valore, dalla distribuzione cinematografica, al digitale e all’home entertainment oltre la televisione.
Plaion Pictures rappresenta un punto di riferimento nella distribuzione sul territorio italiano. Estrema cura dei dettagli, altissima qualità dei contenuti, grande varietà di generi in grado di soddisfare i diversi gusti dei consumatori. Proprietario dell’etichetta Midnight Factory (la saga di Terrifier, Talk To Me Non aprite quella porta, Babadook, Hereditary, L’armata delle tenebre, X- A Sexy Horror Story), Opera nel settore anime con diverse IP quali Dragon Ball Super: Broly, Lupin III, The First Slam Dunk, City Hunter, One Piece Stampede, Belle
Nell’ambito di accordi di licenza esclusivi, PLAION PICTURES è responsabile della distribuzione home entertainment fisica di Studio Canal, Warner Bros. Discovery, Sony e Universal in Germania; di Paramount, Lucky Red e Universal in Italia; e di Warner Bros. Discovery in Francia.
PLAION PICTURES è fortemente attiva anche nel mercato digitale, gestendo diversi Amazon Channels in europa, tra cui Aniverse (attualmente operativo solo in Germania) il più grande canale streaming indipendente dedicato agli anime, ed è proprietaria del più grande network di canali YouTube per film cinematografici.
PLAION PICTURES è una società interamente controllata da PLAION GmbH (già Koch Media GmbH) e fa parte del gruppo svedese Embracer Group dal 2018. La famiglia PLAION include anche Sola Media, distributore globale specializzato in film per bambini e famiglie.
TOHO Co., Ltd. è una delle principali società di intrattenimento giapponesi, fondata nel 1932. Oltre alla produzione, distribuzione ed esercizio cinematografico, nonché alla produzione ed esercizio teatrale, l’azienda opera nel settore immobiliare, con un focus sulle aree urbane, e negli ultimi anni ha ampliato significativamente il proprio business nel settore dell’animazione a livello globale.
Nel corso della sua storia, TOHO ha prodotto numerose opere di grande prestigio, apprezzate sia in Giappone che a livello internazionale, tra cui la serie Godzilla e I sette samurai di Akira Kurosawa. Nel settore anime, TOHO produce e distribuisce contenuti attraverso il marchio TOHO animation, portando al pubblico globale titoli di enorme successo come My Hero Academia e JUJUTSU KAISEN.
I collegamenti a Mangayo fanno parte di un programma di sponsorizzazione.
P.S : Se ricontattate il Sig.Bettini potreste chiedergli di far togliere l'antiestetica banda blu, messa nel fondo cover, nelle loro versioni Blu-ray, per favore?
Per dare un po' di contesto di quale sia il catalogo in Germania.
La butto li, non è che portano Konosuba?
Basta scegliere, nessuno ti ha prescritto di farteli tutti. Come nessuno obbliga agli stessi che si lamentano di questa cosa di poi prendere decine di volumi di manga ogni mese.
p.s. si effetivamente a mente fredda pagare un'altro abbonamento è una rottura.
Infatti quel paragrafo ha catturato la mia attenzione. Rimango ad osservare con attenzione, sia mai che il pubblico avesse ragione...
Se poi l'offerta non è solo anime ma a tutto tondo, per me anche meglio.
Prego che quel giorno davvero arrivi, con tutto il cuore!
Già mi accontenterei se riportassero Minus One con un doppiaggio dopo la vergognosa uscita solo sottotitolata.
Alcuni dubbi mi vengono in relazione ai doppiaggi, che come è già stato fatto notare potrebbe portare alla situazione di avere ridoppiaggi esclusivi per serie che sono già disponibili in italiano; sicuramente per l'editore torna utile averli a disposizione, però risulterebbe ridondante proporre al pubblico qualcosa che ha già sentito con altre voci.
