Il governo giapponese ha lanciato l'allarme: la pirateria di contenuti giapponesi online è letteralmente esplosa negli ultimi tre anni. Il METI (Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria) ha pubblicato il 26 gennaio i risultati di un'indagine approfondita che rivela dati allarmanti.
Danni triplicati in tre anni
Secondo i risultati dell'indagine, i danni economici causati dalla pirateria nel 2025 sono saliti a 5,7 trilioni di yen (circa 37 miliardi di euro), quasi tre volte superiori ai 2 trilioni di yen (13 miliardi di euro) registrati nel 2022. Tuttavia, come riporta ITMedia News, dal 2025 sono state incluse nell'indagine anche nuove categorie come il "merchandise di personaggi", portando il totale complessivo dei danni a 10,4 trilioni di yen (circa 67 miliardi di euro).
L'indagine ha coinvolto consumatori da Giappone, Cina, Vietnam, Francia, Stati Uniti e Brasile, calcolando una stima dei danni basata sulle loro risposte. I dati raccolti sono stati analizzati in cinque categorie principali: film (inclusi anime e contenuti video), editoria (libri, manga, ecc.), musica, videogiochi e merchandise di personaggi.
Tutte le categorie hanno registrato un aumento quasi triplo dei danni negli ultimi tre anni, con le cifre più significative nell'editoria (2,6 trilioni di yen, circa 16,8 miliardi di euro) e nel settore cinematografico (2,3 trilioni di yen, circa 14,9 miliardi di euro), esclusi i danni da pirateria di merchandise. I videogiochi seguono con 500 miliardi di yen (circa 3,2 miliardi di euro) di danni, mentre la musica registra 100 miliardi di yen (circa 648 milioni di euro).
Perché i danni sono aumentati?
Paradossalmente, il governo giapponese afferma che la quantità di contenuti piratati consumati per persona è diminuita rispetto agli anni passati, eppure il valore totale dei danni è aumentato. Questo fenomeno è dovuto a diversi fattori: fluttuazioni dei prezzi e dei tassi di cambio, un aumento generale degli utenti online che consumano contenuti piratati e la crescente popolarità dei contenuti giapponesi all'estero.
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Le contromisure del governo
Il METI promette di continuare gli sforzi per ridurre i danni causati dalla pirateria online. Tra le misure in fase di implementazione, il governo cita:
- Creazione di nuove sedi per la cooperazione con le autorità locali
- Rafforzamento dei sistemi di contenzioso
- Potenziamento dei quadri normativi contro le violazioni del copyright da parte dell'intelligenza artificiale generativa e del merchandise contraffatto
- Creazione di database per la proprietà dei diritti che potrebbero accelerare le procedure legali
Tuttavia, il governo riconosce anche un punto cruciale: finché esisterà domanda per i contenuti giapponesi, emergeranno versioni piratate indipendentemente dalla forza delle misure anti-pirateria. Per questo motivo, l'obiettivo principale sarà "guidare i consumatori di contenuti piratati verso mezzi legali di utilizzo", continuando a supportare l'espansione di piattaforme di streaming e distribuzione globali che gestiscono contenuti giapponesi.
Un colpo importante alla pirateria: chiuso Bato.to
A dimostrazione che la lotta alla pirateria sta producendo risultati concreti, la CODA (Content Overseas Distribution Association) del Giappone ha annunciato il 29 gennaio un'importante vittoria: un cittadino cinese che gestiva Bato.to, uno dei più grandi siti di manga piratati al mondo, è stato incriminato dalle autorità locali con l'accusa di violazione delle leggi sul copyright.
Secondo l'organizzazione, l'operazione è stata il risultato di uno sforzo collaborativo tra editori e forze dell'ordine giapponesi e cinesi. Il 19 novembre scorso, la polizia di Shanghai ha perquisito la casa del sospettato, sequestrando computer e altre attrezzature. L'uomo ha successivamente ammesso di gestire una rete di circa 60 siti di pirateria (tra cui xbato.com, bato.to e mangapark.io), attraverso i quali guadagnava oltre 57.000 dollari (circa 52.000 euro) al mese in entrate pubblicitarie nei periodi di punta.
I numeri dell'operazione
L'indagine è stata avviata su richiesta di cinque grandi editori giapponesi: KADOKAWA, Kodansha, Shueisha, Shogakukan e Square Enix. L'ufficio CODA di Pechino ha presentato una denuncia penale alle autorità cinesi il 25 settembre 2025. Anche China Literature Limited, una sussidiaria di Tencent che gestisce una delle più grandi piattaforme editoriali online del paese, ha confermato che i suoi titoli erano ospitati sui siti in questione e si è unita alla denuncia.
Mentre i siti sono rimasti online per un certo periodo dopo la detenzione del sospettato gestore per preservare le prove, tutti i 60 siti sono stati confermati offline entro il 19 gennaio.
