La fioritura dei ciliegi, o sakura, rappresenta uno degli spettacoli naturali più affascinanti e attesi del calendario giapponese. Ogni primavera, milioni di persone in tutto il mondo sognano di passeggiare sotto le delicate nuvole rosa dei petali di ciliegio, immortalando un momento che incarna l'essenza stessa della cultura giapponese: la bellezza effimera e la contemplazione della natura. Per i turisti internazionali, assistere all'hanami – la tradizionale usanza di ammirare i fiori – è diventato un vero e proprio rito di passaggio, un'esperienza da spuntare nella propria lista dei desideri. Il periodo della fioritura, che generalmente va da fine marzo a inizio maggio a seconda delle regioni, trasforma il Giappone in un paradiso rosa e bianco, attirando fotografi, romantici e appassionati della cultura nipponica da ogni angolo del pianeta.

 


 

Tuttavia, questa straordinaria bellezza ha un prezzo sempre più alto per chi vive quotidianamente in queste località.

La Difficile Decisione di Fujiyoshida

La città di Fujiyoshida, situata nella regione centrale di Yamanashi, ha preso una decisione senza precedenti che ha scosso il mondo del turismo giapponese: cancellare definitivamente il suo festival dei ciliegi in fiore. L'evento, che da dieci anni attirava circa 200.000 visitatori ogni anno presso il parco Arakurayama Sengen, è stato sacrificato sull'altare dell'overtourism.

"Dietro il bellissimo paesaggio si nasconde la realtà che la vita tranquilla dei cittadini è minacciata. Abbiamo un forte senso di crisi," ha dichiarato il sindaco Shigeru Horiuchi nel comunicato ufficiale. "Per proteggere la dignità e l'ambiente di vita dei nostri cittadini, abbiamo deciso di chiudere definitivamente questo festival decennale."

Un Paradiso Trasformato in Incubo

Quello che era nato come un'iniziativa per valorizzare il territorio e creare un'atmosfera vivace nella zona si è trasformato in un problema insostenibile. Durante il picco della stagione dei sakura, fino a 10.000 visitatori affollavano quotidianamente la piccola città, causando ingorghi cronici, montagne di rifiuti e comportamenti che vanno ben oltre la semplice maleducazione.

Le testimonianze dei residenti dipingono un quadro allarmante: turisti che aprono le porte delle case private senza permesso per cercare un bagno, invasioni di proprietà private, mozziconi di sigaretta gettati ovunque e, nel peggiore dei casi, persone che defecano nei giardini altrui. Quando i residenti provano a far notare questi comportamenti, vengono spesso aggrediti verbalmente.

Il parco Arakurayama Sengen, con la sua pagoda a cinque piani che incornicia perfettamente il Monte Fuji sullo sfondo dei ciliegi in fiore, è diventato uno dei luoghi più "Instagrammabili" del Giappone – e proprio questa popolarità sui social media è stata una delle cause principali dell'esplosione turistica.

 



 

Un Fenomeno Nazionale

Fujiyoshida non è un caso isolato. Il Giappone ha registrato 42,7 milioni di turisti nel 2025, un record assoluto che ha superato i già impressionanti 37 milioni del 2024. Lo yen debole ha reso il paese ancora più accessibile economicamente, trasformandolo in una meta irresistibile per i viaggiatori internazionali.

Kyoto, l'antica capitale imperiale, ha vissuto problemi simili con turisti accusati di molestare le geisha in kimono nella loro frenesia per ottenere la foto perfetta. A Fujikawaguchiko, le autorità hanno persino dovuto installare nel 2024 una gigantesca barriera nera per bloccare la vista del Monte Fuji da uno degli spot fotografici più iconici, nel tentativo di scoraggiare i turisti maleducati che parcheggiavano illegalmente e lasciavano rifiuti ovunque.

Anche l'accesso al Monte Fuji stesso è stato regolamentato con tariffe d'ingresso per gli escursionisti e limiti giornalieri al numero di visitatori.
 

La cancellazione del festival pone una domanda fondamentale: come può il Giappone preservare la propria cultura e proteggere la qualità della vita dei suoi cittadini senza chiudersi al mondo?

Le autorità di Fujiyoshida ammettono che, nonostante la cancellazione dell'evento ufficiale, il parco continuerà probabilmente a vedere un'affluenza massiccia durante la primavera. I ciliegi fioriranno comunque, il Monte Fuji continuerà a dominare l'orizzonte, e i turisti continueranno ad arrivare. La città si sta preparando a gestire questi flussi nei mesi di aprile e maggio, ma la sfida rimane immensa.

 


Questa vicenda rappresenta un campanello d'allarme non solo per il Giappone, ma per tutte le destinazioni turistiche del mondo che stanno affrontando le conseguenze dell'overtourism amplificato dai social media. La bellezza che attrae milioni di visitatori rischia di essere distrutta proprio da coloro che vengono per ammirarla.

Per chi sogna di vivere l'esperienza magica dell'hanami, il messaggio è chiaro: la responsabilità individuale e il rispetto per le comunità locali non sono optional, ma condizioni essenziali per preservare queste meraviglie per le generazioni future. Altrimenti, come sta accadendo a Fujiyoshida, questi tesori potrebbero semplicemente scomparire dall'accesso pubblico, lasciandoci con nient'altro che ricordi e fotografie di ciò che un tempo era possibile vivere.

Fonte: BBC