Se poi "l'adattamento italiano di qualità" sarà affidato unicamente a Riccardo Bambini la situazione non è propriamente la più rosea 😅
Per Godzilla da un lato sono contentissimo (stento ancora a crederci che potremmo avere l'intera filmografia nipponica qui da noi) e dall'altro mi chiedo come verranno proposti i film pre-2000 già arrivati in Italia, ovvero se ci sarà un recupero dei precedenti doppiaggi oppure ridoppieranno tutto: si parla comunque di diciassette film, alcuni dei quali basati sulle edizioni statunitensi (tipo il primo del 1954, King Kong contro Godzilla, Mothra vs Godzilla/Watang, quest'ultimo arrivato in dvd in pessime condizioni tra l'altro, o i primi film del periodo Heisei) e che in certi casi non sono conservate sempre bene (mi viene da pensare a Il ritorno di Godzilla del 1966, che nei dvd Passworld/Pulp Video manca di varie scene doppiate anche se online si possono trovare in italiano), senza contare il caso specifico de L'invasione degli astromostri che ha due doppiaggi differenti. [Per i titoli recenti ci sarebbe pure la questione Minus One in home video, ma evito di dilungarmi ulteriormente]
Insomma, sarà da vedere come si svilupperà l'offerta ma le premesse ci sono
ed se si parla dei prossimi in uscita direi che anche lì siamo apposto (Minus Zero sarà con molta probabilità sempre Plaion, sperando di avere subito un doppiaggio per il Cinema ed possibilmente per l'home video, cosa che purtroppo non è stato per il primo ne se si parla del Cinema o dell'Home Video, ed Supernova essendo Monsterverse toccherà a Warner distribuirlo...almeno finchè Legendary non se la sentirà di continuare a collaborare con Warner ed non passi ad altri editori come Sony o qualcun'altro visto il futuro di Warner con Netflix....ed tra parentesi potrebbero tranquillamente farlo visto che il Monsterverse come franchise è di proprietà di Legendary in collaborazione con Toho, quindi è roba loro...Warner al massimo distribuisce ed basta, che poi solo in occidente visto che i film del Monsterverse vengono distribuiti da Toho in Giappone).
Quello sì, almeno ci dovrebbe essere un po' di continuità sotto quel punto di vista. Riguardo Shin Godzilla credo che ormai dynit non ne abbia più i diritti, dato che l'home video è fuori catalogo e si può solamente recuperare a pagamento su YouTube e Google Tv (senza contare che non passa da un bel po' su Rai 4)
Non mi dispiace seguire una nuova piattaforma, soprattutto se porteranno tanti doppiaggi, però non sono abbonata ad Amazon e nutro un certo rancore per questa piattaforma viste alcune sue scelte discutibili. Non mi piace molto l'idea di dover fare altri due abbonamenti (Prime + Aniverse) per vedere gli anime. Spero almeno che questo accordo non ridurrà il catalogo di serie doppiate su Crunchyroll.
Aspetto molto importante è la loro volontà di dare un doppiaggio italiano a gran parte del loro catalogo o un adattamento di qualità, non sarà semplice rientrarci.
Avendo già Prime-AG-Crunchy prima di fare un altro abbonamento devo valutare, forse sostituirne uno.
Comunque, alla faccia dell'indipendente, Plaion sta diventando grossa in Europa.
ok allora correzione: 29 Film da portare, mannaggia a Dynit e la loro mania di non rinnovare i diritti dei loro prodotti.
Abbonamento subito se lo fanno. Se portano cose nuove penso che ci farò un pensiero, anzi che mi abbonerò
1) Quante e quali saranno le esclusive? Se la roba di Crunchyroll o Netflix rimarrà là, come viene lasciato intendere, e le esclusive saranno il già citato KonoSuba, allora ci guadagniamo solo tutti quanti. Sì, sarà un abbonamento in più da pagare, ma che a conti fatti ti dà realmente roba in più rispetto ad ora (come alla fine anche ANiME Generation).
2) Doppiaggi, home video, cinema...spero riescono davvero a trovare il giusto equilibrio, soprattutto per quelle serie "ostaggio" di Crunchyroll e Netflix.
Sulla carta tutto bello, un servizio in più da pagare, ma che restituisce realmente qualcosa in più, e non un mero "togli da una parte e metti dall'altra". E come detto da altri, non si è obbligati ad abbonarsi a tutte le piattaforme assieme (probabilmente questa la farò occasionalmente come ANiME Generation). Voglio fidarmi di Plaion, che finora si è giocata benissimo le sue carte.
Ho ordinato per anno e guardato molto velocemente. Mi sembra che il catalogo sia sovrapponibile con quello di Yamato, giusto con qualche piccola differenza.
Fra i titoli attualmente inediti in Italia vedo, oltre a Konosuba, anche Dungeon People. Dalla trama può sembrare una mezza schifezzuola, ma in realtà l'ho trovato molto valido e lo consiglio a tutti.
