Nel corso della nostra partecipazione alle 300° Yu-Gi-Oh! Championship Series di Dortmund, abbiamo avuto il piacere e l'opportunità, grazie a KONAMI, di intervistare il Duellante italiano Danilo Siracusa, protagonista assoluto dell'evento e finalista della competizione, confermando quanto di buono mostrato già con il Top 8 alle Yu-Gi-Oh! YCS di Bologna lo scorso novembre.

Complimenti innanzitutto per il tuo piazzamento alla Yu-Gi-Oh! YCS di Bologna dello scorso novembre. Quando nasce la tua passione per Yu-Gi-Oh! Card Game?
Ho iniziato in modo molto semplice: i miei amici giocavano al parchetto, quindi ho cominciato a giocare con loro, più precisamente all'oratorio. Poi abbiamo scoperto un negozio vicino al centro e da lì abbiamo iniziato a frequentarlo regolarmente continuando a giocare per anni.
Come ti sei preparato per questa 300° Yu-Gi-Oh! YCS di Dortmund e quali aspetti tecnici hai cercato di migliorare rispetto a Bologna?
Ho giocato molto con i miei amici: ci organizzavamo la sera quando eravamo liberi, provavamo diversi mazzi e analizzavamo i problemi specifici di ognuno. Più o meno facevamo uno schema: "questo mazzo ha questi problemi, ma anche questi vantaggi", e da lì iniziavamo a ridurre le scelte.
Forse l'aspetto su cui cercare di migliorare è essere più deciso e meno influenzabile. Giochiamo tanti mazzi diversi all'interno di un gruppo piuttosto grande e capita che qualcuno sia molto convinto di una scelta. A volte non sai se fidarti di più della tua impressione o della sua, pur essendo la sua un'opinione altrettanto valida.
Quanto incide per te la preparazione mentale, soprattutto in un contesto competitivo ampio come quello di una Yu-Gi-Oh! YCS?
Penso sia l'aspetto più importante, bisogna riuscire a rimanere calmi e capire che è più una maratona che una corsa. Anche se qualcosa va storto, bisogna restare tranquilli. Ad esempio ho perso una partita piuttosto presto, ma l'evento è lungo e serve mantenere la calma.

Essere un Duellante italiano in competizioni internazionali comporta anche una certa responsabilità. Come vivi il fatto di rappresentare l'Italia in un contesto come questo?
È molto bello quando la gente mi riconosce, mi saluta, si ferma a chiedermi come va. È sicuramente un motivo di orgoglio. Se tornassi indietro e dicessi al me stesso bambino che tra dieci anni mi sarebbe successo questo, sarei felicissimo. Non me lo aspettavo ed è una cosa davvero bella.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi sogni e le tue ambizioni?
Mi piacerebbe vincere una Yu-Gi-Oh! YCS. Mi manca sempre quella partita in Top 8: è già successo tre volte di fermarmi lì. Un giorno vorrei riuscire ad alzare il trofeo.
Che consiglio daresti a chi si avvicina ora al competitivo e sogna di partecipare a una Yu-Gi-Oh! YCS o a eventi ancora più grandi?
È importante giocare con persone con cui ti trovi bene e con cui hai un buon rapporto. Ovviamente non tutti i mazzi sono adatti a un evento internazionale se vuoi ottenere un buon risultato, ma è importante anche giocare un mazzo che ti piaccia davvero. Anche se non è il migliore in assoluto, è quello che ti motiva a continuare.
Ogni torneo è un'esperienza anche quando va male, ti insegna qualcosa se riesci a capire cosa è andato storto e cosa puoi migliorare. Io stesso, quando un evento non va come sperato, cerco di analizzarlo a posteriori. E poi c'è l'aspetto umano: vivere questi eventi con gli amici, passare un bel weekend insieme a persone che ti stanno simpatiche, è una parte fondamentale del viaggio. Deve restare, prima di tutto, una bella esperienza.
Grazie mille.
Grazie a voi.

Complimenti innanzitutto per il tuo piazzamento alla Yu-Gi-Oh! YCS di Bologna dello scorso novembre. Quando nasce la tua passione per Yu-Gi-Oh! Card Game?
Ho iniziato in modo molto semplice: i miei amici giocavano al parchetto, quindi ho cominciato a giocare con loro, più precisamente all'oratorio. Poi abbiamo scoperto un negozio vicino al centro e da lì abbiamo iniziato a frequentarlo regolarmente continuando a giocare per anni.
Come ti sei preparato per questa 300° Yu-Gi-Oh! YCS di Dortmund e quali aspetti tecnici hai cercato di migliorare rispetto a Bologna?
Ho giocato molto con i miei amici: ci organizzavamo la sera quando eravamo liberi, provavamo diversi mazzi e analizzavamo i problemi specifici di ognuno. Più o meno facevamo uno schema: "questo mazzo ha questi problemi, ma anche questi vantaggi", e da lì iniziavamo a ridurre le scelte.
Forse l'aspetto su cui cercare di migliorare è essere più deciso e meno influenzabile. Giochiamo tanti mazzi diversi all'interno di un gruppo piuttosto grande e capita che qualcuno sia molto convinto di una scelta. A volte non sai se fidarti di più della tua impressione o della sua, pur essendo la sua un'opinione altrettanto valida.
Quanto incide per te la preparazione mentale, soprattutto in un contesto competitivo ampio come quello di una Yu-Gi-Oh! YCS?
Penso sia l'aspetto più importante, bisogna riuscire a rimanere calmi e capire che è più una maratona che una corsa. Anche se qualcosa va storto, bisogna restare tranquilli. Ad esempio ho perso una partita piuttosto presto, ma l'evento è lungo e serve mantenere la calma.

Essere un Duellante italiano in competizioni internazionali comporta anche una certa responsabilità. Come vivi il fatto di rappresentare l'Italia in un contesto come questo?
È molto bello quando la gente mi riconosce, mi saluta, si ferma a chiedermi come va. È sicuramente un motivo di orgoglio. Se tornassi indietro e dicessi al me stesso bambino che tra dieci anni mi sarebbe successo questo, sarei felicissimo. Non me lo aspettavo ed è una cosa davvero bella.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi sogni e le tue ambizioni?
Mi piacerebbe vincere una Yu-Gi-Oh! YCS. Mi manca sempre quella partita in Top 8: è già successo tre volte di fermarmi lì. Un giorno vorrei riuscire ad alzare il trofeo.
Che consiglio daresti a chi si avvicina ora al competitivo e sogna di partecipare a una Yu-Gi-Oh! YCS o a eventi ancora più grandi?
È importante giocare con persone con cui ti trovi bene e con cui hai un buon rapporto. Ovviamente non tutti i mazzi sono adatti a un evento internazionale se vuoi ottenere un buon risultato, ma è importante anche giocare un mazzo che ti piaccia davvero. Anche se non è il migliore in assoluto, è quello che ti motiva a continuare.
Ogni torneo è un'esperienza anche quando va male, ti insegna qualcosa se riesci a capire cosa è andato storto e cosa puoi migliorare. Io stesso, quando un evento non va come sperato, cerco di analizzarlo a posteriori. E poi c'è l'aspetto umano: vivere questi eventi con gli amici, passare un bel weekend insieme a persone che ti stanno simpatiche, è una parte fondamentale del viaggio. Deve restare, prima di tutto, una bella esperienza.
Grazie mille.
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