2025年11月19日、CODAの告発により、世界最大の漫画海賊版サイト「BATO. TO」の運営者が中国で刑事摘発されました。男性はサイト群すべての運営を認めており、その後1月19日までに60サイトすべての閉鎖が確認されました。https://t.co/S2nvHlnpVS
— コンテンツ海外流通促進機構(CODA) (@CODA_2002) January 29, 2026
Un impatto economico devastante
Considerando che Bato.to ha attirato 7,2 miliardi di visite nel periodo di 37 mesi da ottobre 2022 a ottobre 2025, la CODA considera questa una grande "vittoria" contro la pirateria dei contenuti giapponesi, calcolando che l'impatto economico ammonta a oltre 5 miliardi di dollari (circa 4,6 miliardi di euro).
Un dato significativo dimostra l'efficacia dell'azione: dopo la chiusura di Bato.to, la piattaforma legale di manga MangaPlaza, rivolta al mercato statunitense, ha visto le sue vendite giornaliere raddoppiare.
Questa doppia notizia – l'allarme sui danni crescenti e la chiusura di uno dei maggiori siti pirata – dimostra che la battaglia contro la pirateria è entrata in una fase cruciale, dove repressione ed espansione dell'offerta legale sembrano procedere di pari passo.
Beh la controparte non sta ferma.
Per dire se chiudi il sito leder i primi ad essere contenti sono gli altri siti che ne occupano lo spazio liberato.
EDIT: aggiungo una nota: mai nessuno che si interroga sulle motivazioni che spingono gli utenti alla pirateria. Oh, uno! Mica chiedo tutti...
Chiudono siti di scan online, ma siamo nel 2026 e ancora non esiste uno straccio di alternativa legale per chi vuole leggere in digitale.
Non esiste alcun "mangaflix" e peggio ancora quasi tutti i manga sono solo in formato fisico. I pochi noleggiabili in digitale sono protetti da DRM e di conseguenza non acquistabili.
Dillo però a tutti quelli che non lo vogliono e ogni volta si stracciamo le vesti a sentirlo nominare.
Io invece non vedo l' ora arrivi per il risparmio e lo spazio in casa.
Già solo rendere disponibile Jump plus in tutte le lingue e aumentarne il numero di manga presenti con recuperi di vecchie serie
Che poi il 90% - se non più degli utenti - non comprerebbe comunque e credo che più della metà del materiale scaricato non venga manco letto/visto... 1 download = 1 manga non venduto, equazione sbagliata
D'altronde, come già detto, "finché esisterà domanda per i contenuti giapponesi, emergeranno versioni piratate indipendentemente dalla forza delle misure anti-pirateria". Poi al giorno d'oggi vuoi veramente fermarla ?
Se fai leggi per cercare di contrastare la pirateria, di regola si va a colpire molti e non il singolo e chi è su internet da anni può conoscere vari esempi, i jap non cercano la collaborazione internazionale, ormai leggo notizie simili da decenni, alla fine vanno sempre a sbattere sullo stesso muro.
Però poi... Unholy blood: letto online, ora in libreria; Blue box: letto online, ora in libreria; Alya: letto online, ora in libreria; 7th time loop: letto online, ora in libreria; Mushoku tensei: letto online, ora in libreria; ReLIFE: letto online, ora in libreria, La strana casa: letto online, ora in libreria.
Devo continuare?
Certo, poi alcune cose le ho lette e non comprate, ma nel 99% dei casi le ho anche mollate dopo pochi capitoli. E poi ci sono quelle cose, tipo ReLIFE, che ho letto anni fa e qui è ancora in corso...
https://www.nme.com/news/music/spotify-major-record-labels-sue-annas-archive-13trillion-allege-brazen-theft-millions-files-3925977
Hanno fatto una multa per circa 13 trilioni di dollari. Anche secondo me esagerano volontariamente nel fare queste stime.
Bingo! Questo è l'elefante nella stanza. Le perdite vengono sempre calcolate come "ogni visualizzazione/scaricamento pirata = mancata vendita" per questo sentiamo numeri così alti ma è una stronzata. E' stupido pensare che chi scarica fumetti, film o quant'altro pagherebbe per forza per la versione ufficiale altrimenti. Anche perché in molti casi si tratta di roba che all'estero non viene nemmeno importata e una traduzione ufficiale non esiste. E in questo paradossalmente la pirateria aiuta invece. Senza le fan scans, io non avrei mai scoperto l'esistenza di tanti manga (e non solo) che poi ho comprato cartacei (edizioni inglesi o anche francesi) perché in Italia non sono mai arrivati e quasi certamente non arriveranno mai.
Con il costo dei manga che non fa che aumentare la gente semmai diventa sempre più selettiva su cosa comprare, quindi pensare che una persona spenderebbe 7 euro per provare un manga che poi magari non gli piace è assurdo. E poi secondo la stessa logica dovrebbero rendere illegale pure sfogliare i fumetti e i libri in libreria/fumetteria (ma forse in Giappone lo è?).
PS: con la situazione politica attuale, mi stupisce che la Cina abbia collaborato col Giappone all'arresto di un proprio connazionale. Probabilmente questo tizio i soldi del sito li guadagnava in nero e quindi non pagava le tasse.
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