Detto ciò, i titoli validi che, attualmente, rimangono fuori dal panorama italiano ogni stagione sono davvero pochi se consideriamo almeno il sottotitolato. Di conseguenza, mi aspetto che la maggior parte delle esclusive non siano i titoli, ma i doppiaggi.
Io i doppiaggi li apprezzo, ma capisco anche che sia problematico, nella maggior parte delle volte, riuscire a fare i simuldub.
Spesso, quando escono le novità stagionali, questo si traduce in un "intanto lo vedo coi sottotitoli, poi se e quando esce doppiato magari lo riguardo".
(senza considerare che tanti titoli stagionali non meriterebbero nemmeno di esistere da quanto sono di qualità infima, figuriamoci se ha senso doppiarli)
Un passaggio dell'intervista che un po' desta preoccupazione, come detto prima, è questo (specialmente quello in grassetto):
Non vorrei che quest'ultima parte del discorso sia una sorta di "mettere le mani avanti per non cadere indietro" e cioè per giustificare plurimi doppiaggi di uno stesso titolo (già doppiato da altra/ piattaforma/e).
Visto che anche Netflix e Crunchyroll hanno raggiunto accordi per avere lo stesso doppiaggio, vedi Shiboyugi, si spera che anche PLAION sotto quel punto di vista faccia del suo meglio (anche se, vista la mancata presenza del doppiaggio Netflix sull'HV di Minus One, le premesse non sono delle migliori).
Poi se l' intenzione è doppiare tutto, non vedo che problema ci sia.
Stiamo entrando in un periodo in cui le licenze saranno plurime e quindi toccherà scegliere su chi investire i propri soldi. La qualità del doppiaggio può essere una delle frecce all'arco di una piattaforma e magari un po' di competizione può fare in modo che anche questo aspetto venga più curato e non si ceda alla tentazione IA come abbiamo visto di recente fuori dai nostri confini.
Questo per chi è interessato al doppiaggio.
Ah sicuramente, ma prima cominciamo con le serie che girano in Italia da anni, con dialoghi inventati e o "addolciti" (ha fatto bene TOEI con Netflix a ridoppiare One Piece ad esempio) poi se uno non si mette d'accordo con un'altro editore per il doppiaggio dello "stagionale importante" di turno allora se ne può anche parlare certamente (se ci sono riuscite Sony e Netflix con Shiboyugi potrebbe riuscirci anche PLAION, è un editore importante ormai da anni).
Si, bella la competizione e sui titoli nuovi "importanti" sarà una guerra in un prossimo futuro, sarei curioso di sapere chi decide la qualità di un doppiaggio pre-esistente per poi decidere di ridoppiare un prodotto?
Ora anche Netflix ha accesso ha tutti i titoli mappa, che non vuole dire esclusiva totale anche in quel caso ma dove ci saranno licenze global vedremo titoli mappa un po' ovunque.
Sul doppiaggio penso anche lì dipenderà molto anche dalle valutazioni economiche. Se una realtà farà un doppiaggio e poi lo va a rivendere a caro prezzo ovvio che le altre si faranno il loro. La soluzione migliore sarebbe fare un doppiaggio condiviso ma ricordiamoci che sono realtà concorrenti. Se la cosa avrà un riscontro davvero importante in termini di risparmio credo che lo faranno altrimenti no.
Secondo me la questione doppiaggio andrebbe risolta a monte, dove la società di produzione decide di fare (far fare) un unico doppiaggio (chi meglio di chi produce saprebbe decidere la qualità?), magari co-finanziato da più realtà, e girarlo a tutte le piattaforme che hanno i diritti per mandarlo in streaming. Ma capisco che accordarsi con più piattaforme senza dover "decurtare" degli eventuali costi già sostenuti per un unico doppiaggio è meno remunerativo di vendere a più non posso e a chiunque.
Non penso sia tanto questione di farsi abbonamento a questo o a quello, quanto il fatto che una volta preso un abbonamento questo tenda a restare attivato a lungo anche se sotto o non utilizzato. Purtroppo una gestione attiva di queste sottoscrizioni richiede un certo impegno che spesso non è messo per motivi di tempo o voglia (anche solo di vedere una cosa quando si vuole).
Pianificare richiede una certa "sbatta" e anche gli operatori non aiutano strutturando i portali in modo labirintico per tenere dentro gli utenti. Non di meno è da tenere conto il fatto di rinunciare a seguire settimanalmente questa o quella serie.
Ci sono ancora numerosi titoli anime che non sono mai arrivati legalmente in Italia, come ad esempio Yaiba che stranamente non è stato preso da nessuno.
Alla fine della fiera non è così tanto strana come cosa, la disponibilità è stata a macchia di leopardo
https://www.livechart.me/anime/12652/streams
Quand'è che l'Europa inizierà a diventare più indipendente dagli States? Una piattaforma tutta nostra è fuori questione? Se poi ci aggiungiamo il fatto che questi pongono l'accento proprio sulla parola doppiaggio, di cui a me personalmente non frega nulla, posso solo dire che era meglio se me ne fossi rimasta a letto a sognare il mio mondo ideale e se fossi rimasta all'epoca in cui coltivavo il piacere della disinformazione.
Plaion è un distributore totale europeo che punta a rafforzarsi, Anche se per farlo deve passare per Prime.
E a me e altri del doppiaggio invece frega, anche perché vuol dire contare.
L'Europa non ha una sua piattaforma, come non una sua agenzia di rating, nè più una indipendenza energetica perché la sua classe dirigente è stata selezionata a monte per l'aderenza al modello economico e politico prettamente statunitense.
Inclusi i sovranelli da Carnevale.
Plaion picture è uno tra i più importanti distributori paneuropei, che da noi era prima conosciuto come Koch Media. Se hai mai preso homevideo li avrai conosciuti con il brand Anime Factory.
Perchè Prime è la piattaforma più di successo a permettere di inserire canali di terze parti. Non ci sono alternative europee che abbiano avuto la stessa fortuna e farsi la propria piattaforma ad oggi è un'investimento enorme di denaro.
Amazon bacia il deretano a Trump come qualsiasi altra azienda con un po' di sale in zucca, ne vale per i propri interessi non aver contro un uomo che non ci sta bene di testa.
Perchè la gente conosce i soliti nomi noti e il grande pubblico lo attiri così.
A livello di servizi probabilmente mai, siamo troppo indipendenti. è come chiedersi quando l'Europa sarà indipendente dal manifatturiero cinese.
E chi ce li mette i denari per svilupparla? Non vi ricordate come è finita VVVVID? Rilasciata 10 anni fa e poi praticamente immobile con l'app. Guardate Infinity di Mediaset, azienda con miliardi di fatturazione ogni anno e si ritrovano una piattaforma che brutta è dir poco.
Anche in America realtà come Hidive vengono costantemente criticate per la propria app.
Davo per scontato che parlare di doppiaggio mi avrebbe messo una corda al collo, ma è un discorso che ho già affrontato altre volte tra queste pagine. Non ce l'ho coi doppiaggi (non avrebbe nemmeno alcun senso), semplicemente rientro tra coloro che guardano anime e donghua in lingua originale perché li preferisco, perché così imparo qualche parola nuova e perché non incorro in traduzioni errate o poco affini alla cultura d'origine. Restando esclusivamente nell'animazione giapponese, poi, ci aggiungo anche il fatto che adoro come parlano e la capacità di molti dei loro attori di modulare – anche massicciamente – la voce a seconda del personaggio per cui si prestano.
Venendo al discorso della "piattaforma mancante", è proprio ciò che lamento. Cosa aspettiamo a crearne una? Oggigiorno abbiamo macrosettori commerciali completamente monopolizzati da aziende estere. Computer, smartphone, videogames, motori di ricerca, piattaforme e-commerce, social network.. basta pensare ai nomi principali di questi settori per capire che di europeo non abbiamo niente.
Insieme alla guerra russo-ucraina è scattata l'emergenza gas che, insieme ai vari problemi creati, ha evidenziato tutte le falle di una comunità che non è in grado di sostenersi da sola. Va da sé che se parliamo di materie prime c'è poco da fare se il territorio ne è privo, ma sui semilavorati il discorso cambia e sui prodotti finali il margine di manovra è ancora maggiore.
Non è difficile capire perché gli USA vogliano mettere le mani sulla Groenlandia o la Cina su Taiwan e in questo triste scenario di lotta tra titani noi europei stiam qui ad aspettare di vedere chi vince. Lasciando a loro tutta la lotta di potere, visto che, fortunatamente, a noi questo non interessa, non dovremmo almeno iniziare a creare dei modelli interni che mischino almeno un po' le carte e che non abbiano il sapore di una resa incondizionata? Cosa giustifica l’assenza di una piattaforma made in Europe? Mancanza di soldi? Se non investi, non guadagni. Saturazione del mercato? Ovviamente no. Basti pensare al mondo dei social e a quante nuove realtà sono emerse – e ben dopo la diffusione globale dei cosiddetti pilastri che tutt'ora capeggiano tra le reti sociali – riuscendo comunque a trascinare nuove utenze. E poi, anche se l'iter non cambia molto da un servizio all'altro, ognuno di questi si distingue dagli altri compagni di merende per qualcosa che lo differenzia e lo rende il "migliore" per questa o quella cosa.
Anime Factory. OK. Questo nome mi suona meglio dell'altro. Grazie per il richiamo, Andrea, tuttavia, mi trovi in disaccordo con la frase in cui accomuni interessi, gentaglia e sale in zucca. Va bene agire con cautela, va bene non lasciarsi trasportare da facili allarmismi e sicuramente è sempre preferibile mantenere un atteggiamento obiettivamente critico nei confronti delle opinioni altrui quanto delle proprie convinzioni, ma quando uno Stato trasborda dal "lecito" all'illecito, un po' di distanza andrebbe presa, sempre ammesso, venendo al caso specifico, che nel DNA europeo non vi sia ancora una marcata tendenza all'asservimento.
Venendo, infine, alle ultime osservazioni, anche qui mi viene da argomentare. Secondo il mio parere, la gente che si interesserà a un nuovo canale Prime di nicchia come quello di cui si discute in questa pagina, non è il grande pubblico, ma è pubblico categorico. Su questo tipo di utenti, leggere per l'ennesima volta titoli come Lupin, One Piece, JJK, City Hunter o Dragon Ball, tutti già ampiamente reperibili, non credo che possa fare molto effetto (a me non l'ha fatto, quantomeno) e questo mi fa pensare che anche a capo di questa società ci siano persone che credono che i "cartoni" attraggano solo i giovanissimi, che mainstream significhi maggiore qualità e che per fidelizzare si debba sventolare la gallina dalle uova d'oro. Son presupposti che possono reggere quando ci si basa sulla moltitudine d'offerta (come per i medi e grandi streamer che, accanto ai titoli altisonanti, infilano serie meno note) o quando ottieni l'esclusiva per opere che hanno un grande seguito (vedi Disney+ per le produzioni Pixar e i franchise Marvel e Star Wars o Paramount con Star Trek). Ma in questo secondo caso, il rischio, se fai solo distribuzione e non produzione, è quello di ottenere un picco iniziale promettente destinato, però, a crollare nel momento in cui la gente ha fatto il pieno dei loro prodotti "riservati".
VVVVID, l'ho usato poco, ma sembrava l'antitesi di user-friendly e Infinity l'ho scandagliato solo all'epoca in cui è sorto. Non ho idea se nel frattempo si siano evoluti, ma ricordo che ci trovavi solo roba per famiglie e i soliti titoli che immancabilmente replicavano sui palinsesti Mediaset.
Se in un progetto ambizioso non ci metti gente con le idee chiare, che sta al passo coi tempi senza però innalzare un muro sul passato, che sa creare e mantenere una struttura fruibile, che legge i feedback e che è capace di attirare il pubblico, ma anche di proteggere e valorizzare opere minori, minori all'impatto, s'intende, non reggi.
Le persone sono avide e il mercato non è clemente con i progetti che sanno troppo di improvvisazione.
Inoltre, tornando al primo punto.. già in passato abbiamo assistito a vere e proprie deturpazioni del diritto d’autore che via via si è trasformato in copyright e questo ha ancora più valore quando parliamo di animazione giapponese. Cancellavano i cartelli in lingua originale, modificavano i nomi dei personaggi, boicottavano usi e costumi tipici, censuravano qualunque cosa non rientrasse nei crismi del cosiddetto decoro.. e questo perché? Perché siamo Occidentali? Perché è solo il Giappone? Beh, anche noi siamo solo l'Italia, ma immagino che ci stia comunque stretto quando all'estero sfruttano e manipolano i nostri prodotti senza riguardo. Poi mettici anche che ogni cosa si deteriora ulteriormente ad ogni passaggio. Dal manga alla serie televisiva, dal doppiaggio originale al doppiaggio in inglese usato poi per ridoppiare nelle altre lingue che, quindi, nemmeno si rifanno alla versione di origine.
Ciò che detesto è quando l'adattamento si trasforma in una rielaborazione incoerente e insensibile. Frega poco se "suona bene".
Detto questo per favore non andiamo ot con politica o altro altrimenti saremo costretti a moderare i commenti per favore
Ma una volta chiuso l'ot mi sembra normalissimo che una nuova piattaforma si appoggi sui canali di Prime. Prime ha un app comoda, rodata, facile da usare, senza grandi bug e soprattutto compatibile con ogni apparecchio. Io ho una scatolina di NowTv del 2018 che mi ha dato mio fratello e ci funzionano (oltre a Now) solo Prime e Netflix e l'anno scorso mi si è rotto un vecchio tablet del 2015 e Prime ci funzionava ancora stupendamente. Non c'è televisione o apparato con un abbozzo di smart su cui non funzioni Prime.
Inoltre Prime è molto diffusa perché molti se lo trovano per avere il servizio gratuito di consegna di Amazon.
Realizzare una piattaforma così non è facile. Prima dei canali di Prime ogni piattaforma si costruiva la sua app, ma spesso i risultati erano infelici e alla fine uno doveva usarli nel browser. Vvvvid a cui sono molto affezionato non funzionava in pratica su nessuna Smartv, la app Android era difettosa e molti criticavano duramente la pagina browser per la navigazione complessa.
Io seguendo una squadra di C (ora ahimè D) Ho fatto abbonamenti a Sportube/Eleven sport e avevano una diffusione sulle Smart TV uguale a zero, lo streaming su browser spesso saltava ecc. Ma Dazn ha avuto e continua ad avere periodicamente problemi.
Crunchy come compatibilità è migliorata con dietro Sony, ma ha comunque una compatibilità minore rispetto a Prime e la app per Android ha bisogno di aggiornamenti continui. E infatti si è fatta il canale Prime e ho paura che un giorno chiuda la app.
Ci vorrebbe una piattaforma alternativa a Amazon che ospitasse i canali? Sì assolutamente, ma finché non c'è vedo difficile che una nuova realtà che per quanto forte dovrà ritagliarsi uno spazio difficile in un mercato dove c'è un soggetto dominante riesca a costruirsi una piattaforma tutta nuova, fantasticamente funzionante e totalmente compatibile con ogni apparecchio, proponendo un abbonamento di 4.99 euro al mese.
concordo, il giapponese non è una lingua facile e vedere anime non ti insegna a capirla....al max puoi associare qualche termine o saluto
E scusate l'OT! Il mio, ovviamente.
Più attori hanno provato a crearne una, anche in Italia.
Ho fatto l'esempio di Mediaset non a caso. Perchè Playon no si crea la propria piattaforma? Perchè non hanno milioni di euro da buttare quando possono affittare spazio su Prime video, che è anche la seconda piattaforma più usata in Italia tra quelle a pagamento.
Ci sono aziende come Mediaset ha hanno investito e comunque non guadagnano da quello. Fare una piattaforma in streaming à un settore in cui vai in perdita, se va bene per anni, prima di vedere una lira di guadagno. Ci sono colossi americani che non sono mai stati all'attivo nella loro divisione in streaming.
VVVVID nel mentre è morto, Infinity ha il suo servizio in abbonamento chiamato infinity+, anche lui mezzo moribondo al momento. Quello che fa probabilmente sulla piattaforma è la parte free come con la Rai.
Non siamo più in quell'epoca.
Non siamo mai usciti da "quell'epoca", semmai.
Crunchyroll ha abolito commenti e recensioni proprio a seguito di un tentativo di censura messo in atto proprio dai suoi stessi utenti, poi alimentato dall'opinione pubblica.
Gli anime che qui da noi non arrivano, spesso sono solo titoli "colpevoli" di non soddisfare i requisiti che accontentano le masse, e questa è un'altra forma di censura.
Tempo addietro, lessi un articolo, proprio qui su AnimeClick, in cui si parlava del fatto che anime come Kill la Kill, oggigiorno, non potrebbero più essere distribuiti. E, non di meno, anche quello che è accaduto nei commenti qui sopra, è un'altra forma di censura.
Sono cambiate le regole, sono diverse le voci che oggi mettono nelle liste nere, ma la censura, come ogni altra forma di controllo, è sempre presente e sempre lo sarà.
Detto questo, direi che è il caso di chiudere qui il discorso.
New Panty & Stocking è dell'anno scorso, e il doppiaggio di Prime lo rende a tratti anche più spinto della versione originale. Non so a che articolo ti riferisci, ma non siamo messi così male da dover censurare Kill la Kill, quando abbiamo roba come Made in Abyss...
Ho come l'impressione di essere diventata la strega cattiva. Va beh. Sempre meglio di uno stupido harem.
Quella però è una fissazione tua e di ben pochi altri.
Avere un'opera doppiata nella propria lingua, anche se l'adattamento non è mai perfetto, vuol dire che come paese e come pubblico conti. Poter contare vuol dire riuscire ad avere anche più opere.
Cogli anime dei nomi di richiamo bisogna averli, anche se sono d'accordo che i canali debbano avere delle cose distintive e non essere la copia l'uno degli altri.
Oggi però arriva roba assurda che le masse non hanno chiesto.
Credi che dipenda solo dai privati? Dato che non lo dice nessuno...
Soldi per corse al riarmo ne trovano sempre invece!
E no, non è vero che non c'entra niente.
Governi ci indebitano per centinaia di miliardi per far spesa da privati con cui pianificano.
Non accetto obiezioni di mercato, concorrenza, perdite.
NON ESISTONO PRIVATI CHE ARRIVANO A CERTE DIMENSIONI SENZA AIUTI POLITICI.
E quando dici che è normale per le aziende compiacere il potere, lo confermi.
I settori cultura, intrattenimento, telecomunicazioni non sono optional e non è che non abbiamo capacità, ma finiamo per perderle.
I problemi sono sudditanza e capacità di coordinazione.
Chissà cosa sarebbe accaduto se avessi offeso qualcuno?! Magari sarebbe arrivato Babbo Natale per farmi la festa.. Sarebbe pure divertente..
Uff..
È plausibile che sia una mia fissazione ma, per coerenza logica, lo sarebbe anche la tua, che difendi la visione contraria. O forse dovrei dire la vostra, dato che hai voluto prendere ulteriormente le distanze aggiungendo quel "ben pochi altri".
È la solita storia del due pesi, due misure?
E comunque il mondo non inizia e finisce su questo sito. Quando al cinema trasmettono film d'animazione con la doppia versione audio, c'è moltissima gente che viene a vedere quella in giapponese sottotitolato.
Do per scontato che numericamente siamo in minoranza, ma finché non vivremo in una dittatura de facto, stai pur certo che conserverò il diritto di scegliere.
Ora, ripeto, possiamo chiuderla qui, augurandovi tanta felicità nel vostro salottino maggioritario, o devo scagliare un Reigan?
Mamma mia, ho passato tutto ieri senza ridere nemmeno una volta, ed è rarissimo che mi succeda.
La creazione di piattaforme in streaming dipende dai privati.
Non è compito del governo finanziarti la piattaforma in streaming perchè te non vuoi investire.
La strategia della socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti porta solo a spese ulteriori a carico della collettività per far comprare la Ferrari al dirigente di turno.
Crunchyroll ha abolito i commenti perchè probabilemnte sotto alle puntate di una serie si erano accumulati commenti omofonici e hanno colto la palla al balzo per staccare la spina ad una funzione che gli portava più problemi che altro perchè i sistemi di moderazione di un quasi social network sono molto complessi da sviluppare in maniera adeguata.
Una azienda che porta quello che interessa al proprio pubblico...
Gli anime che non arrivano direttamente di solito sono quelli di carattere puramente pornografico, il resto ormai è ampiamente licenziato.
Anime pornografici che in reatà sempre più spesso vengono portati da piattaforme dedicate.
Chi crede che anime come kill la kill non possano più essere distribuiti non è minimamente conscio del mercato attuale della distribuzione in occidente.
Se vuoi un esempio estremo, ben oltre rispetto a quello che trovi su kill la kill, ti basta vedere "Harem in the Labyrinth of Another World", direttamente portato da Crunchyroll e anche disponibile nella versione più esplicita.
Con me sfondi una porta aperta su questo.
Solo che un governo attento se vede delle potenzialità cerca di favorirle a vantaggio di tutti. E non lascia dei settori fondamentali solo in mano a stranieri.
Forse vivo in un altro mondo, ma a me pare che di titoli ignorati nelle piattaforme italiane ce ne siano a bizzeffe e non c'entrano proprio nulla con la pornografia. Legend of the Galactic Heroes, per fare un esempio, non è mai arrivato da noi, da quel che so. Fortunatamente possiamo almeno godere del reboot Die Neue These, ma per renderlo più snello della serie originale, ne hanno assottigliato di molto la profondità originale. Idem Major: se non fosse stato per i fansub me lo sarei perso.
Mettila così. Prima dei tuoi ultimi commenti, avevo risposto al tizio (o tizia) che, per ultimo, si era accodato alla caccia alle streghe. Non posso negare che la mia risposta fosse caustica, ma è stata moderata perché ritenuta offensiva. Chiaramente è una questione di punti di vista. Il mio è che quando più persone prendono le tue parole, le rimaneggiano dandogli un significato diverso e a ripetizione te le scagliano contro per generare un motivo di.. come chiamarla?.. indignazione collettiva?, così da aggiungere altri tizzoni ardenti da lanciarti addosso per isolarti e delegittimarti, credo si abbiano motivi validi per arrabbiarsi.
Avrei potuto evitarlo? Ovviamente. Tuttavia, un attimo prima di quel commento, avevo nuovamente chiesto di darci un taglio perché non v'era nulla di costruttivo e non mi stavo più divertendo.
Quando viene sanzionata solo la tua reazione, a fronte di più persone che continuano a rigirare le tue parole, cosa emerge se non una forma di restrizione destinata esclusivamente alla persona presa di mira?
Il perno del mio discorso, in ogni caso, era il fatto che la censura esiste ancora e, probabilmente, non morirà mai anche se, come ogni altra creatura organica, cambia forma nel tempo.
Poiché discussioni analoghe sul sito non hanno generato lo stesso accanimento a riguardo, la sensazione attuale – la mia sensazione – è che l'ostilità sia rivolta alla persona e non alla tesi espressa.
P.S. Ho scritto di "averci fatto l'orecchio" ma, nel passaparola, si è trasformato in "parlo/conosco/ho imparato il giapponese".
Ribadirlo non cambierà la percezione che ormai si è creata, visti anche gli applausi ricevuti da chi continua a rigirare la frittata, ma se si travisano i significati, le successive accuse non sono altro che meri attacchi gratuiti.
Congratulazioni a tutti i partecipanti, me compresa.
Guarda, io ti credo, anche perché pure io sono nella stessa situazione.
Il fatto è che qua, su un sito che parla di anime, se scrivi di guardare gli anime subbati e di preferire il giapponese, sei considerato strano e ti becchi i pollici in giù (quando c'erano).
Ma vanno capiti, c'è gente che non sa scrivere in italiano, per loro il pensiero che qualcuno possa capire e imparare una seconda lingua è inconcepibile. 😂
:D Vorrei impararlo (il giapponese), ma sono ancora distante anni luce. L'unico obiettivo che al momento mi son posta è comprenderne il parlato e magari riuscire a formulare alcune frasi complete. Suppongo, però, che avrei un'infinità di problemi coi kanji, non per niente mi limito a trascriverlo in romaji.
Quello di cui sono abbastanza certa, però, è che a furia di sentirlo e risentirlo, pian piano mi ci avvicinerò e che non stavo scherzando quando ho detto che mi capita di captare alcuni errori (o libertà) di traduzione. Probabilmente è una forma di apprendimento istintivo dato dalla familiarità che si crea con l'ascolto passivo.
E sentirsi strani, in certi contesti, è il risultato migliore che si possa ottenere.
Ti ringrazio. Molto. Speravo di leggere almeno una reazione diversa.
Ce ne saranno sempre a bizzeffe, in Giappone sono state prodotte infinite quantità di serie negli ultimi 80 anni, ma non c'è una dietrologia dietro. Gli editori hanno budget limitati (non per forza bassi, ma limitati per natura) e devono fare una selezione.
Penso che questa cosa porterà dei buoni riscontri, specie per quanto riguarda opere Toho ormai introvabili e migliori uscite cinematografiche: ad esempio, ora ho la speranza che il sequel di Godzilla Minus 1 questa volta avrà una distribuzione decente...
Di contro, invece, c'è il fatto che alcuni anime potrebbero andare solo sulla nuova piattaforma, richiedendo l'ennesimo abbonamento per poterli seguire... speriamo che la non esclusività aiuti in tal senso.
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